Traduzione di Elia Morpurgo de' Discorsi Ebraici di Tolleranza e Felicità diretti da Naftalì Herz Weisel, agli Ebrei dimoranti ne' dominj dell'Augustissimo Imperadore Giuseppe II. il Giusto con le note del traduttore

Part 4

Chapter 42,855 wordsPublic domain

Goderemo dunque il bel vantaggio, che li giovani avendo appresa la scrittura santa dalla già lodata traduzione, mediante maestri pratici nella lingua tedesca, ed uscendo dalle nostre scuole averanno imparato il tedesco eloquentemente, e passando indi alle scuole più alte, lo apprenderanno a seconda delle regole grammaticali, e conseguentemente si perfezioneranno nella lingua, e resi poi adulti, tratteranno cogli eruditi delle altre nazioni, in materia di sacre lettere, e li testi che saranno per addurre li citeranno con quella purità di lingua con cui li averanno imparati, dacchè quando si apprende bene nell'infanzia, resta altamente impresso nell'umana fantasia; e così col mezzo di un tale metodo, e con l'ajuto della sopra lodata traduzione, si accostumerà la gioventù a parlare con eleganza, e si guarderanno sin dall'età giovanile dalle cattive espressioni che sentono dal volgo, e conosceranno apertamente di quale vantaggio sia il parlar bene, e quale sia l'effetto che produca in chi ci ascolta, poichè dall'esperienza si arriva a conoscere come pensi colui che ci parla; mentre un racconto istesso ripetuto da tre differenti soggetti, ha tre differenti gusti, cioè a seconda appunto delle grazie con cui l'espositore lo condisce, e quello ch'è meglio diretto e più a dovere spiegato, si rende più atto a persuadere l'uditore, e meglio ancor lo dispone al partito di quelle disposizioni a cui si cerca col di lui mezzo d'incamminarlo. Le composizioni poetiche sono di lor natura superiori a qualsivoglia rettorico discorso; conciossiacchè le poesie dirette con il dovuto metro, e debitamente disposte hanno l'attività di talmente operare sull'anima, che giungono a scuotere le più oppresse potenze; tuttociò però che si potrà dire della poesia, non sarà accordato dalli nostri fratelli tedeschi, come quelli li quali non conoscono la dolcezza, li fregi, la forza, dell'ebraica favella, appunto per non averla mai esaminata dal suo vero fondo; e quindi è, che la maggior parte de' libri sacri stati scritti come ispirati dallo Spirito Santo, onde instruire il popolo nelle sane sentenze e rassodarlo nel timor di Dio, furono scritti in versi, e tali sono li salmi di David, gli scritti di Job, e li proverbi unitamente alla cantica di Salomone: tale è ancora la maggior parte delle profezie d'Isaja, quelle di Geremia, e le altre di Ezecchiello, e così degli altri 12 profeti minori, come pure buona parte del Pentateuco, cioè la cantica del mar rosso, le profezie di Balaam, la cantica per il pozzo, ed i penultimi capitoli del Deuteronomio: opere sono elleno sì elevate e grandi, che una mente ben attenta e regolata ritrova in esse un non so che di divino; e pure la maggior parte della nostra nazione non fa intorno ad esse la menoma osservazione. Quantunque la maggior parte degli stati sì presenti, che passati hanno conosciuto, che la purità delle lingue porti seco diverse cognizioni, e fisiche, e morali, e perciò hanno rispettati e distinti li loro poeti, appunto perchè la poesia produce mirabili effetti nella natura e nello spirito, ed è una somma meraviglia il vedere, che nè in Germania, nè in Polonia già da tanti secoli si sia prodotto un distinto poeta, il che sarebbe compatibile in quelle nazioni le quali vanno prive di esempi ne' trapassati loro antenati, non così però negli ebrei, poichè, come abbiamo dimostrato di sopra, la maggior parte de' libri sacri ha coltivato la poesia, nè si può dire, che essa sia inutile, poichè di questa hanno fatto uso i profeti di Dio, e li nostri istessi re e principi della nazione, e li più rinomati poeti delle altre nazioni in questo illuminato secolo[34] hanno dovuto confessare, che il fasto, le grazie, la dolcezza, la forza, il pregio che in se racchiudono le poesie scritturali, abbiano superati li poetici componimenti delle altre nazioni e di tutti i tempi, e non già solamente quelle di Omero, di Pindaro, di Orazio; e perchè dunque le abbiamo noi abbandonate, e non seguitiamo il costume? Ciò è accaduto, perchè instrutti sin negli anni più verdi da imperiti maestri nella lingua in cui essi ci hanno educati, ed educati con frasi grossolane e popolari, non abbiamo gustata la dolcezza delle buone frasi e la forza della lingua, come fanno le altre nazioni; e però non abbiamo avuta una vera idea del fondo di questa lingua e de' progressi di cui è essa capace, ed in cui la provvidenza ha riposti tanti vantaggi onde perfezionare lo spirito a seconda appunto di quelle proposizioni col di cui mezzo noi siamo istrutti; poichè il discorso, spiegando l'interno dell'anima, dà saggio della sua propria abilità. Ora è impossibile, che si ottenga il desiderato fine, se non col mezzo di un discorso purgato da qualsivoglia equivoco, e con proporzioni esposte con garbo a quell'uditorio a cui esse sono indirizzate, e mancandovi una buona rettorica, necessaria per altro in ogni lingua da insegnarsi con grande impegno: se, dissi, manca la rettorica, per quanto siano sublimi le idee che uno da se stesso si forma, resteranno miseramente sepolte, ed il fuoco che lo occupa resta da se stesso soppresso; ed anzi si rende esso tanto meno attivo, quantochè non è punto capace di risvegliare negli altri la lor fantasia.

