Vestire gli ignudi: Commedia in tre atti

Part 5

Chapter 53,172 wordsPublic domain

(_che non capisce_)

Che cos'è?

FRANCO

(_risoluto, fiero, vibrante_)

È che la moglie del console Grotti, saputo che lui questa mattina è venuto a trovare qua la sua ganza —

LUDOVICO

(_di scatto, stordito_)

Chi?

ONORIA

(_c. s._)

Lei? Del console?

FRANCO

La ganza, la ganza, sissignori! La moglie è andata questa mattina a casa dei parenti della mia fidanzata a denunziare la tresca!

LUDOVICO

Della signorina Drei col marito?

ONORIA

L'amante del marito?

FRANCO

Sissignore! E non so ancora se prima o dopo ch'io gliela chiedessi in moglie, là. Voglio saper questo! Sono qua per questo!

ONORIA

Ma come?... Ma dunque?... Oh Dio mio.... Mi pare davvero d'andar via col cervello!

FRANCO

E sanno come, quando, la moglie scoprì la tresca? Mentre la bambina precipitava dalla terrazza.

ONORIA

(_con un grido; coprendosi la faccia con le mani_)

Oh Dio!

FRANCO

Li sorprese insieme, e la scacciò come un'assassina perchè tutt'e due avevano lasciato la bambina sola sulla terrazza.

ONORIA

Assassini, ah! assassini davvero!

FRANCO

Se non era compromesso anche lui, in galera doveva andare! In galera! E dopo aver fatto questo, capisce? —

ONORIA

— già, ha avuto il coraggio —

FRANCO

— di venire a sconvolgere me!

ONORIA

Ma tutti, con la pietà!

FRANCO

Ma capiscono che cosa ha fatto a me?

LUDOVICO

(_quasi tra sè_)

Pare incredibile....

ONORIA

Con quell'aria di santa martire.... Impostora!

FRANCO

Tutto per aria.... La vergogna pubblica.... Il vituperio della mia fidanzata.... M'è parso d'impazzire! Come non sono impazzito, non lo so!

ONORIA

Ecco perchè, ecco perchè se ne voleva scappare! Com'ha visto lei, com'ha saputo che l'altro era qua! L'impostora! Ha previsto che la menzogna si sarebbe scoperta! (_Cangiando tono, con stizza_) Gliene voglio per tutte le lagrime che m'ha fatto versare! (_A Ludovico, di scatto_) Ah, sa! Via! Via! Non la voglio più in casa! Non voglio di queste vergogne, io, in casa mia!

LUDOVICO

(_infastidito, sbuffando_)

Aspetti.... aspetti....

ONORIA

No no no no! Che aspetto! Via! Non la voglio! Non la voglio!

LUDOVICO

Ma si stia zitta, perdio! Io ancora non mi raccapezzo. — (_A Franco_) Scusi un po': come va che il console?... (_s'interrompe_) Lo sa che è stato proprio lui, il console, a protestare per il primo contro il giornale?

FRANCO

Ma è chiaro!

LUDOVICO

No. Come chiaro? Dovevano essere d'accordo, mi pare: amanti!

FRANCO

Ma perchè c'era qua la moglie con lui! La moglie, di cui ella aveva osato far dire infamie in quel giornale!

LUDOVICO

(_ricordandosi_)

Ah, già. — Sì sì. E difatti, sì.... — ecco perchè si turbò tanto, sapendo che nel giornale era detto —

ONORIA

— che quella povera signora l'aveva spedita per un servizio.

FRANCO

Dev'essere stata la moglie a imporre a lui almeno questa smentita.

LUDOVICO

È allora tutta un'impostura —

FRANCO

— vilissima! vilissima!

LUDOVICO

— che abbia tentato di uccidersi per lei?

ONORIA

Ma come si può fare, io dico, a mentire così spudoratamente!

LUDOVICO

(_quasi tra sè, pensando_)

Eh sì.... difatti.... Per questo s'è ostinata a non voler da lei nessuna riparazione.

FRANCO

Avrei voluto vedere anche questo per giunta!

ONORIA

Ma già, povero signore!

LUDOVICO

(_urtato sempre più dalla sguajataggine di Onoria, che lo trae a mettersi anche contro Franco_)

No, scusi: bisogna riconoscere che almeno una resipiscenza l'ha avuta.

