Part 3
_(scoraggiata)_ No, no, Mario, t'inganni, t'inganni. Io non ti nego che tu pensi quel che è più verosimile, ma te l'ho giurato tante volte che sinora -- e, del resto, non sono trascorsi che una ventina di giorni -- ho potuto mettere a profitto la timidità di quell'uomo e mi sono salvata!...
_Mario_
Impossibile!
_Clelia_
Ma non sei ancora convinto che io sarei fuggita da lui se non avessi stabilito -- malvagiamente sì, lo confesso, malvagiamente -- di sfruttarne l'amore cretino senza il sacrifizio della mia persona?
_Mario_
_(sogghignando)_ Il sacrifizio!
_Clelia_
Hai ragione. Hai ragione perchè non ho mai saputo dirti bene... _quel che sono io_. Che vuoi! C'è dei segreti nel principio della vita di certe creature che anche un'intimità come la nostra non permette di rivelare con chiarezza. Un pudore invincibile si oppone. Mario, la prima offesa mi fu fatta.... _(con raccapriccio)_ da chi meno poteva esserne sospettato, quando io ero ancora una povera innocentuccia.... La nefandezza inaudita mi annientò.... Diventai impassibile come il marmo!... Nessuno, d'allora in poi, aveva saputo scuotermi, ridarmi il calore, la febbre, i nervi, la vita.... Tu, sì; e sei di me, adesso, padrone assoluto, unico, completo! Ho potuto disporre del mio corpo, come d'una cosa qualunque, finchè la mia impassibilità uguagliava e confondeva insieme tutti gli uomini; ma non ne posso più disporre ora, ora che nel tuo amore, e nel tuo amore soltanto, io risento di essere _una donna_. Ora... il ribrezzo per tutti gli altri uomini mi assale atrocemente _(con una reminiscenza di terrore)_ come in quel giorno! Tu li hai soppressi, li hai soppressi tutti.... Io sono donna per te, per te: -- per gli altri non sono più niente, neppure un oggetto vile da barattarsi.... M'intendi, Mario, m'intendi finalmente? T'accorgi che nella mia voce c'è una franchezza onesta che non ammette dubbi, che non merita sdegno? T'accorgi che così parla l'anima? che così parla la verità? Ma ascoltami bene; _(scuotendolo affettuosissimamente)_ ma guardami bene negli occhi.... e dimmi: mi credi? mi credi? mi credi?
_Mario_
_(aridamente)_ No.
_Clelia_
Dio! Dio! Ma se tu guardassi dentro il mio segreto, comprenderesti come, pure essendo vissuta così orribilmente, io debba ribellarmi ora alla brutalità dell'uomo che non amo.
SCENA II.
MARIO, CLELIA, TERESA.
_Teresa_
_(dietro la porta in fondo, tossisce forte, e batte all'uscio)_ Ohè, ci siamo, ci siamo....
_Mario_
_(ne ha un evidente senso di fastidio e di disgusto.)_
_Clelia_
_(imbarazzata, s'affretta a ricomporsi, frenando la commozione da cui era invasa.)_
_Teresa_
_(entrando e chiudendo presto la porta)_ Subito, sbrighiamoci. Il signore è per le scale coi suoi amici.... Ho già mandato il servitore a fargli i salamelecchi.
_Clelia_
_(convulsa, a Mario)_ Tu, un momentino in questo cantuccio. _(Lo spinge in un angolo della stanza.)_ Abbi pazienza, Mario mio.... Quando Teresina t'avvertirà, te n'andrai, come al solito, pel corridoio.
_Teresa_
_(affaccendata, dando a Mario il cappello e il bastone)_ Ah! se non prendiamo una casa con due uscite, qui, una volta o l'altra, facciamo il _patatrac_!
_Clelia_
_(sempre in gran fretta, a Teresa)_ Taci, ora! _(Poi a Mario, dandogli un bacio e guardandolo negli occhi)_ Ci vediamo domani?...
_Mario_
_(abbassa lo sguardo.)_
_Clelia_
_(perplessa)_ Mario, ci vediamo domani?
_Mario_
_(stringendosi nelle spalle)_ Non so....
_Clelia_
Come non sai?...
_(Si ode dalla stanza contigua il vocío delle persone che arrivano.)_
_Teresa_
_(impaziente, tirando Clelia verso il fondo)_ Vi vedrete, vi vedrete; ma, adesso, fuori! fuori!
