Part 7
«Questa volta a dispetto dei miei terrori, a dispetto delle mie angosce, mi si fece sentire una fame divoratrice; erano quarantotto ore che io non aveva toccato cibo; mangiai nel pane ed alcune frutta, poi, ricordandomi il narcotico misto nell'acqua che aveva bevuta, non accostai la bocca a quella che si ritrovava preparata sulla tavola, ed andai a riempiere il mio bicchiere ad una fontana di marmo scavata nel muro al di sopra della toletta.
«Però, ad onta di questa precauzione, non rimasi meno in angoscia per qualche tempo; ma questa volta i miei timori non erano fondati: passai la giornata senza provar nulla di ciò che temeva..
«Ebbi la precauzione di vuotare per metà la bottiglia affinchè non si accorgessero della mia diffidenza.
«Venne la sera, ma per quanto fosse profonda l'oscurità, i miei occhi cominciarono ad abituarvisi; vidi in mezzo alle tenebre la tavola sprofondarsi nel pavimento; un quarto d'ora dopo essa ricomparve portando la mia cena, un istante dopo, mercè la solita lampada a globo, la mia camera tornò ad essere illuminata.
«Io ero risoluta di non mangiare che cibi nei quali fosse impossibile immischiarvi nessun sonnifero; due uova ed alcune frutta composero il mio pasto, quindi andai ad attignere l'acqua alla mia fontana protettrice e la bevetti.
«Alle prime sorsate, mi parve che non avesse più lo stesso gusto di prima; mi prese un rapido sospetto; mi fermai, ma ne aveva già bevuto un mezzo bicchiere.
«Gettai il rimanente, ed aspettai col sudore dello spavento sulla fronte.
«Senza fallo qualche invisibile testimonio mi aveva veduto prendere l'acqua a questa fontana, ed aveva approfittato della mia stessa confidenza per meglio assicurare la mia perdita, così freddamente risoluta, così crudelmente proseguitata.
«Non era ancora trascorsa una mezz'ora, che si riprodussero gli stessi sintomi, soltanto questa volta, che io non aveva bevuto che un mezzo bicchiero d'acqua lottai più lungo tempo, e invece di addormirmi del tutto, caddi in uno stato di sonnolenza, che mi lasciava tutto il sentimento di ciò che accadeva intorno a me, mentre mi toglieva la forza di fuggire.
«Mi trascinai verso il mio letto per cercarvi la sola difesa che mi restava, il mio coltello salvatore, ma non potei giungere fino al capezzale, caddi in ginocchio, aggruppata ad una delle colonne da piedi.»
Felton impallidì spaventosamente, e un fremito convulso corse per tutte le sue membra.
— E ciò che vi era di spaventoso, continuò milady colla voce alterata, come se essa provasse ancora la stessa angoscia di quel terribile momento, era che in quella volta io aveva la conoscenza del pericolo che mi minacciava; era che la mia anima, se posso dirlo, vegliava sul mio corpo addormentato; era che vedeva, che sentiva, è vero, come se fosse stato in sogno, ma ciò era ancor più spaventoso.
«Vidi la lampada che risaliva e mi lasciava a poco a poco nella oscurità.
«Quindi intesi il cigolìo ben conosciuto della porta, quantunque quella porta non si fosse aperta che due volte.
«Sentii istintivamente che qualcuno si avvicinava a me; si narra che i disgraziati perduti nei deserti dell'America sentono collo stesso istinto l'avvicinarsi del serpente.
«Volli fare uno sforzo, tentai di mandare un grido, mi rialzai pure, ma per subito ricadere.»
— Ma ditemi dunque, chi era il vostro persecutore? gridò il giovane ufficiale.
Milady vide con un sol colpo d'occhio tutto il soffrire che essa ispirava a Felton calcando sopra ciascun particolare del suo racconto. Quanto più essa gli avesse dilaniato profondamente il cuore, più sicuramente egli la vendicherebbe. Essa continuò adunque questa volta come se non avesse inteso la sua esclamazione, o come se avesse pensato che non era ancor giunto il momento di rispondere.
— Io lo intesi esclamare nello scorgermi: «Questi miserabili puritani! sapeva bene che stancano i loro carnefici, ma non li credeva così forti coi loro seduttori».
Felton l'ascoltava senza far intendere altra cosa che una specie di sordo ruggito: soltanto il sudore grondava dalla sua fronte di marmo, e colla sua mano nascosta sotto l'abito, s'internava nel petto le unghie.
