Nabuco

Chapter 3

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Ah, è ver!... Lo squillo d'una tromba pare Il suon della tua voce, e quel dell'altra D'un flauto ha la dolcezza.--Sei tu sola?

ZALA

No.... mio fratello è meco.

JER.

Parli.

ARG.

Il suono Della mia ti ricordi?

JER. (_scosso, alzandosi_)

Ah.... Non ignoto Mi giunge.... No!--Ma dove io già l'udii?... Quando?...--Nella tenèbra, che mi avvolge, Ogni voce, ogni suono, ha un'eco lunga; Sicchè, talor, nell'incessante rombo Di quell'eco io mi perdo, e una memoria Vaga e confusa sol mi resta!--Io posso Ben dirmi: «_Già l'udii_!».... Ma, d'onde l'eco Cominci, invano a ricercar mi struggo! A parlare con me vien da più notti Un mercante, Giafìr, colla sua donna.... Orben, dal primo dì ch'ei mi rivolse La parola, pensai: «_Dove ho tal voce Udita già?_» Nè rispondere ancora A tal domanda io posso!--È noto a voi Questo Giafìr?

ZALA

Egli è parente nostro.... A te veniam perchè un timor ne cruccia E tu soltanto consigliar ci puoi.

JER.

Parla.

ZALA

Da tempo egli negli occhi ha lampi Di febbre; e, assorto in tetre idee, s'aggira Farneticando; e non risponde; oppure Con strani detti chi si volge a lui Congeda o insulta.... e fugge....--Di qual morbo Ei dunque è preda?...

JER.

Conquistare il cielo Ei sogna.... Già tel dissi....--E, poichè a lui Narrò qualcun, che a me son noti i libri Dei sapïenti, egli da me pretende Di conoscer l'ermetica potenza Che della vita ogni mister discopre E insegna quello che Dio sol conosce! Poter da terra sollevarsi, e l'aria Attraversar per conquistar le stelle, A una freccia simìl:... questo egli brama. Blandemente io risposi sulle prime, Pietoso a lui ed alla sua compagna Dalla voce gentil che sa di pianto; E, della scienza dei miei libri santi, Sì, gli parlai, ma qual maestro a alunno Che gli scerne la lettera e lo spirto... Ahimè, coi folli intendimenti suoi, Ei tutto confondea!... Sicchè schermirmi Ora soltanto alle sue inchieste io tento E alle preghiere sue.

ZALA

Ei, dunque, è pazzo?

JER.

Non ancor!... Ma la china egli discende Di quell'abisso, in fondo al qual diventa L'uom pari al bruto.... e, se chi l'odia, spingerlo Nell'abisso or volesse, agevol cosa Compier dovrebbe.

ARG.

E tu non ve l'hai spinto? Perchè?

JER.

Non l'odio.

ZALA

Egli è Caldeo....

ARG.

Nemico Esser dovresti a lui....

JER.

Sì.... come a voi Nemico io son, perchè Caldei voi siete, Se del suo sangue; e come il son di tutta La gente vostra.--Ma so ben che è vano Una gente odïar!--Essa è la spada Nella man del carnefice! È l'inconscio Strumento ond'ei si val!...--No... Non ha colpa La spada.... ma la man!... Soltanto a questa, Al carnefice solo io l'odio serbo!

ARG.

Al re, dunque?

JER.

A Nabuco!

ZALA

Or ben, colui Che conquistar il ciel vorrebbe.... è il re! È Nabuco!

JER.

Nabuco?!

ARG.

Argiasp io sono!

ZALA

Io Zala!

JER.

I figli di Sârak!... Ed egli.... Egli è il colosso.... e la pietruzza io sono!

ZALA (_indicando a destra_)

Ei viene....

JER. (_indicando la capanna_)

Là.... là.... nella mia capanna!

(_Argiasp e Zala entrano nella capanna.--Jeroboàm torna a sedere ai piedi dell'albero.--Entra Nabuco concitato, poi Daìra_).

SCENA IV

DAÌRA--NABUCO--JEROBOÀM

DAÌRA (_a Nabuco_)

Fermati.... Ascolta....

