Pagine di storia letteraria

Part 44

Chapter 443,725 wordsPublic domain

A udire siffatta poesia, con la musica che l’accompagna, da un dei soliti visi di ruminante, in un dei soliti saloni, c’è da sentirsi venire al viso le vampe dell’orgoglio per la grand’arte nazionale, e da correre a soffocare d’abbracciamenti il poeta, il musico e il cantante. In somma, a scriver poesie liriche per musica da camera, a questi giorni, ci vuole del coraggio: è tutta nazionale, tutta di noi italiani, i quali andiam ripetendo di avere la lingua e la poesia piú musicale del mondo, la difficoltà di fare, d’accettare, d’intendere, poesia buona per musica.

Il Panzacchi ha avuto il coraggio di affrontare cotesta difficoltà. Veramente io non so se tutti i pezzi del Piccolo Romanziere sieno stati fatti con l’intendimento fermato di dar materiale a un maestro: anzi io credo che piú d’uno sia scappato dal cuore o dalla fantasia dell’autore, ricco da sé di melodie, in un momento felice; ma, fatte le prime prove, credo anche che l’autore abbiasi fermato quel tale proponimento; e, uomo d’ottimi studi e di gusto educato all’arte e tutt’altro che convenzionale, ha fatto benissimo. È tempo che la lirica o la melica piú propriamente popolari si tolgan di mano agli spropositanti; è tempo che tutte le nobili arti congiurino alla produzione del bello intero, compito, umano. Del resto non so se i maestri italiani faranno il buon viso che merita a questo libretto: so che e’ merita, come poesia, di esser notato e apprezzato da chi tien dietro al movimento dell’arte. Ogni canto qui rappresenta una condizione o un’apparenza della passione e dell’animo ben determinata, bene spiccata, ben netta; e la rappresenta di scorcio, con un tócco ardito, di fuga, con una volata armonica, con un sospiro veramente lirico; come non si fa piú oggi che la lirica disserta, ma come facevano nei sonetti Dante e il Petrarca, come fece ne’ suoi momenti migliori Arrigo Heine. Il Panzacchi si sente aver letto il _Libro dei canti_, ma non lo imita; e fa bene. Non imita né pure, e fa benissimo, nelle sue solite volgarità consuetudinarie, il _Rispetto toscano_; ne ha preso qualche rara volta il ritornello con felicità. Ripreso, con felicità maggiore, il sempre armonico sonetto italiano, con la profonda intonazione de’ maestri antichi e con un po’ delle variazioni del Foscolo, del Carrer, del Prati, del Giusti:

Or qui su l’acque e tra’ laureti d’Arno Sempre mi volgi i grandi occhi sereni Dolce cosí che l’obbliarti è indarno:

Ed io co’ miei di lacrime ripieni, Levando il viso di tristezza scarno, Mestamente ti grido: A che ne vieni?

Ha qualche accenno, un solo, credo, al florido epicureismo d’una volta, cullantesi in se stesso:

Odi, mia Ghita? Il vento Batte rombando ai vetri, Paiono bianchi spetri Gli alberi da lontan....

Mentre la fiamma crepita, Stringiamci al focolare: Ghita, che resta a fare? Amiamo, amiamo, amiam.

E molte cose ha, concepite e sentite intimamente e rese con quello accordo tra il concetto e la forma, che non è se non di chi imagina e produce per conto proprio e con organi esercitati dall’arte a cogliere tutte le ombre e tutti i toni che il fantasma o il sentimento vestono nell’interno sviluppo. Si leggano in prova _Sull’Alba_ e _Bada ben_.

Non parrà ella cotesta poesia da musica? Tanto meglio, per il presente.

LE ODI BARBARE

[La prima edizione uscita nel 1877 si terminava con l’ode _Alla rima_, che è il n. 1 delle _Rime nuove — Opere_, XI, 235-238].

