Romanticismo: dramma in 4 atti

Part 6

Chapter 62,019 wordsPublic domain

TERESA sottovoce.

Sì, per il bene, per la sicurezza di tuo marito.

ANNA.

In questi momenti gli uomini come mio marito, non pensano alla propria sicurezza! — Hanno ben altro da pensare.

TERESA.

E sei tu? Una donna, una moglie, un essere del nostro stampo che parla così?... — I patriotti, i fratelli! — Tu, almeno questo, avresti dovuto aver imparato... a tue spese: a conoscere bene i fratelli!

ANNA trasalisce.

TERESA.

È un vento, una furia, che penetra nelle case, nelle famiglie, e che spazza via tutto: ogni sentimento di rispetto, di amore, ogni spirito di religione, di concordia e, insieme, la tranquillità e la felicità!

pausa.

Di vivo! di forte, di profondo, non c'è più che l'odio!

GIACOMINO con forza, ribellandosi.

Non è vero!

TERESA meravigliata, furente.

Non è vero?!...

frenandosi con ironia.

Ah, già, già! Sicuro! «Non è vero!» Di forte e di profondo c'è anche l'amore! L'amore... delle ballerine, per le quali un ragazzaccio scimunito come voi, provoca disordini e arrischia la vita!

GIACOMINO si alza di scatto e si abbottona la giacca nervosamente.

TERESA.

Ah! Ah!... Vi sentite meglio? Siete guarito, interamente?... Ne ho molto piacere.

GIACOMINO si avvia per uscire.

TERESA con forza.

Dove andate?

GIACOMINO duramente.

Di là!

TERESA ha una scossa, poi si domina e torna ironica.

Andate! Andate pure!

richiamandolo.

Il dottore...

GIACOMINO si ferma.

TERESA.

Il dottore vi ha concesso per oggi, una passeggiata in carrozza. Ve la permetto anch'io, ma verso mezzogiorno; col sole! Andate in camera vostra a vestirvi, e non uscite... finchè non vi manderò a chiamare!

GIACOMINO si avvia di nuovo, serio, sostenuto.

TERESA che si aspetta una parola di scusa: quando Giacomino è sull'uscio.

Andate così...

GIACOMINO si ferma.

TERESA sforzandosi di sorridere per vincere l'ira e il dolore.

Andate! Andate pure!... Meno vi vedo e più... sono contenta!

GIACOMINO via.

TERESA con le lagrime nella gola.

Anche lui... Ma a lui poi, — a lui! — Che cosa ho fatto?...

sfogandosi, gridando forte.

Francesco! Francesco!

va verso l'uscio di mezzo.

Francesco!

il Lamberti entra.

SCENA V.

LAMBERTI e dette — poi FRANCESCO.

LAMBERTI.

Che vuoi da Francesco?

TERESA.

Mandarlo da Giacomino!

LAMBERTI indicando Francesco che si presenta e si ferma sull'uscio.

Eccolo, Francesco!

TERESA.

Andate dal signor Marchese! Aspettate! Prendete questo _plaid_!

gli dà uno scialle.

Che lo porti in carrozza, e si copra! Ordine mio!

FRANCESCO via.

LAMBERTI ad Anna.

Vieni un momento di là? Ho da parlarti.

TERESA.

No, no! Rimani... Rimanete. Vado io!

con la solita calma signorile.

Il fattore mi aspetta: devo mandarlo a Milano.

ad Anna.

La lana dal Guffanti abbiamo detto?...

ANNA.

Sì.

TERESA via, nella biblioteca.

Guffanti; via dei Borsinari!

SCENA VI.

LAMBERTI ed ANNA, poi di nuovo FRANCESCO.

ANNA a Vitaliano.

Hai da parlarmi?

lo guarda fisso.

Che hai?

LAMBERTI a sua volta, continua a fissare Anna con grande tristezza.

ANNA con voce rotta dall'ansia.

Che hai? Che cosa vuoi dirmi? Sì, sì!... Fissami bene: che il tuo occhio possa penetrare in fondo all'anima mia; non ho nulla da nasconderti!

