I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1

Part 7

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E per questo el chiamò Salamone, il tempio di consiglio e aiuto di Dio. E di fuori della porta del tempio è uno altare, dove e giudei solevono offerire i lor tori[57], e ora e saracini sopra a quello altare ànno fatto uno oriuolo per vedere l'ore del dì a una bocca che v'è dentro l'altare. E in questo tempio fu morto Zacheria: e sopra alla cima di questo tempio fu portato il nostro Signiore per esere tentato dal nimico: e all'entrata del tempio, verso occidente, nella porta spaziosa, passando san Giovanni e san Piero feciono, per la grazia di Dio, el ratratto andare e uscire del tempio. E apresso di questo tempio è la immagine de Absalon molto bella, in una piaza grande e piana: in questo tempio solevono dimorare e cavalieri, che si chiamono del tempio; e questo fu el fondamento del suo ordine, sì che in questo tempio dimoravono; e al tempio del Signiore vi stavono gli chierici. Da questo tempio, inverso oriente CºXX. passi, o circa, nel canto de la città, è il bagnio del nostro Signiore; e in questo soleva entrare l'acqua del paradiso. E ivi dallato, è il letto di nostra Donna; e ivi apresso è la sepultura di Simeone; e fuori del chiostro del tempio, verso Bissa, è una chiesa assai bella, di santa Anna, madre di nostra Donna; ivi fu concetta nostra Donna: e inanzi a questa chiesa è un grande albero, che cominciò a crescere quella notte medesima; e di sotto a questa chiesa, discendendo per XXIII. gradi, giace Ioachino, padre di nostra Donna, in una sepultura di pietra; e ivi di sotto soleva giacere la sua moglie; ma santa Elena la fece portare a Gostantinopoli. In questa chiesa è una fonte a modo d'una citerna, chiamata Probatica pescina, la quale à V. entrate. In questa fonte si soleva bagniare ogni infirmità: ivi liberò, il nostro Signiore, il paraletico che era stato infermo anni XXXVIII, a cui disse: _Tolle grabatum tuum et ambula:_ e ivi dallato era la casa di Erode.

DELLA CRUDELTÀ DI ERODE E DELLA VITA SUA.

Quivi assai apresso era la casa d'Erode, che fece uccidere gli innocenti. Questo Re Erode fu cattivissimo e crudelissimo, perchè fece prima uccidere la moglie, la quale molto amava; e per lo grande amore che le portava, dappoi che udì ch'ell'era morta, diventò pazzo, e stette pazzo gran tempo; e dipoi tornò nel primo senno, e poi fece uccidere due suoi figliuoli grandi, nati di quella sua moglie; e poi fece uccidere un'altra sua moglie con un figliuolo nato di lei; e dipoi fece uccidere la principale sua moglie, e sua madre propia; e simile voleva fare del suo fratello, ma egli murì dinanzi a lui di morte subitana. Questo Erode fece quanto male e' potè fare; essendo ammalato, a' confini della vita sua, lui mandò per la sua sorella e per tutti gli altri signiori del suo paese; e, quando e' furono venuti a lui, tutti gli fece imprigionare in nuna torre, e disse a una sua sorella, che sapeva bene, che niuno farebe pianto della sua morte, e che lui voleva, che ella giurassi, subito che fussi morto, facessi tagliare la testa a tutti quegli che lui aveva imprigionati, a ciò che a la sua morte tutto el paese facessi grandissimo pianto e lamento. E così fece Erode el suo testamento, e così murì. Ma la sorella non gli attenne cosa alcuna, imperò che, morto Erode, lei liberò costoro e mandògli alle loro stanze, e narrò loro l'ordine a lei dato per Erode, e non gli venne fatto come credea.

QUI SI FA MENZIONE COME E' FURONO TRE ERODI.

