Part 16
Scampanellata.
Silvia trasalisce suo malgrado. Orlando fiuta.
Compare la cameriera, che dice con sorriso misterioso:
— C’è qui quella signora....!
— Quale?.... Ah! vedo.... pregala di accomodarsi nel mio gabinetto.... Tu va pure in chiesa, se vuoi.... Signor Orlando, permette che mi trattenga un momento con quella signora?....
— Anzi.... io La aspetterò.
— Grazie — e Silvia esce esasperata, invocando un fulmine sull’indiscreto.
Orlando, rimasto solo, non credendo niente affatto che sia venuta una signora, vuol sapere chi è. — Ce ne fosse un altro? — pensa. Apre pian piano l’uscio che mette in anticamera e tende l’orecchio.
Non s’ingannava, si ode un dialogo bissessuale concitato dal gabinetto, ma non si può capire. Allora, in punta di piedi, va presso quell’uscio e origlia.
Felice Orlando! finalmente viene a sapere chi sia Orlando.
La voce di SILVIA (_fremente_) — È un’ora che è qui quell’imbecille! Se tu sapessi quel che ho fatto per levarmelo da’ piedi.... ma non c’è stato verso. Pare inchiodato. Si direbbe quasi ch’egli sappia qualche cosa.
La voce di DIODATO, la quale solletica gradevolmente il nostro Orlando. — Impossibile.
SILV. Mi rincresce per te...., povero angelo!
DIOD. Una giornata così propizia.... e perderla!
SILV. Cosa vuoi farci.... abbi pazienza.... ci vedremo domani alle tre.
DIOD. Bene.... ricordati di prendere una carrozza.... L’altro giorno, sei stata troppo imprudente.
SILV. È vero.... non lo farò più.
DIOD. Addio.... cara.
SILV. Ad.... dio.... no, no.... va.... domani.
DIOD. Dove mi spingi?
SILV. Ti faccio scendere per la scaletta. Non si sa mai.... —
. . . . . . .
Quando Silvia rientra nella sala, trova Orlando che sonnecchia.
— Buona notte.... — gli grida tutta gaja.
— Oh! scusi!.... Che ora è?
— Per bacco.... è tardi.... devo per forza levarle il disturbo....
— Cosa dice mai....
— Al piacere di rivederla.
— Aggiunga: Presto....
. . . . . . .
— Troppo compita! —
. . . . . . .
Tornando a casa, Augusto trova dal portinajo questo biglietto.
«Caro amico,
«Stasera alle dieci, ti aspetto al solito caffè, devo chiederti un gran favore.
«Tuo affezionatissimo «ORLANDO.»
La sera alle dieci.
Augusto, entrando nel caffè. — Non potevi venire a casa mia a chiedermi il gran favore?
ORL. Gli è perchè, invece di chiederlo.... devo.... Un momento...., prima è necessario che tu stesso mi consigli cosa devo fare.... perchè io non voglio rimorsi.
AUG. (_ridendo_) Rimorsi?
ORL. Senti.... dimmi un po’.... Se tu avessi un carissimo amico innamorato alla follìa di una donna e degno di essere da lei riamato, e venissi a scoprire che mentre ella finge di amar lui, ne ama un altro.... tu che cosa faresti, quando tu fossi il solo a possedere tale secreto?....
AUG. (_pensoso ma senza sospetto_) Scusa.... si tratta di qualche nostro amico?
ORL. Supponi....
AUG. Non ti domando nemmeno chi è.... perchè sono cose delicate.... Dimmi piuttosto: quella donna è sua moglie?....
ORL. Ma.... questo non importa, quando si ama, o moglie o no....
AUG. (_serio_) È vero. Ebbene, in tal caso.... io, da vero amico, direi a quel marito.... guarda che tua moglie t’inganna.... ma gliene darei, in pari tempo, la prova. Altrimenti sarebbe inutile e sciocco il parlare.
ORL. Ti ringrazio del consiglio e lo seguirò. Era il favore che m’occorreva. —
V.
Augusto, tornando a casa, pensa alle parole di Orlando:
— Chi sa che razza di donna è.... perchè se egli è degno del suo amore, e invece...., allora bisogna dire.... Eh! è una disgrazia come un’altra. Basta.... chi ci ha da fare, vi pensi.... e noi andiamo subito a casa...., se no, la Silvia non può prender sonno.... Cara Silvia.... —
La cara Silvia, invece, caso straordinario, dorme digià.... o finge dormire.
Egli si corica con tutti i riguardi per non svegliarla — poi, sta un’ora a contemplarla amorosamente, mormorando: — Come è bella! Chi sa qual sogno poetico ella gode in questo momento. Come sorride! Mi ami....? mi amerai sempre? Non farai come quelle altre che fingono d’amare.... e poi....? No.... tu non puoi ingannare chi è degno del tuo amore.... Infatti.... se si tradisce chi merita amore.... che cosa si farà ad un marito che si rende odioso.... ad un marito scellerato....? —
. . . . . . .
L’indomani, Orlando, Augusto e Diodato lavorano alla banca. Verso le due pomeridiane, Diodato, con un pretesto qualunque, se ne va.
Orlando si avvicina lentamente ad Augusto e gli dice:
— E tu non vai?
— Dove?
— Non segui Diodato?
— Perchè?
— Hai presente quello che t’ho detto ieri sera....?