_Mario_
_(a Clelia)_ Va, va....
_Clelia_
_(apre la porta -- e in quell'istante il vocío giunge più forte --; indi, ella, uscendo, la richiude. Si odono le sue parole dette vivacemente:)_ Oh! bravi! bravi! _(E la sua voce si confonde con quella degli altri.)_
SCENA III.
TERESA, MARIO.
_Teresa_
_(resta attaccata alla porta tenendo fermi i battenti e accostando l'occhio alla serratura.)_
_Mario_
_(col viso arcigno, il cappello in testa, attraversa la stanza sulla punta dei piedi, siede presso una scrivanietta, e scrive qualche cosa.)_
_Teresa_
_(sempre con l'occhio alla serratura, senza guardar Mario, col braccio gli fa cenno d'andarsene.)_
_Mario_
_(continua a scrivere.)_
_Teresa_
_(voltandosi, gli dice, soffocatamente:)_ Che fate là?
_Mario_
_(continua a scrivere.)_
_(Dalla stanza attigua, giungono queste parole, confusamente:)_ -- Sì, sì.
-- Un po' per uno, stasera.
-- A me, a me....
-- Ah! Ah! Ah! Ah!
_Teresa_
Ve n'andate, sì o no?
_Mario_
_(consegnandole la lettera che ha scritta)_ Questa a Clelia.
_Teresa_
Ma che significa ciò?
_(Parlano tutti e due a voce bassissima.)_
_Mario_
Che non ci torno più.
_Teresa_
Siete matto! Volete farmela morire! Già, tanto, questa lettera io non glie la do, e domani farete la pace....
_(Risuona di dentro uno scoppio di risa sguaiate.)_
_Mario_
_(irritato e disgustato, s'avvia verso la porta a sinistra: resta ancora un momento, guardando intorno, commosso e titubante. Ad un altro scoppio di risa, egli, risoluto, come se si liberasse finalmente da un incubo, se ne fugge.)_
_Teresa_
_(guarda la lettera, e, dopo una breve esitazione, la lacera, e ne nasconde in tasca i pezzettini. Indi, tossendo forte, spalanca i due battenti dell'uscio in fondo.)_
SCENA IV.
CLELIA, CARSANTI, il _dottor_ FONSECA, MATURI, GIANNETTI, VERANI.
_La stanza attigua è un salotto, splendido di specchi e di candele accese. -- Entrano tutti, seguendo Clelia._
_Clelia_
Venite, venite: qui si sta meglio, qui ho la mia poltrona favorita. _(A Teresa, a parte)_ È andato?
_Teresa_
Sì. _(Esce.)_
_Clelia_
A proposito, io non vi ho ringraziati ancora pei bellissimi fiori. _(Indicandoli)_ Come siete stati graziosi!
_Tutti_
_(protestano modestamente)_ Oh!
_Giannetti_
Dovere! Dovere!
_Clelia_
Cioè, cioè... voi, Maturi, non m'avete mandato niente.
_Maturi_
_(che era rimasto indietro, si fa innanzi confuso)_ Niente, io?... È strano.... Mi pareva d'aver mandato....
_Clelia_
Un pensiero gentile?... Mi basta.
_Tutti_
_(ridono.)_
_Carsanti_
_(con aria di protezione)_ Lasciatelo in pace il povero Maturi.
_Giannetti_
Piuttosto, vediamo un poco questi orecchini magnifici di cui l'amico Carsanti ci ha molto parlato. La commissione di vigilanza è sopra luogo e deve procedere alle debite osservazioni.
_Verani, Fonseca, Maturi_
Sicuro, sicuro!
_Clelia_
Ah, sì, gli orecchini che Gerardo mi ha regalati per la mia festa? Vedrete: sono una bellezza davvero!
_Carsanti_
_(impettito, dice piano a Clelia)_ Ma non hai voluto farmi l'onore di metterli, stasera.
_Clelia_
_(carezzandolo lievemente)_ Hai ragione.... Scusami.... Intanto, sii buonino: valli a prendere tu stesso. Li troverai nel mio scrignetto, che è aperto, mi pare.
_Carsanti_
Fai male a lasciarlo aperto: è una imprudenza. _(Esce a destra.)_
_Verani_
_(va subito dietro a Clelia e le dà un bacio sui capelli.)_
_Giannetti, Maturi, Fonseca_
_(rimproverandolo scherzosamente)_ Verani! Verani!
