Part 8
Quando Minelli fu uscito, Oreste guardò fisso, con intenzione, Maddalena, la quale sorrise.
— Ho paura che.... — cominciò egli, ma fermandosi tosto già pentito.
— Di che cosa?
— Ve lo dirò un giorno.... se ve lo dirò....; ora è troppo presto.
— Va bene.... sentiremo anche questa....
— Signora Minelli — entrò a dire una voce da basso profondo — vuol favorirmi per la quadriglia....? è promessa, se se ne ricorda....
— Scusi, signor Soranzi, la quadriglia mi chiama.... Eccomi, signor Tabarini.... —
* * *
Quella sera — martedì — la festa fu breve, e Soranzi non potè dir altro a Maddalena. Contro il solito, essa ballò sempre.
* * *
_Pensieri notturni di Maddalena dopo quel primo incontro._
Cosa voleva dire Soranzi colle parole: «Ho paura che....?» Che non mi crede felice o che presto dovrò restar vedova? Forse una cosa e l’altra.... Sarebbe un secondo marito conveniente Soranzi.... Ma lo sposerei io? — È ricco, ha modi da gentiluomo, è simpatico, n’ho sempre sentito dire un gran bene fin dall’infanzia.... ma non mi seduce.... Diciamo però la verità.... chi mai potrebbe adesso farmi perdere il cervello....? Se Giulio fosse stato Soranzi o se Soranzi fosse Giulio, quale felicità.... Maledetto Giulio....
* * *
_Pensieri come sopra di Soranzi._
Un pensiero solo espresso da una parola sola ripetuta e vegliando e dormendo male: _Maddalena!_
* * *
Soranzi non mancava mai ai festini della Società, e tutti dovettero accorgersi che egli vi veniva per l’unico scopo di trovarsi con Maddalena.
I giovinotti e i giovinetti noncurati, allora cominciarono a guardar in cagnesco quel signore che non conoscevano, il quale aveva avuto semplicemente a mostrarsi per assorbire tutta l’attenzione di Maddalena e — quel che era orribile a pensarci — fors’anche le di lei simpatie — perchè le loro sedute a due erano d’una frequenza e d’una lunghezza tali da permettere di sospettarlo. — Dunque egli aveva dello spirito? — Però, pensavano che le cose non potevano essere _serie_.... perchè nessun atto, nessun detto meno che conveniente non era mai stato notato, neanche dai più indiscreti. — E tuttavia che si dicevano di così interessante da poter trovar piacere a star insieme tanto a lungo? — E quel Minelli che non ci trovava niente di male!
Maddalena, non solo non si curava di quello che si diceva e che non ignorava, perchè o la gelosia dell’uno o la malignità dell’altro glielo avevan lasciato capire — ma pareva facesse a bella posta di tutto per inasprire peggio e gelosi e maligni.
Tuttavia Soranzi non progrediva di un punto nella conquista di Maddalena. Ella lo lasciava discorrere di tutto, anche dell’amore in generale, ma quando egli toccava quel tal tasto.... ella faceva deviare il discorso. S’egli insisteva, ella scherzava — e una volta ch’ella volle lasciarsi costringere ad udire una dichiarazione formale, rispose seriamente una parola sola e glaciale: — Impossibile!
— Ebbene! — fe’ egli esasperato. — Sia pure impossibile...! Io vi amerò egualmente, perchè non posso vivere che a questa condizione. Avete capito? —
Ella non disse nulla, gli lanciò un’occhiata fra lo spaventato e il giojoso, che dovette lasciargli intravedere un lembo di cielo.... e non si lasciò più avvicinare per tutta la sera.
Coricandosi poi e pensando a quella escandescenza, Maddalena rideva mormorando fra sè: — Se io resto vedova stasera.... Soranzi mi sposa domani! —
Un sospiro del marito giù assonnato attrasse il di lei sguardo su di lui. Allora ebbe un moto di nausea e d’odio, e mormorò ancora: — È una posizione pagata a caro prezzo la mia.... Se.... il Signore volesse ricordarsi di me.... non sarebbe tempo? —
Frattanto finiamo d’avviluppare Soranzi.... perchè si sposa una fanciulla, si può corteggiarla maritata.... ma si può non volerla vedova.... Ora con Maddalena non si scherza più!
