Frammenti letterari e filosofici

Part 20

Chapter 203,939 wordsPublic domain

_Pag. 65._ La teoria e la pratica. R. 110. — Dell’error di quelli, che usano la pratica sanza scienza. G. 8 r. — Paragone del pratico. C. A. 76 r. — _66._ Precedenza della teorica alla pratica. I. 130 r. — Sul medesimo soggetto. Lu. 405. — Consiglio al pittore. Lu. 750. — Sul medesimo soggetto. Lu. 54. — _67._ Sul fatto anatomico dello sviluppo grande del cranio nel fanciullo. Ash. I. 7 r. — Diversità della teorica dalla pratica. C. A. 93 v. — _68._ Sterilità delle scienze senza applicazione pratica. Lu. 9. — Sul medesimo soggetto. R. 1169. — Ricordi di Leonardo. F. 2 v. — _69._ La distribuzione dei suoi trattati. F. 23 r. — Valore intrinseco del sapere. C. A. 223 r. — Naturale istinto dell’uomo al sapere. C. A. 119 r. — _70._ Piacere, che nasce dalla contemplazione della natura. C. A. 91 v. — Leonardo contro gli sprezzatori delle sue opere. C. A. 119 r. — _71._ Contro gli sprezzatori della scienza. T. 41 v. — Riflessione sulla struttura del corpo umano. R. 1178. — _72._ Contro gli uomini, che mirano solo alla vita materiale. R. 1179. — I due campi della conoscenza. C. A. 365 v. — Il supremo bene è il sapere. T. 2 r. — _73._ Valore del sapere nella vita. C. A. 112 r. — Glorificazione della scienza. Lu. 65. — _74._ Come per tutti’ viaggi si po’ imparare. Ash. I. 31 v. — L’inerzia guasta la sottilità dell’ingegno. C. A. 284 v. — Lo studio senza voglia non dà alcun frutto. R. 1175. — Sul medesimo soggetto. Ash. I. 34 r. — _75._ Per giudicare l’opera propria bisogna riguardarla dopo lungo intervallo. C. A. 122 v. — Antiquitas sæculi iuventus mundi. M. 58 v. — Glorificazione della verità. V. U. 12 r. — _76._ Conseguenza delle opposizioni alla verità. C. A. 118 r. — Definizione della scienza. Lu. 1. — _78._ Valore delle regole date da Leonardo al pittore. C. A. 218 v. — _79._ Legge, che governa lo svolgimento storico della pittura e delle scienze. C. A. 141 r. — _80._ Contro il principio di autorità nella scienza. C. A. 119 r. — _81._ Il seguace della natura e il seguace della autorità degli scrittori. C. A. 117 r. — Superiorità degli scopritori del vero sui commentatori delle opere altrui. C. A. 117 r. — _82._ Contro gli umanisti. C. A. 119 r. — Reverenza di Leonardo per gli antichi inventori. F. 27 v. — _83._ Valore della autorità. C. A. 76 r. — Spontaneità della creazione artistica e scientifica. C. A. 76 r. — Studio dell’antichità. C. A. 147 r. — Necessità della esperienza e della matematica nelle scienze. Lu. 1. — _84._ La esperienza. R. 1150. — La sperienza non falla, ma sol fallano i nostri giudizi, promettendosi di lei cose, che non sono in sua potestà. C. A. 154 r. — _85._ Necessità della successione dell’effetto alla causa. C. A. 154 r. — La certezza delle matematiche. R. 1157. — Generale applicabilità della matematica. K. 49 r. — _86._ Delle scienze. G. 96. — Leonardo al lettore. R. 3. — Della meccanica. E. 8 r. — La meccanica e la esperienza. R. 1156. — Accordo fra l’esperienza e la ragione. C. A. 86 r. — _87._ La deduzione. R. 6. — Bisogna passare dal noto all’ignoto. E. 54 r. — La legge di natura domina i fatti. C. A. 147 v. — L’esperienza è il fondamento della scienza. H. 90 r. — _88._ Sul medesimo soggetto. A. 31 r. — Dalla investigazione degli effetti si scoprono le cause. E. 55 r. — Bisogna ripetere le esperienze e variare le circostanze. A. 47 r. — _89._ Esempio della precedente regola. M. 57 r. — Bisogna limitare la ragione alla esperienza, non estendere la ragione al di là della esperienza. I. 102 r. e v. — _90._ A coloro che affermano l’acqua trovarsi alla sommità dei monti, perchè il mare è più alto, che la terra. F. 72 v. — _91._ La prospettiva e la matematica. C. A. 200 r. — _92._ La cognizione ha origine dal senso. T. 20 v. — Conseguenza del predetto principio. R. 838. — _93._ La testimonianza del senso è il criterio del vero. Lu. 16. — _94._ Le vere scienze sono quelle che si fondano sulla testimonianza dei sensi. Lu. 33. — _96._ Inganno della mente abbandonata a sè stessa. Lu. 65. — Sul medesimo soggetto. C. A. 153 v. — Contro la metafisica. B. 4 v. — _97._ Superiorità degli animali sull’uomo. F. 96 v. — Dal dizionario di Leonardo. T. 12 r. — Superiorità della scienza della pittura sulla filosofia. Lu. 10. — Non si conosce l’essenza delle cose, ma i loro effetti. C. A. 79 r. — _98._ Come la massa dell’acqua, che circonda la terra, ha forma sferica. C. A. 75 v. — La divisibilità all’infinito è un’astrazione mentale. C. A. 119 r. — _99._ L’infinito non si può abbracciare colla ragione. C. A. 113 v. — Sul medesimo soggetto. H. 67 v. — La finalità delle cose trascende la mente umana. G. 47 r. — _100._ Gli antichi si sono proposti dei problemi insolubili. C. A. 119 r. — Limiti alla definizione dell’anima. R. 837. — _101._ Contro gli ingegni impazienti. R. 1210. — _103._ Della vita del pittore nel suo studio. Ash. I. 27 v. — _104._ Consigli al pittore. Ash. II. 1 r. — _105._ Altro consiglio. Lu. 58. — _106._ Consiglio. L. 53. — Vita del pittore filosofo ne’ paesi. C. A. 181 v. — _107._ Necessità della analisi. Ash. I. 28 r. — _108._ Carattere delle opere di Leonardo. R. 4. — _109._ Suo desiderio insaziabile di conoscere. R. 1339.

