Part 14
Ella è ben lieta che Soranzi trovi bella e buona sua figlia — questo vuol dire che s’interesserà, con ardore, per collocarla bene.
Ma la frequenza — quattro di fila — la lunghezza delle di lui visite le pajon soverchie per un mediatore, oltrechè «compromettenti» — e il suo genere di conversazione un po’ troppo poetico. Maddalena s’impensierisce seriamente, tanto più che vedendo la figlia tutt’altro che indifferente alle premure di lui — premure, delle quali non sa come combattere l’influenza sul di lei animo, dopo averle presentato Soranzi come «un distintissimo signore, suo amico d’infanzia e tanto amico anche del povero papà....»
Il combatterla ora sarebbe pericoloso. Maddalena che è donna, le sa queste cose.
Bisognava prevenirla, indisporla contro di lui. Si potrebbe, è vero, con una parola sola, demolire Soranzi; basterebbe dire: — Guarda che egli è ammogliato — ma allora, Soranzi trovando subitanea freddezza, s’indispettirebbe, vorrebbe saperne la ragione.... e se ne andrebbe per sempre — il che è da evitarsi, perchè Maddalena, ora che ha riafferrato Soranzi, non vuol più lasciarselo sfuggire. In un caso estremo, ella potrebbe ricorrere a lui, senza umiliazione.
Invece, farà così: interrogherà cautamente Soranzi.... e _se mai_.... ella lo farà ragionare, e, toccandogli le corde del dovere, dell’onore, ecc., ecc., lo indurrà a diradare le sue visite.... pur non ritirando la sua protezione.
Quando non lo vedrà più, o ben di rado, Silvia non vi penserà altro.
* * *
Partendo dopo la sua quinta visita, Soranzi dice a Maddalena:
— Spero bene che non le avrai detto che io ho moglie.
— Perchè?
— Il perchè te lo dirò.... _un giorno_.
— Ah! ah!.... e se glielo avessi già detto?
— Disdici.
— Ohe! Soranzi.... avresti per caso delle malinconie pel capo?.... Se così fosse.... io dovrei rinunciare all’onore....
— Se tu sapessi....!
— Che cosa?
— Senti, Maddalena.... io sono sempre stato, dopo _quel_ tempo....... l’uomo il più freddo. Mi credevo morto alle passioni. Ebbene.... ora mi vedi ridotto come un fanciullo, incapace di ragionare.... disperato.... quasi al punto di domandarmi che ne farò della mia vita.
— Senti, Soranzi.... da quella brava donna che sono.... ti dirò: non venir più.... Ma pensa che hai moglie!
— Ah! non parlarmene.... Ma non sai che da due giorni, vaneggio.... che io odio mia moglie.... tanto che, mi pare che per Silvia.... io sacrificherei....
— Va.... va.... tu bestemmi.
* * *
_Tu bestemmi_ — ma, non appena Soranzi è partito, Maddalena si sdraja, nella sua poltrona, pensando alla fatta scoperta. «Soranzi odia sua moglie, e per Silvia è pronto a tutto».
Sì.... e Maddalena non può ingannarsi....; nel tremore della voce, delle mani, nel balenìo degli sguardi, ella ha indovinato la passione vera, possente, quella passione che non conosce ostacoli, e siccome Soranzi è uomo d’onore — anche i ribaldi hanno bisogno dell’_onore_.... degli altri — così tal passione non è a disdegnarsi.
Se Soranzi non ama sua moglie, potrebbe.... separarsene. — Se ama Silvia, potrebbe divenirne l’amico, il protettore. — La colpa, dopo tutto, dice Maddalena, è della Legge. L’uomo è lo schiavo delle passioni.... e la legge vuol incatenare le passioni, il che significa incatenar torrenti.... Tanto peggio per la Legge.
Se Soranzi farà _questo_, è certo che io mi troverò al coperto per sempre. Quanto a Silvia.... ella sarà ben grata a sua madre.... Maggior felicità potrebbe forse darle altro uomo.... se ella amasse Soranzi? — Restano la società e la moglie....; ma la società è composta di tanti individui, di cui ognuno farà molto bene pensando ai casi suoi.... del resto, padroni! Non renderanno perciò meno felici Soranzi e Silvia, e non torceranno un capello a me. — Quanto alla moglie, poi, se non sa farsi amare.... io non so proprio cosa farci!
