Part 4
Quando pensavo a lei, sentivo la fede e Dio! quando mi sentivo squallido e senza speranze, pensavo al suicidio, quasi come a un candido sogno! quando vedevo dei luoghi ameni: dicevo--_qui non c'è lei!_--quando vedevo delle fanciulle mi sentivo l'anima innondata di pace! quando vedevo dei bimbi, mi venivano le lagrime agli occhi! Mio Dio, al mio corpo nervoso, cupido, febbrile ho negato gli amplessi della femmina nuda; ho impazzito pensando alle voluttà: ho combattuto battaglie ridicole pel mondo, ma supreme e gloriose per chi vuol avere nel pensiero suo il pensiero d'una vergine; mio Dio, il suo ricordo era per me il ricordo di una tua vergine: la sua lettera l'ho letta in un santuario, guardando la bionda testina di due de' tuoi angioli! Guardami! Dimmi tu che non sono ridicolo, amando ancora! Che non lo fui amando in passato! Tu hai detto:--Siate fratelli e sorelle--e non hai detto che gli stranieri, i poveri, gli sventurati non possano fra loro essere fratelli e sorelle. Dinnanzi a mio padre, a mia madre, ai miei amici non ho saputo dire:--Ella è straniera! Ella non ha dote! Ella mangia il pane altrui!--sarebbe stato un delitto di _leso decoro_ questo mio detto. Io fui così fiacco da non parlare, da non combattere parenti e amici e mondo: io tacqui! e sperai in te e in lei!... Mio Dio! Quanti a quest'ora si apparecchiano a godere gli ultimi momenti dell'anno! Io sono ginocchioni, io prego, io voglio pregare, io piango, io sono solo! io non so sperare, nè domandarti per me alcuna cosa per l'anno nuovo!! No, no, che importa a me di quello che mi accadrà? Ma io voglio pregare, voglio sorridere, voglio piangere per lei! Mio Dio:--rendila felice, e fa che ella si ricordi di me e che io sappia qualcosa di lei!
Rileggo i libri delle mie _Confidenze_. Oh! come sono belle e tranquille! Rileggo le pagine della malattia di Lina e le invocazioni ad Ermanna! Povero mio cuore!... Mio Dio, ti supplico, rendila felice.
_Domenica, 27 gennaio._--È una giornata chiara, bella, calduccia. Tutti passeggiano. La si crede una prima festa di primavera. Io sono tanto tristo! Ho aperto le finestre: e mi vengono tutte le memorie della mia convalescenza. Poveri giorni di languide speranze! Giorni in cui mi pareva sempre di sentire l'odore di ghiaia umida misto all'odore delle violette: mi pareva di vedere uno dei viali del giardino _non suo_ un viale che termina a un gruppo di pini dal cortice odoroso.... Oh mesti crepuscoli di Limbiate!--Io non so scrivere ordinatamente.--Ho taciuto tanto. Mi piacerebbe avere qui tante e tante memorie scritte: le rileggerei ora e le troverei belle! Come mi paiono belle queste poche! Eppure in vacanza non ho saputo scrivere: scrivendo mi pareva di rendere troppo concreto il mio dolore, di studiarlo troppo, mi sforzavo a essere indifferente. Quello che di dolorosissimo ho scritto l'ho scritto per Bianchi. Ho perdute le lagrime di quei dì. Vorrei ch'egli mi restituisse le mie lettere. Mi pento gravemente di essermi tanto confidato con lui. Mi capisce? Può capire chi non ha il mio ingegno? Chi non ebbe i miei entusiasmi? Chi non ebbe il mio cuore! Ridicolaggini! Ma io mi sentii _potente_ ed ebbi un giorno delle audacie e una tal coscienza di me, che mi dovetti dire:--Oh sante le mie febbri che mi distinguono dalla folla intorno a me.
In questi giorni mi tornano alla mente i miei auguri per lei. Voglio pensare alla sua felicità. Ella apparecchierà la sua veste bianca! Ella gli scriverà quei mille nonnulla così graziosi, così cari, così confidenti! _L'oubli seul sépare!_ E il mio pensiero?