PENSIERI SULLA NATURA.

_Pag. 111._ Proemio. C. A. 119 r. — _112._ Natura e scienza. I. 18 r. — Leggi necessarie dominano i fatti della natura. R. 1135. — La rispondenza degli effetti alla potenza della loro cagione è necessaria. A. 24 r. — _113._ Le leggi della natura sono imprescindibili. E. 43 v. — Sul medesimo soggetto. C. 23 v. — L’effetto succede alla causa necessariamente. C. A. 169 v. — Il miracolo sta nella rispondenza dell’effetto alla sua causa. C. A. 337 v. — _114._ Ogni cosa obbedisce alla propria legge. R. 156 r. — _115._ Passività e attività. T. 39 r. — Provvidenza della natura nella conformazione del corpo umano. C. A. 116 r. — _116._ Provvidenzialità della dilatazione e restringimento della pupilla. D. 5 r. — _117._ Contro coloro che si arrogano di correggere la natura. C. A. 76 r. — Sul fenomeno della spinta delle radici. C. A. 76 r. — _118._ Sulla struttura delle ali. E. 52 v. — Sulla disposizione delle foglie nelle piante. Lu. 398. — _119._ Legge universale delle cose. Ash. II. 4 r. — Sul medesimo soggetto. A. 60 r. — _120._ Le cose fuori del loro stato naturale tendono a ritornarvi. C. 26 v. — Legge del minimo sforzo. C. 28 v. — Ogni parte desidera essere nel suo tutto. C. A. 59 r. — Suggetto colla forma. T. 6 r. — _121._ Legge del minimo sforzo. G. 74 v. — La stessa. D. 4 r. — Ancora la stessa. — La natura è variabile in infinito. C. A. 112 v. — _122._ Contro gli alchimisti. Lu. 501. — Ancora sulla varietà della natura. C. A. 76 r. — Precetto al pittore. C. A. 1119 r. — _123._ Precetto. Lu. 270. — Vi è una omogeneità di struttura negli esseri animati. Lu. 107. — _124._ Concetto dell’energia. G. 5 v. — Legge universale. G. 73 r. — La stessa. T. 36 v. — _125._ Definizione della forza. T. 36 v. — La stessa. H. 141 r. — La materia è inerte. A. 34 r. — Legge della trasmissione del moto e della sua equivalenza. B. 63 r. — _126._ Principio d’inerzia. F. 74 v. — Origine della forza. E. 22 r. — _127._ Aspetti varî della forza. I. 68 r. — Ancora del principio d’inerzia. R. 859. — Ancora. V. U. 13 r. — _128._ Sulla pitagorica armonia delle sfere celesti. C. A. 122 v. — _129._ Sulla legge di gravità. F. 56 v. — La stessa. F. 69 v. — _130._ La stessa. C. A. 153 v. — Laude del sole. R. 860. — _131._ Segue la laude. F. 5 r. — _132._ Segue. F. 4 v. — _133._ Segue. F. 6 r. — Segue. F. 8 r. — _134._ Della prova che ’l sole è caldo per natura e non per virtù. F. 10 r. — Sul medesimo soggetto. G. 34 r.; F. 34 v. — _135._ Propagazione dei raggi nello spazio. F. 85 v. — _136._ Se le stelle han lume dal sole o da sè. F. 86 r. — _137._ La terra è una stella. F. 57 r. — Essa risplende nell’universo. R. 886. — _138._ Ordine del provare la terra essere una stella. F. 56 v. — La terra sembra stella ai lontani. C. A. 112 v. — _139._ La terra non è centro dell’universo. F. 25 v. — Come in un’età lontana la terra aveva un più vivo splendore. F. 94 v. — Questioni sulla natura della luna. F. 41 v. — _140._ Sulla gravità della luna. F. 69 v. — _141._ Sul medesimo soggetto. R. 892. — I mondi gravitano in seno ai