* * *
Aggiustati, così, i conti colla propria coscienza, Maddalena si accinse all’opera.... Opera facile — non c’era che da secondare tacitamente, mantenendo tuttavia, per decoro, una certa vigilanza che, mentre non doveva nuocere all’_essenza_, doveva rendere impossibile la _forma_.... finchè, Soranzi scoppiando, non si sarebbe dato, piedi e mani legati, a Maddalena.
Naturalmente, occorreva qualche incoraggiamento indiretto, onde le impressioni si disegnassero più presto e meglio nel cuore di Silvia. Questo ella ottenne con dei brevi soliloqui fatti, quasi non avvertisse la presenza della figlia.
Un giorno, per esempio, esclamava:
— Che bontà quel caro Soranzi, che ingegno, che spirito, che distinzione! —
Un altro:
— Quello è proprio l’uomo che _andrebbe bene_ per Silvia. Io non darò mai consigli a mia figlia.... perchè il cuore è libero.... ma se mia figlia me ne chiedesse.... —
Un altro ancora:
— Quanti anni può avere Soranzi?.... Quaranta, mi pare.... Non se gliene darebbero trentacinque.... proprio, la bella età dell’uomo.... di cui una donna può fidarsi.... —
Una sera poi le disse:
— Mi pare che Soranzi non ti guardi di malocchio.... eh! briccona! — e tu?.... Ah! non vuoi rispondere.... diventi rossa!.... Basta.... fate voi. —
* * *
Una fanciulla, che è già ben disposta a favore d’un uomo che la corteggia.... non ha bisogno di molta esca per accendersi — se poi vede che la madre è fanatica per quell’uomo.... non ha più difese di sorta.... e non cerca difesa.... come non ha alcun turbamento di coscienza, perchè ella sa già d’aver una complice.
La coscienza dei figli, quasi sempre, non è che la coscienza delle madri.
Era un piacere intenso ma tutto intellettuale quello che provava Silvia durante le prime visite di Soranzi. Ben arrivato quel bel signore che veniva a rompere la monotonia della sua esistenza. E poichè egli aveva facondia, esperienza della vita, l’abilità dell’uomo di mondo ed il fuoco dell’innamorato, non poteva che sedurre la mente della giovinetta, nell’età in cui, sebbene inconsciamente, si è tanto avidi di impressioni nuove e di emozioni.
Il cuore non aveva ancor palpitato, ma palpitò subito.... quando Maddalena cominciò a delirare per Oreste.... Ella non si diceva che era l’amante di Soranzi.... ma lo amava.... — non si diceva che egli l’amava, ma sentivo d’essere, per lui, l’oggetto d’un culto. Non v’erano dichiarazioni, perchè non ve ne potevano essere, ma gli occhi di lui avevano tal eloquenza, che ella, or arrossiva, or si faceva smorta e, lui partito, restava lunghe ore pensosa.
Quando Maddalena vide che Soranzi, accortosi della muta corrispondenza di Silvia, si faceva.... poco prudente, pensò che era tempo di richiamarlo al dovere, _in modo_ che egli, trovandosi al muro, avesse a prendere una decisione.
— Insomma, Soranzi, come la facciamo qui? — gli disse, — Per Bacco, abbi un po’ di coscienza.... Io ho paura che tu mi faccia innamorare la figlia.... e poi.... cosa succederà? Io t’ho già fatto capire.... ma vedo che tu vai avanti per la tua strada.... e io ti dico: fermati!
— Fermarmi? non veder più Silvia? ma ti pare possibile? Ma piuttosto....
— Taci....
— No.... piuttosto.... mi divido da mia moglie.
— Ma tu sei pazzo.
— E allora cosa vuoi ch’io faccia? Io sento che se continua così, finirò ad uccidermi.... Ma.... bada bene che in tal caso.... Silvia non sarà d’altri! —
Maddalena, a queste parole, diè un passo indietro e stette come atterrita — mentre, nel suo interno, gioiva.
Per alcuni minuti sembrò che non potesse trovar verbo, tanta era la sua commozione — poi disse, smozzicando, con accento di dolorosa rassegnazione:
— Tu vuoi rovinarmi.... Ebbene.... fa pure.... Noi, già, siamo due povere donne senza difesa.
— Io voglio render felice la Silvia, contenta te per sempre! — fe’ con slancio Soranzi, il quale, finalmente, vedeva rimossi gli ostacoli, vicino il compimento de’ suoi ardenti voti; e, strettale con forza la mano, uscì precipitosamente giubilante.
