I mattoidi al primo concorso pel monumento in Roma a Vittorio Emanuele

Part 4

Chapter 41,720 wordsPublic domain

Al signor Depraz e all'altro citato nella precedente nota nùmero 3, sarebbe anche da aggiùngersi il signor Elia Rapetti (bozz. 34) che, in una relazione non scritta male, osserva che il Mausolèo di Adriano o altro consìmile dell'antichità non potrebbe servir di modello pel monumento a Vittorio Emanuele, rappresentando esso la morte scèttica. Il primo Re d'Italia avendo invece fatto una fine cristiana, è necessario, secondo il Rapetti, che il monumento raffiguri una morte munita dai conforti religiosi. Propone quindi l'erezione d'una chiesa, una specie di chiuso cassone lombardesco.

[5] Questi bozzetti rècano rispettivamente i seguenti motti e si presèntano come qui appresso: — (_Quella parte di noi che intende e vuole_) Arco di trionfo — (_Una casa bianca_) Tempietto bianco con cùpola di stile àrabo-burlesco — (_Artibus ingenuis quaesita est gloria multis_). Chiosco da giardino con una stella a vari colori pendente nel mezzo — (_Virtus_) Pàntheon con tre sediette fuori di prospettiva sul dinanzi — (_Rijssens de Lauw_) Torre monumentale barocca in mezzo ad un parco aquàtico — (_Wheeller Richard_) Tempietto gòtico-còmico — (_Savoja_) Tela cerata con su dipinto un monumento a gruppi e statue equestri, e molti visitatori — (_Baldassare Peruzzi_) Monumento con statue equestri e pòrtici. Vi dòmina il colore spinaci — (B) Ricalco del tempio d'Arminio — (_L'attuàbile_) Sovrapposizione di monumenti. La relazione comincia: _Vittorio Emanuele superati vari ostàcoli polìtici e militari_... — (_Italiae cassis_) Lùcido del monumento a Pietro il Grande in Pietroburgo — (_Asch Harry_) Tempietto indiano — (_Vis_) Fontana con figurine di terra cotta e cascate di striscie di vesciche — (_Persevere_) Tempietto — (ALMENO _un omaggio alla dinastia di Savoja_) Tempio greco con su un castello medioevale e sopra un palazzo del rinascimento che termina con un pinàcolo barocco.

[6] Come delle condizioni e professioni dei singoli esponenti, così riesce difficilissimo di accertarsi della patria dei medèsimi a chi, come noi, non fu presente al ricevimento dei loro bozzetti e deve accontentarsi di prènder norma dai motti genèrici e dai nùmeri progressivi, che, in generale, ne sono l'ùnico contrassegno.

Limitando però le nostre osservazioni ai soli mattòidi e cretini, e tentando d'indovinarne l'origine, sia dalla desinenza dei nomi, nei pochi casi in cui lèggesi nome, sia dalla lingua nella quale il manoscritto è redatto o dal luogo donde è datato, troviamo che, fra totalmente e parzialmente alienati:

l'Inghilterra e l'Amèrica settentrionale avrebbero mandato al concorso n. 11 individui la Germania » 8 id. la Francia » 4 id. la Russia » 1 id. il Belgio » 1 id.

[7] Se si volessero riportare tutte le incongruenze, le divagazioni, gli spropòsiti di ogni dimensione che invàdono i disegni e i manoscritti di tre quarti buoni dei concorrenti, non finirèbbesi più. Per esempio, il n. 47 (_Benincasa_) — fabbricato a ricetta un monumento di stile opprimente — lo chiama _di stile di buon effetto_; mentre il n. 116 (_Artibus ingenuis quaesita est gloria multis_, 2º) messo insieme una contraffazione di tempio e piràmide, ci avverte che _ha creduto di riuscir molto piacèvole nell'imitare la bellezza dello stile greco, la grandiosità del romano e il gòtico nella sveltezza_. Nè manca chi ci disegna un Vittorio Emanuele in àbito borghese e cappello basso (n. 91, S.P.Q.R.) o, peggio ancora, un Re vestito da guerriero romano con elmo e pennacchio (n. 139, _In hoc signo vinces_) nè manca chi ad un tempio sovrappone un pàntheon e per aggiuntino una colonna (n. 68, _L'unione fà la forza_) o ricama una cùpola come un pangiallo di lusso (n. 67. _Labor improbus omnia vincit_). Così, benchè sia contrario all'òrdine composito, il n. 289 (_Buonini_) assicura di aver preso a modello l'Arco di Tito e la Colonna Trajana, e il bello si è che non ha imitato nè l'uno nè l'altra; così il n. 259 (_Alleanza_) che fu premiato con 20,000 lire (bene spese davvero!) raddoppia il Palazzo di Venezia per farne una specie di tetro cassone intorno ad un cadàvere di monumento, ecc. ecc.

Tutti questi, però — mediocrissimi — nonchè altrettali, quantunque àbbiano scivolato nella stoltezza, non prèsentano segni abbastanza certi per poter dire che vi stanno di casa.