proprî elementi. R. 902. — _142._ Il calore come principio della vita. K. 1 r. — La terra è un grande vivente. R. 896. — _143._ Paragone dell’uomo e del mondo. C. A. 80 r. — Cominciamento del trattato de l’acqua. R. 1000. — _144._ L’acqua. A. 55 v. — L’acqua è il sangue e la linfa del mondo. R. 970. — _145._ Sul medesimo soggetto. H. 77 r. — L’acqua sui monti. R. 965. — Trasformazioni dovute all’acqua. H. 95 r. — _146._ Della vibrazion della terra. K. 2 r. — Vaste trasformazioni nel passato e nell’avvenire. G. 49 v. — _147._ L’acqua nei fiumi. R. 953. — _148._ Su una conchiglia fossile. R. 954. — Basta un piccolo segno per ricostruire l’intero passato. R. 955. — _149._ Del diluvio e de’ nicchi marini. R. 984. — _151._ Di quelli che dicono, che i nicchi sono per molto spazio e nati remoti dalli mari, per la natura del sito e de’ cieli, che dispone e influisce tal loco a simile creazione d’animali. R. 987. — _155._ Confutazione ch’è contro coloro, che dicono i nicchi esser portati per molte giornate distanti dalli mari per causa del diluvio, tant’alto che superasse tale altezza. R. 988. — _158._ I fossili rispecchiano nel passato una vita analoga a quella del presente. R. 989. — _161._ De’ nicchi ne’ monti. F. 80 r. — _162._ Sulla stratificazione geologica e contro il diluvio. R. 994. — Dubitazione. C. A. 155 r. — _163._ Quale sarà il termine della vita nel mondo. R. 995. — _165._ La terra immersa nell’acqua per la lenta consumazione de’ monti. F. 52 v. — Le leggi meccaniche dominano i fenomeni inorganici e organici. V. U. 3 r. — Possibilità che ha l’uomo d’imitare strumentalmente l’uccello volante. F. 52 r. — _166._ Ricordo, che ritorna all’anima del Vinci mentre scrive sul volo del nibbio. C. A. 161 r. — _167._ Perchè li piccoli uccelli non volano in grande altezza, nè li grandi uccelli si dilettano volare in basso. C. A. 66 v. — Facciamo nostra vita coll’altrui morte. E. 43 r. — Come il corpo dell’animale al continuo more e rinasce. H. 89 v. — _168._ Circolazione della materia. R. 483. — _169._ Sullo stesso soggetto. F. 49 v. — Ancora sullo stesso soggetto. C. A. 376 v. — Sulla esistenza della morte e del dolore nel mondo. R. 846. — Sul medesimo soggetto. R. 1219. — _170._ Desiderio di disfarsi nelle cose e negli esseri. R. 1187. — _171._ Come i sensi sono offiziali dell’anima. R. 838. — _173._ Meccanismo della sensazione. C. A. 90 r. — _175._ Sui movimenti automatici. C. A. 119 r. — _176._ Come i nervi operano qualche volta per loro, sanza comandamento delli altri offiziali dell’anima. R. 839. — Come l’uomo tende a riprodurre sè stesso nelle proprie opere. Lu. 108. — _178._ Un istinto naturale dell’uomo lo guida a cercare sè stesso nelle cose e negli esseri. Lu. 109. — _179._ Consiglio al pittore. A. 23 r. — Sugli stessi soggetti. Lu. 499. — _180._ Sulla natura dei sensi. T. 7 v. — Problema dei sogni. R. 1114. — Giudizi inconscienti. I. 20 r. — _181._ Inganno dei sensi. Lu. 2. — _182._ Sul tempo. R. 916. — Sul concetto del tempo. R. 917. — _183._ Sul concetto del nulla. Ash. III. 27 v.; R. 918.