Maddalena, rientrando, abbracciò strettamente Silvia, baciandola e ribaciandola. Silvia la guardò maravigliata, sorridendo, e le disse:
— Che cos’hai?
— Nulla.... so io!
* * *
L’indomani, si attendeva Soranzi — non sapremmo dire chi lo desiderasse di più — ma non venne. Pranzarono più tardi del solito e male. — Non capisco.... non capisco: — borbottava, di tanto in tanto, Maddalena.
Il giorno seguente, l’attesero ancora.... e ancora mancò. Neppure il terzo dì, comparve, nè il quarto, nè il settimo. Maddalena sbuffava, ed il suo occhio aveva dei lampi sinistri.
Silvia non parlava, ma ogni giorno diveniva sempre più mesta, nè toccava quasi cibo.
Maddalena la guardava e cominciava a sentire dei rimorsi. — Se Soranzi non tornasse più.... e la figlia morisse di passione.... Uccisa da sua madre!.... No.... no! — Ella non pativa più scrupoli d’alcun genere.... ma, efferata non era ancora.... per lo meno, fino a tal punto.
D’altronde, la figlia, dopo che il mondo l’aveva abbandonata, era divenuta una necessità morale per lei. Non v’era merito, ma era così.
La mattina dopo, uscì, e recatasi a casa Soranzi, domandò al portinaio se il signor avvocato fosse assente o ammalato.
— Nè assente, nè ammalato — fu la risposta.
— Non capisco.... non capisco — ripeteva fra sè Maddalena, tornando a casa. — Che fare?
Madre e figlia lavorarono silenziose, sospirando. Verso le quattro, Silvia s’alzò e disse con voce velata:
— Scusa, mamma.... io vado a letto.
— Perchè, Silvia?
— Perchè.... non so.... mi sento male.
— È debolezza, sono otto giorni che digiuni, si può dire. Prendi qualche cosa....
— Impossibile.... credi.
— Bene.... va pure.... io esco un momento.... Non temere, torno subito, spero portarti a casa una buona medicina.
— Quale?
— So io.... —
Fu allora che scrisse e portò quel biglietto, che mise sossopra casa Soranzi e richiamò Oreste presso Maddalena.
* * *
Quando Maddalena, alle sei e mezzo, sentì quella scampanellata, balzò in piedi, con un ruggito di gioja.
— Ah! sei tu.... finalmente! — fece, aprendo con furia — ci voleva proprio che morisse!
— Perdona.... se tu sapessi.... Dov’è?
— Qui a letto.
— Ah!.... —
Silvia giaceva assopita.
Cogli occhi chiusi, col nuovo pallore delle guance smunte, ancor rigate di pianto, aveva qualche cosa d’etereo, che destò in Oreste la più profonda pietà.
Allora egli sentì che quella creatura lo distaccava da tutto il mondo.
— Vedi? — gli disse Maddalena. Poscia si mise ad accarezzare la fronte della figlia e chiamò dolce, dolce:
— Silvia.... Silvia.
— Che vuoi?.... — sospirò quella, aprendo gli occhi, poi, visto lui: — Ah! — e il suo volto si suffuse di subito rossore.
— Sei guarita, _adesso_?.... — continuò la madre sorridendo.
— Sì.... — fe’ Silvia, guardando lui con riconoscenza.
— Allora, prenderai qualche cosa.... e anch’io con te, — perchè devi sapere — aggiunse voltasi a Soranzi — che, in questa casa, sono otto giorni che non si mangia più o quasi. —
Maddalena uscita — Oreste non potè più frenarsi.... curvossi e depose un ardente bacio.... il primo bacio, sulle labbra della fanciulla, che ebbe un brivido e chiuse gli occhi.
— Tuo.... tuo per sempre! — le susurrò Oreste con passione — poi si tolse di là...., sentiva offuscarsi la ragione, ed ebbro, vacillante, raggiunse Maddalena.
— Sai la bella novità?.... — disse Maddalena alla figlia, quando rientrò nella di lei camera, con un tavolino, su cui era pronta una refezione — dopo domani, partiremo per la campagna. Soranzi ci invita a passarvi la primavera, in una villina, che mi dice essere un _bijou_.
Silvia giunse le mani e levò gli occhi al cielo....
Ma non pregava perchè.... era esaudita.
Rientrando in casa, Soranzi, quella sera, trovò Giovanni in anticamera che lo attendeva e che gli porse una lettera, dicendogli gravemente:
— La sua signora non c’è; è uscita col suo signor padre.... lasciandomi questo biglietto da consegnarle, immediatamente, al di Lei ritorno.
