Lusitania: Canti popolari portoghesi

Part 8

Chapter 82,833 wordsPublic domain

Il y a quelque analogie entre ce romance et celui de Sainte Iria.„ PUYMAIGRE, _Romanceiro_, p. 242. La conformità con la nostra romanza, se altri voglia proprio trovarcela, è solo un po' nel motivo, e né pure in tutte le lezioni.]

LA PASTORELLA

(A PASTORINHA)

LA PASTORELLA

(A PASTORINHA)[70]

“Buon giorno e buon anno, Rosetta;[71] che fate?„ “Le pecore cerco qui attorno sbrancate.„

“Per Bacco! pastora sí amabil donzella?„ “Fu questa e non altra la sorte mia bella.„

“Fra' monti la strada sicura non è; vorreste, carina, venire con me?„

“Voi buon consigliere non siete di certo; lasciar la mia greggia per questo deserto!„

“Non vo' che la greggia si perda, o Rosetta, ma teco in riposo qui starmi un'oretta.„

“No; questo è un discorso che zoppica assai: se vede il padrone ch'io tardo, son guai.„

“Cagion del ritardo puoi dirgli ch'è stato un forte acquazzone che ha tutto allagato.„

“Ma ciò non è vero; mentire io non so: ci ha colpa un galante, piuttosto dirò.„

“Attenta, carina; non odi belare?„ “Sarà la mia greggia; mi dà pur da fare!„

“Io volo a cercarla: che importa se stracci farò del vestito per questi sassacci?„

“Ma come! calzato di seta per balze sí aspre e scoscese? ahi povere calze!„

“Eh vada il vestito le calze e ogni cosa, per farti servizio, bellissima Rosa!„

“Son tutte, son tutte, lodato sia Dio!„ “Lo vedi? era scritto; tuo servo son io.„

“Lasciatemi 'n pace, signore: oh che pena! or ora il padrone vien qui con la cena.„

“Se viene il padrone, sia 'l ben arrivato: diremo che adesso qui son capitato.„

“Ma andate, ma andate; se no, mi dispero: non vo' piú vedervi, né pur col pensiero.„

“Addio; queste roccie tu goditi, o Rosa: va' a pascer la greggia, mia bella scontrosa.„[72]

“No, via, non fuggite: signore! o signore! ah cieco è l'amore; m'arrendo all'amore!„

Sedettero all'ombra, ché ardente era il sole: fanciulla ritrosa, ritrosa a parole.[73]

NOTE

[Nota 70: BELLERMANN, p. 196-98.

“A xacara da Linda Pastorinha, que não desdiz dos mais bellos idyllios ou pastourellas de genero provençal, é sabida e cantada por todo o reino, apparecendo numerosas variantes. Th. Braga julga a mais verdadeira aquella “que vem precedida de um preambulo em prosa, contando como um irmão chegado do Brazil á sua terra, antes de se dar a conhecer á sua irmã, começou a fallar-lhe de amores, por aposta contra os que lhe diziam ser ella a mais esquiva de todas as raparigas do lugar.„ HARDUNG, II, p, 71, in nota.

“Cette petite pièce, célèbre dans la poésie populaire portugaise, rappelle tout à fait les _pastourelles_ qui furent en si grande vogue chez les Provençaux comme chez les Français, qu'essayerent aussi les Espagnols, témoin la jolie _serranilla_ du marquis de Santillane, _la vachère de la Finojosa_, et dont on retrouve de nombreuses dégénérescences parmi les chansons rustiques de nos diverses provinces... Cette production est très répandue dans tout le Portugal, et Almeida-Garrett en a donné de nombreuses variantes. De son côté, Braga a publié deux versions de _Linda Pastora_ [titolo dato dall'Almeida-Garrett a questa poesia, che appunto fu da esso raccolta dalla bocca di una lavandaia in un villaggio, portante, non so perché, quel nome curioso]. Toutes deux ont un dénouement qu'Almeida a aussi rencontré. Le galant chevalier n'y est autre que le frère de la bergère; il veut éprouver la vertu de sa soeur. C'est là sans doute une interpolation.[?] Telle, toutefois, n'est pas l'opinion de Braga, et nous devons le reconnaître, cette donnée se retrouve dans un certain nombre de chants populaires de divers pays et offrant de très grandes ressemblances avec la pastourelle portugaise.„ PUYMAIGRE, _Romanceiro_, p. 210-11.

