Vestire gli ignudi: Commedia in tre atti
Part 5
(_che non capisce_)
Che cos'è?
FRANCO
(_risoluto, fiero, vibrante_)
È che la moglie del console Grotti, saputo che lui questa mattina è venuto a trovare qua la sua ganza —
LUDOVICO
(_di scatto, stordito_)
Chi?
ONORIA
(_c. s._)
Lei? Del console?
FRANCO
La ganza, la ganza, sissignori! La moglie è andata questa mattina a casa dei parenti della mia fidanzata a denunziare la tresca!
LUDOVICO
Della signorina Drei col marito?
ONORIA
L'amante del marito?
FRANCO
Sissignore! E non so ancora se prima o dopo ch'io gliela chiedessi in moglie, là. Voglio saper questo! Sono qua per questo!
ONORIA
Ma come?... Ma dunque?... Oh Dio mio.... Mi pare davvero d'andar via col cervello!
FRANCO
E sanno come, quando, la moglie scoprì la tresca? Mentre la bambina precipitava dalla terrazza.
ONORIA
(_con un grido; coprendosi la faccia con le mani_)
Oh Dio!
FRANCO
Li sorprese insieme, e la scacciò come un'assassina perchè tutt'e due avevano lasciato la bambina sola sulla terrazza.
ONORIA
Assassini, ah! assassini davvero!
FRANCO
Se non era compromesso anche lui, in galera doveva andare! In galera! E dopo aver fatto questo, capisce? —
ONORIA
— già, ha avuto il coraggio —
FRANCO
— di venire a sconvolgere me!
ONORIA
Ma tutti, con la pietà!
FRANCO
Ma capiscono che cosa ha fatto a me?
LUDOVICO
(_quasi tra sè_)
Pare incredibile....
ONORIA
Con quell'aria di santa martire.... Impostora!
FRANCO
Tutto per aria.... La vergogna pubblica.... Il vituperio della mia fidanzata.... M'è parso d'impazzire! Come non sono impazzito, non lo so!
ONORIA
Ecco perchè, ecco perchè se ne voleva scappare! Com'ha visto lei, com'ha saputo che l'altro era qua! L'impostora! Ha previsto che la menzogna si sarebbe scoperta! (_Cangiando tono, con stizza_) Gliene voglio per tutte le lagrime che m'ha fatto versare! (_A Ludovico, di scatto_) Ah, sa! Via! Via! Non la voglio più in casa! Non voglio di queste vergogne, io, in casa mia!
LUDOVICO
(_infastidito, sbuffando_)
Aspetti.... aspetti....
ONORIA
No no no no! Che aspetto! Via! Non la voglio! Non la voglio!
LUDOVICO
Ma si stia zitta, perdio! Io ancora non mi raccapezzo. — (_A Franco_) Scusi un po': come va che il console?... (_s'interrompe_) Lo sa che è stato proprio lui, il console, a protestare per il primo contro il giornale?
FRANCO
Ma è chiaro!
LUDOVICO
No. Come chiaro? Dovevano essere d'accordo, mi pare: amanti!
FRANCO
Ma perchè c'era qua la moglie con lui! La moglie, di cui ella aveva osato far dire infamie in quel giornale!
LUDOVICO
(_ricordandosi_)
Ah, già. — Sì sì. E difatti, sì.... — ecco perchè si turbò tanto, sapendo che nel giornale era detto —
ONORIA
— che quella povera signora l'aveva spedita per un servizio.
FRANCO
Dev'essere stata la moglie a imporre a lui almeno questa smentita.
LUDOVICO
È allora tutta un'impostura —
FRANCO
— vilissima! vilissima!
LUDOVICO
— che abbia tentato di uccidersi per lei?
ONORIA
Ma come si può fare, io dico, a mentire così spudoratamente!
LUDOVICO
(_quasi tra sè, pensando_)
Eh sì.... difatti.... Per questo s'è ostinata a non voler da lei nessuna riparazione.
FRANCO
Avrei voluto vedere anche questo per giunta!
ONORIA
Ma già, povero signore!
LUDOVICO
(_urtato sempre più dalla sguajataggine di Onoria, che lo trae a mettersi anche contro Franco_)
No, scusi: bisogna riconoscere che almeno una resipiscenza l'ha avuta.
