Part 7
Oh io Le ho fatto del male! L'ho turbata! Tante volte nel parossismo del mio dolore ho sognato che il suo fidanzato si ingelosisse di me, e venisse da me, e mi sfidasse, e mi uccidesse. Comprenderebbe egli il mio amore? e non sa che se l'avrebbe fatta felice, io avrei amato anche lui? Non sa che potevo essergli fratello?
Su questa terra io non ho trovato quello che l'anima mia spasmodicamente cerca! Sono insodisfatto e scettico. Sono ammalato.
O Lidia, ch'io un giorno sappia il tuo suicidio o la tua vergogna? Come tutte le sere paurosamente leggo la _Gazzetta di Venezia_!
Oh se potessi salvarti dal dolore e dai pericoli, mi ameresti per tutta la vita. Salvarti!
Temo di perdere mezz'ora di tempo, a staccarmi dai libri, e perchè non vado nè a passeggio, nè in cavallerizza, mi paiono preziose le ore, e che cosa faccio? Come faccio a prepararmi una via? Per due anni ho studiato anche alla sera nell'inverno, e 5 e 6 ore di sera, oltre 7 ore di giorno e che cosa so o piuttosto che cosa ho fatto di pratico? Ed io stesso mi dico: _poltrone, lavora e fatti una carriera, professa le tue idee dignitose ad alta fronte, e parla colla tua coscienza d'uomo, e pensa al tuo avvenire con sicurezza e con coraggio invece di sospirare e di bevere bromuro_!
Dicono ch'io sia originale, invece sono solamente infelice. Se fossi pazzo, quante volte avrei compromesso in casa mia il suo delicatissimo nome! O mi sarei inebetito coi liquori, o avrei giocato.
Ma a che tante giustificazioni? E per chi? _Sento l'anima mia_--e sento che ho sempre ragionato:--e con grandi sacrifizi, sì--ma ho sempre ragionato:--e sento di essere un uomo.
Lidia potrebbe dirmi _No!_--Ma la mia posizione sarebbe decisa,--netta,--finite le incertezze. E mi darei tutto alla carità.--Non mi ucciderei, come un vile; non imprecherei, come un briaco; non mi soffocherei nei vizi, perchè la mia anima è nobile; non viaggierei per non sprecare denaro (un denaro che a me non comprerebbe l'oblio e sarebbe tanto di meno per chi soffre) e mi darei tutto alla carità.--Sarei uomo. Il dolore massimo si sopporta colla massima forza. Sono le incertezze che tolgono forza.
_23 marzo._--Sono stanco e assordato. Stanotte assistetti alla festa della Società Artistica Patriottica. Ero melanconico e guardavo.... Vidi come gli uomini sono frivoli e libidinosi. Nel massimo rumore e fra la gioia più sfrenata, io ti nominai fra me e me una o due volte, o Lidia, e ricordai che t'avevo scritto. Il mondo non mi ha mai dato delle consolazioni, perchè non può darne; non mi ha mai dato una delle sue gioie, perchè non le voglio. E fra il lusso della cena, nel salone, mi sono immaginato la tua modesta cameretta, o mia vergine!
Oh se io potessi farti felice!
Quel fracasso mi ha stordito: oh se potessi sempre stordirmi! Invece penso sempre. Pensare per agire è cosa umana; pensare per fantasticare su mille gioie e mille paure è ben tormentoso.--Ieri credevo di impazzire e credevo che il tifo mi assalisse di nuovo: ero contento.--A notte ho pensato che ti ho scritto della mia comunione: se alcuno dei miei amici avesse visto quelle righe! E che? Sono superbo.
_26 marzo._--Sono inquietissimo.
_27 marzo._--Ieri ho riletto la Tua lettera del 13 febbraio. Ho bevuto del bromuro di potassio. I miei nervi si sono acquietati; le idee sono sempre le stesse. Come sono contento quando dormo: non penso più!--La ballerina ciarla, è allegra e guarda i fiori.... O fortunati coloro che si _innamorano_ di una femminaccia che possono _mantenere_!