FRANCO

Ma quando? Quando m'ha visto qua pronto a riparare ciò che credevo una mia colpa.

LUDOVICO

Capisco, capisco —

FRANCO

E questo, badi, nel migliore dei casi! Voglio dire che fosse diventata l'amante di quello, _dopo_! Che se fosse _prima_, io avrei patito — lei se l'immagina? — l'inganno più ignominioso da parte di tutt'e due!

LUDOVICO

No! Questo —

FRANCO

— sono qua, le dico, per accertarmi di questo!

LUDOVICO

E che vorrebbe fare? Non può negare, scusi, d'essersi trovato qua di fronte alla più recisa e violenta opposizione da parte di lei.

FRANCO

Ma io dico _prima_! L'inganno di _prima_!

LUDOVICO

Eh no, scusi, lei — in ogni caso — non avrebbe patito mai nulla.

FRANCO

Ah no? E come? Io —

LUDOVICO

(_fermo_)

— nulla! neanche prima! — Se stava per sposare qua un'altra, scusi!

FRANCO

Ma no, aspetti!

LUDOVICO

Mi lasci dire! Lei le aveva già reso il cambio, mi pare, col suo inganno.

FRANCO

Ma io l'ho riconosciuto!

LUDOVICO

No, no, anche prima di conoscere l'inganno che loro le avevano fatto!

FRANCO

E il mio, se mai, escluderebbe il loro?

LUDOVICO

No, certo! Ma non le può più dare il diritto di chiederne conto a nessuno. Abbia pazienza!

FRANCO

(_con forza_)

Sì che me lo può dare! Me lo può dare! Perchè loro, il tradimento, lo commisero, lo compirono; mentre io, invece, ho mandato a monte il matrimonio e sono accorso qua!

LUDOVICO

Quand'ha saputo che ella aveva tentato d'uccidersi —

FRANCO

(_c. s._)

— ma non per me! E l'ha confessato lei stessa! Oh bella! Lei rinfaccia a me il mio tradimento, quasi che per quella là, il mio, potesse più essere un tradimento!

LUDOVICO

No, no — guardi — non rinfaccio nulla io — voglio soltanto dimostrarle che lei ha ragione per una cosa sola: che ella cioè abbia mentito, dicendo — senza averne più il diritto — che s'uccideva per lei. E veramente io non riesco a capire il perchè di questa menzogna, e proprio in punto di morte! Possono essere utili per la vita, non per la morte, certe menzogne. E per la vita è certo che lei stessa l'ha riconosciuta inutile.

FRANCO

Ma lo dice lei, inutile!

ONORIA

Se non vuole tener conto dei fatti!

LUDOVICO

Ah, ecco, questo sì! Questo è vero! È il mio difetto, questo. Non riesco mai a tener conto dei fatti.

ONORIA

Meno male che lo confessa lei stesso! E i fatti, sa quali sono? Che è stata salvata: numero uno!

FRANCO

E che la menzogna le è stata utile! Sissignore, utile — se non per me — che sarebbe stato il colmo — utile perchè ha trovato qua uno come lei.

ONORIA

Figuriamoci: uno scrittore!

LUDOVICO

Già: un imbecille.

FRANCO

(_subito_)

Non dico questo!

LUDOVICO

Ma sì, dica pure, dica pure!

ONORIA

Lo può ben dire, se se lo dice da sè!

FRANCO

Certo che sarà stata lusingata — uh! — di vedere accolta, assunta nel regno dell'arte la sua impostura: questa storia romantica del suicidio per amore, narrata non più da un giornalista; ma da uno scrittore come lei!

LUDOVICO

E sì, difatti; voleva.

FRANCO

Lo vede?

LUDOVICO

S'è anche avuta per male, che ci vedessi un'altra, diversa.

ONORIA

Bella coppia avrebbero fatta! Lei che le diceva, le bugie, e lui che le scriveva!

