Part 5
RICC. _(combattuto)_ Nel suo stato... farebbe molto bene a non trovarsi al Consiglio!
PRINC. E perchè?!
RICC. Perchè dovrà sentire delle rivelazioni ancor più dolorose!
TOMM. _(al Principe)_ Sì... sì... sarebbe un'imprudenza!... È già tanto agitato!
PRINC. _(agitatissimo)_ No!... Voglio saper tutto!... E subito!.. _(con impazienza)_ Cosa fanno, che non vengono?!
TOMM. _(udendo un rumore di passi)_ Eccoli, Eccellenza!.. Io mi ritiro... _(entrano Fabrizio, Gustavo, Sereni e due Signori)_.
PRINC. _(a Tommaso, con tono imperioso)_ No... resta!
_(I nuovi arrivati salutano affettuosamente il Principe e Ottavi: — i due Signori, e Sereni, rispondono freddamente al saluto di Riccardo: — Fabrizio e Gustavo non lo salutano)._
GUST. _(al Principe)_ Dunque, caro zio... eccoci qui tutti... rassegnati a sentire quali altre disgrazie ci ha preparato il nostro Direttore!
RICC. _(freddo)_ Sono ai loro ordini!
_(A un cenno del Principe tutti prendono posto. — Il Principe rimane dove si sarà seduto entrando. — Riccardo resta in piedi. — Durante questa scena, Fabrizio, Gustavo e Ottavi sederanno, per restar poi in piedi. — Sebbene la scena rappresenti un Consiglio, è necessario dare a esso un grande movimento, secondo l'azione. — Nella prima parte, uno de' due Signori prenderà degli appunti; e cominciata la disputa, smetterà di scrivere)._
[Illustrazione:
_(Porta d'ingresso)_.
_(Cassa forte)_. _(Scaffale, coi protocolli degli esercizi, col numero dell'annata)_.
Riccardo
1.º Signore _(poltrona)_
_(Gran tavola di Consiglio)_.
_(Porta)_ 2.º Signore
Fabrizio Sereni _(Caminetto)_.
Gustavo Ottavi
_(poltrona)_.
Principe _(in poltrona)_.
Tommaso _(in piedi)_.
SUGGERITORE.
_(Le indicazioni dalla destra del Suggeritore)_.]
PRINC. _(a Riccardo)_ Dica pure.
RICC. _(freddo, sostenuto, sforzando di serbarsi tranquillo)_ Nell'ultimo Consiglio ho esposto la _situazione_... e ho spiegato come... dopo il rifiuto della Banca di darci altro danaro... riuscisse impossibile di continuare i lavori, senza un nuovo sacrifizio da parte degli azionisti.... Non ostante i miei sforzi... e non ostante l'esempio del Principe... la maggioranza ha determinato di liquidare la Società.
GUST. Se questa determinazione è stata presa, si deve all'imprudente restituzione del milione di lire alla Duchessa... restituzione che ha irritato quanti siamo!
FABR. La sola vera causa del disastro!
RICC. Domando scusa... ma quella restituzione fu approvata dalla maggioranza del Consiglio!
OTT. Perchè si fece credere che non avrebbe danneggiato l'azienda!
PRINC. Questo è vero!
RICC. _(severo, freddo, contenendosi)_ Sì, è vero!... Ed è vero anche che ne furono dette le ragioni, e furono indicati i modi co' quali si doveva, da allora in poi, proseguire.... E avete votato anche questi!... Ecco il verbale firmato!... Perchè non si volle, perchè non si potè adoperarli.... lo vedremo.... Io accetto la mia responsabilità... ma soltanto se gli altri assumeranno la loro!
PRINC. Sì... ma dopo che lei avrà reso il conto!
RICC. _(interrompendo)_ Di tutto!... Li ho convocati per questo!
PRINC. _(agli altri)_ Lasciatelo, dunque, parlare!
RICC. Una volta determinata la liquidazione, io non dovrei far altro che presentare, a' liquidatori, i miei registri... ma....
PRINC. Ebbene!?
RICC. Se non si rimedia in tempo, dal loro esame risulteranno gravi irregolarità, che possono anche far dichiarare doloso il fallimento!
