Part 6
SIL. Nessuna!... Anzi, non provo che un rimorso... quello di non averlo seguito!
PRINC. Come?!... come?!
SIL. Sì!... Al momento di lasciar Roma... dove, tra corrotti e corruttori, non aveva trovato che offese, ingiustizie, dolori, per tornarsene a New-York, in mezzo a della gente che aveva imparato a stimarlo e ad amarlo.... egli mi propose di seguirlo.... Là era certo di trovar lavoro degno di lui... e, col lavoro, la ricchezza e la gloria!... Mi prometteva così un'esistenza di pace... di amore!... E io ero determinata a seguirlo!... Sentivo che là... con lui... era la vita!... Eppure, non ne ebbi il coraggio!.... Egli supplicò... pianse.... ma invano!... Non ho potuto... non ho avuto coraggio!... _(dopo una breve pausa)_ Non si è nate e cresciute impunemente in questo ambiente di debolezze e di viltà... che si chiamano etichetta, convenienze sociali!... L'energia non è che il risultato di tutta la nostra natura!... Non si può essere energici, risoluti, una volta sola nella vita... O si è sempre, o non si è mai!... Forse, io ero nata forte... ma, nell'ambiente in cui crebbi, la mia indole s'è paralizzata!... Qualche cosa di guasto, di corrotto, s'infiltra sempre nel nostro sangue.... non foss'altro, la tenacia con la quale difendiamo la nostra viltà!... Sì!... io sono stata vile.... vile.... e l'ho perduto!
PRINC. _(maravigliato)_ Ed è questo il solo sentimento che domina la vostra anima?!
SIL. Il solo!
PRINC. E non sentite nessun ribrezzo?!
SIL. No!
PRINC. Nemmeno il rimorso di avere spezzato ogni vincolo con la gente onesta?
SIL. La gente onesta?!... Quale?!
PRINC. Neanche il sarcasmo... il disprezzo del mondo!?
SIL. Oh, il mondo!?... Vi chiederò ancora: quale?!... forse, quello che m'ha fatta così?... _(con calore crescente, e fremendo)_ Sì!... quando sono entrata, senza amore, in questa casa, ero ancora buona!... Benchè poco illusa sulla felicità che potevo attendermi, ero disposta ad amare mio marito... o, almeno, a essere per lui un'amica sincera!... Senza grandi ideali... oramai le fanciulle del nostro mondo non ne hanno più!... ma con quella fierezza, che, spesso, è virtù... Altera, superba di rappresentare una bella parte... risoluta a prenderla sul serio... e a essere la dama irriprensibile.... rispettata da tutti!... Cosa ho trovato qui?!... _(dopo un'altra breve pausa)_ Mio marito non interruppe neanche per poche settimane le sue tresche con donne da teatro, note a tutta Roma!... Sino da' primi mesi, io non potevo andare a uno spettacolo, senza il pericolo che, dal palcoscenico, mi dardeggiasse lo sguardo di una cantante... o di una ballerina... protetta dal Duca!... Me ne lagnai con lei... e lei stesso... che è il padre!... rispose alle mie rimostranze ridendo: — Una donna come me, non deve nemmeno accorgersi di simili rivali!... _(con ironia convulsa)_ Quelle donne, che i nostri mariti pagano... non contano... no... nella loro vita!... Non sono delle amanti... ma degli oggetti di lusso... imposti dalla condizione sociale... come il tiro a quattro per le corse... e la grande livrea per i lacchè!... Oh, se il Duca avesse _un'amica_ del nostro mondo... allora... sì... ci sarebbe offesa... e io avrei ragione di dolermi! — Così... così, mi ha parlato lei!... E perchè l'offesa ci fosse, Maurizio scelse l'_amica_ tra le nostre dame.... Sì, una _parente_... Elena!... E quando io chiesi che le fosse almeno vietata la porta di questo palazzo... mi si rispose con un rifiuto... per evitare lo scandolo!... E, ora, con questi esempj... con queste provocazioni... lei si maraviglia della mia condotta... del mio linguaggio?!
PRINC. Mi maraviglia e mi addolora... perchè vi credeva migliore delle altre... e speravo che la fierezza della vostra anima, e l'orgoglio del nome che portate... vi servissero di difesa contro tutte le seduzioni!... E perchè... sapendoti buona... e avendoti vista soffrire... avevo fede che non avresti mai fatto piangere gli altri!... Lo scandolo d'oggi, vedi, m'avvilisce... più di ogni altra sciagura!... Oh, perchè non hai trovato in te stessa la forza di restare onesta!
SIL. E perchè non mi fu mai parlato così prima d'ora?!
PRINC. _(protestando)_ Ma non ti ho io trattata sempre come mia figlia?!... Che cosa potevo fare di più?!
SIL. Amarmi... difendermi!... _(dopo una breve pausa)_ Lei mi ha dato l'appartamento più bello del suo palazzo... non la parte migliore del suo cuore... che è rimasto a Elena!
PRINC. Non è vero!
SIL. _(continuando)_ Ho avuto tutti i bagliori del grado e della ricchezza, non un affetto!
