Il tallone di ferro

Part 22

Chapter 223,550 wordsPublic domain

«Hanno ingerenza nella maggior parte delle grandi linee di viaggi che si dipartono da Chicago; dominano parecchie reti che si estendono fino al Pacifico. I loro voti formano la potenza del signor Morgan, ora, ma bisogna aggiungere, però, che essi hanno bisogno del suo cervello più ch’egli non abbia bisogno dei loro voti: così che questa combinazione risulta, in larga misura, da comunità d’interessi».

Ma le sole ferrovie non bastavano ad assorbire rapidamente quelle enormi ricchezze. I 2.500.000 dollari di J. D. Rockefeller non tardarono a diventare cinque, sei milioni il mese, fino a 75.000.000 di dollari l’anno. I petrolî si mutavano in continuo guadagno, e i guadagni, a loro volta impiegati in altre imprese, davano nuovi milioni ogni anno.

I Rockefeller entrarono, allora, a fare parte dell’industria del gas e dell’elettricità, appena queste industrie, abbastanza sviluppate, costituirono un sicuro impiego. Ed ora gran parte del popolo americano, qualunque sia il genere di illuminazione che adopera, è costretto ad arricchire i Rockefeller, quando il sole tramonta. Poi si lanciarono nell’impresa delle ipoteche sulle fattorie. Si racconta che qualche anno fa, quando la prosperità aveva permesso ai fittavoli di liberarsi dalle ipoteche, J. D. Rockefeller ne fosse addolorato fino alle lacrime; otto milioni di dollari che egli credeva bene impiegati, a un buon interesse, per degli anni, gli venivano rigettati sulle braccia, e domandavano un nuovo impiego. Questo aggravio inatteso del suo perpetuo cruccio di trovare un impiego a favore dei bimbi, dei nipoti, e dei pronipoti del suo petrolio, era più di quanto potesse sopportare un uomo afflitto da cattive digestioni...

I Rockefeller misero capitali nello sfruttamento delle miniere di ferro, carbone, rame e piombo, poi in altre società industriali, nei tranvai, nell’acquisto di titoli nazionali di Stato e municipali, per lo sfruttamento delle grandi linee marittime, dei battelli a vapore, dei telegrafi, dei bassifondi, per la costruzione dei grattacieli, delle case, degli alberghi e delle grandi costruzioni per uffici, nelle assicurazioni sulla vita e nelle banche. Non ci fu, ben presto, un solo campo dell’industria dove i loro milioni non fossero in opera...

La Banca Rockefeller — la _National City Bank_ — è la più importante degli Stati Uniti. Ed è superata solo dalla Banca d’Inghilterra e dalla Banca di Francia. I depositi oltrepassano, in media, cento milioni di dollari al giorno; essa domina il mercato dei valori di Wall Street, come la borsa dei fondi pubblici. Ma non è sola: costituisce il primo anello di una catena di Banche Rockefeller che comprende quattordici banche e consorzi nella Città di New-York, oltre le banche fortissime e influentissime in tutti i grandi centri monetarî del paese.

J. D. Rockefeller possiede fondi della _Standard Oil_, per un valore di quattro o cinque milioni di dollari. Ha cento milioni di dollari nel _trust_ dell’acciaio, quasi altrettanto in un altro, e così via, al punto che la mente si stanca nell’elencarne le ricchezze.

Le sue entrate furono, l’anno scorso, di cento milioni di dollari circa; e sembra che tutte le entrate di Rockefeller insieme, raggiungano una somma maggiore, che aumenta a sbalzi continui.

[67] Le Centurie Nere, «the Black Hundreds», (le Camice Nere di quel tempo) erano delle bande reazionarie organizzate dalla plutocrazia decadente, durante la Rivoluzione Russa. Questi gruppi reazionari attaccavano i gruppi rivoluzionari. Inoltre, al momento opportuno sollevavano il popolo e distruggevano le proprietà per fornire all’autocrazìa un pretesto per chiamare i Cosacchi.

[68] Sotto il regime capitalista i periodi di crisi erano tanto inevitabili, quanto assurdi. La proprietà era sempre causa di calamità. Il fatto era dovuto, naturalmente, all’eccesso di guadagno non consumato.

