Storia di Carlomagno vol. 2/2

Part 24

Chapter 243,214 wordsPublic domain

CAPITOLO I. — CORRISPONDENZE DIPLOMATICHE DI CARLOMAGNO RE E IMPERATORE. — Pratiche con Roma. — Ragioni della lega. Papa Stefano. — Papa Adriano. — Carteggio. — Epistole di Adriano. — Vigilanza sull'Italia. — Papa Leone. — Nuovi legami con la santa sede. — Condizioni respettive dell'Impero e del papato. — Corrispondenza cogli imperatori di Costantinopoli. — Costantino Copronimo. — Leone IV. — Costantino ed Irene. — Disegno di accostamento fra i due imperi. — Lega e proposta di nozze. — Niceforo. — Trattato de' confini. — Negoziati diplomatici coi califfi. — Arun-al-Raschild. — Pratiche cogli emiri saraceni di Spagna. — Colle tribù erranti. — Coll'ettarchia anglo-sassone e i re di Scozia. — (768-814) » 3 CAPITOLO II. — PRIMO PERIODO DEI CAPITOLARI DI CARLOMAGNO. — Classificazione dei capitolari. — Son essi tolti dal diritto romano? — Fonte ed origine del diritto germanico. — Ordinamento della Chiesa. — Formole ecclesiastiche. — I vescovi. — Riforma. — Capitolari di Francoforte, dei conti, su Tassillone duca di Baviera. — Il gran capitolare _De villis_. — Diritto domestico. — Spirito generale della prima epoca dei capitolari. — (769-800) » 24 CAPITOLO III. — OPERE PUBBLICHE, COMMERCIO, INDUSTRIA. — Delle grandi opere che si riferiscono a Carlomagno. — Torri. — Fari. — Campi militari o valli. — Chiese. — La cattedrale d'Aquisgrana. — Tradizioni intorno alle chiese di Colonia e di Magonza. — Il gran ponte sul Reno. — Il gran canale. — Congiunzione del Danubio col Reno. — Commercio. — Unità delle monete. — Il _maximum_, o tariffa delle merci e delle derrate. — Lusso. — Pellicce. — Gioje. — Fiere e mercati. — Marineria. — Ponti. — Costruzion delle navi. — Custodi dei porti e dei fiumi. — Stato delle compagnie dei barcaiuoli. — (768-814) » 38 CAPITOLO IV. — STATO DELLE SCIENZE E DELLE LETTERE SOTTO CARLOMAGNO. — Indole scientifica di Carlomagno. — Suo spirito germanico. — Sua inclinazione per la letteratura greca e romana. — Le tre menti del sapere. — Alcuino sassone, Teodolfo lombardo, Landrado germano. — Protezione alle lettere. — Filosofia. — Astronomia. — Geografia. — Grammatica. — Poesia. — Musica. — Storia e cronache. — Canzoni eroiche. — Pratica generale dell'agricoltura. — Tendenza letteraria. — I dotti. — Le scuole. — Costumi ed usi dei dotti alla corte di Carlomagno. — Carteggio di questo principe. — Alcuni frammenti delle sue lettere. — (768-814) » 48 CAPITOLO V. — LA CHIESA E LE SUE COSTITUZIONI SOTTO CARLOMAGNO. — Conflitto per l'unità. — Eresie. — Le due principali. — Gl'iconoclasti. — La dottrina di Felice da Urgel. — I libri carolini. — I vescovi. — Gli abbati. — Aspetto dei grandi monasteri. — La regola. — Le cronache. — I cartolari. — Le mense ecclesiastiche. — Abbozzo della famiglia monacale. — Le terre ed i servi. — (768-814.) » 63 CAPITOLO VI. — L'INSTITUZIONE PRINCIPALE DEI _MISSI DOMINICI_. — Origine dei _missi dominici_. — Mobilità dei magistrati. — Giuramento dei vassalli. — Tributi. — Ufizio dei _missi_. — Capitolari ond'è ad essi affidata l'esecuzione. — Toccasi della giustizia. — Delle persone. — Delitti pubblici e privati. — Giurisdizione assoluta sui placiti, sui conti e sui giudici. — Soprantendenza sui monasteri. — Sulle mense reali. — Relazioni dei _missi dominici_ all'imperatore. — Teodolfo, un di questi nel Mezzodì. — Poema intorno alle sue rimembranze. — (802-811) » 74 CAPITOLO VII. — USI E COSTUMI DEL REGNO DI CARLOMAGNO. — La vita cristiana. — Il battesimo. — Il matrimonio. — Le carte testamentarie. — La morte. — Le corti plenarie. — I banchetti. — Le cacce. — La vita delle foreste. — Vestimenta e lingua. — La tedesca. — La franca. — La romanza. — Relazioni di Carlomagno co' leudi. — I vescovi. — Gli abbati. — Forme delle epistole. — Dei sigilli. — Consuetudini del palazzo per la sottoscrizione delle carte e diplomi. — Monete. — Misure. — (768-814) » 83 CAPITOLO VIII. — ULTIMO PERIODO DEI CAPITOLARI. — I capitolari legislativi. — Personalità delle leggi barbare, franche, saliche, ripensi, lombarde, visigote, romane. — Capitolare addizionale alle leggi saliche e ripensi. — Analisi del _Poliptico dell'abbate Irminone_. — Giurisdizione dei conti e del vescovi. — Placiti degli scabini e dei centurioni. — Capitolari circa la milizia. — Forma delle dimande all'imperatore. — Rescritti. — Somiglianza e dissomiglianza tra i sinodi e i placiti. — Indole generale della legislazione di Carlomagno. — (800-814) » 94 CAPITOLO IX. — FAMIGLIA