Madri.... per ridere

Part 12

Chapter 123,853 wordsPublic domain

Non appena letto il testamento di Minelli, egli l’aveva abbruciato — perchè dubitando da lungo tempo del cervello del suicida, e non trovando provata l’infrazione del regolamento conjugale, o, per lo meno, provata la gravità — non si era creduto in diritto e, tanto meno, in dovere di assumersi alcuna responsabilità, nè in faccia agli uomini, nè in faccia alla sua coscienza.

Aveva dunque detto: — Il tribunale provveda. —

Quando poi ebbe parlato con Maddalena, si felicitò con sè stesso della sua prudenza. La bella donna ebbe per lui tante gentilezze, tante graziose parole, seppe tanto bene dargli ad intendere tutto quello che volle, che egli tornò in città disposto a dichiarare che la signora Minelli era una santa.

Il padre Soranzi aveva scritto che Maddalena era l’oggetto della esecrazione generale, — ma l’esecrazione generale non v’era che nella sua coscienza rivoltata. Innanzi tutto, mancavano assolutamente gli elementi per poter esecrare. Quel giornale aveva detto di non voler parlare, ma.... non sapeva niente. Il ragioniere, Soranzi e Papetti non avevan fiatato, ciascuno per le sue buone ragioni — per cui la città, che usciva tutta arrembata, intorpidita, sonnacchiosa, infreddata, aveva ben altro a fare che interessarsi per due iniziali trovate morte in un giornale — senz’alcun particolare.

Si, i conoscenti fantasticarono.... ma le dichiarazioni del ragioniere e dei Papetti non lasciarono neppur subodorare la verità vera. Il dissesto finanziario era proprio l’unica causa impellente al suicidio.

Il giorno di Pasqua, al corso, la gente ammirava una signora di maravigliosa bellezza, alla quale un _lutto intiero_ del miglior gusto dava un risalto e un carattere fantastico — che sola, severa, imponente, marciava, senza vedere alcuno.

— Guarda la bella Minelli! — dicevano i conoscenti, e trovavano che anche la vedovanza a lei faceva bene.

Che floridezza di carnagione!

* * *

Il ragioniere era stato, come si poteva prevedere, nominato tutore della figlia di Minelli.

La liquidazione della sostanza produsse in cifra tondo L. 40,000, che furono investite in rendita intestata a _Silvia Maria Caterina Minelli del fu Paolo, minorenne_.

S’intende che l’assegno accordato alla vedova pel suo mantenimento — finchè ella non passasse ad altre nozze — doveva venir prelevato dai frutti del suddetto capitale. Maddalena trovò che non v’era da star allegri. Quella era la miseria.... per lei.

_Nulla per me, tutto per mia figlia_, aveva ella scritto — ma quando si è Maddalena, sono cose che si scrivono, per un secondo fine. Nella sua ignoranza assoluta in materia di affari e di codice, ella sperava ben altro. La circostanza di tale trattamento omeopatico, la forzò a modificare sensibilmente il suo programma....

Bisognava rinunciare alla caccia d’un marito ricco, perchè probabilmente lunga, faticosa, dispendiosa — oltrechè d’incertissimo successo — fare invece la caccia alla borsa.... il trovare una _posizione_, essendo molto più agevole e breve — il che urgeva.

Ma perciò, occorrendo una perfetta libertà di movimenti, uscì di casa e andò a far la signora sola, sul corso più frequentato dal denaro e dalla lussuria, in un bell’appartamentino ammobiliato negli ammezzati, pel riflesso che il vivere.... quasi in istrada, le permetteva di offrirsi continuamente in tutti gli abbigliamenti più originali ed eleganti e in tutte le pose più seducenti.

Annodò l’amicizia colle donnine più.... coraggiose, che aveva conosciute negli ultimi mesi e che tenevano corte galante — e cominciò a _ricevere_.

Erano geniali ritrovi, in cui si faceva della musica e del tè, per aver una ragione di far della diplomazia amorosa.

Si poteva dire tutto quello che occorreva per, poscia, poter fare.

Le dichiarazioni e le proposte non mancarono a Maddalena, ma ella — senza disgustare alcuno, ben inteso; non si sa mai! — rispondeva sempre che non le era permesso di prenderle nella considerazione che meritavano — a motivo del lutto.

