Storia vecchia: Commedia in due atti

Chapter 2

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Dimmi un po'... In questi due giorni ha fatto mai, mia moglie, d'indovinare chi fosse l'autrice di quel biglietto?

ALFONSO

Ma no, mi ci aspettavo ancor io, e mi ero preparata l'aria la più innocente. Non signore, nemmeno ha mosso un dito per saperlo.

MANFREDO

Volevo dire!

ALFONSO

Sai, io sono convinto che ti vuol bene, ma per fortuna, il male prodotto da quella scoperta non fu così profondo come si temeva... È una donna che intende la vita, tua moglie, e sa che un uomo, in fin dei conti...

MANFREDO

Le disse teco queste cose?

ALFONSO

Oh! figurati! Non le disse... e non le direbbe mai... si leggono nelle interlinee queste cose... e poi tua moglie è sicura del tuo ritorno...

MANFREDO

Te lo ha detto?

ALFONSO

La donna che ignora non c'è più sulla terra. Tutte hanno conoscenza di noi. Quando esposi alla marchesa Berta il mio piano di battaglia... sai tu che cosa mi ha risposto? Mi disse: Accetto, benchè sia certa che ci cascherà.

MANFREDO

Che ci cascherò?

ALFONSO

Accettò non per farti ingelosire, ma benchè sapesse che ti saresti ingelosito... Essa ignora che c'era un'intesa fra di noi.

MANFREDO

A proposito mi avvertirai quando dovrò cominciare la commedia.

ALFONSO

Come, ti avvertirò...?

MANFREDO

Sì... avrei paura di lasciar scappare il momento senza farmene accorto... (_Ride_).

ALFONSO

Io ho già cominciato.

MANFREDO

A far che...?

ALFONSO

A corteggiare tua moglie.

MANFREDO

Sì?... quando e come?

ALFONSO

Non te ne sei accorto? Subito ho cominciato, e se te la devo dire, mi ci diverto a questo esercizio. La signora Berta ha molto spirito ed è molto padrona di sè... cosicchè là dove credeva di trovare un lamento, trovai un sorriso, che se è simulato lo è a perfezione, trovai un ingegno sciolto e vivace, trovai una fantasia diciottenne, e trovai sovratutto quel profumo di galanteria che credevo vaporato per sempre, e di cui mi accorgo esistere ancora qualche boccetta.

MANFREDO

Mi dài uno zigaro?

ALFONSO (_glie lo dà_)

Mi disse subito che le era parso strano che non le avessi fatto la corte, e che lo avea anzi detto con te, chiamandomi originale... È vero?

MANFREDO

È vero.

ALFONSO

Fummo a passeggio insieme, giù pei boschi, le feci lettura, suonammo a quattro mani al pianoforte; ieri sera stemmo un paio d'ore lì daccanto al fuoco, a parlare di antichità; e sai, in tutto questo tempo, per quanto mi ci abbia aguzzato il cervello, non le ho potuto tirare un rimpianto! Com'è padrona di sè! Tu la avessi veduta..... calma sempre come una Dea. Non riuscii a sorprenderle un solo moto di ciglia... nemmeno uno. È marchesa fino alla punta dei capelli--che sono suoi, mi disse.

(_Manfredo ride_).

ALFONSO

Perchè ridi?

MANFREDO

Rido a vederti battere le strade di traverso colla pia intenzione di fare la commedia anche con me. Ti solleticherebbe l'idea di vedermi ingelosito eh? un pochino ingelosito. Ah! ah! ah! È difficile...

ALFONSO

Non t'avrei messo a parte del mio progetto. Ti conosco troppo uomo di mondo per concepire una simile speranza. E si convenne che non avresti fatto altro che fingere.

MANFREDO

Non so se ci riescirò, neppure a fingere. E poi discutendolo come due che ci siano estranei, ci vedo del macchinoso nel tuo rimedio. A prima vista e scottato di fresco, quando mi facevo il danno più grosso che non fosse, mi ci arresi, non avevo testa a pensarci, ma ora ho riflettuto. Sai, mia moglie non ama lo scandalo e mi basta. Già..... non si può durare a fare l'idillio per tutta la vita.

