Part 9
Perchè sarò incatenato alla tua memoria? perchè morire scettico e illuso per te? L'essere con una fanciulla, gentile ed elegante, in una chiesetta di montagna, il toccarle il piedino per darle la staffa, il ricever sorrisi e la frase:--_Oh credevo che lei fosse serio serio!_--l'offrirle fiori, confetti, erbe: il mangiare con lei _coquettement_ sullo stesso vassoino un dolce, vedere un volto fresco, lieto, aperto, udir una voce giovane, capisci, Lidia, che sono cose che per me le dico tentazioni? Il tuo ricordo impallidiva.
Dovevo forse lacerare tutte queste carte. Il tuo nome solo, o mia Lidia, doveva esser scritto su queste pagine. Invece, quante volte ti dimentico per esprimervi sogni, speranze, illusioni! Ma questa è la storia dell'anima mia.
Ti avrei scritto anche le orgie, gli abbracci lascivi, le ebbrezze, se non fossi sempre vissuto così timido!
* * *
Vado a prendere del _bromuro di potassio_. È la cura per i miei amori.
_13 dicembre._--Oggi fui in casa E. Per vedere le cose antiche sedevo sul tappeto ai piedi di una scansia: la signorina era vispa e spensierata, ma io sarei troppo vecchio per lei.
_15 dicembre._--Oggi prima di pranzo la mamma mi dice che Vittoria sposa un ingegnere e va a Merate, in campagna. Ciò prova che era una buona ragazza adatta per me. O Lidia!
_25 dicembre_ (Natale).--Sono in pace: ieri a sera ho baciati mia madre e mio padre. Oggi De Marchi mi manda delle sue novelline pel Natale: le dedica--_Alla mia Lina, che m'intende_, Chi intende me? Io avevo tanto bisogno d'amici e di quiete d'animo, e come invece son sfortunato!--Penso se mi manderà o no a capo d'anno il biglietto di visita!
_26 dicembre._--Stanotte, morbosamente, le ho sognate tutte le spaventose voluttà della donna. Stamattina, vedendo il sole, ho sentito desiderio della mia fanciulla! Che importa a me di tutto?--Vorrei esser felice.
È squallido l'oblio.
_27 dicembre._--Come sono scoraggiato! Stassera vado da Monsignor Arcivescovo. Sono invitato come uno dei patrocinatori pel ristauro di San Vincenzo in Prato. Che m'importa dell'archeologia? Una volta avevo tanto dolore, ma tanta era la mia speranza! Ora non ho più dolore, ma non ho più speranze! Apatia!
_28 dicembre._--Gli altri che lavorano hanno un po' d'ambizione ed io mi sprofondo nel massimo sconforto! Eppure l'anima mia si sente nata per sprezzare ogni ambizione, ogni fumo, ogni finzione, e per esser modesto e tranquillo e felice con una donna!--Studiare? Studiare? No, no, no! s'accresce il mio sconforto sui libri!
Devo scrivere per Treves un articolo sulla Rocchetta del Castello. Sento il peso che mi sono imposto.
Sono persuaso che i miei sono studii di archeologia seria ed utile? _No_: rubo dai libri. Sono persuaso che ci vuol grande fatica a studiare e che mi manca tutto? Sì e _non ho più volontà_ di studiare. E perchè? perchè, mio Dio, ho la mente tanto torpida? Dicono ch'io scrivo con facilità: se sapessero il mio tormento!
«_Oh blest be thine unbroken light!_»
_1.° gennaio 1881._--È finito un anno! Un altro incomincia!--Trepido aspettando il tuo biglietto, o Lidia.--Chi si ricorda di me? Vittoria pensa alla felicità delle sue nozze: tu dove sei? Come hai passato Natale? Ti ricordi che ho una famiglia? Che dovresti averne una anche tu?
Ho lavorato fino alle cinque e mezzo, si fa buio. Presto andrò d'abbasso pel pranzo. La portinaia mi darà il tuo biglietto?
