La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea

Part 22

Chapter 223,346 wordsPublic domain

Avvertenza 207-208 Preliminari 209-211 I. Filosofia antica 212-215 II. Filosofia moderna 216-217 A) Prima di Kant 217-219 B) Kant 219-223 C) Fichte 223-229 D) Schelling 229-236 E) Hegel 236-245 F) Conclusione; ed enunciazione delle difficoltà della scienza 245-266 Nota: _Spinoza e Cartesio_ 267-277

APPENDICE DI DOCUMENTI: Lettere di Bertrando e Silvio Spaventa 281-314

DELLO STESSO AUTORE.

1. _La filosofia di Gioberti_, Napoli, Vitale, 1863.

2. _Principii di filosofia_, Napoli, Ghio, 1867.

3. _Saggi di critica filosofica, politica e religiosa_, Napoli, Ghio, 1867.

4. _Esperienza e metafisica — Dottrina della cognizione_. Opera postuma pubblicata a cura di D. JAJA, Torino-Roma, Loescher, 1888.

5. _Scritti filosofici_ raccolti e pubblicati con note e con un _Discorso sulla vita e sulle opere dell'autore_ da G. GENTILE, Napoli, Morano e F., 1900.

6. _Una lezione di B. Spaventa_ (la prima dell'anno 1864-65) [Intorno al concetto della Filosofia]; pubblicata da S. MATURI, Napoli, De Bonis, 1901.

7. _Principii di etica_, ristampati con prefazione e note di G. GENTILE, Napoli, Pierro, 1904.

8. _Da Socrate a Hegel_. Nuovi saggi di critica filosofica a cura di G. GENTILE, Bari, Laterza e Figli, 1905.

DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE:

B. SPAVENTA, _La politica dei Gesuiti nel sec. XVI e nel XIX_, a cura di G. GENTILE (nella Biblioteca storica del Risorgimento italiano, pubblicata da T. CASINI e V. FIORINI).

G. GENTILE, _B. Spaventa e l'hegelismo in Italia nel sec. XIX_ (nella Coll. _I grandi pensatori_ di R. Sandron).

NOTE:

[1] Napoli, Stab. tip. di Federico Vitale, Largo Regina Coeli 2 e 4, 1862, pp. XII-214 in-8.º

[2] Questa prolusione ha lo stesso titolo della parte II di questo libro: _Caratt. e svil. della filos. ital. dal sec. XVI fino al nostro tempo._ È rist. negli _Scritti filosofici_, ed. Gentile, Napoli, Morano, 1900, pp. 115-52.

[3] Cfr. le osservazioni della mia Avvertenza a pag. 281 e sgg.

[4] V. la prefazione ai _Principii di filosofia_, Napoli, Ghio, 1867.

[5] Per questa e le altre lettere qui appresso citate v. B. CROCE, _S. Spaventa: Dal 1848 al 1861: lett., scritti, docc._, Napoli, Morano, 1898, pp. 202 sgg.

[6] Vedi in questo volume pp. 110, 136, 202.

[7] Pag. 288.

[8] Orazione inaugurale del prof. PALMIERI, recitata il 16 novembre. [_Nuovo indirizzo da dare alle università italiche_: discorso accademico recitato dal prof. LUIGI PALMIERI nel dì 16 novembre 1861 in occasione della solenne inaugurazione degli studi nella R. Università di Napoli. Napoli, tip. Gargiulo, 1861. Per il luogo a cui si riferisce qui lo Spaventa v. il mio _Discorso_, premesso agli _Scritti filosofici_ di B. SPAVENTA, pp. XCII e sg].

[9] Vedi la mia Prolusione alle lezioni di storia della filosofia nella Università di Bologna. (_Carattere e sviluppo della filosofia italiana dal sec. XVI al nostro tempo_, Modena, 1860; rist. nel vol. degli _Scritti filosofici_, ed. Gentile, pp. 115 sgg.)

[10] L'_actus purus_ degli scolastici è Dio: e propriamente, in Averroè, l'atto conoscitivo di Dio. V. EUCKEN, _Gesch. d. philos. Terminologie_, Leipzig, 1879, p. 68.

