Danza macàbra

Part 2

Chapter 23,573 wordsPublic domain

TOMM. _(c. s.)_ La vedova.... con quattro marmocchi.... l'operajo... ch'è caduto dalla fabbrica... La puerpera che non ha latte.... L'artista a cui manca lavoro.... ci sono tutti!... _(con sarcasmo)_. E tutti cantano miseria!... La Duchessa se ne commuove... e manda il _signorino_... a verificare... e il _signorino_ dice sempre sì, sì... perchè, trattandosi di elemosina, gli riesce facile... _(con malignità)_ maneggiar quattrini!... Ma è finita anche questa cuccagna!... Da qui in avanti le informazioni sopra tutti questi morti di fame, le darò io!... _(Ambrogio e Giacomo ridono forte)_ Silenzio!... Viene il Marchese.... _(I servi si ritirano in fondo, e tutt'e tre assumono un contegno rispettoso)_.

SCENA II.

_Gustavo, in frak; e detti._

GUST. _(entrando dalla sinistra)_ Auff!... Come mangia male il patriziato romano!... Questa cucina bastarda, caro signor Tommaso, mi ha impinzato... senza nutrirmi!... Delle pietanze romane... condite all'inglese... da un cuoco francese!...

TOMM. Al quale fanno perdere la testa!... Il principe la vuole in un modo... La Duchessa, in un altro... Don Fabrizio dà un ordine!... Il Duca gli contraddice!

GUST. E... tutti insieme... cospirano per far mangiare male i loro invitati!... L'ho detto anche a tavola... I padroni ne hanno riso... ma è la verità!... Se il Principe Lanfranchi non ha più nemmeno una buona tavola, non vedo che cosa possa giovarmi l'essere suo nipote!...

TOMM. Il signor Marchese ha voglia di scherzare!...

GUST. No... dico sul serio!... Danaro non me ne dà!... Dunque!?

TOMM. _(ridendo)_ Oh, oh!... Sempre di buon umore!...

GUST. E... almeno... ci fosse del cognac bevibile!...

TOMM. Ne abbiamo... e dell'eccellente, signor Marchese!

GUST. Allora... non è quello che servite in tavola!?

TOMM. Voglio portarglielo io stesso... _(fa per andare)_

GUST. _(trattenendolo, col gesto)_ No!... Me lo faccia portare... ma lei resti... perchè vorrei dirle una parola...

TOMM. _(tra sè)_ Ci siamo!... _(fa cenno ad Ambrogio che esce e torna col cognac servendo Gustavo)_.

GUST. _(avvicinandosi a Tomm.)_ E così?!..

TOMM. _(con sussiego)_ Ecco... se si tratta d'un migliajo di lire... avrei trovata la persona....

GUST. Ma io ho bisogno di 5000 lire!... Quanto alla terza persona... via... son ferravecchi!... Le pare?! _(sorseggiando il cognac)_ Eccellente davvero questo cognac!

TOMM. Ferravecchi!... Come se il signor Marchese non sapesse che io sono un povero maestro di casa... a 60 scudi il mese!

GUST. _(subito)_ E gl'incerti....

TOMM. Oh, ma molto incerti!

GUST. _(sorridendo ironicamente)_ Già, già... anche quando s'amministra da 15 anni uno de' più grandi patrimonj di Roma!

TOMM. Mi son lasciato indurre a prestare qualche risparmio.... che avevo fatto...; ma non mi ci prendono più!... Lei sa bene che la settimana scorsa m'avrebbero sequestrato i mobili... per una cambiale protestata col mio avallo... se non fosse intervenuto il Principe... tanto buono!

GUST. Tre volte buono!... Perchè a me, quell'affare del sequestro... non l'avrebbe dato a bere!... È stato... sì, un colpo da vero maestro... di casa... ma a me... ripeto...

TOMM. _(fingendo dolore)_ Mi maraviglio come il signor Marchese... possa credere a certe calunnie!

