Part 30
[276] _Pestilentia vim, et nomen, et regnum verè suum obtinuit_, lib. VI, pag. 67.
[277] _Ragguaglio dell'origine e giornali successi della peste di Milano, dal 1629 al 1632, di Alessandro Tadino_, ec., lib. II, cap. 15 e 30, pag. 57 e 100.
[278] Ripamonti, pag. 112.
[279] L'editto, pubblicato dal Lattuada (_Descrizione di Milano_, tom. III, pag. 322), è il seguente: «Avendo alcuni temerari o scellerati avuto ardire di andare ungendo molte porte delle case, diversi catenacci di esse e gran parte dei muri di quasi tutte le case di questa città con unzioni, parte bianche e parte gialle, il che ha causato negli animi di questo popolo di Milano grandissimo terrore e spavento, dubitandosi che tali unzioni siano state fatte per aumentare la peste che va serpendo in tante parti di questo Stato; dal che potendone seguire molti mali effetti et inconvenienti pregiudiziali alla pubblica salute: a' quali dovendo li signori presidente e conservatori della Sanità dello stato di Milano per debito del loro carico provedere, hanno risoluto, per beneficio pubblico e per quiete e consolazione degli abitanti di questa città, oltre tante diligenze sin qui d'ordine loro usate per mettere in chiaro i delinquenti, far pubblicare la presente grida, con la quale promettono a ciascuna persona di qualsivoglia grado, stato e condizione si sia, che nel termine di giorni 30 prossimi a venire dopo la pubblicazione della presente metterà in chiaro la persona o le persone che hanno commesso, favorito, aiutato, o dato il mandato, o recettato o avuto parte o scienza, ancorchè minima, in cotal delitto, scudi ducento de' denari delle condanne di questo tribunale; e se il notificante sarà uno de' complici, purchè non sia il principale, se gli promette l'impunità, e parimente guadagnerà il suddetto premio. Et a questo effetto si deputano per giudici il signor capitano di giustizia, il signor podestà di questa città et il signor auditore di questo tribunale, a' quali o ad uno di essi averanno da ricorrere i propalatori di tal delitto, quali, volendo, saranno anche tenuti secreti. Dat. in Milano 19 maggio 1630.
Firm. _M. Antonius Montius Praeses._
Sott. _Jacobus Tagliabos. Cancellar._»
[280] Veggasi la citata opera del conte Verri: _Osservazioni sulla tortura_, ec.
[281] Ripamonti, pag. 64.
[282] Darò qui la studiata e non inelegante iscrizione latina che leggevasi scolpita in una gran tavola di marmo, e il faccio ancor più volentieri perchè nella prima edizione della citata opera _Sulla tortura_, contro la manifesta intenzione dei tre superiori magistrati che sancirono quel legale assassinio, è mancante de' loro nomi, e così mutila fu poscia ristampata.
HIC VBI HAEC AREA PATENS EST SVRGEBAT OLIM TONSTRINA JO. JACOBI MORAE QUI PACTA CVM GVLIELMO PLATEA PVB. SANIT. COMMISSARIO ET CVM ALIIS CONSPIRATIONE DVM PESTIS ATROX SAEVIRET LAETHIFERIS VNGVENTIS HVC ET ILLVC ASPERSIS PLVRES AD DIRAM MORTEM COMPVLIT MOS IGITVR AMBOS HOSTES PATRIAE IVDICATOS EXCELSO IN PLAVSTRO CANDENTI PRIVS VELLICATOS FORCIPE ET DEXTRA MVLCTATOS MANV ROTA INFRINGI ROTAEQVE INTEXTOS POST HORAS SEX JVGVLARI COMBVRI DEINDE AC NE QVID TAM SCELESTORVM HOMINVM RELIQVI SIT PVBLICATIS BONIS CINERES IN FLVMEN PROJICI SENATVS JVSSIT CVIUS REI MEMORIA AETERNA VT SIT HANC DOMVM SCELERIS OFFICINAM SOLO AEQVARI AC NVMQVAM IN POSTERVM REFICI ET ERIGI COLVMNAM QVAE VOCETVR INFAMIS IDEM ORDO MANDAVIT. PROCVL HINC PROCVL ERGO BONI CIVES NE VOS INFELIX INFAME SOLVM COMMACVLET M DC. XXX. KAL AVGVSTI.
R. justitiae capitaneo JO. BATT. VICECOMITE.
Praeside senatus ampliss. JO. BABT. TROTTO.
Praeside pubblico sanitatis MARCO AN. MONTIO.