Realmente le pareva di meritar meglio. Tutti i giorni ne entra _uno_, dicono, in città.... poteva arrivare anche quello che ci voleva per lei.

Arrivò....

Maddalena credette aver fatto un gran colpo.... e invece non fu che un colpo di gran cassa.... vuota.

Era un agente di cambio esotico, che pareva il Re di denari, ma che, i denari, li faceva scappare. Non aveva la fortuna propizia.... ossia, qualche volta essa gli sorrideva, ma egli, allora, si mostrava tanto indiscreto, che era costretta a fargli subito il broncio. Egli aveva visitate le primarie Borse, e, partendo, le aveva lasciate tutte molto afflitte, perchè molto piagate. Cosa straordinaria, la cagione della piaga era sempre un _cerotto_.

Quando conobbe Maddalena, era in un momento di vena; — in una sola liquidazione aveva guadagnato cinquantamila lire. Per due mesi, Maddalena menò l’esistenza più fastosa — era la donna più invidiata.... anche da qualche donna onesta — ma una sera, in cui egli lasciandola in teatro con un’amica, la salutò dicendole: — Vado un momento al _club_, poi ci rivedremo; — ella, tornata a casa, — come Minelli buon’anima! — non trovò più le sue gioje e trovò un biglietto che diceva:

Mia cara,

«Ho perduto e devo andarmene. — Perdona se riprendo qualcuno de’ miei doni. Tu mi ami troppo per non voler permettermi di partire.... ed io ti giuro imperitura riconoscenza.»

Maddalena urlò, cacciò la cameriera, ruppe uno specchio, due bottiglie, non potè mangiare per tre giorni.... e poi, ebbe pietà di sè stessa e di un nuovo aspirante.... un nuovo molto vecchio, venerabile però.... per ricchezza, il quale aveva due soli culti, quello della lunga ed argentea sua barba, e...., l’altro non occor dirlo.

Per rispetto alla sua età, tuttavia, egli si accontentava delle cure filiali.

Quelle di Maddalena riempirono nuovamente lo scrignetto, ed ella potè sognare di trovare un giorno un codicillo a di lei favore sul testamento del vegliardo, che le giurava eterna fede.... forse perchè aveva già un piede nell’eternità.

Ma un giorno le vennero a dire che il veglio era morto sotto un colpo apopletico, e che il testamento non aveva il codicillo.

Due anni di tenerezze filiali proprio sciupati!

Allora.... allora cominciò per lei un’esistenza d’un certo genere, in cui noi non possiamo seguirla. Sarebbe anche nojoso. Le posizioni furono molte e varie.... e ricorderemo a tal proposito certi versi, che un insolente ex-cuoco arricchito le dedicò, senza arrossire dell’irriverenza che commetteva contro il Poeta:

. . . . . . . . . . . Le procellose e trepide Gioje di gran disegni, L’ansie d’un cor che docile Fervente è pei sostegni E i giunge e tien quel premio Che diè Follia a sperar. (_s’intende la Follia degli sciocchi_) Tutto provò: la gloria Di far sentir gli artigli... Le fughe.... la baldoria.... La reggia.... no! — ma figli (_di famiglia_) Molti sì, che in polvere Per lei i padri mandar....

Continua, ma basta.... non è vero?

Chi conobbe Maddalena nel fortunoso periodo che corre fra i ventidue e i trent’anni, dice che a poco a poco, della donna, perdette sin la vernice, e finì ad essere la più spudorata e la più cinica delle creature.

Noi supponiamo che, in uno di quegli anni, debba essere stata scritta quella tal lettera, la quale conteneva tante buone informazioni di Maddalena — e probabilmente da qualcuno che — chi sa come fu spennacchiato, deriso, mistificato! — non potendo più salvare sè stesso, voleva salvare qualche amico.

Era diventata uno di quei cavallacci del piacere che si trovano in tutti i festini, in tutti i bagordi, e che la gioventù corre sempre a cercare, perchè hanno il diavolo nel sangue, perchè saltano, urlano, strillano, trangugiano, tracannano per notti intiere alla fila.... dicendo e facendo.... quello che l’indomani, gli stessi ubbriachi commilitoni della notte, svegliandosi, non vogliono nemmen ricordarsi.