— Il primo movimento, ritornando in me, riprese milady, fu di cercare sotto il capezzale il coltello che non avea potuto arrivare a prendere. Se non aveva potuto servire alla difesa, poteva almeno servire alla espiazione.
«Ma nel riprendere il mio coltello, Felton, mi venne una terribile idea. Vi ho giurato di dirvi tutto, e vi dirò tutto: vi ho promesso la verità, io la dirò, dovesse essa perdermi.»
— Vi venne l'idea di vendicarvi di questo uomo, non è vero? gridò Felton.
— Ebbene! sì, disse milady; questa idea non è da cristiano, lo so; senza dubbio l'eterno nemico della nostra anima me la soffiava nello spirito, finalmente che vi dirò, Felton? continuò milady col tuono di una donna che si accusa di un delitto, mi venne questa idea, e non mi lasciò più. Forse è quel pensiero omicida di cui oggi sconto la pena.
— Continuate, continuate, disse Felton; ho fretta di vedervi giungere alla vendetta.
— Oh! risolsi che l'avrei compiuta il più presto possibile; non dubitava punto ch'egli sarebbe ritornato la notte vegnente. Nella giornata io non aveva nulla a temere.
«Così, quando venne l'ora della colezione, non esitai a mangiare e bere; aveva risoluto di far sembiante di cenare, ma di non prendere niente; doveva dunque col nutrimento della mattina combattere il digiuno della sera.
«Nascosi un bicchier d'acqua della colezione, essendo stata la sete quella che mi aveva fatto soffrire di più quando era rimasta quarantott'ore senza nè mangiare nè bere.
«La giornata trascorse senza avere altra influenza su me che confermarmi nella presa risoluzione; ebbi soltanto cura che il mio viso non tradisse in alcun modo il pensiero del mio cuore, perchè non dubitava di non essere continuamente spiata; molte volte ancora sentii un sorriso sulle mie labbra, Felton, io non oso ridire a quale idea io sorrideva, voi mi prendereste in orrore.»
— Continuate, continuate, disse Felton, voi vedete che io ascolto, e smanio di giungere alla fine.
— Venne la sera, continuò milady, si compirono gli ordinari avvenimenti; durante l'oscurità, come d'ordinario fu imbandita la mia cena, poi si accese la lampada, e io mi misi a tavola.
«Mangiai soltanto alcune frutta, feci sembiante di versare dell'acqua della bottiglia, ma non bevei che quella che aveva conservata nel mio bicchiere; la sostituzione del resto fu fatta con abbastanza di sveltezza perchè i miei spioni, se ne aveva, non concepissero alcun sospetto.
«Dopo cena, detti i medesimi segni di torpore della sera innanzi; ma questa volta, come se soccombessi alla fatica, o come mi fossi famigliarizzata col pericolo, feci sembiante di addormirmi.
«Questa volta aveva ritrovato il mio coltello, e mentre io fingeva di dormire, la mia mano stringeva convulsivamente la impugnatura.
«Scorsero due ore senza che accadesse nulla di nuovo. Questa volta, oh mio Dio! chi me lo avrebbe detto la sera innanzi? cominciai a temere ch'egli non venisse.
«Finalmente vidi la lampada alzarsi lentamente e scomparire nel soffitto: la mia camera si riempì di tenebre, ma feci uno sforzo per fendere con lo sguardo l'oscurità.
«Per circa dieci minuti non intesi altro rumore che quello dei battiti del mio cuore.
«Implorava il cielo perchè egli venisse.
«Finalmente intesi il ben conosciuto cigolio della porta che si apriva e si chiudeva; intesi, ad onta della grossezza del tappeto, un passo che faceva scrocchiare il pavimento; vidi; ad onta dell'oscurità, un'ombra che si avvicinava a me.»
— Affrettatevi, affrettatevi! interruppe Felton: non vedete che ciascuna delle vostre parole mi brucia come piombo fuso?
— Allora, continuò milady, allora riunii tutte le mie forze, mi ricordai che il momento della vendetta o piuttosto della giustizia era suonato, mi riguardai come un'altra Giuditta, e teneva il mio coltello in mano, e quando io lo vidi vicino a me, allora, coll'ultimo grido del dolore e della disperazione, lo colpii nel bel mezzo del petto.
«Miserabile! egli aveva preveduto tutto, il suo petto era ricoperto da una maglia d'acciaio, il coltello si spuntò.