* * *
Soranzi non le fece più alcuna dichiarazione, temendo guastare. Egli si teneva certo, del resto, che un giorno o l’altro ella gli avrebbe corrisposto. Questione di tempo. Una donna come Maddalena non poteva non amare. Si vedeva che affettava indifferenza, che cercava nelle distrazioni mondane il mezzo di stordirsi, e rideva perchè troppo fiera per far la vittima, per mostrarsi crudelmente disillusa, disgustata di quel matrimonio contratto per inesperienza. — Ma un giorno doveva venire, in cui la sua pazienza sarebbe esaurita, in cui il suo cuore sentirebbe prepotente, invincibile il bisogno d’amare e d’essere amata. Allora egli sarebbe là.... e la salverebbe. Sì, perchè al suo amore, Soranzi annetteva anche una missione morale. Gli pareva che dandosi ad un altro ella cadrebbe nel fango — mentre, affidandosi a lui, ella sarebbe salva! — È la morale degli uomini innamorati sul serio.... e anche di quegli altri.
Avvicinandosi la fine del carnevale, a qualche membro della _Società delle belle donne_, che faceva parte anche di un’altra Società danzante detta _Dei brutti uomini_ — tanto per poter gettar sei notti per settimana in luogo di tre _sole_ — venne in mente di proporre che le due Società avessero a fondersi, per dare unite, nella settimana grassa, una festa da ballo _monstre_.
Le due Società rivaleggiavano quell’inverno a chi dava le più splendide feste.
Se i membri dell’una si ritenevano, in buona fede, il fiore dei ballerini della borghesia — i membri dell’altra si proclamavano la _crème del bon ton_.
Riconoscendosi degne l’una dell’altra, la proposta fu accolta con entusiasmo da ambe le parti, e venne fissato il mercoledì grasso per la festa della fusione o dei _fusi_ o dei _confusi_, come dissero i soliti spiritosi — festa che fu, secondo le previsioni, affollatissima, elegantissima, ecc., ecc.
Noi ne faremmo la descrizione, se non l’avesse già fatta allora, subito, l’indomani, un compiacente e riconoscente cronista, il quale pagò la sua porzione.... sproporzionata di _buffet_, col mettere nel suo foglio l’iniziale del nome di tutte le belle donne...., enormità che ebbe per conseguenza una scissura terribile fra le belle e le brutte — con qual delizia dei mariti o in qualsiasi altro modo congiunti, lo dicano quelli che hanno provato le strida dell’orgoglio d’una bella offesa o le atrabiliari, cavernose, tragiche declamazioni d’una brutta conculcata!
Ma nè festa nè scissura ci interessano punto. Quel che ci preme è seguir Maddalena, ossia avvicinarci a lei.
È una sera che segnerà una gran data nella vita sua e di altri — non si può perderla di vista un solo istante.
Eccola nel solito salotto giallo, attorniata dalla sua corte maschile che pende dalle di lei labbra. — Ella ha già dichiarato che non ballerà, perchè s’è fatta male a un piede, l’ultima festa — e perciò s’è messo un abito di velluto nero.
Ah! quell’abito di velluto nero.... ossia.... Insomma, il tutto insieme di Maddalena quella sera.... fece un gran male!
Era proprio la _toilette_ che più conveniva al suo genere di bellezza e che ne faceva spiccare tutte le rare qualità, come non mai in alcuna delle feste precedenti — anche perchè era la prima volta ch’ella veniva scollata.... fino a quel _punto_.
Era il non _plus-ultra_ dell’arte di offrire e dì celare quei tesori.... che in questo mondo fanno sprecare tanti tesori...
Su quel seno alabastrino, d’una freschezza che faceva pensare ad una neve rosea, la luce, piovendo dalle lumiere, giocava per mostrare delle trasparenze azzurrine. I suoi capelli avevano delle fosforescenze che parevan dire: — Baciate qui!.... — e tutta lei un profumo che faceva piegar le ginocchia.
Gli uomini, guardandola, strabuzzavano e mandavano dei sospiri, mormorando: — Ci vuol pazienza! — e le donne, facendo dei confronti fra loro e lei, sorridevano del sorriso stereotipo delle feste da ballo — e se alcuno vantava le bellezze di lei, il miele che usciva dalle loro labbra, era sempre miele.... ma pareva avesse un po’ sofferto.