PENSIERI SULLA MORALE.

_Pag. 185._ Gli studi di Leonardo. R. 841. — Proemio della sua anatomia. R. 796. — _187._ Passaggio dalla anatomia all’etica. R. 798. — Conseguenze etiche che discendono dagli studi anatomici. An. A. 2 r. — _188._ Il metodo sperimentale e sue conseguenze sull’agire umano. C. A. 119 r. — Limiti imposti da Leonardo alla scienza. R. 1. — _189._ Contro la necromanzia. R. 1213. — _192._ Degli spiriti. — _193._ Se lo spirito tiene corpo infra li elementi. R. 1214. — _194._ Se lo spirito, avendo preso corpo d’aria, si può per sè muovere o no. R. 1215. — _195._ Se lo spirito può parlare o no. C. A. 187 v. — _196._ Sul medesimo soggetto. — _197._ Sul medesimo soggetto. B. 4 v. — Studi sulla fisonomia. Lu. 292. — _198._ Contro i ricercatori del moto perpetuo. K. 101 v. — _199._ Segue. F. 30 v. — Sul medesimo soggetto. R. 1206. — Avvertimento. E. 31 v. — Contro le scienze occulte. R. 796. — _200._ Contro i medici. R. 797. — Ancora. — Ancora. F. 96 v. — _201._ Funzione del dolore nella vita animale. R. 100 — Perchè le piante non hanno il dolore. H. 60 r. — _202._ Funzione delle passioni a conservazion della vita. H. 32 r. — Animosità e paura. C. A. 76 r. — Il corpo è specchio dell’anima. C. A. 76 r. — Indipendenza dell’anima dalla materia corporea. T. 32 r. — _203._ La memoria. H. 33 v. — Lo spirito è dominatore. T. 34 v. — Ragione e senso. T. 33 r. — Sentimento e martirio. T. 23 v. — La virtù è il vero bene dell’uomo. Ash. I. 34 v. — _204._ La brevità del tempo è una illusione della mente. C. A. 76 r. — Illusioni della mente e del senso. C. A. 29 v. — Ideando un orologio a piombo. C. A. 12 r. — _205._ La vita virtuosa. C. A. 71 v. — Epigramma. C. A. 76 r. — L’attimo è fuggevole. T. 34 r. — Nobiltà del lavoro. T. 34 r. — _206._ La vita laboriosa. T. 27 r. — Il tempo distruggitore. C. A. 71 r. — Di quelli che biasimano chi disegna alle feste e chi ’nvestiga l’opere di Dio. Lu. 77. — _207._ Preghiera. R. 1132. — Orazione. R. 1133. — _208._ Contro i cattivi religiosi. E. 5 v. — Ancora. T. 68. — Tutto è stato detto. T. 14 r. — Comparazione della pazienza. C. A. 117 v. — Consigli al parlatore. G. 49 r. — _209._ Consiglio, miseria e giudizio. C. A. 80 v. — _210._ Sentenze, proverbi e simboli. H. passim. — _214._ La verità. T. 38 r. — _215._ Il ben fare. H. 48 v. — _216._ La ingratitudine. — La invidia. — _217._ La fama. Ash. II. 22 v. — Piacere e dolore. R. 1196. — _218._ Inferiorità fisiologica dell’uomo. R. 827. — _219._ Sua inferiorità etica. R. 844. — _221._ Classificazione di Leonardo. R. 816. — L’uomo come animale. C. A. 292 r. — Dagli animali all’uomo vi è un lento trapasso. E. 16 r. — L’evoluzione della moda. Lu. 541. — _223._ Un discepolo di Leonardo: Giacomo. C. 15 r. — _225._ Leonardo analizzatore dell’uomo. H. 137 v. — Frammento di lettera a Giuliano de’ Medici. C. A. 243 v. — _227._ I miseri studiosi con che speranza e’ possono aspettare premio di lor virtù? R. 1358. — _229._ Dialogo fra il cervello e lo spirito, che in esso abitava. R. 1355. — Frammento di lettera. C. A. 360 r.

