Danza macàbra

Part 4

Chapter 43,595 wordsPublic domain

SIL. _(sorridendo)_ Allora... qui si tratta di ben altro... e, per dimostrarle che in lei... in lei _solo_... ho piena fiducia, le dirò tutto!..._(con scatto di vivacità)_ Io _non voglio_ che il mio danaro resti più a lungo nelle mani del Duca... di mio suocero... o di mio cognato!

RICC. _(maravigliato)_ Come?!

SIL. Hanno abusato della mia inesperienza... per carpirmi una procura... e fare quel che volevano!

RICC. Oh, possibile!?... Il Principe....

SIL. _(interrompendo)_ Un vecchio sognatore... un fanciullo di sessant'anni... sempre in balia di chi sa solleticare la sua vanità!

RICC. Ma suo cognato?!

SIL. Un egoista, ipocrita... che arricchisce speculando con i danari degli altri!

RICC. Ma suo marito?!

SIL. _(con sprezzante sorriso)_ Un _Yokée_, un _Uster_, un allevatore di cavalli!

RICC. _(azione)_ Oh!

SIL. _(con sfogo d'ira lungamente repressa, e scatto d'ironia)_ Lei si maraviglia di sentirmi parlare in questo modo... _della mia famiglia_?!

RICC. Certo!... Una famiglia così patriarcale!... Persone che le hanno tanto rispetto!

SIL. Per riguardi sociali.... non per amore!

RICC. Non posso credere!

SIL. Eppure, è così!... Il Principe con me è buono, cortese.... pieno di sollecitudine.... perchè fo bene gli onori di Casa... e rappresento _nobilmente_... la mia parte di duchessa Lanfranchi!... Ma non mi ama!... Dopo sè stesso, egli non ama che una persona sola... _sua nipote_!

RICC. La marchesa Elena?!

SIL. Appunto!... Fabrizio mi onora di un'antipatia, che è quasi uguale a quella ch'io provo per lui.

RICC. _(ridendo)_ Me ne sono accorto!... Ma il Duca?

SIL. _(vivace, con sprezzo)_ Mio marito mi odia... quanto io lo disprezzo!..._(calma)_. Comprende ora, perchè io voglio obbligarli a rendermi il mio danaro?!

RICC. Perfettamente!... È un puntiglio, un dispetto....

SIL. Dica pure: una vendetta.... Ciò li contraria, li annoja?!... e io insisto. _(con calore)_ Ho trovato la loro corda sensibile... la farò vibrare fin che si spezzi! _(lusinghiera)_ E lei mi ajuterà!

RICC. _(maravigliato)_ Io?!... Come?!

SIL. Dimostrando al Principe che la _Società_ può restituirmi il milione di lire senza pericolo....

RICC. _(c. s.)_ Non lo posso!

SIL. _(sempre più lusinghiera)_ Perchè no?!... Se è realmente _mio amico_....

RICC. _(con islancio)_ Sono suo amico più di quanto lei creda... ma tradirei i miei doveri....

SIL. _(c. s.)_ _Tradire_!?... la parola è troppo viva!... Lei ha tanto ingegno... che troverà il modo di far del bene a me... senza danno degli altri!

RICC. _(ridendo)_ Mi par difficile!

SIL. _(sempre più insinuante)_ Allora... rifiuta?!... Non vuol essere il mio difensore?!... Non la commuove il caso di una donna debole, sola, che fa appello al suo cuore?

RICC. _(con calore)_ Molto... se quella donna è lei!

SIL. Dunque?!

RICC. _(lottando tra l'amore e il dovere)_ Mi proverò.... tenterò tutti i mezzi....

SIL. _(con gioja)_ Davvero!?

RICC. _(c. s.)_ Sì, perchè sarei lietissimo di farla felice!

SIL. _(con amarezza e sincerità)_ Felice!?... Non sarò più!.. Oramai, il cuore è morto!... _(con abbandono; sempre lusinghiera)_ Non vede che son ridotta a cercare delle commozioni, delle gioje, nella soddisfazione di un puntiglio?... In una vendetta... forse puerile?... _(con grande confidenza)_ Trista cosa, caro ingegnere, viver soltanto per alimentare de' cattivi sentimenti... e, oggi, io sono cattiva!... Lo sento!... farei del male... così... senza scopo... per il solo piacere di far soffrire qualcuno!

