Lusitania: Canti popolari portoghesi

Part 7

Chapter 73,770 wordsPublic domain

[Nota 58: “Don Tello [parla il re Alfonso VII], da' ad Elvira il nome di sposa per riparare l'oltraggio che le recasti; e quando il carnefice t'avrà mozzo il capo, ecc.„ LOPE DE VEGA, _El mejor alcalde el rey_, Atto V, scena ultima.--“E voi [parla ora quel famoso Don Pedro il crudele, che, siccome dice L. DE VIEL-CASTEL, potrebbe chiamarsi _la provvidenza dei tragici spagnoli_], e voi che prometteste di sposare Eleonora, fatelo subito, se non volete che l'anima vostra abbia a perire insieme col corpo. Ma intorno a ciò ve la intenderete col vostro confessore; perché, badate bene, o la sposiate o no, domattina la vostra testa dovrà senz'altro cadere.„ A. MORETO, _El rico hombre de Alcala_, Atto II, sc. XVI.]

LA PELLEGRINA

(A ROMEIRA)

LA PELLEGRINA

(A ROMEIRA)[59]

Una giovine romea per quei verdi poggi va: altra mai sí casta e bella non fu vista viaggiar. Le scendea lunga la gonna sovra l'erbe della via; giú calato un cappellino i begli occhi le copría. Lei seguiva un cavaliere, la seguiva a fin di mal; ma per quanto si affrettasse, non potevala arrivar. A un olivo, presso un eremo, dopo tanto la fermò: essa allora a quella pianta benedetta si appoggiò.

“Io ti prego, o cavaliero, per Dio santo e per Maria, che mi lasci col mi' onore seguitar la strada mia:„

Ma quel tristo Iddio non teme, né ragion vuole ascoltar; ben si appresta, imbestialito, le sue brame a soddisfar. Lottan essi braccio a braccio, ed è lunga lotta e dura, fin che al suol casca la debole e innocente creatura. Ma un pugnal videgli al fianco, nel cadere: lo strappò via di forza l'animosa, e nel cor glielo piantò.[60] Nero il sangue dalla piaga, nero e molto giú piovea:

“Per Dio santo e per la Vergine io ti supplico, o romea, quando a casa tornerai, tua vendetta non vantar; non dir nulla dell'oltraggio, ch'io ti volli dianzi far.„

“Co' tuoi, sí, brutto ribaldo, e co' miei mi vanterò; come uccisi un vil furfante col pugnale suo dirò.„

Indi corre alla campana, e a sonar forte si dà:

“Buon romito, ve ne prego per Iddio, venite qua. Raccomando a voi quest'anima peccatrice: nel sacrato sotterriamo intanto il morto: e Dio l'abbia perdonato!„

NOTE

[Nota 59: BELLERMANN, p. 168-70.