[11] [Intorno agli errori provenienti da questi paragoni tra filosofi diversi, perchè appartenenti a diversi periodi storici, per quanto possano rappresentarvi situazioni analoghe, è da vedere quello che lo Spaventa ne scrisse a proposito di Socrate, nel vol. _Da Socrate a Hegel_, pp. 3 sgg].

[12] Vedi il mio scritto: _La filosofia di Kant e la sua relazione colla filosofia italiana_. Torino, 1860 [rist. negli _Scritti filosofici_, pp. 1-80].

[13] Vedi la mia Prolusione nella Università di Bologna: _Carattere e sviluppo della filosofia italiana dal secolo XVI sino al nostro tempo_ [citata sopra, p. 20].

[14] ZELLER, _Filosofia de' Greci_ [ted., 2. ediz. Part. I].

[15] V. _Dhammapada,_ edit. Fausböll.

[16] [Il _Karma_ o _Kamma_ è nel buddismo la retribuzione morale (propriamente l'_azione_), per cui l'essere di ciascuno è il frutto del suo operare, attraverso le cinque regioni delle trasmigrazioni delle anime. L'OLDENBERG (_Le Bouddha, sa vie, sa doctrine, sa communauté_, trad. franc., Paris, Alcan, 1903, pp. 45 sgg. e 226 sg.) addita le prime tracce di questa dottrina nella speculazione vedica].

[17] [L'A. cita l'ediz. Wagner. In questa ristampa si è però leggermente corretto il testo secondo l'ed. Gentile delle _Opere italiane_ del BRUNO, Bari, Laterza, 1907, I, 27, 30].

[18] [I giobertiani, allora numerosi a Napoli, i quali combattevano, sulle orme del Gioberti, il _psicologismo_ e il _panteismo_, come filosofie esotiche, in nome dell'ontologismo teistico, che il Gioberti dava per pura e schietta tradizione nazionale del pensiero italiano].

[19] Nel corso speciale di quest'anno — cioè oltre il corso di logica e metafisica, che aveva l'obbligo di fare — ho esposto una buona parte della filosofia di Gioberti.

[20] [Si avverta una volta per tutte, per quel che concerne queste forme abbreviative, che questo testo serviva all'autore come traccia da svolgere nelle sue lezioni].

[21] [_De antiquissima Italorum sapientia ex linguae latinae originibus eruenda_, libri tres IOH. BAPTISTAE A VICO, r. Eloquentiae professoris, Neapoli, MDCCX, ex tip. F. Mosca; proemium].

[22] [L'A. cita l'ediz. della _Scienza Nuova_ per cura di FRANCESCO PREDARI, Torino, tipogr. Economica, 1852, nella «Biblioteca dei Comuni Italiani». Il luogo qui riferito è a pp. 410-11].

[23] _Scienza Nuova_, pp. 406-7.

[24] Cfr. PRANTL, _Stor. della logica_, tomo I, sez. VIII.

[25] [VICO, _Seconda risposta al Giornale dei lett. d'Italia_, § I].

[26] [Seconda risposta, § III].

[27] [Parole, come s'è visto, del Vico nel proemio al _De antiq._].

[28] Pagg. 190, 192, ediz. Predari [_Seconda risposta_, § I].

[29] Cfr. pag. 194, ecc.: «d'argomento che l'antica favella etrusca fosse sparsa fra tutti i popoli d'Italia ed anche nella Magna Grecia» [_Sec. risp._, ivi].

[30] 201 [_Sec. risp._, § III].

[31] V. MOMMSEN, _Storia romana_, I, 118.

[32] MOMMSEN, ibid., 111.

[33] Ibid., 115.

[34] _Risposta seconda_.

[35] Cfr. MOMMSEN, 115, 116; 164-5. Vico, dopo aver osservato nella Seconda risposta, che i Romani presero le leggi dagli Spartani e dagli Ateniesi, nella _Scienza Nuova_ (Cfr. special. _Scritti inediti di Vico_, per DEL GIUDICE, Napoli, 1862) difende l'opposta sentenza.

[36] V. Prolusione [sopra pp. 16-8].

[37] V. la mia Prolusione alle lezioni di Storia della Filosofia nella Università di Bologna [cfr. sopra pag. 20].