_2 gennaio._--Jeri, scendendo le scale, mi dissi:--E se mi mandasse col suo biglietto un altro che fosse di suo marito?--Stamattina ero quasi libero e gaio: a mezzo giorno, tornando quassù per lavorare, accendo la stufa. L'odore di pino bruciato mi rammenta Limbiate, e i fuochi dei poveri focolari in novembre, e il tormento dell'anima mia.... Non dimenticarmi che ho sofferto tanto! Non dimenticarmi! Verrà la primavera a darmi i languori e le poesie e i ricordi.... Ed io sarò solo nell'anima mia.--Non dimenticarmi!--Vorrei guardare il tuo ritratto, ma non oso!
_(Sera)._--Perchè mi hai dimenticato così? Non sai ch'io lavoro per te? Che m'importa dell'archeologia, della politica, dell'arte?
Mi rompo lo stomaco di giorno nelle biblioteche, e rubo il sonno di notte, per lavorare per te.... Senza cuore! dimenticami, ma non sarai dimenticata da me; verrà la primavera, verranno le mie prime viole, leggerò ancora il mio Byron.... E ti amerò! Ti amerò! _Ti amerò sempre_!
_3 gennaio._--Oggi sono rimasto fuori di casa tutto il giorno. Tornando a pranzo, speravo che la portinaia mi desse il tuo biglietto.... Come due soli anni fa t'avevo santamente e mestamente pregata di mandarmi un solo biglietto!--Nulla.--Come è squallido l'obblio! Lo sento ora. Che scopo avrà la mia vita se anche questo sogno è perduto? Lavoravo, lavoravo, lavoravo, perchè il mio nome giungesse a te come un nome onorato e stimato.... Ed ora?
Il nome? il nome? Per un matrimonio, che accontenti le ciarle del mondo, bastano i denari di mio padre! Chi sa ch'io fui casto, tormentato, poeta e gentile? Chi lo sa? Perchè non mi sono dato alle femmine?--Mio Dio! tu sei in alto, più in alto di me e di Lidia e tu vedi e mi premii così! L'obblio! E perchè non la morte, se mi cadono tutti i sogni di sette od otto anni?
_4 gennaio_.--_L'oubli seul sépare_. Siamo separati e questa volta per sempre! O mie memorie, miei boschi di Limbiate, mio cimitero, mie malattie!--Tutto è finito ed io coltivo squisitamente il mio dolore.
_6 gennaio._--Suonano le campane da morto. È morta anche _l'anima mia_! Chi conosce il tormento di questa mia solitudine?
Tu non mi ami! hai pensalo a spezzare il filo fra noi, il filo sottilissimo? Hai provato dolore?
Io non reggo! Mi decido a mandarti il mio biglietto. Capirai perchè ho tardato?--ho guardato il biglietto che mi hai mandato l'anno scorso: mi sono sentito commosso.--Tutto il giorno ho studiato, e mi sento stanco: un giorno il mio lavoro lo dedicavo a Te.
Ho preparato il mio biglietto per Lidia. Per vedere l'indirizzo, ho voluto rivedere quello suo dell'anno scorso: la busta è povera, c'è un francobollo meschino da _due_!--Chi è questa fanciulla?--Ti mando il mio biglietto: tardi: che dirai? Ti annoio?--Se non mi rispondi col Tuo, siamo davvero separati dall'_oblio_.
_9 gennaio._--Dimmi, quando sarà finito il mio tormento? Aspetto la tua carta di visita. Se non rispondi, Ti odierò! _Sarà l'odio, non l'oblio_!
_11 gennaio._--Perchè annoterò anche le debolezze? ho pianto! Or ora ho incontrata la mia fanciulla....
Non scrivo! non scrivo! E supplico Dio che Tu mi dimentichi, o Lidia! E perchè?--Chi mi vorrà un po' di bene?--La scienza, la scienza dei libri è crudele, è crudele e mi schiaccia!--E questo stupido pettegolezzo della politica come è vuoto! Dio mio!
