La lega dei giovani

Part 8

Chapter 82,022 wordsPublic domain

FIELDBO (_tra sè_). Animo! o adesso o mai più! (_Forte_) Questi egregi signori possono ascoltarmi un istante?

BRATSB. Il dottor Fieldbo ha la parola.

FIELDBO. Ho l’onore di partecipare a tutti, dietro consenso di Sua Eccellenza il ciambellano Bratsberg, il mio fidanzamento colla signorina Dora, sua figlia.

(_Grande sorpresa. Dora getta un leggero grido. Bratsberg vorrebbe dir qualche cosa, poi tace_).

STENSG. Il suo fidanzamento! (a Fieldbo). Il tuo....

HEJRE. Colla figlia del ciambellano? (_Rivolto a Bratsberg_) Con tua.... con.... con....

LUND. Ma il dottore è impazzito!

STENSG. Ma, signor ciambellano....

BRATSB. Eh, che volete farci? Io sono un libero pensatore, e mi unisco alla Lega dei giovani!

FIELDBO. Grazie, grazie e.... perdonate!

BRATSB. Noi siamo nel secolo delle Associazioni, signor avvocato. Evviva la libera concorrenza!

DORA. Oh mio caro padre!

LUND. E giacchè siamo sull’argomento matrimonio, vi annuncierò anoh’io un altro fidanzamento tra....

STENSG. Che! non è vero!

LUND. Verissimo! Il fidanzamento della signorina Monsen con....

STENSG. È falso, vi dico che è falso!

DORA. Sì, papà, è verissimo: sono qui tutti e due.

BRATSB. Ma chi dunque?

DORA. Anna e lo studente Helle: là. (_Indica la porta a destra_).

LUND. Sicuro; lo studente Helle: è proprio lui!

BRATSB. È qui? In casa mia? (_Va verso la porta_) Venite, venite pure, cari ragazzi!

ANNA (_timidamente_). Oh, no, no: c’è troppa gente!

BRATSB. Su, coraggio; tenete la fronte alta, voi non avete colpa di ciò che è accaduto.

HELLE. Essa non ha più casa, signor ciambellano.

ANNA. Ah, se voi non ci aiutate!

BRATSB. Calcolate su di me. Intanto io vi ringrazio d’aver cercato un asilo in casa mia.

HEJRE. Ma che bella cosa eh, eh! Un fidanzamento dietro l’altro!... Allora io posso completare la lista.

BRATSB. Come? Tu? Alla tua età! Ma sei matto?

HEJRE. Ma non si tratta di me!... oh! oh!

LUND. La partita è perduta, signor Stensgard.

STENSG. Credete? (_Ad alta voce_). Tocca a me signor Hejre, di completar la lista. Signore, signori: anch’io ho una partecipazione da darvi.

BRATSB. Come?

STENSG. Si può condurre un doppio gioco, si possono dissimulare le proprie idee, quando ciò sia necessario all’interesse pubblico. La mia missione è già tracciata e la pongo al di sopra di tutto. La mia attività è consacrata a questo distretto, bisogna illuminare le menti della popolazione. Non è questa un’opera da cavaliere d’industria. Gli abitanti della regione devono serrarsi attorno ad uno dei loro. E perciò ho voluto legarmi ad essi con nodi indissolubili, con quelli del cuore. Se ho provocato della diffidenza mi si perdoni.... Anch’io, signori, sono fidanzato!

BRATSB. Voi?

FIELDBO. Fidanzato?

HEJRE. Io posso affermarlo.

BRATSB. Come?

FIELDBO. Con chi?

LUND. Non sarebbe per caso....

STENSG. È un matrimonio d’amore e vantaggioso nello stesso tempo: la mia fidanzata è la signora Rundholmen.

BRATSB. La vedova dell’albergatore?

LUND. Oh, allora!...

BRATSB. Ma io non capisco.... come.... in quelle condizioni?...

STENSG. È questione di strategia, signor padrone delle ferriere!

LUND. È proprio inespugnabile!

SCENA VII.

=Detti, Aslaksen=, una =Cameriera=.

ASLAK. (_sulla porta_). Domando mille scuse, ma....

BRATSB. Avanti, Aslaksen; venite anche voi a farmi i vostri augurii?