PRINC. E tuo figlio?!
SIL. _(scossa)_ Mio figlio!?... Sì!... Ebbene... lo amo!... _(cupa)_ Ma è il figlio di Maurizio... sicchè non mi spaventa neppure il pensiero che egli, un giorno, saprà quello che ha fatto sua madre!... _(dopo una breve pausa)_ Se dovesse crescere in un altro _ambiente_, dove c'è qualche cosa di vivo... di potente, rabbrividirei al pensarci!... Ma educato da suo padre... _(con ironia amara)_ dalle facili vittorie che sorridono sempre agli eredi delle grandi fortune... imparerà ben presto a disprezzare tutte le donne... e non sarà molto maravigliato se sua madre....
PRINC. _(con grande vivacità, interrompendola)_ Non dirlo... sarebbe orribile!
SIL. _(con sincerità)_ E voglia Dio che non avvenga! _(con crescente commozione)_ Ma se egli, mal vostro grado, crescerà buono... mi comprenderà... e mi perdonerà!... E dovesse anche disprezzarmi.... ebbene, soffrirei rassegnata il suo disprezzo, per il supremo conforto di sapere così che non rassomiglia a suo padre!
PRINC. E ora che cosa contate di fare?!
SIL. Parto questa sera!... Mi ritirerò in campagna con mia zia... _(con accento commosso)_ Non mi vedrà più! _(fa per andarsene)_.
PRINC. _(combattuto, dopo una breve lotta)_. Addio!
_(Silvia s'avvia per uscire dalla porta di sinistra, quando s'incontra con Maurizio. — Si ferma piena di alterezza)_.
SCENA IV.
_=Maurizio= e =detti=._
MAUR. _(entrando, vede Silvia: si ferma, e dice al Principe)_ Non è solo?!... Ritornerò!... _(fa per andarsene)_.
PRINC. Resta!... _(alludendo a Silvia)_ Ogni spiegazione è inutile tra voi!... Silvia ci lascia... non vi vedrete più!
MAUR. _(al Principe)_ E dove porterà costei il disonore del nostro nome?
SIL. In nessun luogo!... Il vostro nome lo lascio con gioja!... Quello della mia famiglia mi basta!... E se un giorno la legge ve lo consentirà... create pure un'altra Duchessa Lanfranchi!... Non sarà migliore di me!
MAUR. _(con violenza)_ Disgraziata!... _(le si scaglia contro)_.
PRINC. _(trattenendolo)_ Maurizio!... _(Silvia, superba, sprezzante, scrolla le spalle, e si dirige verso la porta di sinistra. — Vedendo venire dalla Galleria Elena e Gustavo, muta strada: passa altiera davanti a loro; e, con alterigia e disprezzo, li guarda fissi tutti)_.
SCENA V.
_=Elena=, =Principe=, =Tommaso=, =Maurizio=, =Gustavo= e =Fabrizio=._
ELENA. _(appena uscita Silvia, si slancia nelle braccia del Principe)_ Caro zio!... È stata proprio una disgrazia che quella donna sia entrata nella nostra famiglia!
PRINC. _(abbattuto)_ Basta... basta!... Non devo a lei sola i miei dolori!... _(a Maurizio, con ansia)_ Ebbene?!... Ottavi ti ha parlato?!
MAUR. Veniamo appunto per questo.
PRINC. _(c. s.)_ E così?!
MAUR. Ciò che propone Ottavi è assurdo!
PRINC. _(con crescente commozione)_ Come?!
MAUR. Sarebbe la rovina della Casa!
PRINC. Una semplice garanzia?!
MAUR. Dopo garantito... bisogna pagare... e... non potendolo... anderebbero all'asta il palazzo e le ville.... Sarebbe così distrutto il patrimonio della famiglia!
PRINC. Oh, quale esagerazione!
MAUR. Il pericolo esiste... ed è mio... anzi nostro dovere... di scongiurarlo.
PRINC. _(maravigliato)_ Facendomi mancare alla parola data?!
MAUR. _(sempre freddo)_ Lei non può dar altro che ciò che ha!... Nessuno le chiederà di più!
PRINC. Ma è impegnato il nostro onore!
MAUR. L'onore di casa Lanfranchi non ha nulla a che fare con gl'interessi della Società!... Lei ha fatto fin troppo a sacrificare somme ingenti a beneficio d'ingordi speculatori... e sarebbe un delitto consentirle nuove pazzie!
PRINC. _(sempre con grande esaltazione)_ Dunque, tu rifiuti?!
MAUR. Recisamente!
PRINC. Bada!... Il tuo rifiuto può spingermi agli estremi... _(minaccioso)_ e, con una parola, posso toglierti ogni illusione di essere, fino da oggi, tu solo il padrone!
MAUR. _(freddissimo, come sempre; e quasi in aria di sfida)_ La dica!
PRINC. _(c. s.)_ Posso, volendo, vendere tutto ciò che ho comperato da me... affittare il palazzo... le ville... Posso privarti, fin che vivo, del lusso e del fasto... che sono il tuo solo orgoglio!