Rammenta, rammenta, e spera, e spera, o fanciullo, e intanto diventi vecchio! Gli anni più belli, più ardenti, passeranno.
Chi avrebbe detto a mio padre, quando comperava questi fogli di carta, che essi dovevano servire agli sfoghi dell'anima mia? Anima appassionata, timida, buona, piena di fede e di speranza, anima che non trova l'anima!
Lidia, sei tu l'anima mia, io sento! Siamo destinati!--E se Tu morissi? Se io morissi?
Io scrivo parole, ma chi capirà che sono _dolori_?
Da molto tempo coltivo il disegno di andare a Venezia,--la città del mio Tintoretto e della mia Lidia. O padre mio, se tu sapessi che uragani ho nell'anima mia!
Se in questi giorni di primavera, vedo qualche fotografia di Venezia, mi sento una gonfiezza al cuore, un orgasmo, una melanconia.. .. Pazienza! Pazienza!
Ma soffri anche tu, Lidia, e hai pensieri orribili e imprechi.... Ed io Ti consolo parlandoti di Dio. Io! In quali momenti mi sento io!--Mi scriverai?
Un giorno saremo abbracciati, felici, inginocchiati a ringraziare quel Dio a cui abbiamo creduto. Oh potessimo sposarci a Limbiate!--È un pensiero che ho sempre, e che non ho mai scritto!
Dio, Ti ringrazio! Mi hai aiutato l'anno scorso, e in che giorni! mi aiuti anche in questo. Sì, quanto Ti debbo: mi ha scritto. Sapevo io dove era? Era viva? Era morta?--Dio, grazie!
_28 marzo._--A San Miniato, a Firenze, come Ti ricordai!--E quando ero solo, a Mantova nel palazzo Ducale; a Verona, nel giardino di casa Giusti; nel cimitero di Brescia, come Ti volli! come ero infelice! Ero tanto solo! O Lidia, se Tu avessi provato quei momenti di ardentissima passione e di immenso sconforto!
Oh mio _Giuliano_! Chi ti conosce? Io ebbi l'animo per abbozzarti: non ebbi l'ingegno per scriverti. Ma chi ti conosce? In te ho cercato di sfogare le incertezze, la bontà e i deliri e gli inferni e i paradisi di un'anima che sclama:--Dio, Tu non ci sei, ma c'è la donna! Non credo in Te, ma spero in Lei!--O Lidia, potess'io parlarti di quel mio _Giuliano_. Comprenderesti i tormenti dell'anima mia, piena di vita e desiderosa di morire.
_29 marzo._--Ieri ho aspettato P.... nella via Olmetto per parlargli, se poteva trovare qualche mansione da darmi a disimpegnare alla Congregazione di Carità.--Non osavo. Come sono timido io! Mi esibii, arrossendo. Diffido sempre di me. Mi rispose freddamente, freddissimamente.... Pure aspetterò.
Stanotte ho sognato di ricevere una lettera d'una amica di Lidia:--«È con raccapriccio che devo farle sapere....» così cominciava. Mio Dio! Che spavento! Lessi qua e là.
Mi sovviene che un mese fa ho fatto _dei conti colle cifre_. Voi mi credete poeta! Ho calcolato fitto, vestito, cucina, servizio, ecc., ecc.--O Lidia, potessi darti una posizione agiata e vivere a lungo, se mi ami: e se non mi ami, morire presto per lasciarti libera e con qualche mezzo.
_30 marzo._--L'altro dì, credendo di vederti, o Lidia, ho sentito una specie di ebbrezza: ieri, cercandoti nella via Manzoni, ho sentito uno spavento che non Ti so dire.--E chi sei tu?--Tante volte guardo la carta topografica di Mantova e cerco di trasportarmi coll'immaginazione o alla Piazza Virgiliana o a Porta Molina, o a Sant'Andrea o al Palazzo del T.... Che tristezza!