GUST. Calunnie!?... Perchè?!... Prima d'ogni altra cosa, si cercava di dissipare certe voci... di certi prestiti dati a grosso interesse... co' danari del Principe... dunque niente di male!... E poi ho fatto una piccola inchiesta per mio conto.... e il _compiacente cugino_ della cambiale... potrebbe... nel caso....

TOMM. Insomma, cosa vuole che le dica?... Dal momento che anche lei, per altro, non ci trova niente di male....

GUST. E le cinque mila lire?...

TOMM. Ebbene... sì... farò il possibile!

GUST. Sono parole un po' troppo vaghe!... Mi occorrono questa sera.

TOMM. _(spaventato)_ Questa sera?!

GUST. Già... altrimenti dovrei cavarmi il capriccio di parlare al Principe di quel tal sequestro... non foss'altro per sapere se, anche lui, è del nostro parere circa il... _niente di male_!...

TOMM. Ebbene... signor Marchese... a questa sera!...

SCENA III.

_=Esther=, con =Enrichetto=, dalla destra, attraversa la scena verso la sinistra. — Ambrogio e Giacomo portano l'occorrente per servire il caffè, deponendo tutto sulla tavola in fondo. — =Detti=._

GUST. _(a Tomm.)_ Oh, la bella Esther!... _(salutandola)_ Madamigella... come va il mio cuginetto?

ESTH. _(saluta Gustavo con civetteria e con affettata pronunzia francese)_ Sempre bene, signor Marchese.

GUST. _(accarezzando Enrichetto)_ Lo accompagna dal nonno?

ESTH. _(sorridendo)_ Tutte le sere... alle frutta... La signora Duchessa... non lo vuole a tavola... prima...

GUST. Perchè Enrichetto è cattivo! _(prendendolo in braccio)_ Dammi un bacio, birichino. _(resta in disparte con Enrichetto)_.

TOMM. _(a Esther, in maniera che odano i servi)_ Madamigella... una parola...

ESTH. _(rispettosa)_ Mi comandi, signor Tommaso...

AMB. _(a Giacomo)_ Ora tocca a madamigella!...

TOMM. Lei è uscita oggi in carrozza?!

ESTH. _(con calma)_ Per ordine della signora Duchessa...

TOMM. _(c. s.)_ E... ha fatto correre, per due ore, sotto l'acqua... una pariglia di ottomila lire!

ESTH. Dovevo sbrigare tante... commissioni!

TOMM. Ragione di più per andare a piedi... o in vettura da nolo!...

ESTH. Ma la signora Duchessa...

TOMM. _(pronunziando forte le parole)_ La signora Duchessa può far quello che vuole... ma lei, per girare Roma, non ha bisogno d'una pariglia inglese!...

ESTH. _(con ira mal repressa)_ Sta bene... un'altra volta anderò a piedi....

TOMM. _(con durezza)_ Ha preparato quella nota?

ESTH. Sì... eccola!... _(gli dà una carta con atto dispettoso)_.

AMB. _(piano a Giac.)_ Ci ho tanto gusto!... M'ha fatto prendere tanta di quell'acqua... la signorina!

TOMM. _(s'avvicina a Esther, fingendo di leggere la nota, e le dice piano)_ Sei in collera?...

ESTH. _(con malumore)_ Lo domandi?!... Certo!... Perchè questa scena?...

TOMM. _(c. s.)_ Era necessaria!... Ambrogio ha fatto la spia... e il Duca è furioso, perchè hai fatto bagnare i suoi cavalli...

ESTH. _(guardando i servi — a Tommaso con malizia)_ Allora... alza pure la voce... ma farai pagare dal Duca una _toilette_ di più!...

TOMM. _(ridendo)_ Questo s'intende!

ESTH. _(c. s.)_ E... quanto ad Ambrogio...

TOMM. Al primo bicchiere che rompe... avrà il fatto suo!... _(ridono tutt'e due. — Poi Tommaso ripiglia un contegno severo)_ Va bene... _(forte, mettendo in tasca la nota)_ domani sarà pagata.

ESTH. _(riprendendo il bambino)_ Signorino... andiamo... Signor Marchese... _(via, con Enrichetto a sinistra. I servi s'allontanano dalla Galleria)_.

