Storia della Repubblica di Firenze v. 2/3
Part 54
[490] Nella Commissione, manoscritta appresso di noi, di Sisto IV al Cardinale di Mantova legato a Bologna, il Papa dichiara non fare colpa a’ Bolognesi dell’avere al primo annunzio della congiura mandato soccorsi a Firenze: _cum nihil adhuc Florentini in ecclesiasticam dignitatem moliti essent_. Aggiugne dipoi: _nos quoque casum ipsum primum indoluimus, et commiserationis nostræ testimonium per literas nostras ad Florentinos dedimus_. Di queste lettere gli scrittori fiorentini non fanno menzione.
[491] RAYNALDI, _Annales Ecclesiast._, anno 1478. — Il Mansi nell’edizione delle _Miscellanee_ del Baluzio, tomo I, diede alcuni brani di niuna importanza che il Rainaldo aveva omessi o abbreviati.
[492] Documenti aggiunti all’edizione napoletana del _Commentario_ del POLIZIANO ec. — FABRONI, _Documenti_.
[493] Cronichetta antica (FABRONI, pag. 115).
[494] Il FABRONI pubblicò questo (pag. 131) con altri molti documenti intorno a quel fatto; il MANSI, nell’appendice alle _Miscellanee_ del Baluzio, alcune lettere della Duchessa di Milano e del re Ferrando e dei Veneziani, e due Invettive del Filelfo contro Sisto IV: pag. 503 e seg.
[495] In fine allo scritto si legge: «datum in Ecclesia nostra Cathedrali Sanctæ Reparatæ, 23 Julii 1478.» — V è dentro una lettera del Cardinale di San Giorgio al Papa, tutta dolcezze di encomi alla Repubblica ed a Lorenzo; ma noi temiamo essere questa una impostura; e che il Sinodo fosse veramente celebrato, a noi non consta, e non lo crediamo. (Vedi FABRONI, _Docum._, ec.)
[496] Abbiamo qui tratto dall’Ammirato ogni cosa, perch’egli ne sembra in questo come in altri luoghi avere attinto a documenti o memorie di chi era presente. L’orazione che il Machiavelli pone in bocca a Lorenzo è meno calzante, avendo in sè molto minori caratteri di convenienza e di verità.
[497] MALIPIERI, pag. 246.
[498] Lettera familiare di Sisto IV al Duca d’Urbino. (FABRONI, pag. 130.)
[499] _Ricordi_ d’ALAMANNO RINUCCINI, pag. 130. — Per le Condotte d’Ercole d’Este e d’altri, vedi _Archiv. Stor._, tomo XV.
[500] Vedi l’amplissima Provvigione della Repubblica (FABRONI, pag. 191); dove è statuito, tra le altre cose, che la figlia Margherita, la quale era scritta al Monte delle Doti creditrice di fiorini 290 al primo gennaio 1486 (quando ella entrava nella età nubile), avesse un’aggiunta di altri 500 fiorini di dote. E che la famiglia di Donato, ch’era segnata per quattro fiorini a ciascun _sesto_ di gravezza, venisse gravata per quindici anni d’un solo fiorino ec.
[501] _Memoires de Comines_; lib. VI, cap. 5. — Vedi una lettera molto risoluta di Luigi XI a Sisto IV, nella _Cronaca_ del MALIPIERI; _Archiv. Stor._, tomo VII, parte I, pag. 247.
[502] _Epist. Iacobi Ammannati Cardinalis Papiensis; 16 luglio 1478._ Segue una lettera a lui di Iacopo Antiquario letterato Perugino, e tutto devoto alla causa di Lorenzo.