O mio tranquillo cimitero di Limbiate, ti amo! O miei boschi! o pini!--Purchè io sia tra voi o mi imagini di essere tra voi, il mio cuore si esalta, l'anima mia diventa buona, e nelle speranze di un di e nelle delusioni d'oggi, il mio desiderio è desiderio di pace e di amore, il mio ingegno si sveglia e mi tormenta e mi fa delirare sempre inconcreto, sempre senza via, sempre senza certezza di scopo. O mio cimitero! Ti vedevo tutti i giorni quando pensavo all'amore! Ti ricordo ogni volta che qualche amico ride o qualche femmina sogghigna!--Come si amano i propri dolori!--Il cimitero vecchio non serve più per le tumulazioni: ebbene amo già il nuovo, perchè presento che vi giacerò (non oso dire _voglio giacervi_): vi sono passato vicino tante volte st'anno guardando ai monti di Como, a Mombello, alla Chiesa dei frati, ai monti che ho contemplato mille volte al tramonto con dolci desideri di avere una casetta là e là.--Amo le strade infangate, le foglie cadute, le campagne brumose, la mestizia della solitudine e il luogo di pace... amo la mia memoria abbandonata, solitaria: mi sento sotterra, sento l'oblio, lo sfacimento.... Ella avrà dei figli, degli amici, _la vita!_...
_Mercoledì, 30._--Tutto è vuoto, senza scopo, senza soddisfazioni. Ieri ho visitato il cimitero degli stranieri! Come dormono bene le anime protestanti! «_Thy will be done_...» Come dormirei bene anch'io!
* * *
Tutto finì. Ecco il vuoto.
* * *
_Est quaedam fiere voluptas!_
* * *
Mio padre crede che questo sia il libro dei conti.
* * *
_Nos joies ressemblent à l'arc-en-ciel, qui a l'aurore nous apparaît au couchant, et vers le soir se montre à l'orient._
* * *
Ogni mio filo che mi lega alla vita è nel passato: ed è solo pel passato e per lei che sento che la vita deve avere uno scopo serio. E solo per lei ho bisogno di credere a Dio, e solo per lei il suo Dio mi dà una mestissima pace e una mestissima fede, quasi una vocazione.... Solo pel passato, mantenendo una dolcissima illusione, io sorrido e studio, e prego Dio e sospiro alle fanciulle e vorrei baciare tutti i bimbi.
Uno solo il mio pensiero--Lidia--ed uno il mio voto--Dio, rendila felice!--Essa è mia sorella. «_Notre affection est pure et noble, elle n'a rien de profane, elle peut se raconter à toutes les âmes qui sont bonnes_:(6)» ella mi disse, e mi accettò per fratello....
Io solamente son felice quando guardo la sua lettera, il suo ritratto, la mia lettera, quando penso a Limbiate e al cimitero tranquillo....
Desidererei (e voglio scriverlo a' miei parenti) d'esser sepolto a Limbiate.--Desidero di avere sulla mia pietra o croce il solo mio nome e cognome e le sue parole: _Tout ce qui finit est si court. Allez toujours_.
_5 e 6 febbraio._--S'io trovassi un compagno, andrei in Grecia _volontario_, giacchè qualche garibaldino si muove da Milano. Insegnerei a' miei parenti ed amici ch'io sprezzo la vita!
Leggo Byron. Si è avverato il _suo augurio_:--«_que son coeur se passionne pour ce qui est beau et grand!_»--Byron! I miei giorni non sono sciupati: più che il tritume delle Accademie vale il vulcano di Byron. Byron! io sento il mio cuore batter col suo! Che m'importa se vivo solitario? Perdo poco perdendo le ciarle stupidine o pretenziose o vuote dei cosidetti amici che sanno _vivere a questo mondo, prendendo le cose come vengono_. Perdo nulla, perdendo, la sera, le pettegole scipitaggini di un palchetto di femminucce... Byron! Tu mi rifai il sangue. Tu mi animi. Tu mi ridoni i miei muscoli... Oggi spero indeterminatissimamente, ma spero pel mio avvenire.--Ho veduto mio padre assistere all'anniversarie preci per suo padre.--Mi consolo ricordando, in una passeggiata in campagna, al sole primaverile, le frasi della lettera di Lidia.--Che ancora per le fila provvidenziali di Dio avessimo ad incontrarci?--Oh! possa il mio povero ricordo tormentarti nelle ore delle tue frenetiche voluttà! Sposa sei?--O mio Dio, come io desidero di morire!