ALFONSO

La dobbiamo smettere? Io ci sto. Se vuoi rinunciare al perdono di tua moglie... non ti so che dire.

MANFREDO

Non vorrei che avesse a parere un congedo... per te.

ALFONSO

Perchè?

MANFREDO

Non sei rimasto apposta?

ALFONSO

Oramai non farei più in tempo a partire; no, continuo ad accettare la tua ospitalità, se me la offri.

MANFREDO

Oh!... sei in casa tua.

ALFONSO

Grazie... Dunque... lasciamo lì?

MANFREDO

Poh... dacchè ci siamo. (_Getta lo zigaro_).

ALFONSO

Ti ho dato un zigaro cattivo, prendine un altro.

MANFREDO

No... grazie, ho fumato abbastanza. (_S'avvicina al fuoco_).

ALFONSO

Converrà poi che ci accordiamo pel finale.

MANFREDO

Andate fuori oggi... a cavallo?

ALFONSO

Non so... non credo... È troppo freddo.

MANFREDO

Però dovreste. È così bella la campagna d'ottobre!

ALFONSO

Ci verresti anche tu?

MANFREDO

Oh non sono poeta io.

ALFONSO

E poi... dobbiamo studiare una sinfonia per suonarla stassera. Ci starai a sentire?

MANFREDO

Non so.

SCENA II.

BERTA e detti.

BERTA (_entra ricamando e va a sedere al tavolino da lavoro_)

Duca.

ALFONSO

Eccomi.

BERTA

Mi date quello sgabelletto?

(_Alfonso glielo mette sotto ai piedi inginocchiandosi_).

Come sta bene un uomo in quella posizione; solo vi ci vorrebbe una parrucca, un abito ricamato, uno spadino e una boccetta di sali per me che verrei meno dalla emozione. Alzatevi, duca, e sedete, e divertitemi; no, ditemi invece delle cose serie, o meglio non mi dite nulla, leggiamo.

ALFONSO

Siete di buon umore oggi?

BERTA

Sì.

ALFONSO

Perchè?

BERTA (_sottovoce_)

Ve lo devo dire?

ALFONSO (_c. s._)

Dite.

BERTA (_c. s._)

Forse avevate ragione. (_Ride_)

ALFONSO (_c. s._)

È là.

BERTA (_c. s._)

Davvero! Guardate un po', ed io non l'avevo veduto... che cieca! Leggiamo (_Prendono un libro caduno_) Che cos'è questo libro?

ALFONSO

Don Chisciotte.

BERTA

Non mi piace, ne cercherò uno io. (_S'alza e va verso la libreria, e vede Manfredo_) Oh! siete voi! non vi avevo veduto... Come va?

MANFREDO

Grazie.

BERTA

Non sapevo che foste lì, e siete poco galante. Vostra moglie entra, siede, parla coll'amico vostro, per non sapere che fare, ricorre alla lettura...

ALFONSO

Grazie.

BERTA

E voi non vi fate vivo... e neppure venite a baciarmi la mano. (_Gli porge la mano_) A voi.

(_Manfredo glie la bacia_). (_Ad Alfonso_)

Avevate detto grazie... perchè?

ALFONSO

Nulla, nulla.

BERTA

Perchè non avvertirmi che Manfredo era qui?

ALFONSO

Non ci ho pensato.

BERTA

Ci si doveva pensare.

(_Alfonso si stringe nelle spalle_).

BERTA (_a Manfredo_)

Sembrate di cattivo umore voi. Invece di essere contento che il duca è rimasto per tenermi compagnia.

MANFREDO

Sono contentissimo, ma non sento il bisogno di manifestare la mia gioia con tanta...

BERTA

Sst! stavate per dire una mezza sconvenienza... fermatevi mentre siete in tempo... sedete lì e facciamo conversazione noi tre. Quando ero bambina, nelle giornate come queste, si giocava a far le dame colle mie sorelline. Giochiamo anche noi, io farò la dama e lor signori mi faranno la corte... Ecco, incomincino.