_Verani_
_(scusandosi)_ Eh! sui capelli....
_Clelia_
Verani, voi avete una segreta sì, ma violenta passione per me.
_Giannetti, Maturi, Fonseca_
Sì, è vero! È vero! È verissimo!
_Clelia_
_(ridendo)_ Ah! ah! ah!
_Fonseca_
Ma bada, Clelia, che io sono iscritto prima di lui.... Divento una belva se me lo fai passare innanzi!
_Giannetti_
Come c'entri tu! Tu sei medico, e i medici non sono....
_Fonseca_
Cosa non sono?
_Carsanti_
_(rientrando con in mano gli orecchini)_ Non erano nello scrigno, cara Clelia. Ah, che testolina!
_Tutti_
_(circondandolo)_ Vediamo, vediamo.
_Carsanti_
_(con ostentata modestia)_ Non c'è nulla di meraviglioso.
_Fonseca_
Corbezzoli!
_Verani_
Stupendi!
_Giannetti_
Perbacco!
_Verani_
Poche volte ho visti dei brillanti limpidi come questi.
_Giannetti_
Che acqua!...
_Fonseca_
_(alle spalle di Carsanti, senza farsi udire da lui)_ Per darla a bere!
_Carsanti_
E notate la montatura.
_Giannetti_
Ci scommetto che non è lavoro napoletano.
_Carsanti_
Ma che napoletano!
_Maturi_
_(con servilismo lusingatore)_ Orecchini esteri! Si vede!
_Verani_
Vi costano un occhio!
_Carsanti_
Circa... sei mila lire!
_Fonseca_
Allora... due occhi!
_Verani_
Bisogna congratularsi _(guardando Clelia)_ con chi li ha saputi meritare....
_Maturi_
E con chi li ha saputi comprare!
_Fonseca_
Soprattutto, poi, con chi li ha saputi vendere!
_Carsanti_
_(orgoglioso e sempre ostentando modestia)_ Ed ora fatemi il piacere di finirla. Vado a riporli, Clelia?
_Clelia_
Sì, caro.
_Carsanti_
_(esce a destra.)_
_(Appena uscito, tutti si accostano a Clelia, pettegoleggiando e parlando sommessamente.)_
_Giannetti_
Che brutta roba!
_Verani_
Comperati di seconda mano.
_Maturi_
Ecco!
_Fonseca_
_Cosuccia_, sei certa che non sono falsi?
_Clelia_
Linguacce!
_Giannetti_
_(come vede rientrar Carsanti, esclama)_ Ah! splendidi! splendidi! Che acqua!
_Carsanti_
Basta! non mi seccate più!.... Ditemi, invece: avete sete?
_Fonseca_
A proposito di acqua?
_Carsanti_
Ma no. Stasera, _Champagne_. Che diamine!
_Giannetti_
Se si tratta di _Champagne_, tutti abbiamo sete!
_Fonseca_
_Sitio! Sitio!_
_Carsanti_
_(tocca il bottone del campanello elettrico e va nella stanza vicina, in fondo, a parlare con Giacomo il servo.)_
_Clelia_
_(gettando un sospiro canzonatorio)_ Verani, che avete?
_Verani_
_(che è assorto, posando a sentimentale)_ Una giornata di spleen.
_Giannetti_
Se hai dormito tutto il santo giorno!
_Verani_
Sì, ma, dormendo, mi sono accorto che avevo lo spleen. _(Languidamente, a Clelia)_ E anche voi, Clelia, stasera non siete di buon umore.
_Clelia_
_(con uno dei suoi soliti sforzi di dissimulazione)_ Perchè no? Anzi! Suoniamo, cantiamo, balliamo, se volete. _(Si alza.)_ Non v'ho detto che da una settimana prendo lezione di pianoforte. _(Va al piano e siede.)_ State a sentire che progressi. _(Pesta violentemente la tastiera con un sol dito, principiando il motivo del Rigoletto: «La donna è mobile»; poi ripete le prime note accompagnandovi la voce)_ «La donna è un mobile....»
_Verani_
_(sospirando)_ Ah! la donna -- la donna che dico io -- sarebbe per me tutt'altra cosa!
_Maturi, Giannetti, Fonseca_
_(rimproverandolo scherzosamente, come prima)_ Verani! Verani!