[503] RAYNALDI _Annales Ecclesiast._; il quale è da consultare con fiducia per tutto quel fatto narrato da lui con diligenza ed ischiettezza. Oltre al Breve di Sisto IV, riferisce assai documenti; e tra gli altri la risposta che diede il Papa agli Oratori francesi conforme ai consigli del Cardinale di Pavia. È tratta dai Diari di Iacopo Volterrano scrittore apostolico (_Rer. Ital._, tomo XXIII), il quale non vuolsi confondere con Raffaele Maffei Volterrano, autore anch’egli più volte allegato dallo stesso Rainaldo. — Iacopo, ch’era stato segretario e grande amico all’Ammannati, continuava ne’ suoi Diari, pei tredici anni di Sisto IV, i Commentari del Cardinale.
[504] Diceva il Senato all’oratore pontificio: «e perchè la Santità Sua, a petizione d’altri e per satisfare a dishoneste voglie e appetiti di chi si sia, offende quelli (i Fiorentini) e spiritual e temporalmente, volemo che la Beatitudine Sua sapia che nui insieme cum loro, et cum el Stato de Milan unitissimi, et temporal et spiritualmente defenderemo i stati, honor et dignità della nostra confederation ec. Et non si speri la Beatitudine Sua nè altri poter cuoprire e’ fini de no’ buoni pensieri soi, cum ch’el non offende la città di Fiorenza, ma Lorenzo in ispecie: perchè ben intendemo tutti nui, questa offesa no’ esser fatta più alla particularità de Lorenzo, innocentissimo da tutte quelle calunnie li sono apposte, che al presente stato e forma de governo de la città di Fiorenza, ec.» (ROMANIN, _Storia di Venezia_, tomo XIV, pag. 390.)
[505] Il Fabroni vidde, d’antica stampa, una invettiva molto virulenta di Cola Montano contro a Lorenzo de’ Medici. Cola era stato col Conte Girolamo Riario, e poi nell’anno 1482 pare insidiasse alla vita di Lorenzo, quando nel recarsi da Genova a Roma fu nelle Maremme preso da certi che ne seguivano le traccie, ed a Firenze condotto. L’Oratore d’Ercole da Este racconta il caso e infine aggiugne: «Credo capiterà male.» (_Atti e Memorie delle Deputazioni di storia patria delle provincie Modenesi e Parmensi_, vol. I, fasc. III, pag. 259.) — La Legazione di Piero Capponi, che abbiamo in copia, non contiene altro che le lettere d’ufficio a lui dei Dieci; le sue da Lucca non si rinvengono.
[506] GUICCIARDINI, _Opere_, tomo III. — MACHIAVELLI, lib. VIII. — AMMIRATO, lib. XXIV.
[507] _Narrazione della Congiura dei Pazzi_, scritta da FILIPPO STROZZI Seniore.
[508] Il MALAVOLTI, nell’_Istoria di Siena_, pubblicava l’accennata lettera di Lorenzo de’ Medici ai Duchi d’Urbino e di Calabria.
[509] GUICCIARDINI, _Opere inedite_, tomo III, 56.
[510] GUICCIARDINI, _Storia di Firenze_, cap. VI e IX.
[511] Vedi una leggiadra lettera a Lorenzo d’Ippolita d’Aragona nuora del Re. (FABRONI, pag. 223.)
[512] Queste cose abbiamo cavate da una Commissione di Sisto IV a messer Antonio Crivelli mandato da lui a Napoli. È manoscritta presso di noi e molto bene dichiara l’animo di Sisto ed il contegno del Re: la pubblichiamo, _Appendice_ Nº X.
[513] FABRONI, Documenti, pag. 213, e sono anche ivi da vedere le private lettere scritte a Lorenzo da Bartolommeo Scala e da altri de’ più confidenti.
[514] GUICCIARDINI, loc. cit. — MACHIAVELLI, lib. VIII. — AMMIRATO, lib. XXIV.
[515] Questo punto è ora dilucidato abbastanza dal ROMANIN, _Storia di Venezia_, lib. XI, cap. 3.
[516] Lettere manoscritte ai Dieci, di Piero Capponi, da Napoli 18 aprile 1483.