[38] Sul carattere della Scolastica e della filosofia del Risorgimento vedi i miei articoli pubblicati nel _Cimento_ di Torino: _Principio della Riforma religiosa, politica e filosofica nel secolo XVI_ [1855; rist. nei _Saggi di critica_, Napoli, Ghio, 1867, pp. 269-328].

[39] [Nicolò Chrypffs o Krebs, n. nel 1401 a Kues (Cusa) sulla Mosella, creato cardinale da Niccolò V nel 1448; m. a Todi nel 1464].

[40] [_De docta ignorantia_, peroratio].

[41] [Giorgio Gemisto Pletone n. a Costantinopoli circa il 1355, m. nel Peloponneso nel 1450. Su di lui v. F. SCHULTZE, _Gesch. d. Philos. d. Renaiss._, vol. I: _Georgios Gemistos Pleton und seine reformatorischen Bestrebungen_].

[42] [Il Bessarione n. nel 1403, m. a Ravenna nel 1472].

[43] [N. a Roma nel 1405, m. nel 1457].

[44] [Rolef Huysmann n. a Baflo presso Groeningen nel 1443, m. nel 1485. Sua opera principale: _De inventione dialectica_, 1480].

[45] [I passi citati dallo Spaventa sono tolti dal _De hominis dignitate_ e dall'_Heptaplus_, c. 6; in _Opera Omnia_, Basilea, 1572, t. 1, p. 314, e 38-9].

[46] [Latin. Fr. Georgius, Veneto, autore di uno scritto: _De harmonia mundi totius cantica_, Venetia, 1525].

[47] [N. nel 1455, m. nel 1522. Sue opere filosofiche: _De verbo mirifico_ (1494) e _De arte cabbalistica_ (1517). Su lui: L. GEIGER, _J. R.: sein Leben n. seine Werken_, Leipzig, 1871].

[48] [Enrico Cornelio Agrippa di Nettesheim, n. a Colonia nel 1486, m. a Grenoble nel 1535].

[49] [Nic. Leonico Tomeo, 1456-1553].

[50] [Dove morì il 2 agosto 1512. Cfr. FIORENTINO, _P. Pomponazzi_, Firenze, Le Monnier, 1868, pag. 252].

[51] [N. nel 1462, m. nel 1525. Su lui v. il lavoro cit. del Fiorentino].

[52] [_De immortalitate animae_, Bologna, 1516, cap. 9].

[53] [_De immortalitate_, cap. 9].

[54] [Giov. Lud. Vives, spagnuolo, di Valenza, 1492-1540].

[55] [Mario Nizolio, 1488-1566. Cfr. la mia nota in _Opere italiane_ di G. BRUNO, I, 161].

[56] [N. nel 1515, m. nel 1572].

[57] [N. il 16 febbraio 1497, m. il 19 aprile 1560].

[58] [Teofrasto Bombaste von Hohenheim, 1493-1541].

[59] [Bernardino Telesio, di Cosenza, 1509-1588. Della sua opera maggiore _De natura rerum iuxta propria principia_, in IX libri, i primi due vennero in luce a Roma nel 1565 (rist. nel 1570): tutti poi a Napoli nel 1587].

[60] [_De rer. natura_, lib. I, c. 1].

[61] [_De rer. nat._, lib. VIII, c. 5].

[62] [Francesco Patrizzi, 1529-1597. L'op. cit. dall'A. _Nova de universis philosophia_ fu pubbl. nel 1591].

[63] [Andrea Cesalpino, 1519-1603: v. F. FIORENTINO, _Vita ed op. di A. C._, in _N. Antol._, 15 ag. 1879].

[64] [Giacomo Zabarella, prof. a Padova, 1532-1589].

[65] [Cesare Cremonini, n. 1550, m. 1631. Scarso valore ha l'_Étude historique sur la philos. de la renaiss. en Italie (C. Cremonini)_ par L. MABILLEAU, Paris, Hachette, 1881].

[66] [Giulio Cesare Vanini, n. 1585, a Taurisano, in Puglia, bruciato vivo nel 1619 a Tolosa].

[67] Su tutto questo periodo, oltre molte pregevoli monografie, di cui dobbiamo essere grati a' dotti tedeschi, cfr. il 1.º vol. della _Storia della fil. moderna_ (ted.) del RITTER, Amburgo, 1850. [Dal Ritter sono tolte le citazioni di testi che occorrono in questa lezione].

