Part 6
[37] Boldoni nel Lario dubita che la _Commedia_ fosse a Lierna, ma soggiunge _nisi Pauli Jovii doctissimi viri aliter sentientis auctoritas deterreret... summi viri auctoritatem, eruditionem, doctrinam atque illam cum optimis quibusque priscorum conferendam eloquentiam reveriti ultro manus damus atque illius coelessis hominis sententiæ acquiescimus._ Vedi Plinio lettera VII. del libro IX. Da essa quanto non ricavasi a favore della sentenza di Paolo Giovio? Basta osservarvi la piacevole concavità di quel seno, di cui l'autore ragiona. Aggiungasi inoltre, che Lenno non era punto povero d'anticaglie, e infatti Boldoni istesso scrisse nel suo Lario = _Durat adhuc incorruptum ab omni temporis contumelia... templum... Ratio igitur illius fani, non quæ nunc est, sed quam periti quique Architectorum fuisse conjectantur, antequam imperitorum manibus tangeretur, illa erat, quæ Vitruvio dicitur Peripteros, et a fronte et a tergo et a lateribus cincta porticibus... sed rudis et ignara posteritas apertis ad latera templi parietibus obstructisque pilaram intervallis interiores fecit, quæ prius exterius sitæ erant porticus, innumerasque ex marmore tabulas, quibus sepulchrorum epigrammata probatæ antiquitatis erant insculpta per summam vecordiam vel erasis vel commutatis litteris in propria epithaphia convertit._
[38] Questa strada da Campo sino alla Cadenabbia è stata assai bene riattata, ed è uno de' più bei passeggi, ove alla libertà campestre si vede andar unita l'eleganza di que' signori e signore che o vi dimorano, o villeggian ivi. _L'Editore._
[39] Questa bellissima villa spetta ora al signor Sommariva, il quale vi va di giorno in giorno raccogliendo ampio tesoro di pitture sì antiche che moderne de' più celebri pennelli. Per lo che il passeggiero di questa nobil arte intelligente può impiegar ivi una giornata intera col più grande diletto. _L'Editore._
[40] Agevolossi ora fra l'arena la strada, e meno incomoda si rese fino al borgo di Menaggio. _L'Editore._
[41] Un Porto ampio e sicuro sorse a questi dì fabbricato a spese della signora Bellini-Riva. Vi si trova un Albergo elegantemente montato, con tutti i comodi pei signori viaggiatori, cui si diede il nome di _London-Hôtel_ in omaggio dell'affluenza d'Inglesi, che nel visitare questo lago vi si fermano a preferenza degli altri alberghi. La situazione infatti è una delle più belle, ed offre dei punti di vista su tutto il lago veramente pittoreschi. _L'Editore._
[42] La majolica si vuol detta da' Francesi _Fayance_, perchè l'arte s'inventasse a Faenza. Ora la terra inglese da pippe detta terraglia diede lo scacco molto alla majolica.
[43] Quasi _sanat ægros_.
[44] _Corpora procera... adde et sæviorem quam Hircanis feris rabiem... par et in fœminis durities animi_, e soggiunge le imprese da pirati da costoro fatte a suoi dì, e represse soltanto da Ercole Sfondrato. Il Giovio pure scrisse = _Caverniones... genus hominum ingenio factioso, sagaci maxime, cruento perpetuas dirasque in ea vicinia contentiones exercet._
[45] Jean Jacques Rousseau, Nouvelle Héloïse. P. 1. Lettre XXIII. parla de' monti del Valese e scrive = _image trop vaine de l'ame du sage, dont l'exemple n'exista jamais, ou n'existe, qu'aux mêmes lieux, d'où l'on a tiré l'emblème_.
[46] Nella parrocchiale di Cremia merita parziale attenzione un quadro bellissimo rappresentante S. Michele, che atterra l'angelo rubelle. _L'Editore._
[47] Que' condottieri mantenevano soldati, il cui sangue e i servigi vendevano poscia ai Principi, i quali non accostumavano allora d'aver sempre armate al loro soldo.