RICC. _(protestando)_ Oh, non parli così!

SIL. La mia sincerità la spaventa?!

RICC. No; ma vorrei che le sue parole rivelassero minore amarezza....

SIL. Non è possibile!... In questo ambiente falso, corrotto, non ho più nè ideali, nè gioje, nè speranze!... Da quando vi sono entrata, le illusioni sono crollate ad una, ad una... e l'_etisia morale_ ha ucciso in me ogni entusiasmo... attutito ogni sentimento buono!... A forza di comprimere i moti dell'animo, e di compormi una maschera per il mondo, ho finito col non sentire più nulla!

RICC. _(maravigliato)_ E si è rassegnata a questa esistenza?!

SIL. Rassegnata, no; ma non ho mai avuto la forza di ribellarmi!... Sento che la società, dove sono nata e cresciuta, va in isfacelo.... Ho l'intuizione che _altra gente_ verrà, con nuovi ideali, a prenderne il posto.... Vorrei esser di quelli!... Mi turba l'idea di essere incatenata a _de' cadaveri_.... ma mi manca la forza di spezzare una simile catena!... _(con entusiasmo)_ Oh, quanto invidio lei, che ha respirato a pieni polmoni un'aria ossigenata di verità... di umanità!... Io, in questa nebbia di menzogne e di vigliaccherie, ho perduto ogni energia!

RICC. Alla sua età?!... Più nessuna passione?!

SIL. No!

RICC. Nessun sentimento gentile?

SIL. _(lusinghiera)_ Forse uno... che lei potrebbe suscitare.

RICC. _(turbato)_ Io?!... Quale?!

SIL. La gratitudine... _(sempre insinuante)_ Faccia quello che le ho chiesto... e sarò molto... ma molto riconoscente!

RICC. _(sempre più turbato, commosso)_ Davvero?!

SIL. _(provocante, voluttuosa)_ Oh, sì!... Glielo proverò!

RICC. _(con calore)_ Oh, se potessi sperare!

SIL. _(c. s.)_ Che cosa?!

RICC. _(pentito d'avere osato troppo)_ Nulla!... Un'idea pazza, che ha traversato la mia mente....

SIL. La dica!

RICC. No... è una follia!

SIL. Le idee pazze... se sono alte... generose... non mi fanno paura!... Parli liberamente.

RICC. Non oserò mai!

SIL. _(c. s.)_ Allora... dovrò indovinare.

RICC. Neppure!... Se leggesse nel mio pensiero... riderebbe di me!

SIL. Perchè?!... Dopo le confidenze che le ho fatto, lei non può dubitare della mia amicizia... e _con i veri amici_... si è sempre indulgenti.

RICC. _(con islancio)_ E se incoraggiato da tanta bontà le dicessi... che... l'amo?!

SIL. Non me ne offenderei!

RICC. _(molto turbato)_ Ma risponderebbe....

SIL. Che nessuna cosa al mondo... mi lega!.... Che se mi sentissi attratta verso un uomo che mi ama... non invocherei contro questo amore, nè i vincoli di famiglia, nè la religione, nè la morale!... Stenderei la mano all'uomo amato... e gli direi semplicemente: «_Ti amo... sono tua!_»

RICC. _(con islancio e passione)_ Oh, se potessi udire quella parola!

SIL. Ma, il cuore è _morto_... e a risuscitarlo....

RICC. _(con islancio)_ Non basterà la passione, la fede, l'entusiasmo, l'idolatria?!

SIL. _(con abbandono, provocante)_ Chi sa... forse!

SCENA X.

_=Ambrogio= e =detti=; indi =Esther=._

AMB. _(consegnando a Riccardo le carte, date prima da questo al Principe)_ Il signor Principe le manda queste carte, e la prega di scusarlo se non può trattenersi ora con lei.... La vedrà domani.

SIL. _(ad Ambrogio)_ È uscito?

AMB. Sì, eccellenza... in carrozza.

SIL. _(vivace, turbata)_ Solo?!

AMB. No, con la signora Marchesa...

SIL. _(con moto d'ira represso)_ Ah!

AMB. E col signorino.

SIL. _(con impeto)_ Enrichetto?!