_(Azione e movimento generale)._
PRINC. Non comprendo!
RICC. Quando ho assunto la direzione, ho trovato un grande disordine amministrativo... ma non credevo che potesse nascondere delle vere frodi!
TUTTI. _(con grande protesta)_ Frodi?!
RICC. _(accennando Gustavo)_ Il Marchese, lo sospettava!
GUST. _(con grande vivacità)_ Non ho mai detto questo!
RICC. _(contenendosi, c. s.)_ Sì... ed è in seguito a' suoi avvertimenti, che son voluto andare al fondo di ogni cosa.... Esaminando le carte di tutta l'azienda... ho trovato che il male era più grave di quanto si poteva temere.
FABR. _(pronto, vivace)_ Il debito lasciato dal primo Direttore!
OTT. _(c. s.)_ Qualche cambiale non pagata!
RICC. E anche ben altro!
PRINC. _(agitatissimo)_ Che cosa?!... In nome di Dio, lo dica!
RICC. _(osservando degli appunti)_ Abbiamo, prima di tutto, in circolazione, 400 azioni... dal n.º 6400 al 6800... che non furono mai pagate... e perciò si sarebbero dovute annullare!
PRINC. E chi le ebbe?
RICC. _(pronto)_ Dugento, il commendator Ottavi....
OTT. _(pronto, vivace)_ Mi furono regalate, per le concessioni che seppi ottenere dal Governo!
RICC. Ma ciò non risulta!
PRINC. _(interponendosi)_ È vero... lo ricordo!... Ho proposto io stesso questo compenso.
RICC. Che il Consiglio però... non poteva fare!
OTT. _(alzando la voce)_ E perchè?!
RICC. Perchè non ne ha la facoltà!... _(tutti protestano vivacemente)_ In ogni modo, bisognava registrare... sotto un titolo qualunque... la somma corrispondente... al passivo... e liberare le azioni... mentre, così, figurano emesse illegalmente!
PRINC. _(a Riccardo)_ E le altre!?
RICC. _(accennando Gustavo)_ Le ebbe il Marchese!
GUST. _(pronto, vivace, risoluto)_ Non lo nego!... E costituiscono un mio debito!... Ecco tutto!
RICC. Ho paura che il tribunale non lo chiamerà un debito!
GUST. _(con vivacità, c. s.)_ Che cosa, dunque!?
RICC. Una frode!... _(proteste generali, vivacissime)_ Certo, perchè si tratta di _titoli senza valore_.... venduti alla Borsa!
SER. È una illegalità che si può sempre sanare!
TUTTI. _(meno Riccardo, con alte grida)_ Certo... certo!... sì... sì!
PRINC. Vediamo che cosa c'è d'altro!?
RICC. Molte cambiali di capomastri immaginarj, che figurano d'aver ricevuto delle anticipazioni per lavori non mai eseguiti!
OTT. Ma sono passività antiche!
RICC. _(pronto, energico)_ Che nel fare i conti ritorneranno a galla!
OTT. Sì... ma con vantaggio di nessuno!
RICC. Sia pure!... ma non senza grave danno... morale... di chi ha ottenuto lo sconto di quegli _effetti_... cioè... _(notando le parole)_ di tutti loro!
TUTTI. _(eccetto il Principe e Riccardo, con alta protesta)_ Noi!?... come?!... perchè?!
RICC. Alle cambiali sono uniti gli appunti e le lettere... di chi le ha raccomandate!
_(Parlano tutti, protestando calorosamente e rapidamente)._
OTT. Che si è pensato bene di conservare?!
FABR. A quale scopo, poi!?
GUST. Da chi!?
RICC. _(dominando tutte quelle voci)_ Dal cassiere e dagl'impiegati... per giustificarsi!
OTT. Non ne hanno di bisogno!
SER. Sono carte, che si possono sempre bruciare!
OTT. Ma certo... certo!
TUTTI. Sì... sì!
PRINC. _(a Riccardo, c. s.)_ Ed è tutto qui?!
RICC. Ci sono, inoltre, parecchi contratti che si possono anche impugnare... di falso.