LAMBERTI.

Hai capito dunque, che io volevo parlarti... di lui, del Cézky?...

ANNA sostiene lo sguardo di Vitaliano: ferma, sicura.

LAMBERTI le prende una mano, gliela bacia.

No, Anna, Anna cara; io non ho mai dubitato di te!

ANNA.

Posso essere stata leggera; certo sono stata imprudente! — Era, allora, così vuota e inerte la mia vita, così grigia...

con un brivido.

così buia!

accarezzandogli i capegli con grazia affettuosa.

L'amore è come il sole; senza di lui, non c'è luce, nè calore!

LAMBERTI stringe Anna al petto affettuosamente.

ANNA.

Per quel giovane... che non aveva una famiglia, solo, povero, io ho sentito, prima, un sentimento di compassione, di pietà... Poi anche di simpatia per il suo dolore così simile al mio. Cézky mi amava... lo capivo, lo vedevo, e non era amato. E anch'io cominciavo ad amare, ad amarti, e allora... non mi credevo amata! — Ecco; ti ho detto tutto! — Io poi, lo ritenevo nobile di animo, esaltato, ma onesto.

LAMBERTI.

Onesto?... Forse lo era. Non si può giudicare gli uomini nell'eccesso della passione; da un momento di disperazione! Bisogna, in ogni modo, essere indulgenti con chi...

lentamente e fissando Anna per farle indovinare il suicidio del Cézky.

sa condannarsi e punirsi da sè, con chi... sconta il delitto commesso... con la propria vita.

ANNA con un grido.

Cézky?

LAMBERTI accennando affermativamente col capo, si leva una lettera di tasca e gliela dà.

È una lettera da Milano. Chi scrive, è un amico.

ANNA legge con un forte tremito: lascia cadere la lettera e siede con un gesto d'orrore, nascondendosi il capo fra le mani.

LAMBERTI raccoglie la lettera e di nuovo la ripone in tasca.

Noi lo credevamo in Tirolo o a Vienna, sotto la protezione della polizia! Invece era a Milano, nascosto in una soffitta, vivendo nel dolore, e, forse, fra i rimorsi. In quell'ultimo istante la grande bontà di Dio ha certo fatto dimenticare a quell'uomo di essere una spia. Si è ucciso con una pugnalata come Jacopo Ortis... e col libro dell'Ortis, chiuso dinanzi.

cammina su e giù, poi torna ad avvicinarsi ad Anna.

ANNA rimane sempre con il capo fra le braccia appoggiata al tavolino.

LAMBERTI si appoggia lui pure al tavolino: ad Anna, con grande dolcezza.

Perdonagli, Anna! Gli ho perdonato anch'io! Ed ora... ascoltami con coraggio. Forse... forse qualche giorno, forse domani, forse stasera io dovrò partire.

ANNA, con un sussulto doloroso.

È il momento?

LAMBERTI.

Sì. Il Fratti e lo Strassér rimangono a Milano. Don Carlo Morelli, da Como, ci terrà in relazione con lui.

ANNA.

Con Mazzini?...

LAMBERTI.

Sì. È a Lugano; pronto ad unirsi con noi. Io devo passare dal Carrarese, e per il giorno dell'insurrezione trovarmi a Sarzana.

ANNA buttandogli le braccia al collo.

Vengo con te!

LAMBERTI.

Anna... Anna...

ANNA.

Vengo con te!

LAMBERTI.

Mi raggiungerai!... Presto!

ANNA.

Vengo con te! Vengo con te!

LAMBERTI.

È impossibile cara, e lo sai. Ascoltami, dunque; ascolta bene ciò che tu devi fare.

ANNA abbassa il capo come vinta.

LAMBERTI.

Appena partito io tu anderai e ti fermerai a Milano, in casa tua. Sei ricca, della mia sostanza tu non ne hai bisogno.

si leva di tasca un'altra lettera chiusa in una busta.

Prendi...

turbamento di Anna.