* * *
Chi soffriva più di tutti a quella vista era Oreste, che, appoggiato al caminetto, contemplava, pallido per l’emozione, Maddalena, la quale sembrava non l’avesse ancora veduto. Egli attendeva con intollerabile pazienza che la festa cominciasse, per poter avvicinarsi a lei. Non voleva confondersi nella folla di quegli adoratori.... perchè, quella sera, l’impressione di tanta beltà, sotto un aspetto nuovo, era stata così forte, ch’egli vaneggiava fra sè.... e voleva rinnovare l’attacco.... minacciandola di uccidersi se ella perdurasse a non aver pietà di lui. —
— Ma andatevene una volta! — gridava egli mentalmente a tutta quella gente — andatevene, se non volete che io commetta qualche eccesso....! —
Finalmente egli fu esaudito.... Giungeva la prima onda di lontane armonie. Una _polka_ apriva la festa.
I cortigiani s’inchinarono a Maddalena per correre sul campo di battaglia, ed ella restò sola fra due giovinetti di mezzo pelo.
Allora, guardato l’uno e poi guardato l’altro, sbadigliò.
— Oh! — fece, dopo, mostrando avvedersi proprio in quel punto della presenza di Soranzi, e sorridendogli con un lieve moto d’invito. — Egli comprese e mosse verso di lei.... — I due giovinetti compresero del pari e mossero verso l’uscita, maledicendo all’importuno.
— Proprio adesso — dicevano — che si poteva.... nossignori!.... —
Oreste sedè a fianco di Maddalena, e, prendendole la mano, mormorò con voce tremante:
— Finalmente!.... —
Ella lo guardò seria, poi distolse gli occhi da lui e stette pensosa.
Pareva turbata.
Era il caldo più sensibile del solito? era il suo stesso profumo.... sempre quel profumo? era l’effetto d’una musica eccitante udita da lungi, in quel silenzio? era un subitaneo moto del sangue ardente, che si faceva giuoco dei di lei propositi.... o era abilità?
Probabilmente pensava solo a quello che voleva dire e udire, e perciò dimenticava sempre la sua mano in quella di lui.
Ma quando una più forte pressione la fece accorta di tale dimenticanza, si riscosse, parve sorpresa di quell’istante d’abbandono, tornò la Maddalena delle altre sere, ritirò la mano, e, ridendo, disse:
— Alle volte non si sa proprio quello che si fa....
— Ecco, vi siete già pentita di avermi reso, un momento, felice.
— Come! eravate felice?
— Non vi amo io forse....? E quando si ama, non si è felici per uno sguardo, per una stretta di mano?
— Siete poco esigente.
— Non mi permettete di più.
— Che cosa volete mai....? No.... basta! non voglio che parliate.
— Ma no.... sentite.
— Se dite una sola parola, me ne vado.
— Ed io voglio che m’ascoltiate! — egli le aveva afferrato un braccio, ma non era necessario. Ella aveva allora finito di convincersi che non era un semplice capriccio l’amore confessato da Oreste; e quella sera sentiva, per lo meno, la curiosità di un linguaggio ispirato dalla passione.
— Ascolto.... — disse freddamente, fingendosi offesa da quella violenza a cui ella pareva assoggettarsi per pura prudenza; e ascoltò cogli occhi al suolo, immota.
— Sentite, Maddalena, io sono stanco di vivere a questo modo. Voi dite che non potete amare.... vi fate beffe di tutti, ridete vedendo quali sentimenti ispirate.... è verissimo; ma io non credo che voi non possiate amare.
— Amo mio marito.... — disse seccamente Maddalena.
— No....! —
Si guardarono, egli cogli occhi lampeggianti.... ella peggio che sdegnata, sdegnosa. Dopo una breve pausa, in cui Oreste mise alla tortura il cervello per trovare la maniera di animare quella statua, ripigliò:
— Voi non amate nessuno ancora.... tutti lo sanno; ma questo è solo perchè non credete ad alcuno. Quando troverete uno che sappia.... che possa convincervi della veracità della sua passione, voi lo amerete! Ebbene.... che cosa volete che si faccia per convincervi?.... andiamo! qual prova pretendete da me?
— Io non pretendo niente.
— Guardate, Maddalena, che qualche giorno voi mi ridurrete alla disperazione! — ma tosto calmandosi con uno sforzo, supplicò:
— Via, siate buona.... ditemi.... che cosa devo fare per meritare il vostro amore.... Voi diffidate.... voi temete che, appagato ciò che si chiama capriccio.... io non v’abbandoni! Come mi giudicate male....! Guardate se non è vero.... Volete lasciare vostro marito....? volete che partiamo....? Dettate le vostre condizioni.... Tutto io accetterò ciecamente.... Ma non fatemi soffrire di più!