AMB. Sì, eccellenza!

SIL. Ma non era andato a passeggio con Esther?!

AMB. Sono rientrati da pochi minuti.

SIL. _(agitatissima)_ Chiamate subito madamigella Esther.

_(Ambrogio, via)_.

RICC. Si calmi, Duchessa!

SIL. _(al colmo dell'ira)_ Un nuovo insulto... lo vede! E, con l'insulto, il dileggio!... Non ho voluto riceverla... e il Principe... per darle una soddisfazione... va a _Villa Borghese_ con lei... e conduce anche mio figlio!

ESTH. _(entrando)_ La signora Duchessa mi vuole?

SIL. _(severa)_ Perchè Enrichetto non è qui con voi?

ESTH. Rientrando, ha visto il signor Principe che saliva in carrozza... è corso per abbracciarlo... ed è voluto andare con lui.

SIL. _(ironica)_ E con Elena?!

ESTH. _(confermando, timida)_ E con la signora Marchesa.

SIL. _(con alterezza)_ Vi ho detto più volte: «Enrichetto non deve uscire che con voi o con me!»

ESTH. _(scusandosi)_ Il signor Principe se l'è preso in braccio... l'ha messo egli stesso in carrozza... Potevo io oppormi?!

SIL. _(c. s.)_ Sta bene, andate! _(Esther, via)_.

RICC. _(credendo di calmare Silvia)_ Ha ragione.... È col nonno!

SIL. _(esasperata)_ E il nonno, per dimostrargli il suo amore, lo fa vedere a tutta Roma con Elena.... con _l'amante di suo figlio_!... Oh, creda a me, ci vuole una grande virtù per tollerare in silenzio tutte queste quotidiane punture di spillo!

RICC. È vero!... e io la comprendo e la ammiro!

SIL. Ma biasima, forse, in cuor suo, il mio primo atto di ribellione... ed esita ancora a venire in mio soccorso!

RICC. _(con islancio e con passione)_ Oh, non esito più!... Lei avrà la sua _vendetta_.

SIL. _(con intenzione, tornando sorridente e molto lusinghiera)_ Badi!... forse, promette troppo!

RICC. _(sempre più esaltandosi)_ No!... Il Principe mi ascolta... saprò piegarlo.

SIL. _(c. s.)_ Lui, forse, sì... ma Fabrizio... e gli altri?! Sono forti... astuti....

RICC. _(c. s.)_ Lotteremo!

SIL. _(c. s.)_ Troverà una resistenza accanita!

RICC. Non mi fa paura!... Ho la fiducia degli azionisti... e il credito della Società è nelle mie mani.

SIL. Avrà noje, dispiaceri... inquietudini d'ogni sorta....

RICC. Sopporterò tutto lietamente... se mi sorride una speranza...

SIL. _(lieta, trionfante)_ Davvero?!

RICC. _(con islancio)_ L'amo tanto!

SIL. _(c. s.; molto lusinghiera)_ Dunque, _guerra a tutti_... e... _per me_?!

RICC. _(esaltato)_ E vittoria sicura... se m'incoraggia con una parola... _(con passione)_ Non vuol dirla?

SIL. _(con abbandono, intenzione e promessa quasi ingenua)_ Vinca!

RICC. Oh, grazie!... _(le bacia la mano con effusione di cuore; poi, via, lieto, esaltato dalla passione)_.

SIL. _(lo segue con lo sguardo, lieta, orgogliosa del trionfo, e commossa)_.

_(Cala la tela)_.

FINE DELL'ATTO SECONDO

_ATTO TERZO_

Studio del Direttore della Società costruttrice. — Scrivanie. — Uno scrigno; disegni di fabbriche appesi alle pareti; piante topografiche ecc. ecc. — Sulle scrivanie registri, cartelle, carte, ecc. — Due porte laterali, con grandi cortine. — La comune, a sinistra dello spettatore.

SCENA I.

_=Vittorio= e un =Usciere=._

VITT. _(all'alzar della tela, ajutato dall'usciere, mette in ordine carte e registri. — È molto agitato)_. Porta delle sedie.... C'è Consiglio... e ricordati di non lasciar entrare i soliti seccatori.... Non annunziarli nemmeno.... non è giornata da visite!

