Viaggj del Capitano Lemuel Gulliver in Diversi Paesi Lontani

Part 24

Chapter 243,646 wordsPublic domain

Io avea già per l’addietro avute alcune conversazioni col mio Padrone sopra la natura del _Governo_ in generale, e peculiarmente del nostro, ch’è l’oggetto dello Stupore e dell’Invidia di tutto l’Universo: Ma uscitomi a caso il vocabolo di Ministro di Stato, ei mi ordinò di dirgli quale specie di _Yahoo_ io propiamente disegnava con questo termine.

Gli risposi, che la nostra Regina essendo esente d’ambizione, e non avendo il menomo prurito d’accrescere la sua possanza a spese de’suoi Vicini o a pregiudizio de’propj suoi Sudditi, era sì lontana dall’aver bisogno d’alcuni Ministri corrotti per eseguire o ricuoprire qualche sinistro disegno; che anzi, pel contrario, ogni suo disegno era diretto da lei a vantaggio del suo Popolo; e che ben lunge dall’affidar interamente a qualche Favorito o a qualche Ministro la sua autorità, sommetteva l’amministrazione de’suoi Ministri o de’suoi Favoriti al più severo esame del suo Maggiore Consiglio. Ma io aggiunsi, che sotto alcuni precedenti Regni, e attualmente in qualche Corte dell’_Europa_, aveavi qualche Principe inoffizioso, ma schiavo del proprio piacere; il qual trovando per esso lui troppo pesanti le redini del _Governo_, rimette vale nelle mani d’un _Primo Ministro_: di cui per quanto il potei conchiudere, non solamente dalle Azioni di coloro che sono stati onorati di quest’impiego, ma eziandio da molte Lettere, da molte memorie, e da molti Scritti pubblicati da essi medesimi e contro a’quali fin al presente chi che sia non ha protestato in contrario, eccone un fedele Ritratto.

_Un Primo Ministro_, (già s’intende d’un Primo Ministro di cattiva intenzione, non mancandone di buoni, anzi d’ottimi) è un Uomo affatto immune da Giocondità e da Maninconia, da Amore e da Odio, da Compassione e da Collera: tutte le sue passioni, in una insaziabile sete di possanza, di ricchezze e d’onori consistono. Servesi egli del talento, del discorso come gli altri Uomini, con questa picciola differenza pero, che non parla mai per dichiarar ciò che egli pensa: Non pronunzia mai una _verità_, che col secondo fine che voi la prendiate per una _bugia_: ne una _bugia_, che con l’intenzione che la spacciate per una _verità_. Quegli ond’ei mormora in loro assenza, son vicini a un avanzamento, e subito ch’ei comincia a lodarvi o sulla vostra faccia, o sull’altrui fate conto d’essere perduto nell’istante stesso. Il men equivoco contrassegno della propria disgrazia è, quando impegniti con esso voi in qualche promessa, e soprattutto quando questa promessa sia confermata dal giuramento: Mercè che in un tal caso un Uomo saggio si ritira, e alle sue speranze rinunzia.

Sonovi tre maniere, per le quali un Uomo d’indole pessima pervenir può al Posto di _Primo Ministro_. La prima: procurando che certe persone, o Moglie, o Figliuola, o Sorella, abbiano un onesto compiacimento per gli desideri del Principe: La seconda; tradendo, o intentando di soperchiare il suo Predecessore: e declamando con furioso zelo contra la corruttela della Corte nelle Pubbliche Ragunanze, la terza. Questi Ministri, spezialmente que’che sono dotati di quest’ultimo carattere, di tutti gl’Impieghi disponendo, anno una maravigliosa facilità in guadagnare il maggior numero de’suffragj in un Consiglio, e conservano con questo mezzo la propia Autorità; e alla peggio; un _Atto di general indulto_ (ond’io ne descrissi la natura) gli mette a coperto da qualunque inquisizione: dopo di che prendono essi congedo dal Publico, carichi delle spoglie della Nazione.

Il Palazzo d’un _Primo Ministro_ di depravato genio è un semenzajo, ove altri se ne formano: I Paggj, gli Stafieri ed il Portiere imitando il Padrone loro, divengono tanti _Ministri di Stato_ ne’loro diversi Appartamenti, ed imparano a segnalarsi in tre cose: in _insolenza_; nell’_Arte di mentire_, e in quella di _corrompere quegli ond’eglino pretendono di valersi per adempire i loro infami divisamenti_. Molte persone di Carattere fanno regolarmente la loro Corte a questi Signori; i quali talvolta, a forza di destrezza e di sfaciataggine, anno la buona sorte di succedere al loro Padrone.