_Giannetti_
Non sospirare.
_Carsanti_
Per chi sospira, Verani?
_Clelia_
Per me, per me. _(Si alza dal piano.)_
_Giannetti_
_(vi si siede.)_
_Carsanti_
_(celiando, tira Verani per l'orecchio)_ Se ti permetti di sospirare per Clelia... _(abbassa la voce, velenosamente scherzoso)_ non ti presto più danaro!
_Verani_
Ritiro il sospiro immediatamente!
_(Entrano Giacomo portando in un vassoio due bottiglie di_ Champagne _e i bicchieri a coppa, e Teresa, portando, in un altro vassoio, pasticcini e bonbons.)_
_Clelia_
_(battendo le mani)_ Ecco lo _Champagne_!
_Giannetti_
_(al pianoforte, accenna il motivo del brindisi della_ Cavalleria rusticana.)
_Clelia_
Bravo Giannetti! Anche pianista.
_Giannetti_
Una volta, sonavo un poco.
_Carsanti_
_(stura, intanto, le bottiglie, e quindi versa lo_ Champagne _nei bicchieri, parlottando col servo.)_
_Clelia_
_(a Giannetti)_ Continuate, continuate: il brindisi della _Cavalleria rusticana_ mi piace.
_Giannetti_
_(continua a sonare.)_
_Verani_
E Carsanti lo canterà... _(A Clelia)_ Voi già sapete che Carsanti canta....
_Carsanti_
Non rilevare queste velleità della prima giovinezza....
_Clelia_
Cattivo! E non me ne avevi detto niente.
_Carsanti_
Va là, va là, non stare a sentire tutte le scioccherie che ti contano.... Offri da bere a questi signori.
_(Giacomo e Teresa vanno via.)_
_Clelia_
_(offre un bicchiere a Fonseca)_ Al primo iscritto. _(Poi, a Giannetti, che cessa di sonare)_ A voi il vostro «vino spumeggiante». _(Poi, a Maturi, che, appartato, con innanzi un mucchio di dolciumi, ne mangia avidamente)_ Buon appetito!
_Maturi_
_(con la bocca piena)_ No.... Stasera ho lo stomaco chiuso.
_Clelia_
_(offrendo un bicchiere a Verani, sospira burlescamente)_ A voi, Verani.
_Giannetti e Fonseca_
_(insieme)_ E va bene! E va bene!
_Clelia_
_(prende un bicchiere e l'offre a Carsanti, che già ne ha uno in mano. Allora, contraccambiandosi uno sguardo grazioso, si scambiano i bicchieri, e se li toccano.)_
_Tutti, meno Maturi_
_(li circondano per toccare.)_
_Giannetti_
_(toccando i bicchieri di Clelia e di Carsanti)_ Alla vostra felicità!
_Carsanti e Clelia_
_(insieme)_ Grazie, grazie.
_Carsanti_
Su, su, amici, un po' d'allegria.... Stasera vogliamo fare delle follìe!
_Giannetti_
Mi sottoscrivo. _(Alzando il bicchiere)_ Hip! hip! hip!
_Tutti_
_(meno Maturi che è sempre intento a mangiare)_ Urrah!
_Clelia_
_(beve il bicchiere colmo, e impallidisce.)_
_Carsanti_
Che hai?
_Verani_
Clelia!...
_Giannetti, Fonseca, Maturi_
Oh!...
_Clelia_
_(mal sorreggendosi)_ Niente, niente.... _(Tentando di sorridere e di celiare)_ Un po' di Margherita Gautier fa sempre un bell'effetto....
_Fonseca_
_(a Carsanti)_ Hai del liquore anodino?
_Clelia_
_(abbandonandosi sulla poltrona)_ No... piuttosto dell'aceto inglese....
_Tutti_
_(vanno verso la stanza da letto a destra.)_
_Clelia_
_(cavando di tasca l'ampollina)_ Ce n'ho io, ce n'ho io.... _(Odora l'aceto inglese.)_
_Fonseca_
Vuoi sbottonarti? Chiamiamo Teresa? _(Le mette la mano sulla fronte.)_
_Clelia_
No, non è necessario. _(Riavendosi)_ È passato.
_Fonseca_
_(tastandole il polso)_ Sicuro... non è nulla....
_Carsanti_
Ci hai allarmati.