SCENA IV.

_=Gustavo= e =Tommaso=; poi un =Servo=._

GUST. _(seguendo Esther con lo sguardo)_ È bella questa ragazza?!... Un vero bijou!... E ci vuole un bel cuore a trattarla come fa lei... con tanta severità!

TOMM. L'ho messa io in casa del Principe... e... capirà... ci tengo che mi faccia onore... Il signor Duca è così tenero per i suoi cavalli!

GUST. _(con malizia)_ Ah, dunque, l'ha messa lei in questa casa?!... Bravo!... Si vede proprio che lei ha un buon gusto in fatto di belle donnine.... Ma... già... tutti sanno... che lei....

TOMM. _(protestando)_ Ah, signor Marchese... questo poi!.. Ma via... alla mia età!... Oh, davvero che il mondo è proprio cattivo!

GUST. Calunnie anche queste, eh?!.. Come quella del sequestro?! —

TOMM. _(mortificato)_ Signor Marchese....

GUST. Animo... via!... Come vuole che certe cose non le sappia io... io che sono amatore del genere... come lei!... E anche in questo... non c'è nulla di male!... Si può metter la mano sul fuoco, che anche il Principe direbbe così.... Lui che.... ancora alla sua età... malgrado gl'impicci del famoso quartiere che sta costruendo... malgrado la sua serietà... lasciamola lì!... Del resto, ognuno ha la propria vocazione... Mio cugino, per esempio, va matto per i cavalli!... Bisognava vederlo a Londra... e a Parigi!... Ed è curiosa come le passioni s'appiccicano!... Anche mia moglie... a star con lui... ha preso la stessa mania!... Di giorno... nelle scuderie... o alle Corse... di sera, al Circo!

TOMM. _(con malizia)_ Sarà stata una vera penitenza per lei?!

GUST. Oh, per me, di giorno... mi ci pigliavano... ma di sera!... Ah, quella Parigi!... che città!... che donnine!... C'è mai stato lei?

TOMM. Pur troppo, no!... E... ora... alla mia età!...

GUST. Avesse cent'anni... ci vada prima di morire!

TOMM. _(ridendo)_ Dunque, da quelle parti, signor Marchese, nessuna scarsità di prodotti?!

GUST. Ah, no!... al contrario!... Ma la ricerca dell'articolo «Parigi»... per l'esportazione e il consumo interno.... è tanta... che la merce autentica non ha più prezzo....

TOMM. Ci saranno sempre i prodotti falsificati... per le piccole borse!

GUST. Americane.... spagnuole.... russe.... tedesche.... italiane... molte italiane!... con etichetta francese, s'intende!... A che servirebbe, del resto, l'insegnamento di questa lingua nelle nostre scuole magistrali?... Il Governo, che improvvisa tante maestre... per non pagarle... almeno apre loro così una... carriera proficua! _(ridono; poi Tommaso, vedendo entrare Riccardo, saluta e s'allontana, dando ordini al servo)._

SCENA V.

_=Riccardo=, in frak, dalla Galleria, introdotto da un servo. — =Detti=._

RICC. Oh, Marchese, ben tornato! _(si danno la mano)_.

GUST. Arrivai ieri.... Venni subito per vederti... ma non eri in Ufficio....

RICC. Ero sul lavoro....

GUST. Ebbene, eccoti qui!... Sei dunque contento d'aver lasciato il nuovo mondo per il vecchio?!... Dimmelo francamente... perchè, avendoti proposto la Direzione della nostra Società... e fatto accettare da essa... non vorrei aver rimorsi!

RICC. Rimorsi!?... Tu scherzi!... Eh, via!... Fosse stata la mia rovina, tu non ci avresti colpa! — Non forse ti parlai... fino alla noja... della nostalgia invincibile, che m'aveva preso dopo sei anni di vita americana!?... Ma già... noi Italiani siamo tutti così!... Non possiamo star lontani dal nostro paese.... E... poi... quando ci si torna....