PENSIERI SULL’ARTE.

_Pag. 231._ Difesa della pittura contro le arti liberali. — Proemio. Lu. 27. — Perchè la pittura non è connumerata nelle scienze? Lu. 34. — _232._ La pittura è scienza universale. Lu. 7. — _233._ La pittura non si può divulgare. Lu. 8. — _235._ Come la pittura avanza tutte l’opere umane per sottile speculazione appartenente a quella. Ash. I. 19 v. — _237._ La pittura crea la realtà. Lu 2. — _238._ Rappresentazione e descrizione. Lu. 7. — Eccellenza dell’occhio. Lu. 24. — _239._ Il pittore va direttamente alla natura. Lu. 14. — _241._ Potenza espressiva della pittura. Lu. 15; 25. — _245._ Importanza dell’occhio nella vita animale. Lu. 16. — _246._ La pittura è una poesia muta. Lu. 18. — _247._ Segue della pittura e poesia. Lu. 20. — _248._ Segue. Lu. 21. — _250._ La pittura si presenta all’occhio nel suo tutto in istante. Lu. 22. — _251._ Segue. R. 658. — _257._ Come la scienza dell’astrologia nasce dall’occhio, perchè mediante quello è generata. Lu. 17. — Parla il poeta col pittore. Ash. I. 13 r. — _260._ Risposta del re Mattia ad un poeta, che gareggiava con un pittore. Lu. 27. — _262._ Altezza del mondo visibile. Lu. 27. — _263._ Arguizione del poeta contro ’l pittore. Lu. 26. — _264._ Conclusione infra ’l poeta e il pittore. Lu. 28. — _266._ Come la musica si dee chiamare sorella e minore della pittura. Lu. 29. — _267._ Pittura e musica. Lu. 30; 31. — _269._ Parla il musico col pittore. Lu. 30. — _270._ Conclusione del poeta, pittore e musico. Lu. 32. — _273._ Causa della inferiorità in cui è tenuta la pittura. Lu. 46.

_Pag. 274._ Il pittore e la pittura. — Vastità del campo della pittura. Lu. 438. — Origine della pittura. Ash. I. 17 r. — Come ’l pittore è signore d’ogni sorte di gente e di tutte le cose. Lu. 13. — _275._ La pittura è una seconda creazione. Lu. 9. — Come il pittore non è laudabile se quello non è universale. Ash. I. 25 v. — _276._ Il pittore e la natura. R. 520. — Come chi sprezza la pittura non ama la filosofia della natura. Ash. I. 20 r. — _277._ Come nell’opere d’importanza l’omo non si de’ fidare tanto della sua memoria, che non degni ritrarre di naturale. Ash. I. 26 r. — _278._ Del giudicare la tua pittura. Ash. I. 28 r. — _279._ Come ’l pittore debb’esser vago d’audire, nel fare dell’opera sua, il giudizio d’ogni omo. Ash. I. 26 r. — _280._ Della trista scusazione fatta da quelli che falsa — e indegnamente si fanno chiamare pittori. Ash. I. 25 r. — Come lo specchio è ’l maestro de’ pittori. Ash. I. 24 v. — _282._ Precetto al pittore. G. 33 r. e v. — La pittura è un discorso figurato. K. 110 v. — Ordine dello studio. Ash. I. 17 v. — _283._ Sullo stesso soggetto. C. A. 196 v. — _284._ Del modo dello imparare bene a comporre insieme le figure nelle storie. C. A. 27 v. — _285._ Dello studiare in sino quando ti desti o innanzi t’addormenti nel letto, allo scuro. Ash. I. 26 r. — Modo d’aumentare e destare lo ’ngiegno a varie invenzioni. Ash. I. 22 v. — _286._ La stanza del pittore. Ash. I. 16 r. — L’idea e la pratica dell’arte. Lu. 57. — _287._ Progresso indefinito dell’arte. R. 498. — Quel pittore, che non dubita, poco acquista. Lu. 62. — Precetti sulla pittura. Lu. 404.