[69] In teoria e in pratica, in tutto, fuorchè nel nome, i crumiri erano i soldati segreti dei capitalisti. Perfettamente organizzati e armati, erano sempre pronti ad essere lanciati con treni speciali, sui paesi dove i lavoratori si mettevano in isciopero o erano messi in riposo dai loro padroni. Solo un’epoca così straordinaria poteva dare lo spettacolo di un certo Farley, noto capo dei crumiri, che nel 1906 attraversò gli Stati Uniti con treni speciali, da Nuova York a San Francisco, alla testa di un esercito di 2500 uomini armati ed equipaggiati per ostacolare lo sciopero dei carrettieri di quest’ultima città. Quest’atto era un’infrazione pura e semplice alle leggi del paese. Ma il fatto che la cosa rimase impunita, come migliaia di atti consimili, mostra fino a qual punto l’autorità giudiziaria fosse sotto il dominio della plutocrazia.

[70] Durante uno sciopero di minatori dell’Idaho, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, molti scioperanti furono richiusi dalla truppa, in un parco bestiame. La cosa ed il nome si perpetuarono nel ventesimo secolo.

[71] Il solo nome, non il concetto, è d’importazione russa. Le Centurie Nere avevano origine dagli agenti segreti del capitalismo e comparvero la prima volta nelle lotte dei lavoratori del secolo XIXº. Questo è certo, ed è stato confessato da un’autorità non inferiore al Commissario del Lavoro degli Stati Uniti, a quel tempo, il signor Carrol D. Wright. Nel suo libro intitolato: «Le lotte del lavoro», è questa dichiarazione: «In alcuni grandi scioperi storici, gl’impiegati stessi hanno incitato alla violenza»; ed è detto che gli industriali hanno volontariamente provocato gli scioperi per sbarazzarsi del soprappiù della loro merce, e che dei treni sono stati bruciati dagli agenti dei padroni durante gli scioperi delle ferrovie, per accrescere il disordine. Da simili agenti nacquero le Centurie Nere, che diventarono poi l’arma terribile dell’oligarchia, gli agenti provocatori.

[72] Nome di una via della vecchia Nuova York, dove era la Borsa e dove l’ingiusto ordinamento della Società permetteva la manipolazione clandestina di tutte le industrie del Paese.

[73] Uno del primi bastimenti che trasportarono i primi coloni in America, dopo la scoperta del Nuovo Mondo. Per lungo tempo, i discendenti di questi furono straordinariamente orgogliosi della loro origine; poi, quel sangue prezioso si diffuse a tal punto che attualmente circola, senza dubbio, nelle vene di tutti gli americani.

[74] L’autore di questo poema dovrà rimanere per sempre sconosciuto. Questo brano è il solo che sia pervenuto sino a noi.

[75] Idolo del dio indiano Vishnu, sotto il cui carro i devoti s’immolavano.

[76] Cibi messicani dei quali si parla spesso nella letteratura del tempo. Si suppone che fossero conditi con molte droghe. La ricetta non è giunta sino a noi.

[77] «William Randolph Hearst», giovane milionario di California, divenne il più potente proprietario di giornali della regione. I suoi giornali, pubblicati in tutte le città importanti, si rivolgevano alla classe media decadente, e al proletariato. La sua clientela era così vasta, che egli riuscì a impadronirsi della conchiglia vuota del vecchio partito democratico. Egli occupava una posizione anormale e predicava una specie di socialismo all’acqua di rose, mitigato da non so quale forma di capitalismo borghese: una specie di petrolio mescolato con acqua. Non aveva alcuna probabilità di riuscire a cose concrete, ma durante un breve periodo suscitò serie preoccupazioni nella plutocrazia.

[78] La pubblicità era molto onerosa, a quei tempi. La concorrenza esisteva solo fra piccoli capitalisti, che ricorrevano, perciò, alla pubblicità, della quale i _trusts_ non sentivano il bisogno.