Ma sappiate che fra questo tempo furono tre Erodi, l'uno dopo l'altro, e furono di gran nominanza per la loro crudeltà; quel che fece uccidere gl'innocenti, di quello ò parlato; quello Ascalonites, che fece tagliar la testa a santo Giovanni Batista, fu Erodo Antipater; et Erode Agrippa fece uccidere santo Iacopo, e imprigionare santo Piero. Item, più oltre nella città si è la chiesa di santo Salvadore: ivi è il braccio sinistro di santo Giovanni Grisostimo, e la magior parte del corpo di santo Stefano; e da l'altra parte de la via, verso mezo dì, andando verso il monte di Sion, si è la chiesa di santo Iacopo, dove e' fu dicollato: e da questa chiesa, insino al monte Sion, sono C.XXV. passi; e ivi è una bella chiesa di nostra Donna, e quivi dimorò e quivi passò di questa vita. In questa chiesa soleva esere una badia di calonici; e di qui fu portata nostra Donna infino alla valle di Iosaphat. Quivi è la pietra per la quale passò nostra Donna per andare a Bethelem. Item, all'entrata di monte Sion, è una cappella nella quale el santo sipolcro fu coperto quando Ioseph vi misse dentro el nostro Signiore. Questa si è la pietra che vidono rivolgere le quatro Marie, quando loro vennono, il dì de la resurresione, al monumento, e trovoro l'angiolo che le disse, che 'l nostro Signiore era già risucitato da morte a vita; onde l'angiol disse: _Surrexit, non est hic_.

QUI FA MENZIONE DI MOLTI LUOGHI SANTI E DIVOTI.

Qui nel muro, a lato a la porta, è una pietra de la colonna, a la quale il nostro Signiore fu flagellato; però che quivi fu la casa d'Anna, che a quel tempo era vescovo de' giudei. Ivi fu Cristo battuto, flagellato, ferito e vilmente trattato. In questo luogo medesimo il rinnegò san Piero tre volte inanzi che 'l gallo cantassi; e quivi è una parte della tavola sopra la quale cenò el nostro Signiore co' suoi apostoli, quando dette loro la propia carne e il propio sangue in forma di pane e di vino. E di sotto da questa cappella per XXXIII. gradi è il luogo dove il nostro Signore lavò e piei a' suoi apostoli, e ora è ivi el vaso ove era l'acqua, che quivi da lato a quel vaso fu soppellito santo Stefano. E ivi è l'altare ove udì la nostra Donna gli angioli cantar messa. Qui primamente, dapoi la resuresione, aparve il nostro Signiore agl'apostoli, sendo le porte serrate, e disse loro: _Pax vobis_; e più inanzi nel monte Sion aparve el nostro Signiore a san Tommaso appostolo, e sì gli fece tocare le sue piaghe, l'ottavo dì dopo la resuresione; in su que l'ora conobe el certo san Tommaso, e disse: _Dominus meus et Deus meus!_ In quella medesima cappella, apresso de l'altare grande, stavono gli apostoli el dì de la Pentecoste, quando lo Spirito Santo discese in forma di fuoco. Qui celebrò el nostro Signiore la pasqua co' suoi apostoli: qui dormì san Giovanni sopra il petto del nostro Signiore Iesù Cristo, e, dormendo, vide molti segreti del nostro Signiore.

DEL MONTE SION DOVE ERONO SOPPELLITI DAVIT ET SALAMONE E MOLTI ALTRI RE.

El monte di Sion è dentro la città, e la città è più forte da questo canto che altrove, però che a piè del monte è un bel castello forte, che fece fare el Soldano. Nel monte Sion furono sepulti il Re Davit e il Re Salamone e molti altri Re di Gierusalem; e ivi è il luogo dove e giudei volono gittare giù il corpo di nostra Donna, quando gl'apostoli lo portavono a soppellire nella valle di Iosaphat; e ivi è il luogo ove pianse san Piero teneramente, da poi che gl'ebe rinnegato il nostro Signiore.

QUI FA MENZIONE DI MOLTI ALTRI LUOGHI SANTI E DIVOTI.