TUTTI. _(come, sopra, con animazione crescente)_ Di falso?!
RICC. _(alzando la voce; fiero, energico)_ Sì... perchè si tratta di ricomprare, a prezzi esorbitanti, de' terreni venduti... qualche mese prima... a uomini di paglia!
FABR. _(scattando in piedi; pronto, vivace)_ Ciò non è facile a provarsi!
OTT. E nessuno farà una simile ricerca!
RICC. _(dominando con la sua la voce di tutti)_ La faranno gli azionisti danneggiati... la farà il tribunale!
GUST. _(urlando)_ Sono spauracchi!
RICC. _(c. s.)_ No!... sono pericoli... che è dover mio di svelare!
PRINC. _(a Riccardo)_ E che cosa propone lei per isventarli?
RICC. Il pagamento dell'ammontare delle azioni, emesse illegalmente... il ritiro delle cambiali fittizie!
GUST. _(sempre gridando)_ Ma, per far questo, non basta mezzo milione!
RICC. _(pronto, energico, fiero)_ Che tutti insieme potranno trovare!... Pensino che è questione d'onore!
FABR. _(scattando in piedi, e alzando la voce)_ È una pazzia!
SER. Certo... certo!
GUST. _(c. s.)_ Ci sono tanti modi per riparare!
TUTTI. _(parlando insieme, con grande animazione)_ Sì!... sì!
RICC. _(c. s.)_ Quali?!... Non li vedo!
GUST. _(pronto, vivace)_ Si aggiustano... i registri!
SER. Si sopprimono le carte inutili!
FABR. E si presentano solo gli ultimi contratti!
OTT. Ben inteso.... con le partite già liquidate!
GUST. E i bilanci in regola!
TUTTI. _(c. s.)_ Sì... sì!
GUST. _(accalorandosi, sempre più)_ È questione di un po' di lavoro!
OTT. _(pronto, vivace)_ E tutto si accomoda!
SER. _(pronto, vivace)_ Ma sicuro!
RICC. _(contenendosi a stento: quasi fremente)_ Sicchè, io dovrei... secondo loro... alterare i registri?!
OTT. _(pronto)_ No... correggerli!
RICC. _(c. s.)_ Fare sparire i documenti?!
SER. _(stringendosi nelle spalle)_ Basta non mostrarli!
RICC. _(c. s., al colmo dell'esasperazione)_ Cioè... mentire cogli azionisti... co' giudici!... falsificare le carte!... rendermi complice di tutti i loro... pasticci!... assumere la responsabilità morale di tutte le frodi commesse dal giorno che fu impiantata la Società?!
OTT. _(gridando)_ Nessuno le dice di far questo!... Si tratta solo di riparare al male!
RICC. _(c. s., fremente)_ Che io non ho fatto... e del quale non devo rispondere!... Sono un uomo onesto, io... e mi fa maraviglia che si possano farmi simili proposte!... Ho svelato loro i pericoli, a' quali vanno incontro... perchè riparino... se vogliono... onestamente... finchè ne hanno il tempo!... Non già per ajutarvi a coprire, con nuove frodi, le vecchie!... Vi ho dato il mio lavoro... il mio ingegno... la mia influenza... ma non vi ho venduto il mio onore!... Mi avete sfruttato in tutti i modi... ma non mi farete diventare nè un ladro... nè un falsario!...
_(Durante la sfuriata di Riccardo, l'azione dev'essere animata da parte di tutti. — Il Principe si agita sempre più: Tommaso cerca di calmarlo: gli altri, in piedi, minacciano Riccardo, protestando, interrompendo, ecc. ecc.)._
Devo agli azionisti la verità intera... e la sapranno!... Questi documenti... che nessuno di voi altri vuol riscattare... anderanno al tribunale!... Essi proveranno che l'idea grandiosa del Principe non è fallita per colpa mia... nè per forza di eventi... ma perchè, sino dal primo giorno, egli ebbe la disgrazia di circondarsi d'uomini senza scrupoli... veri parassiti!
TUTTI. _(fuorchè il Principe, protestando, con alto clamore)_ Non è vero!... menzogna!... è falso!... calunnie!