GUST. Ebbene... quando ci si torna!? —

RICC. La vita è fatta così.... Ciò che non si ha... par sempre più bello!... E... poi....

GUST. E poi!? —

RICC. Vuoi che ti dica, l'idea, che mi son fatta in questi otto mesi... dacchè sono qui?... È questa... che gli Americani sbagliano quando vogliono scimmiottare gli Europei.... e noi sbagliamo quando vogliamo scimmiottare gli Americani!... Laggiù vanno matti per le nostre anticaglie... noi, diventiamo così per le loro enormi imprese... per i loro affari colossali!... E qui... son capitato proprio nel mondo più adatto... a osservare questa... pazzia!

GUST. Vuoi dire!?

RICC. Voglio dire questo mondo di patrizj romani.... de' parrucconi che vogliono posare a Jankee!... Oh, che gente!... Loro... voler fare delle imprese americane... come questa di costruire una città come Roma!... Ma dovranno contentarsi di figurare come decorazioni de' loro vecchi palazzi... de' loro vecchi ambienti!

GUST. Il male si è... mio caro... che non lo hanno potuto!...

RICC. Anche questo è vero!... La borghesia americana... da per tutto... li aveva superati in ricchezza... ed essi... per la solita albagia della superiorità... si son lasciati tentare a gettarsi a capo fitto nel mondo degli affari... Credevano di raddoppiare i proprj patrimonj... e vi lasciano, invece, le penne!

GUST. Dunque, gli affari della nostra Società... van male!?...

RICC. Non dico questo... ma bene neppure!... Basta... speriamo!... _(pausa)_ Fatto sta che... in otto mesi che sono qui... io non ho potuto ancora veder bene nelle cose... Oh, che amministrazione!... Un labirinto!... E quanti ostacoli!... La politica... e il Governo... entrano da per tutto!... Questo Principe romano.... che ha voluto fare il Costruttore in grande... ha fatto le cose da Principe... e non da costruttore!... Ci vuol altro!... E tutti gli hanno mangiato addosso!... Figurarsi!... Una Società impegnata per 20 milioni... con tutte le azioni emesse.... È in mano di chi!?... Otto milioni spariti nelle fondamenta... cioè... no... nelle tasche di uomini politici... per procurarsi l'appoggio governativo... caso mai... o per contrarre prestiti onerosi, co' quali far fronte a' mancati pagamenti degli azionisti!... Otto milioni!... _(breve pausa)_. A proposito... anche tu hai delle azioni?

GUST. _(imbarazzato)_ Sì....

RICC. E... devi ancora i due ultimi pagamenti... mi pare?

GUST. Sì!... _(rinfrancandosi)_ E pagherò!... ma... caspita... con te posso parlar schietto... pagherò quando tu mi potrai assicurare....

RICC. Oh! te lo ripeto... per ora non c'è nulla di minaccioso... e se non saltano fuori magagne... mi capisci?... spero di condurre le cose a buon porto...

GUST. Benissimo!... E se saltano fuori?!

RICC. Oh, non lo credo!

GUST. E neppur io!... Ma... quando si hanno pochi danari come me... che, per fare que' pagamenti, sarei proprio costretto a gravi sacrificj... tu comprenderai che ci vorrebbe almeno una certa sicurezza... un'intiera fiducia....

RICC. E tu non l'hai?!

GUST. Sì... in te... nel Principe!... Ma... capirai... ci sono degli altri...

RICC. Chi!?

GUST. Io non ho peli sulla lingua... con te, specialmente!... Non ti parlo di Maurizio, che si occupa solo di cavalli... o di caccia!... Fabrizio, per esempio!... Ah, questa è una volpe fina!... Ma per quanto fino sia lui... io non son tanto gonzo da credere che... lui... il cadetto... non abbia profittato di questa bella occasione di maneggiar milioni... per rifarsi delle nostre leggi... patrizie!... La volpe spende e spande... e... in somma... io farò... sì... i miei due pagamenti... ma, prima, fammi tu un gran favore.... Fruga... fruga bene... specialmente negli scartafacci de' primi contratti... e... poi... ne riparleremo!