Per ordinario, un cattivo _Primo Ministro_ è governato da una Vecchia Innamorata o da un Cameriere zerbino, e costoro sono i due canali per cui scorrono tutte le grazie, e che propiamente, i _Supremi_ Reggenti del Regno, chiamar si potrebbono.

Disputando un giorno col mio Padrone sopra la Nobiltà del mio Paese, ei mi fece un complimento che io non aspettava. Son persuaso, mi disse, che voi siate uscito di qualche Famiglia Nobile; poichè in figura, in colore e in proprietà superate tutti gli _Yahoos_ di nostra Nazione, tutto che lor cediate in forza e in agilità; il che attribuisco alla differenza che vi ha fra il vostro modo di vivere, e quello degli altri Bruti: ma vie più crescono le mie prevenzioni a favor vostro, scorgendo che siete dotato non solo dalla facoltà di parlare, ma altresì di alcuni principj di Ragione. Fra noi, continuò egli, gli _Houyhnhnms bianchi_, gli _Sauri_, i _Bigj_, non sono così ben fatti come i _Baj_, come i _Leardi ruotati_, e come i _Neri_, e neppure non nascono con tanti talenti d’Anima, nè con tanta capacità per approffitarsene; ed ecco perchè sieno destinati a servir agli altri senza aspirar giammai alla menoma Autorità; il che presso noi sarebbe un non so che di mostruoso.

Umilissimamente il ringraziai della buona opinione ch’egli aveva di me: ma rendeilo nello stesso tempo assicurato che tutt’altro che illustre era il mio nascimento, dovendo il viver mio ad onorati Borghesi, provveduti appena de’sufficienti mezzi per la passabile mia educazione: Ch’era altra cosa nel nostro Paese la Nobiltà, di quel che il fosse nel Paese di lui: Che i nostri Giovani di qualità erano allevati nell’infingardia e nel lusso: Che immediate pervenuti a un certo numero d’anni, consumavano il loro vigore, e pel commerzio di alcune prostituite donne, malori infami contraevano: Che avendo scialacquate poco men che tutte le loro sostanze, si ammogliavano con qualche femmina del comune, unicamente pel danajo di lei, senza aver mai per essa, nè prima, nè dopo il maritaggio, il più leggier sentimento di benevolenza o di stima: Che da questi disuguali accoppiamenti era prodotta una difforme e mal sana figliuolanza: donde ne veniva che quasi mai una Famiglia di somigliante razza, non toccasse la quarta generazione: se pure non avesse attenzione la Sposa di scegliere fra’suoi Vicini, o fra suoi Amici, un Padre di buona consistenza; il tutto per motivo della sanità della prole di lei: Che un corpo mal composto, un’aria infermiccia, e una faccia pallida e smunta, erano gli ordinarj contrassegni d’un Uomo del più sublime carattere; laddove una sanità d’Atleta in un Uomo qualificato, forma la più diffamante di tutte le presunzioni contra la saggezza di sua Madre.

CAPITOLO VII.

Amor dell’Autore per la sua Patria. Riflessioni del Padrone di sopra il Governo dell’Inghilterra, tale che avealo descritto l’Autore; con alcune comparazioni e con alcuni paralelli sopra il medesimo Argomento. Osservazioni dell’Houyhnhnm sopra la Natura umana.

STupiranno forse i miei Leggitori che io fossi così sincero sull’Articolo degli Uomini, parlandone a una Creatura, in cui la mia rassomiglianza cogli _Yahoos_ del Paese, impressa già avea una pessima opinione della Natura umana. Ma ingenuamente confesserò loro, che le numerose virtù di quegli ammirabili _Houyhnhnms_, contrapposte a’vizzi nostri innumerevoli, aveanmi a un segno aperti gli occhi, che a ravvisar cominciai le Azioni e le Passioni degli Uomini in un modo totalmente nuovo, e a toccar con mano che l’onore della mia spezie il menomo risparmio più non meritava. Oltrechè impossibile riuscito mi sarebbe d’imporne a una persona di sì perspicace discernimento come il mio Padrone, il qual ogni giorno mi facea avvedere degli sbagli che io prendeva; sbagli che io non avea mai raffigurati, e che fra noi non si registrerebbono neppure nell’Indice delle umane fragilità. Aggiugnete, che l’esempio del mio Padrone stesso aveami inspirato un perfetto orrore per tutto ciò che falsità o dissimulazione dinominasi; e che mi sembrava sì amabile la _Verita_, che come fosse possibile che se le mancasse di fedeltà o di rispetto, io comprendere non poteva.

