Madri.... per ridere

Part 9

Chapter 93,748 wordsPublic domain

Aver sognato una perfezione morale rispondente alla perfezione fisica, e trovare una.... civetta volgare, con un _passato_ per sopramercato!

Altro che vittima! — E come sapeva mentire! Ella la rivale disgraziata di Severina, l’amante respinta di Giulio.... solo pochi istanti prima, osava asserire che conosceva Giulio di vista! e che aveva trascurato l’amicizia di Severina per ordine superiore....

E se della di lei giovinezza veniva a conoscere ora quel mistero. — ed era il solo, poi? — chi sa quali misteri celava la sua esistenza conjugale.... con tale marito....

«Amo mio marito....» — diceva — ma questo doveva esser vero come il «conosco Giulio di vista!»

Restava pura e semplice la bellezza.... ma, con un’anima così nera, era una bellezza orribile. Era deciso.... bisognava fuggire Maddalena.

E pronunciando il sì della decisione, s’alzò e uscì avviandosi verso la guardaroba, ma quando fu sul limitare di quella si fermò titubante. —

— Ricomincia la musica, — pensò — Maddalena sarà sola e mi aspetterà. Partire colla ferma risoluzione di non vederla più.... sta bene, ma non prendermi proprio alcuna soddisfazione, nemmeno quella di vederla arrossire.... è un po’ da collegiale che fugge. Si direbbe che ho paura di lei!.... Ella mi ha ingannato; io devo punirla.... Con dignità, sia.... ma punirla. —

Attraversò di nuovo le sale ed entrò nel noto salotto.

Tanta ira bolliva nel suo petto.... e non appena la rivide.... sentì svanire tutti i suoi propositi. Maledetta quella beltà! Maledetto quel seno!.... Ed era possibile che un involucro tanto affascinante fosse animato da uno spirito infernale?

— Facciamo l’ultima prova! — si disse.

Maddalena guardò Oreste che s’avanzava e fu colpita dal di lui pallore, ma ella non poteva rivolgergli alcuna domanda, perchè non era sola.

Egli sedette vicino a lei, dicendo:

— Buona sera, signore!

— Buona sera! — risposero le signore, che erano tre, Maddalena e due vecchie derelitte e non rassegnate; oh! lo si vedeva....

Maddalena, ansiosa di sapere che cosa fosse avvenuto, disse:

— Signor Soranzi, volete favorirmi....? è tutta sera che non vedo mio marito.

— Ai vostri comandi, signora — fece egli serio alzandosi.

Le due vecchie guardaronsi fra loro ammiccando, ed avevan ragione. Il pretesto di Maddalena poteva esser migliore, ma ella aveva fretta.

Usciti:

— Dunque....? — fe’ Maddalena.

— Dunque, niente.

— Come, niente?.... Andiamo, voglio sapere.

— E io vorrei non saper nulla.

— Che cosa dite?

— Dico che se in questo momento potessi perdere la memoria, sarei un uomo felice.... e così.... —

Egli chinò il capo melanconicamente.

— Insomma.... ho detto che voglio sapere — continuò Maddalena con vivacità.

— Ma che cosa volete sapere? — rispose Oreste animandosi. — Che è un vigliacco? Sì, è vero, è un vigliacco, è tutto quello di odioso che potete imaginare.... ma, e allora perchè gli avete creduto....? perchè vi siete affidata a lui? perchè avete sperato qualche cosa da lui? dite! — Ma perchè mai vi parlo io di cose che sapete meglio di me!? Quel che è stato è stato, e non può cancellarsi. Tuttavia, non temete di nulla. Il vostro segreto sarà da me custodito come se si trattasse dell’onore di mia madre. Non ho alcun diritto di esercitare un sindacato qualsiasi sulla vostra giovinezza.... Però.... avrei voluto trovare in voi una donna...

— Dite pure.... una donna onesta? La sono sempre stata.... la sarò ancora.... sapete! — esclamò Maddalena, ironica, fermandosi. Alle prime parole di Oreste, vedendosi scoperta, s’era sentita le fiamme al viso, ma ella aveva subito riacquistato il suo sangue freddo, e, all’attacco inatteso, rispondeva attaccando, a sua volta, con impeto....

— Se io potessi agire senza scandalo ve ne convincerei.... Ma e poi.... che dico io?.... credete quello che volete.... Perchè devo convincervi io di qualche cosa?.... Chi siete voi?.... un ragazzo! —

Oreste la guardò stupefatto, ma dovette abbassare gli occhi, suo malgrado, soggiogato. D’altronde, quell’ira gli piaceva, quel sentirsi investito da una donna era una voluttà nuova.... e consolante, perchè gli pareva che ella stesse per provargli la sua innocenza. Ma ella voleva provargli tutt’altro.