ALFONSO

Non so come pigliarmela.

BERTA

Vi insegnerò io... Si fa così... Si comincia a mettersi una mano nei capelli con un'aria tra lo sbadato ed il nervoso, poi si accenna a parlare e si tace, poi finalmente col tono di chi volesse farvi la più importante confidenza si comincia, per esempio, col dire: bel tempo!

(_Manfredo s'allontana_).

BERTA

Dove andate?

MANFREDO

Scusatemi... io sento un freddo... mi avvicino al fuoco.

BERTA

Ci avviciniamo tutti.

MANFREDO

No... rimanete... assisterò di là alla vostra graziosissima lezione.

BERTA

Quel povero duca! Rimango io sola ad occuparmi di lui.

MANFREDO

E sono convinto che bastate... è vero?

ALFONSO

Oh!

BERTA

A proposito, duca, e la nostra sinfonia?

ALFONSO

La devo ripassare.

BERTA

Andateci subito allora.

ALFONSO

Mi cacciate?

BERTA

Sì.

ALFONSO

Obbedisco.

SCENA III.

BERTA e MANFREDO

(_Silenzio_).

BERTA (_va a sedergli vicino_)

C'è proprio freddo... Volete che torniamo in città...?

MANFREDO

Sono ai vostri comandi.

BERTA

Se alle volte vi ci annoiaste troppo qui.

MANFREDO

Vi fate torto, marchesa, e poi... ora che Alfonso è rimasto... per tenermi compagnia! Vi siete ricreduta sul suo conto?

BERTA

Cioè?

MANFREDO

Non l'avevate molto in grazia.

BERTA

Oh! è un uomo come gli altri.

MANFREDO

Fossero tutti come lui. Colto, vivace, elegante, bello di forme, gentiluomo perfetto, scudiero intrepido.

BERTA

È bella l'amicizia fra uomini! Almeno quando parlate di un amico voialtri lo lodate sul serio; noi invece..... ma gli è che noi donne non ne abbiamo di amiche.

MANFREDO

È un privilegio invidiabile il nostro; tra uomini l'amicizia è rara se volete, ma tenace ed indissolubile; per esempio, Alfonso ed io.

BERTA

Già voi non sapete parlar d'altri che del duca.

MANFREDO

Tento combattere quel po' di avversione che gli mostrate.

BERTA

È vero, ce ne sono molti che mi piacciono più di lui.

MANFREDO

E avete torto. Io vorrei che diventasse vostro amico.

BERTA

Perchè?

MANFREDO

Perchè... mi pare che molto lo desideri.

SCENA IV.

ALFONSO e detti.

ALFONSO

Scusate, se non s'accende un po' di fuoco anche di là non ci si resiste; ho le dita intirizzite. Guardate... si direbbe che mi destinate al supplizio...

MANFREDO

Che Dante assegna ai traditori... il ghiaccio. Vado a dar ordine che riscaldino... se no... il concerto di stassera...

BERTA

E tornerete subito...?

(_Manfredo s'inchina ed esce_).

SCENA V.

BERTA, ALFONSO.

BERTA

Vi ringrazio.

ALFONSO

Di che?

BERTA

Comincio a credere che abbiate ragione voi.

ALFONSO

Sul conto di Manfredo? Ah! sentite, marchesa... bisogna pure che ve lo dica: Non ne facciamo nulla...

BERTA

Perchè?

ALFONSO

Credete a me.

BERTA

In queste cose ci vedo meglio di voi...

ALFONSO

Eppure...

BERTA

No... lasciate che vi ringrazii...

