Part 44
Si riconduce a Nizza e di là a Genova, I, 246; di qui parte con cinquecento volontari in soccorso della Sicilia, I, 243; accetta a Livorno il comando dell’esercito toscano e si conduce a Firenze, I, 249; s’accinge a portare aiuto a Venezia, I, 249; il generale Zucchi gl’impedisce il cammino alle Filigare, può proseguire e tocca Bologna e Ravenna, I, 249; accorre a Roma, I, 250; non si accolgono troppo cordialmente i suoi servigi, I, 251; vien mandato tenente colonnello a Macerata, I, 253; gli viene ordinato di combattere il brigantaggio nell’Ascolano, I, 254; a tal uopo per Tolentino, Foligno e Spoleto si porta a Rieti, I, 255; di qui va a Roma per assistere all’apertura del Parlamento come deputato di Macerata, I, 256; suo primo atto parlamentare, I, 256; torna a Rieti, I, 258; condottosi a Subiaco scrive ad Anita, I, 259; richiamato a Roma per la difesa contro i Francesi, è riconosciuto generale, I, 264; vince co’ suoi a Villa Pamfili, I, 266; gli è vietato compiere la disfatta dei Francesi, I, 270; tenta dare un nuovo combattimento I, 271; invaso lo stato di Roma da’ Napoletani, gli vien commesso di molestarli, I, 272; a tal uopo va a Tivoli, I, 272; poi a Palestrina a vista dei nemici, I, 274; respinge un attacco di questi, I, 275; consigliato dai casi della guerra torna a Roma, I, 276; vien promosso generale di divisione, I, 280; si accinge col generale Rosselli a battere l’esercito borbonico, I, 281; vince a Velletri, I, 283; nel caldo della mischia rischia perder la vita, I, 287; per cogliere i frutti della vittoria vuol entrare nel Napoletano, I, 296; gli viene accordato dal governo di Roma, I, 297; partito per l’impresa tocca Frosinone e Ripa, sconfina a Ceprano e prende ai nemico Rocca d’Arce, I, 297; i casi della guerra lo richiamano a Roma, I, 299; da Frosinone scrive al Masina dandogli il comando della Legione Italiana, I, 300; assalta eroicamente Villa Pamfili, I, 302; sua parte nell’assalto, I, 309; assediata Roma ha la parte principale nella difesa, I, 314; guida l’_incamiciata_, I, 316; presa dai Francesi la breccia rifiuta al Triumvirato tentarne il riacquisto, I, 319; consiglia invece altro modo di difesa, I, 321; propostagli da Pietro Sterbini la dittatura, la rifiuta, I, 322; continua a dirigere la difesa, I, 325; perduta l’ultima breccia, rafforza Villa Spada e la difende, I, 327; perduta anch’essa spera arrestare il nemico a Ponte Sant’Angelo, I, 328; è richiesto di consiglio dalla Costituente sullo stato delle cose, I, 328; esce di Roma, I, 332.