Dalla cappella sopradetta, a una gittata d'una pietra, è un'altra capela dove il nostro Signiore fu giudicato a morte: e ivi, asai presso, è la casa di Caiphas. Da questa capela, per l'andare di Cº. e XX. passi, verso uriente, è una cava profonda, di sotto alla fossa, che si chiama la Galilea del nostro Signore. Item, ivi si nascose san Piero poi che rinnegò Cristo. Item, tra 'l monte di Sion e il tempio di Salamone, è i luogo ove il nostro Signore risucitò la giovinetta ne la casa di suo padre. Di sotto al monte di Sion, verso la valle di Iosaphat, è una fontana chiamata Natatoria siloe: ivi presso è el battesimo, ove fu lavato il nostro Signiore: ivi fece vedere il nostro Signore il cieco; e ivi fu sepelito Isaia profeta. Item, dietro a la Natatoria siloe, è una immagine di pietra anticamente lavorata, che fece fare Assalon, e così si chiama la immagine d'Assalon, ed è assai presso al Sambuco, dove Giuda s'impicò disperato, perchè aveva fatto tradimento contro al nostro Signore; ma sapiate che questo non è quell'albero propio a che s'apicò Giuda, ma è uno rinasciuto di quelle medesime radice del primo. Anco qui dallato v'era la sinagoga, dove lo vescovo de' giudei e gli farisei ragunavano e tenevano il loro consiglio; e quivi fu dove Giuda gittò i trenta danari in loro conspetto, dicendo, che egli aveva peccato a tradire el nostro Signore. Ivi allato fu la casa degli apostoli Filippo e Iacopo Alpheo. Da l'altra parte del monte Sion, inverso mezo dì, oltre alla valle, al gittare d'una pietra, si è Acheldemach, che vuol dire _campo di sangue_. Quivi furono trovati e XXX. danari, de' quali fu venduto el nostro Signore. In questo campo sono molte sepulture de' cristiani, però che ivi si solevono soppellire e pellegrini, e sono ivi molti oratorii e cappelle e romitorii, ove solevono dimorare eremiti. Di là, inverso oriente, a CCº. passi, V'è il sipolcro de lo spedale di san Giovanni, dove si solevano metter l'ossa de' morti. Item, da Gierusalem verso le parte d'occidente, a una lega, è una chiesa, dove nostra Donna si scontrò e salutò Lisabeth sua cugina, madre di san Giovanni Batista, che erono tuttadue gravide. E alora san Giovanni si mosse nel ventre de la madre, e fece riverenzia al suo Creatore, el quale lui non aveva ancor veduto. Di sotto l'altare di detta chiesa è il luogo dove Santo Giovanni nacque, e da quella chiesa a una lega è el castello di Emaus. Quivi ancora si dimostrò il nostro Signiore a duo discepoli, dopo la resurresione. Item, della parte di Gierusalem, a CCº. torse, è una chiesa, dove soleva esere la cava del lione.

DI XXII. MARTORI E QUALI RAGUNÒ EL LIONE PER VOLONTÀ DI DIO EN NUNA NOTTE, E DEL MONTE GIOGLIA, DOVE GIACE SAMUEL PROFETA.

E di sotto a questa chiesa, a XXX. gradi a basso, furono soppelliti XXII. martori nel tempo del Re Cosdroe[58], i quali i lione ragunò tutti in una notte per volontà di Dio e nascose in terra. Item, da Gierusalem è 'l monte di Gioglia a due leghe, molto bello luogo e dilettevole e dilicato. Ivi giace santo Samuel profeta in una bella tomba; e chiamasi quello monte di Gioglia, perchè dona letizia al core de' pelegrini che vanno per questo monte, perchè di qua vegono prima la santa città di Gierusalem e il monte Oliveto e anche la valle di Iosaphat apresso le mura della città, come io v'ò detto di sopra. Nel mezo di quela vale è un fiume, che è una piccola riviera, che si chiama el torrente di Cedron; e sopra questa riviera giaceva l'albero della croce a modo di passaggio: e ivi apresso è una fossata, ove è sotterato ora il piede della colonna ove fu primamente flagellato el nostro Signiore, però che in più luoghi lo flagellorono e vilanamente el trattorono.

DELLA CHIESA DI NOSTRA DONNA, E DEL TEMPO CHE AVEVA QUANDO MURÌ.