[68] [Vedi i _Saggi di critica_, pp. 3-36. Sono notissimi gli studi posteriori di L. AMABILE (_Fra T. Campanella, la sua cong., i suoi processi e la sua pazzia_, 3 voll., Napoli, Morano, 1882; _Fra T. Pignatelli, la sua cong. e la sua morte_, ivi, 1887; _Fra T. Campanella ne' castelli di Napoli, in Roma e in Parigi_, ivi, 1887); che illustrò con gran copia di nuovi documenti e con molto acume tutta la biografia del Campanella, mettendo bene in chiaro la storia della sua congiura].

[69] Vedi il loro giornale la _Civiltà Cattolica, passim_. [Negli anni 1854-6 tra questo giornale e lo Spaventa si dibattè nna lunga polemica intorno alle dottrine politiche dei gesuiti del sec. XVI e quelle dei gesuiti del secolo XIX. Cfr. il Discorso premesso agli _Scritti filosofici_, § III. Quegli articoli dello Spaventa dovranno veder la luce, per mia cura, in un volume della Biblioteca storica del Risorgimento italiano, diretta da V. Fiorini e T. Casini].

[70] _Tommaso Campanella_, nel _Cimento_ di Torino [nei _Saggi_ cit., p. 19, dove nota che l'osservazione era stata fatta dal RITTER, _Storia_ cit., t. II, 5].

[71] [RITTER, _Storia_, II, 15].

[72] Nos esse, et posse, scire et velle certissimum principium primum — Cognoscere est esse — Notitia sui est esse suum [_Metaph._, VI, 8, articoli 1 e 4]. — Mens ab objectis non movetur, sed excitatur ad notionem; ipsa vere _per se_ noscit. — Anima est infinita in potendo, intelligendo, appetendo [_Philos. realis_, parte I, q. LIV, art. 2]. Se novit nativo sensu, — arte propra innata [_De sensu rer._, II, 30]. — Animata et res cognoscentes notitia innata cognoscere se ipsas _praesentialiter_ [_Metaph._, VI, 8, art. 1]. Così Campanella è precursore di Cartesio. — Sentire est sapere [_Metaph._, I, art. 1]. Notitia aliorum est esse aliorum [_ibid._, VI, 8, art. 4]. Così Campanella, seguendo Telesio, è precursore di Locke. — Vedi i miei scritti su Campanella pubblicati nel _Cimento_ [e poi in _Saggi di critica_, pp. 33, 11].

[73] «Così noi siamo promossi a scoprire l'infinito effetto dell'infinita causa, il vero e vivo vestigio dell'infinito vigore, e abbiamo dottrina di non cercare la divinità rimossa da noi, se l'abbiamo a presso, anzi di dentro, più che noi medesimi non siamo dentro a noi». — Vedi la mia _Filos. prat. di G. Bruno_, in _Saggi di filos. civ._, Genova, 1852 [pp. 440-70] e _Dell'amore dell'Eterno e del Divino di G. B., Riv. Ital._, 1854, Torino [Entrambi questi scritti sono ristampati nei _Saggi di critica_, Napoli, Ghio, 1867; dove sono pure rist. una memoria sulla _Dottrina della conoscenza in G. B._ del 1865 e una nota sul _Conc. dell'infinità in B._, del 1866. Del B. lo Spaventa anche discorre nella prolusione _Car. e sviluppo_ citata, e nell'art. sulla _Vita_ del BERTI, rist. nel vol. _Da Socrate ad Hegel, N. Saggi di critica_, Bari, Laterza, 1905, pp. 65-102].

[74] [Allude probabilmente a C. BOTTA, il quale nella _St. d'Italia contin. da quella del Guicciardini_, lib. XV, t. III, p. 429 dell'ediz. Parigi, Baudry, 1832, dice: «Due frati domenicani furono mandati da Dio, o piuttosto dal suo avversario ad avvelenare queste sacre fonti, e spaventare il mondo di ciò, che più il doveva consolare. L'uno di questi fu Giordano Bruno da Nola, l'altro Tommaso Campanella da Stilo in Calabria. Costoro, usando, o per meglio dire, abusando della libertà nuova di speculare, trascorsero in opinioni empie e pericolose. Non fermerommi a parlare del primo, perciocchè avendo insegnato, che i soli Ebrei erano i discendenti di Adamo, che Mosè era un impostore ed un mago, che le sacre scritture sentivano del favoloso, ed altre bestemmie ancora peggiori di queste, fu arso a Roma al modo di Roma nel 1600, rimedio abbominevole contro opinioni pazze. Ma le opinioni pazze ed irreligiose di Giordano non ebbero sèguito...»].