USC. Anche la signora Duchessa?!

VITT. No, per bacco, la signora no!

USC. Va bene: ma con gli appaltatori sarà un affare difficile!... Da questa mattina vanno in cerca dell'Ingegnere....

VITT. Oggi non può parlare con nessuno.... Lo lascino tranquillo!

USC. L'assemblea è andata proprio male, eh?!

VITT. Malissimo!

USC. _(a bassa voce)_ È vero!... Un gruppo d'azionisti ha fischiato il Direttore!

VITT. _(con indignazione)_ Già... gli stupidi!... Come se la crisi l'avesse creata lui!

USC. Il capo-contabile, però, diceva che un po' di colpa ce l'ha anche il signor Riccardo!

VITT. Ne ha una sola delle colpe, lui!... quella di tenere degl'impiegati che gli fanno una guerra sordida.

USC. Oh!... _(protestando)_.

VITT. Già... già!... Nell'assemblea c'era chi aveva degli appunti, forniti dal Contabile, contro la sua relazione!... Oh, se si tira innanzi... quello là è il primo che salta!... Stava bene col vecchio Direttore... perchè, con lui, si rubava!... _(battendo con la mano su' registri)_ Ne hanno fatti insieme de' pasticci!... Ma verrà fuori tutto!

USC. E per noi... crede che ci sia pericolo?!

VITT. Io non so nulla... ma quando si ha la coscienza netta... caschi anche il mondo... poco importa!

USE. Ma il pane?!... Io sono sempre stato un galantuomo... e lei può dirgli....

SCENA II.

_=Emma= e =detti=._

EMMA. _(entrando)_ È permesso?!

VITT. _(con vivacità)_ Qui... no!

EMMA. Perchè?!

VITT. È lo studio del Direttore!

USC. Per ora, non c'è pericolo!... _(a Emma)_ Resti pure... _(a Vittorio)_ Se viene... l'avviso. _(via)_.

VITT. Cosa vieni a fare?!

EMMA. Sgarbato!... a vederti!... Sono tre giorni che non ti fai vivo!

VITT. Ti ho scritto.... Abbiamo avuto da lavorare giorno e notte!

EMMA. Se ho visto tutti i tuoi compagni in giro!

VITT. Loro fanno l'orario... io lavoro col Direttore!

EMMA. Sei proprio diventato la sua ombra!

VITT. Mi vuol bene... e si fida di me.

EMMA. Tanto meglio... così ti aumenterà la paga!

VITT. Questo, per ora... credo che sarà impossibile!

EMMA. Ma, almeno, ti daranno gli arretrati!

VITT. Neppure!

EMMA. Bravo!... E il padrone di casa, che aspetta il _deposito_?!... E il tappezziere che ha portato il conto?!

VITT. Sta' tranquilla!... Penseremo a tutti.

EMMA. _(con ironia)_ Quando?!

VITT. Quando ci sarà un momento di tranquillità!... Non posso mica seccarlo per delle miserie!

EMMA. _(risentita)_ Ma se è danaro che ti devono....

VITT. Posso aspettarlo... non scappa!

EMMA. E sta bene!... Prendila con quella calma... e scapperà la pazienza a me!

VITT. _(cercando di rabbonirla)_ Sii bonina, Emma... e sta' cheta!

EMMA. _(alzando la voce)_ Eh!... Si sono fatte le pubblicazioni... s'è preso casa... abbiamo comperati i mobili... e, ora ch'è il momento di prendere il danaro che hai lasciato accumulare da tre mesi... dici che puoi aspettare!... Ma è una vera burletta!... _(irritandosi sempre più)_. Se tu sei già pentito... dillo francamente... e mandiamo tutto all'aria!

VITT. Sei pazza!... Qual idea!... _(le prende con affetto la mano, che Emma cerca di ritirare; e le dice con grande serietà e dolcezza)_ L'Ingegnere è molto inquieto, perchè gli affari vanno male!... In questi giorni, capirai, non ho voluto dargli delle seccature; ma domani mi farò dare il danaro.

EMMA. _(sostenuta)_ Quanto a me non ti dico più nulla!... Fa' quello che credi!

VITT. Via... smetti il broncio!... La settimana ventura ci sposeremo!

