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Part 13

Chapter 131,521 wordsPublic domain

E, rotta a mezzo nelle cinque bocche l'ultima parola, le esecuzioni furono fatte, cinque in una volta, senza scuotere l'animato, alto silenzio dell'attesa. Impossibile far meglio e più presto! Quel che segui, s'immagina, poichè tutto procedette secondo le prescrizioni del dottor Pantìfilo.

Tutto?

Quasi tutto.

I rei erano stati disposti sul palco in questo ordine, e in questo ordine prendendoli -- da sinistra a destra -- i loro corpi tronchi furono distribuiti nei gabinetti della Clinica: l'astronoma, lo sportsman, il poeta, il filosofo, la fisico-chimica.

Invece, per una lieve svista, le teste furono portate ai gabinetti nello stesso identico ordine, ma prendendole da destra a sinistra: la fisico-chimica; il filosofo; il poeta; lo sportsman; l'astronoma.

Che accadde? Pur questo è facile immaginare. E per l'ansietà della faccenda e per la densità della luce rossa, la quale confondeva aspetti e fisionomie, gli assistenti del dottor Pantìfilo s'accorsero dell'equivoco solo quando spensero la luce rossa e accesero le lampade azzurre per immergere gli operati in un sonnellino ristoratore. Spaventati, allora corsero dal maestro, con le mani nei capelli, esclamando:

-- Abbiamo scambiate le teste!

Il maestro palpitò, tremò, guardò il corpo che aveva reintegrato lui stesso e sorrise. Si era riserbata per sè la testa più difficile da mettere a posto: quella del poeta, e vide che errore non c'era. Lì per lì non ebbe agio a riflettere che nell'ordine dell'esecuzione il poeta, sia contando da destra sia contando da sinistra, aveva occupato sempre il terzo luogo; per il poeta pareva non essere avvenuto scambio.

Ma il dottor Pantìfilo non sorrise dopo, nello scorgere che davvero al vecchio corpo dell'astronoma Serenidad era toccato la bella testa di Marjana, la fisico-chimica, e che il giovane corpo di Marjana ora aveva in cima la vecchia testa di Serenidad; si mise anche lui le mani nei capelli a riscontrar nella persona dello sportsman Rankness, l'inglese, la testa del tedesco filosofo Uebersinnlich, e viceversa.

***

Eppure i cinque corpi reintegrati in tal modo riposavano così dolcemente! Forse sognavano d'essere a riposar in paradiso, premiati per il loro ideale di monarchia femminile e femminista.

Possibile che la meravigliosa scoperta del dottor Pantìfilo, in conseguenza di una semplice svista degli assistenti, dovesse finire in tal modo, suscitando uno scandalo enorme dagli Urali al Tago, dal Capo Nord a Candia, disonorando l'Europa in America, in Africa, etc.?

No! Bisognava riparare!

E il dottor Pantìfilo (che ingegno!) si mise a sedere, riflettè, si alzò; poi sorrise e disse ai suoi assistenti:

-- Io dimostrerò che costoro d'ora innanzi vivranno più contenti di prima!

Infatti egli si era già persuaso che con l'aiuto del caso aveva fatta un'altra, maggiore scoperta; e deliberò di escludere il merito del caso.

Come il Fraternale Governo lo chiamò a render conto dell'errore commesso, egli parlò francamente:

-- Fratelli! Ho trovato il mezzo di render davvero felice l'umanità. Avanti la grande rivoluzione, che diede alla società europea l'assetto di cui tutti dovremmo esser lieti, gli uomini parevano soffrire per cause meramente esteriori; stato economico, differenze di classi, ambiente sociale. Tutto ciò fu mutato. Ebbene, voi avete visto, di questi giorni, se la generosa magnanima Re-So-Eu bastò a render pago il genere umano! No. E perchè no? Perchè gli uomini hanno il male, il nemico, non fuori di sè ma in sè stessi. Le espressioni che corrono su la bocca di tutti: «bisognerebbe mutar la testa alla gente», «colui, colei non ha la testa a posto», non dimostran forse l'intuizione volgare e secolare di fenomeni morbosi dei quali sino ad ora la psicologia e la patologia non han conosciute le cause?: non accertano che spesso nel corpo umano c'è un disquilibrio organico, una discordia funzionale tra le membra o le viscere e il cervello; un contrasto fra le attività pazienti e riflesse e la facoltà acuente e promovente, che è anche l'attività pensante? Sì, fratelli miei! Per ridar il benessere fisico e psichico a chi l'ha perduto, e quindi per ridar la quiete alla società, è proprio necessario sostituir le teste a corpi cui meglio convengano; mettere, cioè, davvero le teste a posto!

L'assemblea governativa approvava. Ciascuno del Direttorio pensava non ai mali della società fraterna ma ai malanni del suo proprio corpo e alla possibilità di rimediarvi così radicalmente.

-- Con fortunato tentativo -- seguitò il dottore -- e con coscienza tranquilla ho colto l'occasione per un nuovo esperimento. L'operazione è riuscita a meraviglia. E considerate che io avevo solo quattro persone da avvicendare! Il poeta ho dovuto lasciarlo tal quale, perchè le storie letterarie attestano che quando la critica vuol correggere i poeti, i poeti fan peggio di prima. Ma io ho resa felice Serenidad, l'astronoma. L'illustre donna, carica di gloria per le sue scoperte, già risentiva i malanni dell'età e perciò, senza aver coscienza di ciò, cospirava. Ora, nel corpo di Marjana, essa raccoglie l'umana perfezione: il senno dell'età matura e l'energia della giovinezza.