ALFONSO

Mi spiace togliervi tante illusioni, ma lo debbo fare, per obbligo d'onore. Quando vi proposi questa prova e vi decisi a tentarla, appena se vi conoscevo. Eravate per me quell'incognita, che è e deve essere la moglie di un amico vero. Vi salutavo, parlavo con voi del più e del meno: vi sapeva, o meglio, vi sentiva rettissima; mi pareva che foste in buon accordo con Manfredo, e nulla più. Del vostro modo di pensare, di sentire, della vostra squisita natura, del vostro amore profondo per lui, nulla sapevo, e nulla curavo sapere... La prova, io ve la proposi dunque, non preoccupandomi che di lui; contento di ridare a lui ed a voi quell'apparente reciproca confidenza che basta alla maggior parte dei maritaggi. Ma vi ho conosciuta; e, permettete che ve lo dica, vi siete rivelata a me... ed ho capito... che... non potevo lasciarvi più oltre...

BERTA

Che vuol dir ciò?

ALFONSO

Prima che lo proponessi a voi, il mio progetto era stato discusso... con Manfredo.

BERTA

Oh!... lasciatemi... Mentiva... mentiva di nuovo, mentiva sempre... Come la sanno quell'arte! Quella inquietudine, quella freddezza, quella ironia, quell'ira che gli sfavillavano negli occhi... erano bugiarde... Mentiva! Chi vi ha dato il diritto di insultarmi in quel modo? Avete carpita la mia fede, le mie più intime confidenze... avete assistito per virtù d'inganni... ai miei dolori ed alle mie gioie... chissà, avete forse sorriso a vedermi così giovane ed ingenua..... ebbene, avete agito bassamente, signor duca... lasciatemi...

(_Alfonso non si muove_).

BERTA

Lasciatemi, vi ho detto... Sareste così... da non obbedire al comando... d'una donna?

ALFONSO

Perdonatemi... bisogna che mi discolpi... non posso durare sotto il peso del vostro disprezzo. Vi giuro che il mio fine fu onesto... e difatti nessuno mi costringeva a questa confessione... Credetelo, marchesa, fui precipite troppo nell'attuare un progetto... infantile forse; ma non ci fui mosso che da giusti ed onorevoli sentimenti... Non ho carpito la vostra fede, no; mi avete conosciuto per onesto uomo, e confidaste in me... ebbene... vi so dire che le ho meritate queste confidenze...

BERTA

Come si chiama quella donna?

ALFONSO

Non lo so.

BERTA

Vi perdono a patto che mi diciate quel nome.

ALFONSO (_salutandola_)

Marchesa... (_accenna ad uscire_).

BERTA

Duca... Perchè mi avete tolta d'inganno?

ALFONSO

Perchè il vostro cuore non mentisce, e perchè Manfredo vi ama. Se non avessi avuta coscienza di ciò, non ve lo avrei detto il secreto della mia prova. Ma ho pensato: a che giova l'inganno...? Sì... c'era un'intesa fra me e Manfredo; egli doveva simulare tale gelosia, che vi facesse certa dell'amor suo... Non preferite saperlo? non preferite essere giudice voi stessa, se sia simulata o no... quella gelosia?

BERTA

È vero.

ALFONSO

Ebbene... un'ultima prova... decisiva... Mi ritornate la vostra fiducia?... Sarà una ragione di più... per detestarmi, se non me la meriterò...

BERTA

No... lo dovete essere un onest'uomo.

ALFONSO

Vi pare?... Dunque... a momenti Manfredo tornerà; appena lo vedrete spuntare, voi mi direte a mezza voce: «Alle nove stassera...» ed uscirete... Solo che invece d'uscire, siccome di là c'è freddo, vi consiglierei... di mettervi al riparo dietro quella tenda...

BERTA

Oh! origliare ad una porta...

ALFONSO

No... non ci sarà bisogno di origliare... sentirete come se foste qui.

BERTA

Tuttavia...

ALFONSO

Sentite... marchesa, le leggi non sono fatte per le eccezioni... e poi... c'è un principio che fu riconosciuto ed adottato in tutti i tempi... non riguardano che gli uomini le leggi. Ciò che per noi... sarebbe disonesto, indelicato e cattivo... per voi è capriccioso soltanto. Dacchè c'è il mondo... tutte le donne hanno origliato a qualche porta...