I genitori, sulle prime, scandalizzati, avevano protestato — inutilmente — poi si erano rassegnati, dietro il riflesso che in fin dei conti ella era libera.... Finirono quindi ad accettare i di lei inviti a pranzo, anche quando v’erano i suoi protettori, e può essere che l’indigestione non sia stata estranea alla loro morte.... Caterina però finì come aveva sempre vissuto, da buona cristiana, con tutti i conforti della religione.

Per dare un’idea..... debole, già! di ciò che era diventata Maddalena, citeremo alcune delle frasi che di lei ci furono riferite.... e che non sentono l’ubbriachezza. Sentono certo un bel disprezzo per gli altri e anche per sè.... ma vi si trova qua e là in mezzo alle facezie, quello che noi cerchiamo avidamente da per tutto: _la verità_....

Si dirà: euh! la verità che viene da una simile bocca....!

Maledite pur la bocca — ma benedite la verità, e benedite anche il vino, se esso l’ha fatta sgorgare.

Ma leggete e accettate.... quel che vi conviene:

— La paura è la virtù di molte donne. Col pensiero, chi sa quanti desiderj, colla bocca, chi sa quanti sospiri che volano chi sa per dove, chi sa quanti abbracci legali che illudono, per un istante, una mente già _occupata_.

Le giovinette, che scrivono lettere amorose, hanno sempre la frase sacramentale: «Ti giuro che ti sarò fedele fino all’ara.» Esse giurano il vero: _fino_. — Siamo belle noi altre donne! _Prima_ ci diciamo offese, se non ci rispettano; _dopo_, è il rispettarci che diventa non solo offesa, delitto.

Un uomo che non può più correre, non deve permettersi nuovi amori....; se ne stia ai vecchi — gli verrà tenuto conto, se non altro, dei servigi prestati. — Una moglie che vede suo marito ubbriaco, ne ha tanta nausea che comincia subito ad amar un altro, anche quando non sa chi possa essere.... se poi lo sa!.... — Di riscontro essa fa bere il suo amante, e se lo vede ebbro.... ride.... — Una moglie che tollera un marito che beve.... o beve anch’essa.... o ha bisogno ch’egli beva.... — Una donna onesta può essere indifferente a che non le si faccia attenzione, perchè si sa che è inaccessibile, ma può anche soffrire. Se soffre, è certo che accetterà una medicina. — Se una donna è giovane, abbracciatela solo quando, cogli occhi, ve ne dà il permesso. Se ha passati i quaranta, se è dopo pranzo e se nessuno vede, abbracciatela senz’altro.

Nulla di più vero che: _errando s’impara_. — S’impara a errare sempre meglio.

Un discorso che le mogli infedeli amano — ahi! troppo! — fare ai loro amanti, è quello dei rimorsi da cui sono amareggiate. V’è un altro discorso, ed è quello delle qualità, delle virtù dei loro mariti.

Se una moglie ama davvero il suo amante, ciò che è abbastanza raro, è già disposta ad uccidere il marito. — Gli uomini hanno il torto di voler spiegare troppo e troppe cose alle donne, come se esse non capissero niente.... ed esse sanno già tutto. — Noi donne capiamo, forse non molto, di tutto quello che interessa gli uomini, ma per noi ci vuol così poco.... _ossia_....

Un marito non deve mai parlare dei suoi diritti.... corre gran rischio di subire dei rovesci. — Una donna è sempre onesta, dove arriva per la prima volta.

Riabilitare.... se vuol dire rendere abile di nuovo.... è l’illusione degli imbecilli. Quando si danno dei casi che farebbero credere alla riabilitazione.... state pur certi che quella donna era molto stanca. Del resto, una donna si può riabilitare molte volte.

Essendo donna, non credo a quello che mi dicono le donne, neanche quando mi parlano male di sè stesse. — I mariti che dicono: «A noi non ce la fanno....» fanno ridere.... Ma se è già fatto!

Noi donne non ci divertiamo mai tanto quanto allora che dobbiamo punire un uomo della sua presunzione o delle sue villanie. È vero che non abbiamo a nostra disposizione che un mezzo unico di vendetta.... ma ce ne accontentiamo.

Un uomo ricco può essere un asino, ma è un asino ricco. D’altronde è un asino a cui tutti accordano dell’ingegno. E se prendete un uomo d’ingegno, ma povero, non è forse tenuto per più asino dell’altro?