[34] Vedi la lettera di Monsieur l'Advocat professore di Sorbona 30 agosto 1762 portata dal traduttore a car. 80 nel suo discorso succennato.

Noi ci lusinghiamo però, che qualora i fanciulli comincino per l'avvenire ad imparare regolarmente la lingua ebraica, arriveranno a capire i sacri libri mediante la già lodata traduzione tedesca, in cui sono tradotti altresì li canti della sacra scrittura in versi tedeschi, purchè li maestri inculchino a' loro discepoli l'utilità e la necessità di questa lingua, e quanta attenzione si debba usare, onde li propri versi abbiano credito nel mondo savio, e che verseggiando a dovere, si giunga a persuadere e guadagnarsi lo spirito dell'uditorio, osservando la consonanza delle parole, la purità delle frasi, la forza degli esempi, e le parità, così insegnando i maestri, vedranno svegliarsi dal loro letargo i discepoli; e molti, da questo esempio animati, ne seguiranno le orme, sino a che una parte di essi giugnerà al desiderato fine di divenire buoni rettorici, ed insigni e distinti poeti.

_CAPITOLO VIII._

Ecco dunque finite le particolari osservazioni che erano da notarsi intorno al nostro passato contegno, e molte altre sarebbero ancora, le quali, in grazia appunto della brevità, vengono ommesse; ma a questo, ed a più inoltre è stato provveduto dalla pietà e saviezza di Sua Maestà Imperiale (che Dio feliciti) mediante sua clementissima sovrana legge con poche bensì, ma però significanti parole, avendo imposto agli ebrei a dover erigere scuole in cui le proli israelitiche imparar debbano la lingua tedesca nella vera purità, del che certamente gioirà ogni amico dell'umanità, comprendendo quanto vantaggio ricaveranno le proli future.

Sta dunque ora a voi, miei fratelli e signori, a sollecitare l'effetto, ed a dar pronta mano all'opra sì salutare con fondare scuole, provvedendole di tutto ciò che per esse è necessario, mediante le quali abbiamo tutta la speranza di conseguire l'effetto che si propose l'Augusto Monarca, e che tende alla felicità de' nostri figli, come si è detto; giacchè tutti gli oggetti che da principio si fondano con pietà e giustizia, è assai facile di conseguirne il loro avanzamento e la propagazione, non meno che una incessante sussistenza; ma li principj tutti sono difficili, e specialmente in questo caso in cui si tratta di piantare nella nazione una novità sin ad ora inaudita, di cui per il corso di molti secoli li nostri padri non ne hanno avuto uso; nulladimeno gente di abilità e buona condotta, come voi siete, non deve dubitare, nè perdersi di coraggio per quelle piccole difficoltà che s'incontrano, giacchè la vostra azione sarà compensata dal buon successo; riflettete dunque, che non fate altro che rimontare li nostri antichi principj e rimettere i nostri prudenti usi che non furono dimessi, fuorchè per l'odio de' nostri indiscreti persecutori, come abbiamo dimostrato al cap. 3. Ora disponetevi dunque a porre il tutto nel suo dovuto ordine; e veramente fa duopo di una gran diligenza, e buon metodo nella prima instituzione; ed il massimo pensiere deve essere quello di scegliere maestri e professori abili e timorati di Dio, e ben periti tanto nella grammatica e purità della lingua ebrea, quanto nella tedesca, perchè possino instruire dal bel principio li loro discepoli a leggere, e conoscere tutte due le lingue nel modo dovuto; e per ben intendere la sacra scrittura, abbiamo già detto, non esservi meglio che il Pentateuco già tradotto dal lodato eruditissimo signor Mendelssohn, giacchè la traduzione è perfetta nella lingua, le spiegazioni sono secondo l'intelligenza già approvata; e l'esposizioni secondo il vero senso litterale de' testi rispettivi.

