Part 25
PESCARA (di) Ferdinando, marchese, sue militari imprese. III, 23; — sua nefanda condotta col Morone; sua morte, III, 24.
PETRARCA Francesco, accolto in Milano da Giovanni Visconti; onori e distinzioni ad esso compartiti, II, 20.
PIATTI Tommaso istituisce in Milano varie pubbliche cattedre, II, 19.
PIATTO Giorgio, suo osservabile discorso, II, 17.
PIAZZA Guglielmo, commissario della sanità. _V. Mora Gian-Giacomo._
PICCININO Nicolò, duce di Filippo Maria Visconti, II, 15.
PICCININO Francesco, sue imprese militari, II, 16.
PIETRO Martire (san), inquisitore, trucidato, I, 9.
PIO quarto (Giannangelo de' Medici), milanese, creato pontefice; elegge parecchi cardinali milanesi, e benefica con dotazioni ed edificii la sua patria; sua morte, III, 29.
PIO quinto (Ghislieri), alessandrino, eletto pontefice; da cardinale avea fondato l'Inquisizione in Milano, III, 29.
PIROVANO Oberto, arcivescovo di Milano, I, 8.
POGGETTO (del), cardinale, sua violenta condotta, II, 11.
POL (san) o Paul, conte, duce francese, III, 24.
PONZE di Leon, governatore di Milano, suoi gravi provvedimenti, suo carattere arbitrario e violento, III, 31.
PORRO Alberto, I, 9.
POZZOBONELLI, arcivescovo di Milano, sua morte, III, 33.
PUSTERLA Anselmo, arcivescovo, sue disavventure, I, 6.
PUSTERLA Francesco, da chi offeso nell'onore; sua congiura e suo miserando fine, II, 12.
PUSTERLA Giovanni, castellano di Monza, sua morte infelice, II, 15.
PUSTERLA Giovanni, nepote del suddetto, congiurato contra Giovanni Maria Visconti, II, 15.
PUSTERLA Guglielmo, onorevole sua riputazione, I, 10.
PUSTERLA Pietro, uno de' triumviri, II, 16.
R
RAINERIO, inquisitore, espulso da Milano, I, 10.
RAINOLDO, arcivescovo di Colonia, trasporta in Germania le reliquie dei re Magi, I, 8.
RANGONI Guido riceve lettere da Bernardo Tasso, III, 14.
REQUESENS don Luigi, governatore di Milano, zelante della giurisdizione regia, si oppone all'arcivescovo san Carlo Borromeo, III, 29.
RICHINI Francesco, architetto, lodato, III, 31.
RICCIO Zanino, pessimo consigliere di Filippo Maria Visconti, II, 15.
RICCIO Michele, eletto senatore, II, 19.
RIGONI Simone uccide il Landriano, II, 20.
RIGOTTO Gian Paolo, con barbaro esempio giustiziato, siccome creduto altro de' propagatori della peste in Milano, III, 26.
RIPA (da) Buonvicino, frate, suoi versi citati, II, 12.
RIPAMONTI Giuseppe, canonico cronista, lodato, III, 31.
RIVAROLO (da) Manfredo, de' conti di San Martino, podestà della città e ducato, II, 16.
RO (da) Anselmo, arcivescovo di Milano; sua pessima condotta, I, 3.
RODOALDO, arcivescovo di Milano, I, 6.
RODOLFO imperatore fa lega con Ottone Visconti, I, 17.
RODOLFO, re di Borgogna, ingannato da Ermengarda, rinuncia ad ogni idea su l'Italia, I, 3.
RONCAGLIA, dieta ivi tenuta dall'imperatore Federico primo, I, 7.
ROSMONDA, regina de' Longobardi, suo tradimento e sua morte, I, 2.
RUSCA, famiglia potente in Como nel decimoterzo secolo, I, 17.
S
SACCHELLA Guidotto, I, 16.
SANSEVERINO, comandante gli Svizzeri a favore di Lodovico il Moro, II, 22.
SAVERGES (di) Pietro, vescovo di Luçon, gran cancelliere sotto Lodovico duodecimo, II, 19; — opera a danno del Trivulzio, II, 20.
