Part 13
Ma lasciamolo stare; che degli amanti infelici è come dei maestri di cappella fischiati, o de' generali battuti, che quanto meno se ne parla, tanto meglio è. E seguiamo invece per le vie di Siviglia l'allegra brigata delle giovani, che girando e rigirando, e dando coi canti e coi suoni non dubbi cenni della via percorsa, finalmente riescirono a quello a che tendeva la conduttrice; a chiamar l'attenzione e in breve poi la presenza di Don Luis. Furono all'accostarsi di lui sospesi un momento suoni e canti ed anche il ridere e conversare; come succede ogni volta che s'aggiugne alla brigata una persona straniera e superiore. Ma Don Luis era di quelli, che in breve ora si fanno famigliari con tutti, e in pochi istanti non che restituire, accrescono l'allegria di qualunque più allegra brigata. Insomma Don Luis era un giovane signore, che avendo avuto dal cielo tutte le più belle qualità del corpo e dell'animo e della fortuna, ma non essendo stato allevato a usarle in nulla di buono, le usava a ciò che il tempo, il paese e l'ozio gl'insegnavano, cioè a divertirsi; e aciò riusciva più che uomo non che di Siviglia o de' quattro regni d'Andalusia, ma di tutta Spagna o del mondo. Solo, senza parenti, egli aveva palazzi, egli ville, gran servitori, tiri di mule e cavalli da sella senza fine; egli cacciava un dì e banchettava l'altro, e talora anch'egli combatteva i tori, e dava festini e balli e villeggiature, ed aveva poi quadri e libri e facea versi benino, e riceveva forestieri ed esercitava nobilmente l'ospitalità; mostrando così ogni buona qualità compatibile colla educazione avuta, e colla scapataggine che ne era seguita. Aggiuntosi egli dunque alla brigata, raddoppiarono in breve i piacevoli discorsi e i canti, prima nelle vie, e in breve poi tornando alla casa e nel fresco cortile di Donna Ramona. Dove fatti venire da Don Luis alcuni sonatori che ei teneva sempre all'uopo in casa, e confetti, e gelati, e bevande, così in festa si passò tutta la notte. E allora la perfida Marichita, la quale poco innanzi aveva al suo primo amatore negata una sola canzone, allora si diè ella a cantare e ballare in modo da innamorare non solamente Don Luis, sempre ed or più particolarmente disposto a ciò, ma qualunque più fredda e più grave persona fosse là per sua disgrazia capitata. Cantò _tiranas_, _boleri_, _seguidiglie_, _caciuccie_, con quella grazia e quel brio che vi sa mettere ogni donna e peggio una Spagnuola, e più che mai una Andalusa, anzi una Gitanuccia, quando vuol far la musica tramezzatrice d'amore; poi, mentre Don Luis quasi fuor di sè andava facendone le lodi alla mamma, ella inavvertita uscì dal cortile, e in brevissimo tempo rientrò con un nuovo abbigliamento che s'usa apposta per li balli spagnuoli ed è per la forma quella medesima _baschigna_ portata nelle vie: ma non più nera: è allora color di rosa o celeste o di qualunque altro gaio colore, e s'adorna di trine e frange d'oro a più file, che non c'è più bel vedere. E così cominciò col rapito Don Luis un fandango, e poi da sola una caciuccia, che è un ballo che chi ha veduto la tarantella n'ha veduto appena un cenno ed un'ombra, secondo che narrava l'ufficiale, il quale ne faceva una descrizione, che io assolutamente non ve la voglio fare. E dicovi in una parola che albeggiava quando finì la festa, e Don Luis che non credeva poter dormire quel mattino fu a tuffarsi prima nel Guadalquivir e poi a correr per li campi su un allegrissimo e meraviglioso suo cavallo, il più bello della famosa razza della Certosa di Xeres. E intanto raccoglievasi al letticciuolo la vergine non innocente; nè dormiva pur ella, o si compiacesse nel pensiero del primo tradimento, o le rimordesse quello del primo amore.
I giorni che seguirono s'assomigliarono a quella notte. Or si pranzava in casa a Don Luis; or si merendava o si cenava in casa a Donna Ramona; or si facevano passeggi e serenate per le vie e sul Guadalquivir, di giorno e di notte; e sempre si cantava e ballava e rideva; e Don Luis sempre si trovava allato a Marichita, per quella sguaiata compiacenza che in Ispagna e in Italia si usa verso gl'innamorati, con danno d'ogni creanza, d'ogni buon costume, e perfino dei troppo facili piaceri. E il vero è che non pur la brigata o le brigate riunite di Donna Ramona e di Don Luis, ma tutta Siviglia oramai era conscia di quegli amori. Parlavasene come potete pensare in varii modi; e certo più male che bene. Il frate amico di Donna Ramona andò a discorrerne con lei stessa facendole intendere, badasse bene alla virtù di sua figliuola ed al suo proprio interesse; non era probabile, un così gran signore come Don Luis volesse sposar Marichita, e se non era per isposarla.... Ma Donna Ramona interrompeva i consigli e i consiglieri, sclamando: -- non sapeva ella, perchè supponessero Don Luis con sì cattive intenzioni, o sua figliuola indegna di un grande di Spagna, o chicchessia. -- E qui citava le comedie e i romanzi, ed anche alcuni esempi attuali, su quali fondavansi le sue speranze.