— Sì, un ragazzo! e ve lo provo! — continuò, meno veemente, vedendolo intimidito, ma tuttavia vivacissima. — Voi vi fate presentare e mi fate la corte.... volete ch’io manchi a’ miei doveri.... volete rapirmi!.... e perchè, un imbecille, che non conoscete, e che avete, nel medesimo tempo, delle ragioni per disprezzare, viene a dirvi chi sa quali infamie sul conto mio, voi, senza menomamente riflettere, senza neppur farmi l’onore di dubitare un solo istante della verità di tali infamie, venite ad insultarmi e a dirmi.... con qual diritto poi, sarei curiosa di saperlo: — Voi non siete una donna onesta.... — Ah! io dovevo lasciarmi sedurre, dovevo lasciarmi rapire da voi per essere una donna onesta! Ragazzo! Ragazzo! Per voi io sono una donna onesta....! quanto al _rimanente_, non siete voi che dovete darvene pensiero. —

Seguì un istante di silenzio — ella tremava per la concitazione — egli gioiva.

Maddalena parve raccogliersi, e, poscia, ripigliò con più calma e con una certa gravità.

— Vi hanno detto che ho commesso una leggiera imprudenza giovanile.... badiamo bene, _leggiera_! È verissimo.... sì, sono stata imprudente, perchè ero inesperta. La colpa quindi di chi è?.... de’ miei genitori, e specialmente di mia madre.... buona donna, sì.... ma, madre.... per ridere. Basta forse generare, dar cibo, vestito, ricovero.... per poter esser madre? Madre per il corpo forse....; ma, e all’anima chi ci deve pensare?.... basta darne l’incarico al confessore? Ma questo è precisamente quello che non si deve fare, perchè è assurdo, enorme! — Alle corte.... mia madre ha ella mai pensato ch’io avessi un cuore e un cervello? — ha ella mai veduto che io diventava una giovinetta? — ignorava ella che cosa si agita, qui dentro, nelle fanciulle? — ha ella temuto un solo istante che mi si potessero tendere insidie? — mi ha ella mai detto che cosa è il mondo? — Ma, Dio mio! se fossi anche caduta nel fango.... io sarei perfettamente innocente! Ma non sono caduta! — Che coso ho a rimproverarmi infine?.... Ho a rimproverarmi d’aver amato, all’età in cui non si può far altro che amare.... perchè tutto, in noi e fuori di noi, non parla che d’amore.... — ho a rimproverarmi d’aver creduto, per un momento, alle lusinghe del primo essere che riuscì a interessarmi. E questo cosa vuol dire? L’ho amato ed ora l’odio.... Non vi pare che l’odio cancelli tanto bene l’amore, da rifare persino la verginità di un’anima? — E voi siete crudele al punto da farmi un delitto di una imprudenza giovanile, e perchè? perchè sono viva.... e mi fate la corte! — Se io, allora, quando scopersi il tradimento, mi fossi uccisa o fossi morta di crepacuore.... oh! allora vi sareste unito agli altri e mi avreste compassionata, avreste maledetto a lui!.... Ma non sono morta.... e quindi io sono una donna colpevole e spregevole, ed egli è un giovinotto galante da invidiarsi, perchè sa far bene il suo mestiere. — Vi giuro però, che se, una certa notte di torture indescrivibili, non sono morta, o per lo meno impazzita, la prima a esserne maravigliata, l’indomani, fui io medesima. Ma allora, rientrata in me, dovetti ridere di me e degli altri. Soffrire?.... A che serviva?.... Voi direte scherzando: — Che donna forte!... — Sia pure. Non è una fortuna per una donna l’aver sentito una superiorità morale non comune? Non ci foss’altro vantaggio.... v’è quello di poter ridere di tutto. —

Qui Maddalena, prendendo un tono leggiermente derisorio:

— E ora che v’ho detto tante belle verità.... che cosa mi farete l’onore di pensare di me?.... Sentite.... se siete di coscienza tanto inesorabile per noi povere donne.... accettate un buon consiglio.... rinunciate fin d’ora a qualsiasi donna.... a meno che non possiate seguirla, passo per passo, dal giorno in cui schiude gli occhi fino a quello in cui la sposerete.... e ancora!.... Leggerete voi nel suo pensiero?.... Credetemi.... donne che non abbiano commesso imprudenze ne troverete....; chi sa com’erano tenute d’occhio! — Ma donne che non abbiano sognate imprudenze, dormendo.... e non dormendo, non ne troverete una! Ed è naturale. Se voi, a sedici anni, ispirato dai poeti, avete chiesto forse in ginocchio un bacio alla vostra servetta.... perchè non volete che una fanciulla non pensi al marito? Volete permetterle almeno di occuparsi del destino della sua vita, che sta tutto nella parola: Marito? E marito che cosa vuol dire? — Uomo. —

Si tacque, e si continuò a passeggiare in su e in giù, per la stessa sala, non curando, non vedendo neppure quelli che passavano, i quali invece vedevano e non erano indifferenti.

Ella attendeva la prima parola di lui.... ed egli non la trovava.

Impazientita, Maddalena uscì, infine, a dire:

— E così?

— E così, Maddalena, io non so che dire. So soltanto che ho il caos nel cervello e un male indicibile al cuore.

— Allora.... — fe’ ella, scattando, severa, imperiosa — addio.... andatevene, e che io non vi veda mai più! —

Oreste non s’era ancora riavuto dalla prima sorpresa, che Maddalena era già molto lontana.

— Sciocco.... imbecille mille volte ch’io sono! — e si batteva la fronte — è un’ora.... un’ora! che mi parla, per farmi capire che mi ama.... ed io.... io faccio l’austero, il pedante, senza dirle una buona parola.... a lei, che merita tutto! Che fuoco! Che franchezza! Che sentimento! — Ah! rimediamo.... rimediamo subito....; io non voglio.... non posso perderla. —

Se egli avesse saputo che Maddalena non aveva voluto che provarlo con quell’_andatevene_.... scandagliare, sapere se e qual effetto realmente aveva avuto il malaugurato incidente!

Ella ebbe dunque un sorriso di trionfo quando lo vide comparire nel salone e cercarla collo sguardo. Ora era sicura.... egli non le sfuggiva.

Allora Maddalena gli si mostrò, ed egli andava verso di lei, con aria umile e pentita.... ma ad un tratto si fermò sorpreso ed esitante. Maddalena seguì la direzione del di lui sguardo, e non fu meno sorpresa di Oreste.

Sulla soglia dell’ingresso di destra stava il padre Papetti.

Papetti cercava di sua figlia, ma era tanto stordito dal rumore della festa, dallo spettacolo per lui nuovo, dal caldo del gas, e da una bottiglia testè vuotata, che non ci vedeva quasi più — e anche quel poco come attraverso un velo grigio.

Per sua fortuna, Maddalena, punta dalla curiosità di sapere come mai egli si trovasse là, andò tosto a lui.

— Tu papà.... ad una festa da ballo? — fe’ ella piantandogli davanti come trasecolata.

— Ah! brava, cercava appunto di te.... ma qui come si fa?... Conducimi in qualche angolo, ove si possa dir due parole.... qui nè ci vedo nè ci sento.

— Che cosa vuoi dirmi di bello e di nuovo? C’è forse qualcuno che aspira all’onore della mia mano?

— È proprio il momento di scherzare.... È vero che tu non sai....

— Ma son cose serie?

— Pur troppo.

— Oh! — ella non credeva affatto. — Allora vieni qua nel salotto.... Ti piace il giallo?

— Che domanda!.... Benedetta gente che c’è al mondo — brontolava egli mentre si attraversavano diverse sale, facendo strabiliare Maddalena — ecco.... ecco! Si hanno chi sa quali dispiaceri...., chi sa quali disgrazie ci minacciano.... e là si ride, si scherza, si balla? Ma come si fa? domando io.... come si può mettere la maschera dell’allegria sul volto.... mentre nell’anima ci dovrebbe essere la disperazione....?

— Disperazione?.... ah! eccoci qui.... e mi spiegherai.... — fece Maddalena lasciandosi cadere sur un divano.

— Sissignora, ti spiegherò.... Dunque sappi, prima di tutto, che mi si è teso un tranello.... Tuo marito credeva che col farmi bere.... io avrei cantato.... ma io non canto mai! Ci vuol altro!

— Scusa.... non capisco... mio marito?

— Sì.... tuo marito, che non avendo potuto indurmi a commettere una corbelleria a mente fredda, perchè di giorno — ha creduto che ne avrei commessa senza difficoltà un’altra, dopo qualche bicchiere di Cipro, perchè di sera, fra i tripudj e le danze.... Ci vuol altro alla mia età!