Mi suona nell'anima un riso argentino di fanciulla che poteva farmi felice.--E sono qui impotente, iroso ed odio.--Che mi valgono quelle sciocchezze che ho pubblicato sui giornali e sui libri? Sono ambizioso io?
Vorrei essere felice: vorrei essere contento: vorrei esser quieto.
_12 gennaio._--Quante cose ho sognato stanotte. Ero felice!
_18 gennaio._--Mi faccio forza: non voglio scrivere.... Siamo separati. Tu _hai obliato_! Io non posso rimanere qui, in questo studio. C'è il mobiletto, le tue, le mie lettere, il mio tormento. Come vorrei mutare studio e incominciare una vita nuova!
Ieri a sera ho veduto il seno opulento di un modello nudo alla scuola degli artisti: io ho aiutato a vestire quella ragazza. Dio, che perdizione nelle carni della femmina! Ho ventinove anni e vorrei impazzire nella voluttà.--Oggi devo accompagnare al cimitero una mamma. Stamattina ho baciato la mia.--Il tarlo fa un gran buco nel mio cassettone.--Come vorrei mutare!--Spero ancora.... Il mio biglietto T'è giunto?
Forse sei partita per la Germania e il mio biglietto non Ti trovò a Venezia.
_30 gennaio._--Siamo separati. Come hai dimenticato! _Ed io ti ho amato tanto_!
Perchè rimarrò qui? dove tutto mi fa ricordare di Te? Vorrei cambiare cielo e abitudini.... Vorrei la mia donna!
Non scrivo di più.--La Tua memoria è santa. Tu fosti il mio angelo, ho tanto sofferto per Te. Ma non ti odio, no, no! Ti benedico.--Forse sono l'ultime righe che scrivo. Seppellirò tutte queste carte, ma la tua memoria sarà sempre in me, e lo sa Dio s'io ti perdono.
_10 febbraio._--Perchè non posso sognarle le mie illusioni?--Perchè sono artista?
_19 febbraio._ Anche tu, Lidia, dovevi sposarti in febbraio. Oggi si marita quella ragazza con cui ho passato più di un'ora gentile, là sui monti, dove tremavo di vederti.--È finita ogni mia speranza!
_20 febbraio._--Da vari mesi trascuro i poveri, per darmi a un po' di studio.... A che studiare? Io non riuscirò. Ho sempre scritto pensando a qualche anima gentile.... Ed ora? _Che deserto_!
Mio Dio, Ti supplico, ginocchioni, gettato a terra Ti supplico, fammi morire!
Ho letto le memorie dell'anno scorso.--Mio Dio, fammi morire. Risparmiami un altro anno di tormenti.
Trovo nel cassetto una memoria che mi diede Vittoria. Oh piango!--E devo scrivere pei musei e pelle biblioteche.
Ho lavorato cinque ore. Scendo. Trovo i confetti della sposa.
_21 febbraio._--Perchè sono sì sconfortato?--Si muore così bene a trent'anni.
_25 febbraio._--Ho lavorato tutto il giorno, come un somaro, come uno scolaretto. A chi dedico ora i miei pensieri?
_26 febbraio._--Ho sentito le campane--solenni--di San Carlo suonare come in quelle sere in cui dopo la mia malattia nel 74 io passeggiavo solo nei giardini pubblici... O Lidia, come Ti amo ancora!
Oh suicidio!--È sera: è buio. Dispero.--Lidia, non potei resistere. Lessi una tua lettera a me: tu fai voti pel mio avvenire.--Sono scorsi due anni e Tu mi hai dimenticato!
_27 febbraio._--Hanno finito di sorridere per me le fanciulle.... e non mi hanno mai sorriso.--Come vi voglio bene, o miei ferri vecchi, o povere armi, che fra tante tempeste mi avete dato occasione a un po' di svago! Le conosco tutte:--alcune mi rammentano delle date: quando Lidia mi scrisse: quando scrissi a Lei: quando ero disperato: quando ero consolato...--Avevo giurato di non aprire più queste memorie, di perdere la chiave di questo cassetto. Se potessi mutare camera, idee, abitudini, e pigliare un po' di speranza!