[48] Avvi per altro presso il conte G. B. Giovio una lettera del marchese di Marignano, la cui sottoscrizione in mal carattere è di lui, e dice _Io Jacobo de Medisi_. In essa ragguaglia Monsignor Giulio Giovio ai 29 agosto 1554 dal Campo sopra Monterigioni della vittoria avuta contro il maresciallo di Francia Strozzi e contro Senesi.
[49] Allusione al verso 728 del libro VIII dell'Eneide
_Indomitique Dahæ et pontem indignatus Araxes._
[50] Quivi le miniere di ferro e i forni del sig. Rubini possono arrestare alquanto il Viaggiatore ad ammirarvi que' seminudi ciclopi, che vi lavorano a fondere il ferro, e le macchine romorose de' magli. Senza punto detrarre agli altri stabilimenti di tal natura, questo è sicuramente il più perfetto e cospicuo di tutto il Regno. _L'Editore._
[51] Ora spetta ai signori fratelli del Pero. _L'Editore._
[52] Œuvres. Lyon. 1764.
[53] Ponte Sublicio appellavasi in Roma, od anche Emilio, il ponte di legno sul Tevere nel colle Aventino.
[54] Cioè nell'anno 1794. _L'Editore._
[55] Ora la Valtellina forma una delle Province del Governo di Milano nel Regno nostro, sotto nome di Provincia di Sondrio, che n'è il Capo-Luogo. _L'Editore._
[56] Qui ha principio la strada postale che attraversa la Valtellina sino a Tirano, e vi si trovano Diligenze giornaliere a comodo dei Viaggiatori. _L'Editore._
[57] Il sig. Rouselin ha ottenuto dal Governo la proprietà delle paludi, che la maggior parte con sommo dispendio sono state asciugate e rese coltive, per cui l'aria è divenuta meno insalubre, e più ferace il territorio; mandando così ad effetto almen in parte l'augurio del nostro autore. _L'Editore._
[58] »Ma il principe di tutti i nostri monti, disse altrove il nostro scrittore, è poi senza controversia il _Legnone_. Assorti in meditazioni potremmo lassù sentirci sotto ai piedi muggire il tuono e guizzare la folgore. Qual vasta mole! oh magnificenza di creazione! Sfida il _Legnone_ colla sublimità del suo capo il Pitchinca e il Coracon gioghi d'America? Dannosi al _Legnone_ piedi 7716 d'altezza perpendicolare sopra la riva del lago.« _L'Editore._
[59] Che significa in questi greppi il nome di Corte Nuova? Sarebbe ella mai stata una Villa regia, come Corte d'Olona nel Pavese, e Cassano presso Adda detta Corte di S. Ambrogio nell'877? Tutto m'è scuro. Forse i Torriani, che signoreggiaron Valsasina, vi misero tal nome, perchè Moschino prese in moglie una figlia d'Ottone di Corte Nuova. Da questi Torriani per mezzo d'Areco, e d'Arechino deduceva la sua discendenza il nostro conte Anton Gioseffo della Torre di Rezzonico, come dimostrollo l'avvocato Giovanni Sironi di Scozia nella vita del Beato Antonio della Torre scritta dal P. Giambattista Cotta, ed impressa in Perugia nel 1730. Quindi anche il La Lande nel suo viaggio d'Italia favellando di Parma dice, che il sullodato Conte allor vivente a quella Corte venisse dai Torriani.
[60] Nello scorso anno 1816 si è nottetempo staccato un masso della montagna, che seco strascinò il suddescritto ponte. _L'Editore._
[61] Larius = _Ibi enim maxima latitudo Larii trifariam se in diversa proscindentis ad Pythagoreæ litteræ similitudinem_. Pittagora servissi del simbolo della ypsilon per dinotare le due vie, che s'aprono innanzi agli uomini, quella della virtù, e quella del vizio. Per sapere che il Filosofo di Samo facesse uso di tal simbolo, mi convenne, come accade talvolta anche nelle cose più facili, scartabellare di molti libri, onde quasi per l'ypsilon sagrificar potrei il centesimo dell'_Ecatombe_ (_cento buoi_), che svenò Pittagora alle muse pel problema sciolto dell'Ipotenusa.