— Scusa.... non capisco ancora.... mio marito....?

— Ma non sai cosa mi ha proposto? Mi ha proposto di consegnargli la tua dote.... e se no, di prestar una garanzia equivalente, perchè ha un bisogno straordinario. In poche parole.... è rovinato....

— Mio marito rovinato?.... ma tu....

— No.... no.... è la pura verità.

— Ma se fosse rovinato, io lo dovrei ben sapere....

— Che cosa vuoi mai sapere tu?.... Stai in negozio tu? sei al corrente dei suoi affari tu? Ti dice forse qualche cosa lui?

— No. Ma appunto perchè non so niente e non mi dice niente.... devo pensare che tu t’inganni. Un marito rovinato nè può divertirsi nè può spendere per sua moglie come fa il mio.

— Ah! ah! ma, cara mia.... quando un uomo non sa far altro che bere.... non sa più nemmeno quel che si fa. Paolo ha perduta la testa.... Me l’ha detto anche Cavallazzi, il mercante sull’angolo, che è di là.... Vuoi parlargli?

— No.... grazie.

— E per colmare la misura.... mi assicurano.... che Paolo è andato.... che non c’è più speranza. Il dottore Moscatelli, che ho trovato stasera al caffè, mi dice di non metterti in apprensione, ma però di raccomandarti molta prudenza. Capisci? Per me già, mi dividerei di letto. Quando gli ho domandato: — Ma, insomma, dottore, temete proprio ch’egli possa morir presto....? — Sono certo che non vivrà a lungo — mi ha risposto. — E vuoi che io arrischi, foss’anche un soldo del tuo, quando le cose sono a tal punto? Se egli muore rovinato, non ti resta che tornar in casa, già.... e allora la tua dote non sarà forse tanto zucchero per te? — Aaah! non me la sarei proprio imaginata! — Ma siamo intesi. Ora io me ne vado, perchè è capace di tornare all’assalto, e mi rincrescerebbe dar una mortificazione al marito di mia figlia. Chi l’avrebbe mai detto, eh? Pareva il bue d’oro! Mi rincresce per te.... mah! finchè c’è tuo padre.... non temere!.... Buona notte.

— Buona notte.... — mormorò Maddalena macchinalmente.

Ella pensavo a Soranzi. Rivelazioni così inaspettate l’avevano molto turbata. Ella doveva pensare a’ casi suoi. Fra poco sarebbe vedova e povera. Il tornar in casa non le sorrideva certo! Dunque.... dunque non restava che premunirsi contro la sventura. In qual modo? Coll’assicurarsi un secondo marito.... Ora, di tutti gli uomini che la corteggiavano, chi permetteva la speranza di poterlo divenire? — Uno solo, Soranzi. — Ma quella era l’ultima festa.... quando lo rivedrebbe? E anche rivedendolo, le di lui disposizioni sarebbero.... quali? Una nuova conoscenza.... un ostacolo in famiglia.... insomma, non si sa mai.... un giovane fa tanto presto a distrarsi! Dunque, per non arrischiare di perderlo, bisognava incatenarlo e subito. — Subito....? Con qual mezzo.... con qual catena? Ah! la catena c’era.... ma....

Un diavolo, almeno uno, ci deve essere.... per ajutare le donne belle.

Giulio non s’era contentato di abbeverare di fiele il Soranzi, ma certo ormai che v’era qualche cosa fra quei due, era andato a contare il tutto a Severina e quindi anche a un crocchio di _brutti uomini_. Mezz’ora dopo tutta la festa sapeva che la _Minella_ e il Soranzi se la intendevano.... cosa del resto naturale in chi da fanciulla, ecc., ecc. — Una donna che ha conosciuto un Giulio, — dicevano alcuni in faccia a Giulio stesso, il quale ne godeva tutto — che cosa può mai essere? —

Maddalena capì esservi alcun che di mutato nell’opinione pubblica a di lei riguardo, perchè tutti la guardavano con evidente curiosità — ma.... poteva anche essere a motivo della sua _toilette_.

Chi invece sapeva tutto e n’era dolentissimo, perchè una parola venuta all’orecchio del marito poteva aver delle conseguenze gravissime, era Oreste, che aveva ricevuto delle congratulazioni, quali misteriose e quali niente affatto....

Non essendo, per caso, fatuo, nè vano, le avea respinte.... con tutta la gentilezza e l’umiltà che si richiedevano — ma contenendosi a fatica.