“O romance da Romeirinha, un d'aquelles que tiveram origem nos perigos que corriam os romeiros, e sobretudo as romeiras em suas peregrinações, é conhecido em Trás-os-Montes e no Minho. ALMEIDA-GARRETT, Rom., III, p. 9-14, traz uma lição apurada pelas duas versões d'estas provincias, e pouco differente da versão de Trás-os-Montes.„ HARDUNG, I, p. 118, in nota. Di questa bella romanza il BRAGA dà un testo che offre qualche piccola diversità: la mia traduzione è condotta su quello dell'ALMEIDA-GARRETT. Il lettore cortese mi scuserà se non reggo alla tentazione di riferire parte di una stupenda lettera di GIOVANNI DA CATIGNANO, detto ancora il beato Giovanni dalle Celle, dove una pia monaca, certa Domitilla, è da lui sconsigliata di mettersi _a cammino del santo Sepolcro_: “Ho udito come tu, con molte vergini e donne oneste et altri giovani, volete andare oltre a mare. Piatoso desiderio è quello nella corteccia. Ma nella midolla è piú crudele che ogni crudeltà; nimico d'ogni onestà; porta di perdizione e dispersione di tutte le virtudi; perdizione d'ogni innocenza e puritade.... Forse dirai:--Io voglio andare per lo perdono.--O perché vogli andare a rischio d'essere cibo dei pesci del mare? et a rischio di perdere la onestade.... quando tu puoi avere il perdono nel paese tuo?.... E forse pensi andare con tanta agevolezza col corpo in Gerusalemme, con quanta agevolezza tu vai con lo spirito? Ma e' non sarà cosí; anzi ti voglio contare parte de' pericoli che potrai trovare. In prima, entrerai nel mare. Nel quale infermerai; e non potrai mangiare nulla, anzi vomicherai ciò che tu arai dentro. Nella qual nave sarai messa nel fondo cogli uomini mescolatamente; e non veggono né lume né luce. E dove tu prima fuggivi la veduta degli uomini, allora ti converrà stare stretta con loro. E per li disagi farai faccia di meretrice; e non ti curerai piú d'onestade. Uscirai fuori del mare; andrai fuori negli alberghi: et arai una camera ove alberga soldati masnadieri et ogni mala gente. Et in queste mescolanze potrai diventare sepolcro d'ogni immondizia.... Dico adunque che il diavolo non udí mai predica che piú gli piaccia, che questa del passaggio. Perocché migliaja di donne onestissime farà meretrici; e migliaja di giovani che portano il fiore di verginitade, la lasceranno tra via. Mento, se queste cose non intervennono, quando s'andò a Roma per lo cinquantesimo [il giubileo del 1350]; e s'io non udi' da uno masnadiere:--Noi facemmo quello strazio delle belle donne, che se elle fossono state pecore.... E gli occhi tuoi onestissimi perderanno il loro timore. Perderai l'umile tuo digiuno e le genove [genuflessioni, prostrazioni], che tu suoi fare. Affaticherai il corpo, senza divozione. Spegnerai lo spirito tuo.... Priegoti mi scriva se questo è vero, che tu debba andare; ovvero che mi sia stato detto per darmi fatica, non poco utile a molti semprici giovani e purelle di Cristo, le quali vogliono volare senz'alie, nella fine ed ultime parti del mondo; essendo di ciò confortati dal diavolo, e non da Dio. Il quale ama piú l'anime pure, che terra di repromissione o che la pietra del sepolcro suo ecc.„ Questo furore dei perdoni e dei pellegrinaggi pare invadesse, piú che altro, le donne inglesi; di cui molte, giovani e belloccie, incorsero nei pericoli sopraccennati, e se ne tornarono a casa tutt'altro che _purelle di Cristo_.

“V'è un capitolare di Carlomagno indirizzato contro i penitenti vagabondi, i quali probabilmente consideravano la catena di ferro che portavano al collo, espiatoria dei peccati futuri al pari che dei passati.„ HALLAM, _L'Europa nel M. E._ (traduz. di G. Carraro), Firenze, 1874, p. 271.

“Braga a rappelé dans les notes de son _Cancioneiro popular_ l'histoire de dona Ximena, qui, prise par un More, feint de céder à son amour, l'embrasse et l'entraîne avec elle dans la mer. On a attribué au mari de cette autre Lucrèce, Mendo Vasquez de Britteiros, des vers où il est fait allusion à cette mort, et qui se trouvent dans l'_Histoire chronologique et critique de l'abbaye royale d'Alcobaça_, par Fortunato de Sam Boaventura.

Outre ce romance de la _Pèlerine_, les Portugais ont sur le même sujet deux imitations du romance castillan _Rico Franco_.„ PUYMAIGRE, _Romanceiro_, p. 216.

“O romance de Dom Franco, recolhido pela primeira vez, por Th. Braga, é conhecido na Hespanha sob o titulo do Rico-Franco (DURAN, Romancero General, t. I. p. 160). N'uma das versões da Ilha de S. Jorge, Dom Franco é substituido pelo Duque da Turquia, o que justifica a classificação do romance como romance mourisco.„ HARDUNG, II, p. 61, in nota.]