RICC. _(continuando, senza badare a nessuno, e dominando tutti con la sua voce)_ Mi duole per il Principe... che lo scandolo sarà enorme... e colpirà persone che gli sono care.... Ma chi ha rotto deve pagare!... E tanto peggio per tutti, se... credendo di trovar qui un ingenuo... hanno provocata la ribellione di un galantuomo... e lo hanno spinto... per liberarsi dal fango che si vuol gettare sopra di lui... a denunziare i veri colpevoli!
TUTTI. _(Urli, e proteste generali)_.
PRINC. _(tremante dalla commozione, con uno scoppio violento d'ira)_ Lei non denunzierà nessuno... non farà scandoli... non getterà la vergogna sopra un'impresa creata da me!
OTT. Bravo! }
SER. Bravo! } _(tutti insieme, con alte grida } di approvazione)_.
GUST. Così... così! }
PRINC. _(continuando)_ Se ci sono de' colpevoli... io solo ho il diritto di giudicarli!... Io, che ho dato alla Società il mio nome, e de' milioni... non chi è stato pagato per il suo lavoro!... _(approvazioni generali, clamorose. — Dopo breve pausa)_ Se il fallimento è una disgrazia inevitabile... lo scandolo non avverrà fin che io vivo!... Se nessuno riparerà le colpe di un'Amministrazione disordinata... pagherò io per tutti!... _(con ira generosa, a Riccardo)_ A me quelle carte... che lei non ha il diritto di gettare in pascolo alla folla!... _(fa un passo verso Riccardo, per togliergli di mano le carte)_.
RICC. _(quasi istupidito, afferra le carte e le salva)_ Ah, no!
PRINC. Lo voglio!... Qui comando io! _(continuando, con grande commozione)_ Sotto le rovine della Società... resterà travolta la mia fortuna... non l'onore della mia famiglia!
RICC. _(pallido, fremente, ma risoluto)_ Eccellenza... l'onore della sua famiglia... vale il mio!... E queste carte non usciranno dalle mie mani... finchè io non le avrò poste al sicuro dalle accuse di chi ha... rubato qui!... _(stringe le carte tra le mani, con moto convulsivo, e fa per uscire)_.
TUTTI. _(balzando in piedi, furiosamente)_ Non lo lasciate uscire!... È troppo!... Ladri noi?!... Ma il ladro, è lui!... Fermatelo!!... _(alcuni trattengono Riccardo: altri, sempre minacciosi, sulla porta, si preparano a sbarrargli la via. — Grande chiasso e confusione. — Quadro!)_.
PRINC. _(ergendosi della persona, alto, solenne)_ Silenzio!... Lasciatelo uscire!... _(movimento e meraviglia in tutti)_ Lo voglio!... _(a Riccardo)_ Signore, domani.... lei mi darà quelle carte!
RICC. _(vincendosi a stento)_ Sì... se lei assumerà... con atto formale.... la piena responsabilità dell'azienda!
PRINC. _(solenne, c. s.)_ Quest'atto... lo avrà!... _(vinto dalla commozione, si avvia verso la comune, sostenuto da Tommaso e da Ottavi)_.
_(Gustavo, Fabrizio e gli altri lo seguono, gesticolando, parlando animatamente, e gettando sguardi d'odio e di sprezzo sopra Riccardo; che, ritto in piedi, pallido, fremente, ride convulsivamente, con grande sarcasmo)_. — _(Quadro)_.
_(Cala la tela)_.
FINE DELL'ATTO TERZO.
_ATTO QUARTO_
=Gabinetto-salotto= nell'appartamento privato del Principe. — Scrivania con sopra libri, carte ecc. — Mobili artistici, quadri alle pareti, vasi di porcellana ecc. — Porta nel fondo, e porta laterale.
SCENA I.
_=Principe= e =Tommaso=; indi =Esther=._
PRINC. _(è seduto sopra una poltrona vicino a una tavola ingombra di libri, di carte e di giornali: ha l'aspetto d'uomo abbattuto, sofferente: è molto agitato)_ Che infamia!
TOMM. _(dall'altra parte della tavola, con un giornale in mano, interrompendo la lettura)_ Basta, Eccellenza!... Mi permetta di non leggere più... _(fa per gettare il giornale)_.