[79] La distruzione delle classi paesane romane fu molto meno rapida di quella del fittavoli e piccoli capitalisti americani, perchè il movimento del secolo XXº procedeva con forza acquisita, come non esisteva nell’antica Roma. Moltissimi fittavoli, spinti dalla passione per la terra, e desiderosi di mostrare fin dove potevano giungere nel ritorno alla vita selvaggia, cercarono di sfuggire all’espropriazione desistendo da qualsiasi accordo commerciale. Non vendevano nè comperavano più nulla. Fra loro cominciò a rinascere un sistema primitivo di scambio in natura. Le loro privazioni e le loro sofferenze erano orribili, ma resistevano, ed il movimento acquistò una certa importanza. La tattica del loro avversarî fu originale, quanto logica e semplice: la plutocrazia, forte del possesso del Governo, aumentò le imposte. E erano i tributi il punto debole dell’edificio del fittavoli. Avendo cessato di comperare e di vendere, non avevano danaro: cosicchè, alla fine, dovettero vendete le loro terre per pagare i tributi.

[80] Da lungo tempo si sentivano quei rumori. Fin dal 1906 Lord Arebury aveva detto alla Camera dei Lords: «L’inquietudine dell’Europa, il propagarsi del socialismo e la sinistra apparizione dell’anarchia, sono avvertimenti fatti ai Governi e alla classi dirigenti e segno che la condizione delle classi operaie diventa intollerabile e che se si vuole evitare una rivoluzione, bisogna fare in modo di aumentare i salarî, ridurre le ore di lavoro, e abbassare il prezzo delle cose necessarie alla vita». Il _Wall Street Journal_, organo degli speculatori, commentava in questi termini il discorso di Lord Arebury: «Quelle parole sono state pronunciate da un aristocratico, da un membro dell’organo più conservatore dell’Europa. Perciò hanno più valore. La politica economica che egli raccomanda ha molto maggior valore di quella insegnata nella maggior parte dei libri: è questo un segnale d’allarme. Fatene tesoro, signori del Ministero della Guerra e della Marina!». Nello stesso tempo, Sydney Brooks scriveva in America, nel _Harper’s Weekly_: «Non volete sentir parlare di socialisti a Washington. Perchè? I politicanti sono sempre gli ultimi del Paese a vedere ciò che accade sotto il loro naso. Rideranno della mia predizione, ma lo dico con certezza che alle prossime elezioni presidenziali, i socialisti avranno più di un milione di voti.»

[81] Fu al principio del secolo XXº che l’organizzazione socialista internazionale formulò definitivamente la condotta da seguire in caso di guerra e che si può riassumere così: «Perchè i lavoratoti di un paese combatterebbero contro i lavoratori di un altro paese? per il bene dei loro padroni capitalisti?». Il 21 Maggio 1905, quando si parlava d’una guerra tra Austria e Italia, i socialisti d’Italia, di Austria e d’Ungheria tennero un Congresso a Trieste e lanciarono la minaccia d’uno sciopero generale dei lavoratori dei tre paesi, se la guerra fosse stata dichiarata. Quell’avvertimento fu rinnovato l’anno dopo, quando l’affare del Marocco sembrò trascinare in guerra la Francia, la Germania e l’Inghilterra.

[82] L’«Our Benevolent Feudalism» apparve nel 1902. Si è sempre detto e sostenuto che fu Ghent a far nascere l’idea dell’oligarchia nelle menti capitaliste. Questa credenza persiste nella letteratura di tre secoli del Tallone di Ferro, e perfino nel primo secolo della Fratellanza dell’Uomo. Sappiamo oggi che cosa pensare di quel principio; ma rimane il fatto che Ghent fu uno degli innocenti più calunniati di tutta la Storia.