E poi, un asino è ciò che conviene meglio ad una donna, perchè si può farne quello che si vuole....; quando ha la sua biada, non cerca altro. — L’uomo molto barbuto è il più docile colla donna. E quando vorrebbe mostrarsi un po’ restío, la donna non ha che accarezzargli la barba.... ed egli va.

L’amore è una bellissima cosa in un bell’appartamento, ben serviti e ben nutriti.

A stomaco vuoto, non v’è amore possibile — e due amanti, che sarebbero pronti a morir l’uno per l’altro, se fossero affamati e trovassero un tozzo di pane.... se lo contenderebbero a pugni. — Una scena del teatro è che una moglie, la quale pericola, si salvi al comparire della sua bambina — una scena della vita è che essa mandi la bambina a dormire o a spasso colla fantesca.... quando non l’abbia già fatto.

Se invece d’una sola bambina, gli autori si servissero.... di dodici figli, per esempio.... qual scena commovente!.... Ella griderebbe allora: — Venite.... correte.... tutti sul mio cuore, o miei dodici figli, e salvatemi! — Si potrebbe chiamare la _scena delle canne dell’organo_. È vero che con dodici figli non si dovrebbero correre più perigli.... a meno che non fossero sei coppie di gemelli di produzione annuale.

Una donna dice a _lui_ piangendo: — Ma perchè mai volete perdermi? — Ma no.... cara.... anzi, io voglio trovarvi. —

* * *

V’è della gente che m’ha rimproverata perchè io, dopo aver lasciato per tre anni la mia Silvia presso i miei parenti, quando essi morirono, la misi in collegio, invece di prenderla con me.... Cosa volete che faccia con me.... o, cosa volete che io me ne faccia, colla vita che conduco? — Vi sono delle madri che, per economia, tengono le loro figlie con sè.... ma questo non vuol sempre dire che diano loro buon esempio.... e quanti siete qui, ne sapete qualche cosa.... E poi, già, io non sono nata _madre_.... quindi non è colpa mia se io non sento niente di quello che le altre dicono di sentire, o sentono anche realmente, pei loro figli. Io ragiono forse troppo.... ma si divien madre tanto per un.... nonnulla!.... e quando meno vi si pensa o lo si desidera. Chi non è madre, materialmente.... cominciando da qualunque bestia?

Quanto all’esserlo moralmente.... con tutto quello che ci vorrebbe.... mi pare un po’ difficile.

È una cosa curiosa e divertente il ragionare su tutto quello che si dice e si scrive sulla maternità e sulla paternità, sui padri e sulle madri. A sentirli, si direbbe che, perchè si è guadagnato.... per il proprio piacere, il nome di padre e di madre, si sia diventati qualche cosa di sacro e di santo.... si direbbe che vi sia alcun che di generalmente sentito e scrupolosamente praticato, giusta tutte le esigenze di un sentimento reale e della virtù. Ora, si può dire che, preso il complesso delle famiglie, v’è un po’ pochino di buono, e mi si può credere, tanto più che io non ho a lodarmi nè di casa mia, nè del mio matrimonio, nè del mio me.... oh! io sono sincera più che obbligante, anche con me stessa.

Dunque, vedete che c’è di serio nella parola _paternità_!

Gli uomini, fino al giorno in cui prendono moglie — e quanti non la prendono mai! — seminano tanta paternità, da coprir di bipedi il globo in ben pochi anni — eppure non si danno alcun pensiero delle loro.... inutili _azioni_. Non si danno pensiero nemmeno delle azioni utili, perchè, ciò che riesce a incarnarsi, i loro figli effettivi, vivono sotto altri nomi e sotto altri tetti, compreso quello dell’ospedale. — Oh! un bel giorno prendono moglie e, allora, cominciano tutte le smanie paterne.... quando cominciano. Per molti non cominciano mai, per molti durano poco.... il tempo in cui i bambini sono un balocco! e quindi si mutano in indifferenza, in noja, e anche in odio. E lo stesso avviene nelle donne....

