Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 1/8

Part 34

Chapter 342,642 wordsPublic domain

26 testo, lin. 18 e 19, di Nerva, di _di Nerva e di Domiziano Domiziano_ 27 testo, » 14, turrito _torreggiante_ 28 testo, » 6, un piccolo borgo _un vero mondo di delizie_ destinato a ogni genere di piaceri 29 testo, » 9, simili a quei _quasi che colossi formassero una di marmo cornice di pietra_ 30 nota, » 5, furono murate _si trovano murate_ 35 testo, » 1, perchè esso _perchè vi era formava probabilmente un sobborgo che un sobborgo, metteva capo traversando il quale si giungeva_ 35 testo, » 17, piccola città _necropoli_ sotterranea 36 testo, » 8, fino al lato _dietro il posteriore Colosseo_ del Colosseo 37 testo, » 22 e 23, conservava... era _conserva... è_ 38 testo, » 24, figure coniche _figura conica_ 39 testo, » 10, consecrata al culto _inaugurata_ 40 testo, » 14, Palla _Pallante_ 43 nota, » 8, devono essere stati _stavano_ 44 testo, » 8 e 9, di rimpetto a... _nella direzione ed a della... e della_ 44 testo, » 13 e 14, lungo quei cumuli _prima vi avesse_ di rovine avesse 44 testo, » 26 e 27, eretto nello stile _di magnificenza sontuoso orientale_ d’Oriente 47 testo, » 20, sull’arco _presso l’arco_ 49 testo, » 2, san Martino _santa Martina_ 49 nota, » 7, palazzo del Senato _Senatus_ 50 testo, » 28, due _tre_ 51 testo, » 17, Costantino _Costanzo_ 51 testo, » 30, degli emblemi _delle statue_ 53 testo, » 18, Costantino _Costanzo_ 55 testo, » 11 e 12, di cui rimangono _la cui negra e oscuri e gigantesca giganteschi mole tuttora oggi massi di marmo lascia in parte a testimonianza riconoscere della l’antico magnificenza splendore_ antica 59 testo, » 25, Costantino _Costanzo_ 60 testo, » 1 e 2, sul _Clivus _la_ Porta Publicus_, Trigemina verso l’Aventino _conduceva su pel alzavasi la Clivo Publicio _Porta Trigemina_ all’Aventino_

60 testo, » 12, ed i bagni _od i bagni_ 62 testo, » 11-13, Il primo unisce _Il primo, oggi da alla città un’erma un’isola quadrifronte quadrangolare chiamato_ detta _de’ de’ quattro capi, quattro capi_ _conduce alla Città_ 63 testo, » 12, scambiare il circo _intendere sotto di Cajo il nome di circo di Cajo_ 81 nota, » 7 e 8, collocate ov’erano _come un tempo gli Dei Lari solevasi innanzi gli Dei Lari._ 83 testo, » 11, ancora perfetto _ancora ben conservato_ 84 nota, » 1, era considerata _potrebbe chiamarsi ente portentoso ente misterioso_ 84 nota, » 2, ebbe _avrebbe_ 88 testo, » 20 e 21, fu formato ecc. _fu creduto essersi formato dall’unione di queste ultime due a due, o fu messo in corrispondenza_ 91 nota, » 5, delle descrizioni _e dei_ Gesta dei _gesta pontificum pontificium_ 97 nota, » 6, deve avere _si dice avere_ 107 testo, » 3 e 4, uno posto sopra _il più alto, e il dell’altro più basso_ 127 testo, » 22, mise piede a terra _non permise_ non permettendo 130 testo, » 1, tigri che _tigri conservavansi nell’anfiteatro_ nell’anfiteatro 136 testo, » 2, rinvenuti _composti_ 165 nota, » 15 e 16, non avendosi saputo _non avendosi o non avendosi saputo quali osato di porre nomi di Consoli iscrizioni sulle porre nelle tombe dei iscrizioni Consoli sepolcrali_ 170 nota, » 7, caduti di potenza _morti_ 181 nota, » 4 e 5, da non prendersi _che non rende bene a modello la nostra lingua_ 181 nota, » 6, alcune citazioni _alcuni passi_ 251 nota, » 7, dandone la forma ad _sopra un’antica un’antica villa villa_ 298 nota, » 9, tra le due di S. _tra s. Balbina Balbina e di e s. Ciriaco_ S. Ciriaco 307 nota, » 8, di piazza s. Pietro _nel s. Pietro._ 325 testo, » 15 e 16, le quali, finite le _sulle quali, corse, servivano finita la corsa, al giuoco delle si mettevano le_ 335 nota, » 10, cortile della _il cimitero antico sinagoga antica degli Ebrei_ 336 testo, » 24, fiori sparsi di _fiori di granate preziose melagrano_ 353 nota, » 6, Nei tempi _Più tardi_ posteriori 356 nota, » 10, quantunque gli dia _dandogli_ 356 nota, » 10 e 11, _divus_ dirus 417 nota, » 7, lo scrittore del _lo stesso Mitografo Mitografo_ 498 testo, » 4, poneva in fiamme _faceva assediare_ 518 testo, » 3, dello accrescimento _del fondamento_ 518 testo, » 6, ma per lo meno può _per nessun modo può_ 518 testo, » 16-18, finché decadde _finchè, puranco nella condizione come curia ossia_ di curia o di ordo, _si estinse ceto senza facendo luogo_ potenza, sottomettendosi 523 testo, » 8, meravigliosa _grande_ 531 testo, » 16, cortile della _cimitero_ chiesa 531 nota, » 7, cortili delle _cimiteri_ chiese 538 testo, » 6 e 7, nelle borgate di _nelle province_ campagna