FRANCO
Ma quando? Quando m'ha visto qua pronto a riparare ciò che credevo una mia colpa.
LUDOVICO
Capisco, capisco —
FRANCO
E questo, badi, nel migliore dei casi! Voglio dire che fosse diventata l'amante di quello, _dopo_! Che se fosse _prima_, io avrei patito — lei se l'immagina? — l'inganno più ignominioso da parte di tutt'e due!
LUDOVICO
No! Questo —
FRANCO
— sono qua, le dico, per accertarmi di questo!
LUDOVICO
E che vorrebbe fare? Non può negare, scusi, d'essersi trovato qua di fronte alla più recisa e violenta opposizione da parte di lei.
FRANCO
Ma io dico _prima_! L'inganno di _prima_!
LUDOVICO
Eh no, scusi, lei — in ogni caso — non avrebbe patito mai nulla.
FRANCO
Ah no? E come? Io —
LUDOVICO
(_fermo_)
— nulla! neanche prima! — Se stava per sposare qua un'altra, scusi!
FRANCO
Ma no, aspetti!
LUDOVICO
Mi lasci dire! Lei le aveva già reso il cambio, mi pare, col suo inganno.
FRANCO
Ma io l'ho riconosciuto!
LUDOVICO
No, no, anche prima di conoscere l'inganno che loro le avevano fatto!
FRANCO
E il mio, se mai, escluderebbe il loro?
LUDOVICO
No, certo! Ma non le può più dare il diritto di chiederne conto a nessuno. Abbia pazienza!
FRANCO
(_con forza_)
Sì che me lo può dare! Me lo può dare! Perchè loro, il tradimento, lo commisero, lo compirono; mentre io, invece, ho mandato a monte il matrimonio e sono accorso qua!
LUDOVICO
Quand'ha saputo che ella aveva tentato d'uccidersi —
FRANCO
(_c. s._)
— ma non per me! E l'ha confessato lei stessa! Oh bella! Lei rinfaccia a me il mio tradimento, quasi che per quella là, il mio, potesse più essere un tradimento!
LUDOVICO
No, no — guardi — non rinfaccio nulla io — voglio soltanto dimostrarle che lei ha ragione per una cosa sola: che ella cioè abbia mentito, dicendo — senza averne più il diritto — che s'uccideva per lei. E veramente io non riesco a capire il perchè di questa menzogna, e proprio in punto di morte! Possono essere utili per la vita, non per la morte, certe menzogne. E per la vita è certo che lei stessa l'ha riconosciuta inutile.
FRANCO
Ma lo dice lei, inutile!
ONORIA
Se non vuole tener conto dei fatti!
LUDOVICO
Ah, ecco, questo sì! Questo è vero! È il mio difetto, questo. Non riesco mai a tener conto dei fatti.
ONORIA
Meno male che lo confessa lei stesso! E i fatti, sa quali sono? Che è stata salvata: numero uno!
FRANCO
E che la menzogna le è stata utile! Sissignore, utile — se non per me — che sarebbe stato il colmo — utile perchè ha trovato qua uno come lei.
ONORIA
Figuriamoci: uno scrittore!
LUDOVICO
Già: un imbecille.
FRANCO
(_subito_)
Non dico questo!
LUDOVICO
Ma sì, dica pure, dica pure!
ONORIA
Lo può ben dire, se se lo dice da sè!
FRANCO
Certo che sarà stata lusingata — uh! — di vedere accolta, assunta nel regno dell'arte la sua impostura: questa storia romantica del suicidio per amore, narrata non più da un giornalista; ma da uno scrittore come lei!
LUDOVICO
E sì, difatti; voleva.
FRANCO
Lo vede?
LUDOVICO
S'è anche avuta per male, che ci vedessi un'altra, diversa.
ONORIA
Bella coppia avrebbero fatta! Lei che le diceva, le bugie, e lui che le scriveva!
