Part 14
A tutti coloro che lodano il mio talento rispondo sempre con perfetta buona fede, che ciò che essi chiamano talento non è altro che una sensibilità superiore alla quota comune. Ognuno crede di averla questa sensibilità e invero una sensibilità l'hanno, ma non questa. Rammento che da bambina salii un giorno sul palco altissimo che serviva al pittore Moriggia per affrescare la volta del Santuario di Caravaggio: (forse il medesimo dove mia madre prestò la sua delicata bellezza a impersonare la dolce figura di Ruth, ma più probabilmente in quello dove campeggia matronale Giuditta reggendo con una mano la testa di Oloferne) La zia Carolina, che era con me, osservò come alcune parti delle figure le sembrassero esagerate e Moriggia; a spiegarle che per ottenere un effetto di naturalezza sullo spettatore che le avrebbe osservate dal basso della chiesa era necessario tener calcolo della distanza e dipingerle più grandi del vero. Manco dire che, se io parlavo poco, ascoltavo però molto e quelle parole di Moriggia, confermate da osservazioni mie particolari, non mi uscirono più dalla mente; mi sembra di poter spiegare colla medesima legge delle distanze la differenza che passa tra la sensibilità dell'artista nell'atto della concezione e quella del pubblico che la comprende e la gusta. Perchè una statua, un quadro, una partitura di musica, un libro, giungano a dare il fremito della vita a quelle fredde cose che sono la creta, la tela, una cassa di violino o un foglio di carta è evidente che l'artista deve aver sentito in un modo sovrumano. L'affermazione magnifica di mio padre «_È aver Dio in noi_» riconosce in Dio la sola forza creatrice. Dio, il mistero; Dio, la vita. L'ingegno poi è altra cosa; è quella che unita al profondo sentire crea l'opera d'eccezione, il capolavoro. Fuori dal campo dell'arte vi è pure la sensibilità dello scienziato, quella acutezza intuitiva che fa scoprire a Newton e a Galileo in due fatti di ordine comune due forze nuove della natura.
Ma per tornare alla sensibilità psichica e nervosa, sulla quale si è imperniata tutta la mia esistenza e che impresse il mio carattere all'opera mia, rammenterò brevemente in qual modo si manifestasse fin dai più teneri anni nella sensazione di isolamento, che mi faceva così spesso straniera in mezzo alla gente, nell'urto quotidiano di asprezze di stonature, di offese alla bellezza ed alla verità, che gli altri non avvertivano neppure. Per esempio io non posso soffrire le bestie, di nessun genere; nè grosse nè piccole, intelligenti o meno. Ho pensato qualche volta che se fossi obbligata, pena la vita, a tenere in casa una bestiolina metterei un pesce in un boccale di vetro sul mobile più alto del mio appartamento. Questo per dimostrare la mia avversione al genere. Tuttavia mi è accaduto infinite volte di rinunciare a sedermi in un posto che mi faceva comodo, perchè vi si era già insediato un gatto o un cane che la mia sola sensibilità mi impediva di smuovere, non il mio amore; e vedevo invece, chi dell'amore per le bestie si faceva vanto, cacciarnelo allegramente con una pedata. Comprendo la delicatezza di Maometto che tagliò la manica della propria zimarra, anzichè disturbare il suo gatto prediletto che vi si era addormentato sopra; ma si trattava del gatto prediletto e il fondatore dell'Islamismo aveva senza dubbio molte zimarre. Io fui prossima a svenire una volta che, scolara disattenta, sforbiciavo nell'aria con un bel paio di cesoie nuove e una imprudente libellula, entrata dal giardino per la finestra aperta, guizzò fra le due lame così repentinamente che, prima ancora di vederla, sentii nelle mie dita il _crac_ del corpicciolo tagliato in mezzo. Positivamente venni meno; e ricordo che essendo in piedi dovetti appoggiarmi al muro per non cadere. Ricordo anche che le mie compagne ridevano. E sempre, quando narrai questo episodio della mia infanzia, trovai persone che ne risero.
