Un avvocato dell'avvenire Le Commedie, vol. 1

Part 5

Chapter 51,172 wordsPublic domain

TULLIO. — E allora condannatelo, _(controscena di Bobi sino al fine del dibattimento)_ consacratelo vittima espiatoria agli Dei spietati della giustizia inflessibile! Egli è ribelle alla società, e voi, per riconciliarvelo, legatelo come una belva! Una fiera tempesta ne agita il cuore e la mente, e voi, a calmarla, non gli spettacoli della natura e le arti divine che rasserenano la vita invocate, ma le tenebre e la solitudine! Egli non sente dignità, e voi, perchè la senta, vestitelo di sargia! Egli non apprezza la vita degli altri, e voi avvelenate la sua! Sta bene: è vostro diritto: via dalla società questo membro infetto!... tagliatelo!... buttatelo!... — Ma badate, o Giurati egregi, di cancellarlo anche dalla memoria! Badate che forse non potrete dimenticare mai più che, per volontà vostra, mentre amate, giuocate, ridete, dormite, c'è un uomo che non ama, che non ride, che non dorme più! Voi vorrete cacciare questo pensiero importuno col pensiero più caro, con quello della famiglia; ed ecco che la sua imagine vi appare come per una fantasmagoria sul volto degli amici, dei figli, della sposa istessa! Ah, è troppo! E voi chiudete gli occhi per troncare l'orrenda visione..... e allora sentirete fra le voci altrui... nell'aria... fra i suoni più discordi... una nota persistente, lamentevole, come un sospiro represso, un grido, un singhiozzo lontano... la nota _(accenno di Tullio a Bobi)_ della disperazione! _Basta!_ esclamerete, _basta! mi sono sbagliato! sono stato troppo severo! non è colpevole! è innocente!_ Ma, orribile a pensarsi, la legge vi risponderà: _è tardi!_ Dunque questo supplizio senza nome e senza riscontro nelle bolgie Dantesche, il supplizio del Giurato che condanna durerà quanto il suo martirio? Si! _Venticinque anni_, lo avete voluto voi! E finiti questi, quando credete di poter respirare, chi vi assicura che la prima volta che uscirete di casa non lo vedrete venire verso di voi... pallido... vacillante... come uno spettro sfuggito al regno della morte? Voi vi arrestate... voi vorreste pigliare un'altra strada, sparire, nascondervi... ma non siete più in tempo!... Vi ha già visto, e il suo sguardo, acuto come una spada, v'inchioda immobile al vostro posto; peggio, vi obbliga a guardarlo, vi obbliga a mirare su quella fronte il marchio dell'infamia che avete stampato voi, in quel terribile sogghigno la fatale necessità di essere ora peggiore di prima a cui l'avete condannato voi! E voi, atterrito, gli balbetterete: _che vuoi?_ E lui, pensando che non ha più la gioventù, e che l'avvenire è più orribile del passato, vi risponderà con uno sguardo, con un gesto disperato: _morte! — No, disgraziato! aspetta!_ voi griderete commosso: _rimedierò io a tutto... provvederò io al tuo avvenire... sarò per te un amico... un fratello!_ Ma lui, con quella sua voce fioca fioca che passa l'anima: _Ora è tardi... allora ci dovevi pensare... venticinque anni fa... Ora è tardi!_... _(volgendosi con impeto ai Giurati)_ No, che non è tardi: è ancora lì..... ma condannatelo ancora, se ne avete il cuore, condannatelo!!

(Si asciuga il volto colla pezzuola e si abbandona sul banco sfinito. — Applausi prolungati e caldissimi dalla galleria malgrado i gesti dell'usciere — Bobi simula di piangere).

PRES. _(interrogato con un cenno il Silvestri che nega di voler aggiungere altro, suona il campanello, e fatto silenzio)_ — Il dibattimento è chiuso. Signori Giurati; _(i giurati si alzano in piedi)_ ricordandovi ancora una volta che l'imputato è reo confesso, domando alla vostra coscienza il giudizio del fatto per mezzo di questi tre quesiti: l'incolpato è colpevole di furto con iscalata ed effrazione? è colpevole di tentato omicidio? è colpevole d'incendio? _(a Geremia)_ — Spetta a lei, capo dei Giurati, raccogliere i verdetti e presentarli alla Corte.

GER. — Sarà mio dovere: ma permetta intanto che la ringrazii dell'onore che mi ha fatto.