LUDOVICO
Le bugie — già! — che si chiamano anche storie. Ma non ha mica nessuna colpa, sa? di non esser vera, questa storia. Importa assai che non sia vera; se poi è bella! Sarà riuscita male a lei, nel fatto; ma ciò non toglie che possa riuscire bene a me, scrivendola. E le dico di più: che così, è più bella! Oh, molto, molto più bella! E sono contentissimo che sia venuta in chiaro! (_Indica a Franco Onoria_) Guardi: che questa signora qua, per esempio, prima tutta sdegnata, furiosa, e poi tutta miele, e ora tutta fiele —
ONORIA
(_insorgendo_)
Sfido!
LUDOVICO
(_subito approvando_)
Ma sì, sì, ha ragione! Però è bellissimo, non neghi! (_Rivolgendosi a Franco_) E che lei, prima, jeri, così esaltato —
FRANCO
(_insorgendo_)
Ma gliel'ho detto io stesso!
LUDOVICO
(_c. s._)
Sì, sì, ed è giusto! giustissimo! E appunto per questo, bellissimo! — Ma scusate, voi credete che io debba far qui la figura dell'imbecille? No, ecco! Mi diverto allora a farvi vedere quant'è bella — bella — bellissima — questa commedia d'una bugia scoperta —
FRANCO
(_di nuovo insorgendo, addolorato_)
— bella, lei dice?
LUDOVICO
(_subito, compenetrandosi del dolore di lui_)
Appunto perchè lei ne soffre e ne ha sofferto così! Oh, comprendo, sento in me — non creda! — le sue sofferenze; e non dubiti che saprò rappresentarle al vivo, se ne farò un romanzo o una commedia.
ONORIA
E che niente niente vorrebbe farci entrare anche me?
LUDOVICO
Se ne faccio una commedia, sì.
ONORIA
Ah, non s'arrischi di mettermi in commedia, sa!
LUDOVICO
Che farebbe? Si metterebbe a gridare che non è vero?
ONORIA
Che non è vero! che non è vero! Che lei è un impostore da fare il pajo con quella!
LUDOVICO
(_ridendo_)
Ma lo direbbero i critici, stia tranquilla, che non è vero! (_Staccando_) Com'è intanto che ancora non ritorna? A quest'ora dovrebbe già esser qui.... — Le ho dato un po' di denaro....
ONORIA
(_subito_)
Denaro, a lei? Ah, bravo! E allora, figuriamoci!
LUDOVICO
Per pagare il conticino dell'albergo e ritirare la valigia.
ONORIA
Ma se le ha dato del danaro, non torna più! non torna più! Addio, commedia! Posso star tranquilla davvero!
LUDOVICO
No, per questo — veda — c'è sempre modo d'immaginare una fine concludente, anche se un fatto nella vita non conclude!
FRANCO
Teme che non debba più davvero ritornare?
LUDOVICO
Ecco: secondo. Se lo scopo della sua menzogna era nei «fatti», come voi dite, ho paura che non ritornerà più. Ritornerà soltanto nel caso che il suo scopo — come a me pare — era sopra e fuori dei fatti. E allora io farò la commedia. — Ma la farò anche se ella non ritorna.
FRANCO
Senza tener conto dei fatti?
LUDOVICO
I fatti! I fatti! Caro signore, i fatti sono come si assumono; e allora, nello spirito, non sono più fatti: ma vita che appare, così o in altro modo. I fatti sono il passato, quando l'animo cede, — lo diceva lei stesso — e la vita li abbandona. Perciò non credo ai fatti.
Entra a questo punto dalla comune EMMA, ad annunziare:
EMMA
C'è il signor console Grotti che chiede della signorina o di lei, signor Nota.
LUDOVICO
Ah, viene qua lui, invece.
FRANCO
(_fiero e minaccioso, accennando di muoversi per andargli incontro_)
E viene a proposito!
LUDOVICO
(_calmo e fermo, ponendoglisi davanti_)
Lei mi farà il piacere di star tranquillo, in casa mia; e le ripeto che non ha da chiedere conto a nessuno!
FRANCO
(_c. s._)
Io me ne posso anche andare!
LUDOVICO
No! Lei si fermerà qui. Andrò io da questo signore.
Si presenta sulla soglia, in ansia e agitatissimo il console GROTTI. EMMA si ritira.
GROTTI
Permesso? La signorina Drei?
ONORIA
(_allarmata, irritata, impaziente_)
Ma non c'è! Se n'è andata!
FRANCO
E forse non ritornerà più!