NABUCO

Lasciami!

DAÌRA

Promesso Pur tu mi avevi, che dal vecchio ebreo Non saresti tornato....

NABUCO

Ed or vi torno Poichè mutai pensier.... Ciò non ti garba?... Alla reggia rimani!

DAÌRA

E sei tu quello Che mi parli così?...--Quando quì vieni Son le tue notti spaventose!... Mille Torvi fantasmi turbano i tuoi sogni.... Ed io, che veglio a te vicina, piango I tuoi rantoli udendo e i tuoi lamenti! Ah, dove son le dolcissime notti, Che noi passammo nel giardino antico Fra l'olir delle rose!

NABUCO

D'ogni olezzo Oggi più grate a me son le parole D'un sapïente!--Di Nabuco è questa La vita!... Ei vuol non una gioja sola! Amore, e gloria, e sapïenza:... tutte Le gioie umane ei vuol, tutte le ebbrezze! Lasciami!

JER. (_dall'albero_)

Olà.... Chi è là?... Sei tu, Giafìr?

NABUCO

Sì.... Son io!

(_Daìra va verso il fondo, come spiando che nessuno si avvicini, e vi resta_)

JER.

Mio signor, come mi scese Al cuor la voce tua!... Che tu in eterno Esser possa felice!

NABUCO

E lo può forse Esser chi, al par di me, alla meta anela Che tu conosci?

JER.

Ancor t'agita, dunque, La stessa idea?

NABUCO

Sì....

JER.

Ancor, dunque, tu vieni A me, credendo ch'io donar ti possa La magica virtù che i sogni tuoi Adempier deve?

NABUCO

Sì.... Non mi narrasti Forse tu stesso dei profeti vostri L'onnipossente fuoco?...

JER.

È ver....

NABUCO

Rapiti, Essi vedean gli eventi del futuro E i misteri del cielo e della terra....

JER.

Sì.... È vero!

NABUCO

Ebben.... come i profeti tuoi Esser io voglio!... Or, perchè il rito, il verbo, Tu sempre a me di rivelar negasti, Con cui nel proprio sen potevan essi La sacra fiamma suscitar?

JER.

Tremenda Cosa chiedevi....

NABUCO

Ah!... Tu non sai chi sono!

DAÌRA

(_accorrendo frettolosa, piano a Nabuco_)

Deh, non tradirti!

JER.

Chiunque tu sia, Fino dal primo dì che mi parlasti Forte tra i forti per l'ardir ti seppi Della mente....--Ma ai vecchi vien compagno Il dubbio.... ed esitai l'estrema prova A rivelarti, perchè premio è dessa Dei costanti soltanto.

NABUCO

Ed or, rispondi, Lo vorrai tu?

JER. Sì.

NABUCO

Vorrai dirmi come Salire agli astri, e conquistarli, e il corso Dominarne io potrò?

JER.

Sì....

NABUCO

Nella polvere Prosternato t'ascolto!

JER.

E sia. Ma, prima, In te stesso raccogliti.--La zolla, Su cui fiorisce la magica pianta D'ogni sapere, è l'estasi;... e può solo L'estasi aver chi medita in silenzio.

(_China il volto fra le mani e medita.--Nabuco, sempre in ginocchio, lo imita.--Scende la sera.--In fondo Babilonia si illumina_).

DAÌRA (_tornando dal fondo, piano a Nabuco, con grande passione_)

Vieni, Nabuco.... Andiam.... Col mendicante Assai parlasti.... Or non ti par sia tempo Di tornare alla reggia?... Ascolta: Sazio Forse sei tu di star tutte le notti Fra rose gialle e baci di Daìra? Ebben.... guarda: il regal palazzo splende Per il convito consueto....--Vieni.... Te farà lieto degli altri il tripudio!... E, se al tuo fianco a me concederai Di rimanere, tu vedrai ch'io posso Giocondamente mescer nelle coppe, E toccar l'arpa, ed intonar canzoni.... Vieni, Nabuco....

(_disperatamente, vedendo che egli rimane immobile_)

Ahimè!.... Più non mi ascolta!