(Nel luogo di questo spazio Sorgeva altre volte la barbiería Di Giovan Giacomo Mora Il quale con Guglielmo Piazza pubblico Commissario di Sanità E con altri avendo conspirato Mentre imperversava atroce pestilenza Con venefici unguenti qua e là applicati Molti a cruda morte spinse Entrambi pertanto nemici della Patria giudicati Comandò il Senato Che sopra di un elevato carro Abbrostiti da prima con tanaglia rovente E mutilati della mano destra Colla ruota fossero infranti E nella ruota intrecciati dopo sei ore scannati fossero E quindi abbruciati. Ed affinchè nulla rimanesse di uomini tanto scelerati Confiscati i beni Volle che le ceneri gettate fossero nel fiume. Della qual cosa onde eterna sia la memoria Questa casa, officina di sceleratezza Lo stesso Ordine decretò Che adeguata fosse al suolo Nè mai potesse in avvenire rifabbricarsi E si ergesse una colonna Che detta fosse infame Lungi adunque, lungi di qua O buoni cittadini Affinchè l'infelice infame suolo Non vi contamini. M. DC. XXX. Alle calende di agosto
_Essendo_
R. capitano di giustizia GIO. BATT. VISCONTI.
Presid. ampliss. del senato GIO. BATT. TROTTI.
Pubbl. presid. della sanità MARCO ANT. MONTI.)
[283] _Memorie, ec._, di _D. Pio La Croce_, di sopra citate, pag. 51.
[284] _Coniectura tamen aestimatioque communis fuit, centum quadraginta milia capitum fuisse quae perierunt, reperique ita prescriptum in tabulis rationibusque iisdem, unde haec mihi petita sunt omnia quae retuli._ (Fu tuttavia congettura ed opinione comune, che centoquarantamila anime fossero perite, e così trovai registrato nelle tavole e conti medesimi dai quali trassi tuttochè ho riferito.) Ripamonti, lib. IV, pag. 228.
[285] _Descrizione di Milano_, tom. II, pag. 66 e seg.
[286] Si conosce il costume de' tempi e singolarmente l'orgogliosa opinione de' nobili, i quali si consideravano di natura diversa degli uomini della plebe, dal viglietto seguente, che il signor don Pietro Fossani ha ritrovato in sua casa, come originale di un simile che un di lui antenato scrisse a certo Paolo Besozzi: «Intendo andare attorno una scrittura data da ti Paolo Besozzi in confidenza ad alcuni pochi, alla quale non posso adequatamente rispondere per non essere arrivata alle mie mani. Pure, con quei dogmi che sono necessari alla gente vilissima e poco pratica delle corti e del trattare civile, ti dico che è solito de' buffoni e solo lor proprio privilegio farsi pari e superiori a' lor maggiori, lasciando di dargli i dovuti titoli, e presumendo di arrogarli alle loro vilissime persone, ma, inavveduti, si scordano di quel che veggono tutto di praticarsi, che, stanchi i maggiori delle loro buffonerie e arroganze, non per vendetta, ma con animo tranquillissimo li fanno ricordare; altre volle danno di mano ad un bastone per pigliarsi spasso delle loro carni. Il simile farò con te io infrascritto, non conoscendoti l'essere e il procedere tuo al merito, e nella qualità ed essere mio altra obbligazione. — 6 luglio 1649 — Antonio Francesco Fossani affermo, ec.» — _(Nota del conte Verri)_.
[287] Vedi _la Verità Svelata_, ec., edizione di Venezia, 1684, p. 70.
[288] _Storia d'Italia_, lib. XVII, pag. 583.
[289] Brusoni, _Storia d'Italia_, pag. 588.
[290] Frisi, _Tomo Terzo_, ossia, _Continuazione della Storia di Milano_, MS. presso la casa Verri, pag. 336-339.
[291] Ha per titolo: _Il governo del duca d'Ossuna dello stato di Milano: in Colonia, appresso Battista della Croce_, 1678, di pag. 125, in 12.º
[292] Scudo d'argento. _Vedi_ Carli, Neri, ed altri.