EMMA. Oh, le conosco le tue settimane!

VITT. Domani vengo da te con le cinquecento lire... e ti lascio carta bianca!... Regolerai le cose a tuo modo.... Sei contenta?!

EMMA. _(tornando serena)_ Sarò contenta... se farai sul serio!

VITT. Cattiva!... Non ti fidi?!... Ma ora vattene!... Vien gente!... Corri... corri!

SCENA III.

_=Detti=; l'=Usciere=; poi =Riccardo=._

USC. _(accorrendo)_ Il Direttore....

EMMA. _(incontrandosi con Riccardo)_ Troppo tardi! _(ride)_.

RICC. _(vedendo Emma. — a Vittorio)_ La vostra fidanzata?

VITT. _(confuso)_ Sì!... Scusi, se la trova qui in Ufficio... È venuta a portarmi alcune carte di premura.

RICC. _(sorridendo)_ Conti da pagare?!

EMMA. _(fa cenno di sì, col capo)_.

VITT. No!... alcune carte....

RICC. _(a Emma)_ Avete fatto benissimo a venire.... Così mi ricordate che non abbiamo ancora regolato i conti con Vittorio....

VITT. _(pronto)_ Ma... non c'è premura!... _(controscena_ _di Emma, lieta che Riccardo pensi a farli pagare)_.

RICC. _(serio, preoccupato)_ Anzi, c'è urgenza!... _(a Vittorio)_ Dovete avere, credo... tre mesi?

VITT. Tre!

RICC. Fate eseguire il mandato... e dite che me lo portino per la firma.

VITT. Domattina?!

RICC. No, no, subito!... Desidero che possiate riscuotere oggi stesso... _(come parlando a sè medesimo)_ Domani... potrebbe essere tardi!

EMMA. _(lieta)_ Grazie, signor Direttore!... _(via, con Vittorio)_.

RICC. _(agitato)_ Troppo tardi?!... Speriamo di no! _(va alla cassa-forte; l'apre e ne toglie delle carte, febbrilmente. — Azione silenziosa, per manifestare che, in quelle carte, è riposta ogni speranza, avendo così nelle sue mani un'arma contro gli amministratori. — Si bussa alla porta di destra: entra Silvia)_.

SCENA IV.

_=Detto= e =Silvia=._

RICC. _(sentendo bussare, ripone frettoloso le carte e corre ad aprire)_. Oh, Silvia, quale imprudenza!

SIL. _(entrando)_ Ero troppo inquieta!... Mi sarebbe stato impossibile attendere fino a questa sera per aver notizie.... Ebbene?!

RICC. Non sono riuscito a nulla!... Ho trovato un'Assemblea ostile... messa su principalmente contro di me!

SIL. Possibile?!

RICC. Proprio così!... Hanno combattuto la mia relazione punto per punto... con un'acrimonia che m'ha fatto maraviglia.... Oh, impossibile difendersi!

SIL. Ma di che cosa ti accusano?

RICC. Di tutto!

SIL. E di avermi restituita la dote?

RICC. Nessuno lo ha detto apertamente.... ma non hanno risparmiato la più piccola allusione alla mia colpevole condiscendenza verso i creditori privilegiati!

SIL. _(con disprezzo)_ Gli sciocchi!... E hanno concluso?

RICC. Di liquidare!

SIL. _(con gioja mal celata)_ Deciso?!

RICC. Quasi all'unanimità!

SIL. E questo t'addolora?

RICC. Sino a impazzirne!

SIL. Eh, via!... è assurdo!

RICC. No... no!... È una rovina cercata... voluta... perchè se gli azionisti mi davano il danaro che ho loro richiesto, in meno d'un anno avrei terminato il Quartiere... e non si sarebbe perduto un soldo del capitale!... Ho messo nella discussione tutto il mio ingegno... tutta la mia anima... per iscuoterli... per convincerli!

SIL. Sì, lo credo... e ti comprendo!... Ma, hai torto... sì torto... di appassionarti tanto per della gente che non ti ha mai capito!... Peggio per essi se l'impresa va in rovina!... Lascia piangere il Principe e Fabrizio, che l'hanno creata!

RICC. Il Principe ne uscirà rovinato!