JER. (_avanzandosi_)

Giafìr, t'appressa.... A me porgi la mano E rispondi: È sereno il firmamento?

NABUCO (_alzando gli sguardi_)

Risplendon gli astri nel glauco profondo Di pura luce.

DAÌRA

O soavissima notte!

JER.

Non una nube?

NABUCO

Non un velo!

DAÌRA

Piove Dal ciel soltanto un'armonia di raggi, Che sembran sguardi lunghi e sfavillanti Di voluttà infinita....

JER. (_a Nabuco_)

Or, dunque, torna Alla tua casa, e in agape gioconda Le membra riconforta; indi, allorquando Il pianeta Ixïon volger vedrai Verso occidente (indizio che la notte Del suo cammin giunse a metà) alla torre Più alta di Babele in vetta sali E ai quattro venti grida: «O Dio ti sfido!» E arditamente nelle stelle affisa L'occhio dominatore; e, in te raccolto, Nel glauco ciel l'anima tua sospingi. Oh, non temer! Dell'infinito anch'esse Sono schiave le stelle! E, quando vinte Dell'infinito tu le leggi avrai, Ne avrai facil vittoria, chè tu stesso Diverrai l'infinito!...--Allor dell'aquila L'estasi eccelsa avrà l'anima tua L'aria fendendo; e le parrà guizzare Attraverso un giardin, dai luminosi Immani fior sospesi su un abisso Senza limiti;... e, lieve come piuma, Anche il tuo corpo s'alzerà da terra!...

NABUCO.

O speranza!... O delirio!

JER.

Va! T'affretta! È in te la febbre dei profeti!...

NABUCO (_farneticando_)

O cielo Tu sarai mio!... Come la terra trema Dinnanzi a me, tremeran gli astri!... Un solo Signore avranno terra e ciel: Nabuco! Un nome solo echeggierà nel vasto Glauco infinito, un nome sol: Nabuco! Eterno io solo!.... Io solo, Iddio!... La mia Forza legge soltanto!... Io solo, io solo, Dispensator di vita e morte!--Ah, sento Che il soffio è in me dell'universo, e l'alba Doman non spunterà s'io non lo voglio!

(_si allontana rapidamente_)

DAÌRA (_a Jeroboàm_)

Ah, giusto fu nel maledirti l'Jéova Che adori tu!...--Ch'egli dannar ti possa Eternamente a viver schiavo e cieco!

(_Segue Nabuco.--Sulla soglia della capanna compajono Argiasp e Zala, che muovono verso Jeroboàm_).

ATTO TERZO

_Notte.--Giardini della reggia.--A sinistra la torre _Borsippa_,¹ alla porta della quale si accede per alcuni gradini.--A destra peristilio d'un'ala della reggia.--Fiori; vegetazione lussureggiante. In fondo la reggia vivamente illuminata_.

PARTE PRIMA

SCENA I

ARGIASP--ZALA.

(_Zala siede presso la torre guardando verso la reggia; Argiasp ne viene; Zala gli muove incontro_)

ARG.

S'io potessi sperar, che la memoria Di quel che han visto cogli occhi si spegna, Già conficcato di mia man vi avrei Una punta rovente!--Ignuda quasi, Essa la coppa gli riempie.--A lei Egli protende la bocca scarlatta, Qual ferita che sanguini ed implori Il balsamo dei baci.... Ed essa chiude, Come in delirio, le palpèbre, e preme Colla sua quella bocca....

ZALA Ed ei del folle Sogno mai non parlò?

ARG.

No.... Jeràk, il Mago, Venìa talor; gli mormorava un detto All'orecchio, e spariva....--Alla sua vista Di Daìra oscuravasi la fronte.... Ma, poi, l'ebrezza divampar più ardente Nel suo petto parea....--Perir dovessi Fra i più atroci tormenti, ora, o Nabuco, La tua rovina io vo' soltanto!

(_squilli di trombe_)

ZALA

(_indicando la torre_)

Vieni.