— Va bene — disse secco Soranzi, dirigendosi verso lo studio, in cui si rinchiuse al solito.
Quindi, aperse e lesse:
«Caro genero,
«Se hai dei dolori morali, perchè vuoi che abbia a soffrire la mia povera Costanza, la quale non ti ha mai cagionato il benchè menomo dispiacere in quattordici anni di unione?
«Le hai detto di _regolarsi come crede_....?
«Spiegati.
«È interesse di tutti, anche tuo, che simili scene disgustose — senza ragione apparente! — non abbiano a rinnovarsi — e certamente si devono poter evitare.
«_Tuo suocero_.»
_Risposta di Oreste._
«Carissimo,
«Sì, mi spiegherò.
«E mi sarei spiegato con mia moglie questa sera stessa, anche non invitato, perchè non ne potevo più e perchè.... mi ripugna la odiosa e ridicola commedia del marito che _fa_ l’uomo rigido, l’uomo dei principi, l’uomo morale, il cascante colla moglie, alla luce del giorno — mentre tiene una o più amanti nelle tenebre.
«No, io disdegno ogni finzione, ogni ipocrisia — ed ho il coraggio di dire: Ieri io era un buon marito — oggi non lo sono più!
«Tu dirai che io sono un uomo disonesto, perchè calpesto i miei doveri, perchè dimentico i miei giuramenti, perchè rendo infelice la tua buonissima figlia — ed io ti do ragione. Ragione, perchè sei padre, perchè realmente è una enormità.... ma ti dico:
«Se tu sei da tanto da strapparmi questa passione dal cuore, se tu sei da tanto da rimettervi il primiero affetto che nutrivo per Costanza.... avanti!
«Riesci e io ti benedirò.
«Ma, hai capito — non di consigli ho bisogno, ma di tanaglie.... Dio, io non ci vedo più.
«Scusa, mio caro, se io ti scrivo in questo modo, se io ferisco così crudelmente il tuo amore di padre.... ma credilo, io mi sento proprio impazzire....
«E io l’amo sempre, vedi, tua figlia — ed è questo che rende più orribile ancora la mia posizione, più intollerabile l’esistenza, perchè io non posso pensare a quell’angelo, senza odio di me stesso — non posso, senza disprezzarmi, ricordare che io sono stato villano, inumano con lei.... — ma la sua presenza è la condanna della mia passione, ed io devo fuggire per non veder più quell’eterno, vivente rimprovero.
«Tu, l’uomo onestissimo, che, in tutta la tua esistenza, non hai mai avuto un istante d’esitazione nel compiere il tuo dovere — non solo non comprenderai, ma anche riuscendo a comprendere, rifiuterai d’ammettere che un uomo della mia età, e del carattere che tu conosci, possa calpestare improvvisamente tutto, per seguire una.... gonnella!
«Gli è perchè tu non sai in qual modo io sono arrivato a questo punto.
«Io so che, quando l’anima tua si aperse al primo amore, tu avesti anche la più ampia soddisfazione che il cuore umano possa bramare.
«_La_ amasti.... e _la_ ottenesti!
«Il tuo cuore si conservò puro, così, la tua mente conservò tutte le sue illusioni, il sangue una perfetta calma — e vivendo della vita che era il sogno della tua giovinezza, tu potesti non vedere e non curare i pericoli di cui è sempre irta l’esistenza di tutti.... — ma io?!
«Io potei, a mala pena, sognare, qualche istante, questa vita del cuore, che è indispensabile agli uomini, uomini come noi, s’intende, incorrotti. — Sognare, dico, perchè la donna, per la quale mi struggevo, dapprima mi fu rapita — e quando, incontratala una seconda volta, avrei potuto possederla.... mi fu tolta, ancora, da una tremenda sventura.
«Non chiedermene di più, perchè, ne soffro troppo.... soffro, perchè penso che se allora i miei voti fossero stati appagati, io non sarei ridotto a questo punto — soffro, perchè quella donna, delusa, allora, al par di me, ora è diventata un oggetto spregevole, mentre, a me unita, sarebbe ancor una donna onesta — soffro, perchè non posso risparmiare Costanza!
«Tu dirai: ma adunque, perchè sposasti mia figlia?
«Ti rispondo: — Ero in uno stato di prostrazione morale — il mio cuore non batteva più — mi sentivo profondamente, amareggiato e disgustato di tutto — vedevo, innanzi a me, una lunga vita morta.