E se poi per avventura ne' vostri paesi non poteste rinvenire soggetti abili per tutte e due le lingue, è vostro dovere di cercarli in tutta la nazione, procurandoli, occorrendo, da' lontani paesi ancora, perchè nel breve corso di anni tre, ne avrete formati nelle vostre stesse communità; e molti de' vostri figli si renderanno capaci d'instruire li propri confratelli, dacchè molti tra la vostra gioventù si daran coraggio di ben studiare, e d'imitare i dotti maestri che si saranno introdotti: molti si affaticheranno e si moltiplicheranno le cognizioni, e così accaderà ancora con le scienze legali, fisiche, e matematiche, giacchè allora quando la gioventù si presenterà di buona voglia alle università delle rispettive nazioni, ciascuno riuscirà in quella scienza a cui averà maggiore inclinazione, e fra pochi anni averemo il bel piacere di avere in qualunque scienza de' professori nazionali, e così deve ancora accadere nella compilazione de' libri atti ad instruire i giovani nella fede e nella morale, che avendo tra voi soggetto che ne sia capace, sarà un ottima cosa; e poichè è in verità molto difficile di compilare un opera in buon ordine, e che sia analoga e proporzionata alla qualità ed abilità de' discepoli, e che l'opera sia analoga a' principj della nostra religione, e che sia tale, onde non abbia alcun difetto, ed estesa in ebraico tale da potersi agevolmente tradurre in lingua tedesca; e poichè, dissi, ciò è molto difficile, convien cercare un tale soggetto in tutta la nazione sino a tanto che vi riesca di rinvenirlo; e con questo mezzo lo ritrovarete, giacchè, Dio lodato, non siamo interamente spogli di letterati, ed ogni secolo vanta soggetti proporzionati al bisogno; sicchè non mancherà chi faccia la cosa a dovere; basta però al primo ingresso, che si insegnino li testi della scrittura santa con la citata traduzione, ben instruendoli nell'una e nell'altra lingua, ed in progresso poi di tempo averemo de' scrittori, e nelle scienze, e nella morale; ed anzi averete tra voi stessi uomini versati in ogni letteratura.

Avvertite però, che gli scolari siano divisi nelle proporzionate classi, e che nessuno passi da quella scuola ove s'insegnano le rispettive lingue, a quella in cui s'insegna la scrittura sacra, la fede, e la morale, sino a che non sia stato prima ben esaminato da' direttori delle scuole, e che giudichino, se abbia fatto il proprio dovere nella prima scuola, o meno; e così pure dalla seconda scuola non passi a quella in cui s'insegna il codice misnico e le parafrasi, sino a tanto che si abbia giudicato, che abbia adempito il suo dovere nella scuola da cui sorte; e se non è giudicato capace allo studio del codice misnico e talmudico, meglio sia che egli non perda inutilmente il tempo, e si dia a quell'arte o professione a cui meglio inclina, e che continui a frequentare le cattedre della scrittura sacra e di morale, onde impari vieppiù i doveri di ebreo, e quelli di cittadino, rendendosi così utile a' suoi simili, tanto con la professione, quanto con i buoni costumi; ed un eguale contegno si deve tenere con quelli che passano dalla cattedra misnica a quella delle sottili e profonde instruzioni talmudiche, e così tutti si renderanno felici proporzionatamente all'abilità ed alla professione, e que' pochi che si renderanno esperti nella difficile cognizione talmudica, e che si saranno già prima perfezionati nelle scienze legali e matematiche, riusciranno veri letterati, giacchè tratteranno li principj della propria religione con il vero modo, e con quel retto contegno in cui saranno stati istrutti, e col mezzo delle cognizioni acquistate capiranno le proposizioni talmudiche nella loro vera vista e con un distinto criterio, e si renderanno utili alla religione e alla republica, facendo anche onore alla nazione, ed i loro fratelli in qualsivoglia esercizio impiegati li sosteniranno, e li ajuteranno, perchè saranno di sollievo alle società rispettive, e utili alle società generali ed allo stato, giacchè non siamo creati per essere tutti profondi logici, talmudici, teologhi, o casisti, avendo la bontà di Dio impartite alle anime distinte forze, e qualità proporzionate, assegnando ad ognuna certa limitata disposizione dal momento in cui fu creato, e ciascun si perfeziona a seconda delle proprie inclinazioni intrinseche ed estrinseche.