_Clelia_
Scusami, Gerardo.
_Carsanti_
E intanto, vedi, ti sei versato lo _Champagne_ sull'abito.
_Fonseca_
Via! Via! Andate là, voialtri: lasciate che io interroghi la mia cliente.... Anche tu, Carsanti, via!
_Tutti_
Sì, sì, interroga. _(S'allontanano.)_
_Maturi_
_(profitta e ricomincia a mangiare.)_
_Clelia_
_(a Fonseca)_ Veramente, è passato. Un lieve capogiro, sai, accompagnato da un po' di nausea qui.... _(indicando lo stomaco)_ e da una stretta alla gola.
_Fonseca_
_(abbassando molto la voce)_ Bambina: guardami in faccia. Non c'è proprio altro da dirmi?
_Clelia_
_(sorridendo tristamente)_ Oh! Che pensi, adesso!
_Fonseca_
_(all'orecchio)_ Io gli annunzierei subito l'erede al trono!
_Clelia_
_(di scatto, con voce severa e soffocata)_ No, per carità, non scherzare su questo.
_Fonseca_
Sciocca! Sarebbe una fortuna per te.
_Clelia_
Te ne scongiuro, taci.
_Fonseca_
_(stringendosi nelle spalle, s'allontana.)_
_Carsanti_
Ebbene?
_Gli altri_
Ebbene? Ebbene?
_Fonseca_
_(umoristicamente)_ Sta a vedere che un medico deve mettere in piazza i mali dei suoi clienti.
_Clelia_
_(chiamandolo gentilmente)_ Gerardo, Gerardo, senti.
_Giannetti_
Io protesto! Noi siamo la commissione di vigilanza e dobbiamo essere informati di tutto.
_Carsanti_
_(s'avvicina a Clelia.)_
_Gli altri_
_(si raggruppano a parte, cicalando tra loro.)_
_Clelia_
_(piano a Carsanti)_ Fammi un favore: mandali via, non sto perfettamente bene.
_Carsanti_
Che figura mi fai fare? Li avevo invitati a passare la serata con noi. _(Continuano a parlare.)_
_Giannetti_
_(in mezzo al gruppo)_ Diavolo, diavolo! Gli combinerebbe un marmocchio?
_Maturi_
Di già!
_Verani_
Sarebbe un bel colpo!...
_(Le parole di Giannetti, di Maturi e di Verani, appena si distinguono nel vocìo.)_
_Carsanti_
_(malcontento, a Clelia)_ Ti servirò. _(Rivolgendosi agli amici.)_ Signori miei, io vi metto alla porta. Clelia non ha avuto il coraggio di dirvelo, ma ella ha bisogno di riposo.
_Giannetti_
Oh! ce ne andiamo subito.
_Verani_
Certamente.
_Maturi_
_(tuttora con la bocca piena)_ Quanto a me, senza cerimonie, se anche la signora ha bisogno di riposo, io posso restare benissimo.
_Giannetti_
Tu, senza cerimonie, verrai con noi, perchè senza cerimonie hai mangiato bene e bevuto meglio.
_Maturi_
Non dicevo per questo....
_Fonseca_
Arrivederci, _Cosuccia_. _(Dandole la mano furbescamente)_ Va a dormire, e... ci siamo intesi? Caro Carsanti....
_(Si stringono la mano.)_
_Giannetti_
Buona notte.
_Verani_
Buona notte.
_(Saluti ed altre strette di mano.)_
_Clelia_
Voi non me ne volete, amici miei, eh?
_Giannetti_
Vi pare!
_Verani_
Verremo a vedervi al più presto possibile.
_Fonseca_
_(a Carsanti che li accompagna verso la porta)_ Non t'incomodare....
_Giannetti_
_(in tono lievemente canzonatorio)_ Resta tu, resta tu....
_Carsanti_
Ma che! Lasciate almeno che io vi metta alla porta con tutti gli onori.
_Verani, Giannetti, Fonseca_
_(insieme, un po' sogghignando)_ Grazie, grazie!... Maturi, e tu?
_Maturi_
Eccomi. _(S'inchina a Clelia.)_
_Carsanti_
_(un po' in disparte, a Maturi)_ Ohè, domani mattina, avverti Narducci che io gli mando l'usciere....
_Maturi_
S'intende bene. _(E raggiunge gli altri.)_
_(Fonseca, Giannetti, Verani, Maturi vanno via.)_
SCENA V.
