Part 23
Non soltanto Pervaise fu liberato, ma gli fu concessa una pensione per tutta la vita. Ma non potè fruirne a lungo: nel settembre del 1914 fu colpito da reumatismo al cuore e morì dopo tre giorni. Allora mandò a chiamare un prete cattolico, al quale fece la confessione. Il Padre Durban, considerandola molto grave, la scrisse e la firmò, come testimonio. Noi possiamo soltanto fare delle congetture su quanto avvenne dopo. Il documento era certo abbastanza importante per trovare la via di Roma. Potenti influenze furono messe in movimento per evitare la divulgazione. Soltanto nel secolo scorso, Lorbia, il celebre scienziato italiano, durante le sue ricerche, lo scoprì. Oggi, dunque, non rimane alcun dubbio che il Tallone di Ferro sia il responsabile dell’esplosione del 1913. Ed anche se la confessione di Pervaise non avesse mai veduto la luce non vi sarebbe potuto essere dubbio ragionevole: quell’atto che mandò in prigione cinquantadue deputati, è della stessa natura degli altri innumerevoli delitti commessi dagli oligarchi, e, prima di essi, dai capitalisti.
Come esempio classico di massacri di innocenti, commessi con ferocia e indifferenza, bisogna citare quello dei cosiddetti anarchici di Haymarket, a Chicago, nella penultima decade del secolo XIX. Bisogna considerare a parte l’incendio doloso e la distrazione dei possedimenti capitalistici compiuti dai capitalisti medesimi. Per delitti di questo genere furono puniti numerosi innocenti, messi in ferrovia, (railroaded) secondo un’espressione usata allora, nel senso che i giudici si erano intesi prima, per liquidare i conti.
Durante le rivolte del lavoro che scoppiarono nella prima decade del secolo XX fra i capitalisti e la Federazione Occidentale dei Minatori, fu adoperata una tattica simile, ma più sanguinosa. Gli agenti dei capitalisti fecero saltare in aria la stazione della ferrovia a Indipendenza: tredici uomini furono uccisi, e molti altri feriti. I capitalisti che guidavano il meccanismo legislativo e giudiziario dello Stato del Colorado, accusarono di questo delitto i minatori e per poco non li fecero condannare. Romaines, uno degli strumenti di questo «affare», era in prigione in un altro Stato, nel Kansas, quando gli agenti del capitalisti gli proposero il colpo. Ma le confessioni di Romaines furono pubblicate durante la sua vita, al contrario di quelle di Pervaise. Nello stesso tempo, vi fu ancora il caso di Moyer e Haywood, due capi di lavoratori, forti e risoluti: l’uno presidente e l’altro segretario della Federazione Occidentale dei Minatori. L’ex Governatore dell’Idaho era stato assassinato misteriosamente; i socialisti e i minatori avevano apertamente incolpato di questo delitto i proprietarî delle miniere. Pure, violando le norme costituzionali statali, in seguito a una intesa fra i governatori dell’Idaho e del Colorado, Moyer e Haywood furono presi, gettati in carcere e accusati dell’omicidio.
Questo fatto provocò la seguente protesta di Eugenio V. Deba, capo del Socialismo americano: «I capi del lavoratori, che non si possono corrompere, si arrestano o si assassinano. Moyer e Haywood, sono colpevoli soltanto del reato di fedeltà tenace e inconcussa alla classe operaia. I capitalisti hanno spogliato il nostro paese, corrotto la nostra politica, disonorato la nostra giustizia; ci hanno calpestato coi loro scarponi ferrati, ed ora si propongono di ammazzare coloro che non sono così abbietti da sottomettersi al loro brutale dominio. I governatori del Colorado e dell’Idaho non fanno che eseguire gli ordini dei loro padroni: i plutocrati. La lotta è incominciata fra i lavoratori e la plutocrazia. Questa può, sì, assestare il primo colpo violento, ma noi daremo l’ultimo».
[95] Questa scena ridicola costituisce un documento tipico dell’epoca, e dipinge bene la condotta di quel padroni senza cuore. Mentre il popolo moriva di fame, i cagnolini di lusso avevano delle speciali cameriere. Il travestimento dì Avis Everliard era una cosa ben pericolosa, ma era un caso di vita o di morte ed era in gioco la causa, ed è perciò da considerarsi veritiero.
[96] _Pullman_, si chiamavano così le vetture più lussuose dei treni di quel tempo, dal nome del loro inventore.