[293] Allorchè fu qui soppressa l'Inquisizione, si trovò nell'archivio di essa la commissione data all'arcivescovo di Valenza, inquisitore generale in tutti i regni e dominii di Sua Maestà cattolica, all'inquisitore generale di Milano di ricevere il giuramento di questo governatore, come bargello maggiore (_Alguazil mayor_) del Santo Officio, e il processo verbale dell'esecuzione. Questo secondo documento, che può bastare ad un'erudita curiosità, è come segue: «Nella città di Milano, nel giorno 3 del mese di marzo dell'anno 1697, il rev. P. Maestro frà Prospero Leoni, inquisitor generale dello Stato e dominio di Milano, in virtù della commissione dell'eccellentissimo signor don frà Giovanni Tommaso de Rocaberti, arcivescovo di Valenza, inquisitore generale, ricevette il giuramento nelle dovute forme di giustizia da S. E. il signor don Diego Filippo di Gusman, duca di S. Lucar la Maggiore, affinchè bene, fedelmente e diligentemente sii per usare e per esercitare l'uffizio di barigello maggiore del Santo Ufficio dell'Inquisizione della città di Siviglia, nella quale è stato nominato dal detto eccellentissimo signor inquisitore generale, e che osserverà il secreto di tutto ciò che S. E. saprà, vedrà, intenderà e gli sarà conferito riguardo al Sant'Ufficio dell'Inquisizione, che esattamente si deve conservare, e che aiuterà e favorirà i suoi ministri; e promise di ciò fare e adempire, e fu avvisato delle pene e censure poste nelle lettere pubblicate dal Sant'Ufficio contro quelli che non osservano il secreto: e S. E. lo firmò, essendo testimonii don Giuseppe de Zambrana, cavaliere dell'ordine di San Giacomo, don Giovanni di Villamor e don Giovanni Saller, tutti tre abitanti in questa città.
_Firm._ Il duca di San Lucar, marchese di Leganes.
Frà Prospero Leoni inq. gen. di Milano, suo stato e dominio.
_Sott._ Frà Angelo Battiani, vicario generale del Sant'Ufficio di Milano, in luogo di segretario del medesimo Santo Tribunale.
[294] Il titolo è: _Milano sempre grande_, ec. Nella stamperia della R. ducal corte, in 4.º
[295] Lattuada, _Descrizione di Milano_, tom. IV, p. 20.
[296] _Vita del presidente Arese_. Colonia, 1681, in 12.º — Argellati, _Bibl. Script. Med._, tom. I, pars. II, col. 88 e seg.
[297] Lattuada, tom. III, pag. 251.
[298] Argellati, _Biblioth., Script. Mediol._, tom. II, pars I, col. 1322-1324.
[299] Tomo II, col. 1230 e seg.
[300] Verri, _Osservazioni sulla tortura_, ec., § 2.
[301] _Elogio del Cavalieri_, dell'abate Paolo Frisi. Milano, 1779, in 8.º
[302] Argellati, _Biblioth._, ec., tom. II, pars I, col. 1328 e seg. — Bosca, _De origine et statu bibliothecae Ambrosianae_, lib. V.
[303] Brusoni, _Storia d'Italia_. Torino, 1680, lib. XXIX, pag. 724 e seg. — Bayle, Argellati, Mazzucchelli, Tiraboschi, ec.
[304] Ottieri, _Istoria delle guerre avvenute in Europa, ec., dal 1696 al 1725_, tom. I. — _Storia della Lombardia austriaca_, MS. del conte reggente senatore Gabriele Verri, tomo IV. Frisi, _Continuazione della storia di Milano_, tom. III, MS. pag. 398 e seg.
[305] Denina, _Rivoluzione d'Italia_, lib. XXIV, cap. I. — Voltaire. _Siècle de Louis XIV_, cap. XVIII.
[306] _Elogio dell'imperatrice Maria Teresa._ Pisa, 1783, in 8.º
[307] Muratori, _Annali d'Italia_, tom. XVI, all'anno 1735.
[308] _Il re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme, ec. ec._
«Illustre Giunta di Governo: L'esecuzione degli articoli preliminari firmati in Vienna fra S. M. imperiale e S. M. cristianissima, il dì 3 di ottobre dell'anno scaduto, a cui abbiamo voluto dal canto nostro contribuire, portando ora l'evacuazione di cotesto ducato dalle armi alleate, eccettuatine il Novarese e Tortonese, che da' medesimi ci sono stati destinati pria che questa sortisca intieramente il suo effetto, onde abbia a sciogliersi questo consesso, che essendo stato da noi con singolare studio prescelto fin dal cominciamento per l'onorevole non meno che importante incarico del governo che gli avevano confidato, ha così lodevolmente corrisposto alla nostra aspettativa: vogliamo, per soddisfare a que' sentimenti di stima che nelle diverse occasioni ci ha dato un giusto motivo di concessione, assicurarlo de' medesimi, e del pieno nostro aggradimento per la servitù che ci ha resa.