Accompagnato dagli avanzi delle sue legioni pernotta a Monticelli, s’accampa a Monterotondo, I, 332; è minacciato dai Francesi, dagli Spagnuoli, dai borbonici e dagli Austriaci, I, 334; toccato Confine e Poggio Mirteto incontra a Terni il colonnello Forbes con un rinforzo, I, 335; si porta a San Gemini presso Todi, I, 336; lascia Todi, passa il Tevere a Monte Acuto e s’incammina per Orvieto per la via di Brodo, I, 337; da Orvieto va a porre il campo a Ficulle, I, 338; riposa a Sole e giunge a Cetona, I, 339; scaramuccia tra Sarteano e Chiusi, riposa a Sarteano, I, 339; entrato in Montepulciano fa un proclama ai Toscani, I, 340; giunto a Torrita risolve d’andare a Venezia, I, 341; passa per Foiano, Castiglion Fiorentino e giunge ad Arezzo, I, 342; scaramuccia col nemico e riposa a Monterchi, I, 343; porta il campo a Citerna e di là a San Giustino, I, 343; valica il monte della Luna, I, 344; riposa a Mercatello, I, 345; s’accampa a Macerata Feltria, I, 346; per le alture di Carpegna si dirige a San Marino, I, 347; ove manda Ugo Bassi a chieder passo e viveri, I, 349; sconfittagli dagli Austriaci la retroguardia, ripara a San Marino, I, 349; fattosi mediatore il governo di San Marino per ottenergli buoni patti dal nemico, scioglie i suoi volontari, I, 350; fugge da San Marino con pochi dei suoi, I, 356; a Cesenatico fa vela per Venezia, I, 357: attaccato da incrociatori austriaci, si salva sulle coste di Magnavacca, I, 359; perseguitato, abbandona la spiaggia con la moglie morente, I, 360; incontra Giovacchino Bonnet, I, 361; dal quale riceve aiuti per salvarsi, I, 363; fugge per Comacchio e giunge alla villa Guiccioli, I, 365; gli muore Anita, I, 366; da villa Guiccioli va a Sant’Alberto, di lì a Modigliana, I, 385; per quel di Prato, Poggibonsi, Pomarance e Massa Marittima va a Follonica, I, 386; qui imbarcatosi approda a Porto Venere, I, 386; giunto a Chiavari è fatto arrestare dal governo piemontese, I, 387; posto in bando dal Piemonte va a Tunisi, I, 388; il Bey di Tunisi gli ricusa ospitalità, I, 393; approda all’Isola della Maddalena, I, 393; il governo piemontese lo ritrae di là e lo manda a Gibilterra, I, 394; salva un canotto sardo naufragante, I, 394; Gibilterra e la Spagna ricusano ricettarlo, I, 394; gli viene offerta ospitalità dagli Stati Uniti d’America, I, 394; ripara a Tangeri ove scrive le sue _Memorie_, I, 395; si conduce a Liverpool, di là a New-York, I, 395; ove si dà a fabbricar candele per campare la vita, I, 396; offertogli il comando di una nave mercantile lascia New-York, I, 397; a Panama è ridotto in fin di vita, I, 397; guarito va a Lima, I, 397; commessogli il comando di una nave va da Lima a Hong-Kong, I, 397; riapproda a Lima, I, 399; a New-York prende il comando di una nuova nave, I, 399; toccato New-Castle giunge a Genova, I, 400; a Nizza abbraccia i suoi, I, 400; datosi al cabotaggio va a Marsiglia, è intenzionato comprare Caprera, I, 400; si stabilisce a Caprera, I, 401; prende l’incarico di liberare i prigionieri di Santo Stefano, I, 404; a Genova parla con Foresti sui casi d’Italia, I, 405.
Visita Cavour a Torino, I, 411; a Voltaggio fa un proclama ai giovani, I, 412; aderisce all’Associazione Nazionale, I, 413; conferisce col Cavour intorno alla futura guerra, I, 417; torna a Torino chiamato da Vittorio Emanuele, I, 419; annunzia la guerra a’ suoi amici, I, 420; è chiamato da Caprera per capitanare i _Cacciatori delle Alpi_, I, 423; per Savigliano, Chivasso e Cavagnole giunge a Brusasco co’ suoi _Cacciatori_, I, 426; presidia Verrua e s’accampa sulle alture di Bruzzolo, I, 427; prende posizione a Ponte Stura, Casale, Bolzola e Rive, I, 430; a Ponte di Casale ributta il nemico, I, 431; va a San Salvatore dal Re che gli dà ordini scritti, I, 431; contromarcia per Brozzolo, invia la brigata verso Chivasso