[Nota 60: Invenzione delle meglio accètte ai poeti popolari è quella di una giovine che, o per vendetta o per salvar l'onestà, uccide un uomo con l'armi sue proprie: le canzoni italiane di siffatto argomento sono parecchie. Questa (di Alessandria), tutta forza e rapidità, è nel MARCOALDI, raccolta cit., p. 166-67:

_LA VENDICATRICE._

“Oh, varda ben, Munfren-na, oh, varda quel casté: i è trentatré fanten-ni, ch a j'ho menaji me. I m'a negà l'amure, la testa a j'ho tajé.„

“Ch'u' m digga lü, sior conte; ch'u 'm lassa la so' spà.„

“Oh, dimi ti, Monfren-na; cosa ch'a 't na voi fa'?„

“A voi tajé 'na frasca per ombra al me' cavà.„

Lesta con la spaden-na al cor a j'ha passà.

“Va là, va là, sior conte; va là 'nte quei boscon; le spen-ni e li serpenti saran toi compagnon.„

Ha riscontro in altra piemontese edita dal FERRARO (_Canti Monferrini_, p. 4):

_LA LIBERATRICE._

“Vostu viní, Gianfleisa, vostu viní cum mi?„

“O si vurrei ca vena, pruntème d'un cavà.„

“Cavà l'è bela prunt; t'j manche anma che ti.„

Sa l'è muntà a cavà, singsent mija senza parlée.

“O varda là Gianfleisa, 'r casté ca ti voi minée; tanti ca j' ho minaje i'n sun pí riturnée.„

“Sa te digo ti, Gilardu, prestme ra to spà.„

“Csa vosti fé, Gianfleisa, dra me spadin-ha d'or?„

“Avôi tajée ina rama da fé umbra ar me cavà.„

Quindi r'ha aví ra spà an man, ant ir cor a i r'ha piantà.

“Stà lí, sta lí, Gilardu, a ra fresca rusà; e mi ca sun Gianfleisa, purtrò ra nova a cà.„

Cfr. NIGRA, _Canzoni_ ecc., fasc. V. p. 153 (_Monferrina_). Tolgo la seguente dal BERNONI, racc. cit., punt. IX, p. 2:

_LA INCONTAMINATA._

“O Betina de l'aqua fresca, me daressi un po' da bevare?„

“Va da basso a le fontanele, che de l'aqua ghe ne sarà.„

“Toca, toca gli spironi, bela; in Franza te vôi menar.„

Quando in Franza fu rivata, la mia bela trà un sospir.

“Ma perché sospiri, bela? tanto tempo che moro per ti!„

“Me xe morta la mia mama; me convien morir 'nca mi.„

“Non pensar piú a la tua mama; pensa a mi che so el tuo amor.„

“Maledeto sia 'l sartore che m'à fato questo busto: 'l me l'à fato gnente giusto, che no posso respirar. Cavalier, dame la spada, ché la steca [del busto[61]] me vôi tagiar.„

El ghe dà la spada in mano, e nel cuor se la impiantò.

“Me xe morta la mia bela; me convien morir 'nca mi.„

Cfr. FERRARO, _La Monferrina incontaminata_; NIGRA, fasc. V, serie 2, _Il Corsaro_.

