Danza macàbra

Part 3

Chapter 33,585 wordsPublic domain

GUST. Allora, se non ne avete già disposto, dovreste cedere il vostro palco alla signora Ottaviani!

SIL. _(alzandosi, e andando verso Gabriella)_ Con tutto il piacere.

GABR. _(lieta)_ Davvero?

SIL. Perchè no?... Sta sera... e tutte le volte che lo desideri.

GABR. Sei troppo buona... ma proprio non posso giovarmi della tua cortesia... Mio marito non ama molto il teatro... e, poi, dice di essere stanco....

PRINC. _(all'Ottav.)_ Oh, Commendatore... non è permesso rifiutare un piccolo svago a una signora gentile come la sua!

OTT. Cosa vuole?!... Domattina ho due commissioni... e devo ancora studiare le proposte del Ministro....

PRINC. Le studieremo insieme al Costanzi... vengo anch'io... Durante gl'intermezzi terremo compagnia alla signora... e... mentre cantano, passeggeremo ne' corridoj, dicendo male del Governo.... A lei, come deputato ministeriale, ciò deve far piacere.

OTT. _(ridendo)_ Moltissimo!

PRINC. Allora, non l'annojerà!...

OTT. Dunque, è stabilito!... Anche lei passa all'estrema sinistra?

PRINC. No!... Resto nel mio partito...

SER. Quale?!

PRINC. Quello de' malcontenti... che comprende tutti i settori della camera!... _(tutti ridono, e prendono congedo da Silvia che accompagna Gabriella sino fuori della Galleria. — Maurizio, dopo aver salutato Gabriella, entra a sinistra; poi, esce subito col «paletot» il cappello in testa e il bastone. — Gli altri escono dalla Galleria. — Silvia rientra e ferma Maurizio)_.

SIL. Fermatevi!... Ho da parlarvi.

MAUR. _(contrariato)_ Che cosa dovete dirmi?

SIL. _(con collera sorda)_ Non voglio... intendete bene... non voglio... che Elena venga più qui!

MAUR. Ah, è per questo?!... Ditelo a lei... o a mio padre.... Lui invita i parenti.... _(per andarsene)_.

SIL. _(con forza)_ Lo dico a voi!... L'inverno scorso ho tollerata la sua presenza... perchè così voleva il Principe... e perchè la vostra relazione, nota a pochi, m'offendeva... ma non m'aveva ancora esposta al ridicolo!... Oggi, dopo lo scandalo del vostro viaggio con lei a Londra... e a Parigi... non lo sopporterò più!

MAUR. _(ironico)_ Davvero?!

SIL. No!... E se voi volete evitarle delle pubblicità disgustose... le chiuderete voi stesso le porte del palazzo....

MAUR. Non lo sperate!

SIL. _(con minaccia)_ Lo vedremo!

MAUR. Delle minacce?!

SIL. Perchè no?!... _(dopo pausa)_ Una volta che, nel gentiluomo, tutto è spento... e nessun sentimento più vi scuote... vi parlerò di danaro!

MAUR. Cosa volete dire?!

SIL. Da oltre un anno... avete incassato un milione di lire per la espropriazione delle case che costituiscono la mia dote... Dov'è quel danaro?!...

MAUR. Nelle mani di mio padre....

SIL. _(fredda)_ Bene!... Me lo farete restituire.... Non voglio che il frutto della mia dote... serva a pagare le _toilettes_ di Elena!

MAUR. _(alza il bastone per percuoterla)_ Disgraziata!...

SIL. _(che dal primo movimento di Maurizio, prevede dove sarebbe giunto, con moto rapidissimo, suona il campanello sulla tavola, che si dovrà udire dal pubblico)_.

SCENA ULTIMA.

_=Ambrogio= comparisce dal fondo; poi =Esther= e =detti=._

SIL. _(piano a Maurizio, indicando i domestici)_ Battetemi... in presenza de' vostri servi!

MAUR. _(combattuto, si frena a stento)_.

SIL. _(forte, ad Ambrogio)_ Chiamatemi Esther... La carrozza del Duca.... _(Ambrogio via. — Dopo un momento, comparisce Esther dalla destra. — Silvia continua con tono indifferente e aria canzonatoria)_. Intanto, buona notte... e... se andate al Circolo... giocate poco!...