SCALIGERA, famiglia illustre, distrutta dalle macchinazioni di Galeazzo Visconti, II, 13 e 14.
SCHEINER Matteo, cardinale di Sion, sua vita e suo carattere, II, 21, nota (1) _alla pag. 305_; — comanda gli Svizzeri in nome della _Lega Santa_; sua condotta nel reggimento di Milano; sua crudeltà collo Sforza vescovo di Lodi, II, 21; sue imprese militari; suoi maneggi, II, 22.
SCOTTI Francesco, signore di Piacenza, II, 11.
SERMONETA (di), duca, governatore di Milano, III, 26.
SESSA (da) Consalvo Ferrante di Cordova, governatore di Milano, III, 28; — si sforza invano di dare all'Inquisizione una più ampia consistenza, III, 29.
SESTO (da) Manfredo, I, 9.
SESTO (da) Cesare, celebre pittore, II, 19.
SETTALA (da) Enrico, arcivescovo di Milano, perchè bandito, I, 9.
SETTALA Francesco, proposto arcivescovo di Milano, I, 10.
SETTALA Lodovico, protomedico, lodato, III, 31.
SETTALA Manfredo, canonico, suo museo, sue lodi, III, 31.
SFORZA Francesco, notizia intorno alla sua famiglia e cognome; sue vicende, II, 15; — sue imprese e suo innalzamento, II, 16; — suo ingresso pubblico in Milano; sua condotta come duca; suo carattere; sue eccellenti qualità; sua morte, II, 17.
SFORZA Galeazzo Maria, prime imprese nella sua gioventù; riconosciuto per duca, II, 17; — sua magnificenza e suo fasto; sua tragica fine; cenni su la congiura contro di esso ordita; osservazioni sul suo carattere e su la sua condotta, II, 18.
SFORZA Giovanni Galeazzo Maria, proclamato duca in età di sei anni, sotto la tutela della madre e del Simonetta; suo matrimonio; sue sventure; sua morte, II, 18.
SFORZA Lodovico, detto il Moro, sua perfida condotta contra il nipote; suo matrimonio, II, 18; — co' suoi nefandi maneggi giugne al ducato; suo illustre governo; forma una lega col papa e co' Veneziani; la sua equivoca ed imprudente condotta lo sforza a ritirarsi ad Inspruck, III, 19; — sua pusillanimità nelle sventure; ritorno in Milano; suo carattere incerto nell'avversa fortuna; è tradito; cade prigioniero, e vien condotto in Francia; colà giugne a fuggire, ma ripreso è rinchiuso nel castello dl Loches, ove finisce i suoi giorni, II, 20.
SFORZA Massimiliano ottiene il ducato; pessimo suo reggimento, II, 21; — costretto ad accettare un asilo in Francia, ivi muore; pittura del suo carattere. II, 22.
SFORZA Francesco secondo acquista il ducato; gioia dei Milanesi per quell'avvenimento; sue ottime disposizioni; corre pericolo della vita, III, 23; — sua dubbiosa condotta; costretto a cedere a patti il castello di Milano, III, 25; — rientra ne' suoi Stati; suo matrimonio; sua morte; osservazioni, III, 26.
SFORZA Francesco, abate di Marmontiers, II, 18 e 19.
SFORZA Ascanio, cardinale, sua prudente condotta, fatto prigione, viene condotto in Francia, II, 20.
SFORZA Ottaviano, vescovo di Lodi, barbarie contra di esso del cardinale di Sion, II, 21.
SFORZA Gian Paolo, marchese di Caravaggio, sua valorosa condotta e sua morte, III, 25 e 26.
SFORZA Ermes, ambasciatore a Napoli, II, 18.
SICHER, ministro di Federico primo, I, 7.
SIMONETTA Francesco, detto il _Cico_, ministro ed amico del duca Francesco; sua condotta; suo tragico fine, II, 18.
SIRVELA (di) Giovanni, conte, governatore di Milano, III, 26.
SISTI (da) Bertolino, suo attentato come punito, II, 13.
SISTO (di San) cardinale, sua amicizia con Galeazzo Maria e sua morte, II, 18.