Ieri ho toccato i tuoi capegli biondi, povera morta! povera sposina! Come un giorno da ragazzo, sentivo paura e religione davanti all'altare, oggi sento religione e paura davanti a qualunque minuzia che appartiene ad una fanciulla.
_31 marzo._--Alcune volte mi sento felice nel pensare alla morte, perchè mi dico:--L'anima mia è scritta in queste pagine e mia madre mi conoscerà.--Mia madre stenterà a capire la mia calligrafia, ed io sarò sotterra, senza aspettare la risurrezione.
_2 aprile._---Oggi per la prima volta, io, _letterato_, ho letto la poesia di Stecchetti.--Oh amo Te, mio ideale, mia Lidia! Ecco come le letture delle poesie stampate influiscono su di me!
_3 aprile._--Anche i cattolici romani che leggono i discorsi alla Società Cattolica, dicendo che Dio è buono, abbracciano la femmina. Io credo in Te e per Te sono puro!
Li leggo i poeti, ora che ho rinunciato ad ogni studio d'arte, li leggo per curiosità Stecchetti e Carducci. Che mi importa? Nulla--voglio fare la carità.
_6 aprile_ (sera).--Lo _sento_. Verrà quell'ora in cui io mi ucciderò. Ti scriverò?
_11 aprile._--Aspetto sempre d'esser accettato alla Congregazione di Carità.--Alla sera mi trovo con molti giovani. Come sono stupidi nella sensualità! Ed io mi sento la poesia nel cuore!--Alcuni di quei giovani sono stimati giovani d'ingegno. Oh sono cinici e volgari!
Sulla _Gazzetta di Venezia_ fra i decessi non trovo il suo nome. Dio Ti ringrazio. Ma che futuro mi prepari? Premiami di questa mia solitudine, di questi miei studj, delle mie speranze in Te!
_13 aprile._--Giorno di Pasqua. Jeri a sera mi commossi dolcemente. Venendo a casa, come sempre ho pensato a Lidia! Nella mia camera da letto, sullo specchio vedo una busta...--Una lettera di Lidia, mi sono detto subito.--Era un regalo di mia madre: era una busta coll'augurio: _La pace sia con te_.
Oh sì la pace! Sai tu che pace abbisogni all'anima mia? Oh mamma, mi commosse la tua ingenua, bambinesca calligrafia! La pace! Non l'ho trovata nella febbrile fantasia dell'arte, nella stupida società elegante, nell'amore, negli studii pacati e solitarii... La troverò nel prestarmi a lavorare pei poveri?
E Tu, Lidia, non sei povera?
Suonano le campane e mi pare di essere a Limbiate e di camminare per uno stradone e di pensare a Te.
Perchè non mi scrivi? Che Tu fossi partita da Venezia e che io nulla debba sapere di Te?
_14 aprile._--Perchè oggi ho il mio pensiero così fissamente rivolto a Te, o mia sorella?
L'anno scorso, quand'ero in Duomo, credevo e temevo sempre di vederti a braccio del Tuo sposo. Come sospiravo dietro a certe coppie tranquille! Che desiderio il mio! Che bisogno!--E mi rassegnavo.
--_Perséverez dans le travail: dans vos nobles aspirations_.--Mi suonava sempre nell'anima questo tuo caro ricordo. Perseverare, studiare! E senza domandarmi il perchè vero, per solo amore melanconicissimo a Te, io studiavo: non ho perduto un'ora sola in ozio o in divertimento, nell'inverno: studiavo di giorno, di sera, di domenica... L'anno scorso e st'anno, quando il sacerdote alza l'ostia, io dico:--Lidia--e credo... a che? Non credo al prete: credo a Dio! E quando il sacerdote leva il calice, io dico:--Lidia!--e credo!
Sono gli istanti solenni della commemorazione... Quando in cimitero vedo gli ossami e mi sento aizzato allo scetticismo, non credo nulla, nulla, e mi sento certo che sotterra non si ama, ma si imputrida, e finisce la bellezza, la bontà, la poesia, l'anima, io mi dico:--Lidia!--e quest'invocazione significa:--Voglio la vita!