[517] CAMMILLO PORZIO (_Congiura de’ Baroni_) attribuisce ai Fiorentini la discesa dei Turchi in Italia; ma è scrittore in quanto ai fatti poco diligente. — Lorenzo mantenne con Alfonso durante la guerra molto amichevoli relazioni, usando parole strabocchevolmente sviscerate. (Vedi FABRONI, pag. 216.)
[518] ALLEGRETTI, _Cronaca Senese_ (_Rer. Ital. Script._, tomo XXIII). — MALAVOLTI, _Storia di Siena_.
[519] FABRONI, pag. 219 e 20.
[520] Diarii Latini di Iacopo Volterrano, che fu presente all’assoluzione. (_Rer. Ital. Script._, tomo XXIII.)
[521] GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap. V.
[522] Ordine dei _Settanta_: Provvisioni dei 10 e 19 aprile 1480. (_Archiv. Stor. Ital._, tomo I, pag. 321.)
[523] CANESTRINI, _Sulle Imposte della Repubblica di Firenze_, cap. III, sez. 4 e seg. Trovò egli scritto nell’Archivio in calce d’un antico libro: «Quisquis es, quia dives es et plurimum lucraris, non es amicus pauperum tametsi simulas amicissimum; quoniam vero paucos filios habes, Catastum damnas atque explodis, et cervicibus inopum grave onus imponis.» Secondo l’antico Catasto, per ogni figlio o parente da sostentare si faceva detrazione di duecento fiorini, ond’era grande il benefizio di chi aveva molti figli.
[524] Nel Proemio della Provvisione per l’Ordine dei _Settanta_ si mettono innanzi le spese e i danni della peste, forse cercando attenuare quelle che aveva prodotto la guerra fatta per Lorenzo. In seguito aggiugne i danni maggiori essere «per il Monte, perchè non s’è renduto le paghe, nè valutosi senza gran danno del credito; per che è diminuito di pregio non rendendo, et però non se n’è molto contractato. Et è questo membro del Monte in tanto disordine, che se presto e saviamente non vi si provvede, nè dote nè paghe render si potranno.»
[525] RINUCCINI, pag. 135 e 137.
[526] In Bruggia si trova che avesse perduto per cento mila ducati, e in altre Banche forse altri cento. — In quella città falliva pure una Compagnia col nome dei Da Rabatta e dei Cambi per avere servito di grande somma di danaro la duchessa Maria di Borgogna moglie dell’imperatore Massimiliano, che s’era morta, e il danaro non venne mai restituito. (RINUCCINI, anno 1483.) Questa Compagnia non credo però che andasse per conto dei Medici. — Lorenzo accattava spesso danari anche dagli amici: avendogli i suoi cugini del ramo di Pier Francesco prestato nel 1478, sessantamila ducati, Lorenzo cedeva ad essi in pagamento la villa di Cafaggiolo colle possessioni che aveva in Mugello. Vendeva allo Sforza per quattromila ducati la casa che il padre di quello gli aveva donata in Milano. (VALORI, _Vita di Lorenzo_. — _Istorie_ di GIO. CAMBI, in _Deliz. Erud._, tomo XXI in principio. — GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap. IX. — Lettera d’Antonio Pucci a Lorenzo, FABRONI, pag. 212.)
[527] AMMIRATO, 1481. — RINUCCINI, pag. 134. — VALORI, _Vit. Laur._
[528] Lettera a Lorenzo dei Medici di Matteo Arcidiacono di Forlì. (FABRONI, pag. 226.)
[529] _Diari Romani_ di IACOPO VOLTERRANO (MURATORI, _Rer. Ital. Script._, tomo XXIII, cap. 147 e seg.)
[530] MACHIAVELLI, lib. VIII. — AMMIRATO, lib. XXV.