MAUR. _(fremente, vorrebbe parlare; poi, rattenendosi, esce)_.

SIL. _(affranta dalla commozione, si getta sopra una poltrona)_ Vile!... vile!... sempre vile!

_(Cala la tela)_

FINE DELL'ATTO PRIMO

_ATTO SECONDO_

SCENA I.

_=Ambrogio=, =Emma=, =Vittorio=._

AMB. Vengano innanzi.... Vado ad avvisare il Principe... Lo attendano qui... _(via)_.

EMMA. _(guardando attorno)_. Lasciami vedere!.... Che mobili!... Che lusso!... Dio, come devono esser ricchi e felici... quelli che stanno in questi palazzi!

VITT. Per ricchi sì... quanto al _felici_... meno di noi!

EMMA. E dire che a noi basterebbe il valore della roba che c'è in una di queste sale per metter su casa... cinquanta volte!... E non sono felici... dici tu!?... Bah!... scherzi!... Se io avessi un palazzo simile... sarei la donna più felice del mondo!

VITT. _(gajo)_. Anche senza di me?!

EMMA. No... no!... _(con affetto, scherzosa)_. Non sei anche tu un... bel mobile?!... Se tu fossi ricco, però... ti amerei ugualmente!...

VITT. Ah, sei di buona bocca!

EMMA. E questo Principe com'è?

VITT. Lo vedrai!

EMMA. Sono curiosa!... È grande... è piccolo... è vecchio, eh?!

VITT. Vecchio, sì... e con aria venerabile, mentre ne ha fatte... e ne fa ancora peggio di Bertoldo!

EMMA. Possibile!?

VITT. Ma... già... è il loro modo di vivere!... Capirai... con tanti danari... abituati da secoli a veder tutti curvar la schiena dinanzi a loro... essi credono di valere qualche cosa di più... molto di più... di tutti gli altri uomini!... Le coscienze son fatte per loro... le donne son fatte per loro!

EMMA. Una volta... ma adesso!?

VITT. Eh, anche adesso!... Una volta le prendevano con la forza... adesso le comprano!... Si sta tanto bene quando si è ricchi!... Si può esser tanto felici!... Non lo dicevi anche tu poco fa!?... E la donna... si sa bene....

EMMA. Per me, son di quelle che si contentano di poco!... Oh, ma questo poco almeno... ci vuole!

VITT. Per questo mi son determinato... benchè a malincuore... a condurti qui!... Cosa vuoi?!... Il Principe m'ha detto due giorni fa: «È vero che prendi moglie?» — Sì. — «Bene: conducimi la tua fidanzata uno di questi giorni... voglio far qualche cosa per voi... e... se vedrò che hai avuto buon gusto... cercherò di farmi onore nel regalo di nozze.»

EMMA. E che male c'è in tutto questo?!

VITT. Oh, niente!... E, poi, si usa così in casa di questi grandi signori... e una volta che, per metter su casa, bisogna aver quattrini... e, per aver quattrini, bisogna dipender da loro... niente di male se si può ottenere tutto questo... _onestamente_!... E... siccome... dal più al meno... in queste case... gl'impiegati che hanno moglie, vanno su... per via... delle vie... così capirai...

EMMA. Saranno calunnie!

VITT. A me basterebbe che fossero... per me!... Ah, ecco il Principe!

SCENA II.

_Il =Principe=, e detti._

PRINC. _(entrando, a Vittorio)_. È questa la tua fidanzata?

VITT. Sì, Eccellenza!

PRINC. _(fissando Emma)_. Hai proprio buon gusto, briccone!... Un vero bottoncino di rosa!... _(A Emma)_ E da quando siete fidanzati?

EMMA. _(con un sospiro)_. Da due anni, Eccellenza!

PRINC. _(ridendo)_. Da due anni!... Per bacco!... È un bel pezzo!

EMMA. Che vuole, Eccellenza!... Aspettavamo sempre... per isposarci... che Vittorio ottenesse quel benedetto posto nell'Azienda delle Costruzioni....