Camperò solamente dieci o venti anni ancora. La mia giovinezza è quasi passata e sciupata in inutili studi e inutili melanconie e inutili ideali--morrò e...
O campane, come suonate meste e quasi a morte!--Come suoneranno meste a Venezia!--Le campane mi hanno sempre commosso nei paesi, e nelle città di provincia.--A Vicenza, a Padova, a Verona, a Mantova! A Mantova! Credevo che Tu fossi là nel settembre del 1876! O campane, perchè mi fate nascere tutta la mia melanconia!--Voglio _vita_ e _amore_.
_16 aprile._--Ho fatto la comunione. A questo mistero del pane di Dio io sposo sempre una mesta commemorazione, santa, pura, gentile.--È commemorazione d'amore. Mi sento casto e affettuosissimo. Avevo con me la tua lettera, e ho ripetuto tra me le parole: _Vous étes mon ami, et un ami rare, pourquoi ne serai-je pas confiante avec vous? Si je vous ai fait du mal une fois je veux le réparer en étant pour vous une soeur et une amie._--Dio, eccoti il mio avvenire.
Finora la mia vita fu uno spasimo di incertezze, di speranze, di propositi, di scoraggiameli... Ed ora?
Perchè non mi scrive?-Non mi scriverà?--Sarà rotto il filo tra noi due.
Ma perchè mi tormento così? Prego? Confido? Faccio della poesia? La scienza che mi dice? La verità qual'è?... Mio Dio, mia Lidia, datemi un po' di fede gentile.
In che mani saranno questi miei fogli fra venti anni? e fra quaranta? e fra cento?--Vivrà l'anima mia, quando io sarò polvere e nulla?--Chi leggerà? chi capirà? Chi pregherà per me fra cento anni?
O Lidia, almeno le anime siano immortali! posso io averti amato soltanto per sette o dieci o venti anni? e dopo?--Per sempre! Per sempre!--dice l'anima mia.--Per sempre e in Dio! Dio che è l'amore! Dio che mi vede, e mi perdona, e mi conforta, e mi fa sperare e sorridere:--Dio che c'è!
* * *
--Torno dal Duomo. Che pensieri mesti! Credo sempre di vederti e sento di amarti! Ho bisogno di guardarti negli occhi!--Ti immagino nella chiesa di San Marco; tu sei bella, tu credi, tu disperi.
_22 aprile._--Ho speso del denaro, comperando un _budriere_ antico. Non è denaro pei poveri? Nella mia nuova missione imparerò a risparmiare ed a fare l'elemosina!
_24 aprile_.--Jeri ho incominciato a vedere la _miseria_. Lidia, voglio avere un grandissimo, religioso, gentile rispetto per quelli che soffrono e che lavorano--ricordandomi di Te e delle Tue parole «_étant pauvre il faut que je travaille!_»
_26 aprile._--Jeri notte ho fatto un sogno bruttissimo. Jeri a sera, assai melanconicamente, ho parlato di Te.--Che Tu indispettita del mio silenzio, non mi scriva più? Sei già partita da Venezia? Mi hai promesso--_Si je quitte Venise je vous en avertirai afin que vous sachiez toujours quelles sont les douleurs ou les joies de votre affectionnée amie et soeur._ Ti ricordi di avermi scritto così?--Hai Tu la brutta copia delle lettere che mi scrivi? Suona mezzogiorno a salutare il nome purissimo di Maria. O Lidia, mia sorella, come Ti amo!
_29 aprile._ Lavoro pei poveri: e sono contento, E se il mondo fosse pieno di finzioni? E se tanti poveri sono bricconi? E se io sono novizzo?
_1° maggio_.--L'anno scorso, quasi regalo di maggio, il mese dei fiori, dei nidi, dei bambini e di Maria, mi fu regalato un cranio. Era un augurio? Se fossi morto, sarei morto credendo Lidia felice. Essendo vissuto, ho la gioia e il tremendo dolore di sapere che potrei farla mia....