“Gerard de Nerval raconte dans la _Bohême galante_ que la fille d'un pâtissier, ayant porté des gateaux chez son seigneur, fut forcée de passer la nuit dans le château de celui-ci. Elle lui demanda son poignard pour couper le noeud d'un lacet, et s'en perça le coeur.„ PUYMAIGRE, _Chants_ ecc., I, p. 139. Dubita l'egregio uomo che da questo fatto abbia avuto origine la canzone _La fille du pâtissier_ (ivi, p. 137-38). Altre canzoni che piú o meno si accostano alla romanza portoghese ed a quelle italiane dianzi citate, sono in PUYMAIGRE, stessa racc., I, p. 140; DE LA VILLEMARQUÉ, _Barzaz-Breiz_, I, p. 354; lo stesso, ivi, p. 305, _Les trois moines rouges_; _La filleule de du Guesclin_; BUJEAUD, _Chants et Chansons popul. des provinces de l'Ouest_, Paris, 1866, II, p. 177, _La fille des Sables_; LUZEL, _Gwerziou Breiz-Izel_, ed. cit., I, p. 319, 325, _Rolzmel chon, Jeanne le Roux_; BEAUREPAIRE, _Etudes_ ecc. pag. 56, ecc. In altre canzoni italiane e straniere incontriamo ragazze, che dando spesa al cervello, sanno uscire d'impaccio senza ricorrere al sangue. Vedasi, p. es., _La fuga e il pentimento_ in MARCOALDI, p. 162; PUYMAIGRE, _Chants_, ecc., _Les damoiselles du Château de Bonfort_, I, _p. 131 e 134_; ARBAUD, op. cit., _Les tres capitanis_, I, p. 143; CHAMPFLEURY et WEKERLIN, op. cit. p. 95, _La jolie fille de la Garde_ ecc. ecc.]

[Nota 61: Metto le parole _del busto_ dentro parentesi, perché la lezione è visibilmente sbagliata.]

LA FIDANZATA

(A NOIVA)

LA FIDANZATA

(A NOIVA)[62]

“Dio vi salvi, cara zia, che ritrovo qui a filar!„

“Ben venuto, o cavaliere; è cortese il tuo parlar.„

“In mal punto ebbi a partire, in mal punto a ritornar: me nessuno riconosce; un altr'uomo ho da sembrar. Meglio morto là tra' Mori che un sì fatto rimpatriar!„

“Ah nepote del mio core, ti conosco ora al parlar! Io son cieca, non mi vedi? dal continuo lacrimar.„

“Babbo, mamma dove sono? io vo' andarli ad abbracciar.„

“Ah il tuo babbo e la tua mamma gli ho veduti sotterrar!„

“Che ne fu del mio naviglio, che mandai qui ad ancorar?„

“Ordinava il comandante che prendesse tosto il mar.„

“E de' miei cavalli bianchi, ch'io dovetti qui lasciar?„

“Caro, i tuoi cavalli bianchi li mandava il re a pigliar.„

“Che ne fu della mia bella, ch'io lasciavo a sospirar?„

“Oggi, o caro, si fa sposa, e domani va all'altar.„

“Dove sono i fidanzati? li vo' andare un po' a trovar.„

“Figliol mio, non te lo dico; ti potrebbero ammazzar.„

“Non temete, zia, di nulla; son discreto e so parlar: ma se cortesia non basta, questa spada supplirà.„

“Dio vi salvi, miei signori, che possiate in gioja star!„

“Oh ben venga il cavaliere! via, sedetevi a pranzar.„

“Io non son qui per le nozze, né qui sono per pranzar: vo' veder la fidanzata, ch'è cugina mia carnal.„

Essa viene da una stanza, e fa tutto un lacrimar: come vede il cavaliere, allibbisce, è per mancar.

“Se tu piangi per vedermi, me ne vo' senz'altro andar; se tu piangi per le donora, te le posso anche pagar.„

“Con la vita la pagasse chi mi seppe raggirar! chi mi disse ch'eri morto, caro, in terra d'oltremar! Gli altri restino a far festa, gli altri restino a pranzar; l'amor mio primo, nessuno potrà farmelo lasciar!„

“Vengan pur giudici ed alcadi[63] di Castiglia e Portogal: se poi qui non c'è giustizia, questa spada l'ha da far!„

NOTE

[Nota 62: BELLERMANN, p. 172-76.

Il vero titolo di questa romanza è _A noiva arraiana_. La voce soppressa mal si tradurrebbe in italiano.