e va a Torino dal Cavour, I, 432; si pone a San Germano sotto gli ordini del general De Sonnaz per la presa di Vercelli, I, 432: comincia la marcia per la Lombardia, I, 433; tocca Biella, Gattinara, Romagnano, Borgomanero, I, 436; muove su Arona per Castelletto ed occupa Sesto Calende, I, 437; toccata la Lombardia riceve deputazioni patriottiche, giunge a Varese, I, 441; è minacciato dagli Austriaci guidati da Urban, I, 445; si dà alla difesa di Varese, porta il quartier generale a Villa Ponti, I, 447; batte il nemico a Varese e a San Salvatore, I, 449; muove su Como, I, 453; vince a San Fermo, I, 454; entra in Como, I, 456; tenta sorprender Laveno, I, 458; rioccupato Varese dall’Urban, prende posizione a Sant’Ambrogio e Robarello, I, 461; ripiega su Como per Induno ed Arcisate, I, 464; incontra la marchesa Giuseppina Raimondi, I, 465; rientra in Como, I, 466; conclusioni intorno alla sua campagna di Lombardia, I, 467; per Lecco, Caprino e Almenno, piomba su Bergamo, I, 474; è chiamato a Milano da Vittorio Emanuele, I, 476; tornato a Bergamo va a Brescia, I, 478; a Rezzato e a Tre Ponti, I, 480; ultime sue operazioni, I, 483; accetta il comando dell’esercito toscano, I, 487; divide con Manfredo Fanti il comando dell’esercito dell’Italia centrale, I, 491; vien mandato sul confine pontificio con due divisioni, I, 492; è chiamato dal Re a conferire intorno agli Stati pontifici, I, 495; resta dinanzi alla Cattolica a provocare l’insurrezione fra i Marchigiani, I, 499; al governo di Bologna promette desistere dall’impresa d’invadere le Marche, I, 499; ad Imola falsi messaggi gli dicono essere scoppiata l’insurrezione nelle Marche, I, 500; da Rimini comanda alle sue truppe di sconfinare, I, 500; impedito il movimento delle sue truppe va a Bologna a rampognarne Fanti e Farini, I, 501; è chiamato da Vittorio Emanuele che lo consiglia a rassegnare l’ufficio, I, 503; da Genova annunzia con un proclama le sue dimissioni, I, 503; invita gl’italiani ad una sottoscrizione per l’acquisto di un milione di fucili, I, 504; passa qualche tempo a Nizza, I, 505; tocca Caprera, e da Fino indirizza un appello agli studenti di Pavia, I, 505; passato da Milano va a Torino a chiedere l’organizzazione della Guardia Nazionale e fonda l’associazione _la Nazione Armata_, I, 566; va a Fino a sposare la marchesina Raimondi, I, 508; la ripudia e si porta a Caprera, I, 509; suo operato nell’Italia centrale: conclusioni, I, 510.
Nizza lo manda al Parlamento subalpino, II, 7; svolge a Torino un’interpellanza sulla cessione di Nizza, II, 8; invitato a fare una spedizione in Sicilia, accetta, II, 25; chiede a Vittorio Emanuele milizie regolari per la spedizione, II, 26; non ottenutele va a Quarto ove stabilisce il quartier generale della spedizione, II, 33; soffocata l’insurrezione siciliana dichiara impossibile l’impresa, II, 35; decide la spedizione, II, 36; salpa da Quarto coi Mille, II, 37; scrive a Vittorio Emanuele lo ragioni dell’impresa, II, 40; raccomanda disciplina all’esercito regolare italiano, II, 41; dà istruzioni ad Agostino Bertani riguardo alla spedizione, lasciandolo suo rappresentante sul continente, II, 41; a Bogliasco non trova le armi che gli dovevano pervenire, II, 43; fa rotta per Piombino, II, 44; getta l’àncora a Talamone, II, 45; a Talamone ed Orbetello trova armi e munizioni, II, 45; ordina la legione, II, 47; creduto opportuno promuovere un’insurrezione nell’Italia centrale, divisa farvi una piccola spedizione, II, 48; dà il comando al colonnello Zambianchi, II, 50; fa un proclama ai Romani e dà istruzioni allo Zambianchi, II, 51; nelle acque di Marettimo, II, 58; sbarca a Marsala, II, 60; ove pubblica un proclama ai Siciliani, II, 64; a Rampagallo e a Salemi ha i primi soccorsi d’armati, II, 66; gli muove contro il generale Landi, II, 