PRES. — Tiri via: è stato estratto a sorte. _(i Giurati escono dalla sinistra)_ Signor avvocato della difesa, io mi vedo in obbligo, qualunque sia il verdetto dei Giurati, di rimpiangere che lei abbia esordito spendendo così male il suo ingegno ed offendendo le nobili e gloriose tradizioni di questa magistratura. Possano almeno le mie parole essere ricordate in avvenire da lei e da quelli che fossero tentati d'imitarlo!

SCENA II.

_Dalla sinistra GIUSEPPE, GEREMIA e gli altri GIURATI. DETTI._

GER. — Sul mio onore e sulla mia coscienza il nostro verdetto è di un voto affermativo per tutti e tre i quesiti, e di undici negativi parimenti per tutti e tre.

(Consegna le schede al Presidente che le riscontra e ritorna al suo posto).

PRES. _(a Bobi)_. — Alzatevi. Voi avete confessato i vostri delitti, ma i Giurati non vi prestano fede e vi mandano assolto e libero.

(Esce dalla sinistra colla Corte, meno Silvestri e Tullio, che levano la toga).

PETR., MARC. _e_ SPETTATORI _(con vivissimi applausi dalla galleria)_. — Bene! Bravo!

(Tutti gli spettatori della galleria escono rapidamente dalla destra)

VOCI _(dalla destra fuori di scena, con lunghi e fragorosi applausi)_. — Fuori l'avvocato! Viva il nostro deputato!

BOBI _(sbalordito, visti partire i carabinieri, risedendo)_. — No, non è possibile, addirittura assolto!

SCENA III.

_MARCOLINI e PETRONIO, dalla destra con premura, mentre Tullio si leva la toga e Giuseppe, Silvestri, Valori, Luigia e Prospera formano un gruppo animato a sinistra. DETTI._

MARC. — Presto fuori, avvocato, che l'aspetta una gran dimostrazione!

TULLIO. — Un momento che abbracci prima lo zio e la cugina...

PETR. — Dopo! Dopo! Non lasciamo raffreddare! _(lo solleva con Marcolini per portarlo via dalla destra)_ Su!

TULLIO _(contentissimo)_. — Ma che cosa fate?

MARC. — In trionfo! In trionfo! Evviva l'avvocato!

PETR. _(guardando Silvestri)_. — Evviva il nostro deputato!

TULLIO _(a Giuseppe)_. — E lo vogliono..... andiamo in trionfo! Ma ritorno subito. _(via con Petronio e Marcolini)_

VOCI E APPLAUSI _(fuori di scena)_. — Viva! Viva il nostro deputato!

GIUS. _(concitato)_. — No... no... dopo tanto sproloquio, so io ciò che può essere più eloquente in questo momento... Valori, non sarà mai detto che un Savelli ti abbia fatto perdere un soldo... Avvocato Silvestri, porga il suo braccio alla mia figliuola e speri subito, lo voglio!

SILV. — Non ho mai cessato!

LUIG. _(a Silvestri)_. — Si figuri che chiama la famiglia un inciampo!

PROSP. — Ah! ci ho gusto! ci ho gusto davvero!

GIUS. — Zitta, bracona! Eccolo qui. Zitti tutti, e via di qua... _(accennando a sinistra)_ ma che abbia tempo a vedere ed a capire. _(s'avviano)_

BOBI. — Se ne vanno tutti... Ma allora sono proprio assolto e libero?

SCENA IV ED ULTIMA.

_TULLIO con premura dalla destra. DETTI._

TULLIO _(entrando e chiudendo a chiave la porta a destra)_. — Ma sì! sarò il vostro deputato, sarò tutto quello che volete; ma ora ciò che mi preme di più è lo zio, è la cugina... _(volgendosi)_ Che vedo?

GIUS. — Ah! Ah! la scuola dell'avvenire! Bravissimo; ma noi preferiamo la scuola antica tutti e quattro! _(via dalla sinistra)_

PROSP. — Tutti e cinque! _(gli fa una riverenza ironica e segue gli altri)_

TULLIO. — Zio! Luigia! Ah! _(cadendo svenuto sulla seggiola di Bobi)_ Ho tutto perduto!

BOBI. — E la mia riconoscenza, avvocato? _(gli fa aria col suo cappello)_ Mondo bello che catena e che orologio! _(gli toglie l'orologio)_ Non posso resistere gua'! _(intasca l'orologio ed esce guardingo dalla destra)_ Gli è la pazzia ragionante! _(cala il sipario)_

FINE.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

End of Project Gutenberg's Un avvocato dell'avvenire, by Valentino Carrera