PRINC. E... ora... lo ha avuto?

EMMA. Ora... sì... benchè....

PRINC. Benchè... che cosa?

EMMA. A dire la verità, mi vergogno... ma se ho osato venire a disturbarla... è stato... anzi tutto per riverirla... sì... ma anche per... un gran favore....

PRINC. Coraggio... coraggio... di' su!...

EMMA. Ecco, vede... gli avevano promesso 120 lire il mese... e in vece....

PRINC. In vece!?

EMMA. Sono appena 90!?... Capirà....

PRINC. Sicuro che con 90 lire!...

EMMA. Se ella, Eccellenza, potesse fargli un piccolo aumento....

PRINC. Io non posso nulla... proprio nulla nella Società.... Anzi, mi guardo bene dal metter lingua, quando si tratta del _personale_.... Però, voglio fare qualche cosa... quello che posso.... Se, per esempio, vi dessi l'alloggio qui, in palazzo?... Ci sono tante stanze libere!... Tu potresti intenderti con la guardarobiera per aver lavoro.... _(A Vittorio)_ Che ne dici?

VITT. Grazie, Eccellenza!... ma, pur troppo... io desidererei che Emma, quando sarà mia moglie, continuasse a lavorare sì... perchè le mie 90 lire non bastano... ma a lavorare in casa!... Sa bene... fa la sarta... e ha una clientela....

EMMA. E... poi... lasciare la mamma sola....

PRINC. _(con intonazione un po' asciutta)_. Va bene... va bene... non ne parliamo più! _(A Emma)_ Ti farò io da compare alle nozze!... Sei contenta?

EMMA. _(con gioja)_. Oh, Eccellenza!

VITT. Principe.... sarebbe un onore troppo grande per noi!... Ci farebbe troppi invidiosi!... Sa bene, la gente!...

PRINC. La gente... la gente!... Oh, conosco bene quello stupido proverbio: «Compare d'anello....»

VITT. Oh, non per questo, no!

PRINC. E tu lasciala dire la gente.... allora!... In somma, farò quel che potrò per esservi utile.... Addio, carina! _(facendo una carezza a Emma)_. Un vero bottone di rosa!... _(A Vittorio)_ Hai proprio avuto buon gusto, briccone! _(li congeda con la mano)_.

VITT. _(piano, Emma, andando via)_. Anche la carezza!

EMMA. _(piano, a Vittorio)_ Dovevo fargli uno sgarbo!?... E il regalo, allora?! _(via, con Vittorio, dalla Galleria)_.

SCENA III.

_=Maurizio=, dalla sinistra; e il =Principe=._

MAUR. _(entrando, molto serio)_. È solo?

PRINC. Sì!... Perchè?

MAUR. Devo parlarle di cosa molto grave!

PRINC. _(con tono scherzoso)_ Oh, che aria solenne!... _(dopo una pausa)_ Si tratta di danaro?

MAUR. Sì.

PRINC. _(dopo un'altra pausa)_ Il momento non è buono... ma se hai degli impegni serj!... Sentiamo, che somma ti occorre?

MAUR. Un milione di franchi!

PRINC. _(dando un balzo)_ Un milione!?... Per che farne?!

MAUR. _(serio, e freddamente)_ Voglio restituire a Silvia la sua dote!

PRINC. _(maravigliato)_ La dote... a tua moglie?!

MAUR. Silvia non vuole che sia investita nelle operazioni della nostra Società....

PRINC. _(di cattivo umore)_. Ci ha pensato troppo tardi!... Quando ritirai quel danaro, mi diede licenza di impiegarlo nel modo che avrei creduto migliore!

MAUR. E, ora, ha cambiato idea... e non è dignitoso per noi contrastarglielo!... Nelle relazioni in cui ci troviamo con lei.... mi pare umiliante che ella possa accusarci d'aver abusato di un danaro che le appartiene....

PRINC. _(con vivacità)_. Ha torto!... Saprò persuaderla io stesso che il suo capitale è garantito... e al sicuro da ogni minaccia!...

MAUR. _(freddo, incisivo)_. Non si tratta di persuadere... ma di restituire!...