BERTA

Dacchè c'è il mondo... e ci sono le porte... (_Vede entrare Manfredo_) Siamo intesi dunque... alle nove... (_Esce_).

SCENA VI.

ALFONSO e MANFREDO.

(_Alfonso s'alza fregandosi le mani_).

MANFREDO

Sei contento...?

ALFONSO

No... ho freddo alle mani... Dimmi un po', Manfredo... ma proprio schietto... non ti pare di sentirti un principio...

MANFREDO

Di che?

ALFONSO

Non ti pare che... il fingere la gelosia progettata... non t'abbia a parere più facile?

MANFREDO

Se lo sapevo io...! che ci tenevi proprio... Ah, ah, ah!... no... Tu saresti capace d'ingelosire chiunque... nessuno più di me riconosce i tuoi meriti, le tue seduzioni irresistibili... nessuno... ma che vuoi... di te, come di nessun altro... capisco possibile la gelosia... non la capisco possibile... Ah, ah, ah... geloso di te... a proposito di mia moglie... Ah, ah, ah!...

ALFONSO

Dunque... niente?

MANFREDO

Oh! niente... proprio niente.

ALFONSO

Quand'è così... posso parlare senza scrupoli...

MANFREDO

Sì... e so quello che vuoi dire...

ALFONSO

Lo sai!

MANFREDO

Mi vuoi annunciare prossimo lo scioglimento...

ALFONSO

Che scioglimento?

MANFREDO

Della nostra commedia...

ALFONSO

Della... ah... sì... sicuro della nostra commedia.

MANFREDO

Dunque parla...

(_Alfonso è imbarazzato_).

Ci vuol tanto... ho tutto inteso...

ALFONSO

Ah... non è nulla... sai... già... ho combinato lo scioglimento... capirai... che menarla per le lunghe di più non si poteva... bisognava stringere oramai... bisognava apparecchiarti al tuo quinto atto... colla sua brava tirata sulle mogli, sui mariti...

MANFREDO

E sugli amici...

ALFONSO

E sugli amici... Il campo è vasto, e ci potrai spaziare a tua posta...

MANFREDO

Dunque stassera...

ALFONSO

Sì... stassera alle nove e mezzo...

MANFREDO

Alle nove...

ALFONSO

Alle nove per noi... alle nove e mezzo per te... non bisogna che tua moglie possa sospettare che siamo d'accordo... Ti pare che vada?...

MANFREDO

Benissimo...

ALFONSO

Se alle volte vuoi suggerire un altro spediente...

MANFREDO

No... quello è ottimo.

ALFONSO

Dunque... siamo intesi, alle nove e mezzo.

MANFREDO

Sì...

ALFONSO

E... amici... è vero?

MANFREDO

Amicissimi...

ALFONSO

Allora addio...

MANFREDO

Addio... Alfonso... (_Lo raggiunge, lo afferra pel bavero e lo riconduce sul proscenio_) Se non te ne fa nulla... non ci andare al convegno. Sono geloso, per quanto mi costi il confessartelo... e poi no, non mi costa nulla, te lo dico colla fronte alta... Le voglio bene... Non ci andare, Alfonso; lo so che lo fate per gioco; lo so che lo fate per me, che non me lo merito; ma non importa, soffro, mi rodo, mi sento lacerare qui... sono geloso, le voglio bene, le voglio bene..... le voglio bene. Smettila la prova; non ci saprei durare.

SCENA VII.

BERTA e detti.

(_Berta si inoltra non veduta da Manfredo e gli si ferma daccanto_).

MANFREDO

Berta non lo saprà di mio amore, non lo saprà così subito; non mi perdonerà per ora... pazienza! Un giorno o l'altro... avrà fede in me... ti ringrazio, sai, di quello che hai fatto, non andò perduto il tuo inganno; hai rivelato a me stesso il mio amore immenso per lei.

(_Alfonso lo fa volgersi verso Berta_).

Ah! (_Le fa un bacio in fronte_).

ALFONSO

Storia vecchia!

FINE DELLA COMMEDIA.