GROTTI
Oh Dio, ma sanno.... — mi rivolgo a lei, signor Nota —
LUDOVICO
Lei s'introduce in casa mia, senza averne il permesso.
GROTTI
Chiedo perdono! Ma mi preme di sapere se la signorina Drei è a conoscenza che mia moglie —
FRANCO
(_subito_)
— è andata dai parenti della mia fidanzata a denunziare —
GROTTI
(_subito con fierezza, gridando_)
— la sua pazzia!
FRANCO
Ah, lei dunque nega?
GROTTI
(_c. s. con furia e con sdegno_)
Ma io non ho niente nè da affermare nè da negare a lei!
FRANCO
Ah no! s'inganna! Perchè lei mi deve rispondere —
GROTTI
— di che vuole che le risponda? Della pazzia di una donna? — Sono pronto a risponderne, quando lei vuole!
FRANCO
Sta bene!
GROTTI
(_subito rivolgendosi a Ludovico_)
Mi preme soltanto di sapere, signor Nota, se la signorina Drei ne è a conoscenza!
LUDOVICO
No, io non credo.
GROTTI
Ah, sia lodato Dio, sia lodato Dio!
LUDOVICO
È stata con me: l'ho lasciata perchè doveva recarsi all'albergo.
GROTTI
E non lo sapeva neanche lei?
LUDOVICO
No; l'ho saputo ora dal signor Laspiga che ho trovato qua.
GROTTI
Ah bene, bene! Perchè nella disperazione in cui è, quest'altro colpo....
LUDOVICO
Ma il fatto è che — la aspettiamo — e ancora non ritorna.
FRANCO
Se non lo sa, è più che probabile che se l'aspetti! E poichè il signor Nota le ha dato un po' di denaro, forse avrà preso la via.
GROTTI
Dio volesse che fosse così! Ma purtroppo temo —
FRANCO
Ah, dunque lei ora ammette?
GROTTI
Io non ammetto nulla!
FRANCO
Già per cavalleria!
GROTTI
Ma non capisce che a me non importa affatto che lei creda o non creda? Lei può credere quello che vuole e che le fa comodo!
FRANCO
(_di scatto, fiero_)
Io? Quello che mi fa comodo? Io voglio sapere quello che è vero, non credere quello che mi fa comodo!
GROTTI
E poi? Quando le avrò detto che non è vero? Ma non vuol comprendere che è stato lei, proprio lei, a ridurla alla disperazione?
FRANCO
Io?
GROTTI
Sì! Lei!
FRANCO
Ma se fu scacciata innocente, da sua moglie, senza neanche colpa della disgrazia della bambina —
GROTTI
(_subito, reciso_)
Questo no!
FRANCO
È menzogna, questa?
GROTTI
Sono andato appunto a protestare per questo, al giornale — contro questa menzogna!
FRANCO
E poi è venuto a mettersi qua d'accordo con lei?
GROTTI
(_fremendo, quasi avventandosi e contenendosi_)
Mi scusi, signor Nota.... (_Poi, a Franco_) Sono venuto qua perchè pregato dal padre della sua fidanzata, e ho trovato che ella — del resto, alla sua stessa presenza, e di tutti — si disperava perchè lei —
FRANCO
(_subito con forza stringente_)
— perchè io volevo riparare al male che le avevo fatto! Perchè se ne dispera — vorrei sapere — se questo male che io le avrei fatto, è vero?
GROTTI
Ma perchè ella non vuole la sua riparazione! Oh bella! Non la vuole! Non la vuole! Gliel'ha detto! Ripetuto! È una bella ostinazione, perdio!
FRANCO
(_c. s._)
Ma non può credere che mi faccia comodo! Questo no! Lei vorrebbe escludermi, con la scusa di questa disperazione, per fare facilmente qua, la sua parte davanti al signore (_indicando Ludovico_), dandogli a credere che non è vero niente! — Ma io sono qua, non per piacere, ma perchè lei, lei stessa, dichiarò pubblicamente che s'era uccisa per me!
GROTTI
E non le ha già confessato d'aver mentito?
FRANCO
(_subito, con violenza, sempre più stringente_)
Una seconda menzogna! E due! — L'ho costretta io, forse, a mentire?
GROTTI
E chi lo sa, se non ha detto di no, per questo?