“Scorrendo le moltissime pastorelle raccolte dal Bartsch [_Altfranzösische Romanzen und Pastourellen_, Leipzig, 1870], sotto delle piccole e insignificanti varietà si trova costantemente lo stesso fondo: un contrasto tra un cavaliere uscito a diporto e una fanciulla dei campi, incontrata a caso; un capriccio d'un quarto d'ora, uno scherzo, che rimane scherzo anche quando finisce sul serio.„ BARTOLI, _Storia della letter. ital._, Firenze, 1879, t. III, p. 184.

Gentili composizioni che richiamano strettamente le Pastorelle di Provenza e di Francia, vantano ancora gli antichi poeti d'arte portoghesi: due, per esempio, s'incontrano nel canzoniere del re don Dionigi molto affettuose e delicate, in particolar modo quella che comincia:

“Hunha pastor ben talhada cuydava en seu amigo ecc.„

Di questa ho dinanzi una fedele e spontanea versione metrica, condotta dal sig. ANNIBALE GABRIELLI sul testo messo a stampa dal chiaro prof. Monaci (Halle, 1875), e pubblicata nella _Rassegna italiana_ del 15 giugno 1886. Circa poi al maggiore o minore influsso che nella lirica portoghese ebbe quella dei Provenzali, intorbidando alquanto co' suoi colori artificiati le limpide fonti paesane, è questione assai dibattuta, e che qui, anche volendo, non potrei né meno sfiorare. Vedi, tra quelli che ne scrissero con piú o meno competenza e larghezza, DIEZ, _Ueber die erste portugiesische Kunst und Hofpoesie_, Bonn, 1863, p. 30-34 e 72-95; BARET, _Les troubadours_ ecc., p. 186-228; MONACI, _Canti antichi portoghesi tratti dal Cod. Vat. 4803_, Imola, 1873 (prefaz.); lo stesso, _Il Canzoniere portog. della Vaticana_, ediz. di Halle su cit.; MEYER, in _Romania_, N. 6, p. 265; BRAGA, _Cancioneiro portuguez da Vaticana_, Lisboa, 1878 (introduz.); lo stesso, _Theoria da historia_ ecc., ediz. cit., p. 88-92; RENIER, _Il tipo estetico della donna nel Medio Evo_, Ancona, 1885, p. 45-46; LOISEAU, _Histoire_ ecc., p. 8-22 ecc.

Alle due lezioni di _Linda Pastora_ edite dal BRAGA si rannodano, quanto alla circostanza principale, alcune canzoni italiane, come _L'onestà alla prova_ (BERNONI, punt. XI, p. 1-2); _La prova d'un rapimento_ (MARCOALDI, p. 161); _Il finto fratello_ (FERRARO, p. 90) ecc.; avvertendo bensí che tra la prima e l'ultime due c'è quel divario che passa tra la verità e l'inganno, come, senza bisogno d'altro, mostra il titolo della ballata raccolta dal FERRARO. Tra i canti francesi, cfr.: ARBAUD, _L'enlèvement_, II, p. 113; PUYMAIGRE, _Chants_, ecc., t. I, _L'épreuve_, p. 97; _La bergère rusée_, p. 160, _Même sujet_, p. 162, _La bergère mouqueuse_, pag. 164, _Chanson nouvelle sur l'entretien d'un Seigneur et d'une Bergère_, pag. 166; BLADÉ, _La pastouro alecado_, III, p. 202; FLEURY, _Le passant et la bergère_, p. 282, _Même sujet_, p. 284, _La brebis perdue_, p. 287 ecc. Di questi, parte riconnettonsi piú specialmente alla lezione da me tradotta, parte a quella del BRAGA.--In un bel canto svedese, una onesta giovine, tentata in modo consimile dal fratello, sconosciuto, risponde:

“Je suis née pendant que le coq chantait.

Ma mère mourut au lever du soleil.

On ensevelit ma mère dans la terre noire, et l'on sonna pour mon père.

On ensevelit mon père dans la terre noire, et l'on sonna pour mon frère.

On ensevelit mon frère dans la terre noire, et l'on sonna pour ma soeur.

Les voilà tous morts, tous ceux qui devaient me nourrir et m'habiller;

tous, excepté mon jeune frère, qui a remplacé pour moi mon père et ma mère.

Il m'a donné une mère adoptive, qui m'a appris à coudre et à faire des broderies d'or.

Elle m'a appris à coudre et à broder, mais non pas à devenir un objet de blâme dans le pays.

Elle m'a appris à mettre le linge sur la table, mais non pas à croire aux belles paroles ecc.„ MARMIER, _Chants du Nord_, p. 175-76.