Sono questi malintesi, in apparenza puerili, ma turbatori delle coscienze profonde, che alimentano lo sdegno muto dei solitari. Io compresi a poco a poco il silenzio rassegnato di mio padre, la sua nobile malinconia che non pesava mai sugli altri, il suo ritiro nelle arche del passato dove egli trovava ancora imbalsamati tra gli aromi della memoria i cari fantasmi della sua giovinezza, che dovette essere ardente e misteriosa. Con quale desiderio di sprofondarmi in lui, nella sua vita, sperai di trovare il seguito del diario incominciato a Roma! Ma, come egli non parlava mai degli anni trascorsi, così non si curò nemmeno di conservarne le traccie. Solo rimane questo fascio di lettere che io vado sfogliando e interrogando con ansia amorosa, tutte interessanti, sebbene in diverso modo. Sono letterine brevi, ma appassionate e piene di nostalgia, che la mamma, sciolta dal suo ritegno di fanciulla severamente educata, scrive a papà dopo il matrimonio e durante le assenze di lui (per sorvegliare la fabbrica della grande Abbazziale di Casalmaggiore). Sono ancora le lettere delle sorelle, della mamma, specie la Carolina, zeppe di incarichi per la città. Risorge in questa corrispondenza di giovani donne la Milano ristretta di quei tempi...
. . . . . . .
_E qui sospese; interrotta nel mesto conforto di riandare gli anni della giovinezza sul finire della vita, o da un più acuto spasimo del male che le annientava ogni energia, o dal sollevarsi della portiera (ricamata da lei con tralci fioriti) di contro al letto ove giaceva, per l'entrar di qualcuno, forse io stessa. Avrà allora deposta la matita, riuniti i fogli del manoscritto nella cartella rossa colla sola mano sinistra, e voleva fare da sè. Avrà pensato di riprendere in un altro momento _buono_ in cui fosse stata sola; ma non venne più! Io l'avrò incitata a proseguire, desolata di turbare quel risveglio dei pensieri di giovinezza, poichè la sua voce era prossima a tacere per sempre. Ella voleva rivedere, riordinare poi questi cari ricordi che sbocciavano fra i suoi tormenti, quali fiori pietosi fra le spine dell'ultimo sentiero; ma non potè nemmeno rileggerli.
Diceva allorchè era interrotta: "Riprenderò" diceva pure: "Se farò in tempo a finire" e altre volte: "Non potrò terminare le mie Memorie". Rimasero infatti a questo punto quattro o cinque giorni prima che morisse; lasciò nel mistero, che le era caro, altre pagine. A quel filo troncato mi avvinco per seguire il suo pensiero non detto in una eternità di affetti e chiamo i cuori che Ella ha amato, che l'hanno amata, quelli che si sentono compresi nella sua appassionata dedica, a salire in una elevazione ardente di sentimento e d'amore a Lei!_
MARIA.
APPENDICE
Una bibliografia completa degli scritti di Neera è — si può dire — impossibile a farsi. La compianta Scrittrice collaborò ad un numero grandissimo di giornali e periodici e non si curò affatto di tenerne una raccolta o quanto meno un indice. Nella sua libreria mancano perfino parecchi dei primi volumi; ed alcuni, come _Un romanzo_, _Vecchie Catene_, si debbono considerare come perduti, non essendo possibile trovarli neppure alla Biblioteca Nazionale di Brera, dove da molto tempo non si catalogano più i romanzi (e romanzi sono stati ritenuti, di Neera, _Il libro di mio figlio_, _Battaglie per un'Idea_, _Le idee d'una donna_!). Ci limitiamo quindi, oltre a dare l'elenco dei volumi pubblicati dalla morta Scrittrice, e ad indicare sommariamente in quali periodici figurano bozzetti, poesie, articoli di arte, di critica, di polemica, d'attualità, ecc.