[75] Jacobi, Buhle, Schelling, Steffens, Hegel. — Wagner fa l'edizione delle opere italiane; Gfrörer di gran parte delle latine. [L'JACOBI si occupò del Bruno nella 2.ª ediz. della sua opera _Ueber die Lehre des Spinoza in Briefen_ (1789), dove inserì un estratto dei diall. _De la causa, principio ed uno_: cfr. la mia prefaz. all'ediz. delle _Opere ital. del B._, vol. I, pp. X-XI. Il BUHLE nella _Commentatio de ortu et progresso Pantheismi inde a Xenophane Colophonio primo ejus auctore usque ad Spinozam_, Göttingen, 1790; e nella sua _Gesch, d. neuern Philosophie_, Göttingen, 1796-1804, II, 703 e sgg. — Lo SCHELLING nel dial. _Bruno oder liber das natürliche n. götlliche Princip der Dinge_, Berlin, 1802 (trad. in ital. dalla FLORENZI-WADDINGTON, Milano, 1844, e Firenze, 1859: per una più recente trad. it. v. _La Critica_, IV (1906), 461-66). — Lo STEFFENS ne' _Nachgelassene Schriften_ (Berlin, 1846), §§ 43-70: _Ueber das Leben des Jordanus Bruno_. — HEGEL nella _Gesch. d. Philosophie^2_, III, 201-18. L'edizione del Wagner, delle opere italiane, uscì a Lipsia nel 1830 (e una volta lo Spaventa aveva fatto il disegno di riprodurla; cfr. la mia pref. cit. alle _Opere ital._, v. I, p. XIII); quella del Gfrörer, delle opere latine, uscì a Stuttgart nel 1834].

[76] [Spinto = spento].

[77] Bruno, _Opp. it._, II, 108-9 [ed. Gentile, II, 5].

[78] [_Opp. ital._, ed. Gentile, I, 262].

[79] [A questo punto, nell'originale che servì alla 1.ª ediz. (e che ora è presso di me), lo Spaventa soggiungeva: «Tale era l'uomo, che a Roma era condannato come ateo»].

[80] _Opp. ital._, vol. II, p. 16; 336-7 [ed. Gent., I, 277-8, e II, 342-3. Il son. _Poi che spiegate_ è riferito dal B. negli _Eroici furori_, ma è del Tansillo. V. l'ediz. citata, p. 843 n].

[81] [HEGEL, _Gesch. d. Philos.^2_, III, 203].

[82] [_Car. e sviluppo_, ecc. in _Scritti filosofici_, pp. 133-4. Da questo scritto anche qui addietro l'A. riproduce testualmente alcuni brani].

[83] [Di Spinoza lo Spaventa s'era occupato in un art. del 1856, _Critica dell'infinità dell'attributo_, rist. in _Saggi di critica_, pp. 867 ss. Ne discorse poi a lungo nel vol. su _La filosofia di Gioberti_, Napoli, 1868, nel libro III (tutto consacrato «allo spinozismo del Gioberti»); e nel 1867 nella memoria _Il conc. dell'opposiz. e lo spinozismo_, in _Scritti filosofici_, pp. 277 ss.].

[84] «Per _Naturam naturantem_ nobis intelligendum est id quod in se est et per se concipitur, sive talia substantiae attributa, quae aeternam et infinitam essentiam exprimunt, hoc est _Deus_, quatenus ut _causa libera consideratur_.

