La novellaja fiorentina Fiabe e novelline stenografate in Firenze dal dettato popolare

Part 43

Chapter 43545 wordsPublic domain

_Stretta la foglia, larga la via, Dite la vostra, che ho detta la mia._

NOTE

[1] Il LIEBRECHT annota:—«ZU GRIMM K.—M. n.º VI. _Der treue Johannes_. Sieh meine Anzeige von FRÈRE's _Hindoo Legends_ in den _Heidelb. Jahrb._ MDCCCLXIX, Seite 489 f. n.º V. Rama und Luxman.»—Vedi _Lo cuorvo_, trattenimento IX della giornata IV del _Pentamerone_:—«Iennariello, pe' dare gusto a Milluccio, Re de Fratta—Ombrosa, fratiello sujo, fa luongo viaggio; e, portatelo chello, che desederava, pe' liberarelo da la morte, è connannato a la morte. Ma, pe' mostrare la 'nnocenzia ssoja, deventanno statoa de preta marmora, pe' strano socciesso, toma a lo stato de' primmo e gaude contiento.»

[2] Antica moneta toscana; valeva sette de' nostri centesimi. Il soldo ne valeva tre. Quindi il Giusti il chiamò _uno e trino_.

[3] Confronta questo esordio, con quello dello esempio milanese _L'Ombrion_, a pag. 327 del presente volume.

[4] Il _Luigi d'oro_ era moneta franzese antica di ventiquattro lire francesi (_livres_); il _napoleone d'oro_ è moneta di questo secolo di venti franchi (pari alle lire Italiane); ma si usano promiscuamente i due termini. Nell'Alta Italia si chiama _marengo_ il venti franchi d'oro, perchè introdotto dopo la celebre battaglia. In gergo: _giallino_.

[5] Eufemisticamente per _accidente_; e forse satiricamente, giacchè talvolta i cattivi preti ed arcipreti fan più danno che gli accidenti e l'apoplessia:

E fuvvi un tempo una vecchia lombarda, Che credeva che il papa non foss'omo; Ma un drago, una montagna, una bombarda!

[6] In tutte le novelle e fiabe, che io ho raccolte in Toscana, ecco il solo, unico accenno a personaggi della mitologia cristiana; e ci stanno appiccicati collo sputo, proprio, i demonî in questo racconto.

[7] _Sic_. Questa tendenza ad amalgamare e confonder l'articolo col vocabolo seguente (massime quando comincia per vocale) c'è in Italiano; anche senza alludere alle parole arabe, come _almanacco_, _ammiraglio_, _alcole_ eccetera, nelle quali tutte l'articolo originario è divenuto prima sillaba del vocabolo nostro.

[8] Ecco un sogno di Nifeo, Scena V dell'Atto II dell'_Avventurose Disavventure_ di Giambattista Basile.

....Odi 'l tutto, e dirai, ch'ascosi in questi Velami, alti misteri il ciel comprenda.... ...._Non_ fui sì tosto in dolce oblio sopito, Che di veder mi parve (o pur già vidi Con certa visïon) squalida serpe, Che per lo mar notando a te veniva. Tu allor, fuggir volendo, Fosti da quella in mille nodi avvinta, Come l'edera al tronco o vite a l'olmo. Dal destro lato, intanto, Sento una voce dir:—«Togli pur, togli, Giovane disperata, il caro amante,»— Con sì grata armonia, Che ne l'orecchio ancor dolce risuona. Così, tre volte replicando, al fine Dal soverchio desìo vinto il timore, La man stendesti ardita; E da te strinta appena Le vedevi lasciar l'antica spoglia.... ....Tu allor, lieta e ridente, Di cotanta avventura, L'abbracciavi e baciavi; e del tuo pianto La rendevi già molle. Quando veder mi parve, che giungesse Al lido empia balena, Per farvi del suo sen tomba vitale.... ....Or tu, veggendo tronche in sul fiorire Le tue gioje, versavi da' begli occhi Pioggia di vaghe perle. In questo apparve Candida nube, che 'l marino mostro Coperse. Ond'ei cangiossi in bel delfino; Che, piacevole in vista, Ti fea lusinghe e vezzi. E, mentr'io, lieto Di tua felice sorte, Teco mi rallegrava, agli alti gridi D'alcuni pescator, che poco lunge Traean le reti, mi destai dal sonno.

[9] Quell'_ha_ s'ha a pronunziare lungo, essendo una contrazione di _ha a_.

XXXI.

LA NOVELLA DI LEOMBRUNO.[1]