Sono stanco e insoddisfatto di tutto.--Ah mio collega G.! fare la carità per te è un gustare doppiamente la tua posizione. Tu hai finito di girare per la stamberga, e vai alla tua casa e trovi una sposina bella e un bellissimo bimbo. Egoista!
Chi da giovane ha avuto le ubbriachezze della carne colla femmina, non può o non è degno di sentire il bisogno alto della _donna_; chi ha sempre avuto religione per la donna, vive per la _sua donna_, per il suo bambino.--O Lidia, il mio futuro non so e non voglio, e non posso sognarlo squallido!--Forse nuove delusioni mi aspettano! ma pure queste illusioni mi sono care, l'unico appoggio alla vita stupida, insoddisfatta, di ogni dì in questa mia repressa giovinezza. Leggete le mie annotazioni... e qualche pagina del _Giuliano_ e dell'_Ugo_. Se quell'uragano che avevo nell'animo l'avessi traboccato in fatti, che cosa potevo essere io? un demonio!--E sempre, sempre, pensando a Te, _mia_ fanciulla, fra mille dubbi e mille tormenti, ho sorriso e ho confidato in Dio!
_Sera._--Oggi sono stato a consegnare il baliatico in sei povere cameruccie. Che rispetto ho io per quelle povere mamme!
Come mi commuovo! sento bisogno di riaprire il mio mobiletto e di annotare.... come mi commuovo! Non sono ricchi e sono felici! Qui, ad una finestra vicina, un uomo è affacciato e guarda: _lei_, non bella, gli appoggia una manina sulla spalla.... Oh felicità! felicità per me! O Lidia, come Ti parlerei io nei crepuscoli! Poesia e fede e amore! Poesia e speranza e _vita_!
_3 maggio._--Jeri mi sono trovato con C.--L'anno scorso di questi giorni accompagnava per Milano la mantenuta. St'anno ha moglie e viene alla Congregazione di Carità:--Sono contento!--mi disse,--ho goduto la _mia gioventù_.
È un assioma di questo mondo. Io come godo la _mia gioventù_? Come mi preparo per Te? Come penso? E come soffro?
Oh il mondo mi assolverà sempre da qualunque sudicio amorazzo, non mi assolverà d'aver amato una vergine pura e povera e infelice!
_Sera._--Io mi tolgo da pranzo e Ti ricordo sempre! Ricordo la povera minestra fredda e certi tozzi di polenta che vidi in certe povere casuccie, dove le mamme avevano un bambino in collo.
_6 maggio._--....Sorriso di donna, che cosa sei?
_8 maggio._--Non posso resistere; apro il mobiletto e guardo il tuo ritratto, o Lidia, e Ti fisso negli occhi. S'avvicina il giorno di santa Lidia, Ti scriverò. Da due giorni non leggo la _Gazzetta di Venezia_. Ti troverò fra i morti?--Penso al suicidio. No, penso a _vivere_ con Tei in campagna! O primavera!
_9 maggio._--O Lidia, Ti guardo negli occhi. Come Ti amo! Dio, Ti supplico, _a patto di qualunque infelicità_, rendila mia, per un giorno solo!--Ti guardo ancora negli occhi, e mi domando:--Sei Tu? Tu, Lidia!
_10 maggio._--Oggi, quale spavento! Vidi e rividi un capitano del 35.° fanteria. Era il Tuo sposo? il Tuo promesso? Veniva a Milano per uccidermi?