(_entrano nella torre_)

SCENA II

NABUCO--AFRAISAB--KUNAREND--GHEV-- DARAB--BÈRHAM--Dame, Cortigiani, Danzatrici, Schiave recanti anfore e coppe--DAÌRA entra colle Dame e va, intrattenendosi con esse, presso lo scaleo della torre, mentre guarda ad ogni tratto verso Nabuco.

AFR. (_impacciato, sorridente, come sorpreso di quanto gli va dicendo Nabuco_)

O Nabuco.... mio re....

NABUCO

Qual preferisci: Una vittoria od un banchetto?

AFR.

(_dopo qualche esitazione_)

Entrambi....

NABUCO

Ma preferir questo non è....--Rifletti: Ti fa più lieto esser seduto a mensa In molli vesti, o, coperto di ferro, II cavallo spronar del sollïone Sotto la sferza?...

AFR.

(_con un sospiro_)

Oh, tempi!

NABUCO

Li rimpiangi?

AFR. (_esitante, come temesse di contrariarlo_)

No.... Nabuco, mio re!

NABUCO (_ridendo_)

«Mio re!... Nabuco!» Altro tu non sai dir!

AFR. (_terribile, vedendo ridere anche gli altri capitani_)

Di me ridete?

NABUCO

Evvia.... ti calma!... No, di te non ride Alcun; ma ride della celia mia! Che il ver direbbe l'epitaffio tuo Se dicesse così: «_Quì sta un gigante, «Ch'ebbe braccio di ferro; e bronzeo petto; «E lingua che esclamar sapea soltanto: «O Nabuco, mio re!_»

AFR. (_sulle prime ancora impacciato, poi animandosi_)

Si,... questo è vero! Questo solo io so dir!... Che dir potrei Dunque dippiù?... So ben chi sono!... Un tronco D'enorme abete, che dai medi monti Precipitò....--Sì, tal sono io!--Or, chi strappa Gli abeti enormi?... L'uragano!... E questo Fosti tu!--Ma che val, se sradicato Cade l'abete?... Esso rimane a valle Immobile!... Or, qual forza lo solleva? L'onda!--E l'onda tu fosti!--Io, per me solo, Dunque vissuto non sarei!

NABUCO

Sì a lungo Oggi hai parlato, che, dal tuo sepolcro, In pochi istanti, cancellasti quello Ch'ei detto avrebbe, per mill'anni forse, Della tua lingua!

AFR.

Gli è, che da gran tempo Io non vedevo il tuo volto glorioso, E il rivederlo in me destò tal gioia Qual esprimer non posso!... Ed è ciarliera La gioja!

GHEV

Ah, dove son quei lieti giorni In cui da te mai non stavam divisi!

NABUCO

Ghev, tu pure?

BÈRHAM

Oh, i bei giorni!

KUNAREND

Io questa vita Odio più della morte!

NABUCO

Perchè?

KUN.

Vinta Non abbiam noi tutta la terra?... Dunque Più sperar non poss'io ch'essa si cambi!

BÈRHAM

Com'è piccino il mondo!

GHEV

Anch'io sovente Lo penso; e, allora, alla mia spada dico: «O fior di gloria, il dì ch'io sarò certo Che a te il destin purpuree rugiade Non darà più,... ebben, col sangue mio Io ti disseterò!»

DARAB

Saper dovessi D'esser sempre sconfitto, alle battaglie Domani tornerei, tanto son stanco Io di poltrir!...

GHEV

Ah, così vili gli uomini Or dunque son, perchè nessun dei vinti Osi la fronte rialzar?...

KUN.

Codardi Gli animi fan le domestiche cure! Voglionsi, a ritemprar le schiatte umane, Bagni di sangue!

DARAB

Ah; un vinto esser vorrei!

AFR. (_guardando torvamente Darab_)

Ribelle allor saresti tu?

DARAB

Gigante, Non guardarmi così!...

AFR.

Come si guarda Un ribelle ti insegno!

DARAB

Io tal non sono: Ma, se lo fossi, dei tuoi occhi al lampo Risponderebbe quel della mia spada!

NABUCO (_interponendosi_)

L'armi serbate alle vicine pugne!...