PRINC. _(nervoso, convulso)_ No!... continua... Voglio sentir tutto!
TOMM. Perchè tormentarsi così?!
PRINC. Leggi... leggi!... Lo voglio!
TOMM. _(rassegnato, leggendo)_ «La condotta della Duchessa spiega tutta la catastrofe. Sono inutili i commenti!»
PRINC. Oh, sì... inutili!... _(dà un altro giornale a Tommaso)_ E questo?!... Cosa dice?!... Guarda lì... è segnato in rosso!
TOMM. _(leggendo)_ «Oramai si fa piena luce sulla famosa Società per il quartiere Lanfranchi.... Tra il Direttore e una dama aristocratica, della quale tutti conoscono il nome, correvano delle relazioni che non erano solamente d'interessi.... Di qui, la restituzione del milione di lire, cagione prima della catastrofe.»
PRINC. _(interrompendo, fremente, imperioso)_ Va' innanzi... va' innanzi!
TOMM. _(continuando)_ «Ciò spiega la sollecitudine avuta dal Principe nell'addossarsi tutte le passività, e nel far ripartire per l'America l'Ingegnere... Si spera così di soffocare lo scandolo; ma non sarà facile!»
PRINC. _(con dolore, affranto)_ Pur troppo!... Oh, questo colpo è il più terribile!... Ma, dunque, tutti conoscevano le relazioni di Silvia con l'Ingegnere!... Anche tu?!
TOMM. Le ho sospettate... ma non avrei mai creduto....
PRINC. E perchè non hai parlato?!
TOMM. Per non darle un dolore!
PRINC. Hai fatto male!... Un mese fa avrei troncato tutto, senza scandolo... mentre oggi... lo vedi!... col pretesto della rovina finanziaria della Società... si stampano di queste infamie!
TOMM. Ma se lei vuole, può imporre il silenzio... con delle brave condanne!
PRINC. De' processi!?... Sarebbe peggio!... E che fa ora la Duchessa?
TOMM. _(fingendo)_ Non so!... Esther, forse, potrebbe dirglielo.
PRINC. Chiamala!... _(Tommaso s'affaccia alla porta di destra, e dà un ordine)_. Spero che non vorrà restar qui... e affrontare lo scandolo!
TOMM. Sarebbe un'imprudenza... anzi... un'audacia!
PRINC. _(vivace)_ Che io non le permetterò!
ESTH. _(entrando)_ Sua Eccellenza mi vuole?
PRINC. Sì... vieni!... _(con aria di rimprovero)_ Anche tu sapevi?!... _(con ira)_ E, forse, sei stata sua complice?!
ESTH. _(con islancio)_ Che dice mai, Eccellenza?!... Le giuro... che ignoravo tutto!
PRINC. _(tranquillandosi)_ Davvero?!
ESTH. Sulla mia vita!
TOMM. _(insinuante)_ Può crederle... Esther è incapace di mentire.
ESTH. _(con simulata ingenuità)_ Io mi sono sempre occupata esclusivamente del Signorino.
PRINC. Che ora va in collegio.
ESTH. _(con finto dolore)_ Lo so!... La signora Duchessa me lo ha detto!... E mi ha anche licenziata!
PRINC. E ciò ti addolora?
ESTH. Sono sola... resto sulla strada!
PRINC. Provvederò io anche a te!... E, ora, dimmi: che fa la Duchessa?
ESTH. È chiusa nel suo appartamento con la cameriera.... Credo prepari le valigie per partire.
PRINC. Per dove?
ESTH. Non so!... Forse, per villa Santi... Ho visto che ha spedito de' lunghi dispacci a sua zia!
PRINC. _(vivace)_ Prima che parta voglio vederla!... Diglielo!
TOMM. Eccellenza... perchè questo colloquio?
PRINC. Lo voglio!
TOMM. _(insinuante)_ Sarà un nuovo tormento!
PRINC. _(imperioso, a Esther)_ Hai capito?... Voglio vederla!
ESTH. _(inchinandosi)_ Ubbidisco! _(via)_.