SIL. Ma Fabrizio, dopo di avere scatenato la tempesta... raccoglierà gli avanzi del naufragio!.. Oh, io lo conosco... e tu sei bene ingenuo di prendertela così a cuore per lui... e per gli altri!

RICC. Fabrizio è nelle mie mani!

SIL. Ah?!

RICC. Sai?... quelle carte che cercavo in questo labirinto d'imbrogli...

SIL. Ebbene?!

RICC. Le ho trovate!... _(mostrandole nel cassetto)_ Eccole qui... C'è ne per lui... e per gli altri!... Se mi vogliono perdere... guai a loro!

SIL. Bada, che sono astuti!... Occorreva loro l'uomo responsabile... e hanno messo gli occhi sopra di te!... Sta' in guardia!

RICC. La vedremo!... E ora va'.... Aspetta che ti fo accompagnare... _(chiama a sinistra)_ Vittorio!

SIL. A questa sera!

VITT. _(presentandosi)_ Mi ha chiamato?

RICC. _(indicando la destra)_ Fate uscire di là la Duchessa, senza che nessuno la veda.

VITT. _(precedendola)_ Venga, signora!

SIL. _(a Riccardo, piano, nell'andarsene)_ Coraggio!... E nessuna indulgenza.... nessuna debolezza!... Ti hanno giocato?: véndicati... e ti amerò cento volte di più! _(via)_.

SCENA V.

_=Moretti= e =Riccardo=._

MOR. _(di dentro la comune, alzando la voce)_ E io passo lo stesso!... Ci vuol altro che una vecchia marmotta per chiudermi il passo!... _(s'ode lo strepito interno d'una contesa)_.

RICC. _(andando verso la comune)_ Cosa c'è?!

MOR. _(entrando)_ Uno stupido che ho dovuto levar di peso... per passare!

RICC. _(severamente)_ L'usciere eseguisce gli ordini che ha ricevuti!

MOR. Cioè, di non far entrare i seccatori?!... Sta bene!: ma non già le persone che vengono per affari!... Sono proprio questi i momenti buoni da far anticamera!

RICC. Qui nessuno fa anticamera!... Ma, ora, c'è Consiglio... e io non ho tempo!

MOR. Ah, c'è Consiglio?!... Ragione di più, perchè parli subito!

RICC. _(seccamente)_ Allora... si spieghi... e si spicci!

MOR. _(piantando le mani su' fianchi)_ Domani, eh!, si sospendono tutti i lavori?

RICC. Tutti!

MOR. _(facendo il gesto di chi indica danaro)_ Per mancanza di... _farina_?

RICC. Già!

MOR. _(dopo una pausa)_ E le Banche?

RICC. _(freddamente)_ Hanno chiuso gli sportelli.

MOR. E non c'è altro modo, eh!, per tirare avanti?

RICC. Nessuno!

MOR. Dunque.... il fallimento?!

RICC. Pur troppo!

MOR. Però... in cassa... ci sarà ancora un po' di... _polvere_?... Qualche migliajo di lire... non è così!?

RICC. Certo... ma che non bastano a pagare neanche una settimana di lavori!

MOR. _(alzando le spalle)_ Non importa!... Dia a me quattro... o cinque mila lire... e penso io a farle riaprire il credito!

RICC. _(maravigliato)_ E in che modo?!

MOR. _(piano, con tono di confidenza)_ Tra i miei operaj... e fuori del cantiere... ho un centinajo di _bulj_... con tanto di fegato... che non hanno paura de' poliziotti!... Mi dia da distribuire... un po' di _breccia_... e s'incaricheranno loro dell'_affare_.... Un pajo di dimostrazioni all'aria aperta... e il Governo fa spalancare subito gli sportelli!

RICC. Delle violenze... de' disordini!?

MOR. _(con grande indifferenza)_ Qualche vetro rotto... qualche legnata!... Oh, roba da nulla!

RICC. _(con indignazione)_ Se ho capito, voi vorreste gettare in piazza gli operaj... e spingerli alla ribellione?!

MOR. Ma no!... non occorre tanto!... Basta farli vociare un poco!... Banchieri e ministri... _mollano_ subito!

RICC. E voi osate di farmi una simile proposta!?

MOR. È il solo mezzo... ed è infallibile!

RICC. Oh, mai... mai!