Ma anche quando v’è la famiglia, la maternità e la paternità sono forse prese sul serio? Vi sono dei matrimonj che vogliono aspettare qualche anno ad aver figli, per poter godere un po’ la gioventù....; dopo poi si vedrà. Ve ne sono altri in cui si vuol avere un figlio.... o due.... o tre.... o quattro.... a scadenza fissa di due, tre anni.... secondo! e poi basterà. Basterà, a meno che il dio Bacco non disponga altrimenti.... Quanta gente non deve la vita.... a un bicchiere di vino di più. Vi sono invece moltissime unioni, in cui la natura non vien mai delusa.... e allora, nasce una nidiata di figli, pei quali non v’è nè un cencio, nè un tozzo di pane sicuro. Bell’amor paterno e materno davvero! — Si parla di maternità e di paternità, e vi sono matrimonj di etici, di storpj, di nani, di gobbi, di gozzuti, di scrofolosi! — Paternità e maternità.... e la maggior parte dei padri e delle madri non hanno alcuna idea di alcuno dei loro doveri.... non hanno nemmeno un’idea di ciò che è igiene. Quanti matrimonj, i quali non sono che fabbriche di miasmi!

Gli uomini prendono moglie dicendo fra sè: — Ai bambini che verranno, penserà la loro mamma.... — Le fanciulle hanno smesso la bambola per imparare.... a ballare, a farsi più belle o meno brutte, e a cogliere un marito — talvolta smettono la bambola la vigilia quasi del loro matrimonio.

Oh! ne sapranno tanto, quando avranno dei figli! — Non hanno ancor imparato a capire tutto quello che c’è di falso nella educazione che hanno ricevuta.... e dovranno accingersi ad educare i loro bambini! È vero che si fa presto a dir quattro orazioni, a andare a messa e a confessarsi — ecco anzi mezza educazione — quanto al resto, per una metà, se ne incarica la fantesca, e per l’altra il maestro o la maestra....

Madri, padri, non hanno un’idea di medicina, e se i loro bambini cadono malati, è quasi sempre seriamente, perchè nessuno ha saputo capire i primi sintomi del male. Se muojono poi, sono strida e maledizioni contro il medico e contro la cosidetta Provvidenza! — Che studio infinito sarebbe quello delle varietà delle madri? Guardate, soltanto nella casa in cui io abito, vi sarà una ventina di madri. Quanta differenza fra l’una e l’altra, siano buone, siano cattive!

Innanzi tutto, cosa strana, la madre migliore è una matrigna, ma quella è nata per amare tutto il genere umano, i cani, i gatti, le galline, le tortore, i fiori.... tutto l’universo. — V’è una madre che si fa dar del _Lei_ dai figli, e li tiene in un’estrema soggezione. Ha due ragazze, già grandi.... ebbene, quando va a passeggio se le manda davanti.... ma non unite, no, bensì l’una dopo l’altra....; pare un tiro a due.... tirolese.... che so io! — Quando v’è la mamma in quella casa, guaj a chi parla, guaj al figlio che ha un’opinione! È una madre? — Ve n’è un’altra che non può veder le figlie, perchè diventano grandi, più belle di lei, e le impediscono di.... _brillare_, come pel passato. — Una terza ha rubato l’amante ad una figlia, che n’è morta — avrebbe fatto altrettanto con una seconda figlia, se quella non fosse fuggita coll’amante, per finire poi.... come finì. — Ve n’è una quarta che non può star in casa sua un momento.... tutto il santo giorno è di qua o di là da un vicino o dall’altro, colla cigaretta in bocca — in casa, intanto, tutto va come Dio vuole. — In un’altra casa, invece, la mamma dice sempre ai figli: — Andate, andate dove volete, ma lasciatemi in pace, qui mi seccate! — V’è la madre del terrore.... I suoi figli sono tanti cenci lavati, non possono nè mangiare nè svilupparsi, tale è lo spavento che essa incute loro. Non apre bocca che per bestemmiare e minacciare, non muove mano che per percuotere. — A uscio a uscio con me, abita una donna, che è veramente incomprensibile.... un fenomeno. Era la maggiore di otto fratelli e sorelle. Restati orfani, ella, a quindici anni, prese la direzione della casa, allevò, educò — e benissimo — quei sette fanciulli, con un amore, con un’abnegazione proprio commoventi.... A venti anni non aveva ancor veduto un teatro. Un signore, a tale miracolo di fanciulla, se ne innamora e la sposa.... Bene! lo credereste? la più amorosa delle sorelle è una cattiva madre.... odia i suoi figli — ne ha otto — ed è diventata stolta al punto da pretendere che, bambini come sono, non abbiano a bere più di tre volte al giorno. Questo vi dà un’idea del resto. — Oh! sì.... v’è la madre buona, premurosa, dolce.... ma è tanto stucchevole, col suo cinguettamento eterno, coi suoi pettegolezzi, che non si può tollerarla.... e con lei i figli maschi e femmine, degni allievi di tanta maestra.