_28 febbraio._--Povero mio cuore!... Sciocco! povera mia carne che nulla godesti, che avesti l'inferno nelle fibre e che sarai mangiata dai vermi! Povera giovinezza che sei passata, senza godimenti, senza voluttà, senza ubbriachezze!--E il mio inno a Dio?
_3 marzo._--È primavera: è giovedì grasso, ho assistito in cimitero alla cremazione del prof. Goletti. Una donnina elegante e bella ciarlava. Gli uccelli sentivano l'amore.--_Sono solo!_--Stanotte ho vegliato penosamente. Mio Dio, darei tutto a' tuoi poveri, sacrificherei questa mostruosa passione per le cose antiche, mi rinnegherei, ma Tu dammi--_per un'ora sola_--il conforto sommo di appoggiare la mia testa sul seno di una donna che mi ami--che io ami!--Chi mi ha amato? È primavera: mi guardo nello specchio--come sono brutto io!
_4 marzo._--Perchè questo sconforto? Perchè ti ho amato troppo. E Tu lo meritavi?--Cominciano i giorni delle indecisioni, dei dubbi, degli spossamenti.--Dammi l'oblio,--dammi anche l'imbecillita: ch'io non abbia più memoria.
_5 marzo._---S'io prendessi moglie avrei coraggio di distruggere queste annotazioni? Avrei coraggio di conservarle?--Non prenderò moglie.
_6 marzo._--Un giornale, la _Lombardia_, parlando delle cose politiche, mi insulta. Che m'importa?--Ieri a sera ho accompagnato mia madre alla fiera di Porta Genova, ero felice d'averla con me. Oh sento come spenderei bene le mie premure con una donna!
La notte veglio penosamente. _Sento un gran vuoto_! Mio fratello ieri non si sentiva bene: ed io penso come sono cattivo con lui. Gli darò tutte le mie armi. Che mi resterà per un po' di svago? Le mie armi mi danno l'unico conforto: mi sento artista!
_7 marzo._--Come sono melanconico, la mattina quando mi desto!--Come mi spavento pensando che il mio nome è lanciato al pubblico! Chiunque mascalzone avrà diritto di sindacare i miei atti della vita privata? Come mi spiacerebbe s'io divenissi ridicolo!--Chi mi insulterà? E rinuncierò io a quella soavissima e dolce pratica religiosa della eucarestia? ho sempre pensato a Te, Lidia.
Perchè non lavoro? Perchè l'unica mia gioia è il desiderare la morte? Qui nel mio studio sono tormentato da tutti i miei ricordi, da tanti rimorsi, da troppa sfiducia.
--Perchè ricordo quei mesi in cui studiavo il tedesco e l'inglese? Sono qui ancora i miei libri, Goethe e Byron, e mi fanno la più grande tristezza.--Disimparo le lingue per dimenticare le mie prime illusioni. O mio Gesù, lessi per primo libro in inglese e tedesco il tuo santo vangelo. Come era il mio amore?
_9 marzo._--È una splendida giornata. A questo sole, a questo cielo, a questa gran vita che si diffonde io grido:--Mio Dio, fammi morire!--Come è profondo il mio sconforto! Di notte veglio tormentosamente pensando al mio avvenire. L'ho aspettata con ansia la primavera, per lavorare quassù al tepido, all'aria dolce, ed oggi mi sento che il marzo e l'aprile vengono a spossarmi funestamente. Non ho più la speranza in Te che mi consoli: ho la tua memoria che mi tormenta.--Ho bevuto stanotte molto bromuro di potassio. E come sono turbato! Devo fuggire da questo mio studiolo. Quanta tristezza!--Dove vado? In biblioteca fra i libri vecchi. Fuggo! fuggo da questo abborrito studiolo!--E quando, vecchio, sempre più disilluso, o infelicissimo o colpevole o--peggio--_sterile_, quando le cercherò ancora le memorie della mia giovinezza?