La prima novella firmata Neera comparve sul giornale _Il Pungolo_, di Milano, diretto da L. Fortis, nel 1876. D'allora scrisse nel _Fanfulla_, nel _Bersagliere_, nel _Corriere del mattino_, nel _Corriere di Napoli_, nel _Fanfulla della Domenica_, nella _Scena Illustrata_, nella _Cronaca d'Arte_, nella _Vita Intima_ (anche con altri pseudonimi: Vanessa Atalanta, ecc.), nel _Risveglio Educativo_, nell'_Idea Liberale_ (anche con altri pseudonimi: Alto, ecc.) nell'_Emporium_, nell'_Arte Illustrata_, nel _Marzocco_, nella _Revue bleue_, nel _Journal des Débats_, nella _Vita Internazionale_, nel _Giorno_, nel _Corriere della Sera_, nell'_Illustrazione Italiana_, nella _Lettura_, nella _Gazzetta del Popolo_, nell'_Alto Adige_, ecc. ecc. ed in vari numeri unici. Contribuì con _Allodola mattutina_ e _La prima lettera d'amore_, al Vol _Nell'azzurro, racconti di sei signori_ — a beneficio degli orfani di Roberto Sacchetti (Milano, Treves, 1881).
Romanzi e novelle:
1. _Un romanzo_, Milano, Brigola, 1876. 2. _Addio!_, ivi, 1877. Undicesima Edizione. Milano, Baldini e Castoldi, 1904. 3. _Vecchie catene_, ivi, 1878. 4. _Novelle gaie_, ivi, 1879. 5. _Un nido_, romanzo, ivi, 1880. 6. _Iride_, nuove novelle, Milano, Ottino, 1881. Nuova Edizione, Milano, Baldini-Castoldi, 1903. 7. _Il castigo_, romanzo, ivi, 1881. Nuova Edizione. Torino, Roux, 1891. 8. _La freccia del Parto_, racconto, ivi, 1883. Nuova edizione: La freccia del Parto ed altre novelle, Milano, Baldini, Castoldi, 1901. 9. _La Regaldina_, romanzo, Milano, Dumolard, 1884. Fu già pubblicata nella Nuova Antologia, giugno-luglio, 1883. 10. _Il marito dell'amica_, romanzo. Milano, Galli, 1885. Nuova Edizione nel 1891. 11. _Teresa_, romanzo, ivi, 1886. Ottava edizione illustrata da G. Mentessi, L. Conconi, G. Buffa, etc., Milano, Chiesa e Guindani, 1898. 12. _Lydia_, romanzo, ivi, 1887. Pubbl. nella _Nuova Antologia_ dall'aprile al luglio, 1887. Seconda edizione, Roma, Voghera, 1898. 13. _L'indomani_, romanzo, Milano, Galli, 1890. Fu già edito nella _Nuova Antologia_ dal febbraio al maggio 1890. Nuova Edizione F.lli Treves 1909 (illustrazioni di U. Valeri). 14. _Senio_, romanzo, ivi, 1892. Nella Nuova Antologia settembre-novembre 1891. 15. _Nel sogno_, ivi, 1893. Con un disegno di Giovanni Segantini. Doveva recare per epigrafe queste parole di S. Agostino, omesse per isbaglio, e che valgono a chiarire il concetto dell'A.: «Meliu enim iudicavit de malis bene facere quam mala nulla esse permittere.» Pubbl. prima nella _Perseveranza_ 1892 col titolo: _Sulle vette_. 16. _Voci della notte_, novelle, Napoli, Pierro, 1893. 17. _Anima sola_, Milano, Chiesa e Guindani, 1894. Nella _Nuova Antologia_ maggio-giugno, 1894. Ristampa, Baldini e Castoldi, 1919. 18. _L'Amuleto_, romanzo, Milano, Cogliati, 1897. Ristampa, ivi, 1912. 19. _Fotografie matrimoniali_, Catania, Giannotta, 1898. Pubbl. prima nel _Pungolo della domenica_, 1885. 20. _La vecchia casa_, romanzo, Milano, Baldini-Castoldi, 1900. Nuova Edizione, F.lli Treves, 1909. 21. _La villa incantata_, Livorno, Belforte, 1901. Pubbl. prima nella _Rivista d'Italia_, ottobre 1900. 22. Una passione, romanzo, Milano-Palermo-Napoli, Sandron, 1903. Nella _Nuova Antologia_, 1902. Nuova Edizione, F.lli Treves, 1910. 23. _Conchiglie_, Roma-Voghera, 1905 (nella _Piccola collezione Margherita_). 24. _Il romanzo della fortuna_, 1905. Milano, Lib. Ed. Lombarda, 1906. Nella _Nuova Antologia_ 1905. Nuova Ediz. Casa Ed. L. F. Cogliati, 1909. 25. _Crevalcore_, romanzo, Milano, Treves, 1906. 26. _Duello d'anime_, romanzo, ivi, 1911. 27. _La sottana del diavolo_, novelle, ivi, 1912. 28. _Rogo d'amore_, romanzo, ivi, 1914. 29. _Crepuscoli di libertà_, romanzo, ivi, 1917. Pubbl. prima nella _Lettura_, 1916. 30. _Novelle_ (?) Firenze, Salani. Tredici novelle non ancora pubblicate in volume.