— Amo mio marito.
— Amate vostro marito.... e m’ascoltate!? — gridò Oreste quasi fuori di sè....
— M’avete trattenuta.
— Maddalena.... voi non avete cuore....
— Io non avrei cuore.... se vi amassi.
— Ma perchè.... perchè?
— Perchè il mio amore vi sarebbe fatale.
— E sia fatale!... mi faccia morire! morirò almeno per avervi posseduta.... non perchè forzato a rinunciare a voi!
— Addio. — Ella s’alzava.
— No.... non voglio. — Oreste la tratteneva di nuovo.
— Md voi mi compromettete!... guardate! —
Qualcuno era dietro la portiera, la quale oscillava.
Maddalena si diede subito un contegno, fingendo abbottonarsi i guanti. Intanto Oreste mormorava: — Perdono! — ed ella rispondeva affettuosa e sorridente: — Siate savio adesso! —
Qualcuno era entrato, e quando Maddalena, al fruscìo de’ passi sul tappeto, alzò lo sguardo, trasalì suo malgrado....
Ritto, appoggiato al caminetto, riconobbe Giulio. — Giulio di fronte a lei, che la mirava sogghignando.
Oreste s’accorse del moto di Maddalena, e guardò a sua volta quell’individuo.
— Ah! vedo — fece egli piano a Maddalena — lo conoscete?
— Io.... no.... cioè, non ho alcun rapporto con lui, ma lo conosco di vista.
— L’avete veduto forse presso quella vostra amica Severina....
— Appunto.
— Lo credevate anche voi suo fratello?
— Sì.... sicuro.... come mai avrei potuto dubitarne....? Ma perchè mi fate questa domanda?
— Perchè.... ora è suo marito.
— Ah! sì....? — e Maddalena pensò con rammarico alla sua vendetta non riuscita.
— Sì.... ma....
— Ma cosa?
— Ma la maldicenza vuole ch’egli abbia fatto un matrimonio di speculazione.... tutto quello che si può dire di speculazione.... nel senso spregevole. Capite?
— Non è difficile.
— Voi ne dovreste saper qualche cosa.
— Io ho avuto solo una brevissima relazione con Severina. Ai miei parenti non piaceva che la frequentassi; dicevano che non era un’amicizia conveniente.... non so poi perchè.
— E voi che pensate di quella donna?
— Era una donna gentile.
— Ma la vostra opinione quanto a carattere?
— Non saprei.... La sola impressione che io ne ho conservata è quella delle sue gentilezze.... ma, come v’ho detto, l’ho conosciuta così poco.
— Non avete domandato ai vostri genitori la ragione della loro contrarietà?
— Sì.... M’hanno detto che una donna, la quale non ha occupazione di sorta e ama il lusso, non è una buona amicizia.
— E dopo il vostro matrimonio non l’avete più veduta?
— No.... Ma si potrebbe sapere perchè v’interessate tanto per....?
— Ve lo dirò un giorno....! — fe’ Oreste coll’accento di chi ha provato una bella soddisfazione.
— Ecco un’altra cosa che mi direte un giorno.... Io voglio sperare che ne verrà una terza e poi una quarta....
— Certo.
— Quando?
— Un giorno.
— Brutto cattivo.... Oh! egli s’è seduto.... Allontanatevi un momento. Forse si ferma semplicemente perchè sospetta.... Quando sarete uscito, s’allontanerà. Del resto, a minuti vi sarà il riposo.... ed è meglio che non ci trovino ancor insieme.
— Vi obbedisco.... —
E Oreste, che s’era alzato, s’inchinò ed uscì.
* * *
Maddalena, al moversi di Oreste, lanciò un’occhiata alla sfuggita a Giulio per scoprire sul suo volto se v’era o no qualche sospetto. — Quale non fu la sua ira nel vedervi, e ancor più beffardo, il sogghigno di prima!
Offesa, volle respingere l’insulto coll’insulto, e al sogghigno oppose un’espressione di sprezzo, con cui le pareva di doverlo annientare.
Fu un’imprudenza.
Giulio non capì l’espressione, vide solo uno sguardo insistente, e pensando che Maddalena avesse allontanato Oreste per far posto a lui.... con fatuo sorriso e con una cert’aria di degnazione mosse verso lei.... ma fu un tantino sorpreso quando la vide alzarsi tutta seria e avviarsi verso l’uscio....