TOMM. _(insistendo)_ Creda, Eccellenza... fa male a procurarsi questo nuovo dolore... nello stato di abbattimento in cui si trova!
PRINC. _(con riso ironico)_ Hai paura che non resista a tante scosse?!
TOMM. Oh Dio!, Eccellenza!... C'è di che abbattere la fibra più vigorosa!... _(insinuante)_ Se almeno avesse lasciato ad altri la cura di liquidare la Società!... Ma vuol far tutto lei!
PRINC. _(vivace)_ È impegnato il mio onore!
TOMM. Sta bene... ma... quando lei ha risoluto il da fare... per l'esecuzione, può affidarsi a qualche persona pratica d'affari, che abbia la mente fredda.... Lei è troppo... sempre gran signore!... Non vede i tranelli che le tendono gli affaristi... e, con l'intenzione di far bene, si esporrà a nuove perdite!
PRINC. Non credo!... E, poi, lasciami provare!... Il mio nome... la mia condizione... servono ancora a facilitare certe trattative.... Ci sono molti che s'interessano per me... ho fondate speranze di ajuto.
TOMM. Oh, Eccellenza... non s'illuda!... Quando si tratta di promettere... tutti son pronti... ma prima di sborsare de' capitali!
PRINC. Eppure, io ho ancora fede... Ottavi lavora attivamente... e se si può concludere un grosso prestito....
TOMM. Altrimenti?!
PRINC. Farò quello che hai detto tu!... Venderemo i quadri... i cavalli: affitteremo....
TOMM. E lei vorrebbe presedere a una simile liquidazione!?
PRINC. _(vivace)_ Ah, io no... mai!... Se vi sarò forzato, darò ampia procura al più fidato, e al più devoto de' miei!
TOMM. _(agitato)_ A chi?
PRINC. _(sorridendo)_ A te!
TOMM. _(fingendo grande maraviglia)_ A me, Eccellenza?!
PRINC. Chi altri troverei più intelligente.... più pratico?!
TOMM. Oh, molti!... ma nessuno più devoto!
PRINC. Per questo sarai il prescelto!
TOMM. E vostra Eccellenza resterà a Roma?
PRINC. No!... Me ne anderò a Ginevra... all'eremitaggio.
TOMM. Ma non solo!?
PRINC. Con chi?!
TOMM. _(piano, insinuante)_ Potrebbe far venire con sè Esther... per governare la casa!
PRINC. _(con suprema indifferenza)_ Lei... o altri!... Quando tutto fosse finito... che cosa m'importerebbe più di vivere?
TOMM. _(vivace, con sollecitudine)_ Oh, non si sconforti così!
PRINC. _(scotendosi)_ Hai ragione!... _(con forza)_ Ma sei tu che mi fai dubitare di tutto!... Lasciami ancora sperare!... _(si alza, e passeggia agitato per la stanza; mentre Tommaso, con giuoco di fisonomia, manifesta l'interna soddisfazione d'aver trascinato il Principe a quell'ordine di idee)_.
SCENA II.
_=Gustavo= e =detti=; indi =Ottavi=._
GUST. _(entrando, con calore al Principe)_ Oh, caro zio!... Elena è angosciata, fremente, per questo scandolo... Verrà lei stessa a dirglielo.... Io, poi, ne sono furioso.
PRINC. _(freddo)_ Grazie... grazie!... ma, con tutta la tua ira, non hai saputo nemmeno rendermi il servigio che ti ho chiesto!
GUST. Co' giornali?!... L'ho tentato; e i più autorevoli di Roma hanno avuto il maggiore riserbo... ma che colpa ho io se, oltre i giornalisti conosciuti, c'è qui una nidiata di corrispondenti anonimi, che appestano la provincia co' pettegolezzi della capitale?!... Non bisognava lasciar partire Riccardo!... Doveva restar qui lui... a liquidare la Società... e a rispondere di tutto!
PRINC. E farvi processare per truffa!
GUST. Eh, via!... Una volta che aveva restituito i documenti, era disarmato!
PRINC. Li ha restituiti, in cambio della promessa da me fattagli di assumere tutta la responsabilità legale della gestione!... E tu, ora, mi fai una colpa di avervi salvati?!