LUDOVICO

Le bugie — già! — che si chiamano anche storie. Ma non ha mica nessuna colpa, sa? di non esser vera, questa storia. Importa assai che non sia vera; se poi è bella! Sarà riuscita male a lei, nel fatto; ma ciò non toglie che possa riuscire bene a me, scrivendola. E le dico di più: che così, è più bella! Oh, molto, molto più bella! E sono contentissimo che sia venuta in chiaro! (_Indica a Franco Onoria_) Guardi: che questa signora qua, per esempio, prima tutta sdegnata, furiosa, e poi tutta miele, e ora tutta fiele —

ONORIA

(_insorgendo_)

Sfido!

LUDOVICO

(_subito approvando_)

Ma sì, sì, ha ragione! Però è bellissimo, non neghi! (_Rivolgendosi a Franco_) E che lei, prima, jeri, così esaltato —

FRANCO

(_insorgendo_)

Ma gliel'ho detto io stesso!

LUDOVICO

(_c. s._)

Sì, sì, ed è giusto! giustissimo! E appunto per questo, bellissimo! — Ma scusate, voi credete che io debba far qui la figura dell'imbecille? No, ecco! Mi diverto allora a farvi vedere quant'è bella — bella — bellissima — questa commedia d'una bugia scoperta —

FRANCO

(_di nuovo insorgendo, addolorato_)

— bella, lei dice?

LUDOVICO

(_subito, compenetrandosi del dolore di lui_)

Appunto perchè lei ne soffre e ne ha sofferto così! Oh, comprendo, sento in me — non creda! — le sue sofferenze; e non dubiti che saprò rappresentarle al vivo, se ne farò un romanzo o una commedia.

ONORIA

E che niente niente vorrebbe farci entrare anche me?

LUDOVICO

Se ne faccio una commedia, sì.

ONORIA

Ah, non s'arrischi di mettermi in commedia, sa!

LUDOVICO

Che farebbe? Si metterebbe a gridare che non è vero?

ONORIA

Che non è vero! che non è vero! Che lei è un impostore da fare il pajo con quella!

LUDOVICO

(_ridendo_)

Ma lo direbbero i critici, stia tranquilla, che non è vero! (_Staccando_) Com'è intanto che ancora non ritorna? A quest'ora dovrebbe già esser qui.... — Le ho dato un po' di denaro....

ONORIA

(_subito_)

Denaro, a lei? Ah, bravo! E allora, figuriamoci!

LUDOVICO

Per pagare il conticino dell'albergo e ritirare la valigia.

ONORIA

Ma se le ha dato del danaro, non torna più! non torna più! Addio, commedia! Posso star tranquilla davvero!

LUDOVICO

No, per questo — veda — c'è sempre modo d'immaginare una fine concludente, anche se un fatto nella vita non conclude!

FRANCO

Teme che non debba più davvero ritornare?

LUDOVICO

Ecco: secondo. Se lo scopo della sua menzogna era nei «fatti», come voi dite, ho paura che non ritornerà più. Ritornerà soltanto nel caso che il suo scopo — come a me pare — era sopra e fuori dei fatti. E allora io farò la commedia. — Ma la farò anche se ella non ritorna.

FRANCO

Senza tener conto dei fatti?

LUDOVICO

I fatti! I fatti! Caro signore, i fatti sono come si assumono; e allora, nello spirito, non sono più fatti: ma vita che appare, così o in altro modo. I fatti sono il passato, quando l'animo cede, — lo diceva lei stesso — e la vita li abbandona. Perciò non credo ai fatti.

Entra a questo punto dalla comune EMMA, ad annunziare:

EMMA

C'è il signor console Grotti che chiede della signorina o di lei, signor Nota.

LUDOVICO

Ah, viene qua lui, invece.

FRANCO

(_fiero e minaccioso, accennando di muoversi per andargli incontro_)

E viene a proposito!

LUDOVICO

(_calmo e fermo, ponendoglisi davanti_)

Lei mi farà il piacere di star tranquillo, in casa mia; e le ripeto che non ha da chiedere conto a nessuno!

FRANCO

(_c. s._)

Io me ne posso anche andare!

LUDOVICO

No! Lei si fermerà qui. Andrò io da questo signore.

Si presenta sulla soglia, in ansia e agitatissimo il console GROTTI. EMMA si ritira.

GROTTI

Permesso? La signorina Drei?

ONORIA

(_allarmata, irritata, impaziente_)

Ma non c'è! Se n'è andata!

FRANCO

E forse non ritornerà più!