PRINC. _(con impazienza)_. Come?!... Tu dimentichi che siamo costretti a contrarre degli altri debiti per non far cessare i lavori?!

MAUR. La Banca vi ha aperto un credito!

PRINC. _(c. s.)_. Ma non certo per rimborsare la dote di tua moglie!

MAUR. Se è necessario....

PRINC. _(con grande vivacità)_. Ma è una cosa assurda, mio caro!... _(vedendo giungere Fabrizio)_. Domandalo a tuo fratello!

SCENA IV.

_=Fabrizio=, e =detti=._

FABR. _(entrando sospettoso)_. Che c'è?

PRINC. _(con buon umore, lieto d'aver un ajuto)_. Silvia reclama il suo danaro per investirlo... a modo suo... e Maurizio è di parere che si rimborsi sua moglie, prendendo un milione alla Banca....

FABR. _(con moto subitaneo)_. È pazzo!

MAUR. _(offeso)_. Perchè?!

FABR. _(c. s.)_. Una simile proposta non si discute nemmeno!

MAUR. _(irritato, a Fabrizio)_. Fanne tu una migliore!

FABR. Non ne fo alcuna!... Tua moglie aspetterà.... come gli altri... che sia fabbricato il Quartiere... Allora le daremo un palazzo....

MAUR. _(con fermezza)_. Essa non vuol saperne delle vostre fabbriche!... Esige... capisci... il suo danaro... e io ho il dovere di darglielo!

FABR. Tu non le devi niente!... Ha dato a te... e a nostro padre... regolare procura per amministrare i suoi beni.

MAUR. E, ora, la ritira!

FABR. Sia pure!... ma non può distruggere ciò che è stato fatto... da chi ne aveva il diritto!

MAUR. Io non vi fo una questione di legalità... ma di delicatezza, Fabrizio!

FABR. _(con ironia)_. Con tua moglie?!

MAUR. _(risentito)_. Perchè no?!

FABR. _(c. s.)_. Sei troppo buono!

MAUR. _(irritato)_. Cosa vuoi dire?!

FABR. _(c. s.)_. Cento volte buono!

PRINC. _(ammonendo)_. Fabrizio!

_(Fabrizio non gli bada. — Il Principe, durante le_ battute _seguenti, che devono esser dette rapidamente, cerca di metter pace tra i due fratelli)_.

FABR. Se Silvia fosse mia moglie... so io come risponderei!... _(con viva ironia)_. Ma tu... hai adottato il sistema dell'indulgenza, della debolezza, de' riguardi delicati... e sei logico a venir qui a proporre... come la cosa più naturale del mondo... di distrarre i capitali da una grande impresa... per soddisfare a un suo capriccio!

MAUR. _(riscaldandosi)_. Non cedo a nessuna debolezza... nè al desiderio di soddisfare a' suoi capricci... ma ho la ferma volontà di troncare, appena sorta, una bassa questione d'interessi.

FABR. _(pronto, ironico)_. Rovinando le nostre imprese!

MAUR. Eppure, un mezzo bisogna trovarlo!... _(al Principe)_. Ciò, spetta a lei!

FABR. _(a Maurizio)_. Spero che non vorrai insistere... e tormentare nostro padre... pretendendo da lui l'impossibile!

MAUR. Insisto... e formalmente... perchè sarebbe una cosa troppo umiliante per me... e anche per lui... _(indicando il Principe)_ confessare che abbiamo avuto bisogno del danaro di Silvia.... Il contratto nuziale la lascia padrona assoluta di disporre, come crede meglio, delle sue rendite.... Qualunque sia il tenore degli atti firmati dopo... noi dobbiamo ridarle intiera quella libertà che essa aveva allorquando è entrata in questa casa....

FABR. _(riscaldandosi)_. Anche a costo di metterci in gravi imbarazzi?!

MAUR. Anche!

FABR. _(incollerito)_. Davvero!?

MAUR. Sì... perchè lui... _(indicando il Principe)_ pensa, come me, che bisogna, se è necessario, sacrificare ogni cosa a un sentimento di _dignità personale_, che tu non puoi capire....

FABR. _(sempre più incollerito)_. Io capisco meglio di te... quali obblighi morali, impongano _certe situazioni_... ma quando si sono volute!

