Storia degli Italiani, vol. 15 (di 15)

Part 18

Chapter 183,327 wordsPublic domain

9. GENS ANTONIA, fu tra le plebee consolari sotto la repubblica. La rovina del famoso Marc’Antonio triumviro involse pure i suoi figliuoli; ma delle figlie una fu ava di Nerone, l’altra bisava: e i Gordiani, imperanti nel III secolo, pretendevano discender pure da Antonio.

10. GENS APULEJA. Due rami, _Pansa_ e _Saturninus_.

11. GENS ARRUNTIA. Lucio Arrunzio, console il 759, è lodato per innocenza di vita e ben adoprata eloquenza: accusato, dovette svenarsi.

12. GENS ASINIA, affatto nuova. Asinio Urio fu generale degli Alleati contro Roma. Suo nipote è il celebre Asinio Pollione, console nel 714. Asinio Gallo, figlio di questo, sposa Vipsania repudiata da Tiberio, ed è obbligato a morir di fame.

13. GENS ATIA. N’usciva la madre d’Augusto, onde Virgilio la fa venire da un compagno d’Enea (V, 368): non salì oltre la pretura.

14. GENS ATILIA, da cui Marco Atilio Regolo.

45. GENS AUFIDIA.

16. GENS AULIA.

17. GENS AURELIA, detta _Ausalia_, che in sabino significa sole, perchè a Cajo Aurelio Cotta, quando si stanziò a Roma, fu dato un posto dove far al Sole i sacrifizj costumati nella sua famiglia. Suo nipote fu console nel 502: i discendenti si divisero in tre rami, _Cotta, Orestes, Scaurus_. Aurelj eran pure i Simmachi, illustri nel IV e V secolo dopo Cristo; ma non sappiamo se di questo casato.

18. GENS AUTRONIA.

19. GENS BÆBIA.

20. GENS CÆCILIA plebea, benchè pretendesse venire da un compagno d’Enea. Il ramo _Metellus_ dopo il 470 diede molti grandi, fra cui il Macedonico, il Dalmatico, il Numidico, il Cretico, oltre il Celere e il Pio. In ducencinquant’anni, diciannove di questa casa ottennero quattro volte il pontificato massimo, due la dittatura, dodici il comando della cavalleria, venti il consolato, sette la censura; i _Creticus_ trionfarono nove volte, Pomponio Attico v’entrò per adozione. Tutte le donne chiamavansi _Caja_, in memoria di Caja Cecilia Tanaquilla.

21. GENS CÆDICIA.

22. GENS CALPURNIA plebea, ma voleva attaccarsi a Calpo preteso figlio di Numa, e ostentava orgoglio aristocratico. Arrivò al consolato nel 574, e d’allora portava il nome di _Piso_, cui un ramo aggiungeva _Cæsonius_. Lucio Calpurnio Pisone, console nel 621, fu cognominato _Frugi_ per la sua morigeratezza; il qual titolo passò a’ suoi discendenti, poi a tutti i rami dei Pisoni. Lucio Pisone, uom d’antichi costumi, sarebbe stato ucciso dall’imperatore Tiberio se non moriva a tempo. Un altro, console nell’810, fu ucciso in Africa per ordine di Vespasiano. Cajo Pisone cospirò contro Nerone.

23. GENS CANIDIA.

24. GENS CANINIA. Entrante l’VIII secolo, trovansi i due rami _Gallus_ e _Rebilus_.

25. GENS CARVILIA.

26. GENS CASSIA, il cui ramo principale chiamavasi _Longinus_. Il più famoso è l’uccisore di Cesare: Cassio Longino, console nel 783, sposò Drosilla figlia di Germanico: Lucio Cassio, insigne giureconsulto e di gravità antica, conservava l’effigie del suo antenato col titolo _Duci Partium_: Cassio Cherea assassinò Caligola: Cassio Ovidio si rivoltò contro Marc’Aurelio.

27. GENS CLAUDIA. Il ramo più celebre plebeo dei Marcelli produsse insigni uomini, e si estinse in Marcello nipote e genero d’Augusto.

28. GENS CÆLIA. Molti Celj hanno il soprannome di _Rufus_ o di CALDUS.

29. GENS CORNELIA. Parecchi rami plebei; il più noto è quello dei _Cinna_. Era di questa casa il poeta Gallo primo prefetto dell’Egitto, poi Tacito e Nepote storici, Celso medico; altri Cornelj erano i Dolabella, i Balbo, i Merula, i Mammula, i Blesio.