— Ecco — si diceva — fra me e quella donna v’è niente, e io pel mondo sono suo amante. — A tale ingiustizia, le parole di Giulio gli diventavano menzogne, e la sua tenerezza per lei si accresceva. Avrebbe voluto avvicinarla, ma n’era trattenuto dagli occhi di tutta quella società che egli sentiva rivolti sopra sè stesso. Per far qualche cosa, entrò nella sala da gioco.

Maddalena, che da più d’un’ora non lo vedeva, dopo aver girato per le sale con aria indifferente, ma cercandolo, si decise a domandar a qualcuno se avesse visto, per caso, il signor Soranzi.

L’interrogato era una bella barba bianca, tutto compito e punto pettegolo — per cui, benchè conoscesse la cronaca della serata, rispose con perfetto ossequio:

— Se lo desidera, sta giocando al bigliardo. Vuol che glielo vada a prendere?

— No.... basterebbe ch’ella gli dicesse che mio padre ha dovuto partire. Mi fa questa finezza?

— S’imagini! —

Soranzi comprese il sottinteso, in due colpi perdette la partita e corse da Maddalena.

— Finalmente! — fe’ ella mostrando una gran gioja nel rivederlo e porgendogli la mano — credeva che foste proprio in collera per alcune parole inconsiderate che mi sono sfuggite in un momento di vivacità....

— No.... anzi, quelle vostre parole mi hanno reso felice....

— Felice?

— Sì.... il perchè di questo ve lo dirò....

— Un giorno; non è così?

— Appunto. Ho un’altra cosa importante da dirvi, ma quella ve la dirò subito. Sappiate che Giulio e sua moglie devono essere stati ben imprudenti e ben cattivi.... perchè stasera si dice quello che prima non si è mai osato forse di pensare.

— Cioè?

— Cioè, che.... io.... che noi, insomma, ci amiamo.

— È tutto qui? — domandò Maddalena senza nemmeno aggrottare le ciglia, anzi sorridendogli adorabilmente.

— Come! se è tutto qui? — esclamò Oreste maravigliando. — Cosa volete che si dica di più?

— Eh! lasciate un po’ che dicano! — continuò ella. — Ma ecco l’ora di cena.... Volete essere mio cavaliere servente?

— Ma come! non temete?

— Che cosa? Ah! ah! Ma se dicono già di peggio.... — A proposito.... di peggio o.... di meglio?

— Voi che ne pensate?

— Io....? — mormorò Maddalena con civetteria, e appoggiatasi a lui, con passo molle, l’occhio raggiante sempre fisso in volto ad Oreste, che non ci capiva più nulla, attraversò tutte le sale, fino al _buffet_, ove ella lo fece sedere ad un tavolino che bastava appena per due persone.

— Vedete se ho paura? — disse Maddalena. — Mi fanno la guerra.... l’accetto.

— Ma vostro marito?....

— Quando verrà gli faremo un po’ di posto. —

Cenarono e risero.... Ella gustò diversi calici di Frontignano — aveva il capriccio del Frontignano, quella sera — egli non bevette che acqua — ma quando s’alzarono l’ebbro era lui, ebbro dello spirito, delle carissime imprudenze di lei, delle occhiate che gli parevan piene di promesse.

— Vedremo come finirà, — pensava — ma come può finire.... se, fra qualche ora, i lumi si spegneranno e non so quando potrò rivederla?

Ma a che cosa pensate....? — disse Maddalena — datemi il braccio.

— Pensava se e quando potrò rivedervi.

— Ah!.... — ed ella chinò il capo.

— Adesso potrei domandar io a che cosa pensate voi?

— Pensava.... oh! Dio! ma sentite....! che può mai essere accaduto....! Andate a vedere, vi prego.... v’aspetto qui.

* * *

Tutto a un tratto era nato un gran trambusto. Chi correva di qua, chi correva di là. Chi gridava per sapere, chi, temendo vi fosse una rissa, gridava per trattenere le signore curiose. Dalla _salle-à-fumer_, in cui non si poteva più entrare, tanta era la folla, uscivano vociferazioni d’ogni genere: — Indietro! — Non soffochino! — Non sarà niente! — È morto! — Ci vuol il prete! — No, è vivo....! ecco, si muove! — Portiamolo via!

— Silenzio! — gridò finalmente una voce stentorea. Era la voce di un medico.

— Lei, signor Alessandri, — continuò — lo faccia portar qui sopra, in casa sua, e mettere a letto. Allora si potrà far qualche cosa! Qui è impossibile.