Volli congedarmi da’ lettori co’ versi alla rima, proprio per segno che io con queste odi non intesi dare veruna battaglia, grande o piccola, fortunata o no, a quella compagna antica e gloriosa della poesia nuova latina. Queste odi poi le intitolai barbare, perché tali sonerebbero agli orecchi e al giudizio dei greci e dei romani, se bene volute comporre nelle forme metriche della loro lirica, e perché tali soneranno pur troppo a moltissimi italiani, se bene composte e armonizzate di versi e di accenti italiani. E cosí le composi, perché, avendo ad esprimere pensieri e sentimenti che mi parevano diversi da quelli che Dante, il Petrarca, il Poliziano, il Tasso, il Metastasio, il Parini, il Monti, il Foscolo, il Manzoni e il Leopardi (ricordo in specie i lirici) originalmente e splendidamente concepirono ed espressero, anche credei che questi pensieri e sentimenti io poteva esprimerli con una forma metrica meno discordante dalla forma organica con la quale mi si andavano determinando nella mente. Che se a Catullo e ad Orazio fu lecito dedurre i metri della lirica eolia nella lingua romana che altri ne aveva suoi originari, se Dante poté arricchire di _care rime_ provenzali la poesia toscana, se di strofe francesi la arricchirono il Chiabrera e il Rinuccini, io dovrei secondo ragione potere sperare, che di ciò che a quei grandi poeti o a quei rimatori citati fu lode, a me si desse almeno il perdóno. Dunque chiedo perdóno dell’aver creduto che il rinnovamento classico della lirica non fosse sentenziato e finito co’ tentativi per lo piú impoetici di Claudio Tolomei e della sua scuola e nei pochissimi saggi del Chiabrera: chiedo perdóno del non aver disperato di questa grande lingua italiana, credendola idonea a far con essa ciò che i poeti tedeschi dal Klopstock in poi fanno assai felicemente con la loro: chiedo perdóno dell’avere osato recare qualche po’ di varietà formale nella nostra lirica moderna, che non ne ha mica quel tanto che alcuni credono. Son velleità queste mie, lo so io per il primo, tanto piú importune e inopportune oggi, che dinanzi al vero storico, il quale, gloria e tormento del secolo nostro, pervade ormai tutto il pensiero umano, la poesia (mi perdonino i lettori anche queste fantasie funebri) compie di spegnersi. Tant’è: a certi termini di civiltà, a certe età dei popoli, in tutti i paesi, certe produzioni cessano, certe facoltà organiche non operano piú. La epopea intanto è sotterrata da un pezzo: violare il sepolcro della gran morta cancaneggiandovi su, anche se non fosse indizio di svogliatezza depravata, non diverte. Il dramma agonizza, e i troppi medici non lo lasciano né meno andare in pace. La lirica, individuale com’è, par che resista, e può durare ancora qualche poco, a condizione per altro che si serbi arte: se ella si riduce ad essere la secrezione della sensibilità o della sensualità del tale e del tale altro, se ella si abbandona a tutte le rilassatezze e le licenze innaturali che la sensibilità e la sensualità si concedono, allora, povera lirica, anche lei la vedo e non la vedo: se ne potrà fare in prosa come e quanto se ne vorrà; in tutte le prose; e il nostro secolo ne ha molte. Da un pezzo se ne cominciò a fare nei cosí detti metri liberi: ma l’avere adattato alla lirica cotesta verseggiatura da recitazione e da descrizione, senza strofe, con le rime a piacere, è un indizio che della vera lirica (le poesie del Leopardi cosí verseggiate non sono lirica propria) si è perduto ogni concetto. I popoli veramente poetici, le età veramente poetiche non conoscono sí fatti metri; e basti dire che in Francia e’ furono la forma prediletta di quella stupida poesia del regno di Luigi decimosesto e del primo impero la quale finí col Delavigne. La lirica bolsa, con la pancia, in veste da camera, larga a cintura, e in pantofole; ohibò!

Point de contraintes fausses! Mais que pour marcher droit Tu chausses, Muse, un cothurne étroit.

Fi du rhythme commode, Comme un soulier trop grand, Du mode Que tout pied quitte et prend!

Cosí Teofilo Gautier ammoniva la musa francese. Io, inchinato al pié della musa italiana, prima lo bacio con rispettosa tenerezza, poi tento provargli i coturni saffici, alcaici, asclepiadei, con i quali la sua divina sorella guidava i cori su ’l marmo pario dei templi dorici specchiantisi nel mare che fu patria ad Afrodite e ad Apolline. Se non che ora mi ricordo che poco piú sú ho dato la poesia per ispacciata e moribonda, e provare gli stivaletti a una moribonda non è certo la cosa piú opportuna e sensata e gradevole di questo mondo. Altri farebbe intendere ch’è una contraddizione di innamorato. Io dico che ero per finire, e volli finire con un’imagine, come usa ogni scrittore e parlatore che abbia un po’ di rispetto per sé, per l’arte e per il pubblico. Segno anche questo che io per il primo faccio parole e non poesia. In ciò può darsi che ci troviamo d’accordo, o lettore malevolo.