FRANCO
(_c. s._)
Dunque sarebbe vero che ha tentato d'uccidersi per me?
GROTTI
Io non lo so, perchè l'ha fatto.
FRANCO
(_c. s._)
Se è come lei dice, l'ha fatto per me, per il mio matrimonio! Non vedo altra ragione, perchè l'avrebbe fatto!
LUDOVICO
Se non fu forse, per come disse a me —
FRANCO
(_voltandosi di scatto_)
Ma no, scusi, lei poc'anzi ha detto che non ne vedeva nessuna, neppure lei!
LUDOVICO
No, ecco, che s'avvilì.... per istrada.... come una mendicante....
FRANCO
(_con ironia_)
Già! quando si offrì, di sera, al primo che passava....
GROTTI
(_infoscandosi_)
Disse anche questo?
FRANCO
(_forte, con foga, venendo avanti_)
Anche questo! anche questo! E avrebbe fatto anche questo per colpa mia, per il mio tradimento! E lei vorrebbe che io, ammettendo questo, non m'ostinassi a pretendere, con tutta la forza della mia coscienza, che ella accettasse la mia riparazione? Ma io sono pronto a pretenderlo anche ora, se lei mi dà la sua parola d'onore che sua moglie ha detto il falso, denunciando che è stata la sua amante!
Accorre a questo punto EMMA, dalla comune, gridando spaventata:
EMMA
Signora! signora! Dio mio.... signora....
ONORIA
Che cos'è?
LUDOVICO
Lei?
EMMA
Sissignore.... è tornata....
GROTTI
E dov'è?
ONORIA
Dov'è?
EMMA
Come una morta.... Appena ho aperto.... è caduta, con la valigia....
LUDOVICO
Il veleno.... ah Dio, nella valigia aveva il veleno....
Mentre fanno per accorrere appare ERSILIA dalla comune: cadaverica, ma calma, dolce, quasi sorridente.
ONORIA
(_arretrando, con gli altri_)
Oh.... eccola....
GROTTI
(_prorompendo_)
Ersilia.... Ersilia.... che hai fatto?
FRANCO
(_quasi tra sè_)
Ecco che s'è tradito!
LUDOVICO
(_accorrendo, come per sorreggerla_)
Signorina.... signorina....
ONORIA
(_con raccapriccio, quasi tra sè_)
Oh Dio.... di nuovo?
ERSILIA
Niente. Zitti.... Questa volta, niente.... (_fa segno col dito davanti alla bocca_).
GROTTI
(_con un grido_)
No! No.... Dio, Dio! Bisogna darle ajuto subito! Portarla via, subito!
ONORIA
(_spaventata_)
Ma sì! Subito, subito!
LUDOVICO
(_accorrendo a lei_)
Sì, sì.... venga, venga....
ERSILIA
(_schermendosi_)
No: non voglio! — Basta! Per carità....
GROTTI
(_accorrendo anche lui_)
Ma sì! Vieni, vieni con me! Ti condurrò io!
ERSILIA
(_c. s._)
Non voglio, ti dico....
LUDOVICO
(_c. s._)
Ma sì, si lasci persuadere, si lasci condurre, signorina!
ONORIA
Mando per una vettura!
ERSILIA
Per carità, basta, vi dico.... Sarebbe inutile!
GROTTI
Ma chi lo dice? Non bisogna perder tempo piuttosto!
ERSILIA
È inutile! Non c'è più rimedio. Zitti, per carità. Lasciatemi tranquilla. Se lei, signor Nota, e lei signora.... — non sarà subito, purtroppo.... ma spero presto....
LUDOVICO
Dica, sì.... — che desidera? che desidera?
ERSILIA
Il suo letto.
LUDOVICO
Ma sì, subito, venga!
ONORIA
Venga, venga!
GROTTI
(_di nuovo prorompendo con violenta commozione_)
Che hai fatto? che hai fatto?
ERSILIA
Basta. Andate, andate....
LUDOVICO
Poteva pensare, signorina, che c'ero io! poteva restare qua, con me!
ERSILIA
Se non l'avessi fatto, nessuno mi avrebbe più creduto.
FRANCO
(_con orgasmo, commosso_)
Ma che cosa, che cosa dovevamo credere?