30. GENS CORNIFICIA.

31. GENS CORUNCANIA. Un d’essi fu il primo pontefice plebeo.

32. GENS CURIA.

33. GENS DECIA. Il ramo detto _Mus_ giunse al consolato nel 414. Famosi quei che si sacrificarono superstiziosamente per la patria.

34. GENS DOMITIA, una delle plebee più illustri, venuta all’impero con Nerone. Due rami più conosciuti, _Calvinus_ ed _Ahenobarbus_, così detto da uno, cui Castore e Polluce comparvero annunziando una vittoria de’ Romani, e carezzandogli la barba, che divenne rossa di rame. Ebbero sette consoli, un censore, un trionfante, e passavano per orgogliosi e violenti. Gneo Domizio Enobarbo, console nel 785, sposò Agrippina di Germanico, da cui ebbe Nerone, nel quale finirono gli Enobarbi ed i Cesari. L’ultimo Calvino nominato nella storia fu console nel 714.

35. GENS DUILIA.

36. GENS FABRICIA.

37. GENS FANNIA.

38. GENS FLAVIA. Dal ramo _Fimbria_ uscirono uomini illustri; dal _Sabinus_, l’imperatore Vespasiano; poi nel secolo IV ricomparve questo nome in Valentiniano, Valente e Teodosio. Dopo il qual secolo divenne comunissimo per adulazione, e quasi tutti i consoli lo assunsero, poi per imitazione alcuni re barbari.

39. GENS FUSIA.

40. GENS FULVIA, molto illustre. Vi troviamo i rami _Maximus, Centimalus, Pœtinus, Nobilior, Flaccus_. Fulvia, sposa di Marcantonio, nasceva da un liberto.

41. GENS FUNDANIA.

42. GENS FURNIA.

43. GENS GABINIA.

44. GENS GENUCIA.

45. GENS GETTIA.

46. GENS HERENNIA, coi soprannomi di Balbus e Gallus.

47. GENS HIRTIA.

48. GENS HOSTILIA.

49. GENS JUNIA. Tutti i Giunj che troviam nella storia dopo Giunio Bruto, sono plebei. Per due secoli non n’è parola, poi occorre un console nel 429; indi scontriamo altri coi soprannomi di Bubulcus, Pennus, Silanus; abbiamo pure i Norbanus, Rusticus, Otho. I più conosciuti sono Marco e Decimo Bruto, uccisori di Cesare. Cinnia, moglie di Cassio uccisor di Cesare, sorella di Bruto e nipote di Catone, fu l’ultima di sua stirpe. A’ funerali di essa apparvero le immagini di venti nobili famiglie; quelle di Bruto e Cassio spiccavano viepiù perchè non v’erano (TACITO, _Ann._, III. 76). I Silani furono scopo alle persecuzioni degli imperatori.

50. GENS JUVENTIA.

51. GENS LÆLIA. Famosi Cajo Lelio, amico di Scipione Africano Maggiore; e suo nipote, amico dell’altro Africano.

52. GENS LICINIA, cioè dai capelli ritorti indietro. Il primo tribuno militare con autorità consolare fu Licinio Calvo. Suo nipote Licinio Calvo Stolone fu il primo console plebeo. Tre rami illustri, _Crassus, Lucullus, Murena_. I Crassi chiamaronsi _Dives_ dopo Licinio Crasso, nominato pontefice massimo senza passare per gl’impieghi curuli; eccezione onorevole. Suo figlio adottò un fratello del sommo pontefice Muzio Scevola maestro di Cicerone; il quale, col nome di Licinio Crasso Muciano _Dives_, propagò il ramo primogenito de’ _Crassus_. Dal secondogenito venne il Crasso triumviro. Un suo discendente adottò il fratello di Calpurnio Pisone che aveva cospirato contro Nerone. Il giovane Pisone recò nella casa Licinia il nome di _Frugi_, cui i suoi figli aggiunsero quello di _Scribonianus_, in onore della loro madre. Il ramo _Lucullus_ fu illustrato dal vincitore di Mitradate; il _Murena_ dal trionfatore del re del Ponto. Sotto gl’imperatori, troviamo dei Crassi provenienti per donne da Pompeo, e che perciò avevano il soprannome di _Magni_, che Caligola proibì loro di portare. Un Crasso Frugi fu bandito da Trajano, e ucciso da Adriano nel 117 dopo Cristo.