MAUR. _(interrompendo, minaccioso)_. Fabrizio... Fabrizio!

PRINC. _(con forza)_. Smettete!... È questo il linguaggio di due gentiluomini... di due fratelli?!

FABR. _(con ira ironica)_. Già... fratelli... ma non uguali!... Maurizio è Duca... e sarà Principe... e io, nulla!

PRINC. Vuoi de' titoli anche tu?

FABR. _(c. s.)_. No!... li lascio, a chi, un giorno, avrà i milioni!

PRINC. Questi non posso darteli... _(con rammarico sincero)_ e non è mia colpa... se uno de' miei figli è la vittima di una legge troppo tardi abolita!... _(a Fabrizio)_. Tuo nonno, per continuare la grandezza della casa, ha voluto unico erede del patrimonio avito il primogenito.

FABR. _(c. s.)_. Lasciando agli altri appena di che vivere!... _(con dispetto)_ Duemila scudi!

MAUR. _(irritato sempre più del rammarico dimostrato dal Principe ch'egli sia l'unico erede — con calore)_. Duemila scudi di rendita... che tu puoi spendere... e spendi... a tuo talento... mentre se io ho bisogno di mille lire... devo chiederle come un'elemosina!

PRINC. _(irritato, a Maurizio)_. Ti furon mai rifiutate?!... T'è mancato mai qualche cosa?!... Vorresti forse, fin da ora, anche tutte le rendite?!... Sono mie... finchè vivo!

MAUR. _(c. s., al Principe)_. E le spenda pure come meglio le piace... ma da gran signore... da principe... continuando le tradizioni cospicue della famiglia... non già in speculazioni da capomastro... da appaltatore... accarezzando illusioni... e coltivando imprese fantastiche!

PRINC. _(con irritazione)_. Le mie rendite io le spendo come mi pare!... Ciò non ti riguarda!

MAUR. Sì... perchè, in tanto, lei, non è in grado di restituire a Silvia la sua dote!

PRINC. _(c. s.)_. A Silvia... ci penso io! _(suona il campanello)_.

MAUR. Cosa intende di fare?!

PRINC. Lo vedrai!... _(ad Ambrogio che si presenta dalla Galleria)_. Pregate la Duchessa di venir qui... _(Ambrogio s'inchina, e rientra a destra)_.

MAUR. _(agitato, con vivacità)_. Spero che non confesserà a Silvia il nostro imbarazzo... nè le chiederà di farci delle concessioni!

PRINC. _(di cattivo umore, ma con calma)_. So tutelare da me il decoro della famiglia... gl'interessi di tutti voi... e non ho bisogno di maestri!... _(azione di Maurizio e di Fabrizio)_ È affar mio!... Di fronte a tua moglie... _(rivolgendosi a Maurizio)_ sono responsabile io solo... e se non ha più fiducia in me... so io quello che devo fare!... Del resto, sentirai tu stesso... _(nuova azione di dispetto e d'inquietudine da parte di Maurizio e di Fabrizio)_. E tu... _(a Fabrizio)_ lasciaci!... La tua presenza... non può far altro che irritarla maggiormente!... _(Fabrizio dà una scrollatina di spalle ed esce)_.

SCENA V.

_Silvia, dalla destra, e =detti=._

SIL. _(fredda, sostenuta, al Principe; senza guardare Maurizio)_. Mi vuole?

PRINC. _(frenandosi, con dolcezza)_. Sì, vieni!... Ho bisogno di avere con te una spiegazione.... Maurizio m'ha detto che ci ritiri la tua fiducia per quello che riguarda l'amministrazione della tua dote... È vero?!

SIL. Non ne ho forse il diritto?

PRINC. Nessuno te lo contrasta... ma è un atto di sfiducia che offende lui e me!... Ne hai ben ponderata la gravità?

SIL. Sì.

PRINC. E persisti?

SIL. Persisto.

PRINC. _(inquietandosi)_. Per che ragioni!?... Parla liberamente... non sei donna da ubbidire a un capriccio... e se hai presa una risoluzione... che mi addolora... _(azione di protesta da parte di Silvia, e di dispetto da parte di Maurizio)_ sì, che mi addolora... ti deve aver guidato un motivo molto grave... Quale?!