«Ah! ah! gridò egli afferrando il braccio e strappandomi l'arma che mi aveva così mal servito, voi volete prendervela con la mia vita, mia bella puritana; ma questo è qualche cosa più che odio, questa è ingratitudine. Andiamo, andiamo, calmatevi, mia bella fanciulla; avrei creduto che vi foste addolcita. Io non sono di quei tiranni che custodiscono le donne per forza. Voi non mi amate? io ne dubitava colla mia ordinaria fatuità; ne sono convinto. Domani voi sarete libera.
«Io non aveva altro desiderio che quello che mi uccidesse.
« — State in guardia, gli dissi, poichè la mia libertà è il vostro disonore.
« — Spiegatevi, mia bella Sibilla..
« — Sì, poichè appena uscita di qui, dirò tutto: dirò la violenza che avete usata verso di me; dirò la mia prigionia: denunzierò questo palazzo d'infamia! voi siete posto troppo in alto, milord, ma tremate! al di sopra di voi vi è il re! al di sopra del re vi è Dio.
«Per quanto il mio persecutore sembrasse padrone di se stesso, lasciò sfuggirsi un movimento di collera. Io non potei vedere l'espressione del suo viso, ma sentii fremere il suo braccio, sul quale io aveva posta la mia mano.
« — Allora voi non uscirete più di qui, disse egli.
« — Bene! bene! gridai; allora il luogo del mio supplizio sarà pure il luogo della mia tomba. Bene! io morirò qui, e voi vedrete se un fantasma che accusa sia ancor più terribile di un vivo che minaccia.
« — Non vi sarà lasciata alcun'arme.
« — Ve ne è una che la disperazione ha messo alla portata di ogni creatura che ha il coraggio di servirsene, io mi lascerò morire di fame.
« — Vediamo, disse il miserabile, la pace non val meglio di una simile guerra? io vi rendo la libertà sull'istante, vi proclamerò la stessa virtù, vi soprannominerò la Lucrezia d'Inghilterra.
« — Ed io dirò che voi ne siete il Sextus, io vi denunzierò a Dio, e se fa d'uopo che, come Lucrezia, io sottoscrivi la mia denunzia col mio sangue, la sottoscriverò.
« — Ah! ah! disse il mio nemico in tuono derisorio, allora è un'altra cosa. In fede mia, in fin dei conti, voi state bene qui, non vi mancherà niente, e se vi lascerete morire di fame, sarà colpa vostra.
«A queste parole egli si ritirò, intesi aprirsi e chiudersi la porta, rimasi inabissata, meno ancora, ve lo confesso, dal dolore, che dall'onta di non essere stata vendicata.
«Egli mantenne la sua parola; tutta la giornata, tutta la notte dell'indomani passò senza che comparisse; io pure però gli mantenni la mia parola, e non mangiai nè bevvi nulla, ed era, come gli avea detto, risoluta di lasciarmi morire di fame.
«Passai il giorno e la notte pregando, poichè sperava che Dio mi avrebbe perdonato il mio suicidio.
«La seconda notte la porta si aprì; io era stesa sul pavimento, le forze cominciavano ad abbandonarmi.
«Al momento mi sollevai, sorreggendomi sopra una mano.
« — Ebbene! mi disse una voce che suonava in un modo troppo terribile al mio orecchio, perchè non la riconoscessi tosto: ebbene! siamo noi un poco raddolciti, e pagheremo la nostra libertà con una semplice promessa di silenzio? Sentite, io sono un buon principe, aggiunse egli, e quantunque non ami i Puritani, io rendo loro giustizia; egualmente che alle Puritane, quando sono belle. Andiamo, fatemi un piccolo giuramento sulla croce, io non vi domando di più.
« — Sulla croce! gridai rialzandomi, perchè al suono di questa voce aborrita, io aveva ritrovate tutte le mie forze: sulla croce giuro che nessuna promessa, nessuna minaccia, nessuna tortura mi chiuderà mai la bocca. Sulla croce giuro di denunziarvi ovunque come un assassino, un ladrone d'onore, un vile; sulla croce giuro, se mai giungerò ad uscire di qui, di domandare vendetta contro voi a tutto il genere umano.
« — State all'erta, disse la voce con un tuono di minaccia che io non aveva per anche inteso, poichè ho un mezzo supremo, che non impiegherò che agli ultimi estremi, per farvi chiudere la bocca, o almeno per impedire che si creda ad una sola parola di quanto sarete per dire.