[97] Nonostante i continui pericoli, quasi inimmaginabili, Anna Roylston raggiunse la bella età di anni novantuno. Come i Pococks sfuggirono agli esecutori del Gruppi di Combattimento, essa sfidò quelli del Tallone di Ferro. Prospera in mezzo ai pericoli, la suo vita sembrava protetta da un sortilegio. Essa stessa si era fatta giustiziera per conto di Gruppi di Combattimento: la chiamavano la Vergine Rossa e diventò una delle eroine della Rivoluzione. All’età di sessantanove anni, uccise Halcliffe «il sanguinario», circondato da una scorta, e scappò, senza neppure una scalfittura. Morì di vecchiaia nel suo letto, in un rifugio segreto e sicuro di rivoluzionarî, sulle montagne di Ozark.
[98] Socialista Labor Party.
[99] Nonostante tutte le ricerche fra i documenti dell’epoca, non abbiamo potuto trovare nessuna allusione al personaggio in questione. Non ne parla che il manoscritto di Everhard.
[100] Il viaggiatore curioso che si dirigesse verso il Sud, partendo da Glen-Ellen, si troverebbe su un viale che segue precisamente l’antica strada di sette secoli or sono. Un quarto di miglio da Glen-Ellen, dopo aver passato il secondo ponte, vedrebbe a destra un botro che si estende come una cicatrice, attraverso un gruppo di monticelli boscosi. Questo botro rappresenta il posto dove si esercitava l’antico diritto di passaggio che esisteva in quel tempo di proprietà individuale attraverso i terreni di un certo signor Chauvet, pioniere francese venuto in California all’epoca del cercatori d’oro. I monticelli boscosi, sono quelli di cui parla Avis Everhard. Il grande terremoto del 2368, staccò il fianco di uno di quei rialzi che riempì il baratro ove gli Everhard avevano il loro rifugio. Ma dopo la scoperta del manoscritto sono stati fatti degli scavi, ed è stata trovata la casa con le due camere interne contenenti gli utensili accumulati durante una lunga residenza. Fra le altre reliquie degne di nota, è stato trovato l’apparecchio distruttore del fumo, di cui si parla in questo racconto. Gli studiosi che si interessassero dell’argomento in questione, potrebbero leggere il volume di Arnold Bentham, che uscirà in questi giorni.
A un miglio a nord ovest dei monticelli, si trova l’area della Wake Robin Lodge, alla confluenza della Wild Water e della Sonoma. Osserviamo di sfuggita che la Wild Water si chiamava un tempo Graham Greek, come si legge in alcune vecchie carte. Ma il nuovo nome perdura. A Wake Robin Lodge, Avis Everhard dimorò, poi, a parecchie riprese, quando, mutatasi in agente provocatore del Tallone di Ferro, potè rappresentare impunemente la sua parte, in mezzo agli uomini e agli avvenimenti. Il permesso ufficiale le fu concesso da un signorotto non meno autorevole del signor Wickson, l’oligarca secondario di cui tratta il manoscritto.
[101] In quest’epoca il travestimento diventò una vera arte. I rivoluzionarî avevano delle scuole di attori in tutti i loro rifugi. Sdegnavano gli accessorî degli artisti ordinari come false barbe e parrucche, ch’erano una trappola. Il travestimento doveva essere fondamentale, intrinseco, doveva costituire nell’individuo come una seconda natura. Si racconta che la Vergine Rossa fosse diventata seguace di quest’arte, alla quale si deve il successo della lunga carriera di lei.
[102] Queste sparizioni erano uno degli orrori dell’epoca. Di esse si parla continuamente, nelle canzoni e nelle storie. Erano un risultato inevitabile della guerra insidiosa che infuriò durante quei tre secoli. La cosa era però frequente anche presso gli oligarchi e le classi operaie. Senza preavviso, senza chiasso, uomini, donne e bambini sparivano; non si rivedevano più, e la loro fine rimaneva avvolta nel mistero.
[103] Du Bois, attuale bibliotecario di Ardis, discende in linea diretta da quei rivoluzionarî.
[104] Oltre le caste operaie, vi era la casta militare formata da un esercito regolare di soldati di professione, i cui ufficiali erano membri dall’Oligarchia, conosciuti tutti col nome di Mercenarî. Questa istituzione sostituiva la milizia, divenuta impossibile sotto il nuovo regime. Era stato istituito un servizio segreto di Mercenarî, oltre quello del Tallone di Ferro, ch’era un che di mezzo fra l’esercito e la polizia.