71; vittoria di Calatafimi, II, 72; sosta ad Alcamo, e per Partinico e Borgetto giunge al Passo di Renna, II, 83; a Piana de’ Greci, a Misilmeri, sulle alture del Parco, II, 86; a Palermo, II, 89; dal borbonico Lanza è invitato ad una conferenza, II, 105; è attaccato in Palermo dai borbonici, fedifraghi alla pattuita tregua, II, 107; prende parte alla conferenza sulla nave inglese _Hannibal_, II, 109; accetta un armistizio dai borbonici, II, 113; dopo il resultato della conferenza fa un proclama ai Siciliani, II, 113; consente al nemico una tregua di tre giorni, II, 115; si adopra a dare una forma regolare al governo di Palermo, II, 117; resta padrone di Palermo, II, 117; provvede ai bisogni del nuovo governo, II, 120; scambia visite con Persano, II, 125; pensa bene occupare militarmente i centri principali dell’Isola, II, 127; dà lo sfratto al La Farina, II, 128; resta padrone di Milazzo, II, 127, 133; occupata Messina, volge in mente passare lo stretto, II, 147; intorno a ciò riceve una lettera di Vittorio Emanuele, cui risponde, II, 147; elegge Agostino Depretis suo prodittatore nel governo dell’Isola, II, 149; per facilitarsi il passaggio dello stretto si porta al Faro, II, 151; primi tentativi di sbarco, II, 153; commesso al Sirtori il comando dell’esercito, parte dal Faro e si porta al Golfo degli Aranci, II, 154; preso il comando di due brigate di una nuova spedizione, le conduce a Palermo, II, 159; di là va a Taormina a prepararsi allo sbarco sur continente, II, 158; a Melito tocca la spiaggia calabrese, II, 160; s’impadronisce di Reggio, II, 161; la divisione Briganti gli si rende a discrezione, II, 162; muove su Napoli, II, 163; i generali Caldarelli, Flores e Viale gli lasciano libero il passo, II, 164; si sbarazza del general Ghio, II, 164; minacciato dai borbonici concentra le forze ad Eboli, II, 167; entra in Napoli, II, 168; aggrega la marina militare e mercantile napoletane a quella del Piemonte, II, 170; gli annessionisti lo stringono a dare il plebiscito, II, 171; vieta al Depretis far l’annessione della Sicilia, II, 176, 177; rimasta senza prodittatore la Sicilia, si porta a Palermo a ristabilire il governo, II, 178; ordina al Türr di soffocare una sommossa ad Ariano, II, 179; a Caiazzo, II, 180; si prepara alla battaglia del Volturno, II, 183; vince al Volturno, II, 187; alla fazione di Castel Morone e Caserta, II, 193; sua battaglia al Volturno: conclusioni generali, II, 195; il suo esercito s’indebolisce, II, 200; dopo Castelfidardo ed Ancona felicita con lettera Vittorio Emanuele per le vittorie riportate, II, 206; offre a Giorgio Pallavicino la prodittatura, II, 211; il suo dissidio con Cavour s’inasprisce, tenta comporlo il Pallavicino, II, 211; gli si aggrava la questione dell’annessione, II, 214; allontana da Napoli il Mazzini, II, 216; dà la prodittatura ai Pallavicino, II, 216; si sdegna della promulgazione del plebiscito fatta dal Pallavicino, II, 217; Napoli gli chiede il plebiscito, II, 218; delibera l’annessione, II, 220; respinge una sortita de’ nemici da Capua, II, 223; detta un _Memorandum_ alle potenze d’Europa in cui fa voti per la pace de’ popoli, II, 223; fa un proclama alle Due Sicilie, in cui le dichiara annesse all’Italia, II, 227; a Caianello presso Teano incontra Vittorio Emanuele, II, 228; gli chiede di essere primo allo scontro nella futura battaglia e gli è rifiutato, II, 229; si ritira a Napoli, II, 230; scrive a Vittorio Emanuele declinando la dittatura, II, 231; consegna una bandiera alla Legione Ungherese, distribuisce le medaglie ai _Mille_ e passa in rivista il suo esercito a Caserta, II, 231; entra in Napoli con Vittorio Emanuele, ricusando tutti gli onori offertigli, II, 232; lascia Napoli per la sua Caprera, II, 232; la sua impresa delle Due Sicilie: conclusioni generali, II, 235.