Ma no!... Non impressionarti così! Bisogna tutto prevedere. Tornerò, o verrai tu!

indicando la lettera.

Due righe sole. Sei tu la mia erede universale. Ma per aiutare i nostri. Devi spendere tutto ciò che è mio per la causa. Ed ora...

esitando.

Un'altra preghiera. E pensa, — adesso sì, — pensa che può essere l'ultima. — È la mia felicità, è il coraggio stesso che io ti domando. Sono egoista, ingiusto, inumano, ma è più forte di me. Se io... Anche quando non ci sarò più...

abbracciandola stretta con un singhiozzo.

Ti voglio sempre mia!

ANNA coprendolo di baci.

Tua, tua, tua, tua! Ma io voglio venire con te! Ma io voglio morire con te! Con te che sei mio! Con te che mi hai fatto vivere! Con te che mi hai fatta buona! Tua! Tua! Tua! Tua!

LAMBERTI dopo un momento di commozione, asciuga gli occhi ad Anna.

Che non ti vedano piangere!... Nessuno deve sospettare...

prende la lettera sul tavolino, gliela dà.

Prendi!

ANNA, attonita, la tiene in mano.

No! No!...

ANNA la nasconde in seno.

E la chiuderai subito nella tua scrivania. A Milano vedrò poi il mio notaio...

FRANCESCO dall'uscio di mezzo, tremante, sconvolto.

Signor conte! Sa?... Sa?

LAMBERTI.

Che c'è?

FRANCESCO.

A Sonvico, hanno arrestato il dottor Fratti!

LAMBERTI.

Chi te l'ha detto?

FRANCESCO.

Adesso! Il maestro di posta!

LAMBERTI.

Va!... Chiamalo!

Francesco via.

ANNA trattenendo Vitaliano che vuol seguire Francesco.

Il dottor Fratti? Arrestato?...

LAMBERTI.

Lasciami andare! Lasciami andare!

SCENA VII.

TERESA e il Conte RIENZ.

Teresa chiamando dalla biblioteca.

Vitaliano! Vitaliano!

RIENZ.

Dov'è? Dov'è?...

seguito da Teresa entra in fretta dalla biblioteca, attraversa la scena, viene fin dietro di Vitaliano: sottovoce; rapidamente.

Partite subito sul momento! Dietro il Molino vecchio troverete una carrozza chiusa. Passerete il confine a Maslianico.

forte ad Anna.

Contessa Anna, scusate la mia fretta ma devo essere subito a Milano, al Comando Militare.

a Teresa.

Anche voi! Perdonate!

fa un inchino alle signore, via.

SCENA VIII.

LAMBERTI, ANNA, TERESA.

Lamberti immobile, sorpreso.

ANNA con disperazione.

Va! Va! Va!

TERESA.

Non un minuto! È la Provvidenza! L'aiuto della Provvidenza!

LAMBERTI risoluto.

Alcune carte... Aspettatemi!

ad Anna che fa per seguirlo

Aspettami!

va via per l'uscio dal quale è uscito Giacomino.

ANNA a Teresa, con grande ansia e terrore.

Tu sai?... Tu sai?...

TERESA.

Anna! Anna!

ANNA.

Presto! Ho diritto di saper tutto. Sono sua moglie!

TERESA sempre più tremante.

Dalla Spezia...

ANNA.

Dalla Spezia?

TERESA.

Sì, è venuto l'ordine dalla Spezia!... Hanno sequestrata una tartana, — i doganieri Pontifici, — diretta alla punta di San Terenzo! Era carica di armi, di fucili! Il capitano, un levantino, arrestato, minacciato di morte, ha parlato!

ANNA.

E Vitaliano?

TERESA.

Una grande insurrezione doveva scoppiare nello stesso giorno, in tutta l'Italia!

ANNA.

E Vitaliano?... Vitaliano?...

TERESA.

È uno dei capi! Vengono per arrestarlo!

fuor di sè.

Ma cosa fa? Che cosa fa?

ANNA.

Il conte?... Il conte di Rienz?

TERESA.