INDICE DEGLI AUTORI

Accursi (gli) 39. Adimari, 406. Affò, 220, 320. Agostino (sant’), 143. Alamanni, 215, 393, 394. Albertano, 50. Alberto (G. M.), 220. Alberti (L. B.), 182, 219, 233. Albertino Mussato, 180. Alceo, 152, 527. Alcuino, 284, 285. Aleardi, 480. Alfieri, 296, 339, 360, 364, 368, 371, 405 sgg., 419, 421, 422, 423, 425, 426, 428, 432, 444, 446, 478, 508, 516, 527. Algarotti, 363, 391. Allighieri (Dante), v. Dante. Allighieri (Pietro), 34. Amalteo (G. B.), 290. Amerigo di Peguilhan, 60. Anacreonte, 200, 208, 319, 321, 330, 334, 338, 350, 353, 354, 362. Angilberto, 284. Angiolieri (Cecco), 124, 233. Anselmo d’Aosta, 39. Apuleio, 258. Aquila (Serafino dell’), 205. Aretino (Pietro), 243, 268. Arici, 404. Ariosto (Gabriele), 260. Ariosto (Ludovico), 49, 93, 161, 171, 172, 174, 183, 190, 214, 216, 225, 226, 227, 229, 231, 232, 233, 236, 239 sgg., 243, 244, 247, 248, 250 sgg., 278, 296, 297, 298, 330, 366, 369, 406, 447, 466, 467, 470, 485, 506, 507. Aristofane, 91, 166, 297. Aristotile, 116, 454, 462. Arnaldo da Brescia, 38, 48, 49, 181, 193. Arnaldo Daniello, 24. Arrigo da Settimello, 50. Arrigo Stefano, 319. Arsocchi Francesco, 290, 292.

Bacone, 312. Bacchilide, 476. Baldassarri, 330. Baldi, 393. Balzac, 323, 327. Bandiera, 375. Barberino (Andrea da), 255. Barberino (Francesco da), 158. Barbieri, 54, 525. Barclay, 289. Barère, 357. Baretti, 274, 325, 326, 336, 364, 412. Baresoni, 300. Barnes, 330. Bartolo, 39. Bartolomeo da S. Concordio, 75. Beauvais (Vincenzo di), 101. Beccaria, 372, 374. Beda, 284, 285. Belcari, 172. Belleau, 319, 320. Bembo, 171, 204, 225, 229, 232, 234, 248-249, 259, 262. Bene (Bartolomeo del), 319. Benedetti (Francesco), 478. Benivieni, 204, 290. Bentivoglio, 394, 406. Bachet, 429, 487. Bernard, 356. Bernardo da Bologna, 97. Bernardo di Chartres, 32. Bernardo di Ventadorn, 24, 105. Bernardo (san), 143, 144. Berni, 50, 125, 247, 292, 297, 298, 302, 330. Beroaldo, 289. Bertin, 340, 341, 356. Bertòla, 319, 327, 331, 334, 335, 337, 345 sgg., 350, 356, 445, 508. Bettinelli, 217, 376, 385, 391. Bianconi, 437. Biava, 455. Boccaccio, 53, 59, 60, 65, 75, 81, 82, 90 sgg., 92, 93, 95, 154 sgg., 169, 172, 173, 174, 175, 176, 177, 178, 180, 182, 187, 193, 204, 215, 222, 234, 235, 249, 254, 285, 286-288, 289, 312, 441. Boccalini, 295. Boezio, 158, 181. Boiardo, 171, 172, 175, 191, 192, 232, 233, 235, 241, 256, 258-259, 265, 266, 267, 269, 289, 290, 291, 292, 470, 506. Boileau, 302. Bonagiunta da Lucca, 129, 130. Bonaventura (san), 71, 87, 101, 108. Bondi, 360. Bongi (Salv.), 315. Boni (Giovanni de’ ), 285. Boninsegni (Fiorino), 290, 292. Bonvicino da Riva, 57. Borgesi, 437. Borghini (Vincenzo), 310. Borneil (Gerardo di), 139. Botta, 370. Bracciolini, 300. Branda, 375. Breme (di), 487, 525. Brofferio, 358, 527. Brunetto Latini, 75, 122. Bruni (Leonardo), 219. Bruno (Giordano), 227, 244. Buonarotti, v. Michelangelo. Burchiello, 125, 233. Bürger, 454, 520. Buti (Francesco da), 33. Byron, 140, 168, 244, 327, 334, 352, 371, 408, 454, 464, 472, 483, 498, 517.