Marichita lasciata a sè stessa avrebbe forse avuto più senno. Ma in fatto di senno noi altri vecchi diciamo così sovente a' giovani che n'abbiamo più di essi, e che ci lascino fare, che ei sono scusabili se se ne rimettono a noi, e si esentano d'averne per sè. Ma nè in giovani, nè in vecchi non è scusabile il mancar di buon cuore, e il maggior mancamento di tal sorta è l'incostanza in amore. E badate, io non parlo dell'incostanza unita coll'infedeltà tra sposi o promessi; che le leggi divine ed umane ne parlano e l'hanno chiamato delitto. Ma quell'altra incostanza più leggieri di appiccicare il fuoco del proprio amore ad altrui, e farnelo ardere tutto, e poi spegnerlo in sè o rinnegarlo, benchè non sia posta fra i peccati gravi, dico che è pur gravissimo per le conseguenze. E so che vogliono alcuni sia più danno contro a una fanciulla; perchè dicono che, avendo meno distrazioni e meno facilità a rifar un altro amore, ella s'accora più facilmente; e sovente n'ammala e langue e talor muore. Ma perchè peggio che morbo o morte sono i delitti che troppo sovente vengono dal disperarsi un giovane innamorato e tradito, io dico che è peggio disperar questo, che far languire ed anche morire una fanciulla. Nel caso presente gli è vero che Perico incominciò non come uomo e giovane a disperarsi: ma, non altrimenti che se donna o tenero fanciullo stato fosse, a languire. Quella prima notte da me descritta, il povero Perico, come potete pensare non andò a dormire; ma prima seguì da lungi la brigata nei suoi diporti, e poi tornò, e due o tre volte si fermò allo scuro rimpetto al cancello, onde non veduto vedeva quanto era o si faceva addentro. Più volte fu per entrare come un forsennato, e co' rimprocci, od anche colla sola presenza turbar i perfidi piaceri della traditrice. Più volte fu per avventarsi contro al fortunato rivale. Più volte all'incontro compose il suo volto e gli atti a dolcezza, e volle, entrare a prender sua parte della festa; e volle persuadersi che fosse tutta imaginazione propria quanto da alcuni giorni avea veduto, e quella sera peggio che mai, contrario al suo amore. Ma appressandosi al cancello, or vedeva Marichita sorridere al nuovo amatore o ballar con esso; or la udiva cantare con un'espressione, ch'ei ben conosceva, nè dubitava più del tradimento. Fuggivano allora sue risoluzioni di pace; e sentendosi gonfiare il petto, e batter precipitoso il cuore, ed infiammarsi il volto, e girare il capo, gli rimaneva tanto senno solamente da trattenersi da far una scena, e avendo talor già la mano alla spranga del cancello ritraevasi come un'ombra che sparisse nell'oscurità. Una volta, avendolo già aperto a mezzo, il buttò sì forte chiudendolo, che ne rimbombò il cortile, e tutti si rivolsero; ma non vedendo nulla, credettero fosse il vento o che so io, salvo una a cui balzò il cuore, riconoscendo bene l'atto dispettoso del tradito amatore.