Item, nel mezzo della valle di Iosaphat è la chiesa di nostra Donna, XLIIIIº. gradi sotto terra; e aveva nostra Donna anni LXXII. quando passò di questa vita: e da lato di nostra Donna è uno altare, dove el nostro Signore perdonò a Piero tutti i suoi peccati. Ivi da lato, inverso occidente, di sotto è uno altare e una fonte che viene dal fiume del paradiso; e sapiate che questa chiesa è molto bassa sotto terra e quasi tutta sotto terra, ma perchè Gierusalem è stata più volte distrutta, e le mura abattute, la valle è ripiena di terra, e così la terra è alzata, e la chiesa abbassata, e però è la chiesa bassa. E questo è ben credibile; e alcuni m'ànno detto comunemente, che da poi che la nostra Donna fu soppelita, la terra ivi d'intorno per sè stessa è caduta; e ancora dicono, che sanza dubio ela crescie tutta via. E in questa chiesa di nostra Donna solevono esere monaci neri, che avevono uno abbate. Assai apresso di questa chiesa si è una cappella allato, e sì è chiamata Gethsemani: ivi fu 'l nostro Signore baciato da Giuda: ivi fu preso da' giudei: ivi lasciò il nostro Signiore i suoi discepoli quando andò a adorare inanzi alla sua passione, e pregò, dicendo: _Pater mi, si possibile est, transeat a me calix iste_: e quando tornò, trovò e discepoli adormentati. E nel sasso dentro la cappella si vegono ancora e segni del dito del nostro Signiore a che modo lui s'apogiò colla mano al sasso, quando e giudei lo vollono pigliare. E di là inverso a mezo dì, al gittare d'una pietra, è una capela, dove el nostro Signiore gittò gocciole di sangue: è assai presso alla tomba del Re Iosaffat, dal quale la valle piglia el nome. Questo Iosafat fu Re di questo paese, e fu convertito per un romito, e fu valente uomo, e fece di molti beni. E di là, a uno tratto d'arco, verso mezo dì, è la chiesa ove santo Iacopo e Zacheria profeta furono sepolti. Item, al di sotto di questa valle è il monte Oliveto, ed è così chiamato, perchè ivi sono molti ulivi. Questo monte è più alto che non è la città di Gierusalem, e però di questo monte si può vedere quasi tutte le contrade di Gierusalem; e tra questo monte e la città non è altro che la valle di Iosaphat, la quale non è molto larga. Da questa montagna salì el nostro Signore in cielo el dì della Ascensione, e ancora si vede la forma del suo piè sinistro nella pietra: ivi è una bella chiesa, ove soleva esere una badia di monaci regolari.

QUI SI FA MENZIONE D'ALCUNI LUOGHI SANTI.