Caffaro, 315. Calcagnini (Celio), 264. Calderon, 454. Callimaco, 362. Calpurnio, 285. Camerini, 519, 521. Camoens, 8, 161. Campanella, 295. Cantú, 341, 342, 370, 409. Caporali, 302. Capponi (Gino), 500. Caravana (Pier della), 51. Carducci, 530 sgg. Caritèo, 506. Caro, 235, 393, 394, 395. Carrer, 334, 335, 345, 351, 354, 520, 523, 524, 529. Carretto (G. del), 392. Caruso (G. B.), 312. Casali, 338. Càsola (Nicolò), 54. Cassiani, 360. Casti, 336, 337, 351, 373, 415. Castiglione, 50, 215, 226, 232, 235, 259. Caterina (santa), 75, 76, 175, 230. Cattaneo, 418, 430. Catullo, 181, 334, 530. Cavalca, 75, 76. Cavalcanti, 75, 80, 97, 126, 139, 200, 206, 212, 233, 353. Celle (Giovanni dalle), 75. Cellini, 235. Cene della Chitarra, 124. Cerretti, 321, 361, 363, 414. Cervantes, 166, 241, 243, 244, 294, 302. Cesare, 94. Cesarini (Virgilio), 305. Cesarotti, 355, 371, 414, 432, 525. Chateaubriand, 244, 498, 499. Chaucer, 93, 161. Chauvet, 459. Chénier (A.), 342. Chénier (J. M.), 302. Chiabrera, 305, 306, 307, 308, 320, 321, 324, 332, 350, 353, 366, 367, 394, 422, 479, 507, 530, 531. Chiarini, 443 sgg. Ciampoli (Giovanni), 305. Cicerone, 122, 144, 147, 165, 166, 178, 211, 249, 392. Cino da Pistoia, 39, 130, 505. Ciullo, 343. Claudiano, 94, 211, 511. Cobelli, 53, 54. Cola di Rienzi, 88. Colardeau, 363. Collenuccio (Pandolfo), 506. Coltellini, 330, 331, 332. Commines, 237. Compagni, 75, 122, 313, 505. Comte (Augusto), 490. Conti (Giusto de’), 174, 288, 292. Corneille, 322, 419. Cornelio Gallo, 447. Corrado abate, 38. Corraro (Gregorio), 220. Correggio (Niccolò da), 291, 292. Corsetti, 345. Cotta, 360. Cousin, 460. Cratino, 280. Crescimbeni, 365. Crudeli, 323-324, 351, 360. Curzio, 179.

Dall’Ongaro, 527. D’Amboise (Michele), 289. Daniello (Arnaldo), 24, 139. Dante, 8, 24, 33, 49, 58, 60, 62, 65, 71, 74, 75, 79, 80, 81, 82 sgg., 88, 89, 90, 91, 92, 93, 94, 98 sgg., 121 sgg., 129 sgg., 132 sgg., 139, 147, 156, 157, 158, 161, 163, 166, 168, 169, 172, 173, 176, 180, 181, 182, 187, 188, 189, 193, 200, 212, 214, 216, 223, 230, 231, 232, 233, 234, 235, 243, 244, 254, 309, 322, 353, 354, 366, 369, 370, 372, 405, 415, 417, 418, 420, 422, 423, 433, 449, 457, 471, 478, 482, 485, 486, 494, 505, 516, 519, 527, 528, 530. Dante da Maiano, 123. D’Azeglio, 523. Dati (Leonardo), 220. Davanzati, 235, 322. De La Gravière, 289. Delavigne, 532. Delille, 337. Della Casa, 448. De Maistre, 219. Demostene, 236. De Musset, 327. De Rossi, 337, 349-350. De Sanctis, 286, 449, 450. De Sinner, 492. Desportes, 320. Despréaux, 302. Destouches, 379. De Thou, 237. Diderot, 454. Diez, 19, 22. Dionigi Areopagita, 93, 116. Divizi (Bernardo), 262. Dodsley (Roberto), 325. Dolce (Ludovico), 268, 393. Domenico da Prato, 53. Domenico (san), 70. Dorat, 347, 356. Draconzio, 32. Du Bellay, 320. Dumas, 69. Dumas (figlio), 472.