ASLAK. Dio me ne guardi! Non sono così maligno io! Sono qui, perohè ho assolutamente bisogno di parlare al signor Stensgard.

STENSG. Più tardi aspettami fuori.

ASLAK. Ma niente affatto! Io debbo e voglio parlarvi subito.

STENSG. Silenzio! Non siate così importuno! Oh, signori miei, i decreti del destino sono strani. Il paese ed io volevano unirci in modo saldo e duraturo; ed io ho trovato una donna di cuore, che mi renderà lieta la vita. Ho gettata la maschera di.... cavalier d’industria, ed eccomi qui, onesto uomo del popolo, in mezzo a voi, pronto a dedicarvi tutta l’opera mia.

BRATSB. (_alla cameriera che è entrata_). Ebbene, ebbene, che cosa c’è?

CAMERIERA. La signora Rundholmen....

GLI INVITATI. La signora Rundholmen?

CAMERIERA. La signora Rundholmen è qui col suo innamorato.

GLI INVITATI. Col suo innamorato? Ma come! La signora Rundholmen?

STENSG. Che pazzia!

ASLAK. Niente affatto! È appunto quello che volevo dirvi! (_A Stensgard_).

BRATSB. (_va verso la porta_). Avanti, avanti!

SCENA VIII.

=Detti=, la signora =Rundholmen, Bastiano=.

Sig.ª RUNDHOL. Signor ciambellano, vi prego, non abbiatevene a male....

BRATSB. Perchè? Tutt’altro!

Sig.ª RUNDHOL. Ho proprio voluto presentarvi io stessa il mio fidanzato, e anche alla signorina....

BRATSB. Bene, bene: dunque voi siete fidanzata? Ma....

DORA. Noi non sapevamo nulla.

STENSG. (_ad Aslaksen_). Ma, in nome di Dio, come va questa faccenda?

ASLAK. Io avevo tante cose per la testa ieri!

STENSG. Ma la mia lettera l’avrete consegnata, spero!

ASLAK. Quella di Bastiano, sì; ma la vostra no, eccola!

STENSG. (_prende la lettera, la stropiccia e la mette in tasca_). Quella di Bastiano! Ah maledetto corvo di malaugurio!

Sig.ª RUNDHOL. Sì, io ho capito subito. Bisogna diffidare degli uomini.... quando si hanno delle intenzioni oneste.... Ah siete qui, signor avvocato? Non vi congratulate con me dunque?

HEJRE (_a Lundestad_). Che occhiate terribili gli lancia!

BRATSB. Ma certo che si congratula con voi, signora Rundholmen! E voi stessa non porgete le vostre felicitazioni alla vostra futura cognatina?

Sig.ª RUNDHOL. Chi dunque?

DORA. Anna. Anch’essa è fidanzata.

BAST. Tu, Anna?

Sig.ª RUNDHOL. Ma sì, il mio fidanzato m’aveva detto che un certo signore aveva domandato la sua mano; è vero!.... Tanti augurii a tutti e due! Siate il benvenuto in famiglia, signor Stensgard!

FIELDBO. Ma non è lui!

BRATSB. È lo studente Helle il fidanzato di Anna. È un ottimo giovane. Ma voi dovete anche congratularvi con mia figlia....

Sig.ª RUNDHOL. Oh, cara signorina! Il signor Lundestad aveva ragione. Le mie felicitazioni, signorina, e anche a voi, signor avvocato!

FIELDBO. Signor dottore, bisogna dire, perchè sono il felice fidanzato, signora Rundholmen.

Sig.ª RUNDHOL. Allora io non capisco più niente.

BRATSB. Ed io invece comincio a capire!

STENSG. Vogliate scusarmi: ma un affare di premura....

HEJRE. Ci private così presto della vostra amabile compagnia? Oh!

BRATSB. (_piano a Lundestad_). Lundestad, come l’avevate chiamato l’altro giorno? cavalier d’industria e.... l’altra parola?

LUND. Avventuriero!

STENSG. A rivederci.

BRATSB. Ancora una parola: una parola che da molto tempo ho sulle labbra.

STENSG. (_andando verso la porta_). Scusate, scusate, ho premura!

BRATSB. (_seguendolo_). Avventuriero!