Ma aveavi, se ardisco di dirlo, un motivo di maggior forza, che mi spronava a un tal eccesso di candidezza. Dopo appena un mio soggiorno d’un anno nel Paese, concepì tanto amore e tanta venerazione per gli Abitatori, che risolutamente mi determinai di più non rivenire fra gli Uomini, e di passar il resto del mio vivere fra que’virtuosi _Houyhnhnms_; il cui esempio e il cui commerzio aveano di già prodotti sopra di me sì felicissimi effetti. Ma la fortuna, eterna mia nemica, a mio dispetto, fra gli _Yahoos_ di mia spezie mi ricondusse. Con tutto ciò, egli è una sorta di mia presente consolazione, quando penso, che in ciò che dissi de’miei Compatriotti, _scemai_ i difetti loro per quanto io osava sulla faccia d’un Uditore sì intelligente, e che a cadaun articolo diedi un tornio il più _favorevole_ ch’egli poteva esigere: perocchè, per vero dire, io credo che al mondo Uomo non siavi interamente immune di parzialità a riguardo della sua Patria.

Ho riferite in sostanza le diverse conversazioni ch’ebbi col mio Padrone pel più del tempo che con mia gloria passai in servigio di lui: Conversazioni, che furono assai più lunghe, ma che quì non ne ho esteso che un solo compendio, per timore di recar tedio a chi legge.

Risposto ch’ebbi a tutte le sue Quistioni, e che parvemi pienamente soddisfatta la sua curiosità, mandò egli un giorno, di buon’mattino, a cercarmi; e dopo di avermi ordinato di sedere, (onore che fin allora ei non mi avea impartito) disse, di aver con attenzione riflettuto sopra tutta la mia Storia, per quanto aveva ella rapporto a me e al mio Paese: Ch’ei ci riputava come Animali, a cui, senza saperne il come, era toccata in retaggio una picciola porzion di _Ragione_, onde noi non ci serviamo che in aumento de’nostri vizzi _Naturali_, e in acquisto di nuovi, non impressici mai dalla Natura: Che noi ci svestiamo de’pochi talenti ch’ella ci avea accordati; ma che in ricompensa, a moltiplicar gli difetti e le nostre necessità, avevamo perfettamente riuscito: Che per quanto toccava a me, egli era un’evidenza che io non avea nè la forza, nè l’agilità d’un _Yahoo_ comune: Che l’affettazione di camminare sopra i soli piedi di dietro, esponevami al risico di cadere ad ogni instante: Che io avea rinvenuta l’Arte di togliere il pelo dal mio mento che la Natura aveavi collocato per difendere quella parte contra il calore del Sole, e contra il rigore del freddo: Finalmente, che io non poteva nè correre velocemente, nè rampi carmi sugli Alberi come i miei Fratelli, (quest’è il nome ch’ei compiacquesi d’impor loro) gli _Yahoos_ di quel Paese.

Che il nostro _Governo_ e le nostre _Leggi_ supponevano necessariamente in noi grandi sbagli di _Ragione_, e perciò anche di _Virtù_, mercè che per governare una Creatura _ragionevole_ basta la sola _Ragione_; donde ne proveniva ad evidenza, che a gran torto ci arrogavamo noi il titolo d’Animali di ragione dotati; come si rilevava da tutto ciò che io stesso de’miei Compatriotti narrato avea; tutto che egli ben avesse osservato, che per conciliar loro la propia sua stima, io avea occultate molte particolarità che lor nuocevano, e sovente detta _la cosa che non è_.