_19 febbraio._--O mio Dio, sento uno di quegli sconforti, pensando al mio passato!--Come vorrei esser morto! Piango!--Oggi, qui, dai tetti di un terzo piano di povera gente mi giungeva la vocina balbettante di un bambino.--Guardo il suo ritratto. Ma, mio Dio! sento che inavvertitamente caricherei a palla, _sì_, una pistola antica, e in questa febbre, inavvertitamente me la accosterei alla fronte.... Amo Lei! Lei! Tutta la mia giornata è per _Lei_! Studio per Lei, di giorno: studio per Lei, di sera! penso a Lei, di notte!--Penso ch'Ella deve esser felice, e per non turbarla, non mi uccido! Ma chi più mi trattiene? Che mi aspetta?--Che cosa è il mondo per me!--Se potessi viaggiare e viaggiare e stancarmi!--Come passo le sere e le giornate da solo.--Sere di primavera, coll'odore delle violette di Limbiate! Giornate di primavera con una trista, strapotente insidia di voluttà nelle membra!--_E voglio esser casto_! Chi lo sa? Chi lo sa il mio martirio? Chi lo apprezza?
_3 marzo._--È primavera. È domenica. Suonano a distesa le campane. Domani andrò a Limbiate e qualcosa saprò.... Avrò coraggio di domandare di Lei?... Mi spaventa un tristo presentimento dacchè non ha Ella risposto al mio biglietto.
Mio Dio! che vuoto! Non sono stato ad alcun veglione; eppure oggi io mi sento tanto triste, e inquieto e svogliato, come se fossi stato a sciupare la mia notte.... Mi conforta il pensiero che Ella leggerà il mio libro _Lagrime e Sorrisi_. È _donna_ e lo capirà. Che importa a me del mondo?
_6 marzo_.--Torno adesso da Limbiate, e subito corro quassù a leggere queste mie memorie, e vorrei scrivere sempre un pensiero, sempre un dolore, sempre un'illusione. Domani, giovedi grasso, quando gli altri godranno, io scriverò, e penserò, e piangerò.
Non ho saputo niente di Lei!
_30 marzo_.--Il nostro povero cane di Limbiate è ammalato. L'amo perchè è tanto legato alle mie memorie! Nel novembre 1873, quando solo mi addormentavo nella mia stanza fredda gustando le sante, melanconiche, dolcissime mie speranze: il povero cane mi dormiva a' piedi del letto. Quando a cinque ore, al tramonto, io vedevo, fra gli sterpi e le ruine scalcinate della darsena del laghettone, e contemplavo nell'acqua il riflesso roseo del cielo e _sentivo_ la solitudine delle acque e delle tristi pinete, fingendo di trovarmi sulle rive del Mincio, e pensavo sospirando all'amore.... quando là al laghettone, _riassumevo_ la giornata e chiusi i fascicoli di diritto speravo e speravo e speravo!... il povero cane mi era accosto. E, ricordo, ho sorriso a lui, che mi trovava solo, meditabondo, amoroso, a quell'ora, a quel luogo! E credo qualche volta di avere avuto quasi soggezione di lui!... Povero cane, povero amico!...
Tutti i giorni passavo un'ora o due al cimitero e pensavo alla _vita_, a una fanciulla, ai bimbi, alle _sue_ toilette, ai suoi nonnulla, alle sue scarpine, ai suoi guanti, alle sue moine,--lì fra le croci e le foglie secche col sole pallido e le stradette umide io vivevo! O speranze! o memorie!--Io lavoro: studio il tedesco. Mi avvinghio sempre più al passato. Dove l'avvenire?