NOTE:

[1] L’estremo monumento romano nelle regioni meridionali fu scoperto dal dott. BARTH innanzi alla città di Murzuk. Vedi vol. I, pag. 164, _Viaggi e scoperte nell’Africa settentrionale e centrale_ (1849-1855).

[2] CLAUDIANO, _Panegir. in VI Cons. Honor._, v. 39-52. Sulla grandezza di Roma ha una pomposa apostrofe, _De cons. Stilich._ III, v. 130 e seg.

[3] Voglio qui accennare al libro degno di nota: _Historiæ de Varietate Fortunæ, libri II_ (Paris 1723), che POGGIO scrisse poco prima della morte di Martino. Con quest’opera, che è una triste descrizione delle rovine della città, incominciano gli studî archeologici su Roma.

[4] L’Autore publicò il primo volume della sua Storia nell’anno 1859 (_Nota dell’Editore_).

[5] Fu questi Ammone, che viveva nel tempo dell’assedio della città fatto dai Visigoti. Così OLIMPIODORO in FOZIO, p. 198, dice: εἴκοσι καὶ ἑνὸς μιλίου. Per la qual cosa è esagerata la notizia dataci da Vopisco, che il circuito della città fosse di cinquanta miglia, oppure, come afferma il Piale, fu errore degli amanuensi. Secondo il PIALE (_Dissertazione delle mura Aureliane di Roma_), la circonferenza della città sarebbe stata di tredici miglia al più. Si confronti il CANINA: _Indicazione topografica di Roma antica_, p. 19 ec., e la descrizione della città data dal PLATNER e dal BUNSEN, I, p. 646 ec. Della riedificazione delle mura ai tempi di Arcadio e di Onorio, conservano ricordanza le iscrizioni poste sulla porta di _s. Lorenzo_ e sopra la _P. Maggiore_. Una terza iscrizione, collocata sulla _P. Portuensis_, che ne parlava, andò perduta quando quell’antica porta fu fatta abbattere da Urbano VIII.

[6] Queste porte antiche erano: _P. Flaminia, Pinciana, Salara, Nomentana, Tiburtina, Praenestina, Labicana, Asinaria, Metronis_ o _Metronia, Latina, Appia, Ostiensis, Portuensis, Janiculensis (Aurelia), Septimiana, Aurelia_ situata al ponte di Adriano. Di esse oggi si trovano murate la porta _Metronia_ e la _Latina_, e cadde distrutta l’_Aurelia_ situata al ponte dell’Angelo. Il _Breviarium_ numera trentasette porte, per la qual cosa il numero che eccede le nominate dev’essere stato nelle mura serviane o aver formato altri fori di uscita.

[7] Ai tempi di Belisario, Roma possedeva quattordici acquedotti (così PROCOPIO, _De bello Goth._ I, 19). Ed erano i nove, di cui ci dà notizia Frontino, ossia: _Appia, Anio vetus, Marcia, Tepula, Julia, Alsietina, Virgo, Claudia, Anio novus_ e di più l’_Acqua Augusta_, colla quale Augusto aveva fortificato la _Marcia_, la _Trajana_ aggiunta da Trajano, l’_Antoniniana_ di Caracalla, l’_Alexandrina_ di Alessandro Severo, la _Iovia_ di Diocleziano. Il Sommario aggiunto al _Curiosum_ ed alla _Notitia_ numera diecinove acquedotti, cinque dei quali non possono essere stati che ramificazioni degli altri. Al dì d’oggi Roma ha tre soli acquedotti: l’_Acqua di Trevi_, meschina restaurazione dell’_A. Virgo_, l’_A. Felice_ che è in parte l’antica _Marcia_, e l’_A. Paola_ che Paolo V edificò giovandosi delle acque della _Trajana_.