L’aver egli riflettuto, che se da un canto io rassomigliava agli _Yahoos_ per rapporto alla figura del Corpo, dall’altro questi Bruti aveano una gran conformità con noi a riguardo delle inclinazioni e delle qualità dell’Anima, lo stabilivano in un tal risentimento. Dissemi, ch’era una cosa più che costante che gli _Yahoos_ fomentano maggior aversione gli uni per gli altri, che per alcuni Animali d’un’altra spezie; e che la ragion che rendevasi, si traeva dalla loro difformità, la qual da tutti era ravvisata negli altri, senza che il fosse in se medesimi: Che per questo motivo parevagli d’essere appagato del nostro ritrovamento di _cuoprirci_ il corpo; essendo che, mercè un somigliante antivedimento, esibivamo agli altri minor incentivo di concepire contra di noi quella sorta d’odio ch’è cagionato dalla laidezza: Ma che al presente egli accorgevasi del propio inganno, e che le dissensioni di queste bestie nel suo Paese aveano la stessa origine che le nostre, secondo la mia rappresentazione. Imperocchè, disse egli, se voi gittate a cinque _Yahoos_ tanto nutrimento che ne vuol per cinquanta; invece di mangiare in buona pace, si tireranno le orecchie, procurando ognuno d’essi _d’aver ogni cosa per se solo_; e che per questa ragione un servidore stava sempre presente quando gli _Yahoos_ mangiavano ne’Campi; quando, per altro, dentro in casa, in una buona distanza gli uni dagli altri, legati si tenevano: Che se una Vacca, o per vecchiezza, o per accidente, veniva a morire; innanzi che un _Houyhnhnm_ potesse farla trasferire alla sua abitazione per darla in pasto a’propj suoi _Yahoos_, correvano a truppe que’del Vicinato per divorarla; donde seguivane una zuffa, tale che io avea descritta; comechè di rado accadesse che si ammazzassero l’un l’altro; non già per mancanza di buona volontà, bensì di strumenti convenevoli: Che si sono talvolta gli _Yahoos_ di confine diverso data battaglia, senza che veruna cagion visibile scoprir si potesse; guatando sempre que’d’un Distretto l’opportunità di sorprendere quegli d’un altro: Che se lor fallisce il progetto, se ne ritornano; e non avendo nemici a mordere, si mordono gli uni gli altri, e si sbranano.

Che in certi Campi del suo Paese vi erano _lucenti Pietre_ di colori diversi, che gli _Yahoos_ furiosamente amavano; e che come queste _Pietre_ si sprofondavano talvolta in terra, passavan essi le intere giornate a scavare con le loro zampe per ritrarnele, e dappoi ne’loro canili le nascondevano; riputando come la massima di tutte le disgrazie, che alcuno di loro Camerate, fiutasse il soro tesoro. Aggiunse il mio Padrone: Che non eragli mai riuscito di trovar la ragione del loro amore per queste _Pietre_, nè di qual uso elleno esser potessero per un _Yahoo_; ma che cominciava a credere che ciò provenisse dal principio medesimo d’_Avarizia_, che io avea attribuito alla Natura Umana: Che un giorno, per modo di pruova, egli avea tolto un monticello di _Pietre_ stesse da un luogo, ove uno de’suoi _Yahoos_ le avea sotterrate; che alcune ore dopo quest’Animale, trovando il suo Tesoro asportato, si era messo a gettare spaventevoli gridi, e avea dati segni della più profonda tristezza; che non avea voluto nè mangiare, nè dormire, nè lavorare, finattanto che il Padrone ordinato avesse ad un servidore di rimettere segretamente nel loro luogo queste _Pietre_; il che eseguito appena il Mostro le ritrovò, e ritrovò con esse la giocondità sua primiera; ma fu sì cauto, che meglio le nascose, e da quel tempo innanzi egregiamente servì.

D’una cosa, in oltre, mi assicurò il Padrone, e che io stesso, ebbi l’incontro di confrontare ed è, che in que’Campi ove si produceva maggior quantità di queste _lucenti Pietre_, seguivano i più frequenti e i più crudeli conflitti.

Dissi; ch’era una cosa ordinaria, quando due _Yahoos_ scoprivano una somigliante _Pietra_ in un Campo e venivano alle mani per possederla, che un terzo si gettasse sul suggetto del contrasto, e per esso lui se l’asportasse; il che, per quanto pareva al mio padrone, mal non assomigliavano alla _Spedizione de’nostri Processi_: e per verità non credei a proposito di contraddirgli; poichè il procedere del terzo _Yahoo_, era più giusto che molte sentenze de’nostri Giudici; essendo che al saldar de’Conti, cadauno de’due _Yahoos_ non perdeva che la _Pietra_ per cui battevansi; laddove nelle nostre Corti di _Giustizia_ è forza di pagar il Giudizio, che delle nostre pretensioni ci priva.