TUTTI

(_con grande esplosione di gioja_)

Ah!... Un'altra guerra!... Gloria al Re!... Deh, parla!

BERHAM

Contro chi dunque pugneremo?

GHEV

Quando Vuoi che si parta?

KUN. (_ad alcuni scudieri_)

Olà, datemi l'armi!

TUTTI (_entusiasticamente_)

Guerra!... Guerra!

SCENA III

JERAK--Detti.

(_Jerak compare sul fondo.--Nabuco, appena lo vede, gli fa cenno d'avvicinarsi.--Daìra, all'apparir di Jerak, si avanza pallidissima_).

JERAK (_a Nabuco, a bassa voce_)

Signor, verso occidente Volge Ixïon.

NABUCO (_ai capitani_)

Al novo dì, guerrieri, Vi sarà noto il pensier mio.--Quì tutti Fino allor m'attendete!

(_muove verso la torre_)

DAÌRA

Ah.... no.... Ti ferma! No.... Tu.... non salirai!

NABUCO

Fanciulla, scòstati! Non pôrti fra il leone e la sua preda! Scòstati.... Va!

DAÌRA

Ah,... tu sarai soltanto La preda.... Tu!

(_si getta ai suoi piedi_)

NABUCO

Mi lascia!

DAÌRA

Ebbene, teco Lassù verrò....

NABUCO

Per Ebli e i Devi inferni, Più non sfidare il voler mio!

DAÌRA (_come pazza d'angoscia, rialzandosi_)

A brani Tu mi puoi far,... ma a te m'avvinghio;... e teco Io salirò, se tu salir potrai!

(_si avvinghia al collo di Nabuco disperatamente_)

NABUCO

Vattene!... Solo io salir voglio!

(_con impeto d'ira le afferra le braccia per staccarla da sè.--Daìra manda un grido alla stretta possente e arrovescia il capo.--Nabuco, impietosito a un tratto, le sostiene il capo colla destra, mentre Daìra non cessa di avvinghiarsi a lui_).

No!... Di me stesso vergogno.... ma non posso Torturar queste membra!

(_Dopo un momento di esitazione, come volesse che si compia ciò che è necessario e che il compiere a lui stesso ripugna_:)

Afraïsàb, Libero fammi!

(_vedendo che Afraisab si avvicina a Daìra e ne afferra le braccia_)

A lei pietoso sii, O gigante.

AFR. (_impacciato, ritraendosi_)

Signor, fragili sono, Siccome puro caolin, le braccia Di questa donna.... ed io...

(_i guerrieri sorridono_)

NABUCO (_a Daìra_)

Lasciami!

DAÌRA

No!

(_Nabuco fa un cenno ad Afraisab; questi riafferra le braccia di Daìra_),

DAÌRA (_a Afraisab, gemendo e resistendo nel rimaner avvinghiata a Nabuco_)

Ah, tu perdi il tuo re nell'ubbidirgli!

(_con un gemito più forte cede smarrendo i sensi,--Alcune schiave accorrono e la portano verso il fondo_)

NABUCO (_a Jerak, indicandogli Daìra_)

La sua vita ti affido....

(_sale lo scaleo della torre, poi, dall'alto a Afraisab_)

E a te la soglia! Nessun la varchi!--Al novo dì, guerrieri!

(_Entra nella torre.--Afraisab sguaina la spada, va a prendere una coppa e sale alla porta della torre_)

AFR. (_vuotando la coppa d'un fiato_)

Gloria a Nabuco!

TUTTI (_colle coppe nelle mani_)

Evviva l'orgia e il sangue!

PARTE SECONDA

_Sulla torre Borsippa.--Agli angoli statue colossali di mostri.--In mezzo la vetta della torre, alla quale si accede per alcuni gradini.--Dinnanzi ai gradini una botola, che conduce all'interno della torre.--Vista di Babilonia e di una vasta estensione di paese.--Notte stellata.--Dai giardini vien l'eco dell'orgia._

SCENA IV

ARGIASP-ZALA.

ZALA (_udendo le grida di guerra, che vengono dal giardino_)

Voci di guerra!...