Studii morali:
31. _Il libro di mio figlio_, Milano, Galli, 1891. Nuova Edizione, Milano, Cogliati, 1909. 32. _L'amor platonico_, Napoli, Pierro, 1897. Pubbl. prima nell'_Idea Liberale_, 1896. 33. _Battaglie per un'idea_, Milano, Baldini-Castoldi, 1898. Serie di articoli pubblicati già nell'_Idea Liberale_. 34. _Un idealista_, (Alberto Sormani) Milano, Galli e Raimondi, 1898. 35. _Il secolo galante_, Firenze, Barbera, 1900. Introduzione ad uno studio sopra alcune donne francesi del secolo decimottavo. M.lla Aissè — M.lla Lespinasse — La march. Du Deffant — La sig.ra Geoffrin — La sig.ra D'Epinay e la contessa d'Houdetot — La contessa di Genlis. Nuova Edizione: Milano, A. De Mohr, 1909. 36. _Le idee di una donna_, Milano, Libreria editrice nazionale, 1903. 37. _La coscienza del fanciullo_, Roma, Nuova Antologia, 1908. 38. _Profili, impressioni e ricordi_. Milano, Cogliati, 1919. Edizione postuma.
Autobiografia:
39. _Autobiografia_, Torino-Roma, Roux, 1891. Precede la 2ª ediz. del _Castigo_ pp. 5-60 ed è in forma di lettera a L. Capuana, recante la data di Milano, marzo 1891. 40. _Una giovinezza del secolo XIX_, Milano, Cogliati, 1919. Edizione postuma, con prefazione di Benedetto Croce. Queste memorie furono troncate dalla morte il 19 luglio 1918.
Varia:
41. _Il Canzoniere della Nonna_; illustrazioni di Aldo Mazza. Milano, Cogliati, 1908. 42. _Poesie_, Milano, Cogliati, 1919. Ediz. Postuma. 43. (in collaboraz. con P. Mantegazza): _Dizionario d'igiene per le famiglie_, Milano, Brigola, 1881. 44. _Maura_, commedia rappresentata al Teatro Manzoni in Milano, 1886. Compagnia Torelli.