Non occorre qui rammentare come anco la romanza portoghese _A infeitiçada_, cit. a p. 85, e la sua corrispondente spagnola “De Francia partio la nina„ cit. a p. 86, sieno due dei non pochi esempi di riconoscimento d'un fratello e d'una sorella. Il medesimo accade nella romanza asturiana _Don Bueso_, nell'altra romanza catalana _La cativa_, in una canzone tedesca (_Annelein_) ecc. Altre volte il riconoscimento è fra due sorelle (vedi WOLFF _und_ HOFFMANN, _Primavera_ ecc., II, p. 58).

La _xacara_ della _Pastorinha_, o, se vi piace meglio, _Linda pastora_, è conosciuta in Gallizia. (_Romania_, 1877, p. 53.)]

[Nota 71: Orig., _Rosa_. Chiedo scusa ai lettori di questa mutazioncella, per cui diventa nome proprio un termine convenzionale della lirica amorosa dell'età di mezzo. Non v'è scolaretto di liceo che non rammenti il primo verso del Contrasto di Cielo dal Camo: _Rosa fresca aulentissima_, ecc. Ed “ognun sa come il paragone, anzi la trasformazione allegorica della donna amata nella rosa, sia comune alla poesia dotta e alla popolare; e se ne veggono numerosi esempi nelle note del Vigo [_Canti pop. siciliani_, Catania, 1870-74]. Una ballata trascritta dal Carducci (_Intorno ad alcune rime dei secoli XIII e XIV_, Imola, 1876, p. 66), di sur un memoriale notarile del 1287: _Danzando la fresca rosa, Preso fui de so bellore_. È notissima la ballata del Cavalcanti: _Fresca rosa novella_. Le canzonette del Giustiniani sono indirizzate a una rosa. [Vedi, p. es., quella delicatissima: _Rosa, quanti ti vedon_...] Una canzone francese antica nel Paris, _Chansons du XV s._ (Paris, Didot, 1875, p. 56): _Royne des fleurs que j'ai tant desirée_. Altri piú antichi passi di poesie francesi reca il Caix nella _Riv. di Fil. Rom._, p. 180, e nella _Riv. Europea_ di rimatori italiani antichi.„ D'ANCONA, _Studj su la letter_. ecc., p. 413. “I poeti francesi paragonavano le loro pastorelle alle rose di maggio [_Sa facete vermeillete come rosser floris_. V. BARTSCH, op. cit. (romanza anonima) p. 45]; anche i provenzali lodavano nelle loro donne il _fresco colore di rosa_... In una poesia dell'Italia Settentrionale del secolo XIII, si dice alla Madonna:

Oi _rosa_ encolaria del parais,....

[La Chiesa: _Rosa mistica_; il MANZONI (_Il nome di Maria_): _O rosa_, ecc.]

In una raccolta veneziana si legge:

Chi vo veder tre roze in t'una rama, vada a la porta de la Casa Nova; che ghe xe tre putele co la mama, che le se chiama tre in t'una rama.

In una raccolta napoletana:

Russa la facce toa comu' na _rosa_.... quannu nascisti tu, _rosa marina_, fici gran festa lu suli e la luna.

E altrove: _rosa bianca_, _rosa rossa_, _rosa di giardino_, e via discorrendo.„ BARTOLI, op. e t. cit., p. 146-48.

Similmente una delle piú antiche e graziose romanze spagnole (_Cancionero general_, ediz. del 1535, p. 107), che riferisco nella mia traduzione:

“_Rosa_ fresca, _rosa_ fresca, tutta bella e tutta amor, quand'io v'ebbi nelle braccia, voi servir non seppi, no: or io ben vi servirei, ma non posso avervi, no.„

“Vostra, amico, fu la colpa; non fu mia di certo, no. Ambasciata mi mandaste per un vostro servitor; ma saluti e' non mi fece, ben diverso mi parlò: che avevate donna, amico, laggiú in terra di Leon; che avevate donna bella e figliuoli come un fior.„

“Chi vi disse ciò, signora, verità non disse, no: in Castiglia non fui mai, né là in terra di Leon, se non quando ero tant'alto e non conoscevo amor.„

Fa meraviglia che un uomo della levatura e della dottrina del TIKNOR (_Hist de la littér. esp._, traduite de l'anglais par I.-G. Magnabal, Paris, 1864, t. I, p. 117) abbia potuto scrivere a proposito di questa romanza: _Rosa était le nom de la dame aimée_. Anche gli Ungheresi ed i Turchi dicono _rosa_ l'amata; come _basilico_ è detta per vezzo nei canti popolari slavi e greci moderni; come nei rispetti e negli stornelli toscani, ora il damo _è giglio valoroso_, ora _fior di resta_, ora _palma d'argento, spiga di grano lavorato, stella brillantina, specchio rilucente, mandorlo fiorito_, e cosí via. _Rosa_, d'uomo giovinetto, nella ballata storica _I Reali di Napoli alla rotta di Montecatini_; dove dice Maria, madre di re Roberto e di Piero, morto in cotesta battaglia:

“Ov'è il mio giglio e la mia _rosa_ e il fiore?„]

[Nota 72: Il cit. canto normanno _Le passant et la bergère_:

“Adieu, ingrate bergère: puisque rien ne t'attendrit, je m'en vais dessous ces chênes pleurer le jour et la nuit.„

“Oui, va t'en dessous un chêne pleurer le jour et la nuit: et moi j'irai dans la plaine chanter et me divertir.„

Quanto meno selvatica la ragazza guascone della pur citata canzonetta _La pastouro alecado_!

“Un moussou que passauo l'a toucat lou mentoun. La pastouro fierroto a troubat acò boun.„

Nella canzone normanna _La brebis perdue_, è curioso a vedere come la brava foresotta s'ingegna di salvar capra e cavoli. Con uno dei consueti artifizi di chi, mostrando contentarsi di poco, mira ad ottenere pienissimo l'intento suo, dice il giovine tentatore:

“Laiss'-moi prendre sur ta bouche seulement un doux baiser, Ne sois point assez farouche que de me le refuser.„

A cui la fanciulla:

“Prenez-le, si vous voulez, mais tout de suite partez; car je saurais me défendre et faire ce que je doi. Vous n'avez rien à prétendre; partez, monsieur, laissez-moi.„

Cfr. CAVALCANTI, ballata _In un boschetto_ ecc.:

“Merzé le chiesi sol che di basciare e d'abbracciare le fosse 'n volere.„

Anche il _Seigneur_ d'uno dei canti della raccolta del Puymaigre si contenterebbe d'un bacio e d'un abbraccio; ma, come diciamo qui in Toscana, ci trova la sua. Non badino, prego, i lettori al soverchio naturalismo del penultimo verso: _Rustica progenies_ (è antico dettato) _nescit habere modos_:

“Embrasse-moi, je te prie; pour mon amour c'est un petit salaire. Embrasse-moi, je te prie; un seul baiser me doit être permis.„

“Allez, monsieur; vous me mettez en colere; ou je vous ferai, sans beaucoup de train, baiser le dos de ma main, et vous verrez que c'est la même chair; baiser le cul de mon chien. Rien n'est pour vous et tout est pour Colin.„

Cfr. la ballata di V. GOETHE, _Der Edelknabe und die Müllerin_.

EDELKNABE.

“Ruhst du in meinen Armen aus?„

MÜLLERIN.

“Mit nichten! Denn wer die artige Müllerin küsst, auf der Stelle verrathen ist. Euer schönes dunkles Kleid thät' mir leid so weiss zu färben. Gleich und Gleich! so allein ist's recht! Darauf will ich leben und sterben. Ich liebe mir den Müllerknecht; an dem ist nichts zu verderben.„]

[Nota 73: “.... tutte quante [le ragazze] chiudono gli occhi e si arrendono: l'amore è cieco, e comanda.„ SHAKSPEARE, _Re Arrigo V_, atto V, sc. II.

Ahimè! volle il destino che l'ultimo verso dell'ultima di queste romanze, come pure l'ultima di queste annotazioni, fossero per l'appunto una sconcia impertinenza, una goffa e rancida calunnia contro al bel sesso. Male, mio povero libro, male; non troverai grazia presso le anime gentili.]

[Illustrazione: decorazione del libro]

INDICE

AVVERTENZA _Pag._ V

_Don Gaifero_ (Dom Gayfeiros) „ 1

_La ragazza che va alla guerra_ (Donzella que vai à guerra) „ 23

_Conte Yanno_ (Conde Yanno) „ 37

_La bella Infanta_ (A bella infanta) „ 55

_La nave Caterinetta_ (A nau Catherineta) „ 69

_Il cacciatore_ (O caçador) „ 79

_Conte Nillo_ (Conde Nillo) „ 89

_La principessa pellegrina_ (A princeza peregrina) „ 103

_Don Alessio_ (Dom Aleixo) „ 111

_Giustizia di Dio_ (Justiça de Deus) „ 119

_La pellegrina_ (A romeira) „ 129

_La fidanzata_ (A noiva) „ 141

_Giovannino_ (Joãosinho) „ 149

_Lo schiavo_ (O captivo) „ 155

_Il cieco_ (O cego) „ 163

_La pastorella_ (A pastorinha) „ 169

[Illustrazione: decorazione del libro]

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