RICC. Bah!... Come vuoi....

GUST. Grazie!... E in premio... voglio darti un consiglio... perchè vedo che sei nella buona strada per giudicare il nostro patriziato... e vorrei affrettare la tua educazione definitiva!... Noi... in somma... siamo un vecchio mondo in isfacelo di giocatori... di oziosi... di scettici... di donnajuoli... d'ignoranti... d'ignoranti, sopra tutto!... I nostri avi, almeno, avevano qualche gusto d'arte... noi neppur questo!... Dimmi quanti patrizj, oggi, spendono una infinitissima parte delle loro rendite per comprare una statua... un quadro... de' libri!?... Molta vernice... spesso nera... per coprire le macchie... ma sotto!... _(pausa)_ Gli uomini migliori... come il vecchio Principe... sono delle nullità... che vorrebbero far l'Ercole degli affari!... Il solo vero gentiluomo sono ancora io... credimi... modestia in tasca... perchè io, almeno, non fo l'ipocrita!... Sono uno scavezza collo... e non la pretendo a gran Costruttore... o a modello di nessuno!... Quanto alle nostre dame... avendo l'abitudine di confessarsi spesso... hanno sempre qualche cosa... di nuovo... da dire al confessore!... Osa tutto con esse!... Non far mai l'ingenuo... perchè questa è la sola colpa che non ti perdonerebbero mai!

RICC. _(sorridendo)_ Oh, che scettico!

SCENA VI.

_=Silvia=, da sinistra, e detti. — Poi, il =Comm.re Ottavi= e il =Conte Sereni=, pure da sinistra: =Fabrizio=, =Elena=, =Gabriella=, =Maurizio=, =Esther=, con =Enrichetto=; da ultimo, il =Principe=. — Gli uomini sono in frak, le donne in «toilette» di sera. — =Giacomo= e =Ambrogio= servono il caffè._

OTT. _(a Sereni)_ Sicchè, caro collega... lei si trova all'opposizione?!...

SER. No... ma mi preoccupa il pensiero di aver contro il Governo nelle elezioni.

OTT. Come?!... Temete d'esser battuto... ne' vostri feudi?!

SER. Oh! non per questo... ma per la spesa...

GUST. _(ironico)_ Sereni ha ragione.... Gli elettori campagnoli sono diventati così avidi, così ingordi... che, se continua, tra qualche anno... un povero possidente dovrà rovinarsi del tutto per andar alla Camera.

SER. Proprio così!... L'ultima elezione, con l'appoggio del Governo, m'è costata 5000 lire.... Figurarsi se lo avessi avuto contro!

GUST. Non bastavano 5000!... Eh, caro conte, gli elettori hanno capito oramai... che dagli eletti non possono sperar nulla... e procurano di rifarsene sopra i candidati!... È sempre un benefizio... il solo forse.... _(ridono, e formano un gruppetto)_.

ESTH. _(accompagna Enrichetto da Silvia, che lo bacia)_.

OTT. _(al Sereni)_ E lei vorrebbe!...

SER. Che il Ministero conoscesse i miei sentimenti... i quali....

OTT. Eh.... eh!... Ma se gli vota contro?

SER. Non posso per ora staccarmi dagli amici!

OTT. Io, allora, cercherò di far capire che la sua assenza....

GUST. _(continuando)_ È un colpo di mano dato per tener su la baracca!... Il sistema è buono... ed è vecchio quanto la Chiesa... che ha introdotto l'astinenza... parlamentare tra le virtù... _(ridono, e si uniscono in gruppo, verso il fondo, con Elena, Gabriella e altri, prendendo il caffè)_.

SIL. _(dopo aver baciato Enrichetto, che ha presso di sè)_ Va', carino... dà un bacio anche al babbo!... _(Esther accompagna il bambino da Maurizio, che lo bacia: Maurizio non restituisce il bacio; poi fa cenno a Esther di condurlo via. — Esther via, a destra, con Enrichetto. — Questa azione dev'esser fatta in vista del pubblico, durante le battute che seguono)_.