SORDO Giovanni, cancelliere di Barnabò Visconti, chiuso per comando di lui in una gabbia di ferro con un feroce cignale, II, 13.
SORESINA (da) Guglielmo, proposto signore di Milano, I, 10.
SPEZIANO Giambattista, egregio capitano dì giustizia in Milano, III, 25.
SPINOLA Doria Ambrogio, marchese de Los Balbanes, governatore di Milano, III, 30.
SPINOLA Paolo, duca del Sesto, governatore di Milano, III, 31.
STAMPA cardinale, arcivescovo di Milano, III, 33.
STAMPA Marco, decapitato, II, 16.
STAMPA Giovanni, partitante de' malcontenti, II, 16.
STAMPA Massimiliano, onorevole sua missione, III, 26.
STAMPA Uberto, sua ambasciata al papa per la città di Milano nel 1696, III, 33.
STAREMBERG Guido, maresciallo, comandante gli imperiali in Italia, III, 32.
STANGA marchese, spedito da Lodovico il Moro all'imperatore Massimiliano, II, 19.
SUARDI, famiglia potente in Bergamo nel decimoterzo secolo, I, 10.
SUAREZ de Figueroa, duca di Feria, governatore di Milano, III, 30.
T
TAEGGI Ambrogio erige in Milano il collegio di San Simone, III, 28.
TARLATI Guido, vescovo di Arezzo, incorona Lodovico il Bavaro, II, 11.
TASSO Bernardo, padre dell'immortale Torquato; sua lettera al conte Guido Rangone, III, 24.
TAVERNA Francesco, gran cancelliere; sua morte; sue lodi, III, 29.
TEALDO, arcivescovo di Milano, come operi contro le scomuniche del pontefice, I, 6.
_Telonei_, significazione di questo vocabolo, II, 15.
TENDA Beatrice, vedova di Facino Cane e sposa di Filippo Maria Visconti; suoi prudenti consigli; accusata di nefando delitto, viene decapitata, II, 15.
TEODORICO, figlio del re de' Goti, suo prudente reggimento, I, 2.
TEODOSIO, imperatore, sue vicende con sant'Ambrogio, I, 1.
TEOFANIA imperatrice, madre di Ottone terzo, I, 4.
TERUFFINO Giovanni, sua descrizione della carestia in Milano, II, 16, nota 1 _alla pag._ 202.
TERUFFIO Giovanni Jacopo, segretario di Stato camerale, II, 19, nota 1 _alla pag._ 259.
TERZAGO (da) Antoniolo, cancelliere di Barnabò Visconti, chiuso per ordine di lui in una gabbia di ferro con un cignale feroce, II, 13.
TIEPOLO Pietro, podestà di Milano, fatto prigioniero da Federico secondo, come trattato, I, 9.
TITO Livio scrive su la fondazione di Milano, I, 1.
TIZZONI, potente famiglia in Vercelli nel decimoterzo secolo, I, 10.
TORELLA Lodovica, contessa di Guastalla, dispone tutto il suo in pie fondazioni, III, 26.
TORELLO Guido, duce di Filippo Maria Visconti, II, 15.
TORNELLI, famiglia potente in Novara, I, 10.
Torre di San Gottardo; primo orologio su la medesima collocato, II, 11.
TORRE (della) Cassone, arcivescovo di Milano; sua lettera minacciosa a Matteo Visconti; passa al patriarcato d'Aquileia, II, 11.
TORRE (della) Errecco, invade il milanese, I, 10.
TORRE (della) Filippo, creato in perpetuo podestà dì Milano; sua morte, I, 10.
TORRE (dalla) Francesco, sospettato di congiura, fogge, I, 10.
TORRE (dalla) Guido, creato in perpetuo capitano del popolo, sua condotta; come si presenta a Enrico primo; fugge l'impeto degli Imperiali, I, 10.
TORRE (della) Martino, eletto anziano della Credenza; sua morte, I, 9 e 10.
TORRE (della) Mosca, invade le terre del milanese; sua morte, I, 10.