“Garrett tem esta xacara por bem antiga e originaria do Algarve.--_O fronteiro que mandou ao mar a armada do cavalleiro ausente, faz pensar que isto seja coisa do tempo das nossas emprezas de Africa. O logar da scena é inquestionavelmente na raia. Mas aqui ha mar, e armadas que vão ao mar: não pòde pois ser outra a raia senão a do Algarve._„ HARDUNG, II, p. 97, in nota.

“Almeida-Garrett déclare qu'il ne connaît qu'une version de ce romance. [Un'altra fu poi raccolta nell'Algarvia; onde apparisce manifesto ch'egli aveva dato nel segno. Vedi HARDUNG, t. cit., p. 99, in nota.] .... On en retrouve quelque chose dans un romance catalan, _D. Luis_, mais la fin est différente; elle rappelle celle du comte Nillo, dont elle reproduit aussi vaguement quelques détails. Les poésies populaires où un mari, un amant, arrivent au moment où ils vont être sacrifiés à un successeur, sont en nombre tel que nous renonçons à les indiquer.„ PUYMAIGRE, _Romanceiro_, p. 205.]

[Nota 63: Giova sperare che i giudici e gli alcadi invocati dal nostro bravo giovinotto, non sieno della stessa risma di quelli che a detta di Sancio Panza andavano sí facilmente _a risico di ragliare_. Vedi _Don Quijote_, parte II, cap. 27.]

GIOVANNINO

(JOÃOSINHO)

GIOVANNINO

(JOÃOSINHO)[64]

Giovannino fu a giocare una notte di Natal; vinse cento doppie d'oro già coniate o da coniar:[65] anche uccise un sacerdote, che dicea messa all'altar; ingannò sette fanciulle in età da maritar, e usurpò sette castelli, tutti regia proprietà. Quando il padre seppe questo, lo volea fare ammazzar; ma la povera sua madre cominciava a singhiozzar:

“Risparmiate il sangue nostro; se ci costa Iddio lo sa: deh vi basti di cacciarlo dalla terra sua natal!„

Va il meschin peregrinando, e si mette a dimandar:

“C'è qui pane, che ne possa anche un povero comprar?„

“Non c'è pane in queste parti, né chi pane sappia far.„

Va il meschino un po' piú avanti e si mette a dimandar:

“C'è qui vino, che ne possa anche un povero comprar?„

“Non c'è vino in queste parti; non usiam viti piantar.„

Va il meschino anche piú oltre, e si mette a dimandar:

“C'è un po' d'acqua, che ne possa anche un povero comprar?„

“Non c'è acqua in queste parti; non ne vuole Iddio mandar.„

Va il meschino avanti avanti, e si mette a dimandar:

“C'è qui erba, che ne possa anche un povero comprar?„

“Non c'è erba in queste parti; qui non s'usa seminar.„

Diventò santo di colpo, tale angoscia ebbe a provar.

NOTE

[Nota 64: HARDUNG, I, p. 243-45.

“Este romance muito interessante foi recolhido em duas diversas variantes por Th. Braga.--É unico documento da poesia popular portugueza em que encontramos a antiga tradição germanica do banido, tantas vezes empregada na penalidade feraleira.--„ Ivi, p. 243, in nota.

L'altra variante, meno bella, va col titolo di _Flores e Ventos_ (ivi, p. 245-46), e comincia:

“Caminhou Flores e Ventos uma noite de natal; deshonrou sete donzellas todas de sangue real; arrasou sete citades que o pae tinha p 'ra lhe dar: matou seis padres de missa, revestidos no altar; jogou cem dobrões de ouro marcados e por marcar. Sua mãi, quando tal soube, logo ao rei foi fallar ecc.„

E finisce cosí:

“Sete annos andou em sella, outros sete andou em pé; foi acabar sanctamente no adro de Nazareth.„]