RICC. _(a Silvia)_ Il signor Duca è qui?

SIL. _(indicando Maurizio)_ Sì.... Non lo conosce?

RICC. Non ancora!... Prima che il Duca si recasse a Parigi... non ebbi occasione di trovarmi con lui... e ignoravo che fosse già ritornato.

SIL. Da ieri... _(chiamando)_ Maurizio!... _(Maurizio si stacca dal bambino, e si avanza. — Silvia gli presenta Riccardo)_ L'Ingegnere Riccardo Salvetti....

MAUR. _(con cortesia, dandogli la mano)_ Sono molto lieto di conoscere personalmente il Direttore della nostra Società.... Mio padre... e mio fratello... m'han fatto i migliori elogi di lei.... Io, a dire il vero, non m'intendo affatto di costruzioni... anzi... credo che certe cose bisogni lasciarle fare a chi c'è nato... ma ho sempre avuto un debole per l'arte... specialmente per l'architettura.... Ebbene, ho veduto qualche cosa sua... e... davvero... m'è parsa di ottimo gusto....

GUST. _(a Riccardo)_ Per bacco!... Complimenti, mio caro!... Un elogio simile da parte del Presidente della Società artistica....

MAUR. _(ridendo)_ Perchè compro qualche quadro...

GUST. Bello però.... che il Principe padre.... naturalmente... confina in soffitta... perchè non deturpi la «Galleria» de' nostri avi!... _(ridono)_

PRINC. _(entrando e andando verso Riccardo. — Maurizio saluta Riccardo, e s'allontana)_. Caro Ingegnere.... Ebbene, che nuove?

RICC. Eccellenti, signor Principe....

PRINC. Davvero!?... Sentiamo... sentiamo!

RICC. Ho parlato alla persona che lei sa... e pare proprio che la Banca Nazionale... finalmente... ci accorderà un credito di due milioni....

PRINC. Proprio!?

RICC. Io spero di concludere la cosa domattina.

PRINC. Oh, ma questa è una grande notizia!... Hanno udito, signori?... _(tutti s'avvicinano)_. La Banca viene finalmente in nostro ajuto... _(movimento di soddisfazione in tutti, ed esclamazioni in concerto)_ Ora, la costruzione del Quartiere è assicurata.... _(approvazioni generali)_.

RICC. Non del tutto.... Restano ancora molte difficoltà da superare.

FABR. _(con calore, incoraggiato dalle approvazioni di Gustavo, dell'Ottavi e del Sereni)_. La discesa vertiginosa de' valori immobiliari era inevitabile e necessaria.... Eravamo saliti troppo... dando a' terreni... e alle case un valore fittizio.... Ora, ritorna l'equilibrio.... Non è possibile discendere di più!... La rovina de' primi costruttori imprudenti... salva gli altri più avveduti.

RICC. Giova sperarlo... ma non è certo!

FABR. Oh, l'avvenire è per noi!... Lasci che il Quartiere Lanfranchi sia finito... e... poi... vedrà.

PRINC. _(esaltandosi a mano a mano)_ Finito!?.... Vivrò io abbastanza per vederlo? Mi pare un sogno!... Da principio non volevo saperne... e... poi... mi ci sono appassionato fino all'esaltazione!... Vado tutti i giorni a girare per i cantieri.... Quando li vedo deserti... mi prende una stretta al cuore... come se fossi colpito da una sventura domestica!... Che pena il vedere quelle fabbriche interrotte... quegli istrumenti di lavoro inerti!... Ma che gioja quando il cantiere è popolato da centinaja di lavoratori!... Quel lavorìo continuo mi elettrizza!... Lo spettacolo di tutta quell'attività umana... di tanta forza e di tante energie associate insieme per costruire una nuova Città... mi fa l'effetto d'un'ondata di sangue nuovo che entra nelle mie vene... e mi ringiovanisce.... _(esaltato)_ Il quartiere Lanfranchi!... Ingegnere, me lo faccia vedere popolato... e io morrò contento!

OTT. Che entusiasmo!