— Maddalena.... — pregò egli allora — Maddalena!
— Maddalena?.... — fece ella rivolgendosi rapidamente come punta da uno spino, guardandolo fredda e severa.
— Sì, Maddalena! — rispose egli insinuante, — che ha troppo spirito per non perdonare un peccato veniale di gioventù.
— Mi direste questo davanti a vostra moglie?
— Oh! mia moglie!... — L’ebete, triviale sorriso di Giulio nel dir questo, sarebbe stato una rivelazione per Maddalena, quand’anche ella avesse ignorato la abbiettezza di quei due esseri.
Ella guardò quell’uomo che aveva tanto amato, e pensò: — Se mai io non avessi scoperto ed egli mi avesse sposata, chi sa cosa m’avrebbe proposto.... o imposto, un giorno! —
— Facciamo la pace adunque?.... — e così dicendo, tutto mellifluo s’avanzò d’un passo, stendendole la destra.
Maddalena si ritrasse di due, il suo volto esprimeva ribrezzo — e disse vibrata:
— Vi proibisco non solo di avvicinarmi, ma anche di lasciar capire in alcun modo, sulla festa, che voi mi conoscete.... altrimenti, guai!
— Guai.... che cosa? — fe’ una voce alle di lei spalle.
Era Oreste che rientrava e che si fermò sorpreso, incerto, a guardar l’uno e l’altra.
Cattiva consigliera fu l’ira a Maddalena in quel punto. Ella non seppe trattenersi, e rivolgendosi a Oreste, gli disse piano con vivacità:
— Ve lo raccomando!
— Ah! — esclamò Oreste, e guardò Giulio con espressione derisoria.
Giulio si fe’ smorto, e volendo punire Maddalena del suo scherno — disse umilmente, con sorriso maligno:
— Signora.... se Ella vuol aver la gentilezza di ricordarsene.... noi siamo due vecchie conoscenze.... due buoni amici.... —
Maddalena tremò.... Che stava per avvenire? — Oreste la interrogava collo sguardo, in attesa d’una parola, d’un cenno, per farla finita con quel villano. Ella sentiva che il cuore di lui batteva con estrema violenza, e questo accresceva il di lei timore.
— Non se ne ricorda proprio più? — continuò Giulio col medesimo sorriso.
Maddalena si strinse al braccio di Oreste, quasi implorando ajuto.
— Pare di no!.... — proruppe Oreste con accento provocante.
— È forse Lei che glielo vieta? — domandò Giulio sempre nel medesimo tuono.
— Oh! oh! mi pare che basti la signora — ribattè Oreste con uno scoppio di riso.
Giulio si morse le labbra, e preso un atteggiamento da bravo, disse:
— Scusi.... vorrebbe favorire un minuto?
— Due, se crede.
— Per carità.... prudenza! — supplicò Maddalena.
— Non temete.... si tratta di voi.... e non vi saranno certamente scandali.... —
Maddalena li seguì collo sguardo tutta tremante.... Non temeva più per sè, dopo le parole di Oreste.
In quel momento il suo cuore aveva un primo palpito — temeva per lui.... e la folla dei suoi adoratori che, finita la _polka_, allora tornava presso di lei, la trovò poco disposta alla ciarla e straordinariamente grave.
* * *
Se il lettore crede che Giulio volesse sfidare Oreste, si sbaglia. Egli voleva anzi comporre quel principio di litigio e dando una lezione a Maddalena, e all’amico, togliere, anche per l’avvenire, ogni possibilità di nuovi screzj con lui — perchè egli amava la sua pace.