GROTTI

Oh Dio, ma sanno.... — mi rivolgo a lei, signor Nota —

LUDOVICO

Lei s'introduce in casa mia, senza averne il permesso.

GROTTI

Chiedo perdono! Ma mi preme di sapere se la signorina Drei è a conoscenza che mia moglie —

FRANCO

(_subito_)

— è andata dai parenti della mia fidanzata a denunziare —

GROTTI

(_subito con fierezza, gridando_)

— la sua pazzia!

FRANCO

Ah, lei dunque nega?

GROTTI

(_c. s. con furia e con sdegno_)

Ma io non ho niente nè da affermare nè da negare a lei!

FRANCO

Ah no! s'inganna! Perchè lei mi deve rispondere —

GROTTI

— di che vuole che le risponda? Della pazzia di una donna? — Sono pronto a risponderne, quando lei vuole!

FRANCO

Sta bene!

GROTTI

(_subito rivolgendosi a Ludovico_)

Mi preme soltanto di sapere, signor Nota, se la signorina Drei ne è a conoscenza!

LUDOVICO

No, io non credo.

GROTTI

Ah, sia lodato Dio, sia lodato Dio!

LUDOVICO

È stata con me: l'ho lasciata perchè doveva recarsi all'albergo.

GROTTI

E non lo sapeva neanche lei?

LUDOVICO

No; l'ho saputo ora dal signor Laspiga che ho trovato qua.

GROTTI

Ah bene, bene! Perchè nella disperazione in cui è, quest'altro colpo....

LUDOVICO

Ma il fatto è che — la aspettiamo — e ancora non ritorna.

FRANCO

Se non lo sa, è più che probabile che se l'aspetti! E poichè il signor Nota le ha dato un po' di denaro, forse avrà preso la via.

GROTTI

Dio volesse che fosse così! Ma purtroppo temo —

FRANCO

Ah, dunque lei ora ammette?

GROTTI

Io non ammetto nulla!

FRANCO

Già per cavalleria!

GROTTI

Ma non capisce che a me non importa affatto che lei creda o non creda? Lei può credere quello che vuole e che le fa comodo!

FRANCO

(_di scatto, fiero_)

Io? Quello che mi fa comodo? Io voglio sapere quello che è vero, non credere quello che mi fa comodo!

GROTTI

E poi? Quando le avrò detto che non è vero? Ma non vuol comprendere che è stato lei, proprio lei, a ridurla alla disperazione?

FRANCO

Io?

GROTTI

Sì! Lei!

FRANCO

Ma se fu scacciata innocente, da sua moglie, senza neanche colpa della disgrazia della bambina —

GROTTI

(_subito, reciso_)

Questo no!

FRANCO

È menzogna, questa?

GROTTI

Sono andato appunto a protestare per questo, al giornale — contro questa menzogna!

FRANCO

E poi è venuto a mettersi qua d'accordo con lei?

GROTTI

(_fremendo, quasi avventandosi e contenendosi_)

Mi scusi, signor Nota.... (_Poi, a Franco_) Sono venuto qua perchè pregato dal padre della sua fidanzata, e ho trovato che ella — del resto, alla sua stessa presenza, e di tutti — si disperava perchè lei —

FRANCO

(_subito con forza stringente_)

— perchè io volevo riparare al male che le avevo fatto! Perchè se ne dispera — vorrei sapere — se questo male che io le avrei fatto, è vero?

GROTTI

Ma perchè ella non vuole la sua riparazione! Oh bella! Non la vuole! Non la vuole! Gliel'ha detto! Ripetuto! È una bella ostinazione, perdio!

FRANCO

(_c. s._)

Ma non può credere che mi faccia comodo! Questo no! Lei vorrebbe escludermi, con la scusa di questa disperazione, per fare facilmente qua, la sua parte davanti al signore (_indicando Ludovico_), dandogli a credere che non è vero niente! — Ma io sono qua, non per piacere, ma perchè lei, lei stessa, dichiarò pubblicamente che s'era uccisa per me!

GROTTI

E non le ha già confessato d'aver mentito?

FRANCO

(_subito, con violenza, sempre più stringente_)

Una seconda menzogna! E due! — L'ho costretta io, forse, a mentire?

GROTTI

E chi lo sa, se non ha detto di no, per questo?