Ebles di Ventadorn, 24. Emiliani-Giudici, 209, 299, 300, 302. Equicola (Mario), 23. Erasmo di Rotterdam, 89. Ercolani (Gius.), 283. Erodiano, 218, 224. Erodoto, 191, 236, 258. Eschilo, 81. Esiodo, 289. Euripide, 211, 281. Ezechiele, 361.

Falcando, 49. Fantoni, 355, 360, 364, 414, 415, 523. Fauriel, 28, 428. Fazio degli Uberti, 505. Federico II, 216, 505, 506. Ferrari (Giuseppe), 85, 310. Ferrari (mastro), 56. Ficino (Marsilio), 172, 181, 200, 257. Filicaia, 366. Firenzuola, 235, 393. Flaminio (M. A.), 50. Folengo, 243, 268. Folgore da S. Gemignano, 50, 124. Forcellini, 525. Foscolo, 147, 222, 224, 269, 299, 300, 339, 352, 364, 367, 369, 371, 395, 401, 403, 404, 409, 424 sgg., 428, 430, 431, 443 sgg., 462, 477, 478, 498, 508, 527, 529, 530. Fracastoro, 50, 226, 244. Francesco d’Assisi (san), 49, 70, 87. Frescobaldi (Dino), 201. Frugoni, 329, 335, 336, 337, 348, 351, 356, 357, 360, 367, 373, 376, 385, 391, 392, 394.

Galilei, 226, 229, 245, 309, 414. Gamerra, 379. Gargallo, 364, 395. Gautier, 532. Gellio, 321. Gerstenberg, 347, 348. Gessner, 283, 334, 346, 348, 363, 453. Gesualdo (G. A.), 21. Ghedini, 366. Gherardo da Cremona, 39. Giacomino da Verona, 49, 57. Giamboni, 75. Gianni (Lapo), 97, 126, 128, 201, 206. Gioberti, 265, 297, 465, 473, 475, 510, 525. Giordani, 216, 301, 308, 372, 476, 481. Giordano da Rivalta, 75. Giovanni di Meung, 64, 101, 162. Giovanni (ser) Fiorentino, 169. Giovio, 222. Giraldi, 50, 216. Giusti (Giuseppe), 430, 493 sgg., 517, 529. Giusti (G. B.), 340. Gleim, 347. Goethe, 65, 91, 274, 327, 341, 342, 358, 371, 428, 431, 434, 454, 455, 458, 459, 460, 461, 472, 475, 487, 488, 513, 520, 521, 523. Goldoni, 368, 379, 419, 420, 421. Gomberville (di), 469. Gozzi (Carlo), 347. Gozzi (Gaspare), 327, 364, 371, 406, 498. Gravina, 324, 366, 367. Gray, 486. Graziano, 14. Grazzini, 207, 393. Gregorio Magno, 70. Guadagnoli, 337, 339, 498. Guarino veronese, 179. Guarini (G. B.), 59, 280, 286, 319, 366, 420. Guerrazzi, 418, 429, 430, 515 sgg. Guicciardini, 49, 186, 193, 226, 232, 238, 247, 294, 313. Guidi, 366, 479, 507. Guidiccioni, 406. Guidotto, 62. Guinicelli, 61, 62, 96, 108, 216. Guittone d’Arezzo, 61, 96, 123, 125, 166, 216, 234, 505. Guglielmo di Lorris, 64, 101. Guglielmo di Poitiers, 24.

Hagedorn, 347, 356. Hadlaub di Zurigo, 63. Heine, 127, 327, 472, 483, 488, 520, 523, 528. Herder, 310, 454, 520. Hölderlin, 488. Huet (mons.) 281. Hugo, 472, 475, 483, 488, 516, 520. Humboldt, 512.

Irnerio, 13, 14, 39. Isidoro di Siviglia, 32. Iusti, 437.