«Io raccolsi tutte le mie forze per rispondere con uno scoppio di risa.
«Egli si accorse che oramai fra di noi si era aperta una guerra a morte.
« — Ascoltate, disse egli, io vi lascio ancora il rimanente di questa notte e tutto il giorno di domani: riflettete. Promettete di tacere, e la ricchezza, gli onori, ed anche la considerazione vi circonderanno; minacciate di parlare, ed io vi condannerò all'infamia.
« — Voi? gridai io, voi!
« — All'infamia perpetua, incancellabile!
« — Voi! ripetei... oh! Felton, ve lo assicuro, io lo credeva insensato.
« — Sì, io, riprese egli.
« — Ah! lasciatemi, gli dissi, uscite, se non volete che io m'infranga la testa contro i muri, e sotto gli occhi vostri.
« — Sta bene! diss'egli, voi lo volete? A dimani sera.
« — A dimani sera, risposi lasciandomi ricadere, e mordendo il tappeto per la rabbia.»
Felton si appoggiava ad un mobile, e milady vedeva con gioia che forse sarebbe mancato la forza al giovane uffiziale prima della fine del racconto.
CAPITOLO LVII.
UN MEZZO DI TRAGEDIA CLASSICA
Dopo un momento di silenzio, impiegato da milady a contemplare il giovane che l'ascoltava, essa continuò il suo racconto:
« — Erano quasi tre giorni che io non aveva nè mangiato, nè bevuto, diss'ella, e soffriva atroci torture; qualche volta mi sembrava che alcune nubi mi chiudessero la fronte, che mi velassero gli occhi: era il delirio.
«Venne la sera: io era così debole che ad ogni istante sveniva, ed ogni volta che sveniva ringraziava Dio, perchè credeva di morire.
«Nel mezzo di uno di questi svenimenti, intesi aprirsi la porta, il terrore mi richiamò alla vita.
«Il mio persecutore entrò seguito da un uomo mascherato, egli pure si era mascherato, ma lo riconobbi al suo passo, lo riconobbi alla sua voce, lo riconobbi a quell'aspetto imponente che l'inferno ha dato alla sua persona per disgrazia pell'umanità.
« — Ebbene, mi diss'egli, vi siete voi decisa a farmi il giuramento che vi ho chiesto?
« — Voi lo avete detto, i Puritani non hanno che una parola; la mia, l'avete intesa: essa è di perseguitarvi sulla terra al tribunale degli uomini, in cielo al tribunale di Dio!
« — Voi dunque persistete?
« — E lo giuro innanzi a quel Dio che mi ascolta; io prenderò il mondo tutto intero a testimonio del vostro delitto, e ciò fino a che abbia ritrovato un vendicatore.
« — Voi siete una prostituta, diss'egli con voce tonante, e subirete il supplizio delle prostitute! Infamata davanti agli occhi degli uomini che voi invocherete, cercate di provar prima a questo mondo che non siete nè colpevole, nè pazza.
«Quindi volgendosi all'uomo che lo accompagnava:
« — Carnefice, fa il tuo dovere!»
— Oh! il suo nome, il suo nome! gridò di nuovo Felton; il suo nome! ditemelo!
— Allora malgrado le mie grida, malgrado la mia resistenza, perchè cominciai a capire allora che si trattava di qualche cosa peggiore della morte, il carnefice mi afferrò, mi rovesciò per terra, mi strinse colle sue funi, e, soffocata, quasi fuori dei sensi invocando Dio, mandai ad un tratto uno spaventevole grido di dolore e di vergogna, un ferro rovente, un ferro rosso, il marchio del carnefice si era posto sopra una mia spalla.
Felton mandò un ruggito.
— Osservate, disse milady alzandosi con una maestà da regina, osservate, Felton, vedete come si è inventato un nuovo martirio per la giovinetta pura, e non pertanto vittima della brutalità di uno scellerato. Imparate a conoscere il cuore degli uomini, e d'ora innanzi fatevi meno facilmente l'istrumento delle loro ingiuste vendette.
Milady con un gesto rapido aprì la sua veste, stracciò la fina battista che cuopriva la sua spalla, e arrossendo per una finta collera, e per una ben giuocata vergogna, mostrò al giovane l'impronta incancellabile che disonorava una così bella spalla.