[531] Sappiamo queste cose da una lettera di Lorenzo stesso, che scriveva in nome dei Dieci di guerra. Contiene, tra le altre, queste parole: «.... per essere la nostra religione in mancamento assai della sua reputazione per questi Governi tanto alieni dagli antichi e da quelli che si convengono a un pastore cristiano. Abbiamo grandissima speranza che questa santa opera si condurrà ad effetto, perchè Dio non abbandonerà la sua causa. E movendo la Sua Maestà Spagna e Ungheria, già la cosa arà sortito sufficiente effetto. Tieni confortata in questo la Sua Maestà, e ogni dì sollecita; e noi avvisa continuamente delle deliberazioni e pareri suoi, co’ quali desideriamo convenire in ogni cosa.» — Legazione manoscritta di Piero Capponi a Napoli; lettere dei 21 settembre e 14 ottobre 1482.
[532] Vedi _Archiv. Stor._, Nuova Serie, vol. II.
[533] FABRONI, _Docum._, pag. 227 e seg. — Vedi RAYNALDO, anno 1482, pag. 25, 26, ediz. di Lucca. — _Diari di Stefano Infessura_ (MURATORI, _Scrip. Rer. Ital._, tomo III, col. 1153). — Nella Dieta che Pio II tenne a Mantova, i Potentati d’Italia s’erano obbligati di non appellarsi mai _ad futurum Concilium_, e lo stesso Ferrando aveva rinnovato la promessa a papa Sisto. (_Atti ec. della Deputazione di storia patria_, Modena, 1863, pag. 296.)
[534] Legazione sopraccitata.
[535] «Sua Beatitudine volentieri vorrebbe ogni accordo, ma e’ crede più ad altri che a sè; e il Conte (Girolamo Riario) credo che si muova per la sua mala natura, la quale è vendicativa,... e per tenere sempre il Papa in imprese e appiccato, perchè per questa via egli si mantiene in reputazione et poppa tutte le entrate della Chiesa. Il Papa ha gran desiderio di pace; e oggi a tutti noi Oratori ha confessato le pratiche tenute a Venezia ec.» Lettera a Lorenzo di Guid’Antonio Vespucci, ambasciatore a Roma, 23 ottobre 1483. (FABRONI, _Docum._, pag. 251.) — Vedi negli _Annali_ del MALIPIERO i danni sofferti dai Veneziani per questa guerra, e le pratiche per la pace molto avanzate da Sisto IV, ma delle quali il Senato di Venezia poco si fidava.
[536] CORIO, _Storia di Milano_. — GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap. VII. — Quando vennero a Sisto IV gli Ambasciatori con la pace, il giorno che fu penultimo della sua vita, si doleva egli affannosamente delle inique condizioni, dicendo che i Veneziani, l’anno innanzi, a lui ne offrivano delle migliori. (_Diario di_ IACOPO VOLTERRANO in MURATORI, _Script. Rer. Ital._, tomo XXIII, col. 199.)
[537] MALAVOLTI, _Storia di Siena_, lib. VI. — Lettere manoscritte di Lorenzo dei Medici alla Signoria di Siena.
[538] _Istorie_ di GIO. CAMBI. — MACHIAVELLI, lib. VIII.
[539] AMMIRATO, _Storie_. — Lettere ai Dieci di Piero Capponi Commissario in Pisa per la guerra.
[540] Circa l’elezione d’Innocenzio VIII sono da vedere le lettere scritte da Roma a Lorenzo e pubblicate dal FABRONI, pag. 256 e seg.
[541] Lorenzo aveva consigliato al Re «d’avere gli occhi a tutto, e mostrare in alcuna cosa non intendere.» Anche scriveva: Dispiacemi sino all’anima che lo signor Duca (Alfonso) abbia questo nome di crudele, e falsamente le sia imposto; pure Sua Eccellenza tuttavia si sforzi toglierlo con ogni arte, che certo li metterà buon conto. Et così se le Gabelle si tollerano mal volentieri dalli popoli, levile via, et torni alli soliti pagamenti; che vale più avere un carlino con piacere e amore, che dieci con dispiacere e isdegno; che certamente, indurre usanza nuova ad ogni popolo pare forte.» (FABRONI, pag. 269.)