«Per _Natura naturatam_ intelligo id omne, quod ex necessitate Dei naturae sive uniuscujusque Dei attributorum sequitur, hoc est, omnes Dei attributorum modos, quatenus considerantur _ut res, quae in Deo sunt et quae sine Deo nec esse, nec concipi possunt_». _Eth._, I, 29, Schol. [La terminologia _natura naturans, natura naturata, naturari_ (= φύεσθαι) rimonta alla più alta Scolastica. In Eckheart si trova _ungenaturte natur_ e _genaturte natur_. Vedi EUCKEN, _op. cit._, pp. 68, 122, 172. Intorno al rapporto della dottrina spinoziana con la scolastica, vedi lo scritto di J. FREUDENTHAL, in _Aufsätze E. Zeller zu s. 50 jähr. Doctorjub. gewidm_, Lpz. 1887, pp. 83 ss.].

[85] V. il paragrafo seg.

[86] [Sopra questo punto tornò tre anni appresso lo Spaventa nella cit. memoria su la _Dottrina della conoscenza in G. B._, rist. nei _Saggi di critica_, pp. 196 ss.].

[87] BRUNO, _De la causa, principio ed uno_; e _De l'infinito, universo e mondi_.

[88] So bene, che la formola giobertiana è fatta oggi un po' ridicola; e devo anche confessare, che quando l'odo profferire con tanta solennità da certuni, non posso fare a meno di ridere anch'io; e rido, non come avversario, ma perchè.... mi viene da ridere. In verità, tale è il destino di tutte le formole, quando sono ridotte a non aver altro valore, che quello di tre o quattro parole enfatiche messe insieme e sostenute dalla vaga rappresentazione, e capitano in mano de' soliti guastamestieri. Non ci è angolo, dirò così, dell'esistenza e della vita, in cui non l'abbiano portata e ficcata per forza, come un chiodo in un asse; e credono che basti avere in tasca questo chiodo, per poter superare ogni difficoltà. Se devono dire che piove, o che fa caldo, non sanno dirlo che cominciando dalla formola. — L'Ente crea l'esistente; dunque piove. L'Ente crea l'esistente; dunque fa caldo, etc. etc. — Tutto questo, dunque, io lo so, e per esperienza oramai un po' lunga. Ma il ridicolo finisce qui, e la cosa diventa seria, quando si considera il nesso delle ricerche di Gioberti, la sua relazione con Rosmini, l'origine, dirò così, storica della formola, e specialmente il significato di essa, come è espresso in tutti que' luoghi delle sue opere, specialmente delle postume, che non sono nè una parafrasi del catechismo, nè uno sfoggio rettorico. La cosa diventa seria, sebbene sia vero che la scienza non è una formola, e che il vizio di Gioberti — divenuto poi malattia cronica ne' giobertiani — era appunto quello di creder troppo all'efficacia delle formole.

[89] [_Carattere e sviluppo_ cit., in _Scritti filosofici_, pp. 139-41. Del Vico tornò lo Spaventa a parlare nella lettera _Paolottismo, positivismo, razionalismo_ del 1868; rist. negli stessi _Scritti_, pp. 291 ss.].

[90] _Protologia_ [ed. Torino, Botta II, 725-6: «La vita universale dell'esistenza è la evoluzione della _mentalità_, cioè la storia della coscienza da' suoi primi principii fino agli ultimi progressi. Ogni realtà è coscienza o iniziale o attuale. La realtà non è tale, se non possiede se stessa, se in sè non si riflette, se non è identica a se medesima. E questa riflessione, medesimezza è la coscienza. Fuor della coscienza non vi ha nulla, nè nulla può essere. Esistenza, pensiero, coscienza è tutt'uno. I varii gradi, stati, processi della realtà non sono altro che quelli della coscienza. Questo _psicologismo trascendente_ è il vero ontologismo. L'intuito di questo vero è la parte pellegrina e profonda del sistema di Fichte. Il resto è antropomorfismo. Cartesio ci preluse senza addarsene, dicendo: Io penso, dunque sono. Ma non ebbe il menomo sentore de' tesori, che si acchiudono in questa sentenza, ecc.»].

[91] [BRUNO, _De la causa, principio e uno_, ed. Gentile, I, 256-7. Questa critica di Aristotele era stata fatta dal CUSANO nel _De Berillo_, 1454. Cfr. la mia nota ivi].

[92] _Sc. nuova_, p. 458.

[93] Op. cit., pp. 466-7.

[94] Op. cit., pp. 284, 286.