_31 marzo_.--È morto il cane! Povero _Chellen_! povero amico!.... A poco a poco là s'infrangono gli anelli che mi legano al mio passato.... O mio avvenire! O Lidia, se tu sapessi la mia sensibilità, la mia poesia, le mie lagrime! Mi è caro tutto ciò che nella mia memoria è legato con te... Ma non poteva Dio volere ch'io non li vedessi, ch'io fossi tranquillo, ch'io amassi un'altra fanciulla, ch'io a quest'ora fossi già _marito_ e _padre_, ch'io fossi felice? Perchè Dio volle diversamente?... Crescono le ardenze delle mie febbri, il corpo freme di bisogni fisiologici, l'anima è sempre la stessa a comprendere la donna, il cuore è gonfio, l'ingegno sente la ricchezza del sentimento e... Se tu sapessi i miei scoraggiamomi!... Il mio passato!... O miei sogni, o mia preghiera, o Dio, o Donna, o Tutto, o Lidia!... O Lidia, come ti amo!--Ma che Dio sia almeno giusto, e faccia sì che il mio pensiero dia anche a te un po' di questi tormenti.
Torno col pensiero al povero cane! Povero amico! sì, caro testimonio di tante mie lagrime, di tanti miei dolori!
Leggo le mie memorie: è il saluto che le scrissi! E piango! Come il cuore è gonfio!--La scienza è vana. Ieri ho ascoltato una grande lezione di Antropologia: la genesi umana: la scimmia! O Lidia, perchè non eri tu a casa mia, in un bel gabinetto, pieno di cose d'arte e di profumi tuoi, bella, _mia_, sorridente? e perchè io non potevo gittarmi a' tuoi piedi, pregando Dio attraverso Te!
Leggo il mio saluto. Oh se tu potessi piangere, come piango io!... Eppure spero... Ci incontreremo, sarai _mia!_... Forse incominciano adesso le mie battaglie... Perseveranza, Castità, Fede... Speranza!... Lidia, ti prego in ginocchioni, dalla tua felicità (se ti ricordi di me) mandami un poco di pace! Merito un poco di pace, perchè delle mie idee arrossisco in faccia al mondo: non in faccia a Te, non in faccia a Dio! Leggo il mio saluto.... Saluto eterno!... La mia vita è condannata al tormento di perpetua illusione e di sproporzionato sentimento!...
Torno dal cimitero. Ho visitato il campo degli stranieri: ho letto iscrizioni tedesche e inglesi: Credo sia una buona azione il visitare i poveri morti stranieri.--Come dalla morte a me sgorga il pensiero della vita.--Ho visitato anche la Pinacoteca, _adorando_ le Madonne del quattrocento... Sì, sì, il mio ideale della donna è divino.--Sei maritata? Oh come penso tristamente alle tue gioie frementi di sposa! Amavo meglio, nei mesi scorsi, pensare a' tuoi dolori di vergine!
Quand'io sognavo... la prima volta con te, a Firenze o a Venezia, io promettevo, io giuravo di caderti innanzi ginocchioni, dicendoti qualche mio pensiero delle _Lagrime e Sorrisi_, piangendo ch'io non fossi abbastanza poeta per te, esultando con tutta l'anima d'avere la coscienza ch'eri un fiore e che io non ero la mano villana che lo toccava.. E t'avrei baciata in fronte e t'avrei detto:--Piangi!
La mia penna è impotente alle povere fantasie del cuore!
_1.° aprile_.--Vorrei ricordarmi e rischiararmi dei paesaggi carissimi, dei boschi, delle rive, dei cieli... Anima ammalata: sento le donne nei fiori, nelle gemme, nei prati, nei cieli, nei raggi del sole... Non scrivo perchè non so scrivere: le parole che adopero sono parole che hanno tutti nei vocabolari; i sentimenti che mi ammalano sono sentimenti miei, e il mio cuore è diverso da quello degli altri.