— Sì.
— Ebbene, questo tradimento mi fa tanto orrore che io non posso tacere.
— E tu parla....
— Ma dunque, non capisci ancora....?
— Capire.... che cosa? — il povero ragazzo si fa smorto e guarda l’amico con occhi smarriti.
— Hai del coraggio.... coraggio morale?
— Credo....
— Ebbene, va all’abitazione di Diodato, appóstati in modo da non essere veduto da alcuno....; alle ore tre arriverà una carrozza.... ne uscirà una donna....
— E quella donna....? — balbetta Augusto, con voce fioca.
— Va, non perder tempo.... t’ho già detto troppo. —
Alle tre, una carrozza si fermava davanti all’abitazione di Diodato. Pochi minuti dopo, la gente s’affollava alla porta di quella casa intorno al cadavere d’un giovine signore, che s’era precipitato da una finestra, al terzo piano.
Caso stranissimo, inesplicabile — pel momento — quell’appartamento era vuoto, la sala era tutta sossopra, sedie rovesciate, porcellane infrante — si vedevano delle gocce di sangue sul tappeto, l’uscio della sola camera che avesse la finestra aperta, sulla via, era chiuso e la chiave non si trovava. Nessun inquilino aveva udito niente — e la casa non aveva portinajo.
Il giorno susseguente, un giovine si presentava al questore per fare una deposizione importante.
Era Diodato e aveva una mano fasciata.
«Egli aveva dovuto usare della forza e rinchiudere quell’energumeno in una camera per salvare una povera donna.»
Quando Maddalena seppe da Silvia quel che era avvenuto, esclamò:
— Tu sei una stupida,... e lui.... e lui....! Val proprio la pena d’ammazzarsi per così poco.... Per fortuna, gli altri hanno più buon senso, se no.... povero mondo.... e povere donne! —
Le due femmine, messo insieme il bello e il buono, partirono alla volta di Babilonia, per ingrossarvi la «grande armata» delle donne che ridono.
«Una donna è sempre onesta dove arriva per la prima volta.» — Era un aforismo di Maddalena. Quando poi questa donna sa fare la madre nobile ed ha con sè una figlia tanto valente....
Del resto, noi non ne sappiamo altro.
La misera madre d’Augusto perdette la ragione — ma la sua è una pazzia dolce. Sorride sempre e canticchia spesso:
«Bella figlia dell’amore.»
Era il motivo favorito di Augusto.
Giulio e Severina, abbandonati gli affari, si sono ritirati in un villaggio appiè delle Alpi.
Sembrano due barche di adipe. Cosa vuol dire il cuor contento! È vero che sono molto ricchi. Cominciata, sapete come, tale fortuna, s’ingrossò poi col gioco. Satolli, ora, provano che la farina del diavolo va.... in polenta. Sicuro; essi si divertono a far la parte della Provvidenza, nel villaggio. — Giulio è fabbriciere, predica il lavoro, la religione, la morale, e dice sempre: — Vedete me e mia moglie? eravamo due poveri Giobbi, ma ora, _col sudore della nostra fronte_, siamo quel che siamo. Imitate, ragazzi miei, imitate, e Dio benedirà i vostri sforzi come ha benedetto i nostri. —
FINE.
_PS._ Volevamo lasciarla nella penna, ma è così.... comica, che la lasceremo, invece, uscire:
_Quell_’individuo che aveva cominciato a recitare _quello_ sproloquio funebre, nel cimitero, sulla tomba di Livi, era.... _quell’imbecille_!
A proposito.... se date dell’imbecille a uno che lo merita sul serio, potete star certi che se ne vendicherà sanguinosamente.
_Altri Romanzi dello stesso Autore:_
UN AMORE A FONDO PERSO. Un volume.
EVELINA O IL PRIMO ROMANZO D’UNA MOGLIE. Un volume.
* * *
PASSIONE MALEDETTA. Un volume elegante di 470 pagine — Edizione Brigola.
Salutato, al suo apparire, con entusiasmo, da una parte — fischiato, vilipeso, calunniato, dall’altra — questo romanzo ha avuto un successo di scandalo, al quale l’Autore non mirava certo.
Esprimere passioni, idee, aspirazioni dell’epoca nostra e della nostra società, con tutti i colori della realtà — senza palliativi, senza menzogne — ecco il suo unico scopo, ch’egli avrebbe conseguito, se, come dichiararono i suoi stessi avversarj, la _Passione Maledetta è primissima ed audacissima espressione del realismo_.
L’Autore non si difende, _qualunque_ sia stato il sistema d’attacco, essendo convinto che, per chi sa leggere, il suo libro si difende da sè.
Dichiara solo altamente — ma, soltanto, alla gente di buona fede — che, ben lungi dall’essere immorale, contiene molte e preziose moralità — e qualche critico _onestissimo_ lo provò ad esuberanza.
Circa la questione poi se la prima giovinezza possa o no leggere questo romanzo, l’Autore è d’avviso che non debba leggere nè questo nè alcun altro romanzo.
Ogni cosa a suo tempo, cominciando dal coltello, che i bambini non devono nemmeno toccare.
Sì vende in Milano dalle librerie Brigola — Galli e Omodei — Fratelli Dumolard — presso l’Agenzia del Giornale _Il Sole_, e, fuori, dai principali libraj
_al prezzo di L. 4._
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.