Part 29
-- Santità, Santità!
-- Che c'è?
-- Beatissimo Padre, non sa...
-- Oh se avessi saputo, c'era da mandar te ad informarsi?
-- La Beatitudine Vostra non può immaginare...
-- Che sai tu quel ch'io immagino o posso immaginare? Oh insomma! la dici o non la dici? parli o non parli?
-- Sommo Gerarca, Ella non vorrà credere...
-- Che cosa?
-- Sente questo scampanìo?
-- Fra poco nol sentirò più, che mi avrà assordato...
-- Mi lasci riprender fiato! Son fuor di me! Dicono... dicono che suonano a festa, perchè...
-- Perchè?
-- Perchè è nato il Messia!
A queste parole, Baruccabà, dimenticando luogo ed ufficio, salta come un razzo malgrado la vecchiaia; e, rovesciando quasi col pugno il desco, esclama:
-- Ma se lo dicevo sempre io, che ancora avea da nascere!
Lo deposero! ed il nome suo non figura più neppure nel catalogo de' papi. Povero Baruccabà!
----
Questa è la storia che ho letto nel manoscritto di Grottaferrata. Manoscritto anonimo, di chiara scrittura monacale del XIV secolo, segnato col numero 87 lettera F, che si conserva in quell'Archivio, scaffale XVII; ed è curiosamente intitolato: _Memento Dierum Reparationis._
Veniamo ora all'applicazione. C'è un regno nel mondo... un regno di Madagascar o di Congo, dove un antico repubblicano, un bel giorno, si trova, ministro degli interni!
Il repubblicano, ben inteso, fa il ministro, come qualunque altro ministro, che fosse stato sempre e solo monarchico sfegatato. Della sua lealtà non c'è a dubitarne menomamente. Ce l'assicura lui, ce l'assicurano i suoi. Ne' banchetti fa brindisi al Re, nelle lettere a' principi si professa devoto alla dinastia; esagera la parte.
Ma, che volete? che farci? chi rammenta gli antichi proclami, gli antichi discorsi, gli antichi brindisi, le antiche lettere, ed il passato di Sua Eccellenza, dubita! Non sa persuadersi!
Non della lealtà, no, questo mai! Non delle intenzioni, oibò! Dubita della fede!
Se domani, per caso, in qualche angolo del Regno... di Madagascar o di Congo, tutto ad un tratto, mentre il ministro siede a banchetto e porta un brindisi agl'_inseparabili_, al Re ed alla patria, sonassero le campane a gloria per la pretesa nascita della repubblica madagascarrese o conghese? Se in un cantuccio del reame, un gruppo di antichi amici di Sua Eccellenza trionfasse e inalberasse una bandiera non macchiata da croce alcuna?...
Son cose che si son vedute!
Chi toglie dal capo a' memori il sospetto, che, in quel momento supremo, il ministro del re di Madagascar o di Congo, ritornando suo malgrado, involontariamente, alle antiche credenze, non balzi in piedi e non esclami anche lui:
-- Ma se l'avevo detto sempre, che la repubblica aveva da venire.
----
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (madre-famiglia/madrefamiglia, allegoria/allegorìa, Chateaubriand/Châteaubriand e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):
32 -- e la galera e settantadue [settandue] 36 -- e peggiora [pèggiora] nell'ultima edizione 38 -- L'amante per assicurar [assicur] lei 64 -- descrive in trentun versi [verso] i cigni 123 -- opera d'arte, ch'è un microcosmo [microsmo] 144 -- che il Goethe [Gothe] stesso ha riconosciuto 163 -- l'avere attribuito [attributo] al personaggio 255 -- non potrà scindersi quel dittongamento [dittogamento] 272 -- sedate [se, date] il bieco conflitto 334 -- non impossibile il ripigliarsi [ripiglirsi] più tardi