53. GENS LIVIA, benchè plebea, ebbe prima d’Augusto otto consoli, due censori, tre trionfatori, un dittatore, un maestro della cavalleria. Il primo Livio menzionato era dei _Dexter_, uno de’ quali fu console nel 452: un altro nel 535 e 547, fu cognominato _Salinator_ per aver imposto la tassa del sale. Più illustre è il ramo _Drusus_, nome derivato da Livio Emiliano che vinse Drauso capo gallo. Da lui vennero i famosi tribuni della plebe Marco Livio Druso padre e figlio. Livia, sorella di questo, fu madre di Catone d’Utica e di Servilia, che generò Marco Bruto. Il fratello di lei adottò un Livio Druso Claudiano, e s’uccise dopo caduta la repubblica a Filippi: sua figlia Livia Drusilla generò Tiberio.

54. GENS LOLLIA. Cicerone nomina molti Lollj, ma nessuno pervenne al consolato fin a Lollio Paolino nel 733, che fu ajo di Cajo Cesare nipote d’Augusto. Fu sconfitto dai Germani, e arricchì sua famiglia colle spoglie dell’Asia. Lollia Paolina sua figlia sposò Caligola, poi volle sposare Claudio, ed Agrippina la fece perire nel 49.

55. GENS LUCINIA. I rami _Balbus, Bassus, Longus, Capito_ ecc. ebbero tribuni della plebe.

56. GENS LUTATIA. Il ramo Catulus, venuto al consolato nel 512, diede letterati e statisti insigni.

57. GENS MÆNIA.

58. GENS MALLIA.

59. GENS MAMILIA, oriunda di Tusculo, dal cui fondatore Telegono pretendea provenire, cioè da Ulisse. A Roma era plebea. Son noti i rami _Vitulus, Turinus, Limetanus_.

60. GENS MANILIA.

61. _Gens Marcia_, coi rami _Philippus, Figulus, Rex, Censorinus_. Marcio Filippo, console nel 698, sposò Azia nipote di Giulio Cesare e vedova di Cajo Ottavio, divenendo così suocera d’Augusto.

62. GENS MARIA, illustrata da Cajo Mario.

63. GENS MEMMIA. Virgilio la deriva da Mnesteo compagno d’Enea: un suo ramo era _Regulus_.

64. GENS MESSINIA.

65. GENS MUCIA, soprannominata _Scevola_ dall’assassino di Porsena. Da padre in figlio trasmetteansi lo studio della giurisprudenza.

66. GENS MUMMIA. Il più illustre ne è l’Acaico, distruttore di Corinto.

67. GENS MUNATIA.

68. GENS NÆVIA. I _Balbi_ e _Sardini_ ne sono i rami.

69. GENS NONIA.

70. GENS NORBANA.

71. GENS NUMITORIA.

72. GENS OCTAVIA, già patrizia. Un ramo divenne plebeo, non si sa come, finchè Cesare le rese il patriziato. Gli Ottavj plebei furono più illustri. Cajo Ottavio, d’antica famiglia di Velletri, fu il primo che ottenesse dignità; e da Azia nipote di Cesare generò Ottaviano, che si chiamò poi Augusto, e che non lasciò figliuoli.

73. GENS OGULNIA.

74. GENS OPPIA.

75. GENS PAPIRIA. Il ramo plebeo chiamavasi _Carbo_.

76. GENS PEDANIA o PEDIANIA.

77. GENS PÆTILIA.

78. GENS PLÆTORIA.

79. GENS PLANCIA.

80. GENS PLAUTIA O PLOTIA. Ne conosciamo i rami _Proculus, Silvanus, Hypsæus, Venno, Tucca_, tra cui l’amico di Virgilio. Un Plauzio è ucciso orribilmente da Nerone, uno fu pontefice, un altro console nell’834.

81. GENS POMPEIA. Una linea dei _Rufus_ fu detta _Bithynica_ per una vittoria sui Bitini: l’altra degli _Straboni_, celebre pel Magno Pompeo, pare essersi estinta co’ due suoi figli Gneo e Sesto nelle guerre civili; però qualche Pompeo appare sotto gl’imperatori.

82. GENS POMPONIA pretendea discendere da Numa: vi troviamo i soprannomi di _Matho, Græcinus, Secundus_ ecc. e n’uscì l’amico di Cicerone. Lucio Pomponio consolare, guerriero, poeta, è mentovato da Tacito.