Jacobi, 347. Jacopone da Todi, 98, 144, 193. Jaufrè Rudel, 18 sgg. Joinville (di), 63.

Kleist, 347. Klopstock, 65, 347, 362, 487, 531. Körner, 512, 513.

Labindo (v. Fantoni). La Bruyère, 384. La Fayette (madame), 281. La Fontaine, 166, 268, 361. La Franc de Pompignan, 488. Lamartine, 327, 371, 473, 483, 488, 499, 516. Lamberti, 445, 446, 447, 448. Lamennais, 430. Landino, 200, 218, 257. Landolfi (i), 49. Latini (Brunetto), 75, 122, 392. Lavezzola, 268. Lazzarini, 366. Le Brun, 363. Leers, 366. Leibniz, 314. Lemene, 318, 366, 507. Lentini (da), 129, 196. Lenzoni, 393. Leonardo, 226. Leone (Evasio), 262. Leonello d’Este, 506. Leopardi, 19, 140, 244, 308, 322. 370, 390, 404, 408, 427 sgg., 431, 449, 464, 476 sgg., 481 sgg., 489 sgg., 498, 506, 508, 527, 530, 531. Lessing, 93, 166, 361, 454. Livio, 79, 94, 147. Loredano (Ambrogio), 469. Lorenzini, 366. Lorenzo vernense, 50. Lorris (Guglielmo di), 64, 101. Louvet, 357. Lucano, 94, 211, 511. Lucilio, 173. Lucrezio, 324. Lutero, 65.

Mabillon, 312, 314. Machiavelli, 6, 49, 151, 171, 186, 194, 225, 226, 229, 231, 232, 236 sgg., 242, 243, 244, 245, 247, 259, 264, 313, 405, 406, 410, 418, 494, 506, 516. Maffei, 310, 394. Magalotti, 321. Maggi, 366. Maittaire, 330. Malaspina (Alberto), 56. Malespini, 53. Malherbe, 65, 320. Mameli, 505, 510 sgg. Manfredi, 364, 366. Mangini della Motta (Giov.), 218. Manzoni, 328, 360, 367, 370, 404, 418, 427 sgg., 430, 431, 433, 446, 455, 456 sgg., 459 sgg., 464 sgg., 474-475, 477, 478, 483, 498, 499, 508, 516, 517, 530. Marcabruno, 24, 31. Marchetti, 330, 394. Marini (Giov. Ambr.), 469. Marini (G. B.), 188, 300, 309, 324, 367, 420, 480, 485. Mariotti, 484. Maroncelli, 341, 440. Martelli (P. J.), 394. Mascheroni, 404, 526. Massimiano etrusco, 447. Mattei (Loreto), 283. Mazza, 339, 342, 360. Mazzini, 418, 430, 510, 514. Medici (Lorenzino de’), 407, 408. Medici (Lorenzo de’), 172, 174, 187, 189, 190, 192, 195 sgg., 215, 220, 257, 291, 294, 506. Meli, 59. Menandro, 280. Menzini, 324, 366, 406. Metastasio, 307, 310, 318, 324, 325 sgg., 328, 329, 330, 331, 335, 337, 346, 348, 350, 357, 358, 360, 363, 366, 367, 369, 373, 414, 419, 421, 423, 427, 430, 479, 485, 507, 527, 530. Metello benedettino, 284. Meung (Giovanni di), 64, 101, 162. Michelangelo, 50, 227, 229, 232, 247, 309, 460. Michelet, 310. Millevoye, 488. Milton, 337, 486. Minzoni, 360. Molière, 92, 93, 166, 419, 420. Molza, 204, 215, 235. Mommsen, 437. Montanelli, 514. Montani, 358. Montemagno (Bonaccorso da), 174. Montemayor (Giorgio di), 294. Montesquieu, 6, 310. Monti, 126, 326, 330, 337, 339, 342, 352, 358, 360, 364, 367, 369, 371, 403, 404, 408, 419, 423-424, 427, 433, 440 sgg., 457, 477, 478, 497, 508, 527, 530. Morgagni, 438. Mosco, 222. Muratori, 310, 312 sgg., 419, 430. Mussato, 180, 218, 285, 286. Muzio, 393.