«Tua figlia mi apparve come un angelo di consolazione, come una suora di carità, che avrebbe potuto, col balsamo della sua anima soave, guarire l’anima mia.
«Guarii sì.... ma non vissi.
«Tuttavia, non fui egoista.... Commosso all’affetto che tua figlia portava a quest’uomo freddo, insensibile, mi forzai, per non renderla infelice, ad aver, almeno, l’apparenza d’un altro uomo. Fu uno sforzo che mi costò.... e guaj per ambedue se mia moglie non fosse stata Costanza.... ma ella esigeva così poco.... Le bastò ch’io mi mostrassi _amabile_.
«A te.... non fui onesto?
«E credo che se la nostra unione fosse stata benedetta.... forse il mio cuore si sarebbe sgelato davvero e tutto — ma, nemmeno un figlio venne a rallegrare la nostra casa e tanti anni scorsero in un’atmosfera di tiepida cortesia.
«Si nasce per questo?!
«Ah! no — e io lo sentivo tanto che volli essere quello che non ero.... — volli essere ambizioso, volli fare l’uomo pubblico con tutte le sue piccole vanità, le sue passioncelle, e vi misi il maggior ardore. — Si trattava di riempire tutto il tempo che io doveva, per forza, starmene sulla terra! — Riuscii.
«Mi credeva sicuro del fatto mio, quando.... bastò una visione a distruggere tutto e ad attirarmi, colle sue irresistibili lusinghe, in un mare di fuoco.
«Ora vi sono — brucia il mio sangue, brucia l’anima mia.... dovrò starvi finchè non sarò consunto.
«E non credere che io non abbia lottato.... — ma è stato inutile. Natura non si delude impunemente. Il mio cuore e il mio sangue essendo stati violentati per tanti anni — le potenze misteriose, nell’inerzia si sono moltiplicate, agglomerate, fatte giganti.... — ora, esse voglion battaglia....
«Non rileggo.... a che varrebbe d’altronde?
«Sono come istupidito.
«L’uomo che ha vissuto, comprenda questa immensa miseria umana e consigli mitezza al padre offeso. Ma se il magistrato deve cercar pena condegna.... pensi che chi pare carnefice.... è forse solo una vittima.
«Del resto, mi sottometterò a tutto.
«_Tuo genero_.»
Lo suocero rispose:
«L’uomo ha compreso. — Il padre non può essere più severo della figlia.
«Ammira questa donna, che, colpita nel più profondo del cuore.... trova ancor modo di sorridere — ben mestamente.... è vero! — dicendo: — Io vedo nell’anima sua e compassiono. È vittima d’un’illusione. Guarirà. Aspetterò rassegnata sinchè egli torni a me — perchè egli tornerà! —
«Noi partiamo per la campagna, ove resteremo finchè....
«Ti regolerai in modo che nulla trapeli di questo momentaneo dissapore.
«Dico momentaneo, perchè, tutto ben ponderato, credo che mia figlia finirà coll’aver ragione.... Purchè non finisca, prima, di....»
Era il crepuscolo d’una sera d’aprile.
Nel cielo purissimo, uscivan le prime stelle. Respirando quell’aria tiepida e olezzante, i giovani sentivansi agitati da strani sussulti, e.... gli altri ricordavan, melanconicamente, il tempo trapassato delle vibrazioni simpatiche.
Nella graziosa villina che, da alcuni giorni, un signore aveva presa in affitto, sulla sfonda del piccolo lago di V...., regnava un perfetto silenzio.
Ma non era deserta.
In giardino, seduto, presso la vetriata semiaperta, un uomo tremava convulsamente e guardava smarrito il cielo con occhi lagrimosi.
A pochi passi da lui, nella sala, giaceva una giovinetta svenuta.
Ad una finestra del secondo piano si vedeva del fumo e una massa bruna.
Aveva forme di donna.
Quella.... donna fumava tranquillamente la sua _cigarette_.
. . . . . . .
Tutto ciò è orribilmente immorale — ma noi saremmo molto lieti, se, in tutti i casi in cui i genitori vendono le loro figlie.... la paura della fame fosse, da una parte, l’incentivo al delitto.... e dall’altra, vi fosse la passione vera.