SIL. Lo chieda a Maurizio!... Lui sa, perchè... contro la mia volontà... do a lei, che non lo merita, un dispiacere di questa natura!

MAUR. _(imbarazzato)_. Silvia non ha fiducia nelle nostre imprese... e ha paura di perder tutto!

PRINC. _(rasserenandosi, a Silvia)_. Non è altro che questo?

SIL. _(ironica)_. Poichè lo dice lui!

PRINC. _(c. s.)_. Allora... mia cara... puoi vivere tranquilla!... Sei garantita da una prima ipoteca... _(sorridendo bonariamente)_ e rispondiamo tutti noi _in solidum_ per ogni eventualità!

SIL. _(freddamente)_. E così lei è di parere che le cose... devano restare come sono?!

PRINC. _(gajo)_. Sicuramente... se non ci sono altre ragioni... _(come sorpreso da un'idea improvvisa)_. Ah, ho capito!... Tu vorresti avere a tua disposizione qualche altro biglietto da mille per le tue _toilettes_ d'inverno?!... A questo si può rimediare facilmente... _(gajo, galante)_. Mandami il conto della tua sarta, e lo pagherò io!

SIL. _(risentita, credendosi offesa)_. Non ho chiesto delle _toilettes_... ma di rientrare nel libero possesso di quel che è mio!... E mi maraviglio che si discuta!... Ma... giacchè oggi, in casa Lanfranchi, anche questo è possibile... e io non voglio discutere con lei... nè darle de' dispiaceri... mi permetta di troncare questo colloquio... _(dopo una pausa, con intenzione)_ Lo riprenderà... con Maurizio... il mio avvocato!... _(per andarsene)_.

PRINC. _(trattenendola)_. Non parlarmi così... perchè mi faresti andare in collera!... Devi trattare con me... con me solo... e non c'è bisogno d'avvocati!... Ho il dovere di tutelare... anche contro te stessa... il tuo interesse... e non mi saprei perdonare di cedere a un capriccio... _(azione di Silvia)_ a un puntiglio... o... peggio ancora... a una paura ingiustificata.... Provami che quanto chiedi è utile e ragionevole, e farò quel che vorrai!... Prima no!

SCENA VI.

_=Ambrogio= e =detti=._

AMBR. _(dalla comune, annunziando)_. Il signor ingegnere Salvetti!

PRINC. _(ad Ambrogio)_. Venga... venga!... _(Ambrogio via)_. Giunge a proposito!

MAUR. _(al Principe)_. Lei vuol far intervenire l'Ingegnere in questa disputa!?... _(con impeto)_. Ma io non permetterò mai che un estraneo... sia messo a parte di questioni intime!

PRINC. _(severo, alzando il tono della voce)_. Lo voglio io!... Se non ti garba, vattene!... Questa è cosa che dobbiamo regolare tra noi!... _(alludendo a Silvia ed a sè)_. Tu non c'entri più!

MAUR. Ma io non posso tollerare che in mia presenza....

PRINC. _(c. s.)_. Ti ripeto... vattene!... Al _Club_ sei aspettato per il programma delle corse... Occupati di questo... sarà meglio!... Per le cose serie, basto io solo!

MAUR. _(tranquillandosi)_. Faccia come crede... ma, in un modo o nell'altro... procuri di farmi uscire al più presto da una condizione di cose... che mi umilia.... _(via dalla Galleria. — Sulla soglia s'incontra con Riccardo, che saluta freddamente)_.

SCENA VII.

_=Riccardo=, =Silvia=, =Principe= e =Ambrogio=._

AMBR. _(introduce Riccardo, ed esce subito)_.

RICC. _(con alcune carte in mano, che mostra al Principe)_ Scusi, signor Principe, se la disturbo... ma prima di concludere con la Banca... avrei voluto darle tutte quelle spiegazioni....

PRINC. Grazie... tra poco ne parleremo... _(prende le carte: poi, con una intonazione gaja, disinvolta)_. Ora lei giunge a proposito per far da giudice, e da paciere... in una grave questione... _(indicando Silvia con lo sguardo)_.