Suo tenore di vita a Caprera, II, 242; è visitato da un continuo pellegrinaggio, II, 244; preparasi a sciogliere il voto a Roma e Venezia, II, 245; giungono a lui i lamenti dei suoi commilitoni lagnantisi del trattamento del governo, II, 250; eletto deputato di Napoli va a Torino, II, 255; sua prima seduta al Parlamento italiano, II, 257; riceve una lettera dal Cialdini, II, 266; vi risponde, II, 268; Vittorio Emanuele lo invita presso di lui insieme al Cavour per conciliarli, II, 269; si riconcilia col Cialdini, II, 269; torna a Caprera, II, 271; si attenta alla sua vita, II, 272; è invitato dagli Stati Uniti a prendere il comando dell’esercito federale, II, 275; è visitato a Caprera dal senatore Plezza, che lo invita ad inaugurare i Tiri Nazionali a nome del governo, II, 277; tocca Genova, e a Torino parla col Re e Rattazzi, II, 278; torna a Genova per comporre i dissidi del partito rivoluzionario, II, 280; avute offerte di armamenti dal governo, parte per la Lombardia, II, 283; a Milano visita Manzoni, II, 284; continua il viaggio per Monza, Como, Lodi, Arona, Casalmaggiore, Cremona, II, 285; visitata Brescia, Montechiari, Castelgoffredo, Asola, Desenzano, Pavia, si riduce a Trescorre a preparare una spedizione, II, 288; la sua congiura è scoperta dal governo, II, 290; la sua spedizione è arrestata a Palazzolo e a Sarnico, II, 291; da Torino si porta a Belgirate, II, 292; scrive una lettera al Parlamento spiegando i fatti di Sarnico, II, 293; toccato Torino e Caprera sbarca a Palermo, II, 297; invita il popolo alle armi per toglier Roma ai Francesi, II, 301; visita i luoghi del 1860, a Marsala annunzia la spedizione contro Roma, II, 302; affretta i preparativi della spedizione, II, 303; parte per la Ficuzza ove sono assembrati i suoi volontari, II, 304; ordina la sua gente e s’avvia a Mezzojuso, II, 306; il governo decide opporsi alla sua spedizione, II, 306; passa da Allia, Valledolmo, Villalba, a Santo Stefano una sua colonna viene alle mani co’ soldati regolari, toccata Santa Caterina e Marianopoli entra in Caltanissetta, II, 309; passa da Girgenti, Villarosa, Castrogiovanni, Piazza, Leonforte, San Filippo, Regalbuto, II, 309; riceve una lettera dell’ammiraglio Albini, che si esibisce di condurlo in qualunque porto del regno, II, 309; a Paternò gli vien dato il passo da un battaglione di regolari, II, 310; entra in Catania, II, 312; parte da Catania, II, 313; sua narrazione dei fatti di Aspromonte, II, 314; tocca la costa calabrese ed occupa Melito, II, 316; presa la strada di Reggio volge ad Aspromonte, II, 317: è attaccato dalla truppa italiana, II, 320; è ferito, II, 322; imbarcato sul _Duca di Genova_, è condotto prigioniero a Spezia e di là al Varignano, II, 324; in Inghilterra, a Stocolma ed a Lipsia gli si decretano grandi onoranze, II, 325; è invitato nuovamente dagli Stati Uniti ad accettare il comando dell’esercito federale, II, 327; è amnistiato, II, 328; gli viene estratta la palla dal piede, II, 329; torna a Caprera non bene ristabilito, II, 332.