[8] Sarebbe interessantissimo di poter anche dare una descrizione psichica di questo battaglione di mattòidi, ma a far ciò occorrerebbe anzitutto di conòscerli personalmente. Quanto alle loro fisionomìe, si può essere certi che nulla li distingue dall'uomo medio. La signora Tarnowsky, dottrice di grido che voltò in lingua russa il «Genio e follìa» di Cèsare Lombroso, opinerebbe che i mattòidi debbono avere una faccia diversa delle sòlite: gli studi, però, fatti dallo stesso Lombroso e da altri, pròvano invece che le fisionomìe pazzesche s'incòntrano più per eccezione che per regola, il che si comprende per due ragioni: la prima, perchè i mattòidi non sono mai pazzi negli atti e sono tutti compresi della propria importanza, la qual cosa, se mai influisce sulle loro fisionomìe, dà loro un'aria grave, serena, come di chi è pieno e persuaso di sè; l'altra, che, nella più parte, non sono tali per eredità, per malattie cerebrali ecc. ma solo perchè sulla piazza del mondo, con una forza come di 3 vògliono figurare per 300, quindi deviano dal sentiero battuto ed anche dal giusto, non avendo, in ogni caso, di morboso che una vanità sconfinata, unita ad un ìnfimo ingegno.

[9] Notiamo con soddisfazione come questo concetto ragionevolissimo di quanto il monumento sarebbe tenuto ad esprìmere, dòmini nella quasi totalità dei bozzetti presentati al concorso. Alla grandissima parte dei concorrenti la formazione dell'Italia parve òpera, non di un uomo solo, ma di una schiera d'incliti patrioti, appartenenti a tutte le classi ed a più generazioni. Tre o quattro progettisti soltanto non videro che l'isolata personalità di Vittorio; come, ad esempio, il n. 207 (_Raffaele d'Alpino_) che, erigendo graficamente una brutta torre sul Monte Pincio con un colossale stemma nel mezzo sullo stile di quello de' tabaccài, la intitola _Torre Sabàuda_, e scrive: _ai precursori, ai collaboratori di Vittorio Emanuele le colonne, gli stilòbati, le statue equestri; ma il monumento a lui solo!_

[10] Questa idèa di ricordare l'_unità italiana_ con qualche segno materiale è comunissima nei concorrenti. I più si vàlgono della colonna, fregiata degli stemmi delle provincie d'Italia o delle principali città. Distìnguesi però fra tutti il n. 62 (_Infin che il veltro verrà che la farà morir di doglia_) il quale, erigendo un arco greco-romano in mezzo ad una pozzànghera d'aqua, _le fontane_ — egli dice — _alimenteranno l'allegòrica unità del laghetto_.

[11] Tra i mattòidi stranieri sarebbe pure da annoverarsi il francese autore dei progetti n. 37 A e B (_L'art gothique_). È un concorrente la cui fantasia è tutta occupata da un intrico di ogive ed aguglie, le più esagerate. Ci rincresce di non poterne qui riprodurre uno schizzo. La sola proposta di erìgere — oggi ed in Roma — un monumento di stile gòtico, dà già indizio di mente non completamente ordinata. Come poi sia possibile di fare, in questo stile, òpera originale, lo domanderemo anche a quel n. 108 (_J'attends mon astre_) che sceglie appunto lo stile gòtico dopo di aver dichiarato _che il monumento non deve èssere copia di altro_. Questo n. 108 è inoltre quel desso che fà riposare il suo edificio su parecchi scaglioni, i più elevati de' quali sono lisci e gli inferiori rozzi, _a dinotare_ — così egli scrive — _le prime difficoltà che incontrò la formazione dell'unità nazionale_.

[12] Cf. bozz. n. 7 (_Fisò in seno all'avvenire_), ecc., a pag. 56-57.

[13] Cf. a pag. 44, bozz. n. 168 (_Dante, Vittorio Emanuele e l'Unità Italiana_) il cui autore è amante anch'esso dei monumenti con luminarie e bandiere e, come le scàtole germaniche a cariglione, con mùsica.