Aveva preso per un istante l’aria da Rodomonte, perchè v’era presente una donna, ma non ci teneva affatto a passare per un accattabrighe. — Perciò bisognava commettere una bassezza, ma a lui non pareva tale, e d’altronde non era quello che potesse imbarazzarlo. Non sì tosto fu uscito dal salotto giallo, che la sua fierezza rientrò — ed egli prese invece un’aria fra il filosofo, o uomo di mondo, e il protettore, che sta per dare una lezione di _savoir vivre_ a un povero ingenuo. — Cacciò i pollici nelle taschine del corpetto, lasciando fuori le altre tre dita a battere il tamburo, e cominciò:
— Senta.... può essere una soddisfazione per la vanità d’una signora il far nascere una contesa fra due galantuomini.... (Ad Oreste, questa imparzialità, questa indistinzione, suonò poco gradevole).... ma quanto a me, dichiaro che.... pel rispetto dovuto alla vita umana.... per risparmiare a mia moglie il dolore di restar vedova, e ai di lei genitori quello di perdere un figlio.... — Ella è il signor Soranzi.... non è vero? Ella non si ricorderà di me, ma io mi ricordo di Lei.... — Dunque, per tornare al nostro discorso.... sediamo qui, se non Le spiace, così non saremo disturbati.... — erano nella sala da giuoco ancor vuota. — Per continuare, diceva, La prego di ascoltarmi con perfetta calma. Quanto Le dirò non Le andrà molto a sangue.... oh! lo so!.... il togliere le illusioni sur una donna che.... per la quale ci interessiamo.... torna assai disaggradevole.... ma.... ma noi dobbiamo pensare che siamo in questo mondo.... e che v’è una sorpresa ad ogni piè sospinto. Però.... creda a me.... che forse ho vissuto più di Lei.... ho mangiato un patrimonio! — creda, dico, che il meglio che si può fare è di viver sempre nel disinganno proprio, e senza alcuna illusione sulle donne. Allora le donne si possono gustare per quel che sono e non per quello che noi sogniamo che siano.... e che non possono essere.... almeno, in genere, mi risulta questo....
— Ma.... — interruppe Oreste, che, durante tal preambolo, era passato dalla sorpresa alla noja, e infine all’apprensione — si direbbe che Ella creda a un rapporto qualunque fra me e quella signora.... Io Le posso giurare....
— Ah! io non ho detto niente.... nè Ella ha alcun dovere di coscienza di giurare.... che diavolo! Ella ha voluto intervenire a difendere la signora per generosità, per spirito di cavalleria.... sta benissimo. Ma Le pare che vi possa essere difesa dove non c’è offesa?
— Ma Ella ha ben veduto che la signora s’è risentita....
— Ah! sì.... nol nego.... Una signora si risente sempre se le dicono in pubblico quel che non vuol sentire.... ma che si può dirle....
— Come?! Ella persiste....
— Se Ella prende questo tuono.... io non posso più continuare. Valeva proprio la pena che io facessi quasi una prefazione, per vedere poi che Ella non vuol comprendere, e crede più a chi La inganna che non a me, il quale sto per dirle la verità, affine di risparmiare ad ambedue dei dispiaceri inutili.... pronto, se occorre, a provarla tale verità!
— Parli pure — mormorò Oreste con voce sorda, domandandosi con paura che cosa mai potrebbe uscire da quelle labbra.
— Io ho detto alla signora Maddalena che io la conosco.... ed è vero. Io la conosco così poco, che è stata mia amante.
— Ah! — gemette Oreste.
— Glielo giuro, e, se ne dubita, venga da mia moglie, la quale Le narrerà d’una certa scena che Maddalena le fece quando io, che avevo già degli obblighi con Severina, non potendo più lusingare quella ragazza, la quale mi perseguitava col suo amore, non mi lasciai più vedere da lei. Si imaginò d’aver ricevuto chi sa qual torto dalla povera Severina, e le fece una scena ridicola, perchè avesse a romperla con me. Per fortuna, Severina è una donna di buon senso e capì subito che era la gelosia d’un amore non corrisposto....
— E questi rapporti che Ella ha avuti con Maddalena? — disse con sforzo Oreste, provandosi a sorridere....
— Oh! sa bene.... — e Giulio, appressate le labbra all’orecchio di Soranzi, vi versò certe confidenze che, come veleno, cagionarono un dolore atrocissimo al povero giovine.
Se ne avvide Giulio, e mascherando la sua compiacenza, chè era appunto l’effetto ch’egli voleva ottenere, sotto una espressione d’interessamento pietoso:
— Ella divien smorto.... Non aveva dunque torto io di dirle che Ella aveva qualche cosa, qui, per quella donna? Tanto meglio! Ella ora ha aperti gli occhi e si saprà regolare. Quel che mi premeva, era che Ella fosse persuaso che io non sono un villano, e che fra noi non ci può essere alcun motivo d’attrito. Ho tanto piacere di averla conosciuto. A rivederci. —
E se ne andò lasciando Oreste fremente di rabbia e con un’acutissima fitta sotto il cuore, che gli rendeva oltremodo penoso il respirare.
Quale doloroso destarsi!