E chiaramente si sono spiegati i nostri savi Rabini, dicendo, che di cento che si presentano alle scuole, due soli riusciranno per il Talmud, e cinque per l'intelligenza della scrittura; perchè dunque vorremo noi forzare gli animi a quelle funzioni per le quali non hanno una naturale disposizione, tanto più, che con un simile contegno noi li allontaniamo da quelli esercizi a' quali sono naturalmente portati: oltre a che vi sono ancora tanti oggetti a' quali conviene saviamente provvedere; ma io mi accerto, che la vostra prudenza e buon contegno disponerà ogni cosa a dovere; giacchè la lettera amica che io vi scrivo, non è, che un effetto di amore fraterno per prevenire il minuto popolo, il quale non comprendendo l'origine delle cose, e restando sorpreso dalle novità, non sa distinguere, quale sia il vero bene, e quale il vero male; quindi per instruire il medesimo, rapporto al fine delle cose, ha clementissimamente fatte le sue ordinazioni S. M. I. il vostro savio sovrano (che Iddio benedica) le quali tendono alla vostra felicità, ed al perpetuo bene della vostra discendenza, tanto per il passaggiero bene di questo mondo, quanto per promuovere il culto divino e conseguire l'eterna salute.

Io mi dichiaro di non avere avuta intenzione d'imporre leggi alla parte sana della nazione, ed a' direttori della medesima, perchè questi sanno da se stessi molto più di quello che io li potrei rendere intesi.

Ora dunque, miei fratelli e signori, capi e direttori della nazione, se voi vi darete pena di ben ordinare questo importante affare a seconda delle savie prescrizioni del vostro pio monarca, riscuoterete lodi e benedizioni universali, ed in seguito le generazioni future benediranno il vostro nome, e ne terranno perpetua ricordanza, con giustizia dicendo: siano pur benedetti li nostri buoni antecessori, cui Dio ha inspirato di operare tanto gloriosamente a nostro favore, e sopra tutti sia benedetta ed esaltata la maestà del pio imperatore, il quale da se stesso (e senza essere supplicato) ha instituiti ordini tanto salutari alli suoi felici sudditi, non dimenticandosi della nostra nazione, provvedendo anche ad essa in modo che ella si rendi felice, ed instruita, e tutti i nostri figli che da una all'altra generazione si renderanno sempre più eruditi, si renderanno in conseguenza utili alla società ed allo stato col mezzo delle loro cognizioni ed azioni, e si dirà a ragione di loro: queste sono le provvidissime produzioni del pio e savio sovrano, il quale calpestando con magnanimo piede i pregiudizi delli trascorsi secoli, ha introdotta la tolleranza tra i popolatori della terra.

Il quale è appunto il grande, l'incomparabile, il gloriosissimo sovrano _GIUSEPPE_ II, il di cui decoro sia esaltato; e diremo noi tutti, che come egli ha valorosamente superata la natura per operare graziosamente in una maniera del tutto eccedente l'umano ordinario contegno, così il supremo Dio, poichè lo ha distinto con una sì bella e virtuosa anima, continuamente si degni di confortarlo, e di assisterlo con buone inspirazioni, piovendogli in seno le più doviziose sue benedizioni, colmandolo di felicità e di pace, in questa e nella migliore vita. Amen.

_Discorso del vostro fratello, e servitore_

Naftalì Herz Weisel.

__IL FINE.__

_Nota di Trascrizione_

Alcune parole compaiono nel corso del testo con varianti ortografiche che sono state trascritte fedelmente, come comunità/communità, Mosè/Moisè, istrutti/istruiti; in altri casi l'accentazione o gli apostrofi sono diversi dall'uso moderno: un'importante.

Sono stati corretti i seguenti refusi:

- *p.11 l.22* anno preso un regolato sistema --> hanno preso un regolato sistema - *p.14, nota (a), l.2* Mosè Mendelschon --> Mosè Mendelssohn - *p.16 l.-5* istrute --> istruite - *p.19 l.-5* quando a quella --> quanto a quella - *p.20 l.12* quando nelle scienze --> quanto nelle scienze - *p.21 l.11* i quali anno per base --> i quali hanno per base - *p.22, nota (a)* E nostro uso --> È nostro uso - *p.25 l.-8* vedendo prosperate --> vedendo prosperare - *p.25 l.-6* nomi che anno avuto --> nomi che hanno avuto - *p.27 l.1* (b) --> (a) (riferimento a nota 18) - *p.30 l.8* i Rabini anno spiegato --> i Rabini hanno spiegato - *p.32, nota (a)* Salm. 12, v 7. --> Salm. 12, v. 7. - *p.32, nota (b)* anno bisogno di una somma attenzione --> hanno bisogno di una somma attenzione - *p.36, nota (a)* Sal. 96, v 3 --> Sal. 96, v. 3. - *p.41, l.-10* signor Mendelhsson --> signor Mendelssohn

Le note a pie' pagina, marcate alfabeticamente per pagina nell'originale, sono state rinumerate progressivamente.