SER. Che fede!

GUST. Che vigore!... E si dice vecchio!

RICC. Farò tutto il possibile.... ma le mie sole forze non bastano!

FABR. E non siamo tutti con lei?!

OTT. Certamente!

FABR. La nostra opera, Ingegnere....

OTT. La mia influenza....

GUST. E il mio concorso....

FABR. Non le mancheranno mai!

PRINC. _(e tutti gli altri)_ Ci conti!... ci conti!... _(si uniscono a Riccardo, insieme con Gabriella e Maurizio — ritirandosi nel fondo e continuano a parlare. — Scena tra Silvia ed Elena. — Il Principe sta con loro; ma, poi, osservando Silvia ed Elena, si accorge dell'alterco tra le due donne, e s'avvicina per interromperlo)_.

ELENA. _(a Silvia)_ Fabrizio trionfa!... Tutti si esaltano alle sue idee... a' suoi disegni... e tu... già così fiera avversaria... taci!?... Saresti forse... convertita alle sue idee?

SIL. No!

ELENA. E, allora, perchè non lo combatti?... Tu sola puoi ancora guarire mio Zio dalla sua follia... e io ti consiglio a non perder tempo... e a tentare tutti i mezzi... per farlo rinsavire!...

SIL. _(sospettosa, cercando indovinare il pensiero di Elena)_ A quale scopo mi dici tutto questo?!

ELENA. Per salvare quello che non è ancora perduto!

SIL. _(con ironia)_ A favore di chi?

ELENA. _(turbata, e simulando schiettezza)_ Di te.... di tuo figlio!... Fabrizio spinge il Principe alla rovina... e chi ne subirà le conseguenze, sarete voi due!... Pensaci!... Io lo dico per tuo bene....

SIL. _(c. s.)_ Ti sta tanto a cuore il nostro avvenire?

ELENA. _(c. s.)_ Ma... certo!

SIL. Ebbene, rassicurati... Non c'è nulla da temere!... Io ho dieci mila scudi di rendita... e mio figlio, oltre questi, troverà sempre qualche briciola della sostanza di Maurizio....

ELENA. Ma Maurizio stesso....

SIL. _(sempre più eccitata)_ Non corre pericolo, lo sai!... Il Principe è padrone di gettar via le rendite... ma non può toccare il capitale... e questo è così ingente, che, anche pagando i debiti del padre, rimarrà sempre a... tuo cugino... quanto basta per fare molti viaggi a Parigi... Solo dovrà attendere... e costringere a pazientare... ha troppa furia di spendere 5000 lire l'anno!

ELENA. _(risentita)_ Cosa vuoi dire? Non ti capisco!

SIL. _(c. s.)_ Proprio?!

ELENA. _(alzando la voce)_ No!... non voglio comprenderti!... Se ho parlato, è stato solo nel tuo interesse!

SIL. _(con riso sarcastico)_ È perchè ti duole... che mio suocero getti in pazze imprese quel danaro che Maurizio impiegherebbe così bene?!

ELENA. _(scattando)_ Silvia!

PRINC. _(interrompendole, piano, con vivacità)_ Silenzio!... Vi osservano!... _(breve azione. — Elena e Silvia si frenano sotto lo sguardo severo del Principe. — Elena s'allontana, e s'avvicina al gruppo, nel fondo)_.

PRINC. _(con dolcezza, a Silvia)_ Silvia, frénati... te ne prego!... Non facciamo scandali!

SIL. _(piano)_ È lei!... Viene qui a provocarmi!

PRINC. _(c. s.)_ Non rispondere!

SIL. E dovrò subire....

PRINC. No, no!... Penserò io a imporle rispetto... ma è mia nipote!... Forse tu l'accusi a torto... e suo marito è là... _(accennando Gustavo)_ Una tua parola... uno sgarbo... potrebbe essere la scintilla.... Pensa alle conseguenze... e sii prudente... per me... te ne prego! _(sono interrotti da Gustavo)_.

GUST. _(a Silvia)_ Cugina, andate al Costanzi sta sera?

SIL. No!