[8] _Inclyta ac celebris Roma immensum est, atque omni oratione majus pelagus pulchritudinis._ THEMIST., _Orat._ 13, _amat. in Gratian._, p. 177. Si veda la _Dissertaz. sulle rovine di Roma_ di CARLO FEA, che può reputarsi il primo saggio formale di una storia delle rovine di Roma fino ai tempi di Sisto V (nel III Vol. della traduzione da lui fatta della _Storia dell’Arte_ del WINKELMANN, Roma, 1784). Di quanta utilità riesca per la storia lo studio locale dei monumenti di Roma, cel mostrò la _Histoire romaine à Rome_, che J. J. AMPÈRE, per una serie di anni andò inserendo nella _Revue des deux Mondes_, e fu splendido ornamento di quel giornale. Quella Storia si stenderà anche all’età di mezzo. Mi è grato dovere il riconoscere che l’interessamento onde l’erudito e spiritoso Francese confortò sempre l’opera da me impresa, mi è vivissimo eccitamento alla prosecuzione del mio lavoro.

[9] Intorno al _Curiosum Urbis_ ed alla _Notitia_, ci furono di grande giovamento i lavori del Sarti, del Bunsen e del Preller. Io ho seguito il testo di quest’ultimo (_Die Regionen der Stadt Rom_, Jena, 1846), che confrontai con quelli del Panciroli, del Labbe, del Bianchini e del Muratori.

[10] S. GREGOR., _Ep. III_, 30, p. 568: _ad secundum urbis milliarium, in loco qui dicitur ad Catacumbas_. Il De Rossi che alla gloria del Bosio associò gl’illustri meriti suoi, ha sparso luce novella su quelle catacombe di san Calisto, ed il suo grande lavoro intitolato _Corpus Inscriptionum_, di cui s’è ora incominciata la publicazione, deve salutarsi come un felice avvenimento per la storia della Città nei tempi di mezzo. Le cognizioni del De Rossi intorno alla topografia di Roma nel medio evo, sono le più fondate e le più vaste che erudito possa avere, ed è mio ardente desiderio che l’illustre Romano voglia presto diffondere quel suo tesoro in un’opera topografica.

[11] L’antica _Porta Capena_ vogliono i Topografi che fosse collocata al di sotto dell’odierna _Villa Mattei_. Si vegga il CANINA, _R. Antica_. Intorno ai limiti della prima Regione si agita controversia: l’indicazione però del ruscello Almo (oggi Acquataccio), dimostra che la Regione si stendesse al di là delle mura Aureliane. Intorno all’antico tempio di Marte, onde era illustre questa Regione che non comprendeva altri grandi monumenti, sappiamo di certo ch’era situato _extra portam Capenam_.

[12] L’Anonimo di Einsiedeln del secolo ottavo enumera: _Arcus Constantini, Meta Sudante, Caputo Africae, Quatuor Coronati_. Una qualche statua avrà dato probabilmente il nome a questa via. Nella _Notitia_ non è fatto cenno del _Clivus Scauri_ ch’era situato innanzi al _M. Coelius_ e che si conservò nel corso dei tempi.

[13] Il gruppo del Laocoonte fu trovato nell’anno 1506, e l’inventore Felice de Fredis n’ebbe argomento all’immortalità del nome. Ne parla l’iscrizione della sua tomba posta in S. Maria in Araceli a poca distanza dal coro. È monumento pregevole dell’epoca di Giulio II.

[14] Il _Templum Pacis_ era stato eretto da Vespasiano, dopo la guerra contro gli Ebrei. Procopio ne vide ancora i ruderi in vicinanza della basilica di Massenzio: la piazza vicina era chiamata _Forum Pacis_: ἣν φόρον Εἰρήνης καλοῦσι Ῥωμαῖοι. ἐν ταῦθα γάρ πη ὁ τῆς Εἰρήνης νεὸς κεραυνόβλητος γενόμενος ἐκ παλαιοῦ κεῖται. PROCOP., _De bello Goth._, IV, 21, p. 570 (Ediz. di Bonna). L’ordine in cui è disposta la descrizione della _Notitia_ è il seguente: _Aedem Jovis Statoris, Viam Sacram, Basilicam Constantinianam, Templum Faustinae, Basilicam Pauli, Forum Transitorium_.