TOMM. _(vedendolo giungere)_ Il commendator Ottavi.
PRINC. _(andandogli incontro, con ansietà)_ Ebbene?!
OTT. Ottime notizie!... Il Ministro s'interessa vivamente a lei.... Il suo tratto nobilissimo ha prodotto la miglior impressione.... Si farà di tutto per ajutarla!
PRINC. _(con sincera commozione)_ Grazie!
OTT. Ma ho ancora di meglio... Ho trovato una persona pronta a sborsare il danaro... per coprire le passività di un'indole... sì... un po' delicata... che potrebbero darle noja!
PRINC. _(con speranza)_ Davvero?!
GUST. _(incredulo, diffidente)_ Possibile?!
OTT. Sì... sì!... Farebbe un mutuo a lunga scadenza... anche per una somma vistosa!
GUST. Ma vorrà delle garanzie....
OTT. Oh, queste sì!
PRINC. e Gust. _(insieme)_ Quali?!
OTT. Un'ipoteca su' beni.
GUST. _(con crescente diffidenza)_ Ah!
PRINC. _(con rammarico)_ Non posso darla!
OTT. E perchè?
PRINC. Non sono miei!... Io godo solo l'usofrutto!
OTT. Come?!... Il palazzo... le ville....
PRINC. Il palazzo... le ville... le grandi tenute... l'intiero patrimonio... appartengono a Maurizio.
OTT. E i poderi delle Marche?
PRINC. A lui, e a Fabrizio... Io non ho nulla!
OTT. Oh, ma tutto questo non rende impossibile l'affare!... I suoi figli acconsentiranno certamente.
GUST. Ne dubito!
PRINC. Maurizio è stato sempre contrario a' miei progetti!
OTT. Ma oggi è tutt'altra cosa!... È questione di parola data.... di dignità... di onore!... E il Duca, che è un perfetto gentiluomo, lo capirà meglio d'ogni altro.
PRINC. Lo crede lei?!
OTT. Ne sono convinto!... Faccia appello al suo cuore... alla sua fierezza... e, trattandosi di salvare il prestigio della Casa, acconsentirà certo.... Ne sono così persuaso che, se lei me lo permette, assumerei l'incarico di persuaderlo!
PRINC. _(con gioja)_ Davvero?!... Lei farebbe questo?!
OTT. Perchè no.... se me lo consente?
PRINC. Ma con gioja!... Lei mi risparmia un dialogo penoso.... e, forse, un'umiliazione.
OTT. Allora vado subito.
GUST. Vengo anch'io.
PRINC. _(trattenendolo)_ Tu no!... Guasteresti la cosa.
GUST. _(protestando)_ Oh, perchè!?... Io ajuterò il Commendatore.... Ho una certa infarinatura negli affari... e so come va preso Maurizio... _(con intenzione)_ Il mio intervento non sarà inutile!... _(a Ottavi)_ Che ne dite, Commendatore?
OTT. _(freddo, imbarazzato)_ Certo.... non potrà far male.
GUST. _(trascinando con se Ottavi)_ Andiamo dunque... _(via)_.
PRINC. _(a Tommaso)_ Che te ne pare?!
TOMM. Non ho fiducia!... Il signor Duca è contrario... e il Marchese farà di tutto per fargli dire di no!
PRINC. Con quale interesse?!
TOMM. Quello che ha lui... e un'altra persona... che il Duca sia sempre molto ricco!... _(azione del Principe. — Vedendo giungere Silvia)_ La signora Duchessa.
PRINC. Lasciami con lei! _(Tommaso s'inchina, ed esce)_.
SCENA III.
_=Silvia= e il =Principe=._
PRINC. _(con ira, a stento repressa)_ Disgraziata!... quale scandolo!
SIL. _(abbattuta, affranta, rimane silenziosa, immobile)_.
PRINC. _(c. s.)_ Come avete potuto dimenticare così la vostra dignità... il vostro nome?... _(pausa)_ Rispondete!
SIL. Lo amavo!
PRINC. E osate anche invocare questo amore in vostra difesa?
SIL. No!
PRINC. E, allora, quale scusa alla vostra colpa?