83. GENS PONTIA.

84. GENS POPILIA.

85. GENS POPLICIA.

86. GENS PORCIA. Un Porcio Prisco tusculano fu capo d’un ramo, ed ebbe titolo di _Cato_ per la sua prudenza, e di _Censorinus_ per la sua severità nell’esercitare la censura. I due suoi figli, portanti egual nome, si distinsero col soprannome di _Licinianus_ e _Salonianus_ desunto dalla madre. Da quest’ultimo venne Catone Uticese.

87. GENS PUBLILIA. Quinto Filone di questa casa fu console quattro volte, 415-439, si segnalò nella guerra sannitica, e fu il primo pretore plebeo. Dopo di lui questa stirpe scompare.

88. GENS ROSCIA.

89. GENS RUBRIA.

90. GENS RUPILIA o RUBELLIA. Rubellio Plauto, accusato d’aspirare all’impero, è ucciso da Nerone.

91. GENS RUTILIA. Due rami _Rufus_ e _Lupus_. Il più celebre fu Publio Rutilio Rufo, oratore, filosofo, storico, e console nel 649.

92. GENS SALIA. Ne uscì Lucio Salvio, buon capitano, da cui nacque l’imperatore Otone, che non lasciò posterità.

93. GENS SCRIBONIA. _Curio_ e _Libo_ erano i rami principali, e quest’ultimo discendeva da una figlia di Pompeo. Scribonia, maritata in un Crasso, fu uccisa col marito sotto Claudio.

94. GENS SEMPRONIA. Oltre il ramo _Atratinus_ patrizio, erano plebei i _Blæsus, Longus, Tudytanus_, e i _Gracchi_ famosi. Un Gracco amante di Giulia fu esigliato da Augusto, ucciso da Tiberio.

95. GENS SERVILIA. Il _Priscus_ certamente, e i _Cœpio_ probabilmente erano patrizj; plebei i _Casca, Rullus, Vatia_, ecc. Un di questi ultimi ebbe il soprannome di _Isauricus_.

96. GENS SEXTIA.

97. GENS SILIA. Cajo Silio fu vincitore di Sacrovir, e Sejano l’obbligò ad uccidersi. Silio suo figliuolo sposa Messalina, e Claudio imperatore lo condanna a morte nel 49 dopo Cristo. Silia, moglie d’un senatore, è esigliata come sospetta d’aver divulgato le secrete lascivie di Nerone.

98. GENS SOLIA.

99. GENS STATILIA.

100. GENS SULPICIA. Fra’ plebei conosciamo i rami _Olympius, Quirinus, Rufus_.

101. GENS TERENTIA. S’illustrò il ramo _Varro_, donde il famoso erudito Marco Terenzio.

102. GENS TITINIA.

103. GENS TITIA.

104. GENS TREBONIA, TRIBONIA.

105. GENS TULLIA. Il ramo dei _Cicero_ fu illustre. Non n’è più traccia dopo Marco, figlio dell’oratore, gran beone, e che essendo console nel 724 con Augusto, fece dal senato condannare la memoria d’Antonio.

106. GENS VALERIA ebbe molti oratori. Messala Barbato, console nel 742, sposò Marcella nipote d’Augusto, e fu avo di Messalina. Valerio Messalino salì al consolato nell’826.

107. GENS VALGIA.

108. GENS VARGUNTEJA.

109. GENS VENTIDIA.

110. GENS VIBIA.

111. GENS VILLIA.

112. GENS VINICIA.

113. GENS VIPSANIA fu illustrata da Marco Vipsanio Agrippa, amico d’Augusto. Vipsania, sua figlia, moglie repudiata di Tiberio, morì naturalmente: ma gli altri cinque figli, avuti da Giulia d’Augusto, perirono per opera di Livia.

114. GENS VITELLIA, proveniente da un liberto calzolajo. Lucio Vitellio censore e tre volte console, fu adorator di Caligola, e adulatore di Messalina, della quale portava come reliquie una pantofola. L’imperatore e il fratello furono uccisi: sua figlia andò sposa a Vespasiano.

115. GENS VOCONIA. Suoi rami _Saxa, Naso, Vituli_.

116. GENS VOLCATIA.

117. GENS VOLUMNIA. _Flamma Violens_ fu console nel 447 e 458.

118. GENS VOLUSIA antica, ma sotto la repubblica non era giunta che alla pretura, e sfuggì alla gelosia degli imperatori. Lucio Volusio, morto l’anno 20 dopo Cristo, fu il primo che fosse console; e acquistate grandi ricchezze, assicurò il credito di sua famiglia. Un altro Lucio Volusio morì nel 57 nonagenario, avendo traversato il regno di tanti Cesari senza nimicarsene alcuno, benchè ricco.