E Marjana è pur essa felice. Quante volte i giovanili femminili disturbi la distrassero da' suoi studi profondi e dalle scoperte intravvedute! Quante volte ella maledisse le basse tentazioni che le scemavano la gloria! Ora non più: ora essa, in una gioia di liberazione, affretterà le prove del suo sublime ingegno, contenta di compensare con la fama immortale gli anni di meno che nel corpo senile dell'amica avrà da vivere.

Anche Marjana non cospirerà mai più!: statene certi!

E a Rankness, lo sportsman irrequieto, esuberante di forze, malcontento perchè gli pareva di non trovar idoneo sfogo alle energie nervose e muscolari, ho dato la moderazione d'un corpo ligio a una mente ordinata, pacata e lucida; ho data la quiete individuale, famigliare e sociale nella persona del filosofo.

E Uebersinnlich, il filosofo? Oh dite dite!: chi meglio di lui, irrobustito nelle membra dello sportsman, potrà vantare le delizie della _mens sana in corpore sano_?

A questo punto l'assemblea del Fraternale Governo scattò: applausi, abbracci, baci. Il dottor Pantìfilo fu proclamato lo scienziato più grande della Re-So-Eu.

***

Ah povero dottor Pantìfilo! Che errore! che disastro!

Appena usciti, perfettamente in gambe, dalla clinica, coloro che avrebbero dovuto ringraziarlo tanto, imprecarono contro di lui.

Primo e più forte protestava il poeta Prôneur. Il quale diceva che s'era visto aprir dinanzi agli occhi le porte del Paradiso ma che gliele avevano subito rinchiuse in faccia. «Appena vidi il sol che ne fui privo!». Diceva che la gioia di sentirsi dividere con un colpo netto -- tàffete! -- e con un fulgore di luce divina la sede della poesia dal corpo bruto e vile è tal gioia che nessuna altra morte può darla uguale, e andava attorno agitando una scure e pregando gli amici di rinnovargli quel servizio. Fu necessario rinchiuderlo in una «casa di malati psichici», cioè in un manicomio. Ma trattandosi d'un poeta geniale, non c'era da farsene caso. Il guaio fu che lo sportsman, l'inglese, con folli tentativi di suicidio revolverava i passanti perchè il braccio armato sbagliava il bersaglio. Il disgraziato, capeggiando le membra del filosofo, a ogni momento stupiva d'essere così pigro e lasso. -- What is that?, «Che cosa è questa?» --, gridava fuori di sè. Sopratutto l'eccitava la idrofobia delle membra disubbidienti ogni volta che gli veniva il pensiero di far un bagno. E peggio, se possibile, si sentiva il filosofo tedesco. Egli -- e a lui pareva cosa nuova in lui -- asseriva che adesso ragionava coi piedi, con le gambe, con le braccia, con tutto, fuor che con la testa, e correva e saltava di qua e di là senza riposo. -- Was ist das? -- Sfido! Aveva le gambe, le braccia e il resto del più famoso sportsman della Re-So-Eu! Bisognò mandarli tutti e due a tener compagnia al poeta.

Quanto alle due donne, oh che miseria! oh che umiliazione, che abiezione del femminismo!

A considerarsi sotto al capo, così diverse da quel che erano una volta, le infelici s'abbandonarono, loro così celebri pensatrici, all'atavica vanità del sesso, della fragilità di Eva.

Imbellettata e ritinta l'astronoma Serenidad andava in giro invocando: -- Amore! amore! volontad! --, e chiamava i passanti susurrando: -- Vedeste come sono bella! e piangeva disperata perchè a guardarla in faccia le rispondevano: -- Va via, brutta vecchia!

E tutta infronzolita e in guardinfante, per nascondere le deformità del corpo, Marjana ora malediceva le monadi; urlava: -- Abbasso gli elettroni! --; e ammoniva alla voluttà ideale, senza combinazioni chimiche. Ma in segreto piangeva, minacciava d'impiccarsi. Si sentiva così vecchia; vecchia così presto! Povera donna!

Povere donne! le mandarono in manicomio anche loro.

E là imprecarono più dei maschi colleghi a quella che era stata la generosità o la vendetta della Re-So-Eu (Repubblica Sociale Europea).

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DELLO STESSO AUTORE

ROMANZI:

_L'Ave_ (Zanichelli); _Ora e sempre -- In faccia al destino_ (Treves).

NOVELLE:

_Vecchie storie d'amore -- Amore e amore_ (Zanichelli); _Novelle umoristiche -- Il zucchetto rosso e storie d'altri colori -- Il diavolo nell'ampolla -- Faccie allegre_ (Treves); _A stare al mondo..._ (Vitagliano); _Sotto il sole_ (Urbis).

PER RAGAZZI:

_Asini e compagnia_ (Bemporad); _Cammina, cammina, cammina..._ (Treves).

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (sodisfatto/soddisfatto, Ceredoli/Cerédoli, die'/diè e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):

85 -- e saran sempre buoni amici [animici] 89 -- Monterúmici, piaceva ed esilarava [esilerava] 110 -- s'era sbagliato ad affezionarglisi [effezionarglisi] 136 -- Tutti [Tutte] e due, no! 178 -- pochi giorni dopo che Grappanera [Grappaneva] 202 -- Mi era ben manifesto [menifesto] ora