STENSG. A rivederci, a rivederci! (_Esce_).

BRATSB. Oh! s’è purificata l’aria, amici miei!

BAST. E con me, signor ciambellano, non l’avete per quello che è accaduto da noi?

BRATSB. Eh, ognuno pensa ai casi suoi, caro mio!

SCENA ULTIMA.

=Detti, Selma, Erik= poi =Ringdal.=

(_Durante la scena precedente Selma è stata sulla porta di destra_).

SELMA. Padre mio, sei soddisfatto adesso? Gli permetti di venire?

BRATSB. Selma! Tu m’implori per lui! tu, che l’altro giorno....

SELMA. L’altro giorno è ormai lontano.... Tutto è rimediato. Ho capito adesso che egli non è semplicemente una macchina calcolatrice, ma che sa anche fare delle pazzie!

BRATSB. E te ne rallegri?

SELMA. Sì, che possa farne è un conto, ma che noi gliele lasciamo fare, è un altro!

BRATSB. Che venga. (_Selma esce_).

RINGD. (_arriva dalla prima porta a destra_). Ecco la vostra lettera di rinuncia.

BRATSB. Grazie, laceratela.

RINGD. Lacerarla?

BRATSB. Sì, Ringdal, non è redatta nella forma voluta. Oltre a ciò....

ERIK. (_arrivando con Selma dalla destra_). Padre mio, è vero che mi perdoni?

BRATSB. (_dandogli la cambiale_). Non voglio essere più inflessibile del destino!

ERIK. Papà, da oggi stesso rinuncio a quel commercio, al quale tu ti opponevi tanto.

BRATSB. No, ragazzo: non torniamo indietro. Tu non devi lasciar la tua carriera, ma io, io stesso mi associerò a te. (_Ad alta voce_) Sapete la novità, signori? Divento socio di mio figlio!

GLI INVITATI. Ma come? voi, voi.... signor ciambellano?...

HEJRE. Tu, mio carissimo?

BRATSB. Sì, è un commercio onesto ed utile, almeno può diventarlo. Non ho più ragione di astenermene.

LUND. Signor ciambellano, se voi prendete parte alla vita attiva del paese, sarebbe ridicolo e vergognoso che un vecchio lavoratore come me, non facesse il suo dovere!

ERIK. Voi, davvero?

LUND. Sì, sì: dopo le delusioni amorose toccate oggi al povero Stensgard, non vorrei certo forzarlo ad occuparsi degli affari pubblici. Poveretto, avrà ben altro in mente! Bisogna prima che si rimetta dalla batosta sofferta; gli faremo cambiar aria, lo manderemo in viaggio. Intanto, miei cari concittadini, se voi avete bisogno di me, eccomi qua!

MOLTI INVITATI (_stringendogli la mano_). Grazie, Lundestad! Voi siete sempre il nostro vecchio Lundestad! Voi non vi smentite mai!

BRATSB. Oh benissimo! Tutto è successo per il meglio, e tutto finalmente si accomoda bene. Ma chi è, in conclusione, la causa di tutto ciò?

FIELDBO. Ecco Aslaksen, che ne ha la sua buona parte!

ASLAK. (_spaventato_). Io, signor dottore? Ma se io sono innocente come l’acqua fresca!

FIELDBO. Ma la lettera che....

ASLAK. Non è colpa mia, ma dell’elezione, di Bastiano Monsen, del destino, del caso, della signora Rundholmen, e del suo punch: non c’era abbastanza limone dentro! Ed eccomi ancora sulla breccia colla stampa!

BRATSB. (_avvicinandosi_). Come? che cosa dite?

ASLAK. La stampa, signor ciambellano.

BRATSB. La stampa? Ma non v’ho sempre detto io che al giorno d’oggi la starhpa è una potenza straordinaria?

ASLAK. Oh, non mi pare, signor ciambellano!...

BRATSB. Bene, bene: fino ad ora non ho mai letto il vostro giornale; ma in avvenire lo leggerò. Me ne volete dare dieci copie?

ASLAK. Venti, se volete, signor ciambellano!

BRATSB. Ebbene, mandatemene venti. E se il denaro vi mancherà, venite a trovarmi: ma vi avviso fin d’ora, non scriverò mai una riga.