ARG.

Del ciel la conquista Forse ei promise!...

ZALA

A folle capitano Folli guerrieri!

ARG. (_indicando la botola_)

Ah.... ascolta.... Un passo!

ZALA (_appressandosi alla botola, origliando_)

Ei viene.

(_si nascondono dietro una delle statue colossali.--Nabuco compare dalla botola e sale alla vetta_)

SCENA V

NABUCO--ARGIASP--ZALA.

NABUCO (_dopo qualche istante di silenzio, fissando il cielo_)

O Dio, ti sfido!--Io ti sfido; io, Nabuco Conquistator d'un mondo, ove le statue Erette a te strugger m'è dato, ed hanno Culto maggior le mie! Io, che al volere Di tutti, al par di te, la forza oppongo; Del mio arbitrio la forza!--Io, che dispenso Il bene e il male!--Io, che domar dei fiumi L'impeto posso, e popolar deserti, E in cumuli di morti e di rovine Mutar genti e città!

(_pausa_)

Nelle tenèbre Vibrano ancor le mie parole; e un segno Di minaccia non han nè ciel, nè terra!... E sulle stelle l'occhio mio si fisa, Siccome sulla preda occhio di falco!

(_sempre più fissando il cielo_)

Ah, parlan gli astri! Un mormorio mi giunge, Quale di perle lievemente scosse In una coppa di zaffiro!--Oh, come Nitida d'ogni stella ora m'appare La forma!... Oh, come sottilmente brilla Ora ogni raggio astrale, e a me discende, Dal mio volere attratto a me!...--Piovete, O tributi celesti, al re novello! Ecco, la luce lor si fa più viva.... Ed, impalpabil come l'aere, parmi, Che m'avviluppi una rete d'argento Di fulgori siderei contesta! Essa m'avvince.... e in me penetra,... e afferra Di mia vita l'essenza!...--Un'infinita Brama m'accende d'infinito, insieme Angosciosa e dolce,... e, chiaramente Il doppio arcan, che ogni cosa racchiude, In questo istante io concepisco!

(_con grande enfasi_)

Or, dunque, Risali, argentea rete; e, teco, in alto Portami!... In alto!... In alto!

(_ergendosi della persona_)

Ah, nello spazio Senza confini io sono! O stelle, a voi Giunto è Nabuco!... Alla vostra conquista Ei tornerà doman coi suoi guerrieri.... Oggi, di tanti luminosi fiori Un solo ei coglierà, per riportarlo Alla sua reggia....

(_fissando una stella e snudando la spada_)

E tu sarai quel fiore, Tu, rosea stella!... Il fil della mia spada Invincibile a te recida il gambo!

(_spicca un salto fiedendo l'aria colla spada, e cade carponi a terra mandando un grido.--Pausa.--Dai giardini vien l'eco dell'orgia_)

ARG.

Oh, la grottesca, orrenda scena!

ZALA

Taci!

NABUCO (_carponi, percorrendo la vetta_)

Or dov'è il fiore? Oltre il confine, forse, Del creato son io?...

(_tocca il suolo_)

Del cielo è forse Questa la dura e fredda volta?!

(_tenta di alzarsi, ricade_)

Ah l'astro Cadde su me!... Lo scuoterò!

(_si scuote e ricade carponi gemendo_)

Non posso!

ZALA (_ad Argiasp_)

Così Nabuco ora riveggan tutti....

(_Zala e Argiasp stanno per muovere verso Nabuco, ma sostano, vedendo che egli si trascina fino alla gradinata e si erge un poco della persona_)

NABUCO

Soldati,... a me!... Ciascuno avrà una stella Per bottino!... Ciascun della sua spada Sovra la punta, come un cuor lucente, Un astro recherà!...--Olà, ove siete Traditori?

(_si aggira carponi disperatamente; tenta rialzarsi e ricade; poi si accoccola piangendo in un canto.--Zala e Argiasp salgono alla piattaforma_)

ARG. (_avvicinandosi a Nabuco_)

Signor!