Oh come penso! come vedo! come fremo! Ho avuto il tristo dono della fantasia. E come soffro! Ma oh! venga il mio pensiero qualche volta a turbarti!
Ho aperto il mio cassetto: il profumo che ne uscì mi ricordò dolcissimamente il giugno del 74, quando scrivevo le _Confidenze_, mi illudevo tanto e speravo tanto! Allora mi sentivo una fanciulla: e la mia convalescenza era per me una scusa alla languidezza del mio sentimento....
Crescere in dignità per lei, è lo scopo di questo mio anno. Nel mese scorso, venendo qui, nel mio cassetto presi un foglio di carta e scrissi due versi di Byron: oggi ho scritto due versi di Schiller.--Sogno dolcemente: a Limbiate le mie speranze, le mie certezze, il mio avvenire!--Ma quando sono qui, e vedo i luoghi di tante mie meditazioni, e quando vedo la casetta di..... e quando suona la campanella della chiesa di sotto, e quando vedo il _suo_ giardino, e la finestra dove era affacciata quella sera di settembre, e quando.... oh come sento che tutto è passato! che la mia vita è decisa! che il mio avvenire è spezzato!--Deserto!
Prego la primavera, i fiori, le rondini, i bambini, il sole, Dio.--Rendetela felice!
E di fronte alla primavera, ai fiori, alle rondini, ai bambini, al sole, a Dio, mi sento innamorato e casto!
_Venerdì Santo_.--Compiono oggi sei mesi da che... Sei mesi! mezzo anno! A me paiono sei giorni!
O quale sconforto il mio.
Oggi tutte le donne pregano.... Prega per me! Prega Dio che mi faccia morire!...
Morire? imputridire? essere dimenticato? E il mio desiderio, il mio bisogno era la vita, l'amore, la poesia!
_Sabbato Santo_.--Le campane annunciano che Cristo è risorto. Qual vuoto in me! Ma come potrò io mostrare l'anima mia! a chi?
_Martedì, 23 aprile_.--Come per certi dispiaceri certi uomini ricorrono ai liquori, pe' miei io ricorro (ricorsi) a Byron, Foscolo, Rousseau, Shakespeare: mi sostengo con questi alcool.--Ora gli abbattimenti, il vuoto.... e quali battaglie!... I miei _balocchi_ antichi cominciano a distrarmi poco poco. Ma perchè forzare la natura?
_24, mercoledì_.--Ho fatto la comunione. Ieri il prete mi disse di meditare mezz'ora. Ecco come medito.... Per quattr'anni di seguito, quando a primavera andavo alla chiesa per la comunione, io portavo con me il portafogli col tuo nome! Sante illusioni! E quando l'ostia toccava le mie labbra io mi concentravo nel pensiero:--Lidia crede in Dio!--E la comunione del 74, quando ero convalescente? Oh nessuna preparazione di teologo, nessun libro, nessuna madre, poteva rendermi tanto degno di Iddio, quanto la mia speranza e la tua memoria! Santa religione, santa poesia, fede gentile: _Vita_, Donna e Dio!--Dimenticavo di non esser bello, d'essere ignorante, d'essere timido alla pratica, sentivo Te, speravo, sentivo la fede che è la vita! O vergine, o bionda, o straniera, chi t'avrebbe detto che tu dovevi tanto deliziare e tanto tormentare un'anima italiana. Io italiano? goffo, ridicolo, senz'azioni.
O vergine, o vergine! o Lidia, io ti ringrazio! Quei momenti in cui io pensavo a Te e la tua memoria veniva col pensiero di Dio, erano momenti soavi, pii, forti, si, e non verranno più! O Lidia, o Lidia, o _mia sorella_, prega per me!--Alcune volte voglio ribellarmi al tuo ricordo, e chiamarti causa d'ogni mio tormento, e odiarti.... Potessi odiarti!... Tu non ti sei manco accorta di me!--La realtà è troppo triste: è meglio l'illusione, la poesia.