FRANCO

(_c. s._)

Dunque sarebbe vero che ha tentato d'uccidersi per me?

GROTTI

Io non lo so, perchè l'ha fatto.

FRANCO

(_c. s._)

Se è come lei dice, l'ha fatto per me, per il mio matrimonio! Non vedo altra ragione, perchè l'avrebbe fatto!

LUDOVICO

Se non fu forse, per come disse a me —

FRANCO

(_voltandosi di scatto_)

Ma no, scusi, lei poc'anzi ha detto che non ne vedeva nessuna, neppure lei!

LUDOVICO

No, ecco, che s'avvilì.... per istrada.... come una mendicante....

FRANCO

(_con ironia_)

Già! quando si offrì, di sera, al primo che passava....

GROTTI

(_infoscandosi_)

Disse anche questo?

FRANCO

(_forte, con foga, venendo avanti_)

Anche questo! anche questo! E avrebbe fatto anche questo per colpa mia, per il mio tradimento! E lei vorrebbe che io, ammettendo questo, non m'ostinassi a pretendere, con tutta la forza della mia coscienza, che ella accettasse la mia riparazione? Ma io sono pronto a pretenderlo anche ora, se lei mi dà la sua parola d'onore che sua moglie ha detto il falso, denunciando che è stata la sua amante!

Accorre a questo punto EMMA, dalla comune, gridando spaventata:

EMMA

Signora! signora! Dio mio.... signora....

ONORIA

Che cos'è?

LUDOVICO

Lei?

EMMA

Sissignore.... è tornata....

GROTTI

E dov'è?

ONORIA

Dov'è?

EMMA

Come una morta.... Appena ho aperto.... è caduta, con la valigia....

LUDOVICO

Il veleno.... ah Dio, nella valigia aveva il veleno....

Mentre fanno per accorrere appare ERSILIA dalla comune: cadaverica, ma calma, dolce, quasi sorridente.

ONORIA

(_arretrando, con gli altri_)

Oh.... eccola....

GROTTI

(_prorompendo_)

Ersilia.... Ersilia.... che hai fatto?

FRANCO

(_quasi tra sè_)

Ecco che s'è tradito!

LUDOVICO

(_accorrendo, come per sorreggerla_)

Signorina.... signorina....

ONORIA

(_con raccapriccio, quasi tra sè_)

Oh Dio.... di nuovo?

ERSILIA

Niente. Zitti.... Questa volta, niente.... (_fa segno col dito davanti alla bocca_).

GROTTI

(_con un grido_)

No! No.... Dio, Dio! Bisogna darle ajuto subito! Portarla via, subito!

ONORIA

(_spaventata_)

Ma sì! Subito, subito!

LUDOVICO

(_accorrendo a lei_)

Sì, sì.... venga, venga....

ERSILIA

(_schermendosi_)

No: non voglio! — Basta! Per carità....

GROTTI

(_accorrendo anche lui_)

Ma sì! Vieni, vieni con me! Ti condurrò io!

ERSILIA

(_c. s._)

Non voglio, ti dico....

LUDOVICO

(_c. s._)

Ma sì, si lasci persuadere, si lasci condurre, signorina!

ONORIA

Mando per una vettura!

ERSILIA

Per carità, basta, vi dico.... Sarebbe inutile!

GROTTI

Ma chi lo dice? Non bisogna perder tempo piuttosto!

ERSILIA

È inutile! Non c'è più rimedio. Zitti, per carità. Lasciatemi tranquilla. Se lei, signor Nota, e lei signora.... — non sarà subito, purtroppo.... ma spero presto....

LUDOVICO

Dica, sì.... — che desidera? che desidera?

ERSILIA

Il suo letto.

LUDOVICO

Ma sì, subito, venga!

ONORIA

Venga, venga!

GROTTI

(_di nuovo prorompendo con violenta commozione_)

Che hai fatto? che hai fatto?

ERSILIA

Basta. Andate, andate....

LUDOVICO

Poteva pensare, signorina, che c'ero io! poteva restare qua, con me!

ERSILIA

Se non l'avessi fatto, nessuno mi avrebbe più creduto.

FRANCO

(_con orgasmo, commosso_)

Ma che cosa, che cosa dovevamo credere?