Ha tutto arrischiato per noi, ma non può nulla contro la polizia! — Il Commissario, i soldati, saranno qui fra mezz'ora! Sono forse già qui!

verso la biblioteca.

Che cosa fa adesso? Ma che cosa fa?!...

giungendo le mani supplichevoli verso la cappelletta.

Dio! Dio! Dio! Buono! Santo!

SCENA IX.

LAMBERTI e dette.

LAMBERTI.

Eccomi. Ed ora... io sono pronto.

TERESA.

Va!... Dunque!... Va!

Anna lo fissa pallidissima, immobile, muta.

LAMBERTI.

No, madre mia. Io resto.

ANNA trasalisce: senza mai dire una parola lo abbraccia come per non lasciarlo più, lo accarezza, lo bacia, gli bacia la mano.

TERESA.

Rimani?... Ma... non hai capito?... Vengono qui!... I soldati! Il Commissario! Per arrestarti!

ANNA stringe Vitaliano affettuosamente, lo guarda supplichevole, scongiurandolo di fuggire.

LAMBERTI le prende la mano, gliela stringe forte per infonderle coraggio: poi di nuovo, a Teresa.

Nella carrozza del conte di Rienz è partito Giacomino. Avviserà, dietro via quanti più potrà dei nostri. E gli ho dovuto assicurare, per farlo partire, che avevo anch'io un mezzo altrettanto sicuro e che lo avrei raggiunto a Chiasso. Invece... no. Resto qui. La Provvidenza che voleva salvare me, non ha voluto o potuto salvare insieme anche tutti gli altri miei compagni. Perciò io, — solo, — non posso, io, approfittare dei suoi favori... e rimango.

TERESA.

Va! Va! Va! Ascoltami, Vitaliano! Devi ascoltarmi! Ne ho diritto! Sono tua madre!... La mamma! La tua povera mamma! Lo sento e non l'ho mai sentito come in questo momento! E non c'è più altro per me! Te lo giuro! Non c'è più altro! Va! Va! Va! Va!

LAMBERTI con dolcezza.

Non posso partire!

la bacia, come in atto di perdono.

TERESA.

Va! Va! Va!

LAMBERTI risoluto.

No, mamma non devo partire. Bisogna aspettarli qui!

TERESA ascolta un momento: con un grido.

Dio!

prendendosi la testa fra le mani guardando spaventata verso la finestra.

Vengono!... Vengono!

Anna con un grido si attacca disperatamente al collo di Vitaliano come per difenderlo...

FINE.

Opere di Gerolamo Rovetta

_Romanzi_:

La Moglie di sua Eccellenza, romanzo. La Signorina, romanzo. Cinque minuti di riposo! Mater Dolorosa, romanzo. La Baraonda, romanzo. L'idolo, romanzo. Le lacrime del prossimo, romanzo. Il tenente dei Lancieri, romanzo. Il primo amante, romanzo. Il processo Montegù, romanzo. Sott'acqua, romanzo. Dramatis personæ, antologia.

_Teatro_:

I Disonesti, dramma in tre atti. Scellerata!... commedia in un atto. — Collera cieca... commedia in due atti. Romanticismo, dramma in quattro atti. Madame Fanny, commedia in tre atti. — Marco Spada, commedia in quattro atti. — La Cameriera nova, commedia in due atti in dialetto veneziano. La Baraonda, dramma in cinque atti. — Principio di Secolo, dramma in quattro atti. La Realtà, dramma in tre atti. — La Trilogia di Dorina, commedia in tre atti. Il Re Burlone, dramma in quattro atti. Molière e sua Moglie, commedia in tre atti. Il Ramo d'ulivo, commedia in tre atti. — Il Poeta, commedia in tre atti. La Moglie giovine, commedia in quattro atti. — Le due coscienze, commedia in tre atti. I Barbarò, dramma in un prologo e quattro atti. — Alla città di Roma, commedia in due atti.

_Novelle_:

Casta Diva, Novelle. Cavalleria assassina, racconti. Baby, Tiranni minimi.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.