[542] GUICCIARDINI, _Stor. di Fir._, cap. VIII. — MACHIAVELLI, lib. VIII. — AMMIRATO, lib. XXV. — PORZIO, _Congiura dei Baroni_.
[543] Legazione Modenese sopraccitata (pag. 285).
[544] Il Re minacciava comparire a Roma con la lancia sulla coscia. (Legazione Modenese sopraccitata, anno 1490.)
[545] GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap. VIII. — MACHIAVELLI, lib. VIII. — AMMIRATO, lib. XXVI.
[546] FABRONI, _Docum._, pag. 334 e altrove.
[547] _Ricordi di Lorenzo._ (FABRONI, _Docum._, pag. 299 e seg.)
[548] Le cerimonie per la promozione al Cardinalato di Giovanni de’ Medici, sono descritte lungamente nel _Diario del Burcardo_, all’anno 1492. Firenze, 1854; pag. 162-77.
[549] _Appendice_, Nº XI. — (Vedi i Documenti pubblicati dal FABRONI.)
[550] GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap. VIII. — CAMBI. — RINUCCINI.
[551] FABRONI, Documenti, pag. 337.
[552] Fra le Istruzioni al figlio adolescente che andava in Roma con gli Ambasciatori a papa Innocenzio ponea: «Nei tempi e luoghi dove concorreranno gli altri giovani degli Imbasciatori pòrtati gravemente e costumatamente e con umanità verso gli altri pari tuoi, guardandoti di non preceder loro, se fossino di più età di te; poichè per essere mio figliolo, non sei però altro che cittadino di Firenze, come sono ancor loro.» (FABRONI, Docum., pag. 264.) Ma nelle nozze a Milano di Giovanni Galeazzo con Isabella d’Aragona, Piero andava sempre del pari col Duca. (Idem, pag. 296.)
[553] Discorso di Alessandro de’ Pazzi (_Arch. Stor. Ital._, tomo I, pag. 42), che riferisce parole della sua madre Bianca, sorella a Lorenzo.
[554] Giovanni Cambi, ch’era figliolo del Gonfaloniere così avvilito, narra distesamente quel fatto: il Rinuccini vitupera il Gonfaloniere e accusa Lorenzo.
[555] Alamanno Rinuccini (loc. cit.), e Guicciardini, cap. IX; il primo fu acerbo giudice di Lorenzo, il Guicciardini severo in quella Istoria Fiorentina ch’egli scriveva giovane appena di venticinque anni.
[556] Oratore Modenese sopraccitato, anno 1489.
[557] FABRONI, Docum., pag. 72-90.
[558] Lettere manoscritte di Lorenzo de’ Medici alla Signoria di Siena: copia appresso di noi.
[559] L’Oratore Modenese più volte citato, chiama lui vivo «bilancia d’Italia.»
[560] MACHIAVELLI, fine dell’_Istoria_. — GUICCIARDINI, _Storia di Firenze_, cap. VIII e IX, e _Istoria d’Italia_, lib. I. — RINUCCINI ALAMANNO, anno 1492. — _Istoria_ di GIOVANNI CAMBI. — VALORI, _Vita di Lorenzo de’ Medici_. — FABRONI, Documenti. — ROSCOE, _Vita di Lorenzo_, vers. ital., Pisa, 1799. — AMMIRATO, lib. XXV, XXVI. — MICHELE BRUTO, ultimi quattro Libri dell’_Istoria Fiorentina_.