NOMI DI PERSONE CITATI NEL PRESENTE OPUSCOLO

_Allighieri Dante_, 63, 70 _Amèndola_ (n. 130), 17, 102 _Aronne_, 80 _Asch Harry_ (n. 277), 104 _Auteri-Pomar_ (n. 195), 102 _Benincasa_ (n. 47), 104 _Bertani Agostino_, 46 _Boccaccio Giovanni_, 63 _Buonini_ (n. 289), 105 _Cànfora_ (n. 294), 29, 78 _Carlo Alberto di Savoja Carignano_, 80, 81 _Carmelo_ (n. 237), 29 _Cavour Camillo_, 46 _Colombo Cristòforo_, 46, 83 _Conconi_ (n. 269-270), 17 _Crispi Francesco_, 46 _Cristo Gesù_, 80, 83 _D'Alpino_ (n. 207), 106 _De Bianchi Dòttola_, 85 _Delmar_ (n. 59), 24 _Depraz_ (n. 24), 23, 102, 103 _Di Pinto_ (n. 221), 102 _Falcioni_ (n. 29), 102 _Ferrara C._ (n. 22), 23, 103 _Filopanti Quìrico_, 25 _Galilèi Galilèo_, 63 _Gallori-Ximènes_ (n. 209), 17, 102 _Gatteschi_ (n. 142), 59 _Giordano_ (n. 153), 102 _Hodorowitch_ (n. 158), 24 _Landi_ (n. 299), 102 _Leone XIII_, 81, 83, 85, 86 _Lombroso Cèsare_, 5, 11, 105 _Macdonald_ (n. 188), 102 _Magliani Agostino_, 64 _Mamiani Terenzio_, 35 _Margherita di Savoja_, 80, 81 _Maria Cristina di Savoja_, 80, 81 _Mariani_ (n. 197), 69 _Mollajoli_ (n. 216), 27 _Montani_ (n. 32), 49 _Montezèmolo_, 46 _Mosè_, 80 _Mugnaini_ (n. 26), 30 _Otto_ (n. 260), 17 _Perrici_ (n. 119), 102 _Petrarca Francesco_, 63 _Pianciani_, 46 _Pinaroli_ (n. 40), 26 _Pio IX_, 79, 80, 81 _Rapetti_ (n. 34), 103 _Rega_ (n. 284), 102 _Ricàsoli Bettino_, 46 _Rijssens de Lauw_ (n. 66), 103 _Romaniello_ (n. 147), 26, 53 _Sella Quintino_, 35 _Tarnowsky_, 105 _Tezza_ (n. 86), 34, 35 _Torchiana_ (n. 206), 26 _Umberto I_, 66, 79, 80, 81 _Vallònica_ (n. 38), 43 _Virgilio_, 70 _Vitruvio_, 51 _Vittorio Emanuele (Prìncipe ereditario)_, 81 _Wanderburg E. P._ (n. 267), 24 _Wheeller_ (n. 74), 103 _Ximènes-Gallori_ (n. 209), 17, 102

MOTTI DI LAVORI CITATI NELL'OPUSCOLO

_A. B. di Messina_ (n. 41), 28 _Ad onore di S.E. il ministro Magliani_ (n. 98), 64 _Alleanza_ (n. 259), 103 _Almeno un omaggio alla dinastìa_ (n. 241), 104 _Al Re e alla Patria_ (n. 253), 25 _Ars longa, vita brevis_ (n. 222), 26 _Artibus ingenuis quaesita est gloria multis._ I (n. 28), 103 _Id. id. id._ II (n. 145), 104 _Baldassarre Peruzzi_ (n. 115), 103 _Concordia_ (n. 46), 27, 29 _Dante, Vittorio Emanuele, e l'unità italiana_ (n. 168), 44, 107 _Dall'uno all'altro polo_ (n. 287), 27 _Epopèa_ (n. 251), 49 _Estremo Oriente_ (n. 271), 101 _Esperia, Ausonia, Italia civile e guerriera_ (n. 181), 24 _Esperienza è madre di scienza_ (n. 183), 30 _Ezekiel_ (n. 36), 26 _Fànnomi onore e di ciò fanno bene_ (n. 280), 49 _Fisò in seno all'avvenire — i suòi sguardi rilucenti_ (n. 7), 54, 107 _Fons vitae_ (n. 292), 26 _Hanc ratus sum partem meam_ (n. 163), 29, 65 _Iddio lo volle e la stella d'Italia si fermò su Roma_ (n. 54), 101 _Imeiyôr_ (B) (n. 134), 103 _Infin che il veltro verrà che la farà morir di doglia_ (n. 62), 106 _In hoc signo vinces_ (n. 139), 105 _Italiae cassis_ (n. 242), 104 _J'attends mon astre_ (n. 108), 106 _Labor improbus omnia vincit_ (n. 67), 105 _La nostra propizia cometa_ (n. 157), 48 _L'architettura e la scultura sono arti inseparàbili_ (n. 35), 29 _L'Art gothique_ (n. 37 A e B), 106 _L'attuàbile_ (n. 234), 104 _L'Aurora_ (n. 248), 101 _Le rudi ma pur maestose costruzioni de' prischi quiriti..._ (n. 88), 39 _L'Italia è pace e civiltà_ (n. 218), 102 _L'unione fà la forza_ (n. 68), 105 _Num et Saul?_ (n. 65), 24 _Optimus ille est qui minimis urguetur_ (n. 214), 25 _Ora speme agli animosi rifulga..._ (n. 86), 34 _Per àspera ad astra_ (n. 162), 59 _Persevere_ (n. 293), 104 _Quella parte di noi che intende e vuole_ (n. 11), 103 _Savoja_ (n. 112), 103 _Secondo-Primo_ (n. 191), 30 _S.P.Q.R._ (n. 91), 105 _Tricolor_ (n. 282), 49 _Tutto è poco per tanta memoria_ (n. 254), 102 _Una casa bianca_ (n. 19), 103 _Una idèa_ (1º) (n. 82), 43 _U.S.A._ (n. 296), 60 _V._ (n. 291), 29 _Vis_ (n. 290), 104 _Vis unita fortior_ (n. 219), 102 _Virtus_ (n. 16 A), 103

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (in particolare l'uso degli accenti è molto variabile), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.