Si cruccia di non potere aiutar la Polonia insorgente, II, 333; dà il consenso per una spedizione in soccorso dei Polacchi, II, 335; è invitato dagli Inglesi ad andare nel loro paese, II, 338; è visitato a Caprera dai signori Chambers per deciderlo al viaggio, II, 342; riceve splendide offerte di ospitalità, II, 344; una lettera del signor Thornton Hunt lo avvisa non dispiacere al governo inglese s’effettuasse il progettato viaggio, II, 344; riceve offerte di ospitalità, II, 346; decide il viaggio e va a Malta, II, 346; tocca Gibilterra e sbarca a Southampton ricevuto splendidamente, II, 349; è ospitato dal signor Seely all’isola di Wight, II, 351; suo soggiorno a Wight, II, 351; visita Portsmouth, II, 352; entra in Londra ospitato dal duca di Sutherland, II, 353; suo soggiorno in Londra, II, 357; banchetto con Herzen e Mazzini, II, 359; gli viene conferita la cittadinanza londinese, II, 362; ragioni principali della sua partenza, II, 366; è consigliato al riposo dal dottor Fergusson, II, 374; è consigliato a partire, II, 375; non cede che alle parole del signor Gladstone, II, 376; la notizia della sua partenza scontenta le popolazioni, II, 381; a Chiswick depone una corona sulla tomba di Foscolo, II, 385; parte da Londra per Clifden Park, II, 386; tocca Bristol, a Weimouth visita la squadra, e per Exeter e Plimouth smonta a Penquite Par, II, 388; manda un proclama al popolo inglese, II, 388; a Fowey s’imbarca per l’Italia, II, 388; giunge a Caprera, II, 390; conclusioni generali sul suo viaggio, II, 391.
Lascia Caprera e si porta ad Ischia per preparare una spedizione sotto gli auspicii di Vittorio Emanuele, II, 393; ragioni dell’impresa, II, 393; comincia i preparativi della spedizione, II, 400; gli fallisce l’impresa, II, 403; si divide dal Guerzoni, II, 405; parte per Caprera, II, 407: venuto il 1866 riceve il comando dei volontari, II, 411; i quali gli vengono organizzati dal governo, II, 412; sue relazioni col governo d’Italia intorno ai volontari e alla guerra, II, 416; lascia Caprera e per Genova va in Lombardia a capo dei suoi, II, 423; tocca Como, Monza, Varese, Gallarate, Lecco e Bergamo, ove ordina le sue genti, II, 424; da Brescia muove verso Salò con parte delle truppe, II, 425; abbandona le posizioni del Lago d’Idro, del Caffaro e di Monte Suello per protegger Brescia, II, 426; rimarcia verso il Trentino, II, 427; al combattimento di Monte Suello, II, 430; è ferito, II, 431; al combattimento di Vezza, II, 432; conclusioni generali sulla condotta del primo periodo della guerra nel Tirolo, II, 434; porta il quartier generale a Bagolino, II, 443; scaramuccie di Lodrone e Darzo, II, 444; porta il quartier generale a Storo, II, 445; a Condino, II, 446; s’impadronisce di Ampola, Monte Notta e Monte Giovo, II, 451; a Bezzecca, II, 451; a Cologna si accinge alla presa di Lardaro, quando gli giunge la nuova dell’armistizio, II, 458; conclusioni generali sul suo operato nel Trentino, II, 459; si ritira dal Tirolo, II, 462.