[15] Dal _Nymphaeum Alexandri_, situato in vicinanza di santa Croce in Gerusalemme, è forza distinguere il monumento _dei Trofei di Mario_, che l’Anonimo di Einsiedeln chiama erroneamente _Nymphaeum_, ponendolo in questa serie: _Sanctus Vitus, Nymphaeum, Sancta Biviana_. Il PIALE (_Della subura antica_, verso la fine) dice, parlando dei Trofei di Mario: _Ninfeo da non confondersi però col Nymphaeum Alexandri etc._ Le rovine appartengono alla fontana dell’_Acqua Julia_.

[16] OLIMPIODORO (in FOZIO, p. 198) scrive che le terme di Antonino comprendevano milleduecento bacini di bel marmo, e che quelle erette da Diocleziano ne comprendevano un numero quasi doppio. Gli eruditi sono discordi nel determinare la posizione di queste terme che alcuni vogliono edificate sul Viminale ed altri sull’Esquilino o sul Quirinale. Il vero si è che la direzione di tutti e tre questi poggi si volge verso il punto ove stavano questi bagni. Fin dai primi tempi, nel luogo ove si elevavano le terme fu eretta una chiesa ad onore di san Ciriaco, che, unitamente a santo Sisinnio, si trovava fra i Cristiani condannati a lavorarvi. La leggenda li farebbe ascendere a quarantamila. (Vedasi POMPEO UGONIO, _Historia delle stationi di Roma_, Roma, 1588, c. 197, e FLORAV. MARTINELLI, _Roma ex ethnica sacra_. Quest’ultimo ai quarantamille Martiri aggiunge generosamente altri centomille). Al tempo di Pio IV fu eretto nelle terme il convento dei Certosini, e la chiesa magnifica di santa Maria degli Angeli è racchiusa sotto le alte arcate di un’antica sala del bagno.

[17] Il FEA (_Sulle rovine di Roma_, p. 302), dice che questo tempio era caduto in rovina già fin dal principio del secolo VI, imperocchè una vedova che possedeva otto delle colonne di porfido le quali aveano già ornato quel tempio, ne facesse dono all’imperatore Giustiniano per la nuova chiesa di s. Sofia in Costantinopoli. Egli cita CODINUS, _De orig. Const._, p. 65, e l’ANONYM., _De structura temp. magnæ Dei Eccles. s. Sophiæ_ presso il COMBEFIS, _Origin. rerumque Constantin._, p. 244, con cui io ebbi cura d’istituire confronti. Nel testo è detto erroneamente Valeriano edificatore del tempio del Sole invece di Aureliano.

[18] Scrive ZOSIMO, V, c. 38: allorquando Stilicone rubò le porte delle lamine d’oro massiccio che le ricoprivano, apparve quest’iscrizione: _misero regi servantur_, ed infatti quel profanatore miseramente perì. Quel ladroneccio non può essersi consumato che dopo il trionfo di Onorio, perchè in quel tempo ancora Claudiano parla dei bassi rilievi delle porte:

_Juvat infra tecta Tonantis_ _Cernere Tarpeja pendentes rupe gigantes_ _Caelatasque fores_ (_de VI Cons. Hon., v. 44 sg._).

Stilicone deve aver fatto abbruciare i libri sibillini soltanto dopo l’anno 403. Ciò appare chiaro da un passo di CLAUDIANO, _De bello Goth._, v. 230, in cui parla di quei libri come se ancora esistessero:

_Quid carmine poscat_ _Fatidico custos Romani carbasus aevi._

[19] Scrive il FEA, p. 410 e seg., che la statua equestre di Marco Aurelio era stata scambiata per quella di Costantino e che andava debitrice a quest’errore della sua conservazione durante il medio evo. Egli è possibile che quest’errore avvenisse ai tempi della barbarie; non posso credere però che al momento in cui fu compilata la _Notitia_ non si sapesse distinguere la figura di Costantino da quella di Marco Aurelio. La iscrizione posta sotto l’_Equus Constantini_, copiata e tramandata dall’Anon. di Einsiedeln era: _D. N. Constantino maximo pio felici ac triumphatori_, etc. etc. Io ammetto che la statua di Costantino rovinasse dopo il secolo VIII e che quella di Marco Aurelio passasse tosto sotto il nome di quella di Costantino, dando origine al famoso _Caballus Constantini_ delle cui meraviglie sono piene le cronache di Roma del secolo XII. Ne parlerò in uno dei volumi successivi.