ERSILIA
(_pacata_)
Che non mentii per vivere. Questo.
FRANCO
E perchè allora?
ERSILIA
Ma per morire. Ecco. Vedi? — Te lo gridai, che quando dissi quella menzogna per me doveva essere tutto finito, e che la dissi appunto per questo. Tu non l'hai voluto credere; e hai ragione, sì, perchè non pensai a te — proprio per nulla — hai ragione, non pensai che t'avrei turbato, sconvolto così.... — Ma mi disprezzavo tanto!
FRANCO
Ma come? M'accusavi....
ERSILIA
No.
FRANCO
Come no?
ERSILIA
No, no.... È così difficile dirlo... — figurati, crederlo. — Ma ora ti dirò. Mi disprezzavo tanto, che non credetti che t'avrei cagionato tutto questo danno. — Puoi credermi. Vedi, ho voluto acquistarmi prima, apposta, questo diritto d'esser creduta: per dirtelo. T'ho cagionato tutto questo sconvolgimento, e anche alla tua fidanzata, e sapevo, sapevo di non doverlo fare; che non avevo più nessun diritto di farlo, perchè.... (_guarda verso il Grotti, poi si rivolge di nuovo a Franco_) L'hai saputo? — Da sua moglie, è vero?
FRANCO
(_quasi senza voce_)
Sì.
ERSILIA
L'ho preveduto. E lui è venuto qua a negare, è vero?
FRANCO
(_c. s._)
Sì.
ERSILIA
Ecco, vedi? (_Lo guarda e fa un gesto di sconsolata pietà, aprendo appena le mani; gesto che dice senza parole la ragione per cui l'umanità martoriata sente il bisogno di mentire. Dolcissimamente aggiunge:_) E anche tu....
FRANCO
(_commosso, con impeto di sincerità, intendendo il gesto_)
Sì, anch'io, anch'io!
ERSILIA
(_sorridendo, quasi d'un sorriso lontano_)
Hai detto il sogno.... non so.... cose belle. — E sei accorso qua per riparare. — Sì, come lui — per riparare — ha negato. (_Il Grotti scoppia in violenti singhiozzi. E allora ella turbandosi e facendogli cenno di frenarsi e di smettere_) No, no, per carità! — È che ciascuno, ciascuno vuol fare una bella figura. — Più si è.... più si è.... (_vuol dire «laidi», ma ne prova schifo e insieme ancora tanta pietà, che quasi non le viene di dirlo_) — e più ci vogliamo far belli, ecco. (_E sorride_) Dio mio sì, coprirci con un abitino decente, ecco. — Io non ne avevo più nessuno per ricomparirti davanti. Ma seppi che anche tu.... sì, t'eri strappato quell'abito bello di marinajo. E allora mi vidi.... mi vidi per la strada, senza più nulla.... — e.... (_s'infosca al ricordo di quella sera per la strada, uscita dall'alberguccio_) — sì, ancora un altro po' di fango addosso, a finire d'insudiciarmi. — Dio, che schifo! che nausea! — E allora.... e allora volli farmela per la morte, almeno, una vestina decente. — Ecco, vedete perchè mentii? Per questo, vi giuro! — Non avevo potuto averne mai una per la vita, da poter figurare in qualche modo, che non mi fosse strappata dai tanti cani.... dai tanti cani che mi sono saltati sempre addosso, per ogni via, che non mi fosse imbrattata da tutte le miserie più basse e più vili — me ne volli fare una — bella — per la morte — la più bella — quella che era stata per me come un sogno, là — e che mi fu strappata subito, anch'essa — quella di fidanzata; ma per morirci, per morirci, per morirci e basta — ecco — con un po' di rimpianto di tutti, e basta. — Ebbene, no! no! Non ho potuto avere neanche questa! Lacerata addosso, strappata anche questa! No! Morire nuda! Scoperta, avvilita, e spregiata! — Ecco qua: siete contenti? E ora andate, andate. Lasciatemi morire in silenzio: nuda. Andate! Lo posso ben dire, ora, mi pare, che non voglio più vedere, che non voglio più sentire nessuno? Andate, andatelo a dire, tu a tua moglie, tu alla tua fidanzata, che questa morta — ecco qua — non s'è potuta vestire.
TELA
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.