Mentre si stampava la Storia nostra, una Vita del Magnifico Lorenzo si pubblicava in Germania dall’insigne e a noi tutti caro Barone Alfredo di Reumont. È in due volumi, e vi si comprende l’intera istoria di quel tempo e la politica cercata dentro agli Archivi delle maggiori città d’Italia e quanto risguardi le arti e le lettere e i costumi. Di questa opera noi ci peritiamo a dare un giudizio per l’amicizia che da lunghi anni ci stringe all’autore e perchè in essa egli ci onorava molto al di là d’ogni ambizione nostra. Solamente, come Italiani, lo preghiamo a fare italiana egli medesimo una Storia dove noi possiamo tanto imparare. Scrive egli come un Italiano; e degli antichi fatti nostri e degli uomini ha una conoscenza tanto familiare che a noi è un miracolo. Finito il libro, gli venne a mano un Registro di Lettere di Lorenzo, che prima d’ora si credè perduto (Ved. _Archiv. Stor. Ital._, tomo XIX della Serie III). Di quelle lettere molte aveva prima lette in questo Archivio di Stato, e usate scrivendo: sono in numero grandissimo perchè il Registro comprende quindici anni della Vita di Lorenzo, che ne dettava o scriveva di sua mano fino a dieci e venti in un giorno. Pubblicarle tutte sarebbe cosa intempestiva, tanto vi abbondano, per esempio, le commendatizie, e i minuti affari, che senza fatica Lorenzo sapeva mandare di fronte. Ma tolte anche via le cose che a noi sono inutili, raccomandiamo una ben fatta pubblicazione delle Lettere di quest’uomo, che sempre saranno assai grande numero: l’uomo e i tempi ne sono degni, e in esse Lorenzo è grande esemplare, perchè niuno ebbe delle cose una intelligenza tanto vasta, nè le giudicò in modo sì netto e preciso; la quale ultima condizione basterebbe a rendere il suo scrivere elegantissimo, quando anche in lui non si fosse aggiunta la grande coltura. A queste potrebbero fare riscontro anche altre lettere scritte da uomini di quel tempo.
[561] FILIPPO VILLANI nel Proemio.
[562] LEONARDI ARETINI _Dialog. I ad Petrum Histrium_. Fu già stampato in Basilea, ed è manoscritto nella Laurenziana.
[563] _Orazione di Cristoforo Landino_; Firenze, 1853.
[564] Prefazione alla _Sporta_; Firenze, 1550.
[565] LANDINO, Proemio al _Commento sulla Divina Commedia_.
[566] Lettera stampata nel _Propugnatore_; Bologna, 1869.
[567] Proemio al _Commento sulle Canzoni_.
[568] BERNHARDI, _Dissertazione_ ec.; Berlino, 1868.
[569] _Commissioni di Rinaldo degli Albizzi, per il Comune di Firenze_, volumi tre; 1867-73.
[570] _Documenti di storia italiana_, copiati in Parigi da G. Molini, tomo I, in fine.
[571] CAMBI, _Storia di Firenze_, anno 1498; sta nelle _Delizie_ ec. del P. ILDEFONSO.
[572] Estratti del signor Rawdon Brown, tomo III, pag. 318.
[573] Nel 1559 il Trattato di Castel Cambrese aveva finito le guerre d’Italia; ma in quell’anno stesso da piè delle Alpi si preparava il 1859: tre secoli tondi, e date che importano alla storia della lingua.
[574] VARCHI, _Ercolano_; Padova, 1744, in-4º; pag. 84 e seg., 357 e seg., 446 e seg., 508 e in molti luoghi.
[575] Questa e le successive, sino a quella de’ 27 febbraio inclusive, vengono da un Libro di provvisioni e deliberazioni di due Balie create il 20 di gennaio e il 5 di febbraio di quell’anno; il qual Libro esiste nel predetto Archivio di Stato di Firenze.
[576] Questa è anche trascritta nel Codice dell’Archivio dei Capitani di Parte altrove citato.
[577] Manca della data, ma sta nel Registro tra una del 3 e un’altra del 13 marzo 1406 (stil. fior.).
[578] Così nell’originale.
[579] Spazio bianco nell’originale qui ed appresso dove saranno questi punti.
[580] Così chiaramente l’originale.
[581] Intendasi messer Iacopo, con cui egli parlava.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.