[105] Solo dopo la sconfitta della seconda rivolta, il gruppo dei Rossi di San Francisco ricominciò a prosperare; e per due generazioni fu fiorente. Allora un agente del Tallone di Ferro riuscì a farsi ammettere in esso e a penetrarne tutti i segreti, conducendolo così alla fatale distruzione. Ciò accadde nel 2002. I membri del Gruppo furono giustiziati, ad uno ad uno, a tre settimane d’intervallo, e i loro cadaveri furono esposti nel Ghetto del Lavoro di San Francisco.
[106] Il rifugio di Benton Harbour era una catacomba la cui entrata era abilmente dissimulata da un pozzo. È stata conservata in buono stato; così che i visitatori possono attualmente percorrere il labirinto dei corridoi fino alla sala delle riunioni, dove certamente avvenne la scena descritta da Avis Everhard. Più oltre, sono le celle dove erano tenuti i prigionieri, e la camera mortuaria dove avevano lungo le esecuzioni; più lontano ancora, il cimitero: un insieme di lunghe e tortuose gallerie scavate nella roccia, aventi, a ogni lato, nicchie dove riposano i Rivoluzionari ivi deposti dai loro compagni, da tanti anni ormai.
[107] A quest’epoca vi era ancora la poligamia in Turchia.
[108] Il fior fiore del mondo artistico e intellettuale era composto di rivoluzionarî. Ad eccezione di pochi musicisti e cantanti e di qualche oligarca, tutti i grandi creatori dell’epoca, tutti coloro i cui nomi sono giunti sino a noi, appartenevano alla rivoluzione.
[109] Anche in quest’epoca la panna e il burro si estraevano ancora dal latte di vacca, con procedimenti grossolani. Non era incominciata la preparazione chimica del cibi.
[110] Nei documenti letterarî dell’epoca si parla costantemente dei poemi di Rudolph Mendenhall, che i suoi compagni chiamavano «La Fiamma». Era di grande ingegno, però, tranne qualche frammento fantastico, citato da altri autori, di lui non ci è giunto altro. Fu giustiziato dal Tallone di Ferro, nel 1928.
[111] Il caso di questo giovanotto non è straordinario. Molti figli d’oligarchi, moralmente o romanticamente, votarono la loro vita all’ideale rivoluzionario, spinti da un sentimento di onestà o dal fatto che la loro fantasia era stata sedotta dall’aspetto glorioso della rivoluzione. Già prima molti figli di nobili russi avevano fatto lo stesso, durante la lunga rivoluzione del loro paese.
[112] I Mercenarî ebbero una parte importante, negli ultimi tempi del Tallone di Ferro. Essi mantenevano l’equilibrio del potere nei conflitti fra Oligarchi e caste operaie, gettando il peso della loro forza sull’uno o sull’altro piattello, secondo il gioco degli intrighi e delle cospirazioni.
[113] Dall’inconsistenza e incoerenza del capitalismo, trassero tuttavia gli Oligarchi una nuova etica coerente e definita, decisa e rigida come l’acciaio, la più assurda e la meno scientifica e nello stesso tempo la più possente che abbia mai servito una classe di tiranni. Gli oligarchi credevano nella loro morale, sebbene essa fosse smentita dalla biologia e dall’evoluzione, e per tre secoli poterono arrestare il movimento potente del progresso umano: esempio profondo, terribile, sconcertante per il moralista metafisico, e che deve ispirare al materialista molti dubbi e ritorni su se stesso.
[114] Ardis fu terminata nel 1924, e Asgard nel 1984. La costruzione di quest’ultima durò cinquantadue anni, e occorse un lavoro continuo di mezzo milione di servi. In certi periodi, il loro numero superò il milione, senza tener conto delle centinaia di migliaia di lavoratori privilegiati e di artisti.
[115] Fra i Rivoluzionarî, c’erano numerosi chirurghi che avevano acquistato una grande abilità nella vivisezione. Secondo le parole stesse di Avis Everhard, potevano letteralmente trasformare un uomo in un altro. Per essi l’eliminazione di cicatrici e deformità era un gioco. Mutavano le linee del volto con tale cura minuziosa, che non rimaneva traccia dell’operazione. Il naso era uno degli organi preferiti per tali operazioni. Innestare la pelle e trasportare i capelli era una cosa ordinaria per essi, che ottenevano cambiamenti d’espressione, con un’abilità strana, e modificavano radicalmente gli occhi, le sopracciglia, le labbra, la bocca, le orecchie. Mediante speciali procedimenti, alla lingua, alla gola, alla laringe, alle fosse nasali, poteva essere modificato persino il modo di parlare. A quell’epoca di disperazione occorrevano rimedî disperati, e i medici rivoluzionarî assurgevano all’altezza del tempi. Tra gli altri prodigi, era la possibilità d’ingrandire un adulto di tre o quattro pollici o rimpicciolirlo di uno o due. La loro arte oggi è perduta. Non ne abbiamo più bisogno.
