Storia della Repubblica di Firenze v. 1/3

Part 41

Chapter 41895 wordsPublic domain

[316] Abbiamo una lettera di Coluccio Salutati dove in nome della Repubblica esorta gli Aretini ad estirpare le radici di quel male e a procedere senza misericordia contro gli autori di esso; ed in un’altra dello stesso giorno (8 settembre 1377) gli rimprovera perchè avessero incautamente rimosso la scure pendente sul collo del Vescovo, e lasciatolo fuggire. Tuttociò in ampie altisonanti parole, molto ammirate in quella età. (_Epist_. COLUCII; Firenze, 1741; tomo I, pag. 104.)

[317] BONINCONTRI, _Annales_, in MURATORI, _S. R. I._, tomo XXI, pag. 27.

[318] _Epistolæ_ COLUCII, tomo I, pag. 58 a 82. «Recordetur Regnum Dei non esse cibum et potum, sed iustitiam, pacem et gaudium in Spiritu sancto ec.» In queste parole sembra a me che la rettorica di Coluccio pigliasse colore dalla eloquenza della Senese, le cui Lettere dovevano in Firenze essere divulgate.

[319] BONINSEGNI, pag. 588.

[320] Lettera di Coluccio a Ruggero Cane, 22 ottobre 1377.

[321] STEFANI MARCHIONNE, lib. IX, rubr. 757.

[322] D. BONINSEGNI, pag. 581; e _Cronichetta d’incerto_ ec, pag. 211.

[323] CAPPONI GINO, _Tumulto de’ Ciompi_, pag. 227.

[324] SANTA CATERINA, lettere 197, 198, 199. — Vedi anche la lettera 207 a Niccolò Soderini.

[325] Lettera 2 a Gregorio XI; e vedi pure la lettera 6.

[326] «Fu sì grande il numero di coloro che furono riformati (ammoniti), che tutta quasi la città per tal cagione gridava; ma la Santa Vergine nè ciò fece nè volle farlo, anzi sommamente se ne dolse, e di più comandò e tosto disse a molti e fece dire ad altri, che pessimamente facevano a stender le mani a tanti e di tal condizione; nè dovevano di ciò ch’era stato fatto per ottener la pace, valersi per gli odii loro tanto ingiustamente ad una domestica guerra.» (_Vita di Santa Caterina da Siena_, per Fra RAIMONDO DA CAPUA.)

[327] _Vita di Santa Caterina_ di Fra _Raimondo da Capua_, ediz. del Gigli, tomo I, pag. 452-53. — CAPECELATRO, _Vita della medesima_. — TOMMASÉO, _Lettere di Santa Caterina_. — MARCHIONNE STEFANI, lib. IX, rub. 773, pag. 179.

[328] Vedi oltre allo Stefani il _Diario_ del Monaldi pubblicato con le _Istorie Pistolesi_ (Firenze, 1733). — Il Magalotti, essendo una volta dei Priori, aveva tentato imporre un freno alle violenze dei Caporali di Parte guelfa. (P. BONINSEGNI, pag. 607.)

[329] D. BONINSEGNI, pag. 580-81.

[330] Vedi _Appendice_, Nº VII.

[331] Pagarono centocinquanta mila fiorini d’oro, ed altri scrive dugento mila. (STEFANI MARCHIONNE, lib. X, pag. 15.)

[332] «La Chiesa divisa fa per il Comune nostro e per la nostra libertà mantenere; ma è contro all’anima, e però non vi si debbe dare opera, ma lasciar fare alla natura.» (_Ricordi_ di G. CAPPONI.) — «La vicinità della Chiesa è stata ed è grandissimo ostacolo; la quale per avere le barbe tanto fondate quanto ha, ha impedito assai il corso del dominio nostro.» (_Ricordi_ di FRANCESCO GUICCIARDINI, nº 353.)

[333] Questo si vede nella lingua inglese, dove generalmente le parole astratte e certe derivazioni più sottili vengono dal latino, perchè insegnate e propagate da scuole latine; l’idea più semplice esprimendosi tuttavia con voce germanica. Le scuole poste dai Romani cominciarono la coltura del popolo inglese fino dai tempi di Agricola; ed il re Alfredo più secoli dopo sapeva di latino, e anche di greco, quando nulla ne sapevano i suoi Germani: così la lingua inglese si formava tedesca di origine, latina di scuola.

[334]

«_De secreto conflictu curarum suarum_.» «Nè sì nè no nel cuor mi suona intero.»

[335] TOMMASÈO, _Lettere di Santa Caterina da Siena_. Quattro volumi, Firenze, G. Barbèra, 1860.

[336] _Lettere del Beato Giovanni dalle Celle_. — _Lettere di Santi e Beati Fiorentini_.

[337] MATTEO VILLANI, lib. I, cap. 8 e 90. — AMMIRATO, _Stor. Fior.,_ an. 1334. — PREZZINER, _Storia dello Studio fiorentino._

[338] MARCHIONNE STEFANI, lib. XII, rub. 946.

[339] Il Boninsegni, che trasse ogni cosa dal Villani, rinchiude il discorso in queste parole: «Chi cercherà bene, troverà che Roma e tutte l’altre terre di Toscana sono libere da ogni sommessione imperiale, perchè in lei fu il principio dello Imperio.» _Storia Fiorentina_ del BONINSEGNI, pag. 437.

[340] In questo luogo è oscurità, dipoi vengono parole inutili: alcuni però dei punti che abbiamo dovuto noi porre sono colpa della fallace lezione, la quale deturpa e toglie senso alcune volte alle Istorie dei tre Villani. Sarebbe tempo cessasse questa vergogna della inerzia nostra, e che uno al certo tra’ più insigni documenti di que’ secoli non fosse a luoghi un geroglifico.

[341] _Discorsi_ di VINCENZIO BORGHINI, tomo II.

[342] Chi si sarebbe mai figurato che Anton Maria Salvini fosse un uomo feroce?

[343] Ritrinciarsi, _se retrancher_. Abbiamo _trincèa_, non da _trinciare_, ma da _tranchée_, parole che sono tutte dello stesso parentado; ed il Salvini per uso suo fece quest’altro equivalente.

[344] Le provvisioni che si pubblicano in quest’Appendice son tratte dagli originali Registri, esistenti nell’Archivio di Stato di Firenze; e alcune di esse furon trascritte in un Codice di Nº 749 già appartenuto al Magistrato dei Capitani di Parte ed ora conservato nel medesimo Archivio.

[345] Riproduciamo questa _Nota_ qual’era nella edizione prima e solamente con poche aggiunte che allora non furono in tempo alla stampa. D’allora in poi molti hanno continuata questa benedetta controversia intorno alla Storia di Dino Compagni, e i nostri lettori ci sapranno grado se noi ci asteniamo dal ripigliarla per nostro conto: qual cosa vorremmo potere dire del breve esame che ne ha fatto il dotto signor prof. Hegel, ma non è permesso a noi di lodarlo perchè egli inclina verso le opinioni nostre. Dunque ce ne stiamo a quello che prima fu detto da noi.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.