[62] Qui presso avvi una bella fabbrica di lastre e di vasi di vetro d'ogni maniera, di proprietà de' signori Venini. _L'Editore._
[63] In questa valle sul monte Codeno fu dove la nostra sig. Elena Perpenti trovò la nuova Campanula _Raineri_, di cui veggasi la Bibl. Ital. fascicolo di novembre 1816. _L'Edit._
[64] I signori fratelli Mauri hanno in Lecco recentemente ampliato il loro albergo all'insegna del Leon d'oro colla maggior possibile proprietà, comodi alloggi, scuderie, rimesse. Quindi vagheggiasi lungo tratto amenissimo del Lago. _L'Editore._
[65] Così accostumarono d'appellarlo gli storici, ma egli era Marchese, e per vezzo usavasi il diminutivo. La di lui famiglia fiorisce in Cremona.
[66] Vedi le pagine 80 e 84.
[67] Opere T. VI ediz. di Livorno pag. 85 e 86. Può vedersi anche la nota 21 e 22 nell'Elogio del Palladio scritto dal Conte G. B. Giovio.
[68] Prima di giungere a queste due ville vedesi alto torreggiare il magnifico palagio del defunto Duca Melzi d'Eril. Quivi ammirasi un edifizio di gusto moderno, ornato di pitture a fresco dell'Appiani, del Bossi e d'altri pittori non inferiori molto, non che di una raccolta di carte de' migliori bulini. Negli ampli giardini poi ond'è cinto d'intorno, merita parziale attenzione la statua del celebre Professore Comolli rappresentante Beatrice che mena Dante in Paradiso, ed un busto del tragico d'Asti di veramente maestro scarpello. _L'Editore._
[69] Il conte Taverna ha poi fabbricato una villa per buon gusto d'architettura e pei comodi molto elegante e pregievole. _L'Edit._
[70] Stassi ora costruendo un'ampia strada atta alle carra ed a' cocchi che dalla Brianza mena comodamente a Bellagio, ed a quest'ora sarà praticabile. _L'Editore._
[71] »Ivi per due miglia di giro avvi una prateria, la quale ha pure uno sbocco da Sormano per Asso e tutta vien cinta da più alte vette. Bello è vedervi fiorir gli anemoni e i ranomoli fra non rari sorbi da uccellatori. Le acque che vi si raccolgono hanno esito in mezzo al piano per ampia caverna. Vuolsi che anticamente ivi fosse uno stagno. La tradizione ci dice le gran novelle sul pian del Tivano. Il Ballarini nella parte 3 delle sue Croniche a pag. 320 vuol che ivi Andefleda moglie di Teodorico re fabbricasse per sue delizie un castello. Il Tatti nel tom. I degli Annali Sagri pag. 509 impugna il racconto, siccome non appoggiato ad antico scrittore. Ma il Ballarini narra poi come testimonio contemporaneo, che ivi cavandosi siansi rinvenute gemme e pezzi d'oro e medaglie d'Imperador diversi. Or per questi fatti non ha bisogno il Ballarini d'antichi scrittori. Anche a' tempi nostri si trovarono delle monete, disotterrate perfin dalle talpe. Ciò che più rileva si è, che copiosa ivi si trova la cacciagione d'ogni genere, e la vasta pianura posta su quella eminenza ci fa parere di vivere in tutt'altro clima, in tutt'altre terre.« _L'Editore._
[72] Compendio delle Croniche di Como 1619. Pel Turato p. 315 e 316.
[73] Lo stesso a pag. 65, e il Tatti Annali di Como. T. III pag. 692.