CARSANTI _e_ CLELIA, _poi_ GIACOMO.
_Carsanti_
_(si avvicina affettuosamente)_ Se ne sono andati. Sei contenta?
_Clelia_
_(dolce)_ Sì.
_Carsanti_
E come ti senti?
_Clelia_
Molto meglio. _(Gli dà la mano con cordialità.)_ Buona notte, amico mio.
_Carsanti_
_(meravigliato)_ Mandi via anche me!
_Clelia_
_(con cortesia fredda)_ No... Resta, se vuoi. Anzi, mi fai piacere. Credevo che tu volessi andartene. _(Pausa.)_ Io me ne sto ancora un pochino qui, zitta zitta, rannicchiata sulla mia poltrona. Tu, parla. Raccontami qualche cosa.
_Carsanti_
_(scoraggiato)_ Che vuoi che ti racconti? Niente che ti possa interessare! _(Fa qualche passo su e giù per la stanza, indi siede lontano da Clelia. -- Dopo una lunga pausa)_ Clelia....
_Clelia_
Gerardo.
_Carsanti_
Sei tu soddisfatta di me?
_Clelia_
Che domande!
_Carsanti_
Sei soddisfatta di me?
_Clelia_
Ma più che soddisfatta....
_Carsanti_
Ti manca nulla?
_Clelia_
Nulla.
_Carsanti_
Indovino ogni tuo desiderio?
_Clelia_
È vero, è vero.
_Carsanti_
Lesino forse sulle spese?
_Clelia_
O che! Sei così largo, così galante....
_Carsanti_
E... farò anche di più....
_Clelia_
Ma io non permetterò mai che tu ecceda!
_Carsanti_
_(va a sederle accanto)_ Compreremo, sai, la pariglia di sauri inglesi che vende Ebe Michel.... Ebe è in liquidazione. _(Pausa.)_ Voglio che tu sii la più elegante di tutte. -- Sei già la più carina.... _(Le prende le mani.)_
_Clelia_
_(sforzandosi di essere gentile, dice di no col capo.)_
_Carsanti_
_(con espansione timida)_ Sì, sì, la più carina... la sola che sappia ammaliare un uomo come me....
_Clelia_
_(si turba.)_
_Carsanti_
_(ne tiene sempre le mani e le serra fra le sue)_ ... perchè, tu lo vedi, io vicino a te divento un collegiale... un collegiale innamorato sino alle midolla, che si tormenta, che spasima e che....
_Clelia_
Ahi, non mi stringere così.... Le tue mani sono di ferro....
_Carsanti_
_(alzandosi e raffrenandosi)_ ... e che resta come uno sciocco alla prima resistenza!
_Clelia_
_(Lunga pausa. -- Si alza lentamente.)_ Amico mio, non vi dispiaccia.... Me ne vado a letto: sono un poco stanca. Arrivederci, eh?
_Carsanti_
_(sogghignando e concentrandosi in sè)_ Arrivederci....
_Clelia_
_(attraversa pian piano la stanza, andando verso destra. Quando sta per oltrepassare la soglia, Carsanti la chiama.)_
_Carsanti_
_(timidamente)_ Clelia....
_Clelia_
_(si volta.)_
_Carsanti_
_(supplichevole)_ Un bacio....
_Clelia_
_(con finta disinvoltura)_ Volentieri. _(Come Carsanti le cinge la vita col braccio, ella si stecchisce, e sfiora appena con le labbra il volto di lui, con evidente sforzo.)_
_Carsanti_
_(la bacia con paurosa tenerezza, poi, carezzandole i capelli)_ Sei molto stanca?
_Clelia_
Sì....
_Carsanti_
... Senti.... Tutto, tutto potrai ottenere da me! Abbi pietà! _(L'abbraccia avidamente.)_
_Clelia_
_(come presa da una paura invincibile, si svincola.)_ No! no! questo no! _(Le si legge sul viso la sincerità della repulsione.)_
_Carsanti_
_(cerca reprimersi, ma poi, pallido di collera, scoppia.)_ Ah!... nessuna vergogna, nessun dolore può eguagliare il supplizio di vedersi respinto come questa femmina mi respinge!... Da venti giorni, io combatto con tutti i mezzi per piegarla, per conquistarla; da venti giorni, io la circondo di cure, di cortesie, d'affetto, io la colmo di denaro, di abiti, di gioielli... e lei mi sfugge, lei mi disprezza, lei mi offende concedendomi appena l'elemosina d'un bacio sdegnoso e mostrandomi sfacciatamente il suo disgusto, come se avesse oramai il diritto di succhiarmi il sangue per poi buttarmi via come un limone spremuto.