_12 maggio._--Penso alle _mie ultime volontà_ che ho scritto, e vorrei raccomandare a mia madre.... Oh mia madre mi capirà quando leggerà quelle mie righe e queste mie pagine. Come sono contento pensando che in quel dì non saranno più _mie vergogne_ quelle sante, pure, caste effusioni dell'anima mia, in quel dì non saranno più fanciullaggini le mie melanconie e i miei bisogni, ma in quel dì nella loro tremenda evidenza si mostreranno i sacrifizi e le repressioni dell'anima dai miei ventidue a questi miei ventisette anni! Capiranno? Oh no! a loro non fu dato il tormento di amare gentilmente a ventidue anni! a loro non fu dato ingegno e sentimento tormentatore di squisita e sfidatrice poesia!
Mia madre dirà:--Che tesoro d'affetti, che avvenire, che felicità! che _anima_! seppelliamo tutto in una buca e per sempre! Poteva e voleva essere buono e felice, voleva una fanciulla, ma casta, ma gentile, ma infelice. Lo seppelliamo _per sempre_!
Sì, per _sempre_! non si viene più di laggiù: è triste verità: si muore: l'anima è la memoria che lasciamo e l'_anima mia_ ve la lascio in queste mie pagine e in quelle mie ultime volontà e in questo mio grido del cuore straziato:--O mamma, ti raccomando la mia Lidia: per Lei sono stato puro, gentile, sperando in Dio... Credi tu in Dio? Sì! Dunque per l'amore di Dio, per Lui che volle ch'Ella fosse il mio angelo attraverso la mia bollente giovinezza che poteva essere piena di spaventose colpe, per Dio che volle ch'Ella mi stimasse e mi rendesse gentile e pauroso e timido, per Dio che me la mostrò, me la tolse, mi tormentò di incertezze, e pare che _me la destini_ ancora, per Dio che è l'Amore e lesse nell'anima mia, per Dio, te la raccomando, o mamma,
Oh come vorrei che queste fossero l'ultime parole che scrivo è che tu troverai, perchè Ella, la mia Lidia, ti sia raccomandata come una figlia!
_17 maggio._--Voce, grazia, profumo, linee dolcissime, seduzione, sudore, carne della femmina, che siete voi per me? Vidi jeri e meditai sul quadro di Morelli «_Le tentazioni di sant'Antonio_.» Carne della femmina che sei? Tutto passa, e tu, corpo, imputridisci; dopo la giovinezza, nessun piacere; dopo la morte, nessuna vita!--O Lidia, in queste pagine su cui è scritto il tuo nome di vergine, oso io lasciare queste righe? Sì, per dirti che all'_anima Tua_ sacrifico la mia bollente gioventù. Ti amo, purissimamente Ti amo e purissimamente Ti voglio mia!
_18 maggio._ «Io mi tacerò quando non mi sentirò più degna di stringervi la mano, come ora.» Queste sono le parole di Lidia, che mi spaventano da due giorni.
_30 maggio._--A sera tarda mi trovai cogli artisti che festeggiavano il Michetti. Figlio di pastori a 25 anni è già celebre in Italia e in Francia, e guadagna quello che vuole. Come vorrei essere in lui! avere tanto nome e tanto merito e dire: _Per una fanciulla_! festeggiato, amato, ammirato e dire: _Col pensiero di una fanciulla_! Che superba compiacenza!
_4 giugno._--Jeri sera ho ricordate le Tue parole a me e stamane voglio rileggerle:--_J'ai aussi des remords, votre lettre m'a troublée--je me sens malheureuse car j'ai été pour vous cause de souffrance_ (oh sì), _peut-être ma légéreté en est-elle la cause?--J'ai pleuré en lisant votre lettre, il m'a semblé entendre une voix que n'ètait point de cette terre, je ne croyais pas qu'il y eût sur cette terre une âme si belle que la vôtre!_
O madre, queste parole sono il premio della mia castità, della mia religione, della mia timidezza, del mio amore!--E le ho lette in un santuario della Vergine.
