Un cavallo nella luna: Novelle
Part 10
Molte delle quali sostenevano con calore, che via, in fin dei conti, non solo non era da stimar pazzo, ma forse neppure da biasimare quel povero signor Crispucci, se voleva che nessuno di quegli abiti, nessun capo di quella biancheria toccasse le carni pure della sua figliuola. Meglio sì, meglio darli via, se non voleva svenderli. Naturalmente, come vicine di casa, credevano di poter pretendere che, a preferenza, fossero distribuiti tra loro. Almeno qualche regaluccio, via.... Chi sa che fiume di sete gaje e lucenti, che spume di merletti, tra rive di morbidi velluti e ciuffi di bianche piume di cappelli, sarebbero entrati fra qualche giorno nello squallore di quella stamberga.
Solo a pensarci, ne avevano tutte gli occhi piccoli piccoli. E Fina, la figliuola, ascoltandole e vedendole così inebriate, si storceva le mani sotto il grembiule, e alla fine scattava in piedi e andava via.
— Povera figliuola, — sospirava allora qualcuna. — È la pena....
E un'altra domandava alla nonna:
— Credete che il padre la farà vestir di nero?
La vecchia rispondeva con un altro grugnito, per significare che non ne sapeva nulla.
— Ma certo! Le tocca....
— È infine la madre!
— Se accetta l'eredità....
— Ma vedrete che prenderà il lutto anche lui....
— No no, lui no....
— Se accetta l'eredità....
La vecchia si agitava sulla seggiola, come Fina si agitava sul letto, di là. Perchè questo era il dubbio smanioso: che egli accettasse l'eredità. Tutte e due, di nascosto, al primo annunzio della morte, s'erano recate dal signor avvocato Boccanera, spaventate dalle furie con cui Crispucci aveva accolto la notizia di quell'eredità, e lo avevano scongiurato a mani giunte di persuaderlo a non commettere le pazzie minacciate. Come sarebbe rimasta, alla morte di lui, quella povera figliuola, che non aveva avuto mai, mai un momento di bene da che era nata? Egli metteva in bilancia un'eredità di disonore e una eredità d'orgoglio: l'orgoglio d'una miseria onesta. Ma perchè pesare con questa bilancia la fortuna che toccava alla povera figliuola? Ella era stata messa al mondo senza volerlo, e finora con tante amarezze aveva scontato il disonore della madre; doveva ora per giunta essere sacrificata anche all'orgoglio del padre?
Durò un'eternità — diciotto giorni — l'angoscia di questo dubbio. Neppure un rigo di lettera in quei diciotto giorni. Finalmente, una sera, per la lunga scala erta e angusta le due donne intesero un tramestìo affannoso. Erano i facchini della stazione che portavano su, tra ceste e bauli, undici pesanti colli.
A piè della scala, Crispucci aspettò che i facchini andassero a deporre il carico nel suo appartamento al quarto piano; li pagò; quando la scala ritornò quieta, prese a salire adagio adagio.
La madre e la figliuola lo attendevano trepidanti sul pianerottolo, col lume in mano. Alla fine lo videro apparire, a capo chino, insaccato in un abito nuovo, color tabacco, peloso, comprato certo bell'e fatto a Napoli in qualche magazzino popolare. I calzoni lunghi gli strascicavano oltre i tacchi delle scarpe pur nuove; la giacca gli sgonfiava da collo.
Nè l'una nè l'altra delle due donne ardì di muovere una domanda. Quell'abito parlava da sè. Soltanto la figliuola nel vederlo diretto alla sua stanza, prima che ne richiudesse l'uscio, gli chiese:
— Papà, hai cenato?
Crispucci, dalla soglia, voltò la faccia e con una smorfia nuova di riso e una nuova voce rispose:
— _Wagon-restaurant_.
INDICE.
Pag.
UN CAVALLO NELLA LUNA 3 Il capretto nero 15 I pensionati della memoria 29 Rondone e Rondinella 39 Un gatto, un cardellino e le stelle 51
DONNA MIMMA 63 Donna Mimma parte 65 Donna Mimma studia 80 Donna Mimma ritorna 93
LA VENDETTA DEL CANE 107 Il saltamartino 127 Quando si comprende 141 Visitare gl'infermi 151 L'abito nuovo 191
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
End of Project Gutenberg's Un cavallo nella luna, by Luigi Pirandello