[74] »La fonte che dai nomi de' due Plinj salì in tanta venerazione è degna di tutta l'attenzione. Si ritenne molto tempo che il crescere di lei ed il decrescere fosse così regolare che avvenisse sempre nel periodo d'un'ora. Accade bensì questo fenomeno, ma i periodi del flusso e riflusso sono affatto irregolari. Avvi anche memoria che siasi questa fonte veduta del tutto inaridirsi in un anno per mancanza di pioggia, e per lo contrario in un altro pel soverchio piovere farsi sì gonfia che nè il flusso serbasse degl'incrementi, nè il riflusso del decrescere. Nè è qui mio pensiero di entrare co' fisici a disvelare le cause che la natura prodigiosa mantengono di questo fonte; non riescirà però discaro il veder qui unita la traduzione della lettera di Plinio su questo proposito diretta a Licinio Sura: »Tu puoi assiderti sul di lui margine, e ber della freschissima onda, che or s'avanza, ritirasi ora. Ponivi un anello, o che che meglio t'aggradi, in luogo secco, e il vedrai tosto immolarsi dall'onda sorgente, e poi di nuovo restare in asciutto... qualche aria racchiusa in grembo della terra diserrerebbe ella, e chiuderia la sorgente di questa fontana o col premerla di fianco, o col partirne scacciata in quella guisa appunto, che veggiamo accadere nei fiaschi inversi, dai quali libera non n'esce l'acqua, ma con interrompimento di resistente fiato e simil quasi a singhiozzo? Oppure qual è dell'oceano l'indole, tal è del fonte? ed in quella foggia che l'oceano spignesi ed assorbesi, così il picciolo umor del fonte sopprimesi, o cacciasi fuora? Sarebbe egli mai d'esso, come de' fiumi, i quali al mare sen vanno, e ciò non ostante o dal contrasto dei venti o dall'incontro del flusso costringonsi a ritrocedere? Diremo noi, che nelle ascose vene abbiavi certa capacità, onde mentre vi si raccoglie lo sparso, impigrisca il rivo, e quando poi la capacità sia colma, fuor ne' zampilli più snello e rigonfio? o forse avvi qualche libramento arcano nell'antro del fonte di modo, che quando ei sia men colmo, più agevolmente ne scorrano le acque, e per lo contrario dal troppo impeto si trattengano quelle accresciute, e n'escano quasi bulicame? A Te s'aspetta di scoprire, a noi d'apprendere le cause del prodigio veraci. Io son pago, se il fatto t'esposi bene. Sta sano.» _L'Editore._
[75] Ode XXI libro III.
[76] Come da un esemplare del Decreto Ducale e Senatorio presso di me.
[77] I begli arazzi, che pendono fra le arcate del nostro Duomo, voglionsi appunto fabbricati a Torno. _L'Editore._
[78] Queste stazioni non esistono più, che nello Stato Elvetico. _L'Editore._
[79] Vuolsi di più che una tal casa fosse quella, di cui sopra la Tanzi miransi ancora le muraglie di facciata su cui serpeggia l'ellera, e che formano un grato contrasto di anticaglia coll'elegante sottoposto edifizio. _L'Editore._
[80] L'ultimo casino situato su questa estremità, detto _La Roda_, e che formava parte della Tanzi appartiene ora a madama Ribier. Un bel frutteto, un ameno viale di tigli e di platani, un comodo porto ed altri lavori, che già vi si veggono, opera di pochi mesi, fanno fede che sorgerà in breve altra villa emulatrice delle due veramente belle, cui è posta in mezzo _La Roda_. _L'Editore._
[81] Il _Versailles_ del Ricci è convertito ora in una delle più belle ville, detta _Sannazzaro_, dal nome di quella signora Contessa che vi soggiorna. Oltre l'eleganza dell'abitazione, vi si ammira un giardino all'inglese veramente delizioso, dove è sì folto il boschetto, che anche di pien meriggio vi si può spaziar senza temer offesa dai raggi solari. _L'Editore._
[82] Il marchese Cornaggia n'è l'attual possessore. Anche quivi avvi un passeggio benissimo sotto arbori arcate, che dalla casa giunge sino al cimitero, in cui si raccolsero gli avanzi degli appestati, di cui si disse sopra, e dal giardino sino alla Nocetta verso Como è continuato il viale fra ben coltivati campi e vigne; dove il _gennajo_ si scambia appunto in _maggio_. _L'Editore._
[83] Spetta ora all'illustre famiglia Giovio. _L'Editore._
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
End of Project Gutenberg's Viaggio pel lago di Como, by Giambattista Giovio