Sarebbe pure ad annoverare la gente ANNIA spagnuola, da cui i due Seneca, Marco filosofo, Lucio maestro di Nerone, Anneo Mella suo fratello e padre di Lucano. Marco Annio Novato, per adozione chiamato Giunio Gallione, ebbe a fare con san Paolo.

Nei tempi successivi è viepiù difficile seguir le traccie delle famiglie, prima per la scarsezza di documenti, poi per la confusione dei nomi, applicandosi questi pochi a troppe famiglie diverse; poi per le adozioni, che i membri dell’una trasferivano in un’altra. Aggiungasi la facilità con cui sotto gl’imperatori cangiavansi i cognomi: la quale è pure indizio del deperimento delle schiatte primitive, desiderato e sollecitato dagli imperatori, accelerato dalla scostumatezza, che disperdeva i patrimonj, conculcava la dignità, e impediva o sciupava la generazione.

Su questo proposito possono consultarsi

C. SIGONIO, _De nominibus Romanorum_.

O. PANVINIUS, _De antiquis Romanorum nominibus_.

R. STREINNIUS, _De gentibus et familiis Romanorum_.

A. AUGUSTINUS, _De familiis Romanorum_.

F. URSINIUS, _Familiæ romanæ nobiliores_. Sono nei vol. II e VII del _Thesaurus antiquitatum romanarum_ di Grevio.

G. A. RUPERTI, _Tabulæ genealogicæ, seu stemmata nobilium gentium Romanorum_. Gottinga 1794.

ORTOLAN, _Explication historique des Instituts de l’empereur Justinien_, Parigi 1854, al lib. III, tit. 2.

Drumann (_Storia di Roma nel passaggio dalla repubblica alla monarchia, per ordine di genti_, 1830-38) porge le particolarità delle famiglie romane notevoli al tempo di Cesare e d’Augusto.

APPENDICE VI.

MONETE, MISURE E VALORI FRA I ROMANI

Affatto incerta è la valutazione delle monete antiche, e i ragguagli dati dagli eruditi differiscono può dirsi in ciascuno, anche di buon tratto. Dopo degli altri, e perciò profittando di tutti, ne ragionò Boeckh, _Metrologische Untersuchungen über Gewichte, Münzfüsse und Mässe des Alterthums in ihren Zusammenhange_. Berlino 1838.

L’asse, prima unità monetaria romana, era una libbra da dodici oncie di bronzo non coniato, _æs rude_. Un’impronta vi si pose sotto Numa o Servio Tullio, che fu una pecora, donde il nome di _pecunia_.

La prima moneta d’argento fu battuta nel 485 di Roma, ed era il denaro (_dena æris_), equivalente a dieci assi di bronzo: sua metà fu il quinario; suo quarto il sesterzio, _sesquitertius_, cioè due assi e mezzo. Per comodo di cambio ebbero la libella = 1 asse, o ad una libbra di rame; la sembella = 1/2 libbra; il teruncio = 1/4 libbra. In una libbra v’avea quaranta denari d’argento e voleansi dieci assi per fare un denaro, sicchè la proporzione del rame all’argento era :: 400:1.

Al fine della prima guerra punica, l’asse fu ridotto da dodici oncie a due; e quindi il denaro a 1/84 della libbra, ossia grani 73 333; essendo il grano di marco = 0 0531 gramme di peso metrico. La proporzione dunque fra l’argento e il rame monetato era :: 84 × 10 : 6, ossia :: 140:1. Nell’anno di Roma 536, l’asse fu ridotto al peso d’un’oncia, e il denaro, senza alterarne il valore, fu alzato a sedici assi, il quinario a otto, il sesterzio a quattro; onde la proporzione dell’argento al rame coniato stette :: 112:1. La legge Papiria del 562 abbassò l’asse a mezz’oncia di rame; il denaro restò uguale, e valse ancora sedici assi; quindi la proporzione fra il rame coniato e l’argento fu :: 1:56. Ma non era un valor mercantile, bensì arbitrario; l’asse non restava più che moneta di conto; e unità monetaria divenne il sesterzio.

Questo _sestertius_ non va confuso col _sestertium_, moneta di conto che valea mille sesterzj. Spesso negli autori si trova _sestertium_, genitivo contratto di _sestertiorum_. È marcato _IIS_ o _HS_, cioè assi due e mezzo: e cogli avverbj _semel, bis, ter, decies_ esprime 100,000 sesterzj, presi una, due, tre, dieci volte. Così ter HS varrà 300,000 sesterzj.