Negri (Gaetano), 474. Nelli, 406. Neri (Filippo), 49. Nevio, 173. Newton, 330. Niccolini (G. B.), 417, 429, 457, 498. Nicolò (di Padova), 253. Nifo (Agostino), 22. Nostradamo (Giov. di), 22, 31. Novalis, 428.

Odofredo, 11, 12. Omero, 72, 87, 144, 166, 189, 212, 223, 454, 486. Orazio, 165, 208, 211, 212, 223, 305, 306, 307, 308, 345, 348, 362, 373, 385, 450, 477, 485, 500, 511, 525, 530. Orléans (Carlo), 336. Osidio Geta, 32. Ossian, 371, 454, 486. Ovidio, 64, 69, 157, 159, 188, 200, 211, 212, 222, 306, 515. Owerbeke, 330.

Pananti, 498. Panizzi, 271. Pannuccio pisano, 123. Panormita (il), 179. Panzacchi, 462, 464, 527 sgg. Paolo (san), 143, 229. Parini, 336, 342, 343, 364, 265 sgg., 368 sgg., 391 sgg., 406, 412, 419, 421, 423, 425, 427, 432, 445, 498, 500, 503, 508, 525, 526, 527, 530. Parny, 337, 356, 488. Passavanti, 75. Pastorini, 507. Pepo, 13, 14. Percy, 454, 520. Perrault, 302. Perticari, 433. Pétoefi, 512, 513. Petrarca, 18, 21, 24, 58, 60, 61, 65, 75, 81, 82, 87 sgg., 91, 92, 93, 94, 95, 99, 135 sgg., 159, 170, 173, 174, 175, 176, 178, 180, 182, 187, 188, 189, 193, 209, 210, 212, 216, 218, 219, 223, 230, 234, 235, 249, 254, 278, 285, 286, 289, 306, 353, 366, 369, 390, 392, 409, 410, 420, 422, 423, 428, 444, 448, 449, 476, 478, 482, 485, 499, 505, 506, 528, 530. Pezzoli, 498, 499. Pico (Giov.), 217. Pier Damiano, 87. Pietro Crasso, 11. Pietro Lombardo, 39. Pigna, 268, 269. Pindaro, 153, 305, 306, 307, 361, 362, 476. Pindemonte, 352, 360, 526. Pisani (Ugolino), 219. Pistoia (il), 125. Platen, 362, 472, 483, 488. Platone, 142, 166, 236. Plauto, 173. Plutarco, 171. Poggio (il), 172, 180. Polibio, 293. Poliziano, 59, 159, 171, 174, 175, 180, 189, 190, 192, 196, 198, 200, 202, 209, 210, 211 sgg., 233, 235, 257, 277, 289, 292, 294, 506, 530. Pomponazzi, 259. Pomponio Gaurico, 290. Pomponio Leto, 181. Pontano, 188, 190, 192, 223, 277, 290. Pope, 362, 486. Praga (Girol. da), 180. Prati, 520 sgg., 529. Preti (Gerol.), 300. Properzio, 200, 306, 341. Pucci, 125, 204, 215. Puccinotti, 486, 487. Pulci (Bernardo), 290. Pulci (Luca), 198, 204, 213, 290, 292. Pulci (Luigi), 159, 190 sgg., 204, 209, 235, 256, 257, 258, 290, 292, 297.

Quadrio, 320. Quinault, 322. Quinet, 265.

Rabelais, 93, 245, 302. Racine, 8, 418. Rajna, 268. Raffaello, 140. Rambaldo di Orange, 24. Ramirez (padre), 282. Ranalli, 457. Ranieri, 481. Regnard, 419. Reina, 376. Renvorsy, 319. Rezzonico, 363. Riccardo Cuor di Leone, 24. Riccardo da S. Vittore, 93. Rinuccini (Cino), 174. Rinuccini (Ottavio), 319, 320, 367, 530. Ripano, v. Parini. Robespierre, 357. Rolli, 324, 328 sgg., 337, 350, 354, 355, 358, 367, 527. Romagnosi, 430. Ronsard, 319, 320. Rosa, 295. Rosmini, 475, 525. Roscoe, 199, 201, 209. Rossetti, 327, 358. Rota (Angelo), 338. Rousseau, 331, 348, 362, 382, 385, 453, 454, 482, 488. Rovani, 460 sgg. Rucellai, 215, 235, 392, 393. Ruckert, 472. Ruscelli, 268. Rustico di Filippo, 124.