— Ma, gridò Felton, è un giglio quello che io vedo!
— Ed ecco precisamente dove sta l'infamia, rispose milady. Col marchio dell'Inghilterra, sarebbe stato necessario provare qual'era stato il tribunale che mi aveva condannata, ed io avrei fatto un pubblico appello a tutti i tribunali del regno; ma col marchio di Francia... ah! con esso, io sono stata seriamente infamata.
Questo era troppo soffrire per Felton.
Pallido, immobile, atterrito da questa rivelazione orribile, abbagliato dalla bellezza sovrumana di questa donna che si svelava a lui con una impudenza che ritrovò sublime, finì per cadere in ginocchio innanzi a lei, come cosa santa; il marchio d'infamia disparve, rimase soltanto la beltà.
— Perdono, perdono, disse Felton, oh! perdono!
Milady lesse nei suoi occhi: amore, amore!
— Perdono di che? domandò essa.
— Perdono di essermi unito ai vostri persecutori.
Milady gli stese la mano.
— Così bella! così giovane! gridò Felton coprendo questa mano di baci.
Milady lasciò cadere sopra di lui uno di quegli sguardi che di uno schiavo fanno un re.
Felton era puritano, così lasciò la mano di questa donna per baciarle i piedi.
Egli già non l'amava più, ma l'adorava.
Quando questa crisi fu passata, quando milady sembrò aver ripreso il suo sangue freddo, che non aveva mai perduto:
— Ah! ora non ho più che una sola cosa a chiedervi, ed è il nome del vostro vero carnefice; poichè per me non ne vedo che uno, l'altro era soltanto un istrumento.
— E che, fratello, ho io ancora bisogno di nominartelo? tu non l'hai ancora indovinato?
— Che? riprese Felton, lui!... sempre... sempre lui!.. Che! il vero colpevole?...
— Il vero colpevole, disse milady, è il distruttore dell'Inghilterra, il persecutore dei veri credenti, il vile rapitore dell'onore di tante donne, colui che, per capriccio del suo cuore corrotto, sta per far versare tanto sangue all'Inghilterra, che oggi protegge i protestanti, ma che domani li tradirà.
— Buckingham! è dunque Buckingham! gridò Felton esasperato.
Milady nascose il suo viso fra le mani, come se non avesse potuto sopportare la vergogna che le cagionava questo nome.
— Buckingham! il carnefice di questa angelica creatura! gridò Felton. E tu non l'hai fulminato, o giusto cielo! e tu lo hai lasciato nobile, onorato, potente per la nostra perdita comune!
— Dio abbandona quelli che si abbandonano da se stessi, disse milady.
— Ma egli dunque vuole aggravare sul suo capo il gastigo riservato ai maledetti, continuò Felton con una crescente esaltazione. Vuole dunque che la vendetta umana prevenga la vendetta celeste!
— Gli uomini lo temono, e lo risparmiano.
— Ah! io disse Felton, io non lo temo, e non lo risparmierò...
Milady sentì l'anima sua cospergersi di una gioia infernale.
— Ma in qual modo lord de Winter, mio protettore, mio padre, trovasi immischiato in tutto ciò?
— Ascoltate, Felton, riprese milady, perchè a fianco degli uomini vili e dispregevoli vi sono delle nature grandi e generose; io aveva un fidanzato un uomo che io amava, e ch'egli amava me; un cuore come il vostro, Felton, un uomo come voi. Andai da lui, e gli raccontai tutto; egli mi conosceva, e non pose alcun dubbio sulla verità del racconto. Era un gran signore; era un uomo sotto tutti i rapporti uguale a Buckingham. Egli non disse una parola, cinse soltanto la spada, si avviluppò nel suo mantello, e si portò sulla piazza Buckingham.
— Sì, sì capisco, disse Felton, quantunque con simili uomini non sia la spada che si deve adoprare ma il pugnale.
— Buckingham era partito il giorno innanzi, inviato come ambasciatore in Ispagna, dove andò a chiedere la mano della infante pel re Carlo I., che allora non era che principe di Galles. Il mio fidanzato ritornò.
— Ascoltate, mi disse, quell'uomo è partito, ed in conseguenza si è involato pel momento alla mia giusta vendetta; ma frattanto, siamo uniti come dobbiamo esserlo, poi fidatevi a lord de Winter per vendicare il suo onore e quello di sua moglie.
— Lord de Winter! gridò Felton.