TORRE (della) Napo o Napoleone, anziano perpetuo del popolo, sua splendidezza e come atto al governo; creato vicario imperiale; fatto prigione dai Visconti; sua misera fine, I, 10.
TORRE (della) Pagano, soccorre i Milanesi ed è eletto protettore del popolo contra i nobili; sua morte, e pubblica testimonianza di amore lasciata dai Milanesi alla di lui memoria, I, 9.
TORRE (della) Pagano, vescovo; sua condotta mentre è arrestato dai Tedeschi, I, 10.
TORRE (della) Raimondo, proposto all'arcivescovato di Milano, I, 10.
TORRE (della) Simone, congiurato, salvasi in Montorfano, I, 10; — rimane ucciso, II, 11.
TOSCANO Galeotto, uno dei triumviri; suo miserando fine, II, 16.
TRANS (di) baroni, padre e figliuolo, III, 24.
TRASSINO Antonio, suoi maneggi e sua imprudente condotta; sua fuga, II, 18.
TRAVAGLINO, barbiere di Galeazzo Maria; crudeltà usatagli, II, 18.
TREMOUILLE (della), duca, comandante dei Francesi, II, 21.
Tribunale di Provvisione, creato nel 1270; sua antichità e suoi attributi, I, 10.
TRIVULZI Carlo, citato, II, 15.
TRIVULZI Antonio, uno dei fautori del reggimento repubblicano, II, 15.
TRIVULZI Francesco, uno de' capi degli ammutinati, II, 16.
TRIVULZI Gian Giacomo entra in Milano come duce supremo dell'armata francese; creato marchese di Vigevano; nominato governatore nella Lombardia, II, 19; — abbandona Milano; aspra sua condotta verso Lodovico il Moro prigioniero, II, 20; — accusato presso il re, muore; suo carattere ambizioso; ruina della sua patria; la sua nuora e i suoi nepoti sono arrestati a Vigevano, II, 22.
TRIVULZI cardinale, governatore di Milano, III, 26.
TROTTI Galeazzo, conte, generale della cavalleria napoletana, III, 31.
V
VALPERTO arcivescovo di Milano, I, 4.
VALVASSORI, ordine di cittadini nella repubblica di Milano, I, 9.
VASTO (del), marchese, governatore di Milano; suo gravoso reggimento, III, 27.
VAUDEMONT (di) principe Enrico, governatore di Milano; suo nobile e savio reggimento, III, 31 e 32.
VELADA (di), marchese, governatore di Milano, III, 31.
VELASCO (de) Fernandez, contestabile di Castiglia, governatore di Milano, III, 31.
VENDOME (di) principe, comandante de' Francesi in Italia, III, 32.
VANNE (dal) Luchino, duce di Galeazzo secondo, II, 13.
VERME (dal) Jacopo, sua condotta a danno di Barnabò; sue militari imprese, II, 14.
Verzè, significazione di questo vocabolo, I, 2.
VIALTA Oberto, podestà di Milano, I, 9.
VIGNATE (da) potente famiglia in Lodi, I, 10.
VIGNATE Giovanni, suo miserando fine, II, 13.
VILLA, moglie di Berengario secondo, I, 4.
VILLEROI (di), maresciallo, comandante i Francesi in Italia III, 32.
VILZECK conte, governatore di Milano; suo carattere, III, 33.
VINCI (da) Leonardo, chiamato in Milano da Lodovico il Moro, II, 19.
VISCONTI. _Vedi_ Galeazzo, Giovanni, Ottone, Giovanni Galeazzo, Matteo, ec. ec.
VISCONTI Uberto, piacentino, podestà di Milano, I, 9.
VISCONTI Stefano, sua morte improvvisa, II, 11.
VISCONTI Estore e Giovanni, entrambi duci di Milano, durante un mese, II, 15.
VISCONTI Margherita, moglie di Francesco Pusterla; suo miserando fine, II, 12.
VISCONTI Lodrisio, liberato dal carcere, II, 12; — sua vittoria contro gl'imperiali a Casorate, II, 13.
VISCONTI Roberto, arcivescovo di Milano; Barnabò sel fa inginocchiare dinanzi per fargli l'Intemerata del _Nescis poltrone_, II, 13.