— Benissimo.... Largo, signori! —

Si vide allora la gente rifluire e lasciar il passo a due soci, che spingevano una gran poltrona verso la guardaroba....

In quella poltrona stava adagiato un uomo, che parava un cadavere.

* * *

— Ma che c’è? — domandava intanto Maddalena a quelli che le passavan vicino.

— Non so, signora, non so davvero — rispondevano guardandola con compassione; — oppure: — Niente, niente! cose da nulla! — e via.

— Ah! finalmente saprò da voi che cosa è avvenuto! — fece ella, vedendo venire Oreste tutto turbato e dolente.

— Non ve l’hanno ancor detto?

— Ma se nessuno sa niente!

— È perchè voglion risparmiarvi un dispiacere....

— Un dispiacere? — e davanti all’ignoto ella non potè a meno d’impallidire. — Mio marito.... mio padre, forse?

— Vi prego.... non mettetevi in apprensione. È una cosa che passerà.... Vostro marito ha.... eh! insomma, non è un delitto poi!.... ha bevuto, pare, un po’ troppo.... e ora....

— Ah! tacete! — fe’ ella con moto di schifo, volgendo altrove il viso.

— Ve l’avrei taciuto.... ma era mio dovere tranquillarvi....

— Grazie.... E ora dov’è? Voglio sperare che non me lo porteranno a casa in quello stato....!

— No.... no; è già provveduto. Il cassiere della Società, che abita qui al secondo piano, l’ha ritirato in casa sua. Egli non tornerà quindi presso di voi che quando sarà fuori di pericolo....

— V’è pericolo....? — e lo sguardo di Maddalena, in dir questo, parve strano ad Oreste.

— No.... sapete bene....

— Sì.... è vero, non capiva. — E io che cosa faccio adesso.... qui sulla festa, quando tutti sanno che mio marito.... il presidente....? Ah! povera donna ch’io sono!.... Che bella felicità la mia, non è vero? — e ella rideva stridendo. — Vedete.... vedete la gente come mi guarda....! Ah! io non posso più vedermi qui.... Venite....? M’accompagnate?

— Andiamo.

— Grazie.... Ah! ricordatevi di levare le chiavi dal soprabito di mio marito....; quasi quasi non ci pensava. —

In quel momento si attaccava un galoppo — e nessuno si avvide della partenza della nostra coppia.... anche perchè seppe partir bene.

Quando si venne a sapere che la _Minella_ era andata via, ossia a casa con Soranzi....

— Povera donna, — dissero i più. Qualcuno sogghignò; e Giulio disse adirittura: — La poesia di Soranzi la consolerà adesso della prosa di poco fa del marito. —

* * *

— Possiamo andare a piedi, — disse Maddalena, sulla soglia del portone, guardando il cielo — la notte è così serena e così tiepida!

— Badate a quello che fate....; la vostra salute potrebbe correre un serio pericolo, uscendo da un ambiente tanto caldo.

— Oh! sono ben coperta....; del resto, — aggiunse con amaro sorriso — cosa importa che io viva o muoja....?

— Non parlate così, Maddalena.... — intanto andavano — sapete pure che v’è qualcuno, il quale vive per voi, e sarebbe ben felice se voi voleste viver per lui. — Ma è forse questo che poco v’importa, e perciò.... —

Egli tacque, per una forte pressione del braccio di Maddalena sul suo — e la guardò.

Ella si era sospesa, per così dire, a quel braccio, intrecciando le mani — e lasciava trascinare la persona stanca. Il di lei capo, piegato verso il suo cavaliere, a gradi insensibili finì a reclinarsi sulla spalla di lui. Non parlava.... solo ad intervalli le sfuggiva un sospiro. Egli rispettava quel mesto silenzio, temendo che qualunque parola di conforto, in tale stato dell’anima, potesse sembrarle volgare e indisporla.

Giunsero così all’angolo della via ove era l’abitazione di Maddalena.

— Dove siamo? — esclamò ella, come svegliandosi di soprassalto.

— Qui.... presso casa vostra, — rispose egli dolcemente.

— Casa mia?.... — fece Maddalena fermandosi — e un gran sgomento le si leggeva in viso. — Ma io ho paura.... di casa mia! Come troverei riposo.... ora? Qual notte sarà questa per me? E se pur potessi dormire, sono io certa che non mi risveglierà.... Ah! quale orrore!

— Calmatevi, cara Maddalena.... sentiamo.... che volete fare fino all’alba....? comandate.