Il zelo per una ben nota amministrazione di giustizia, ed il particolare interessamento che tutti e cadauno di voi ha fatto conoscere, non meno pel sollievo di cotesti popoli, che nel sostenimento de' loro giusti diritti e prerogative, avendo secondato le nostre mire, siccome eccitò in noi que' sentimenti, così ci lascia una grata rimembranza di quelle pubbliche cure e sollecitudini, che ad un tale oggetto avete impiegate. Di tanto noi stessi abbiamo voluto accertarvi, pregando di più il Signore che vi conservi e vi ricolmi delle sue benedizioni.
Torino, 1.º settembre 1736.
_Segnat._ C. EMANUELE.
_Sott._ ORMEA».
[309] Lattuada, _Descrizione di Milano_, tom. V, pag. 350 e 379. — Bianconi, pag. 74.
[310] Muratori, _Annali d'Italia_, tom. XVI all'anno 1743.
[311] Coxe, _Storia della casa d'Austria_, tom. VI, cap. CVI all'anno 1745.
[312] _Istoria politica, ecclesiastica e militare del secolo XVIII_, dell'abate Francesco Beccatini. Milano, 1796, vol. II, lib. II, p. 167. — Bonamici, _De bello Italico_.
[313] Muratori, _Annali d'Italia_, tom. XVI, all'anno 1747.
[314] Sì questo che gli altri caratteri de' governatori, dati in questo capitolo, sono presi dalle _Memorie_ del conte Verri.
[315] Questo trattato leggesi non solo nelle Raccolte diplomatiche, ma anche nella citata _Storia del secolo XVIII_ dell'abate Beccatini, vol. II, pag. 164 e 165.
[316] _Storia della casa d'Austria_, di Guglielmo Coxe, tom. VI, cap. CIX.
[317] Regia prammatica, 30 dicembre 1762; e reali dispacci, 3 agosto 1767 e 17 luglio 1769.
[318] Real dispaccio, 30 novembre 1765.
[319] Altro real dispaccio, 3 agosto 1767.
[320] Altro del 30 settembre 1767.
[321] Reali dispacci, 31 marzo e 23 giugno 1768.
[322] Coxe, _Storia della casa d'Austria_, tom. VI, cap. CXVIII, in fine.
[323] Bossi, _Storia d'Italia_, tom. XIX, pag. 364.
[324] Gride 20 aprile e 17 settembre 1769, 24 febbraio, 28 settembre e 29 ottobre 1770.
[325] Grida 17 febbraio 1768.
[326] Gride 26 gennaio 1768, 28 gennaio 1769 e 16 febbraio 1771.
[327] Regio dispaccio, 28 dicembre 1770.
[328] _Esposizione dell'Operato degli esecutori testamentari del principe Trivulzi_, 31 marzo 1791, in-fol. — Sulla porta del pio albergo leggesi la seguente iscrizione:
ALENDIS . IN . CONTVBERNIO . PAVPERIBUS VIRIBVS . SENIOQVE . FRACTIS ANT. PTOLOM. TRIVVLTIVS S. R. I. ET . VALLIS . MESVLCINAE PRINCEPS AEDES . HAS SVAS VNA . CVM . CENSV . ET . PRAEDIIS REGIAE . CLIENTELAE . OBONXIIS M. THERESIA AUG. ANNVENTE SVPREMA . VOLVNTATE . LEGAVIT IN VIRI . EIDEM . EXEQVENDAE . DELECTI PIIS . VSIBVS . APTAVERVNT MDCCLXXI.
(A nutrire in convitto i Poveri Grami per età e di forze ANT. TOLOMEO TRIVULZI Del S. R. I. e della Valle Mesolcina Principe Queste sua case Insieme con capitali e poderi Soggetti a regio feudo Con assenso dell'AUG. M. TERESA Legò per testamento I quattro esecutori della sua ultima volontà Ai voluti pii usi le adattarono nel MDCCLXXI)
[329] Cinque gride, tutte nella stessa data del 23 ottobre 1778, altre del 5 e 20 novembre e 13 dicembre dello stesso anno; 21 febbraio, 22 marzo, 23 aprile, 6, 8 e 22 giugno 1779.
[330] Real dispaccio e relativo piano, 4 novembre 1773; altra grida 14 febbraio 1774.
[331] Real dispaccio, 1.º novembre 1768.
[332] Real dispaccio, 3 dicembre 1770.
[333] RR. Dispacci, 22 maggio 1769 e 12 settembre 1771. — Grida, 1.º ottobre 1775.
[334] R. Dispaccio, 2 dicembre 1776.
[335] _Vita dell'architetto Luigi Vanvitelli_. Napoli, 1823, in 8.º, pag. 45 e 46.