VISCONTI Carlo, uno dei congiurati contra Galeazzo Maria Sforza, II, 18.
VISCONTI Gaspare, saggio dei suoi poetici talenti, II, 19.
VISCONTI Bernardino acqueta una sedizione in Milano, II, 20.
VISCONTI Bonifazio tenta di uccidere Francesco Sforza, III, 23.
VISCONTI Gaspare, eletto arcivescovo di Milano, III, 29.
VISCONTI Federico, arcivescovo di Milano, III, 31.
VISCONTI Filippo, arcivescovo di Milano, lodato, III, 33.
VISCONTI Sacromoro, comandante il blocco del castello di Milano, traditore, premiato dal re di Francia, II, 21.
VISCONTI Giambattista, senatore, citato e lodato, III, 30.
VISTARINI, famiglia potente in Lodi nel decimoterzo secolo, I, 10.
VITANI, famiglia potente in Como nel decimoterzo secolo, I, 10.
VITIGE, re de' Goti, sue conquiste in Italia, I, 2.
VITTORIO Amedeo di Savoia, duca, sua nuova ed improvvisa lega colla Francia, III, 31.
U
URAIA, distruttore di Milano, I, 2.
Z
Zecca di Milano antichissima, monete ivi coniate sotto i Cesari; sotto i Longobardi, I, 1 e 2.
ZENDADARIO Ottone, giudice imperiale, I, 8.
Zocco o ceppo, usanza antica milanese di porlo sul fuoco la vigilia del Natale, I, 4, e II, 10.
FINE DEL TOMO TERZO ED ULTIMO.
INDICE DI QUESTO TOMO
CAPITOLO XXIII.
_Vicende infelici de' Francesi. Francesco II Sforza riconosciuto duca di Milano. Venuta in Italia di Francesco I re di Francia, ed assedio di Pavia_ Pag. 5
_Avvertimento_ » 34
CONTINUAZIONE DEL BARONE CUSTODI
_Prefazione del Continuatore_ » 37 § I. _Della storia del conte Verri_ » 38 § II. _Giudizii della detta storia_ » 44 § III. _Continuazione del canonico Frisi_ » 53 § IV. _Del mio lavoro_ » 59
CAPITOLO XXIV.
_Battaglia di Pavia. Il re Francesco I rimane prigioniero. È condotto a Madrid. Sua liberazione. Vicende in questi tempi della lega di Francesco II Sforza, duca di Milano, e di Girolamo Morone_ » 63
CAPITOLO XXV.
_Francesco II Sforza bloccato nel castello di Milano. Sollevazioni e stato miserabile de' Milanesi. Campo della lega a Marignano. Morte del Borbone, e saccheggio di Roma. Disfatta de' Francesi. Pace di Cambrai_ » 89
CAPITOLO XXVI.
_Congresso in Bologna per la pace. Incoronazione di Carlo V. Nuovo congresso di Bologna. Matrimonio del duca Francesco II, e sua morte, per cui cessa la linea sforzesca_ » 113
CAPITOLO XXVII.
_Tentativi e progetti per la successione nel ducato di Milano. Congresso di Nizza, pace di Crespy, morte del duca d'Orleans, dichiarato da cesare duca di Milano_ » 139
CAPITOLO XXVIII.
_Il principe don Filippo investito del ducato di Milano. Morte di Francesco I. Entrata in Milano del nuovo duca. Nuova guerra in Italia. Tregua di Cambrai. Abdicazione e morte di Carlo V_ » 149
CAPITOLO XXIX.
_Pace tra la Spagna e la Francia. Il cardinale Carlo Borromeo arcivescovo di Milano. Contese di giurisdizione tra esso e i governatori regii. Soppressione dell'ordine degli Umiliati. Morte di Filippo II re di Spagna. Venuta in Milano di Margherita d'Austria sposa del re Filippo III_ » 156
CAPITOLO XXX.
_Governo del conte de Fuentes e de' suoi successori. Morte del re di Spagna Filippo III. Fondazioni pubbliche, reggendo l'arcivescovado di Milano il cardinale Federico Borromeo. Progresso delle controversie giurisdizionali. Peste del 1630_ » 179
CAPITOLO XXXI.