NABUCO (_scosso, imperiosamente_)

Fèrmati, e parlami In ginocchio, siccome a me, Nabuco, Si deve.--Messaggier tu sei degli astri. Sta ben. Ma, prima di parlar di pace, Un patto impongo: tolto dalle spalle L'astro mi sia che osò cadervi.

ZALA

Evvia! Nabuco, il re dei re, l'onnipossente, Si fa beffa di noi, chiedendo ajuto Per sì facile impresa!

NABUCO (_fissando Zala_)

Ah, la regina Delle stelle è con te?... Farmi zimbello Essa sperò dei lezî suoi?...--Non io Nacqui a simili panie!

(_a Argiasp_)

Il braccio porgimi.... Io stesso l'astro scoterò....

(_Argiasp interroga Zala collo sguardo.--Zala crolla il capo, come lo lasciasse arbitro di far quel che più gli aggrada.--Argiasp porge il braccio a Nabuco, il quale vi si appoggia, tenta di rialzarsi con uno sforzo supremo, ma ricade_)

NABUCO

Oh, strazio!.... Oh strazio! L'astro mi schiaccia!

(_toccandosi alla nuca_)

Il suo gelido disco Quì una piaga m'ha aperto.... e su vi pesa! Ha un gel che morde e dà più intensa angoscia D'ogni vivida vampa!... Ah, chi mi uccide?!

(_si torce, rantolando e gemendo, come in preda a spasimi atroci, cogli occhi fisi su Argiasp_)

ARG. (_arretrando_)

Ah, guarda!... Guarda!... Orror, pietà m'incute! Ah, quell'occhio!... Quel rantolo!...--La mia Vendetta or maledico!--Colla spada Assalirlo;... pagar vita con vita;... E, vincitore, per salir su un trono, Mettere il piede sul suo petto, o, vinto, Senza un lamento a lui l'ultimo sguardo Superbamente saettar:... sì, questa Esser dovea la mia vendetta!--Ad opra Bieca mi trascinasti!... Opra di serpe, Che a tradimento addenta!... Opra d'jena, Che i morti assale!...--Ebben, ch'essa si compia Or io non voglio!--Vieni!... Sarai salva!... Me solo accuserò!...--Purch'io quell'occhio Più non riveda, e quell'orrendo rantolo Non oda più, tutti i tormenti affronto!...

(_fa atto di trascinar seco Zala_)

ZALA (_arretrando, afferrandogli un braccio per trattenerlo_)

Per regnar non nascesti!--E tu sei figlio Di Sàrak? Tu?...--No, l'impeto bestiale D'una lascivia, che gettò un istante La madre nostra d'uno schiavo in braccio, Te concepì!... Tu, come i rospi, puoi Gracidar ma non mordere!--Costui Dunque ti fa pietà?... Costui, che mai Pietà conobbe e che passò ridendo Fra gli eccidî?... Costui, che a terra vide Torcersi mille nel supremo spasmo, Com'ora lui, e non battè palpèbra? Strage e rapina è il nome suo! Rapina E strage quello dei suoi avi!... E il latte, Che, bambin, lo nutrì, se non del tuo, Fu di mio padre il sangue!

(_lo lascia e brandisce un pugnale_)

Or va! La sua Morte affretti così; poichè ti giuro Che rivederlo lo dovran soltanto O morto, o pazzo!

(_Nabuco geme_)

ARG.

Oh, l'affannoso gemito! Ei muore!

NABUCO (_riavendosi_)

Ohimè!

ARG. (_andando a Nabuco_)

Signor....

NABUCO

Chi sei?

ARG.

Argiàsp, Il tuo servo fedele.... Assai dormisti.... Orsù ti leva!

NABUCO

No.... La propria legge Impose il fato ad ogni creatura! L'uom, come te, su due piedi cammina; Ed il cane su quattro....--Or io su quattro Camminar debbo, perchè un cane io sono! Eccoti il collo.... Mettimi il guinzaglio....

(_vedendo che Argiàsp rimane immobile_)

Non vuoi?... Comprendo!... Il mio padron non sei! Dov'è?,.. Chi fu?...

(_come ricordando_)