[83] Ecco, per esempio, alcune sentenze di tribunali che rivelano la ostilità dei giudici contro la classe operata. L’impiego dei fanciulli era un fatto normale nelle regioni minerarie. In Pensylvania, nel 1905, i lavoratori poterono fare approvare una legge per la quale la dichiarazione giurata dei parenti circa l’età e il grado d’istruzione dei fanciulli doveva, da allora, essere confermata dai documenti. Questa legge fu immediatamente denunciata come incostituzionale dalla Corte cantonale di Lucerna, col pretesto che violava il Quattordicesimo emendamento, stabilendo una distinzione fra persone della stessa classe, ossia fra i fanciulli di circa quattordici anni; e la Corte di Stato confermò tale decisione. La Corte di Nuova York, nella sessione speciale dell’A. D. 1905, denunciò come incostituzionale la legge che proibiva alle donne e ai minorenni di lavorare nelle officine dopo le nove di sera, col pretesto che era quella «una legislazione di classe». Anche in quel tempo, poichè i panettieri erano oppressi da un lavoro eccessivo, la Camera legislativa di Nuova York emanò una legge che limitava il lavoro di questi operai a dieci ore al giorno, ma nel 1906, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò questa legge incostituzionale, adducendo, fra gli altri motivi, questo, che: «Non v’è ragione valida per limitare la libertà delle persone o dei contratti, determinando le ore di lavoro nel mestiere del fornaio.»

[84] James Farley, celebre a quell’epoca, era un uomo dotato di grande capacità, ma più di coraggio che di moralità. Si inalzò molto, sotto il dominio del Tallone di Ferro, e finì per farsi ammettere nella casta degli oligarchi. Fu assassinato nel 1832, da Sarah Jenkins, il cui marito era stato ucciso trent’anni prima dai compagni di Farley, che impedivano gli scioperi.

[85] Le predizioni sociali di Everhard erano degne di nota. Con la stessa chiarezza, come leggeva gli avvenimenti, prevedeva le defezioni dei Sindacati privilegiati, la nascita e la lenta decadenza delle caste operaie, come la lotta fra queste e l’oligarchia, per la direzione della macchina del Governo.

[86] Dobbiamo ammirare l’intuito di Everhard. Molto prima che la semplice idea di città meravigliose, come Ardis e Asgard, nascesse nella mente degli oligarchi, egli intravedeva queste città splendide e la necessità della loro creazione.

[87] Da quel giorno, sono passati tre secoli di dominio dell’Uomo, e oggi calpestiamo le vie e abitiamo le città edificate dagli oligarchi. È vero che abbiamo continuato a costruire, ma le città degli oligarchi sussistono; io scrivo queste righe, in Ardis, una dalla più belle fra tutte.

[88] Tutti i Sindacati delle ferrovie entrano in questa associazione. È interessante osservare che la prima vera applicazione della politica delle «parti dell’avanzo» era stata fatta nel Secolo XIX da un Sindacato di ferrovieri, «l’Unione Fraterna del Meccanici delle locomotive», della quale un certo P. M. Arthur era da vent’anni il capo. Dopo lo sciopero della _Pennsylvania Railroad_ nel 1877, egli sottopose ai meccanici delle locomotive un disegno secondo il quale avrebbero dovuto intendersi colla Direzione, staccandosi dagli altri Sindacati. Questo disegno egoistico riuscì perfettamente; donde la parola «Arthurisation», per significare la partecipazione dei Sindacati alla spoliazione. L’origine di questa parola è stata per molto tempo dubbia per gli etimologi; ma mi pare che tale origine sia ormai ben chiara.

[89] Alberto Pocock, altro Farley, godeva, in quei lontani tempi, della stessa notorietà; e fino alla morte riuscì a tenere soggetti tutti i minatori dal Paese. Suo figlio, Levis Pocock, gli successe, e durante cinque generazioni, il rinomato lignaggio del guardiaciurma ebbe la supremazia sulle miniere di carbone. Pocock, il vecchio, conosciuto col nome di Pocock Iº, è stato dipinto così: «Una testa lunga e sottile, mezzo circondata da una frangia di capelli scuri e grigi, con zigomi salienti e un grosso mento... Colorito pallido, occhi grigi senza splendore, voce metallica, e un atteggiamento languido.» Era nato da genitori poveri e aveva cominciato la sua carriera come garzone di bar. Divenne in seguito poliziotto privato al servizio di una corporazione di tranvieri e al trasformò a poco a poco in crumiro di professione.