Il Padrone proseguendo il suo ragionamento, si spiegò; che non aveavi cosa che rendesse gli _Yahoos_ più abbominevoli, quanto quell’universale avidità, con la quale eglino divorano tutto ciò che cadeva loro fra l’ugne, o fosser erbe, o radici, o biada, o carne d’animale, oppure tutte queste cose confuse insieme: E che si avea osservato, come peculiare lor bizzarria, che amavan piuttosto di camminar alcune leghe per andar in busca d’un alimento mediocremente cattivo, che di averne un buono tutto lesto presso di se. Oltracciò, che sono insaziabili; e quando il possono, mangiano fin a crepare; masticando poscia una certa _radice_, che loro cagiona una generale evacuazione.

Vi è pure un’altra sorta di _radice_ assai _sugosa_, ma che è assai difficile a ritrovarsi, per cui impazziscono gli _Yahoos_, e che succiano con infinito piacere, producendo in loro gli effetti medesimi che il Vino in noi; e vale a dire che si abbracciano, che si dan bastonate, che urlano, chiacchierano, per terra dimenansi, e di poi si addormentano nel fango.

Notai io medesimo che gli _Yahoos_ sono i soli Animali del Paese che sien suggetti ad alcune infermità; le quali, non ostante, sono in assai minor numero di quelle de’nostri Cavalli, e non derivano punto dal pessimo trattamento che lor si pratica, bensì dalla loro immondezza e dalla loro ghiottoneria.

Per quello spetta alle Scienze, alle Leggi, all’Arti, alle Manifatture, e a molte altre cose di simil genere, confessò il mio Padrone che non rinveniva quasi conformità veruna fra gli _Yahoos_ del suo Paese ed i nostri; ma che in ricompenza trovava una perfetta rassomigliansa nelle nostre inclinazioni. Per vero dire, diceva, avea egli inteso da alcuni _Houyhnhnms_, ch’essi aveano osservato che molte Truppe di _Yahoos_ erano provvedute d’una spezie di Comandante, assai agevole a distinguersi dagli altri, perchè sempre egli era il più _mal composto_ e il più _tristo_: Che per ordinario questo Comandante avea un Favorito il qual _rassomigliavagli_ al possibile, e il cui impiego era di _leccar i piedi, e il di dietro del suo Signore, e di condur Yahoos femmine nel canile di lui_; il che di tempo in tempo fruttavagli qualche buon ritaglio di carne d’Asino. E’odiato questo Favorito da tutta la Truppa; ed ecco il perchè, affin di mettersi al coperto dal risentimento di lei, ei si tenga sempre _il più che può, vicino alla persona del suo Comandante_; il qual mantienlo nel suo posto, finchè abbia trovato un Favorito più sordido e più cattivo di lui: ma altresì nell’instante stesso gli da il congedo; e il successore, egualmente che tutti gli _Yahoo_; del Distretto, Giovani, Vecchj, Maschj e Femmine, vengono in corpo, e scaricarono sopra di lui, dalla testa infino a’piedi le loro lordure. Non è improbabile, aggiunse il mio Padrone, che ciò che or ora ho detto, possasi applicare, fin a un certo segno, alle vostre _Corti_, a’vostri _Favoriti_, e a’vostri _Ministri di Stato_: ma meglio di me voi giudicar ne potete.

Non ardj di batter becco sopra una sì maligna insinuazione, la qual costituiva l’umana intelligenza assai al di sotto della sagacità d’un _Cane_ comune, che ha l’abilità di distinguere la voce del miglior _Cane della Muta_, senza ingannarsi mai.

Instruimmi il Padrone che negli _Yahoos_ regnavano certe ragguardevoli qualità: ond’io non gliene avea fatta menzion di sorta; per lo meno, che io avea toccate assai di passaggio, in parlandogli degli _Yahoos_ di mia spezie. Mi disse che questi Animali, come gli altri Bruti, aveano le femmine loro in comune; con questa differenza però, che la _Yahoo_ femmina soffriva il maschio, finchè restasse incinta; e che i maschj combattevano con tanta perfidia contra le femmine, del pari che contra quegli del loro sesso: due cose ch’erano d’una brutalità senza esempio.