RINGD. Signor ciambellano, è vero ciò che mi dicono? Vostra figlia è fidanzata?

BRATSB. Sì, che ve ne pare?

RINGD. Io ne sono felicissimo. Ma da quando?...

FIELDBO (_rapidamente_). Ne parleremo più tardi!

BRATSB. Dal 17 maggio, ultimo scorso!

FIELDBO. Come?

BRATSB. Il giorno stesso che la signorina Anna....

DORA. Come, papà, tu sapevi?...

BRATSB. Sì, mia cara, io l’ho sempre saputo.

FIELDBO. Oh, signor ciambellano!

DORA. Ma chi ha?...

BRATSB. Un’altra volta, mie belle ragazze, parlerete più a bassa voce, quando io faccio la mia siesta sotto la tenda.

DORA. Oh, Dio, dunque eri là?...

FIELDBO. Ora capisco il vostro modo d’agire.

BRATSB. Sì, ma come avete potuto tacere?

FIELDBO. E a che scopo avrei parlato prima del tempo?

BRATSB. Avete ragione: era destino che le cose finissero così.

DORA (_piano a Fieldbo_). Oh lo vedo che sai tacere! Di tutta questa storia di Stensgard, perchè non m’hai mai raccontato nulla?

FIELDBO. Quando lo sparviero gira intorno alla colomba, si sta in guardia, senza spaventarla! (Sono interrotti dalla signora Randholmen).

HEJRE (_a Bratsberg_). Senti; scusa sai, ma bisognerebbe che noi rimandassimo il nostro processo ad epoca indeterminata....

BRATSB. Ti pare? per me son dispostissimo.

HEJRE. Ho accettato il posto di redattore al giornale di Aslaksen.

BRATSb. Bravo, benissimo.

HEJRE. E capirai tu stesso che le numerose occupazioni....

BRATSB. Figurati, caro amico, io posso aspettare fin che vuoi.

Sig.ª RUNDHOL. (_a Dora_). Oh sì, ho pianto troppo per quell’infame, e non lo meritava davvero! Adesso ringrazio Dio d’avermi dato Bastiano, che è così buono e bravo! Quell’altro invece.... falso come Giuda, e inoltre pieno di vizii; fuma come un turco, ghiottone, come pochi ne ho veduti.... Infine è stata una fortuna per me d’essermene liberata.

CAMERIERA. Il signor ciambellano è servito.

BRATSB. Io vi ringrazio tutti nuovamente, signori. Signor possidente Lundestad, voi restate con noi, e anche voi, signor tipografo Aslaksen!

RINGD. Non mancheranno certo gli argomenti per i brindisi!

HEJRE. No, certamente. E sarà anche permesso a un vecchio come me di fare un brindisi agli assenti.

LUND. Gli assenti possono ritornare, signor Hejre.

HEJRE. Alludete all’avvocato?

LUND. Sì, e credete a me, signori: fra dieci o quindici anni, Stensgard sarà deputato o ministro, o meglio tutti e due assieme.

FIELDBO. Fra dieci o quindici anni? Ma allora non potrà più essere alla testa della Lega dei giovani!

HEJRE. E perchè no?

FIELDBO. Perchè anche lui.... sarà d’un’età un po’ equivoca.

HEJRE. Allora si metterà alla testa d’una Lega di gente equivoca: è questa la vostra idea, Lundestad? Del resto siete anche voi del parere di Napoleone, che diceva: «La gente equivoca è quella che dà i più grandi uomini politici.» Eh, eh!

FIELDBO. Ma la nostra unione non morrà, e sarà sempre la Lega dei giovani. Quando Stensgard, fra il plauso della folla, fu portato in trionfo, nel giorno fortunoso di libertà, egli proclamò che la Lega dei giovani contraeva un’alleanza colla Provvidenza. E credo che il nostro ottimo Pastore, qui presente, approverà questo patto.

BRATSB. Lo credo io pure, miei cari amici. Poichè, davvero noi abbiamo errato, come smarriti nel buio, ma buoni angeli vegliavano su di noi.

LUND. Sì, grazie a Dio, li abbiamo avuti, anzi in mezzo a noi, gli angeli tutelari.

ASLAK. E tutto per le nostre condizioni locali, signor Lundestad.

FINE.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.