_Successione di governatori. Guerre nel Piemonte, nella Valtellina e in Lombardia. Morte del re Filippo IV. Governo del duca di Ossuna. Morte del re Carlo II. Sacre e pie fondazioni, e morti di persone distinte_ » 208
CAPITOLO XXXII.
_Cause della guerra detta di Successione. Guerra in Italia. Morte dell'imperatore Leopoldo I, cui succede il figlio Giuseppe I. Liberazione di Torino. Il principe Eugenio di Savoia governatore dello Stato di Milano, conquistato dagl'Imperiali. Carlo VI imperatore. Nuova guerra d'Italia. Pace di Vienna_ » 231
CAPITOLO XXXIII.
_Morte dell'imperatore Carlo VI, al quale succede negli Stati ereditari la primogenita Maria Teresa. Altra guerra in Italia, ch'ebbe fine colla pace in Acquisgrana. Condizione e governo della Lombardia. Giuseppe II imperatore; sue riforme. Breve regno e morte di Leopoldo II_ » 247
_Tavola generale delle cose più osservabili contenute in quest'opera_ » 293
NOTE:
[1] Gaillard, tom. II, pag. 217.
[2] Lib. XIV.
[3] Cronaca di Antonio Grumello, cittadino pavese. MS. Belgioioso.
[4] _Nec parvi momenti apud Leonem Carolumque ea ratio fuit, quod Sfortiarum nomen in magna gratia esse apud omnes fere populares Mediolanensis ditionis constabat, quorum studium ad bellum conficiendum magno usui fore non dubitabatur. Quibus rebus proponendis et commemorandis Hieronymus Moronus civis Mediolanensis, vir magni consilii et auctoritatis, per litteras et nuncios principes italicos ad bellum pro Francisco Sfortia, cujus erat valde studiosus, suscipiendum e Tridento cohortabatur: Mediolanenses vero ut a rege Gallorum, cui Moronus erat infensus, deficerent, cunctis rationibus sollicitabat. — Johannis Genesii Sepulvedae Cordubensis Opera cum edita tum inedita, accurante Regia Historiae Academia. — Matriti, ex Typographia Regia, anno 1780._ — _Vol. I, pag. 124 et 125._
(Nè di poco vigore fu presso _Leone_ e _Carlo_ quella ragione, che il nome degli _Sforza_ si sapeva essere in gran favore presso tutto quasi il popolo della giurisdizione milanese, del quale non dubitavasi che l'attaccamento sarebbe il grande aiuto per la guerra che fare dovevasi. E a proporre e rammemorare queste cose contribuiva _Girolamo Morone_, cittadino milanese, uomo di alto consiglio e di grande autorità, il quale con lettere e con avvisi da Trento esortava i principi italiani ad intraprendere la guerra per _Francesco Sforza_, al quale era molto attaccato. I Milanesi poi con tutti gli argomenti esortava il _Morone_ a staccarsi dal re dei Francesi, al quale egli era avverso. — Opere di _Giovanni Genesio Sepulveda_, di Cordova, tanto edite, quanto inedite, pubblicate per cura della Regia Accademia di Storia. — Madrid, dalla Regia Tipografia, 1780.)
[5] Gaillard, tomo II, pag. 209.
[6] Così dice Gaillard, tomo II, pag. 209. Il Guicciardini dice più di centocinquanta fanti, lib. XIV. Mi attengo al francese, perchè l'esatta relazione sarà stata data anzi al re, che al governatore di Reggio.
[7] Lib. XIV.
[8] Guicciard., lib. XIV.
[9] Cronaca di Antonio Grumello. MS. Belgioioso, foglio 102, tergo.
[10] Descrizione di Milano, tomo IV, pag. 444.
[11] Guicciard., lib. XIV.
[12] Guicciard. — Gaillard. — Sepulveda. — Cronaca Grumello, foglio 106, tergo.
[13] Guicciard., lib. XIV.
[14] Gaill., tomo II, pag. 234.
[15] Cronaca Grumello, f. 103.
[16] Grumello, fogl. 104.