ERSILIA

(_pacata_)

Che non mentii per vivere. Questo.

FRANCO

E perchè allora?

ERSILIA

Ma per morire. Ecco. Vedi? — Te lo gridai, che quando dissi quella menzogna per me doveva essere tutto finito, e che la dissi appunto per questo. Tu non l'hai voluto credere; e hai ragione, sì, perchè non pensai a te — proprio per nulla — hai ragione, non pensai che t'avrei turbato, sconvolto così.... — Ma mi disprezzavo tanto!

FRANCO

Ma come? M'accusavi....

ERSILIA

No.

FRANCO

Come no?

ERSILIA

No, no.... È così difficile dirlo... — figurati, crederlo. — Ma ora ti dirò. Mi disprezzavo tanto, che non credetti che t'avrei cagionato tutto questo danno. — Puoi credermi. Vedi, ho voluto acquistarmi prima, apposta, questo diritto d'esser creduta: per dirtelo. T'ho cagionato tutto questo sconvolgimento, e anche alla tua fidanzata, e sapevo, sapevo di non doverlo fare; che non avevo più nessun diritto di farlo, perchè.... (_guarda verso il Grotti, poi si rivolge di nuovo a Franco_) L'hai saputo? — Da sua moglie, è vero?

FRANCO

(_quasi senza voce_)

Sì.

ERSILIA

L'ho preveduto. E lui è venuto qua a negare, è vero?

FRANCO

(_c. s._)

Sì.

ERSILIA

Ecco, vedi? (_Lo guarda e fa un gesto di sconsolata pietà, aprendo appena le mani; gesto che dice senza parole la ragione per cui l'umanità martoriata sente il bisogno di mentire. Dolcissimamente aggiunge:_) E anche tu....

FRANCO

(_commosso, con impeto di sincerità, intendendo il gesto_)

Sì, anch'io, anch'io!

ERSILIA

(_sorridendo, quasi d'un sorriso lontano_)

Hai detto il sogno.... non so.... cose belle. — E sei accorso qua per riparare. — Sì, come lui — per riparare — ha negato. (_Il Grotti scoppia in violenti singhiozzi. E allora ella turbandosi e facendogli cenno di frenarsi e di smettere_) No, no, per carità! — È che ciascuno, ciascuno vuol fare una bella figura. — Più si è.... più si è.... (_vuol dire «laidi», ma ne prova schifo e insieme ancora tanta pietà, che quasi non le viene di dirlo_) — e più ci vogliamo far belli, ecco. (_E sorride_) Dio mio sì, coprirci con un abitino decente, ecco. — Io non ne avevo più nessuno per ricomparirti davanti. Ma seppi che anche tu.... sì, t'eri strappato quell'abito bello di marinajo. E allora mi vidi.... mi vidi per la strada, senza più nulla.... — e.... (_s'infosca al ricordo di quella sera per la strada, uscita dall'alberguccio_) — sì, ancora un altro po' di fango addosso, a finire d'insudiciarmi. — Dio, che schifo! che nausea! — E allora.... e allora volli farmela per la morte, almeno, una vestina decente. — Ecco, vedete perchè mentii? Per questo, vi giuro! — Non avevo potuto averne mai una per la vita, da poter figurare in qualche modo, che non mi fosse strappata dai tanti cani.... dai tanti cani che mi sono saltati sempre addosso, per ogni via, che non mi fosse imbrattata da tutte le miserie più basse e più vili — me ne volli fare una — bella — per la morte — la più bella — quella che era stata per me come un sogno, là — e che mi fu strappata subito, anch'essa — quella di fidanzata; ma per morirci, per morirci, per morirci e basta — ecco — con un po' di rimpianto di tutti, e basta. — Ebbene, no! no! Non ho potuto avere neanche questa! Lacerata addosso, strappata anche questa! No! Morire nuda! Scoperta, avvilita, e spregiata! — Ecco qua: siete contenti? E ora andate, andate. Lasciatemi morire in silenzio: nuda. Andate! Lo posso ben dire, ora, mi pare, che non voglio più vedere, che non voglio più sentire nessuno? Andate, andatelo a dire, tu a tua moglie, tu alla tua fidanzata, che questa morta — ecco qua — non s'è potuta vestire.

TELA

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.