E di qui a XXVIII. passi si è una pietra sopra la quale il nostro Signiore soleva sedere e predicare le sette opere della misericordia, dicendo: _Beati pauperes spiritu_: e ivi insegniò agli apostoli el Pater Nostro, e con lo propio dito lo scrisse nella pietra. E assai apresso è una chiesa di santa Maria Egiziaca, e ivi giace ella in una tomba. E di là, inverso oriente a III. tratti d'arco, è Bethfage, ove el nostro Signiore mandò san Piero e san Iacopo per trovare l'asina el dì di pasqua fiorita. Ivi salì sopra a l'asina e scese del monte. Inverso oriente è un castello chiamato Bethania: ivi dimorava Simone lebroso; ivi dette albergo al nostro Signiore, e dipoi fu battezato da gli apostoli e chiamato Giuliano; el quale dapoi fu fatto vescovo. E questo santo Giuliano è quelo che è da molti cristiani chiamato per buono albergo. In questo luogo perdonò el nostro Signiore a Maria Maddalena: ella ivi gli lavò e piedi colle propie lagrime, e colli propi capegli gli rasciugoe, e pianse e suoi peccati. Qui el nostro Signiore risucitò Lazero quatriduano, el quale era fratello di Maria Maddalena e di Marta. Ivi dimorava Maria Cleofe serva del nostro Signiore[59]. Questo castello è dilungi da Gierusalem una lega. Item, discendendo del monte oliveto è il luogo ove pianse il nostro Signore sopra Gierusalem: dallato è il luogo ove nostra Donna aparve a santo Tomaso dopo la sua assunzione e donògli la sacra sua cintola: e questo luogo è assai presso la pietra dove el nostro Signore sedeva spesso a predicare; e ivi propio, come si dice, sarà el giudicio, cioè el dì del giudicio. Item, apresso al monte Uliveto è il mare di Galilea, dove gli apostoli erono ragunati quando Maria Madalena li venne annunziare la resurresione del nostro Signiore. Nel mezo la via, tra il monte Uliveto e quel di Galilea, è una chiesa dove gli angioli nunziarono a nostra Donna la morte propia. Item, da Bettania a Gerico si à V. leghe. Ierico soleva esere una bella città e buona, ma ella fu distrutta, sì che ora non è altro che una piccola villetta. Iosuè prese questa città per divino miracolo, e per comandamento de l'angiolo maladisse chiunque la edificherà. Di questa città fu Zacheo, quello che salse sopra a uno albero secco moro per vedere el nostro Signore, però che per la sua piccoleza nol potea vedere fralle altre gente. Di questa città scampò Raab, la qual fu femmina comune solamente con quegli del suo lingnaggio, perchè ella si aveva nascosi e scampati di morte e messaggi di Israel; e di ciò n'ebe el merito come dice la Scrittura. _Qui recipit prophetam in nomine meo, mercedem accipiet_. Così fece ella, perchè ella profetezò a questi messaggi, dicendo: _Novi quod Dominus tradiderit, vobis dabit terram hanc_. E così poi Salomon, figliuolo di Nason, la tolse per moglie, e fu valente femina e serva di Dio. Item, chi vuole andare da Bettania al fiume Giordano, sì va per una montagnia diserta, ed è ivi apresso a una giornata.

DEL MONTE DOVE DIGIUNÒ EL NOSTRO SIGNIORE E FU TENTATO.

E da Bettania, inverso oriente, si va alla gran montagnia, dove el nostro Signiore digiunò XL. dì: sono VI. leghe, e sopra questa montagna fu portato el nostro Signiore, e ivi fu tentato dal nimico, dicendo: _Dic ut lapides isti panes fiant_. In quel luogo medesimo sopra el monte soleva esere una bella chiesa, ma fu abattuta e abandonata, e ora non è altro che uno eremitorio abitato da una maniera di cristiani chiamati giorgini. E sopra questa montagnia abitò Abraam gran tempo, e però è chiamato el giardino d'Abraam. Tra 'l giardino e la montagnia corre un piccolo fiume d'acqua, la qual soleva esere amara, ma per la benedizione d'Eliseo profeta l'acqua diventò dolce e buona per bere. A piè di questa montagnia, verso el piano, è una gran fontana che entra nel fiume Giordano. Da questa montagnia infino a Gerico, andando inverso al fiume Giordano, non v'è altro che una lega. Item, sopra el camino di Gerico sedeva el cieco che gridava: Giesù, figliuolo di David, _miserere mei_; el quale incontanente ricevette la vista. Item, dilungi da Gerico due leghe, è il fiume Giordano: apresso a una lega è una chiesa di santo Giovanni Batista, dove e' battezò el nostro Signiore; e ivi a lato è la chiesa di Geremia profeta. Da Gerico infino al mare morto sono tre leghe: intorno a questo mare morto cresce assai allume. Tra Gerico e questo mare è la terra de' Gadi. Qui soleva crescere el balsimo, ma uno califfo fece levare gli albucegli e portargli in Bambillonia, e là ancora si chiamono le vite de Engadi; e da uno lato di questo mare, discendendo da Arabia, è il monte di Anobitani, dove è una cava chiamata Carva. Sopra questo monte Balath, figliuolo di Beor, condusse Ballaam sacerdote per maledire el popolo di Israel.

DELLA NATURA DEL MARE MORTO, E DELLA LUNGHEZZA SUA.