Ma, come sa chi ha viaggiato attraverso questo gran mondezzajo di carne umana — in genere, non si vende che per ingordigia o per assicurarsi la poltronaggine. — Quel lavoro costa tanta fatica e rende così poco; e i bisogni sono tanti! —
Vi sono poi le vendite legali, ossia per contratto.... di nozze — ma quelle sono vendite sacre.... e la moralità pubblica, che vede _rispettate_ le convenienze sociali, s’inchina.... «Mah! là.... col matrimonio si fa la famiglia!» Si è venduto.... è vero — in quella casa potranno esservi torture, lagrime, odj, mostruosità, ribellioni, tradimenti, crimini.... ma sulla casa sta scritto: — _Famiglia_. — E ci dite poco voi?!
Dopo tutto, consoliamoci, pensando che nè la morale, nè i romanzi non impediranno mai a nessuno di sentirsi il capriccio di comperare. E quando uno compera, trova sempre chi vende. E guaj se l’_industria_ e il _commercio_ rovinassero! Povero mondo.... allora!
. . . . . . .
La fiducia espressa da Costanza nel ravvedimento del marito sarà parsa più che arrischiata. Che essendo perfettamente onesta, ella non potesse credere alla serietà di quel deviamento, sta bene — ma che avesse a promettersi il ritorno del colpevole emendato, ecco quello di cui sarebbe difficile capacitarsi, quando non si pensasse che la gente tre volte buona è sempre.... maravigliosa.
Una moglie buona, soltanto due volte, doveva piuttosto temere che, preso il volo e il gusto alla vita indipendente, non avesse, secondo ogni probabilità, a preferire il cambiare d’oggetti al ritornare sotto il tetto conjugale.
Ebbene, invece, le parole di Costanza furono profetiche.
V’è una chimica anche in amore e, guai se gli elementi non hanno proprietà che possano combinarsi. Pensate alle migliaja di matrimonj fatti a furor di cervelli, e.... sciolti l’indomani o quasi, con egual furore — o peggio che sciolti.
La mente ricorre, involontariamente, a certe esaltazioni al trono fatte a furor di popolo in.... amore — coll’immediato correttivo di quattro pugnalate, visto che l’esaltato di jeri era d’ostacolo alla nuova esaltazione del domani.
Eppure il furor di jeri era sincero! Almeno....
Ma, veniamo ad Oreste, il quale, quando scrisse quella bella lettera al suocero, avrebbe dato certamente del pazzo a chi gli avesse detto che egli era vittima di null’altro che d’una illusione prodotta da una straordinaria effervescenza del sangue, e che ne sarebbe presto stato persuaso da sè stesso.
Non bastava che il fuoco acceso fosse furioso — eran necessarj anche gli alimenti per mantenerne la violenza — e, invece, difettarono, mentre sopravennero in copia materie, le quali non potevan che spegnerlo.
La convivenza di quel tre esseri era un assurdo. Se Soranzi non lo sentì _prima_, lo sentì _dopo_.
Noi possiamo valerci di qualunque mezzo per arrivare al possesso d’una donna.... purchè quel mezzo resti poscia invisibile. Ora, Maddalena sarebbe sempre presente!.... Maddalena, che non avendo più bisogno di fingere nè con l’uno nè coll’altra, si esprimeva col suo cinismo abituale. Ma questo era intollerabile, oltrechè disonorevole pel suo stesso sentimento — questo sfigurava persino la Silvia, la quale non ci aveva colpa, ma non poteva impedire che l’aureola infernale, da cui, agli occhi di Soranzi, appariva cinta la testa di Maddalena, lasciasse cadere su di lei una luce uggiosa, a dir poco.
Un altro acerrimo nemico di quell’amore era il valore intrinseco di Oreste, di fronte al non valore di Silvia. Oreste vide subito che quella fanciulla era niente altro che bella. Forse per l’estrema giovinezza, o per l’insufficiente educazione, o per l’ignoranza della vita — come essere sociale era zero. Tutto quello ch’essa poteva fare per lui, pel suo amore, era.... abbracciarlo. Era molto, ma troppo poco per un uomo del carattere, dell’educazione e dell’età di Soranzi.
Bella bambina.... ma bambina.
Si poteva educarla — ma corrisponderebbe poi alle cure? — La educherò io, — si disse per un momento, ma ne comprese tosto l’impossibilità.
Forzato a tener celata al mondo la sua conquista, come educare.... quando l’educazione vera sta nel viaggiare attraverso la vita degli altri?
Come educare.... quando quella madre distruggerebbe sempre l’effetto delle sue serie ed oneste parole?
Ed egli continuerebbe dunque a vivere così, — per finire fra quelle due donne, spregiato e spregevole a’ suoi stessi occhi?