RICC. _(maravigliato, sorridendo)_ Tra lei e... la signora Duchessa?

PRINC. Per l'appunto!... _(sempre fingendo gajezza, e adoperando un tono canzonatorio)_. Sa che cosa mi diceva?!... Che abbiamo fabbricato sull'arena... che siamo minacciati da gravi pericoli... da una completa rovina!

RICC. _(ridendo, e protestando)_ Oh... e perchè?!

PRINC. _(c. s.)_ Chi lo sa!... Un presentimento... un avviso del cielo!... _(dopo una pausa, con una intonazione sempre più gaja)_. Questa febbre della ricostruzione di Roma ha cagionato tante rovine!... I Ministeri cambiano con tanta rapidità!... Da un giorno all'altro, un fatto qualunque... impreveduto... può distruggere tutti i calcoli... o ridurre a zero il valore degl'immobili!

RICC. _(volgendosi verso Silvia)_ La signora Duchessa ne teme?!

SIL. _(fa un gesto di negazione indifferente)_.

PRINC. O qualche cosa di simile!

RICC. _(maravigliato)_ Non posso crederlo!... _(a Silvia)_ Ma è proprio vero?

SIL. _(freddamente)_ Non ha sentito?! _(accennando il Principe)_.

PRINC. _(a Riccardo)_ Eh, cosa gliene pare?!

RICC. Sono maravigliato!

PRINC. Anch'io!... Ho cercato di persuaderla che commetterebbe una vera pazzia.... ma io non sono eloquente... e perciò invoco il suo ajuto!... Lei è tecnico... e può spiegar meglio di me tutto il congegno: chiarire i dubbj: dissipare tutte le inquietudini....

RICC. _(sorridendo bonariamente)_ Mi par facile!

PRINC. _(a Silvia, con aria vittoriosa)_ Lo senti!?... _(a Riccardo)_ Parli schietto, sa!... Senza riguardi!

RICC. La situazione della Casa... oggi che possiamo contare sull'appoggio della Banca... parmi assodata... Se io possedessi de' capitali... non esiterei a investirli in azioni nostre!

PRINC. _(trionfante, a Silvia)_ Vedi!?

RICC. Assicurata la fine de' lavori in corso, anche nella peggiore ipotesi, cioè affittando le case a un prezzo vilissimo, tra quattro anni se ne caverà almeno un milione e mezzo di rendita!

PRINC. Cioè... l'8 per cento!... E tu vorresti!?

SCENA VIII.

_=Ambrogio= e =detti=._

AMBR. _(dalla galleria, annunziando)_ La signora marchesa Elena!

SIL. _(con impeto, scattando)_ Non ricevo!

PRINC. _(turbato, pronto)_ La ricevo io!... _(Ad Ambrogio)_ Pregate la Marchesa di passare nel mio appartamento... Devo parlarle... _(Ambrogio via. — A Silvia, con dolce rimprovero)_ Silvia, Silvia!... _(a Riccardo, indicando Silvia, e tornando a fingere gajezza)_ È giornata di nervi, oggi!... L'abbiamo contrariata troppo!... Procuri lei di persuaderla... ma senza irritarla!... Io non voglio che sia legata alla nostra fortuna!... Desidero solo che sappia tutelati i suoi interessi... e che, stando con noi, ha molto da guadagnare... nulla da perdere!... _(dando la mano a Riccardo)_ Ci vedremo più tardi!... _(via)_.

SCENA IX.

_=Silvia= e =Riccardo=._

SIL. _(appena via il Principe, dà un sospiro di sollievo; e, smettendo il contegno freddo, dice con cortesia signorile)_ A noi, dunque, Ingegnere!

RICC. _(insinuante, sorridendo)_ Il Principe ha ragione... Permetta che glielo dica... le sue paure sono ingiustificate.

SIL. _(sorridente, con confidenza)_ Non si tratta di paure!... Credo quanto il Principe che un'impresa diretta da lei deva riuscire... e, poi, se si dovesse anche fare qualche perdita, non me ne addolorerei troppo!

RICC. _(maravigliato)_ E allora?!