_Clelia_
Calmati, Gerardo, te ne prego... non giudicarmi così.... Ricordati, ricordati bene a quale condizione io accondiscesi....
_Carsanti_
Condizione assurda!
_Clelia_
_(altera)_ Assurda o no, voi e la vostra mezzana, insidiandomi, me la faceste credere possibile, ed io l'accettai. _(Cambiando subito tono -- con accento umile e remissivo)_ Non dico che adesso voi abbiate torto; ma, via, non potrete negare d'avermi stranamente ingannata.... Sulle prime, m'avevate fatto supporre in voi un misto di generosità e di vanità, e io avevo creduto di potere essere da voi soccorsa non diventando... che la vostra vetrina. Pur troppo, non sono nuova alla vita: so che spesso noialtre creature frivole ed inette non siamo che l'insegna della maschilità e della vanità di chi ci prende in fitto. E questa idea, da cui tante donne si sentono offese, a me, invece, aveva sorriso. Ero più o meno colpevole delle altre? Non so. Diversa certamente: e questa è la vera causa di tutto ciò che accade. Diversa, sì, diversa.... E quando mi sono accorta di essermi lasciata ingannare, quando mi sono accorta dell'assurdità delle mie illusioni, ho tentato di abituarmi al pensiero d'essere veramente vostra; ho tentato di ridiventare come sono le altre, come sono stata anch'io; ma qualche cosa di misterioso e d'invincibile me lo ha impedito inesorabilmente! Ora comprendo d'essere stata un'egoista e peggio, comprendo che debbo chiedervi perdono; e ve lo chiedo umilmente, umilmente....
_Carsanti_
_(commosso)_ No, non chiedermi perdono. Non voglio. Mi basta che tu sii pentita.... La tua umiltà _(quasi stizzoso)_ mi molesta.... Non voglio che tu sii umile con me! _(Diventando mellifluo)_ E poi... perchè chiedermi perdono? Tu non sai quello che fai.... Tu sei _Cosuccia_, non è vero? _(ricominciando a carezzarla)_ ... la mia _Cosuccia_, e io desidero che tu non ti tormenti, che tu non sciupi con le sofferenze questo bel visino.... Io dimenticherò il male che mi hai fatto... io non oserò mai più di alzare la voce.... E tu, anche, sarai buona... sarai la mia amica... la mia compagna... la mia amante.... Sì? La mia amante?
_Clelia_
_(glacialmente solenne, scostandosi da lui)_ Amante, mai!
_Carsanti_
_(acceso d'ira)_ Ah! vivaddio, ma io ti costringerò! _(Sta per avventarsi su lei, afferrando una sedia.)_
_Clelia_
Bada: chiamo gente!... mi metto a gridare dalla finestra!
_Carsanti_
_(trattenendosi)_ Non temete.... Non userò la violenza. Vi costringerò... _(sinistramente)_ con tutta la cortesia che merita una pari vostra. _(Poi imperiosamente)_ Scegli: o mi dici di sì, o io ti scaccio stasera stessa da questa casa!
_Clelia_
_(con esultanza pazza e baldanzosa)_ Ah! se non sai costringermi che così, io... sono salva!
_Carsanti_
_(trepidante)_ Come!?
_Clelia_
_(trionfalmente)_ Me ne vado!
_Carsanti_
_(sbalordito)_ Te ne vai?!...
_Clelia_
_(sempre più eccitata da una gioia mista di rabbia, va a dirgli sul muso)_ Sì, sì, me ne vado! Me ne vado! _(Scoppia in una risata convulsa; indi, minacciosamente)_ Aspetta. _(Corre nella sua camera da letto, uscendo dalla porta a destra.)_
_Carsanti_
_(resta fremendo, e passeggia concitato. È inferocito; ma dal suo volto traspare il desiderio vivo che ella non parta.)_
_Giacomo_
_(comparisce, rispettosamente, sotto l'arco della porta, in fondo.)_ Signore, posso spegnere i lumi?
_Carsanti_