Ed oggi?--Vuoto, sconfortato, col solo pensiero che sono brutto e ridicolo!--Senza speranza, senza fede, senza amore,--sono andato alla chiesa.... Ho pensato alla tua comunione di sposa.--Ho sentito come, anch'io, riceverei la mia ultima comunione, a letto, ammalato, moribondo, pensando alle mie Memorie, a Limbiate, al cimitero, dove voglio giacere, al mio libriccino _Lagrime e Sorrisi_, al mio portafogli, pensando a quelle carte che lascio nel mio scrignetto, al tuo ritratto che cadrà sotto gli occhi di mia madre.... pensando al di che saprai ch'io sono morto!...
Oh io mi sento buono!
Non voglio più annotare!
_Maggio, 3._--Guardo il cranio.... e guardo il tuo ritratto. Il tuo ritratto! Ecco la vita, la speranza, l'amore, la Donna, la _Fede_!
Ed io ancora ho la speranza, la vita, l'amore, la fede per te, per te che non sei più mia!--Piango con dolcissime lagrime.--Mia Lidia, quale scoraggiamento!
Nel teschio vedo la materia: in te lo spirito: in quello il vuoto; in te il pensiero.... In te Dio!
Ho riletto le memorie di quest'anno! Mio Dio, mi vedi? Non so scrivere. _Je ne vous oublierai pas_, ella scrisse: e nel cassetto mio tengo la sua lettera mezzo aperta per leggere.
* * *
Tento di scriver oggi, 22. Ho veduto Lidia qui a Milano. Da quindici giorni ero abbattuto, stanco, annoiato, avvilito, senza più un pensiero alle cose antiche, senza passione per lo studio del tedesco, indifferente ad Heine e Goethe.... a tutto! Oh come mi erano cari quest'inverno i miei studi di tedesco su nel mio studiolo, quando tentavo di tradurre _Lagrime e Sorrisi_, e scrivevo, imitando il carattere di Lidia! Eppure guardavo di rado il suo ritratto. E la domenica in Duomo? Sempre, sempre passeggiavo sotto le arcate ricordandomi le espressioni della mia lettera, le espressioni della sua: e pensando che avrei studiato, e che avrei fatto.... In questi giorni studio in Biblioteca: e ogni sera, su nel mio studio, guardo le teste da morto e poi guardo il suo ritratto.
L'ho veduta ieri dopo pranzo alle 7 1/2. Tre volte l'ho veduta. Essa mi ha fissato, si è rivolta, mi ha atteso.... Ed io?
Che farà? È sposa? Era con sua madre? Colla sua tutrice? Ho influito sulla sua vita? Viene da Mantova o da Catanzaro? Va a Catanzaro o forse _per sempre_ in Germania? È felice?
Era pallida.
Ma era proprio lei?
Quando nell'ottobre scorso l'ho vista a Limbiate aveva la faccia rosea sotto il velo.
Ieri era pallida.
Se non fosse stata lei, perchè avrebbe mostrato di accorgersi tanto di me?
Il mio turbamento fu immenso. Poi mi acquietai. Ho dormito sognando dell'incontro. A mattina mi rinacquero mille speranze e pensai a cento ipotesi, mi sentii felice. Sono andato sul corso, in Galleria Vecchia, vicino a Dumolard, in Duomo.--Forse è partita! Per dove? Avrà dormito stanotte? Che avrà pensato?
Dio mio! Dio mio! Ho letto tutta la mia lettera a Lei. Ho schifo delle mie sconce mani. E ho l'anima che sente Dio.
Era lei?--O è tutta mia illusione?-
Da Limbiate potrei saper qualcosa, ma non oso, non oso affrontare nuove emozioni, e forse tristissime!
Stamattina ancora ho sperato. Ma e se fosse a Milano per provvedere il suo corredo da sposa? Doveva sposarsi nel febbraio, mi dissero (a Limbiate).
(Fosse qui per collocarsi nuovamente in qualche casa!)