Un’altra odiosa singolarità ch’egli notata avea negli _Yahoos_ era, l’eccessivo lor sucidume in tempo che tutti gli altri Animali sembravano animatori della pulitezza. Quanto alle due prime accuse, gradj molto di lasciarle passare senza risposta; perchè per altro io aveva nulla a dire. Ma per la terza, avrei ben potuto ripigliar facilmente, se nel Paese stato vi fosse un solo Porco, che non vi era per mia disgrazia: Essendo che, non ostante che quest’Animale sia per altro più amabile d’un _Yahoo_, sarebbevi, a parer mio, parzialità nell’asserire ch’ei fosse più pulito: del che il Padrone si sarebbe convinto egli medesimo, se veduto avesse tutto ciò che mangiano queste bestie, e con qual voluttà nel letame dimenarsi.

Accennò altresì il mio Padrone un altra qualità che i suoi domestici ravvisata aveano in molti _Yahoos_, e che parevagli inesplicabile. Disse, che talvolta saltava in capo ad un _Yahoo_ di ritirarsi in un cantone, di mettersi ad urlare, e di dar de’colpi di piede a tutti quegli che se gli accostavano, tutto che fosse giovane, si portasse bene, e che avesse il suo bisogno di mangiare e di bere: Che non poteano immaginarsi i suoi servidori qual mosca l’avesse punto: E che il solo rimedio ch’essi sapevano, era di farlo ben lavorare; perchè riflettuto aveano che una fatica alquanto laboriosa, dissipava insensibilmente questa spezie di fantasie. La mia svisceratezza per l’Uman Genere quì m’impose il più profondo silenzio; comechè molto bene io distinguessi in ciò che io avea inteso, quelle sorte di capriccj, che produconsi dall’_infingardia_, dalla _lussuria_, e dalle _ricchezze_: Capriccj, ond’io mi comprometterei di guarire alcuni miei Compatriotti con la medesima _Regola di governo_.

Il Padrone avea eziandio osservato, che sovente qualche _Yahoo_ femmina mettevasi dietro d’una motta di terra, overo dietro d’un cespo: che quando passavano certi giovani maschj, ella veder si faceva per metà, gli eccitava con morfie poi fingeva di nascondersi; e che allor quando un maschio si avanzava, ella piano piano ritiravasi volgendosi allo spesso al’indietro, e se ne suggiva con affettato spavento in qualche opportuno luogo, dove erale noto che il maschio l’avrebbe seguita.

Tal altra volta, se una femmina straniera capita presso loro, tre o quattro del suo lesso la circondano, la spiana da capo a piedi, civettansi l’une l’altre, e poscia con un’aria sdegnosa e di disprezzo ivi la piantano.

Può essere che in queste specolazioni del mio Padrone entrasse alquanto di sottigliezza Con tuttocciò, non fu senza una spezie di stordimento e altresì di rammarico, che io meditai che fosse forse un instinto delle femmine l’essere _Invidiose_, _Vane_, e _Libertine_.

Ad ogni instante stavami aspettando che il Padrone fosse per accusare gli _Yahoos_ d’amendui i sessi di certi sregolati appetiti, che affatto affatto non sono incogniti fra noi. Ma di ciò nulla mi disse.

CAPITOLO VIII.

Particolarità concernenti gli Yahoos. Eccellenti qualità degli Houyhnhnms. Qual sia la loro educazione, e in quali esercizj nella lor giovinezza s’impieghino. Loro Assemblea generale.

COme naturalmente meglio che il mio Padrone doveva io conoscere la Natura umana, facile mi riusciva di applicarne a me medesimo e a’miei Compatriotti le lezioni. Per maggiormente instruirmi, il pregai di permettermi di passar alcuni giorni fra gli _Yahoos_ del Vicinato; il che con bontà egli mi accordò; essendo bastevolmente persuaso che l’aversione che io nutriva per quelle bestie, non avrebbe lasciato impeciarmi del loro esempio, e oltracciò, ingiunse a uno de’suoi domestici, ch’era un Caval Sauro vigorosissimo, e d’un gregio naturale, di non abbandonarmi mai, e di guerentirmi dagl’insulti degli _Yahoos_; i qualli credendomi di loro spezie, mancato non avrebbono d’assaltarmi, pel principio medesimo che instiga le cornacchie di boscho a gettarsi sopra le domestiche, quando esse ne incontrano.