_10 marzo._ (Sera).--Suonano le avemarie. Come sarei felice vicino ad una donna! Nel buio scomparirebbero le mie bruttezze. Forse parlerebbe potente--poetessa unica--l'anima mia. Oh miei ricordi!
Credevo d'esser ambizioso e non lo sono!--Sono ammalato.
Era di marzo; ero convalescente, ero innamorato dei fiori e dei bambini, nel 1874, amavo amavo amavo la mia fanciulla! E mi cadevano i capegli e mi sentivo buono!--Ed oggi?
Adorai la Madonna nella Pinacoteca. Nel mio studiolo, venne un giovinetto mio conoscente, profumato, elegante, _distinto_.... Come in faccia sua mi sentivo piccino e sciocco e originale!
_17 marzo._--Ho qui le bozze delle sciocchezze archeologiche che ho scritto pel Vallardi. Stamattina ho giocato con qualcuna delle mie armi antiche di predilezione, ero contento! O perchè ognuna di voi ha un ricordo per me?
Una sciocchezza. Il mio articolo pel Vallardi fu composto da varie donne. Vi leggo i nomi scritti in lapis. Perchè è un buon augurio? Perchè di così poco mi sento contento?
_19 marzo._--È primavera. Stasera dovrò presiedere la Commissione degli studi alla Patriottica, una commissione di professori e di _illustri_. Che m'importa della scienza?
Sono nervosissimo.--Queste cose antiche che mi stringono d'attorno sono polverose. Vorrei avere dei fiori e degli uccellini.--È primavera!
_25 marzo._--Stamattina dissi a mia madre: ho il _nichilismo nell'anima_; dovevo dire: _ho l'amore il più potente_! E chi ama me? E così domandando chi mi ama, che sarà di me, se sarò felice, così, aspettando, pregando, soffocandomi, bestemmiando, ho lasciato scorrere otto anni, i più belli della giovinezza.
Sto correggendo le ciarle archeologiche pel Vallardi. Penso a Limbiate in questo giorno piovoso, e leggo qualche verso di Byron.
Fra sei giorni devo fare il buffone (per beneficenza) alla Patriottica ed oggi voglio uccidermi in uno dei peggiori accessi di amore e di odio.
_28 marzo._--Continua il mio parossismo.--O mio avvenire! Oggi voglio fare una visita in cimitero.
Ma perchè scrivo? È _l'unico mio conforto_.
_(Sera)._--Perchè vengo quassù? Per annotare: anche questo giorno è passato, un giorno di noia, di sconforto, di tormento, come tutti gli altri. A _trenta anni_.
Sento un suono di pianoforte. O mio gentile, o mio santo, o mio mesto ideale della donna!
_(Sera)._--Il parossismo è passato.--Sono spossato!
_1.° aprile_.--La mia giornata incomincia colla noia. Io non posso più stare in questo odiato bugigattolo del mio studio, dove mi perseguitano tutte le memorie più tristi.... _Si je vous ai fait du mal_.... Senza dubbio, mi hai fatto un grandissimo male.
Le mie memorie più dolci sono quelle di Limbiate, dei boschi, delle solitudini, del cimitero. Ieri ho visitato Mantegazza, De Albertis, Induno, nei loro studi: come li invidio! Il mio studio l'avrò, e nel mio studio verrà una donna a sorridermi?... Mi guardo nello specchio. Non ero poi sì brutto: dopo la malattia ho perduto i capegli e la giovinezza. Ero venuto quassù per scrivere il verbale della Associazione Costituzionale.
Perchè gli altri miei amici sono contenti?
Vidi ieri un mio amico--un gentile e bel giovinetto. Come lo sento il desiderio d'essere gentile e bello.
Torno quassù. Che disamore! che mancanza di fede e di entusiasmo!--Tutti i giorni l'istessa noia: la biblioteca, la Congregazione, la Patriottica.