MAUR. _(c. s.)_ Lo faccia, se lo crede!... ma sarà tutta _sua_... esclusivamente _sua_... la responsabilità di questo nuovo scandolo!... Io non sarò mai complice della rovina di mio figlio... e della mia Casa... per salvare un'impresa di pazze speculazioni edilizie, che ho sempre disapprovato!
PRINC. _(fremente d'ira e di commozione, a Fabrizio)_ E tu, che hai promosso queste speculazioni... e sei stato il _cattivo genio_ della Società.., cosa rispondi!?
FABR. _(freddamente)_ Come Maurizio!
PRINC. _(con iscoppio d'ira)_ Ah, siete d'accordo oggi.... e per la prima volta?!... D'accordo, contro vostro padre!
GUST. _(insinuante)_ Ma... hanno ragione!
PRINC. _(con ira)_ Tu, taci!
ELENA. _(affettuosamente, insinuante)_ Caro zio, parlano nel suo interesse... nell'interesse della famiglia!
PRINC. _(con nuovo scoppio d'ira)_ Non ho più una famiglia, io!... Ho messo tutto il mio cuore... tutta la mia anima... per crearne una che servisse di esempio agli altri... e proprio da essa ho i maggiori dolori!
ELENA. _(c. s.)_ No, non parli così!... Lo creda, l'amiamo tutti!
PRINC. _(con forza, svincolandosi da Elena, che gli si è avvicinata come per abbracciarlo)_ Basta... basta!... non ho più nulla da dirvi!... Andate pure!... So quello che devo fare!... _(Elena vorrebbe insistere: gli altri fanno un'azione come per parlare)_ Andate tutti!... _(spingendo anche Elena)_ Lasciatemi solo!... _(siede, convulso, abbattuto, sopra una poltrona: — azione degli altri: — Elena si mostra afflitta; Gustavo contrariato; Maurizio e Fabrizio freddi: — tutti via)_. — _(Pausa)_. — _(Il Principe, scotendosi, a Tommaso)_ Hai sentito!?... E sono i miei figli!!
TOMM. _(insinuante)_ E lei esita ancora?!
PRINC. No, non esito più!... Va' subito dal notajo.... Sarai tu _il liquidatore dell'onore di Casa Lanfranchi_!... Vendi tutto quello che puoi vendere... affitta palazzi e ville.... cava danaro da tutto per soddisfare a' miei impegni d'onore!... Provino anche loro la tutela di un amministratore avaro!... Io anderò lontano... in cerca di oblio... _(con sarcasmo, convulso)_ E, sta' tranquillo... cercherò di vivere lungamente per punirli del loro egoismo!... _(dopo una pausa)_ E poichè tutto crolla qui... e nobiltà... fierezza... disinteresse... punto di onore... tradizioni... affetti di famiglia... quanto insomma ha costituito la forza e l'orgoglio de' nostri avi, sono _=tutte cose morte=_... fuggirò anch'io, prima di rimanere seppellito sotto le mura del vecchio palazzo!... Va', va', dal notajo!
_(Azione. — Il Principe fremente, splendido d'ira, è rivolto al pubblico. — Tommaso, a metà scena, guarda a destra, glorioso e trionfante. — Dalla porta di destra, s'affaccia Esther, che sorride a Tommaso, giubilando del comune trionfo)_.
_(Cala la tela)_
FINE.
_N. B._ — Dopo le diverse rappresentazioni al _Goldoni_ di Venezia, questa mia commedia fu recitata, con successo lietissimo, al teatro _Garibaldi_ di Padova, dalla Compagnia di =Cesare Rossi=, e ripetuta alcune sere: al _Filodrammatico_ di Trieste, protagonisti =Andrea Beltramo=, =Clara Della Guardia=, =Alfredo De Sanctis=, dove fu data per _sei sere_ consecutive: allo _Storchi_ di Modena, _unica rappresentazione_ in onore di quella eletta attrice che è =Vittorina Seraffini-Checchi=, protagonisti =Enrico Belli-Blanes= ed =Alfredo Campioni=: al _Paganini_ di Genova, dove fu replicata, col solito lietissimo successo, alcune sere, protagonisti =Cesare Rossi=, =Teresina Mariani=, =Carlo Rosaspina=: e al _Bellini_ di Palermo, protagonisti =Italia Vitaliani=, =Giuseppe Bracci=, =Ettore Baccani=. Anche a Palermo piacque molto e fu ripetuta.
M'incombe l'obbligo di ringraziar qui pubblicamente, come meglio so e posso, le valorosissime attrici =Italia Vitaliani=, =Clara Della Guardia=, =Vittorina Seraffini-Checchi=; non che i miei bravi e carissimi amici =Bracci=, =Beltramo=, =Belli-Blanes=, =De Sanctis=, =Campioni= e =Baccani=, che, con tanto zelo e con tanta bravura, assicurarono alla mia _Danza_ così lieto e costante successo.
End of Project Gutenberg's Danza macàbra, by Camillo Antona-Traversi