[17] Tomo 2, pag. 217.
[18] Anche _Francesco Sforza_, che seguitato era da seimila tedeschi, giunse a Milano con singolare rallegramento della città, (e ne adduce il motivo) perchè era uomo della cui cortesia, temperanza e giustizia, grande era l'opinione nel popolo.
[19] Così il Guicciard., lib. XIV.
[20] Grumello, Cod. MS. Belgioioso, fogl. 112.
[21] Vedi Gaillard, tomo II.
[22] Avendo adunque comandato lo _Sforza_ a tutto il popolo di pigliare le armi, menò fuori seimila armati e così pure quattrocento cavalli, e con questi fermossi alla Bicocca, sulla strada che conduce a Monza.
[23] Sepulveda, pag. 131.
[24] Grumello, Cr. MS. Belgioioso, fogl. 115.
[25] Guicciard., lib. XIV.
[26] Gaillard.
[27] Le date le attesta Burigozzo.
[28] Lib. XII. — Gaillard lo nomina _Andrea de Ferrara_, tomo II, pag. 286.
[29] Veggasi il MS. del senatore Visconti nella Collezione Belgioioso d'Este, pag. 181 e 195. Nella Collezione medesima, MS. Miscellanea, tom. I, num. 21, si legge il contratto per la somministrazione del sale fatto fra il duca e Domenico Saule, genovese. Ogni anno s'introducevano circa staia 330 mila sale, metà rosso e metà bianco, di Tortosa a soldi 20 lo staio posto alle gabelle. Col ducato a lire 5 potrà il Sauli estrarre 6000 some metà frumento e metà riso fatto, e ciò _gratis_. Pagherà il Sauli al duca per onoranza annue lire 25 mila; le tratte però non siano libere, se non sinchè il frumento non passi nel prezzo lire 5. 10. Se il Saulo da Venezia farà consegnare st. 150 mila sale di Cipro, sarà tenuto in computo di quelle di Genova, e similmente pagato.
[30] E far possa tutto ciò che sarà d'equità e di giustizia.
[31] Brantome, _Vie de François Premier_, dice che Saint-Blançay _en paya la menestre per après, car il fut pendu a Montfaucon_.
[32] _Brantome, Hommes illustres._
[33] Essendo i custodi in parte consunti da malattia, in parte sfiniti per tedio della lunghezza e per inopia dei cibi.
[34] Pag. 139.
[35] _Vie de l'amiral Bonnivet._
[36] Veggansi Guicciard., lib. XV. — Burigozzo. — Sepulveda. — Gaillard, tomo III.
[37] Guicciard., lib. XV. Gaill., tom. III.
[38] Lib. XV.
[39] Gaillard, tom. III, pag. 102.
[40] Burigozzo.
[41] Guicciard., lib. XV.
[42] Gaillard, tom. III, pag. 113.
[43] Sebbene Gaillard, tom. III, pag. 117, dica seguita la morte di Prospero Colonna il 30 dicembre, io credo al Burigozzo, che vivea allora in Milano, e la dice seguita il 28.
[44] Guicciard., lib. XV.
[45] Gaillard, tom. III, p. 136. — Guicciard., lib. XV.
[46] In questa ritirata morì in un fatto d'armi fra Gattinara e Romagnano il cavaliere Bayard, illustre per la magnanimità, per la fede e per il valor suo. Di esso molto parlano le storie di quei tempi.
[47] Burigozzo.
[48] MS. Belgioioso, fogl. 129.
[49] _Sfortia ipse cum Mediolanensium non contemnenda manu. Expugnatoque ponte quo Ticinus ad Abbiagrassum committitur (nam et hic gallico praesidio tenebatur), oppidum ipsum magno impetu oppugnare aggreditur, captumque, deleto praesidio, militibus diripiendum permisit, atque ea victoria laetus, Mediolanum cum praeda magna quidem, sed Mediolanensibus perniciosa revertitur; pestis enim, quae Abbiagrassum afflixerat, Mediolanum ex contagione tam vehementer invasit, ut supra quinquaginte hominum millia ex hac urbe, grassante morbo, absumerentur._ — Sepul., pag. 149.