Spossato come sono, morrei calmo e, direbbero i miei parenti, sereno. Non spero nulla. È finito tutto per me! Non leggo più Byron nè Goethe nè Dante: disimparo il francese, l'inglese e il tedesco (oh mie notti invano spese!), e oblio tutto, e se mi faccio inscrivere alla Società Storica Lombarda è per ironia.
Che importa a me di ciò che è grande e nobile e generoso?
La mia noia mi avvelena tutto.--Andrò in Biblioteca.
Una sola passione mi rimaneva--le mie armi. Un solo odio mi rode--l'odio contro me stesso che nulla volli o seppi godere nel mondo inebbriante. Che importa a me di tutti questi sogni? Da otto anni, da dieci, da dodici anni, io farnetico: c'è da impazzire.--_Ora tutto è finito_!
_L'oubli seul sépare_.--Ecco l'obblio.
Hai ucciso l'anima mia.
_(Sera)._--S'io prendessi moglie?--Oh suicidio!
_2 aprile._--Proprio nel momento in cui preparo la tromba per la buffonata di stasera alla Patriottica (che tormento per me!) apro il mio mobiletto, e leggo questa mia frase a Lidia--_La mia giovinezza non ha più scopi_.
L'anima mia è ammalata a morte. Mi divertirò stassera? Farò ridere gli altri? Non volevo scrivere, ma lessi.... Dopo due anni, ho pensato sempre a te, o Lidia.
_5 aprile._--Come sei triste, o primavera, per me!--Sono disoccupato. Il mio cervello si ottunde: sento un peso alla testa: non saprei scrivere due righe. Potessi divenire pazzo!--Vorrei viaggiare, ma ecco un nuovo tormento: non posso, e potendo non vorrei: il sole mi macchierebbe orrendamente la faccia: sono già sì brutto!
Ricevo la notizia che il povero Don Angiolo di Limbiate è morto e già sepolto. Ecco un altro anello al nostro passato che si spezza. Ricordo i soli delle brughiere, le nostre caccie, i nostri giorni felici.
_7 aprile._--Ieri ho fatto una visita in casa G. La signorina è gentilissima con me. Arriverà il giorno in cui io abbrucierò queste pagine? È un sacrificio necessario pel mio avvenire.--Sono stanco, impigrito, senza speranza, senza dolore e senza gioia.--Perch'io possa mutare vita è assolutamente necessario ch'io non venga più quassù, ch'io non pensi più, ch'io non prenda più la penna.... A che?--Lidia mi ha fatto gli auguri di un avvenire felice. Sarò felice? Con chi?--O la mia vita sarà nel dolore _sempre_ per lei che si è dimenticata di me?--Ti sei fatta sposa? Dove sei? Dolore! dolore! dolore! Non so scrivere e non so sperare.
Oggi _per gli altri_ fui impaziente e risoluto: per _me_ sono sempre stato un somaro e uno schiavo.
È primavera. Rinverdiscono gli alberi: tornano le rondini.... Un poco di pace, un poco di pace!--_cessi l'odio_.
Oggi ho comperato il letto a una povera mamma giovane. Una volta la carità la facevo in nome Tuo, ispirandomi a Te, o Lidia, ed ero gentile... Ed ora?--Bisogna ch'io fugga _questo luogo e queste memorie_.
_Domenica 10 aprile_.--È domenica. Io non prego Dio: ma lo maledico: io impreco, io bestemmio, perchè io _odio_. Tormenti indicibili d'amore e d'odio, di gelosia, di furore! E c'è il mondo che vede, che parla, che vuol ciarlare, che ciarlerà: quindi io chino la testa, e mi _soffoco_: mi vinco, mi uccido, mi sbatto a terra e faccio l'indifferente!
_L'indifferente_?.... Fuggi! fuggi, lontano lontano, viaggia e dimentica.--Perdo in salute, peggioro il mio carattere: ma sto qui...--Ho letto con voluttà mestissima le _mie ultime volontà_ a mia madre. O gente positiva, come ridereste voi se mi vedeste piangere! Mi ammalerò ancora? perderò i capegli? diventerò gentile nell'anima ma schifoso nel corpo?