_Pag. 289._ PARAGONE DELLA PITTURA COLLA SCULTURA. — I. Ash. I. 25 r. e 24 v. — _292._ II. Lu. 35. — III. Lu. 36. — _293._ IV. Lu. 33. — _295._ V. Lu. 40. — _296._ VI. Conclusione. Lu. 41.

I PAESI E LE FIGURE.

I PAESI.

_Pag. 301._ Un effetto di nubi sul lago Maggiore. R. 1021. — _302._ Un’ascensione al monte Rosa. R. 300. — _303._ Traccia. R. 471. — Altra traccia. R. 605. — Varie colorazioni del mare. Lu. 237. — _304._ La vegetazione di un colle. Lu. 606. — _306._ Del modo del figurare una notte. Ash. I. 18 v. — _307._ Come si dee figurar una fortuna. Ash. I. 21 r. — _308._ Modo di figurare una battaglia. Ash. I. 30 v. — _313._ Figurazione del diluvio. G. 6 v. — _314._ Segue. R. 327. — _323._ L’isola di Cipro. R. 1104.

_Pag. 324._ Il viaggio in Oriente.-Divisione del libro. — _325. Lettera I._-Descrizione del monte Tauro e del fiume Eufrates. — _327. Lettera II._-Figura del monte Tauro. — _329._ Qualità e quantità del monte Tauro. C. A. 145 r. e v. — _331. Lettera III._ C. A. 211 v. — _333._ Frammento. C. A. 189 v.

LE FIGURE.

_Pag. 335._ La pittura espressiva. C. A. 139 r. — _336._ Avvertimento al pittore. Ash. I. 21 r. — La pittura deve mostrare la passione della figura dipinta. Lu. 180. — _337._ Come il muto è maestro del pittore. Lu. 115. — Il pregio della pittura sta nella rispondenza del segno al significato. Ash. I. 20 r. — _338._ Segue. Ash. I. 27 r. — Varietà infinita nell’espressione dei sentimenti. Lu. 373. — Le età dell’uomo. Ash. I. 17 v. — _339._ Del figurare uno che parli infra più persone. Ash. I. 21 r. — _340._ Appunti sulla composizione del Cenacolo. R. 666. — _341._ Come si deve fare una figura irata. Ash. I. 29 r. — _342._ Come si figura uno disperato. Ash. I. 29 r.

_Pag. 342._ UN GIGANTE FANTASTICO. — _Lettera I._ C. A. 96 v. — _344. Lettera II._ C. A. 304 r. — _346._ Frammento.

LE PROFEZIE E LE FACEZIE.

LE PROFEZIE.

_Pag. 349._ Le profezie degli animali razionali. — Profezia. I. 63 r. e v. — _350._ De’ fanciulli che stanno legati nelle fascie. C. A. 143 r. — _351._ De’ putti che tettano. I. 67 r. — Il dormire sopra le piume dell’uccelli. R. 1297. — Dello scriver lettere da un paese a un altro. C. A. 362 r. — Delle putte maritate. I. 64 r. — Delle dote delle fanciulle. C. A. 362 v. — _352._ Dello spegnere il lume a chi va a letto. C. A. 362 r. — Del sognare. C. A. 362 r. — Ancora del sognare. C. A. 145 r. — _353._ Dell’ombra che si move coll’uomo. C. A. 362 r. — Dell’ombra che fa l’omo di notte col lume. K. 50 v. — Dell’ombra del sole e dello specchiarsi nell’acqua in un medesimo tempo. C. A. 362 r. — _354._ Delle lingue de’ diversi popoli. I. 64 v. — De’ soldati a cavallo. C. A. 362 r. — De’ segatori. C. A. 362 v. — De’ zappatori. I. 64 r. — _355._ Del seminare. — Le terre lavorate. C. A. 362 r. — I calzolari. R. 1312. — Del segare delle erbe. R. 1311. — Del grano e altre semenze. R. 1310. — _356._ Del battere il grano. I. 65 r. — De’ giocatori. I. 64 v. — Del suono della piva. I. 65 r. — De’ dadi. I. 65. r. — De’ battuti e scoreggiati. C. A. 362 r. — _357._ Le lingue de’ porci e vitelli nelle budelle. C. A. 362 r. — De’ villani in camicia che lavorano. — De’ barbieri. R. 1290.