Si prepara a sciogliere il voto a Roma, II, 463; dà opera a far sorgere centri rivoluzionari a tal uopo, II, 465; va a Firenze, II, 466; prosegue per Venezia, II, 467; tocca Bologna e Ferrara, II, 467; partito da Venezia passa per Chioggia, Treviso, Udine, Palmanuova, Belluno, Feltre, Vicenza e Verona sempre con Roma sul labbro, II, 468; battezza un bambino, II, 469; passa in Lombardia e Piemonte, tocca Mantova e si riduce a San Fiorano, II, 470; il centro d’insurrezione romano lo riconosce generale della futura insurrezione, II, 472; giunge a Firenze e prende stanza a Castelletti, II, 475; riceve due delegati del Centro Nazionale Romano che lo invitano all’azione, II, 475; ordina il primo tentativo d’invasione negli Stati romani, II, 475; va a Monsummano per Pescia, Montecatini, Castelfranco e Lucca, II, 478; fusisi i Comitati romani d’insurrezione si prepara all’azione, II, 479; a tal uopo va a Vinci, Siena, Montepulciano, Orvieto e Rapolano, II, 481; assiste in Ginevra al Congresso internazionale della pace, II, 482; torna in Italia per Belgirate e Genestrello, II, 486; invitato all’azione fa un proclama ai Romani, II, 486; tocca Firenze ove trova ostacoli alla sua impresa, II, 487; è invitato dal governo a ritirarsi a Caprera, II, 488: ordina le sue genti ai confini pontificii, II, 489; ove volge i suoi passi, toccando Arezzo e Sinalunga, II, 491; qui è arrestato dal governo italiano, e per Firenze e Pistoia condotto prigione ad Alessandria, II, 492; manda un proclama agl’italiani invitandoli ad aiutare l’impresa di Roma, II, 493; è ricondotto a Caprera, II, 494; invia una lettera al Crispi intorno alla questione romana, II, 495; i tentativi d’invasione de’ suoi volontari lo crucciano di non poter esser fra loro, II, 496; a Caprera è posto sotto la sorveglianza di una squadra di guerra, II, 503: Canzio si accinge a liberarlo di prigionia, II, 505; fugge e ripara in Sardegna, II, 508; giunge a Vado sul continente, II, 511; sotto finto nome va a Livorno, di là per Empoli a Firenze, II, 511; non piegando nè ai consigli nè alle minaccie del governo, parte e sconfina a Passo Corese, II, 514; giunge a Terni, II, 514; ordina e mette in posizione le sue genti, II, 518; a Monterotondo, II, 519; cadono in suo potere Viterbo, Frosinone e Velletri, II, 523; tocca Fornuovo e Castel Giubileo, II, 524; marcia su Roma, poi volge fino a Ponte Nomentano, II, 525; alcuni cattivi elementi mandano in dissoluzione il suo esercito, II, 527; l’intervento francese cresce le difficoltà della sua impresa, II, 530: crede necessario marciare su Tivoli, II, 531; dà le disposizioni per la marcia, II, 533; muove su Tivoli, II, 536: combattimento di Mentana, II, 538; sua ritirata, II, 548; a Figline il governo d’Italia l’arresta, II, 549; è tratto prigione al Varignano, torna a Caprera, II, 552; rompe il suo lungo silenzio con un proclama agli Spagnuoli, II, 552; offre il suo braccio alla Francia, II, 554; sbarca a Marsiglia e giunge a Tours, II, 565; riceve il comando dei Corpi franchi, II, 557; dopo gli scontri di Genlis e Saint-Jean de Losne muove su Autun, II, 560; i suoi battono il nemico a Châtillon-sur-Seine, II, 563; muove su Dijon, II, 564; prende posizione a Lantenay, vince a Prenois, II, 564; tenta infruttuosamente un attacco su Dijon, II, 565; rientra in Autun, II, 567; batte il nemico alle fazioni di Saint-Martin e Saint-Symphorien, II, 568; sue fazioni di concerto al generale Bourbaky, II, 570; scontri fortunati di Montbard, II, 571; occupa Dijon: le tre giornate di Dijon, II, 572; alla fazione di Pouilly la sua gente s’impadronisce di una bandiera nemica, II, 575; fa un proclama lodando i suoi soldati del valore dimostrato, II, 576; porta il quartier generale a Mondaine, II, 577; ritirata su Autun e di là su Lione, II, 578; si porta a Bordeaux all’Assemblea Nazionale, II, 579; torna a Caprera, II, 579; sua campagna nei Vosgi: conclusioni generali, II, 579.