Cinque o sei giorni dopo, una sera che o per riposarsi o perchè era sabbato, e quel giorno s'osserva in Ispagna come in Italia il venerdì, non vi erano stati canti nè balli, e le donne erano ite a letto più per tempo; Perico, che non era capitato in casa loro più mai, deliberò aver pure una spiegazione con Marichita. Tolto un largo cappello, e la cappa o mantello, che là si porta, benchè più leggeri, di state come di verno, ed avviluppatovisi addentro, verso la mezzanotte quando rimasero solitarie le vie, provò ad ire sotto la finestra di Marichita, come più volte era andato già. È usanza là di qualunque innamorato ir così all'inferriate della casa della sua bella; e questa scende e vien dietro, e parlano e stanno insieme lunga ora: nè è tenuto per atto disonesto, se non quanto sia meno onesto l'amore. Avea Perico un segno accordato colla bella che era canticchiar la prima strofa di una sua favorita canzonetta detta il Polo del contrabbandiero, ed interrompendosi ad un tratto batter le mani tre volte poi. Nè per immersa che fosse in profondo sonno la fanciulla, era succeduto mai che, rinnovato al più una volta il segno, ella non l'avesse udito, e non avesse in breve l'impazienza di lui soddisfatta, comparendo desiderata dietro le sbarre. Ma ora troppo mutata era ella; e dormisse sognando del novello amore, o svegliata udisse ma temesse i rimprocci, o ad ogni modo fosse deliberata rompere con Perico; tre volte e quattro e sei passò questi e ripassò inutilmente, e diè i segni, e ultimamente anche un grido di furore. Invano fu ogni cosa. Chiusa inesorabilmente mirò gran tempo la finestra, nè gli rimase altra alternativa che o far uno scandalo che il sapesse tutta la città, o tornarsene addietro più che mai umiliato, beffato e disperato. Ed ebbe pur anche questa volta pazienza. Dico che l'ebbe in quanto al non far pubblicità; che del resto, rivolgendo l'ira contro a sè, mordeva sue dita, e battevasi il capo e faceva gesti da spiritato; che incontrato a quell'ora da alcuni _sereni_, che son quelli che van gridando nelle vie il tempo che fa, e facendo da polizia notturna, gli furono addosso e gli volser le lanterne negli occhi per prenderlo, credendolo qualche fuggito da' pazzarelli; se non che, uno di coloro, oltre al suo mestiere notturno, avendo nel giorno qualche ufficio nella piazza de' tori, conosceva molto bene Perico; e domandatolo che fosse questo, e indovinatolo da sue rotte parole, e fattogli far largo, seco a casa l'accompagnò; aggiungendo le consolazioni solite darsi da tal gente in tali casi: che perduta una donna se ne trovan cento, che egli non s'era mai disperato per siffatte cose, che chi non ti vuol non ti merita; ed altre ragioni, ragionevolissime a giudizio di chi le dà e non è innamorato, inutilissime per lo più a coloro cui si danno.
I pensieri di Perico erano oramai di vendetta e di sangue. Nè per allora contro a lei; parendogli viltà, finchè non era fatta contro a lui. Eppure avrebbe dovuto giudicare lei colpevole, e lui quasi innocente. Ma non giudicava, nè ragionava, nè pensava egli. Arrabbiava, e non altro; ed or lo sentiva, or credeva ragionare o far progetti a sangue freddo. Ed uno di questi bei progetti fu di scrivere un biglietto di sfida a Don Luis dicendogli in istile ch'ei credeva anche freddissimo e civile, ma in vero era da impazzito: «Che egli Perico era innamorato di Marichita, e non voleva nè era per patire che niun altro al mondo lo fosse. E che se egli Don Luis vi pretendeva nulla, venisse a decider la quistione battendosi con lui alla spada o al coltello, o allo schioppo o in qual altro modo volesse. Del resto, pensava bene che Don Luis, grande di Spagna o che so io, non vorrebbe forse battersi con lui; nè a lui Perico, benchè più nobile di Don Luis e di qualunque grande di Spagna, importava un fico d'avere o no siffatto onore. Ma se non voleva questi venire a siffatta spiegazione, rimanesse almeno avvertito di non mettere più i piè in casa a Marichita. La quale del resto era oramai indegna d'esser più moglie di Perico, o amata da lui; e meritava anzi averne qualche mal trattamento. Ma il signor Don Luis non se ne doveva impacciar nè pro nè contro; se no avrebbe parte ampia e principale del castigo. E insomma, di nuovo, ed una volta per mille, badasse bene a non mettervi mai più i piè.» La qual lettera, essendo anche scritta d'un carattere alterato ed arrabbiato corrispondente allo stile, ben potete intendere che Don Luis la tolse per lettera d'un pazzo da catena; e tanto più, che non avea veduto o almeno non avvertito mai Perico in que' pochi giorni che avrebbe potuto incontrarlo in casa alle donne; ed ora, domandando alla mamma che fosse questo, gli fu risposto con gran sussiego che era un poveraccio, bovaro del Guadalquivir, impazzito per Marichita una volta che l'avea veduta a una corsa di tori; e che avendo tentato poi ficcarsi in casa, e non ci avendo riuscito se non due o tre volte per arte, e all'ultimo messo fuori, ne avea perduto il cervello. Non si doveva dire a Marichita per non penarla: del resto, non vi badasse altrimenti che per guardarsi di qualche mal colpo di colui. Benchè il meglio forse sarebbe che sua eccellenza ne parlasse al corregidore, che lo farebbe racchiudere o cacciare. -- E Don Luis, a cui la storia parve probabilissima, credette ogni cosa: e salva l'ultima parte, della persecuzione, seguì il consiglio della donnaccia. Ma guardatosi un dì o due, e non veduto capitar nulla, non vi pensò altrimenti; e attese a darsi buon tempo, e continuar senza pensiero e forse senza scopo l'amore, che fra quanti n'aveva avuti gli pareva dolcissimo, colla incantatrice Marichita.