— Sì, disse milady, ed ora dovete capire tutto, non è vero? Buckingham rimase assente quasi un anno; otto giorni prima del suo arrivo, lord de Winter morì improvvisamente, lasciandomi sua sola erede. Da qual parte veniva il colpo? Dio solo che sa tutto, lo sa senza dubbio; io non accuso nessuno.
— Oh! quale abisso! quale abisso! gridò Felton.
— Lord de Winter morì senza dir niente a suo fratello. Il segreto terribile doveva esser nascosto a tutti fino a che scoppiasse come un fulmine sul capo del colpevole; il vostro protettore aveva veduto con pena questo matrimonio con suo fratello con una giovinetta senza fortuna. Sentii che non poteva aspettarmi alcun appoggio da un uomo disingannato nelle sue speranze di eredità. Passai in Francia, risolsi di restarvi il rimanente della mia vita; ma tutti i miei beni sono in Inghilterra; chiuse le comunicazioni per la guerra, fui privata di tutto, e mi fu forza di ritornarvi; sono sei giorni che approdai a Portsmouth.
— Ebbene? disse Felton.
— Ebbene, Buckingham seppe senza dubbio il mio ritorno, ne parlò a lord de Winter, di già prevenuto contro di me; gli disse che sua cognata era una prostituta, una donna bollata. La voce nobile e pura di mio marito non era più là per difendermi. Lord de Winter credè tutto ciò che gli fu detto con tanta maggiore facilità, in quanto che ha interesse a crederlo. Egli mi fece arrestare e condurre qui, e mi mise sotto la vostra custodia. Voi sapete il resto: dopo domani sarò bandita, sarò deportata; dopo domani sarò relegata fra le donne infami! Oh! la trama è bene ordita, andate! il complotto è abile, e il mio onore non vi sopravviverà. Voi vedete bene che è necessario che io muoia, Felton; Felton, datemi quel coltello.
E a queste parole, come se tutte le sue forze fossero spossate, milady si lasciò cadere debole e languente fra le braccia del giovane uffiziale.
— No, no, disse egli, no, tu vivrai, tu vivrai onorata e pura, tu vivrai per trionfare dei tuoi nemici.
Milady lo respinse lentamente con la mano, attirandolo con lo sguardo.
— Oh! la morte! la morte! disse ella velando la sua voce e le sue palpebre, oh! la morte piuttosto che la vergogna. Felton, fratello mio, amico mio, io te ne scongiuro.
— No, gridò Felton, no, tu vivrai e sarai vendicata.
— Felton, io porto disgrazia a tutti quelli che mi si avvicinano. Felton, abbandonatemi; Felton, lasciatemi morire.
— Ebbene! noi moriremo dunque insieme! gridò egli.
Diversi colpi rintronarono alla porta.
— Ascolta, diss'ella, noi siamo stati intesi. Essi vengono, è finita per noi, noi siamo perduti.
— No, disse Felton, è la sentinella che mi previene che sta per passare la ronda.
— Allora correte alla porta e aprite voi stesso.
Felton obbedì; questa donna era già tutto il suo pensiero, tutta la sua anima.
Egli si trovò in faccia un sergente che comandava una pattuglia di sorveglianza.
— Ebbene! che cosa c'è, domandò il giovine tenente.
— Voi mi avete detto di aprire la porta se avessi inteso chiamare soccorso, disse il soldato, ma vi siete soltanto dimenticato di consegnarmi la chiave. Vi ho inteso gridare senza capire ciò che dicevate; volli aprire la porta, essa era chiusa al di dentro, allora ho chiamato il sergente.
— Ed eccomi qua, disse il sergente.
Felton, sconvolto, quasi pazzo, rimase senza voce.
Milady capì che stava a lei di impadronirsi della situazione; ella corse alla tavola e prese il coltello che vi aveva deposto Felton.
— E con qual dritto volete voi impedirmi di morire? diss'ella.
— Gran Dio! gridò Felton vedendo il coltello luccicare nella di lei mano.
In questo momento uno scroscio d'ironico riso si fece sentire nel corridoio.
Il barone, attirato dal rumore, in veste da camera, colla sua spada sotto il braccio stava in piedi sulla soglia della porta.
— Ah! ah! diss'egli eccoci all'ultimo atto della tragedia; voi lo vedete Felton, il dramma ha seguìto tutte le fasi che io aveva indicate, ma siate tranquillo, il sangue non colerà.