_Pag. 357._ Le profezie degli animali irrazionali. — Tiran le bombarde. R. 1297. — De’ buoi che si mangiano. C. A. 362 r. — _358._ Delli asini bastonati. C. A. 143 r. — Delli asini. C. A. 362 r. — Delle campanelle de’ muli che stanno presso ai loro orecchi. C. A. 362 r. — De’ muli che portano le ricche some dell’argento e oro. L. 91 r. — _359._ De’ capretti. R. 1313. — Delle pecore, vacche, capre e simili. C. A. 143 r. — Delle gatte che mangiano i topi. C. A. 143 r. — Le api che fanno la cera delle candele. R. 1297. — Dell’api. C. A. 143 r. — _360._ Delle formiche. C. A. 143 r. — Delle mosche e altri insetti. I. 64 r. — Delle civette o gufi con che s’uccella alla pania. C. A. 162 r. — Delle biscie portate dalle cicogne. C. A. 127 v. — _361._ I pesci lessi. C. A. 362 r. — De’ pesci che si mangiano non nati. C. A. 362 r. — De’ nicchi e chiocciole che sono ributtate dal mare, che marciscono dentro ai lor gusci. I. 67 r. — Dell’ova che sendo mangiate non possono fare i pulcini. C. A. 362 v. — Delle taccole e stornelli. G. 76 r. — _362._ Delle api. R. 1329.

_Pag. 362._ LE PROFEZIE DELLE PIANTE. — Delle noci e ulive e ghiande e castagne e simili. C. A. 143 v. — De’ noci battuti. I. 65. v. — _363._ L’ulive che cadono dagli ulivi dannoci olio che fa lume. C. A. 362 r. — De’ legnami che bruciano. C. A. 362 r. — Degli alberi che nutriscono i nesti. R. 1310.

_Pag. 363._ LE PROFEZIE DELLE COSE MATERIALI. — I. Della sola delle scarpe che son di bue. C. A. 362 r. — _364._ De’ crivelli fatti di pelle d’animali. C. A. 362 r. — Delle lanterne. F. 64 v. — Delle medesime. C. A. 362 r. — Delle maniche de’ coltelli fatte di corna di castrone. C. A. 362 r. — Delli archi fatti colli corni de’ buoi. C. A. 362 v. — _365._ Delle piume ne’ letti. C. A. 362 r. — Del pettine nel telaio. F. 65 r. — Il filatoio da seta. C. A. 362 r. — Del lino che fa la cura delle genti. C. A. 362 r. — Del manico della scure. F. 64 v. — _366._ Il bastone ch’è morto. C. A. 362 r. — De’ lacciuoli e trappole. C. A. 362 r. — Del moto dell’acque che portano i legnami che son morti. C. A. 362 r. — Dei carri e navi. I. 66 r. — Delle casse che riserrano molti tesori. C. A. 362 r. — _367._ Del navigare. C. A. 362 v. — Del navigare. C. A. 362 v. — De’ navili che annegano. C. A. 362 r. — Li animali che van sopra le terre andando in zoccolo. C. A. 362 r. — _368._ Delle baghe. R. 1317. — Del parasole.

_Pag. 368._ II. De’ sassi convertiti in calcina de’ quali si murano le prigioni. I. 66 v. — Dello specchiare le mura delle città nell’acqua de’ lor fossi. C. A. 362 r. — Dei forni. I. 66 r. — _369._ Ancora dei forni. I. 66 r. — Del mettere e trarre il pane dalla bocca del forno. C. A. 362 r. — Delle fornaci di mattoni e calcina. C. A. 362 r. — Delle armi da offendere. I. 64 v. — Il ferro uscito di sotto terra è morto, e se ne fa l’arme che ha morti tanti uomini. R. 1297. — _370._ Delle spade e lance che per sè mai nuocono a nessuno. C. A. 362 r. — Delle stelle degli sproni. C. A. 362 r. — Del fuoco delle bombarde. R. 1297. — Delle bombarde ch’escan della fossa e della forma. C. A. 197 v. — _371._ La pietra del fucile, che fa foco che consuma tutte le some delle legne, con che si disfan le selve; e cuocerassi con esse la carne delle bestie. R. 1297. — Dell’esca. C. A. 362 r. — De’ metalli. C. A. 362 r. — _372._ De’ danari e oro. C. A. 36 r.