[116] Chicago era il pandemonio industriale del XIX secolo.
Viene riferito in proposito un curioso aneddoto di _John Burns_, grande capo socialista inglese, che fu per qualche tempo membro del Gabinetto. Egli visitava gli Stati Uniti quando, a Chicago, un giornalista gli domandò cosa pensasse di questa città: «Chicago! — rispose, — è un’edizione tascabile dell’inferno». Poco tempo dopo, mentre s’imbarcava per ritornare in Inghilterra, un altro reporter lo avvicinò per chiedergli se avevo modificato la sua opinione su Chicago: «Sì, certamente! — rispose John Burns — La mia opinione attuale è che l’inferno è un’edizione tascabile di Chicago».
[117] Nome del treno reputato, a quell’epoca, il più rapido del mondo.
[118] A quell’epoca la popolazione era così rada che pullulavano le bestie selvatiche ed erano un vero flagello. In California si introdusse l’uso delle cacce battute contro i conigli. A un dato giorno, tutti i fittavoli d’una località si riunivano e percorrevano la contrada in linee convergenti, spingendo i conigli a ventine di migliaia verso un recinto preparato prima, dove uomini e ragazzi li uccidevano a colpi di randello.
[119] Si è a lungo chiesto se il ghetto del sud fosse stato incendiato incidentalmente o volontariamente dai Mercenarî. Ora è assodato che furono questi ad appiccar l’incendio
[120] Molte case resistettero più di una settimana: una di esse resistette undici giorni. Ogni casa fu presa d’assalto come un forte, e i Mercenarî furono obbligati ad attaccare piano per piano. Fu una lotta micidiale. Non si chiedeva nè si concedeva tregua. In quel genere di combattimento, i rivoluzionarii avevano il vantaggio di essere in alto. Furono alla fine distrutti, ma a prezzo di forti perdite. Il fiero proletariato di Chicago si mostrò degno della sua antica reputazione. Tanti morti ebbe, altrettanti nemici uccise.
[121] Gli annali di questo intermezzo di sconforto furono scritti col sangue. La vendetta era il motivo dominante; i membri delle organizzazioni terroriste non si preoccupavano punto della loro vita e non sapevano nulla dell’avvenire. I _Danites_, ch’ebbero nome dagli angeli vendicatori della Mitologia dei Mormoni, e origini nelle montagne del Great West, si sparsero lungo tutta la costa del Pacifico, dal Panama all’Alaska. Le Valchirie erano una organizzazione di donne, e la più terribile di tutte. Non era ammessa nell’organizzazione se non colei che avesse avuto parenti prossimi assassinati dall’Oligarchia. Avevano la crudeltà di torturare i loro prigionieri fino alla morte. Un’altra famosa organizzazione femminile era quella delle Vedove di Guerra. I Berserkers (guerrieri invulnerabili della mitologia scandinava) formavano un gruppo affine a quello delle Valchirie, composto di uomini che non davano importanza alla vita. Furono essi a distruggere completamente la città dei Mercenarî chiamata Bellona, con una popolazione di più di centomila anime. I Bedlamiti e i Helldamiti erano associazioni gemelle di schiavi. Una nuova setta religiosa, che non prosperò a lungo, si chiamava «Lo sdegno di Dio». Questi gruppi di gente terribilmente seria, avevano i nomi più fantastici; fra gli altri: «I cuori sanguinanti»; «I figli dell’alba»; «Le stelle mattutine»; «I fenicotteri»; «I tre triangoli»; «Le tre Barre»; «I Rubonici»; «I Vendicatori»; «Gli Apaches» e gli «Erebusiti».
[122] Qui è interrotto il manoscritto di Everhard. Fu interrotto bruscamente, a mezzo d’una frase. Avis dovette essere avvisata dell’arrivo dei Mercenarî, perchè ebbe tempo di mettere in salvo il manoscritto prima di scappare o di essere fatta prigioniera. È doloroso che non sia vissuta per finirlo, poichè avrebbe certamente fatta la luce sul mistero che, da settecento anni, avvolge la condanna e la morte di Ernesto Everhard.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.