_Tout ce qui finit est si court Allez toujours_--
_24 marzo_ 1880.--Facendo la carità, trovo un padre che si uccide perchè la Congregazione è una vecchia istituzione burocratica piena di pregiudizii. Credo di servire il mio partito, ma per reggere alla noia di stare tre o quattro ore al tavolino della Costituzionale a scribacchiare i verbali mi immagino sempre d'aver avanti agli occhi la nostra Regina Margherita, e per _lei_, _donna_, faccio quel sacrificio di star lì. Essendomi occupato della Società Dantesca, trovo i Commendatori amici che mi fanno dire che sono assenti da Milano. Quando ho studiato che conforti ho avuto? quando ho scritto? quando mi ero inchiodato sulle panche dell'Accademia?
Io mi sento artista, perchè sto in contemplazione di un raggio di sole che fa luccicare mestamente l'iniziale delle pergamena e vivifica i colori di un angolo di tappeto turco e fa spiccare le ombre del tavolo barocco e polveroso. Io sono artista--melanconico e sognatore.
Guardo alla libreria polverosa.... O poeti, non vi leggo più! penso che anch'io volevo essere romanziero storico: e, dopo il mio amore, romanziere antico. Incominciai col _Buondelmonte_ e finii coll'abbozzo _Tisi_.
Ho qui un vasetto di viole del pensiero. Da sei anni a primavera ho questa gentile compagnia: viole ed illusioni.--I miei amici vedendomi, triste, mi dicono per consolarmi:--Prendi moglie....
_29 marzo._--Perchè nulla annotai nel dicembre, nel gennaio, nel febbraio, quando servivo i poveri alla cucina economica? Perchè non scrissi le soddisfazioni dell'anima mia nel fare il bene? E il bene l'ho fatto pensando a Te: ho avuto dolcezza, pazienza, perseveranza, dicendomi:--Lidia mi vede.--Ma chi sei Tu che ti facesti padrona della mia giovinezza? Chi sei? Perchè ti sono così schiavo? Perchè mi fai piangere? Perchè farai piangere mia madre?--Oh alcune volte impreco contro di Te, e ti odio e vorrei che l'anima tua soffrisse come la mia!
E che? La vita, l'avvenire è dinnanzi a me.... Sì, ma dove le risoluzioni? la forza d'animo? la perseveranza? la fede?--Alcune volte mi dico:--Dimenticarono tanti: dimenticherò anch'io: avrò una famiglia: avrò una carriera.--Ma no! sento solo le mie melanconiche fantasticaggini artistiche! Sento solo l'armonia del mio dolce passato! Ho sofferto, e i miei dolori non sono troppo preziosi, per mutarli nelle gioie banali di vita solita.
_(sera)._--Oggi mi sentii poeta. Meditai una poesia, _I morti_, i morti all'ospedale e i morti in battaglia--i morti d'amore--i morti in campagna....
Lessi i ricordi della _vita di Settembrini_. Come mi sentii consolato! Che fede in Dio! Che amore nella sua donna! Che carattere!--Mio Dio! perchè non sono vissuto nel tempo delle cospirazioni, dei patiboli, delle battaglie? A me che rimane? _Lo sconforto_!
_11 aprile._--Sono otto mesi ch'io da mattina a sera aspetto una lettera di Lidia; che cosa mi potrebbe dire?
S'io mi trovassi padrone di trecento od anche di duecento mila lire, scriverei a Lidia:--Voi siete povera: ditemi quanto vi abbisogna per la vostra felicità.... Vi darei tutto. Avrei fatto il mio dovere dopo di avervi date tante proteste di affetto vero.--Dopo, colla coscienza forte e _finalmente_ persuaso di aver fatto una buona azione, dopo mi voterei a Dio. Per andare missionario bisogna tanto denaro? Don Fedele non era ricco.
Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un vaso, camelie candidissime, camelie rosee... Perchè adorando i fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la donna?
Fanciulle belle e bruttine che passeggiate al sole, se sapeste il mio sacrificio! _Nulla, nulla_ si cancella dall'anima mia e mi sento senza speranza, senza amore, con troppo amore!
Come ti bestemmio, o Dio! Non ti credo nei cieli! Sei in terra e Sei l'amore! Sii maledetto, o amore!--. Perchè non mi uccidi?