Quali incertezze! Se mio padre e se mia madre sapessero!
L'incontrerò ancora?
(Non so scrivere).
Ma che cosa vorrebbe adunque l'anima mia! Oh! nella morte ci deve essere una gran _pace_. Mi ricordo sempre il _Suicidio_, dramma di Ferrari, e so di voler bene a mia madre! O mamma! o mamma! Come da Te è uscita la mia anima ardente?
E sono brutto e ho dei difetti che mi rendono ridicolo nell'amore.
Sono tormentato, ma mi sento _vivo! vivo! vivo!_ meglio è l'inferno che il nulla.
Ogni speranza di attività, di amore, di avvenire, di vita è in Lei.... E la vedo per l'ultima volta o la rincontrerò?--Tormento di incertezza--Basta! basta: ma come passerò i giorni?
Ma ci vuol altro! Leggere cinque o sei ore al giorno tedesco, è questa la vita? la pratica? la realtà? Ma che cos'è la _vita_ dunque?
Vorrei divenir pazzo per non pensare _più_.
_Un'anima che ama_, in un corpo nervoso è tale tormento che gli uomini serii non sapranno mai,
A che scrivere?
E se questa Provvidenza che io bestemmio mi preparasse la felicità? se?...--Se lei potesse entrare in casa mia? Se sua madre o la sua tutrice....
Sogni! sogni inutili.
--_Sei brutto e sei tormentato: e sarai brutto e sarai tormentato:_ ecco l'unica verità. Ti morirà la mamma, e che farai? Ti morirà il padre, e che farai?--Resterai solo a far la vita dell'ortica--solo--o con un fratello che ebbe aspirazioni diverse dalle tue.--Solo senza illusioni, senza egoismo e senza virtù proficue agli altri, solo e sempre memore che hai _amato_ hai amato, hai amato. Allora leggerò queste note?
_22, dopopranzo_.--O suicidio! o suicidio! Ecco un orribile momento!
_7 agosto_.--A che cosa è attaccata la mia speranza? Tutto quello che ho sofferto in quattr'anni! Come ho bisogno d'esser felice! E come amo Te sola!
_20 agosto, giovedì_.--Compie oggi l'anno. Come avevo deciso di uccidermi?--Andrò a Parigi: ma l'anima mia è a Limbiate: a Limbiate la mia _illusione_!
O Lidia, come ti amo!
23 _agosto_.--Andrò a Parigi. Mio padre oggi mi ha dato i denari. Rimasi avvilito:--Che cosa ho fatto per meritarmeli?
O Lidia, penso malvolontieri al viaggio. _Mi pare_ che Tu debba ancora essere a Limbiate.
Limbiate, 8 ottobre 1878. Martedì.
So che il suo matrimonio è andato in fumo, perchè lo zio le negò il consenso.... Che parte ho avuto io in quell'animo?--Che deserto! È vuoto quel palazzo, e piove, e mi ritiro (santa illusione) a scrivere un po' di tedesco e di inglese, pensando a Lei.... E Lei penserà a me?
Spero sempre: e benedico le mie melanconie. Mi illudo che Ella capiti a Milano, ch'io la riveda, ch'io... O Ella ha _l'anima mia_: ella leggerà i miei pensieri. Potrà sprezzarmi?
_Domenica, 24 novembre 1878_.--Sono a Milano, da quasi una settimana: e come mi sento triste! Sempre il tuo pensiero, o Lidia! Come all'anima mia abbisogna la tua! Come mi sento bisogno di amare, di credere, di sperare!--Un amico mi ha domandato se sono divenuto _filosofo_, anch'io. Sì, ho risposto, ed ho riso.
Filosofo gaudente e indifferente? Filosofo?--Ohimè, come mi diventa indifferente l'idea del suicidio!
Oh gli amici non mi comprendono! Sono anime piccine: Sono corpi oscuri:--Sono mezze creature.--Come desidero di morire! Oh mia madre, come ti voglio bene! Ma perchè hai soccorso sì poco all'anima mia!