Part 27
Che poteva esser mai laggiù, in fondo alla linea dell'acqua, quella lunga nuvola azzurra? una catena di monti? la terra? Egli guardò le sue mani terribili. E sentì tutto il suo corpo proteso come per l'istinto di acuirsi, di sfuggire al contrasto dell'aria, di adeguarsi alla forma del fuso e del dardo. E sentì le sue pupille appuntate all'apparizione lontana con una intensità che moltiplicava il senso per prodigio.
Era la terra! Era la terra!
E il suo amore del fratello e il suo dolore e il suo ardore furono il Sole dietro a sé, sopra a sé, furono una presenza raggiante, una immortalità incitatrice.
Era la vita! Era la vita!
Tale quel sogno sognato con tutto il peso della carne sanguigna, con la faccia addentrata nell'origliere come la fame nella mangiatoia, col sudore che stilla, con le pieghe dei lenzuoli che lasciano nella pelle impronte come di percosse; e tale il suo sogno, tale il prodigio sostenuto con la tensione di tutte le fibre, con la durezza di tutte le ossa. E il tempo passava; e la raggiera irta rombava in ritmo; e l'astro dell'elica trivellava il cielo.
Era la vittoria! Era la vittoria!
E come allora e assai più, di tutta la sua volontà egli fece un dardo inflessibile, fece uno di quei dardi che i feditori chiamavano soliferro, tutto ferro asta punta e cocca: un ferro che vedeva come nessuno mai vide, un ferro che udiva come nessuno mai udì.
Udì in basso un lieve scricchiolìo, udì qualcosa cadere d'accanto al suo piede sinistro. Al calore, s'accorse che s'era spezzata o distaccata la tavoletta d'alluminio contrapposta al tubo di scarico, e che il getto dei gas infiammati lo investiva senza riparo. Ma vedeva la terra; la vedeva ingrandirsi, avvicinarsi di continuo, co' suoi monti, co' suoi poggi, con le sue macchie, con le sue spiagge. Il vento ora l'assaliva a colpi, a buffi, a rìfoli, a ràffiche.
Lottò, contrastò, assalto per assalto. Scorse e traverso l'onda eguale, sotto di lui, una flottiglia di battelli sottomarini che navigavano con lo scafo immerso, in manovra di battaglia. Comprese che Terranova, il Capo Figari, Porto Cervo, Caprera, la Maddalena gli erano a tramontana e ch'egli aveva tenuta la rotta più verso libeccio. Ma non virò, non la mutò. Anche una volta egli aveva tracciato con l'animo una linea più diritta di quella che le maestranze segnano col filo della sinopia. La costa era là, deserta sterile e dorata; nella sua bassura, propizia all'atterraggio. Scorse una muraglia informe di fichidindia; scorse più lungi in un seno verdiccio un armento presso una capanna conica. Scoprì in una calanca una lista di sabbione, contro una macchia cupa forse di ginepri, forse di lentischi. La scelse per atterrarsi. S'atterrò nel sogno e nel prodigio, sicuro e lieve, dismemorato e inconsapevole, quasi al frangente dell'onda.
Non clamore, non tuono di trionfo; non moltitudine pallida di facce, irta di mani. Silenzio selvaggio, erma gloria; e il mattino ancor fresco; e il respiro del mare fanciullo che le braccia piegate della terra cullavano; e la parola della segreta nutrice che sa la vita e la morte e ciò che deve nascere e ciò che non può morire e il tempo di tutto. «Figlio, non v'è dio se non sei tu quello.»
Egli restò attonito e intento per alcuni istanti. Poi fece l'atto di balzare su la sabbia; ma lo spasimo della bruciatura profonda gli strappò un grido, lo trattenne. Allora discese cauto, cercando intorno un sostegno. Sedette sul lido solitario; e si pose a distaccare dal piede incotto i resti del cuoio incarbonito. Come aveva esausta la forza e non sosteneva lo strazio, scivolò fino alla riva; e tenne il piede immerso nel mare.
_OPERE di GABRIELE D'ANNUNZIO_
=Prose scelte= L. 4
ROMANZI
=Il Piacere= 5 — =L'Innocente= 4 — =Trionfo della Morte= 5 — =Le Vergini delle Rocce= 5 — =Il Fuoco= 5 — =Le Novelle della Pescara= 4 — =Forse che sì forse che no= 5 —
POESIE
=Canto novo; Intermezzo= 4 — =L'Isottéo; la Chimera= 4 — =Poema paradisiaco; Odi navali= 4 — =La Canzone di Garibaldi:= La Notte di Caprera 1 50 =In morte di Giuseppe Verdi.= Canzone 1 — =Nel primo centenario della nascita di Vittore Hugo= — MDCCCII-MCMII — ode — 50 =Elegie romane= 3 50 =Laudi= del Cielo del Mare della Terra e degli Eroi _Vol. I:_ Laus Vitæ. Legato in finta pergamena 8 — — Legato in vera pergamena 12 — _Vol. II:_ Elettra — Alcione. Legato in finta pergamena 10 — — Legato in vera pergamena 14 — Edizione economica delle _Laudi_: =Laus Vitæ= 4 — =Elettra= 3 50 =Alcione= 3 50
=L'Allegoria dell'Autunno= 1 —
DRAMI
=Francesca da Rimini= 7 50 — Legata in pergamena con fregi i nastri 12 — — Edizione economica 4 — =La Figlia di Iorio=, tragedia in tre atti 4 — — Legata in pelle, stile Cinquecento 10 — =La Fiaccola sotto il moggio=, tragedia 4 — — Legata in pelle, stile antico 10 — =La Città morta=, tragedia in cinque atti 4 — =La Gioconda=, tragedia in quattro atti 4 — =La Gloria=, tragedia in cinque atti 4 — =I Sogni delle Stagioni= Sogno d'un mattino di primavera 2 — Sogno d'un tramonto d'autunno 2 — =Più che l'amore=, tragedia moderna 4 — =La Nave=, tragedia in un prologo e tre episodi 5 — =Fedra=, tragedia in tre atti 5 —
_In preparazione:_
=Poesie scelte.= =Le faville del maglio.= =La madre folle=, romanzo.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (battè/batté, bramosia/bramosìa, gorgoglio/gorgòglio/gorgóglio e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
End of Project Gutenberg's Forse che sì forse che no, by Gabriele D'Annunzio