[Nota 65: “Nous ne savons trop ce qu'on entendait par là; mais nous remarquons, que, dans une chanson du Canada (_Chansons pop. du Canada_, publ. par Ernest Gagnon, p. 47) il est question de _sous marqués_.„ PUYMAIGRE, _Romanceiro_, p. 240.--Io, dalla mia parte, mi contenterò di osservare che soltanto in Francia, e piú specialmente nel secolo di Luigi XIV, corse, tra l'altre, la moda di voler trovare in tutto e per tutto _de la raison_, e che i poeti popolari non ebbero né avranno mai conoscenza di questo avvertimento del Boileau: “Il faut, _même en chansons_, du bon sens....„]

LO SCHIAVO

(O CAPTIVO)

LO SCHIAVO

(O CAPTIVO)[66]

Io venía dal mar di Amburgo su una bella caravella, quando i Mori ecco ci presero pur cosí tra pace e guerra. Nelle lor terre, per vendermi, mi portarono, a Salè; ma non fu Moro né Mora che un quattrin desse di me. Finalmente un can d'Ebreo mi degnava comperar: negra vita era la mia; mi trattava come un can. Pestar sempre il dí lo sparto, e la notte la cannella; una sbarra qui alla bocca, non gli avessi a mangiar quella. Manco mal che la mia buona padroncina mi donava tutti i giorni del pan bianco, di quel pan ch'essa mangiava. Dava a me quant'io chiedessi, e piú ancor che non chiedea: le piangeva io nelle braccia, ma non già per lei piangea.

Mi diceva essa: “Non piangere: vuoi, cristiano, rimpatriar?„

“Ah signora! come andarmene, se mi manca da pagar?„

“Se hai bisogno d'un cavallo, ti darò, caro, una bella cavallina; se di nave, ti darò una caravella.„

“Del cavallo, o mia signora, non saprei che me ne far; troppo è lunge di qui Cëuta di Castiglia e Mazagan. E né pur voglio la nave, ché tant'è, non fuggirei; di quel poco che tuo padre mi pagò, lo froderei.„

“Prendi allora questa borsa qui di seta gialla; to': è un ricordo che mia madre moribonda mi lasciò. Vanne; paga il tuo riscatto; e alle donne di laggiú di' se quello d'un'Ebrea, o l'amor loro val piú.„

Non avea finito ancora, e il padrone ecco arrivato:

“In buon punto voi veniste, che il Signore sia lodato: sento adesso che i denari del riscatto mi han mandato.„

“Ma ci vogliono _crociate_[67] molte, amico; ci hai pensato? chi ti diè tanta moneta che il riscatto sia pagato?„

“Parte già ne avevo; il resto le mie due sorelle han dato; me 'l portava dianzi un angiolo dal Signore Iddio mandato.„

“Dimmi, orsú, cristiano, dimmi, vuoi tu farti rinnegato? ti darò la mia figliola, ti darò tutto il mio stato.„[68]

“Io non voglio esser giudeo, non io turco rinnegato; io non voglio che sia detto che mi hai messo nel tuo stato: porto Cristo crocifisso io nel core qui stampato.„

“Che cos'hai, buona Rachele? dimmi, via, figliola amata, se per colpa di quel cane veggo te sí addolorata.„

“Lascia stare quel cristiano, che di nulla è debitor: volontaria glie l'ho dato, s'ei mi deve il mio bel fior.„

Tosto il padre in una torre tutta pietra l'ha serrata: ché quei Mori non dicessero: “È l'Ebrea disonorata.„

“O mandola, o mia mandola, sta' qui al muro a infracidar: se n'è ito l'amor mio, se n'è ito via pe 'l mar.„

NOTE

[Nota 66: BELLERMANN, p. 184-90.

“O romance do Captivo de Argel é um typo dos mui populares contos de captivos que relatam a salvação de prisioneiros christãos da mão dos mouros. Foi derivado o romance do Captivo de Argel da Hespanha. (DURAN, _Romancero General_, N. 258). Th. Braga o obteve do Porto, escripto em uma letra que denuncia o seculo XVII. Garrett conhecia variantes de Lisboa, Ribatejo e Extremadura; Estacio da Veiga o encontrou em Tavia; e nos Cant. pop. do Archip. Açor. (p. 323-325) Braga publica duas versões da Ilha de S. Jorge.„ HARDUNG, II, p. 46, in nota.