Principali traduzioni:
1. _Im traum_ (con altre novelle), trad. HELENE KATZ, Erfurt, Ed. Moor, 1897. 2. _Teresa_, trad. HELENE KATZ, Leipzig, Ed. Philipp Reclam. 3. _Thérèse_, trad. HUDRY MENOS, Paris, Ed. Hachette, 1899. 4. _Tereza_, trad. MARIA KALASOVA, Praga, 1890. 5. _Teresa_, trad. D. E. EPKEMA, Amsterdam. Ed. M. Olivier, 1889. 6. _Lydia_, trad. HANNA VAN BRIELEN, ivi 1889. 7. _Een Eenzame_ (Anima sola) trad. C. W. W. VAN ENSCHEDE; Amesfoort, P. Dz Veen, 1908. 8. _Einsame Seele_, trad. LOTHAR SCHMIDT, Berlin, Schuster e Loeffler, 1896. 9. _Osamela Duse_ (Anima sola) trad. MARIA KALASOVA, Praga, J. Ottz, 1898. 10. _The soul of an artist_, trad. E. L. MURISON; introd. L. D. VENTURA; S. Francisco, Paul Elder and C., 1905. 11. _Addio_, und andere Novellen, Stuttgart, _Deutsche Verlags_, Anstalt, 1894. 12. _Farväl!_ trad. E. af D., Stockolm, Looströn e Komps, 1887. 13. _Waarwel!_ trad. E. EPKEMA, Amsterdam, M. M. Olivier, 1888. 14. _Hnizdècko_ (Un Nido) trad. FRANT. NOVOTNY, Praga, Ios. R. Vilimek. 15. _Der Pather's Pfeil_, Messina, Buchdruckerei, Extra Moenia, 1894. 16. _Nazitri_ (Indomani) e _Teta Severina_, trad. M. KALASOVA, Praga, F. Simacek, 1895. 17. _Nach der Hochzeit_. Stuttgart, _Deutsche Verlags_, Anstalt, 1893. 18. _Eine Leidenschaft_, Wien, _Neue Freie Presse_, 1902. 19. _El amuleto_, trad, y prologo ANGEL GUERRA, Madrid, Officina Paseo del Prado, 1902. 20. _Crevalcore_, trad. VACLAVA JIRINY, Praga, F. Simaceck, 1908. 21. _Das Schweigende haus_, trad. ELISE SCHWELLER, Leipzig, Philipp Reclam. 22. _Das Galante Fahrhundert_, trad. Dr. VON BERTHOF, Dresden, Carl Reikner, 1903. 23. _Les idées d'une femme sur le féminisme_, trad. H. DOÜESNEL, preface de TH. JORAN, Paris, V. Jiard et F. Briére, 1908. 24. _Das buch meines sohnes_, trad. CATHARINA BRENNING, Dresden, Karl Reikner, 1897. 25. _Il libro di mio figlio_ in serbo da J. V. POPOVIC, Saraievo, 1901.
Scritti critici intorno a Neera:
1. _Neera et son oeuvre littéraire_: scritto firmato _Didymus_, che precede (pp. VII XXVIII) la trad. ted.: _Des Parther's Pfeil_, Messina 1891. 2. GUIDO MENASCI, _Neera_, nella _Nuova Antol._ del 16 settembre 1901. 3. Sulle _Novelle gaie_ e _Un nido_, L. CAPUANA, _Studi di lett. contemp._, 2ª serie, pp. 145-157. 4. Su _Senio_, CAPUANA, _Gli ismi contemporanei_, pp. 113-129; ed. E. A. BUTTI, _Nè odî ne amori_, Milano, Dumolard, 1893, pp. 120-7. 5. Intorno a _Nel sogno_, art. di Severus (A. Sormani) nella _Idea Liberale_ del 1893. 6. ERNEST TISSOT, _La romancière italienne Neera_, nella _Revue bleue_, del 16 gennaio 1897; dello stesso, nella _Bibl. universelle_, dicembre 1897 e gennaio 1898. 7. IVAN STRAUNIK, nella _Revue bleue_ del 1902. 8. Su _La vecchia casa_, A. ORVIETO, nel _Marzocco_ del 1899. 9. A proposito delle _Battaglie per un'idea_, E. TISSOT, _La croisade antiféministe de M.me Neera_, nel _Journal des Débats_, del 28 agosto 1899. 10. Su _Le idee di una donna_, G. RENSI, nell'_Avanti!_ del 6 luglio 1904. 11. BENEDETTO CROCE, _Neera_ in _Letteratura della Nuova Italia_, cap. XLVII. 12. THÈODORE JORAN, _Les idées d'une femme_ (Neera) _sur le feminismes_ nell'_Université Catholique_ (Lyon, 15 Marzo 1908). 13. In generale sull'opera di N., G. SPENCER KENNARD, _Romanzi e romanzieri_ cit. II, 99-130; _Marzocco_ del 28 luglio 1919.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.