I Romani nel 547 batterono la prima moneta d’oro alla ragione di uno scrupolo per venti sesterzj; e abbiamo di tali monete coll’impronta del XX, XXXX, IX. La libbra romana è ducentottantotto scrupoli; perciò conosciuto il peso dello scrupolo, s’avrà la libbra. Le esperienze più squisite diedero grani 6154.

Mentre da principio in Roma l’_aureus_ si riferiva allo scrupolo, dappoi si riferì anch’esso alla libbra, come il denaro. Tale cambiamento non sappiano bene quando si facesse, ma pare dopo Cesare; quantunque Eckhel (_Doctrina nummorum_) neghi che durante la repubblica siansi coniate monete d’oro, per la ragione che troppo bello n’è il conio, e somiglia a quello de’ Siciliani e de’ Campani. Ma Roma non poteva adoperare a ciò qualche Greco?

Dopo il 705, la moneta d’oro fu la quarantesima parte della libbra, e venticinque denari di valore. La proporzione dunque fra i due metalli era

40×25 :: ————— : 1, 84

ossia press’a poco come 12 a 1.

Ai tempi d’Erodoto, l’oro valea tredici volte l’argento; a quelli di Platone, dodici; alla morte di Alessandro, dieci; e così al tempo del trattato fra gli Etolj ed i Romani.

In Italia non troviamo antiche miniere d’oro e d’argento, talchè sino al 247 avanti Cristo non corse nella settentrionale che moneta di rame, e sembra che le colonie della meridionale tirassero dalla Grecia l’argento per le monete loro. Roma esigeva i tributi in argento, lo che mantenne l’oro ad una proporzione superiore alla greca. Sotto gl’imperatori succeduti ad Adriano, la moneta andò in disordine: la proporzione dell’oro coll’argento sotto Domiziano era di 11-1/2. Verso il regno di Postumo l’argento scompare, poi ricompare con Diocleziano. Usandosi allora moneta scadente, l’oro dovette crescere enormemente di prezzo e uscire d’Italia; onde sotto Costantino la proporzione era di 1 a 15; sotto Teodosio il Giovane, di 1 a 18; ma al tempo di Giustiniano il troviamo ancora di 1 a 15.

Sebbene le monete deteriorassero di peso, il titolo restò quasi eguale, fra 0.998 e 0.991 di fino per l’oro, e per l’argento da 0.993 a 0.965. Regolator del valore era l’oro, come oggi in Inghilterra; perciò conservasi inalterato di peso e di titolo, e una _Novella_ di Valentiniano III porta: — L’integrità e inviolabilità del segno favoriscono il commercio, e mantengono la stabilità del prezzo delle cose venali».

Così valutando, senza tener conto delle spese di monetazione, Letronne riscontra il denaro d’argento dalla repubblica sino a Domiziano rappresentare un valore da centesimi 83 fino a 70, ossia precisamente:

_________MONETE_______ ________________EPOCHE_________________ | | | | Sestertii Denarii Dal 536 Augusto Tiberio al 720 -Claudio

4 1 11. 82 79 78 8 2 1.64 1.59 1.56 12 3 2.46 2.38 2.34 16 4 3.27 3.18 3.12 (scrupulum) 20 5 4.09 3.97 3.89 24 6 4.91 4.77 4.67 28 7 5.73 5.56 5.45 32 8 6.55 6.36 6.23 36 9 7.36 7.15 7.01 40 10 8.19 7.95 7.79 (aureus o solidus) 100 25 20.47 19.87 19.48 400 100 81.88 79.52 77.93 800 200 163.77 159.04 155.87 1.200 300 245.65 238.55 233.80 1.600 400 327.53 318.07 311.75 2.000 500 409.42 397.60 389.67 2,400 600 491.30 477.11 467.60 2,800 700 573,19 556.63 545.54 3.200 800 655.07 636.15 623.47 3.600 900 736.95 715.67 701.41 4.000 1,000 818.33 795.19 779.34 40,000 10,000 8,183.33 7,951.91 7,793.42 400,000 100,000 81,833.33 79,519.10 77,934.24 4,000,000 1,000,000 818,333.33 795,191 779,342.45 40,000,000 10,000,000 8,183,333.33 7,951,910 7,793,424.50

_________MONETE_______ __________EPOCHE_________________ | | | | Sestertii Denarii Nerone Galba- Domiziano