--Prendi moglie, mi dicono gli amici, e una signorina mi fa tante gentilezze, una signorina ricca, d'ottima famiglia, e côlta.
_(Sera)._--A te, povero foglio di carta che puoi essere bruciato, a te consegno le espansioni dell'anima mia--il sangue del mio cuore.
S'avvicina Pasqua e spererò nel perdono di Dio. Dio non può perdonarmi.... Eppure ti prego ginocchioni:--Fammi morire, prima ch'io muoia maledetto dagli altri e fa che tutti sappiano ch'io muoio, augurando la felicità agli altri.
Rilessi le memorie dell'aprile dell'anno scorso. Dove seppellirò queste pagine?
_14 aprile._--Ho messo in ordine queste mie cose vecchie. Ho cambiato di posto a' miei manoscritti e a' miei libri letti nella malattia del 1874. Per far luogo.... a che? Spero ancora di scrivere?--Oggi sono stanchissimo. Sono spossato dall'odio e perdono! Ma che scopo ha la mia vita?--Due dì fa sono stato a Limbiate: oh primavera! oh primavera, come io ti sento! Vidi i fiori, i bambini, le rondini, le farfalle. O fanciulle, se sapeste come io mi tormento!--Giù, là in fondo, in quel terzo giardinetto tutto il dì siede una mamma felice e gentile.
_15 aprile (sera)._--Venerdì Santo. Tu risorgerai, o Gesù, ma l'anima mia è morta.--Sono spossato, Oggi ho pensato delle cose gentili, pure, con un po' di speranza.
_16 aprile._--Ho accettato di scrivere le appendici artistiche del _Pungolo_ per l'Esposizione. Avrò coraggio di scrivere? E che scriverò?... Uscivo dalla Direzione del _Pungolo_: mi sentivo contento, superbo: con un po' di speranza.... Perchè Ti ho ricordata? Il mio supplizio deve essere eterno?
_17 aprile._--Un po' di giorni fa sono stato a Limbiate. Come ho ricordato i miei tormenti! Ho tentato di scrivere un racconto _Tisi ed isterismo_ per scrivere i tormenti di un giovane e di una giovane: oggi trascrivo qui queste righe:--«Il corpo sentiva addoppiarsi la vita e la robustezza, sentiva un veleno diffondersi prepotentemente per tutte le fibre: v'erano dei momenti in cui tremavo di febbre e sentivo come in me spezzarsi qualcosa, dei momenti senza mia coscienza in cui mi gettavo a terra, abbracciando l'immensa madre. Nei campi graffiavo a smuovere le zolle, cercando la feconda vita degli insetti e dell'erbe, odorava con voluttà l'odore che usciva da quelle viscere, scaldate dal sole. Questa terra coprirà un giorno le mie ossa, dicevo, e precorrendo col pensiero, vivevo una vita superstite nei mille atomi del mio corpo, che si sarebbe sfatto, per rinascere, per fecondare l'amore degli insetti e dell'erbe: e gioivo, gioivo, piangendo, e parevami che le mie mani strette negli steli, i miei capegli mossi dal vento, il mio occhio fisso in qualche fiore, mi dessero la massima delle voluttà, che emana dai capegli di una maliarda, dall'abito infocato, dalle pupille spossate. Terra! terra! Come ti ho amato! E da quei deliri, da quei contorcimenti mi levavo, fissando lo sguardo nel cielo....»
Chi capirà il mio tormento?--Vi vidi insieme e contenti! Oh siate felici!
_(Sera)._ Leggevo una lettera di Lidia a me, la più gentile, la più confidente.... Ed ecco uno sciocco amico, illuso letterato, mi chiede denaro.... Vita stupida fra questi giornalisti!--Che scopo ha la mia vita? L'Arte?--Non credo all'Arte.