[336] Bossi, _Guide de l'Étranger à Milan_, ec., in più luoghi.
[337] Paolo Frisi, Coxe, Bossi, Coppi, ec.
[338] Martens, _Recueil diplomatique_, tom. III, pag. 732. — Coppi, _Annali d'Italia_, tom. I, pag. 152.
[339] Coppi, luogo cit., pag. 133. — Editto 20 febbraio 1785.
[340] Grida 17 febbraio 1767.
[341] Grida 5 agosto 1771.
[342] Grida 22 aprile 1772.
[343] Coppi, _Annali_, tom. I, pag. 158.
[344] Regio dispaccio 9 aprile 1781.
[345] Regio dispaccio degli 8, e grida del 23 maggio 1781.
[346] Grida 17 ottobre 1781.
[347] Grida 8 ottobre 1781. Legge o costituzione sui matrimoni, 17 settembre 1784, e dilucidazioni 22 giugno 1785. Grida 26 novembre 1784, 21 gennaio e 11 febbraio 1787.
[348] Regio dispaccio 9 maggio 1782, e grida 6 gennaio 1783.
[349] Regio dispaccio 30 maggio 1782, e grida 20 febbraio 1783.
[350] Piano 19 novembre 1784, regolamento 27 giugno 1786.
[351] Regolamento 25 aprile e 27 dicembre 1785; 5 aprile e 11 giugno 1787.
[352] Grida 18 aprile 1786.
[353] Editto 26 settembre 1786.
[354] Editto 24 dicembre 1786.
[355] Piano 11 febbraio e grida 13 marzo 1786.
[356] _Codice dei delitti e delle pene_; Vienna e Roveredo, 1787, parte I, § 20 e 53.
[357] Ivi, §§ 25 al 27.
[358] Ivi, § 16.
[359] Ivi, §§ 42 e 46.
[360] Ivi, § 24 e 39.
[361] Ivi, § 30 e 32.
[362] Codice citato, parte II, § 61.
[363] Ivi, §§ 63, 72, 74, 76 e 80.
[364] Ordini 24 gennaio 1786.
[365] Risoluzione di S. M. 4 ottobre, ed editto 31 ottobre 1787; editti 30 luglio e 2 agosto 1788.
[366] Grida 31 ottobre 1787.
[367] Ordini 11 ottobre 1768, 30 dicembre 1778, 15 settemb. 1779.
[368] Gride 31 marzo e 24 aprile 1787, 8 luglio 1788.
[369] Gride 23 maggio e 25 settembre 1786.
[370] Gride 26 gennaio 1768, 28 gennaio 1769, 15 febbraio e 30 dicembre 1771, 11 maggio 1775, 13 novembre 1781, 19 febbraio 1784 e 24 ottobre 1785.
[371] Editto 9 dicembre 1786, regolamento e tariffa, ec. in-fol.
[372] Ordini 2 e 22 dicembre 1786, 29 gennaio, 30 marzo 6 agosto e 19 ottobre 1787; 4 e 15 febbraio e 18 marzo 1788, 31 ottobre 1789.
[373] Grida 4 aprile 1786.
[374] Piano di regolamento per le farmacie della Lombardia austriaca: Milano, 1788, in 4.º — Piano di regolamento del direttorio medico-chirurgico, come sopra, in 4.º
[375] _Codice di S. M. l'imperatore Giuseppe II, tradotto dai tedesco da Bartolommeo Borroni_; Milano, presso Galeazzo, 1787 e seg., vol. X, in 8.º
[376] Coxe, _Storia della casa d'Austria_, tom. VI, cap. CXXIV.
[377] _Idem._ Storia citata, cap. CXXVIII e CXXIX.
[378] Real dispaccio 6 maggio 1790.
[379] Real dispaccio 30 gennaio 1791, portante le sovrane Risoluzioni sulle domande de' pubblici, ec.
[380] Citato real dispaccio 30 gennaio 1791; editti 30 gennaio e 23 luglio dello stesso anno.
[381] Editto 20 marzo 1791; piano del magistrato politico camerale, ec. in-fol.
[382] Grida 23 agosto 1785; decreto 24 gennaio 1791.
[383] Veggansi la sua lettera circolare agli altri sovrani dell'Europa, in data di Padova 6 luglio 1791, e la sua dichiarazione fatta unitamente al re di Prussia, data in Pilnitz, il 27 agosto dello stesso anno. — Coxe, _Storia_ ec., tom. VI, capitolo CXXXIII.
[384] Coxe, luogo citato. — Bossi, _Storia d'Italia_, tom. XIX, p. 411.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.