Questo mare morto divide la terra di Giudea da la terra di Bagata[60] a quella d'Arabia. L'acqua di questo mare è amara molto e salsa, e la terra che è bagnata di questa, mai più non fa frutto; e la terra che v'è d'intorno spesso si muta di colore. Questa acqua gitta fuori de' suoi termini pesci di spalto a modo d'uno cavallo grosso; e questo è per ogni dì. E in ogni parte d'intorno, da questo mare infino a Gierusalem, sono ccº. grandi istadi. Questo mare dura dilungi VII. C. e LXXX. stadii, ed è largo C º. L. ed è chiamato Mare morto, perchè non corre mai, perchè è uno stagnio che nè uomo nè animale può murire in questo mare; e questo è stato più volte esprementato, perchè alcuna volta vi sono stati vivi IIIIº e V. giorni uomini che non anno potuto murire, però che questo mare non ritiene cosa veruna; e non si può bere di questa acqua, e chi vi mettessi ferro, e' si starebbe a galla di sopra; e chi vi mettessi piume, anderebono al fondo. E tutte questo cose sono contra natura. E allato a questo mare sono di molti alberi che portono pomi bellissimi e molto coloriti, e paiono maturi; ma chi gli taglia e rompe pel mezo, non vi truova altro che cenere, in significazione che per la giustizia di Dio le città e le terre arsono di fuoco infernale. Alcuni chiamono questo mare il lago di Alfacide, alcuni el fiume del diavolo e alcuni il fiume puzolente, perchè l'acqua è brutta e puza. E poi in questo mare si abissorono per la giustizia di Dio V. città, cioè Soddoma, Gomorra, Aldama, Seloim e Segor per lo peccato soddomitico che tra loro regnava. Ma Segor, pe' prieghi di Lotto, fu lungo tempo difesa, perchè era posta alquanto sopra una montagnia: e quando el mare è tranquillo e 'l tempo è chiaro, si vegono sotto l'acqua le mura della città. In questa città stette un tempo Lotto, e ivi fu inebriato da le sue figliuole, e poi dormì con esse e generò due figliuoli, Moab e Amon; e la cagione perchè le figliuole inebriorono il padre loro fu a ciò che giacesse co loro, però che loro non vedevono altro uomo che suo padre; e credendo che tutto il mondo fussi sobissato come erano quele città, come fu nel tempo del diluvio di Noè, vollono giacere con suo padre per ristorare e multiplicare el mondo; ma Loth non sarebe giaciuto colle figliuole se non fussi stato inebriato. La montagnia, ch'è sopra di Segor, era chiamata in quel tempo Edom, e poi fu chiamata Seir, e poi Idumea. Item, dalla parte destra di questo mare è la moglie di Loth diritta a modo d'una pietra di sale, perchè ella si guardò a dietro quando le dette città si profondorono. E questo Loth fu figliuolo d'Aram, fratello d'Abraam: Sarra, moglie d'Abraam, e Melcala, la moglie di Nacor, furono sorelle del detto Loth. Sarra aveva LXXX. anni quando Isaac fue generato in lei, e Abraam aveva già auto un altro figliuolo chiamato Ismael di XIIIIº. anni, ingenerato di Agar sua cameriera. E quando Isaac ebe VIII. dì, Abraam il fece circuncidere; e così Ismael, che aveva XIIIIº. anni; e per questa cagione e giudei che discendono d'Abraam si fanno circuncidere l'ottavo di; e i saracini, che sono discesi da Ismael, si fano circuncidere nel xiiiiº. anno. Item, questo mar morto entra nel fiume Giordano: ivi si perde, perchè più oltre non corre, e ivi entra propio di lungi una lega del fiume Giordano da la chiesa di santo Giovanni Batista, verso occidente. Alquanto di sopra, dove comunemente si bagnono e cristiani, e a una lega di lungi dal fiume Giordano, è la riviera di Loth, la quale passò Iacob venendo di Mesopotania.

DEL FIUME GIORDANO, E DEL LUOGO OVE FU SOPPELLITO IOB, E ALTRI LUOGHI.