Pocock Vº, l’ultimo della casata, morì in una camera, per lo scoppio di una bomba durante una rivolta di minatori sul territorio indiano. Questo avvenimento ebbe luogo nel 2073 dopo Gesù Cristo.

[90] Quei gruppi di azione furono modellati in genere sul tipo delle organizzazioni consimili della Rivoluzione Russa, e, nonostante gli sforzi incessanti del Tallone di Ferro, durarono tre secoli, per tutto il periodo di dominio del Tallone stesso. Composti di uomini e di donne ispirati da propositi sublimi, e impavidi davanti alla morte, i Gruppi di Combattimento esercitarono una prodigiosa influenza e moderarono la brutalità dei governanti. La loro opera non si limitò a una guerra invisibile contro gli agenti dell’oligarchìa. Gli oligarchi stessi e spesso, persino i sottocapi degli oligarchi, ufficiali dell’esercito e capi delle caste operaie, furono obbligati a prendere in considerazione i decreti dei Gruppi.

Le sentenze di questi rivendicatori organizzati erano conformi alla più rigorosa giustizia; e soprattutto notevole era la loro procedura senza passione e perfettamente giuridica. Non c’erano giudizi improvvisati. Quando un uomo era preso, lo si giudicava lealmente e gli si lasciava la possibilità di difendersi. Necessariamente, molti furono processati e condannati per procura, come nel caso del generale Lampton, nel 2138 dopo G. C. Questi era forse il più sanguinario e il più crudele dei mercenarii dell’oligarchia. Fu informato dai Gruppi di Combattimento che era stato giudicato, riconosciuto colpevole e condannato a morte; e questo avvertimento gli venne dato dopo di averlo tre volte esortato a cessare dal trattare ferocemente il proletariato. Dopo questa condanna, Lampton si circondò d’ogni mezzo di protezione, e, per anni ed anni i Gruppi di Combattimento si sforzarono invano di eseguire la loro sentenza. Molti compagni, uomini e donne, fallirono successivamente nei loro tentativi e furono crudelmente condannati dall’oligarchia. Perciò fu rimessa in vigore la crocifissione come mezzo di esecuzione legale. Ma alla fine il condannato trovò il suo boia nella persona di una giovinetta di diciassette anni, Maddalena Provence, che per ottenere il suo scopo, serviva da due anni nel palazzo, come guardarobiera. Essa morì dopo torture orribili e prolungate, in una cella. Ma oggi la sua statua di bronzo sorge sul Pantheon della Fratellanza, nella meravigliosa Città di Serles.

Noi che, per esperienza personale, non sappiamo che cosa sia un omicidio, non dobbiamo giudicare troppo severamente gli eroi dei Gruppi di Combattimento. Essi hanno dato la loro vita per l’umanità; per la quale nessun sacrificio sembrava troppo grande. E, d’altra parte, una necessità inesorabile li obbligava a dare al loro sentimento una forma sanguinosa, in un’epoca sanguinaria. I Gruppi di Combattimento furono l’unica freccia nel fianco che il Tallone di Ferro non potè mai estirparsi. A Everhard spetta la paternità di questo strano esercito. I suoi successi e la sua resistenza, durante trecento anni, mostrano la saggezza con la quale egli organizzò, e la solidarietà della fondazione legata da lui ai costruttori avvenire. Da certi punti di vista, questa organizzazione può essere considerata come la sua opera principale, a parte il grande valore dei suoi lavori economici e sociali e le sue gesta di capo supremo della Rivoluzione.

[91] Condizioni simili si osservano in India, nel secolo XIX, sotto il dominio britannico. Gli indigeni morivano di fame a milioni, mentre i loro padroni li privavano del frutto del lavoro e lo spendevano in cerimonie e cortei feticisti. Non possiamo non vergognarci, in questo secolo di lumi, della condotta dei nostri antenati, e dobbiamo limitarci a pensare filosoficamente che nell’evoluzione sociale lo stadio capitalistico sia, pressa poco, come l’età scimmiesca all’epoca dell’evoluzione animale. L’Umanità doveva superare quei periodi per uscire dal fango degli organismi inferiori; e le era naturalmente difficile liberarsi interamente di quella viscida feccia.