[95] Op. cit., p. 286.

[96] Op. cit., p. 284.

[97] Op. cit., p. 406 e segg.

[98] V. _Prolus._, [qui sopra, pag. 27].

[99] [Vedi dell'autore la _Filosofia di Kant e la sua relazione colla filosofa italiana_ (1866) in _Scritti filosofici_, ed. Gentile, p. 16; _Kant e l'empirismo_ (1880), ivi, pp. 81-114, e l'opera postuma _Esperienza e metafisica_, Torino, Loescher, 1888].

[100] V. la Lezione seguente.

[101] [_Saggio filosofico sulla critica della conoscenza_, 1819-1832, in 6 voll.].

[102] [Cfr. i citati scritti _La Filos. di Kant, Kant e l'empirismo_, in _Scritti filosofici_, pp. 19-20, 96-100. Per le difficoltà che sono state opposte a questa interpretazione cho lo Spaventa diede della gnoseologia del Galluppi, v. FIORENTINO, _La filosofia contemporanea in Italia_, Napoli, Morano, 1876. Vedi anche GENTILE, _Dal Genovesi al Galluppi_, cap. VII].

[103] _Introd. allo studio della filos._, vol. II, 192 (ediz. Losanna, Bonamici, 1846). [Cfr. SPAVENTA, _La filos. di Gioberti_, pp. 430-7].

[104] [Questa critica sul Galluppi risale al 1857: cfr. la lettera di Bertrando a Silvio Spaventa del 18 luglio di quell'anno, in S. SPAVENTA, _Dal 1848 al 1861; lett., scritti, docc._ pubbl. da B. CROCE, Napoli, Morano, 1898, pp. 203-5].

[105] [Intorno al significato di _esperienza_ v. _Scritti filosofici_, p. 88].

[106] V. Lezione antecedente.

[107] V. Lez. antecedente.

[108] [Riassume dalla _Wissenschaftslehre_].

[109] _Kant e sua relazione_, etc., già cit. [_Scritti filosofici_, pp. 48-9].

[110] _La filosofia di Gioberti_ [pp. 288-300].

[111] [Vedi in proposito GENTILE, _Rosmini e Gioberti_, Pisa, Nistri, 1898, pp. 190-1].

[112] _Nuovo saggio sull'origine delle idee_, sez. V, part. VI, cap. I.

[113] [Cfr. le parole del Gioberti ricordate più su, pag. 118].

[114] V. lo _Schizzo d'una storia logica_ [nella parte II di questo volume].

[115] V. il mio articolo: _Filosofia di Gioberti_, nell'_Enciclopedia popolare_ di Pomba, Torino. [Tutto questo capoverso «l'_Intuito_ è l'apprensione...» è un brano del detto articolo].

[116] _Protologia; Filosofia d. Rivelazione, passim_.

[117] La esposizione completa di questi momenti e della loro contradizione, — la prova di quel che qui è detto solo in modo sommario e senza documenti, — si vedrà nell'opera: _La Filosofia di Gioberti_ [di cui il vol. I e unico venne in luce l'anno appresso: Napoli, Vitale, 1863].

[118] [Così lo chiamava V. Cousin].

[119] Il testo dice _creato_. È evidente, che è uno sbaglio, credo, di stampa.

[120] § CXXIV, 188-192. [Cfr. l'op. cit. _La filos. di Gioberti_, pag. 72, n. 2, dove l'A. cita lo stesso passo e soggiunge: «Ecco il vero Gioberti. Se vi ha qui un difetto, è solo l'apparenza che l'autonomia sia lo stesso arbitrio dell'individuo»].

[121] [_Prolegomeni del Primato morale civile degli Italiani_ scritti dall'autore, Brusselle, 1845 (1.ª ediz.), pp. 425-26 e 891-2].

[122] [Ed. cit., II, 12-3].

[123] V. questo _circolo_ nella _Teorica del Sovrannaturale_, pag. 57 seg. Questo tema del sovrintelligibile sarà trattato ampiamente nella _Filosofia di Gioberti_ [pp. 72-99].

[124] V. Lez. VI.

[125] GIOBERTI, _Introd._, II, pag. 448.

[126] Vedi la _Prolusione_ [parte I di q. vol.].

[127] I, 156.