MOR. E perchè?!

RICC. Perchè sarebbe un'infamia!

MOR. E non è peggio... per voi altri... gettare sul lastrico centinaja di famiglie?!

RICC. È una disgrazia!... non una colpa!

MOR. Parole... parole!

RICC. Ma pensate alle conseguenze!

MOR. E quali?!... Qualche giorno di carcere... che si buscano i più stupidi, che si lasciano acciuffare... un centinajo di fannulloni rimpatriati!... E, per una simile inezia, il pane assicurato... per altri tre o quattro mesi... a mille operaj!

RICC. _(protestando, c. s.)_ No!... no!

MOR. _(alzando la voce)_ È la sua ultima parola?

RICC. _(risoluto)_ L'ultima!

MOR. Sta bene!... Allora, lavoreremo per nostro conto... e peggio a chi ne tocca!

RICC. _(severo)_ Cosa intendete di dire?!

MOR. Che la dimostrazione, all'aria aperta, si farà lo stesso!... Qualche biglietto rosso... c'è ancora!... _(toccando le saccocce)_ Basterà per pagar da bere agli amici!

RICC. Ma non avete capito che la Società si mette in liquidazione!?

MOR. Cosa volete che importi a noi!?... Le fabbriche son venute su.... O voi altri... o i creditori... o le Banche... avete l'obbligo di finirle!... State tranquillo, a questo ci penserà il Governo!

RICC. Badate... a ciò che fate!

MOR. È affar nostro!... Voi ci licenziate... e noi dobbiamo guadagnarci da vivere!

RICC. Potrebbe costarvi salato!

MOR. Di questo, lei, non s'inquieti!... Il sale ce lo metteremo noi!... Pensi, piuttosto, domani, a dare ordine che chiudano bene le imposte del suo Ufficio... perchè la festa comincerà da qui!... Non ci volete ajutare in nessun modo!?... Pagherete voi altri per i primi!

RICC. Dunque, siete proprio risoluti?!

SCENA VI.

_=Detti=; il =Principe=; =Tommaso=; il comm. =Ottavi=; poi =Fabrizio=; =Gustavo=; il conte =Sereni=, e =due Signori=, che entreranno con l'ordine più innanzi indicato._

_(Il Principe entra appoggiato al braccio di Tommaso. — Si ferma nel fondo ad ascoltare le ultime parole di Moretti. — Ha l'aspetto d'uomo abbattuto e sofferente)._

MOR. _(interrompendo Riccardo)_ A tutto!... Noi non siamo di quelli che si fermano al primo ostacolo!... Abbiamo superato ben altra _crisi_ che questa, caro Ingegnere... _(sulle mosse per andarsene)_ e se lei si affoga in un bicchier d'acqua... io... vede... non mi affogo neanche... se cascasse il diluvio! _(via, minacciando)_.

PRINC. _(avanzando verso il proscenio)_ Perchè Moretti se ne va minacciando?

RICC. Perchè gli ho negato il danaro che mi chiedeva per subornare gli operaj!

PRINC. _(alterato)_ Che vuol fare?!

RICC. Del chiasso, per la sospensione de' lavori!

PRINC. _(con dolore)_ Ci mancherebb'altro!

RICC. È tipo da farlo anche senza il nostro ajuto!... Non intende ragione!

PRINC. _(sedendo, accasciato)_ Ah!... ma è la rovina completa, dunque?!

OTT. Via, Principe... non si accuori per ciò!

PRINC. Si crederà che siamo noi a provocare, sottomano, i disordini!... Abbiamo tanti nemici!... Avete visto, questa mattina, all'Assemblea?!... Non una voce in nostra difesa!... E, in fine, chi perde di più... sono io!... La metà de' lavori è stata fatta col mio danaro!... Un terzo de' terreni erano miei!... E chi alzava la voce non aveva sborsato nemmeno diecimila lire!... Ma com'è accaduto, che le azioni... sottoscritte tutte da amici... siano andate in mano di quella gente?!

TOMM. Giuochi di borsa!

OTT. Gli amici non avevano nessuna fiducia... e ci hanno traditi... gettando tutte le azioni sul mercato!

PRINC. Oh, io non avrò la forza di sopportare questo colpo!

OTT. Via, Principe... coraggio!