Questa ama i figli belli ed odia quei brutti.... e son tutti suoi! — quella idolatra i suoi figli, darebbe il sangue per loro, ma è la loro schiava, e quindi, siccome i fanciulli non hanno senso comune, imaginate che cosa potranno diventare! — Un’altra ama i figli, sì.... ma insegna loro a sprezzare e a deridere il padre. — Un bel genere è un certo donnone che abita all’ultimo piano. È vedova ed ha quattro figlie, la minore di dodici, la maggiore di vent’anni. In quella casa, pur che si porti da mangiare e da bere, non si bada tanto pel sottile.... Venga chi vuole.... basta che sia gente allegra e generosa. — Anche il cappellajo e la cappellaja, per godersela, non ischerzano! Di carnevale, hanno il coraggio di andare ai veglioni dei peggiori teatri, con tutta la brigata.... dieci figli! Là si fanno dare un palchetto con camerino in terza o quarta fila, e _allons!_ si mangia e si beve fino alla mattina. Fra i figli, vi sono due ragazze.... belline anche, l’una di tredici, l’altra di quattordici.... ebbene, le trovate vaganti, sole pei corritoj, a udire, a vedere tutto quello che si può udire e vedere, specialmente dopo una cena, in simili luoghi — e chiunque vuole, fosse anche ubbriaco, le bacia, le accarezza, le trascina, le fa ballare. Non avranno ancor perduto niente, non so.... ma davvero che se fossi un uomo, non mi desterebbero più alcun desiderio. — Vedete quante donne che si chiamano madri!? — Ed io, per non essere migliore delle altre.... amo mia figlia, perchè è tanto bella che non posso non amarla.... e nello stesso tempo la odio.... perchè dico: — Va là che un giorno sarai anche tu come noi altre!.... — E ciò vuol dire che siamo tutti tanti bei matti.... perchè vogliamo il bene.... e non sappiamo fare che il male.... cioè.... sì, insomma, non siamo angeli già!.... —

. . . . . . .

Maddalena che faceva della morale!!!

E quanti ce ne sono che ne fanno.... e non valgono meglio di lei.

Il dire che la vita del piacere avvizzisce il cuore e ci rende più egoisti di quel che siamo, è dire una verità nojosa — il dire che il piacere porta di frequente con sè tremende punizioni delle gioje che ci procura, come se tali gioje fossero delitti, è dire una verità nojosa e odiosa, perchè non bisogna mai disturbare la gente che si diverte.

Verso i trent’anni, Maddalena fu colta da malore così fiero e così lungo, da far temere non fosse indomabile. Tuttavia, guarì — relativamente, s’intende — perchè quando il sangue è guasto da certi principj malefici, vera vita non si può più godere.

Ma, pazienza ancora, il guarire relativamente! V’era un guajo ben più grave per lei.... la sua bellezza era sparita, non solo, ma anche la sua carnagione, l’occhio.... tutto in lei s’era tanto alterato da ispirare paragoni poco poetici.

Nè basta. La sua pinguedine, in dieci anni, era cresciuta sproporzionatamente — nondimeno la sapiente scelta delle stoffe e dei colori, l’abilissimo taglio delle vesti, la pressione spietata del busto lasciavano ancor supporre la statua.... statua fatta senza risparmio, ma marmo, con linee non inartistiche. E poi, c’era quel volto così pieno di vita e quegli occhi così rifulgenti che passava anche ciò che non poteva passare. Ma quando il suo sangue fu avvelenato, tutto diventò così floscio e cascante da potersi chiamare una donna.... spostata e squilibrata — il che, unito all’avvilimento da cui fu compresa a tanta degradazione fisica, tolse anche al suo incesso quella maestà che prima, come sappiamo, imponeva.