[20] _Salvis dominis nostris Honorio et Theodosio victoriosissimis principibus Secretarium amplissimi senatus quod vir illustris Flavianus instituerat et fatalis ignis absumpsit Flavius Annius Eucharius Epifanius V. C. Praef. vice sacra. Jud. reparavit et ad pristinam faciem reducit._ GRUTER, 170. CANINA, _R. ant._, p. 167. NARDINI, II, p. 230. Sappiamo che la _Curia Hostilia_, che era l’antichissimo Senatus, fu distrutta da un incendio ai funerali di Clodio. Essa non venne più riedificata, ed il Senato congregavasi nella _Curia Julia_ compiuta sotto Augusto, dove anche doveva essere il celebre altare della Vittoria.

[21] AMMIAN. MARCELL., XVI, p. 14 e seg. _Id tantum sibi placuisse, aiebat, quod didicisset, ibi quoque homines mori._ Il Gibbon legge _displicuisse_, ma la dizione _placuisse_ asconde un senso assai più arguto, e riceve chiara spiegazione se si pensi all’animo con cui il Re straniero parlava.

[22] CLAUDIANO parla della statua eretta a suo onore nella _Praef. de bello Goth._:

_Sed prior effigiem tribuit successus ahenam,_ _Oraque patricius nostra dicavit honos._

VENANZIO FORTUNATO (morto nei primi anni del secolo VII) cantava, _Carm._ III, _c._ 23:

_Vix modo tam nitido pomposa poemata cultu_ _Audit Trajano Roma verenda foro._

E al lib. VIII, c. 8:

_Si sibi forte fuit bene notus Homerus Athenis:_ _Aut Maro Trajano lectus in urbe foro._

[23] Quest’antica Corografia latina vide la luce per la prima volta ad opera del cardinale ANGELO MAI, che la trasse da un Codice esistente nel Convento della Cava, e che sotto titolo di: _Liber Junioris Philosophi in quo continetur totius orbis descriptio_, la stampò nel Tom. III _classicor. auctor. e vatican. Codicib. editor._, p. 387. — _Super hoc maximum possidet bonum ROMAM splendoribus divinorum aedificiorum ornatam_ etc.

[24] Il _Curiosum_ trasporta nella Regione undecima l’_Arcum Constantini_: la _Notitia_ dice _Arcum Divi Constantini_. Il BUNSEN (III, 1, pag. 663), opina che quest’arco fosse il noto _Janus quadrifrons_ posto sul _Velabrum_, e che non potesse essere l’arco trionfale di Costantino che le due Descrizioni avrebbero pur dovuto porre entro la Regione decima. L’ordine della citazione seguito nel _Curiosum_, cioè: _Herculem olivarium, Velabrum, Arcum Constantini_, appoggia senza dubbio questa opinione.

[25] Il PIALE, _Degli antichi arsenali detti Navalia_ (_Pont. accad. di Arch._, I, Aprile 1830), sostiene che l’_Emporium_ fosse situato sotto il monte Aventino e che la posizione dei _Navalia_ fosse presso la Ripa Grande. Questa ultima supposizione fu combattuta dal BECKER, il più erudito tra gli Archeologi, che dice situati i _Navalia_ in un qualche punto del campo di Marte (_Manuale_, I, p. 158, ec.).

[26] Sembra che timore rattenga gli Archeologi dal camminare sui ponti di Roma, perchè le notizie che ne danno sono le più discordi. Vedasi il PIALE, _Degli antichi Ponti di Roma al tempo del sec. V_, Roma 1834; il PRELLER ed il BECKER I, p. 692, ec. Nelle due Descrizioni antiche delle Regioni troviamo: _Pontes VIII, Aelius, Aemilius, Aurelius, Mulvius, Sublicius, Fabricius, Cestius et Probi_. Il _Pons Milvius_, già appellato da Livio con questo nome ed oggi detto _P. Molle_, nella serie è collocato all’ottavo posto. Cadrà spesso occasione di far menzione dei molti nomi e talvolta oscuri che nel medio evo davansi a questo od a quel ponte: ci saranno allora a guida i _Mirabilia_, ai quali ci riferiremo.

[27] Sui nomi dell’isola si veda il VISCONTI: _Città e famiglie nobili e celebri dello Stato pontificio. Monumenti antichi, Sez. II_, p. 25. CLAUDIANO (_In Prob. et Olyb. Cons., v. 226 sq._) dice:

_Est in Romuleo procumbens insula Tibri,_ _Qua medius geminas interfluit alveus urbes_ _Discretus subeunte freto, pariterque minantes_ _Ardua turrigerae surgunt in culmina ripae._

Da questo squarcio può trarsi notizia che le mura di Aureliano procedessero lunghesso la sponda interna del fiume sino al ponte Fabricio, e che al di là, nella regione trasteverina, sorgesse loro di contro la muraglia di Settimio.