[92] Questa espressione è una trovata dovuta al genio di H. G. Wells, che viveva alla fine del Secolo XIX. Era un veggente, in fatto di sociologia, uno spirito sano e normale, e nello stesso tempo un cuore veramente umano. Numerosi frammenti delle sue opere sono giunti fino a noi, e due delle sue opere migliori: «Anticipations» e «Mankind in the Making», ci sono state conservate intatte. Prima degli oligarchi, e prima di Everhard, Wells aveva preveduto la costruzione di città meravigliose di cui parla nel suoi libri chiamandole «pleasure cities», città del piacere.

[93] Persuasa che le sue memorie sarebbero state lette, nel suo tempo, Avis Everhard ha tralasciato il risultato del processo per alto tradimento. Ci sono nel manoscritto molte altre lacune del genere. Cinquantadue membri socialisti del Congresso, furono giudicati e ritenuti colpevoli. Cosa strana, però: nessuno fu condannato a morte. Everhard e undici altri, fra cui Teodoro Donnelson e Matthew Kent, furono condannati al carcere a vita.

Gli altri quaranta furono condannati, chi a trenta, chi a quarantacinque anni; e Arturo Simpton, che il manoscritto dice ammalato di tifoidea al momento dell’esplosione, non ebbe che quindici anni di carcere. Secondo la tradizione, fu lasciato morire di fame nella sua cella per punirlo della sua intransigenza ostinata, e del suo odio ardente ed assoluto contro tutti i servi del dispotismo. Morì a Cabanas, nell’Isola di Cuba, dove tre altri de’ suoi compagni erano detenuti. I cinquantadue socialisti del Congresso furono rinchiusi nelle fortezze militari sparse sul territorio degli Stati Uniti: così, Dubois e Woods furono rinchiusi a Porto Rico; Everhard e Merryweather nell’isola di Alcatraz, nella baia di San Francisco, che da molto tempo serviva da prigione militare.

[94] Avis Everhard avrebbe dovuto aspettare molte generazioni prima di ottenere la rivelazione del mistero. Quasi cento anni fa, e quindi più di seicento anni dopo la sua morte, fu scoperta negli archivi segreti del Vaticano, la confessione di Pervaise. Non è forse inopportuno fare un cenno di quest’oscuro documento sebbene esso non abbia per gli storici più alcun valore, ormai.

Pervaise, un americano di origine francese, nel 1913 era prigioniero a Nuova York, in attesa di essere processato per omicidio. Sappiamo, dalla sua confessione, che senza essere un criminale indurito, aveva un carattere impulsivo, impressionabile ed appassionato. In un impeto di gelosia folle aveva ucciso la moglie, cosa abbastanza comune, a quel tempo. Il terrore della morte si impadronì di lui, come raccontò egli stesso; e per sfuggirle si sentì disposto a fare qualunque cosa. Gli agenti segreti, per ridurlo alle loro mire, gli confermarono che si era reso colpevole di omicidio di primo grado, delitto che era punito colla pena capitale, giacchè il condannato veniva legato a una poltrona apposita, e per cura di medici specialisti era ucciso dalla corrente elettrica. Questo modo di esecuzione chiamato elettrocuzione, era molto in voga, a quel tempo: solo tempo dopo, fu sostituito dall’anestesia. Quest’uomo, che non aveva cuore cattivo, ma una natura superficiale improntata a un’animalità violenta, a che aspettava in una cella l’inevitabile morte, si lasciò facilmente convincere a gettare una bomba alla Camera. Dichiara, anzi, nella sua confessione, che gli agenti del Tallone dì Ferro gli affermarono che l’ordigno sarebbe stato inoffensivo, e che non avrebbe ucciso nessuno. Egli fu introdotto di nascosto in un palco ostentatamente chiuso col pretesto ch’era in riparazione, e, incaricato di scegliere il momento opportuno per gettare la bomba, conferma ingenuamente che tanto era l’interessamento pel discorso di Ernesto e pel tumulto suscitato da questo, che per poco non dimenticò il compito affidatogli.