Le lezione manoscritta del sec. XVII comincia:

“Mi madre era de Hamburgo, mi padre de l'Antequera ecc.„

Quella dell'Algarvia:

“O meu pae era de Hamburgo, minha mãi de Hamburgo era:„

e cosí una dell'isola di San Giorgio, salvo una differenza da nulla.

“Braga remarque que Camoens, dans les _Disparates da India_, a terminé une strophe par deux vers de la version castillane:

Mi padre era de Ronda, y mi madre de Antequera.

D'après la manière dont Ceuta est mentionnée ici, le romance daterait de l'époque où cette ville était devenue espagnole, et ne serait pas plus ancien que le XVII siècle, à en croire ce passage; mais dans d'autres leçons, Ceuta n'est pas nommée, et peut-être y a-t-il eu ici interpolation moderne.„ PUYMAIGRE, _Romanceiro_, p. 171.]

[Nota 67: Sorta di moneta.]

[Nota 68: Orig. _estado_. In italiano, _stato_, per _sostanze_, _patrimonio_, ha parecchi esempi di scrittori autorevolissimi. A me non è parso far male, conservando nella mia traduzione una voce di significato comune alla lingua nostra ed a quella del testo.]

IL CIECO

(O CEGO)

IL CIECO

(O CEGO)[69]

“Annetta, la porta deh m'apri adagíno: son tutto ferito; non reggo al cammino.„

“Se t'hanno ferito, da' retta, o meschino, andarne puoi tosto per altro cammino.„

“Deh m'apri la porta, me l'apri adagíno: son privo degli occhi; non vedo il cammino!„

“No, porta o portello non t'apro, carino: via, dico, in malora per tristo cammino!„

“Ah il povero cieco va solo e tapino, cantando, accattando, per questo cammino!„

“Qua, mamma, qua, mamma; sentite un pochino cantare quel cieco che ha perso il cammino.„

“Se canta ed accatta, pan diamogli e vino; è un povero cieco che fa suo cammino.„

“Non vo' del tuo pane, non vo' del tuo vino; vo' solo che Annetta m'insegni il cammino.„

“To', Anna, la rócca; su mettivi 'l lino; col povero cieco va' giú pe 'l cammino.„

“È vuota la rócca, finito è il mio lino; conosce il buon cieco, conosce il cammino.„

“Deh ancor mi accompagna, di grazia, un pochino: son privo degli occhi, non vedo il cammino.„

“Oh quanti mai, quanti dal colle vicino signori a cavallo per questo cammino!„

“Venuti son tardi, mio dolce visino; gli aspetto che è tanto su questo cammino!„

“Ve', calan giú tutti pianino pianino: il cieco, il mio cieco, lo vede il cammino!

Mi assetta amoroso su vispo ronzino: un cieco mi porta, ma vedo il cammino.„

NOTE

[Nota 69: BELLERMANN, p. 192-94.

“Almeida-Garrett, baseandose sobra o facto de que o mesmo assumpto é tractado n'uma ballada escoceza (PERCY'S, _Reliques of Ancient English Poetry_, Series II, book I, 10), suppõe que os mercantes portuguezes trouxessem de Glasgow ou Aberdeen esta historia, e de Vianna ou do Porto se internasse pelo Minho onde ella é mais vulgar.„ HARDUNG, II, p. 105, in nota. Si conoscono di questo canto altre due lezioni, delle quali una dell'isola di San Giorgio.

“Le romance est obscur. Le pauvre aveugle est un amant. Anna ne le reconnaît-t-elle pas d'abord? Pourquoi l'accueille-t-elle si mal, elle qui paraît se prêter ensuite à un enlevement?.... Braga rapproche ce chant d'un romance castillan:

Yo me era Mora moraina.