DI CARLOMAGNO E GLI ULTIMI TRE ANNI DELLA SUA VITA. — Mogli di Carlomagno. — Imeltruda. — Desiderata o Ermengarda. — Ildegarda. — Fastrada. — Luitgarda. — Figli. — Pipino soprannominato il _Gobbo_. — Congiura di lui contro il padre. — Carlo. — Pipino re d'Italia. — Lodovico re d'Aquitania. — Figlie. — Altre figliuole. — Emma e la leggenda di Eginardo. — Ultimi anni di Carlomagno. — Sua stanza in Aquisgrana. — Accordo con gli Schiavoni e i Danesi. — Testamento di Carlomagno. — Spartizion dell'impero. — Suoi patimenti. — Sua morte. — Considerasi il modo suo di governo. — Forza e debolezza dell'impero. — (768-814) » 105 CAPITOLO X. — LA CITTÀ E IL DRITTO PRIVATO CARLINGO. — La città romana, la gallica, la franca, la germanica, la longobarda, la gotica. — Il vescovo. — I difensori. — I collegi delle arti. — I conti. — I giudici. — I vidami. — I prevosti. — Gli avvocati. — I centurioni. — Gli scabini. — I buoni uomini. — Diritto privato. — La vendita. — Atti di manumissione. — La locazione. — Il testamento. — Formole e processure. — Il giuramento. — La testimonianza. — Le prove del fuoco e dell'acqua. — Azione della Chiesa. — Origine del diritto feudale. — (768-814) » 122 CAPITOLO XI. — CRONICHE, CARTE, DIPLOMI E MONUMENTI DEL REGNO DI CARLOMAGNO. — Le quattro maggiori fonti delle tradizioni istoriche. — Le croniche intorno a Carlomagno. — Gli _Annali d'Eginardo_. — I _Fatti a la gesta dell'imperatore_ del monaco di San Gallo. — La _Cronaca di San Dionigi_. — Il _Poeta sassone_. — L'arcivescovo Turpino. — Le vite dei santi. — Le leggende. — Carte. — Diplomi. — Esame del cartolare di Sithieu. — Carteggio dei papi. — Canzoni eroiche e croniche in verso. — Tradizioni verbali. — Pellegrinaggio sulle rive del Reno. — Riputazione di Carlomagno appo il popolo alemanno. — Leggenda intorno a lui come santo. — Culto alla imagine di lui. — (768-814) » 134 CAPITOLO XII. — INDOLE E CARATTERE LETTERARIA DEL PERIODO CARLINGO. — Opere letterarie di Carlomagno. — Frammenti delle sue lettere. — Suoi versi. — Biografia d'Angilberto. — Landrado, arcivescovo di Lione. — Agobardo. — Turpino, arcivescovo di Reims. — Teodolfo, vescovo d'Orleans. — Adalardo, abbate di Corbia. — Angesiso, abbate di Fontenelle. — Felice, vescovo di Urgel. — San Benedetto d'Aniano. — Altri scrittori oscuri. — Gli studi alla fine dell'impero di Carlomagno. — Quanto ei fece a favor delle lettere e delle scienze. — Teologia. — Filosofia. — Scuole e biblioteche monastiche. — Prototipi della scienza germanica. — San Gallo. — Fulda. — Magonza. — Scuole dell'Austrasia. — Metz. — Verdun. — Scuole della Neustria. — San Germano di Parigi. — Corbia. — San Martino di Tours. — Scuole italiche. — Montecassino. — Morte del diacono Paolo, Lombardo. — Inizio del secolo letterario di Lodovico, figliuolo di Carlomagno. — Incmaro, arcivescovo di Reims. — Lupo, abbate di Ferrieres. — Pascasio Radberto. — (800-814) » 149 CAPITOLO XIII. — QUANTO RIMASE IN PIEDI DELL'OPERA DI CARLOMAGNO. — 1.º Leggi. — Avanzi della legge salica. — Ripense. — Borgognona. — Longobardica. — Sassone. — I Capitolari. — Incremento del diritto ecclesiastico. — Decretali. — Dionigi il Picciolo. — Isidoro Mercatore. — Prima origine del diritto feudale. — Ultime vestigia delle leggi carlinghe. — 2.º Istituzioni. — Le Assemblee. Quali diventano. — Come composte alla fine del regno di Carlomagno. — I conti. — I due regni d'Aquitania e d'Italia. — Ordinamento dei conti. — I _missi dominici_ o messi regii. — Stato delle persone. — I vescovi. — Gli abbati. — Gli uomini liberi. — Diverse nature d'uomini liberi e di servi. — 3.º Quali divenissero i popoli alla morte di Carlomagno. — L'impero di Bisanzio. — Il califfato. — Gli Alemanni. — I Sassoni. — I Frisoni. — Gli Italiani. — I Longobardi. — Gli Aquitani. — I Goti. — La vera Francia. — Invasioni dei Normanni. — 4.º Che avvenisse del commercio. — Comunicazioni fra popolo e popolo. — Disertamento delle campagne. — Distruzione del monumenti carlinghi. — Strazio delle arti. — 5.º Avanzi della famiglia di Carlomagno. — Morte dei due più abili figli suoi. — Carlo e Pipino. — Lodovico il Pio, solo superstite, infemminito dalla meridionale sua residenza. — Scontentezza suscitata dall'associazione di lui alla corona, e sua esaltazione. — (Secolo nono) » 171

RICAPITOLAZIONE. PERIODO DELL'ORDINAMENTO (768-814) » 197

NOTE:

[1] Stefano I governò la Chiesa dall'anno 752 al 757; Stefano II fu eletto papa nel 768 e morì nel 772, ed Adriano occupò la sedia pontificia dal 772 al 795.

[2] Notisi che qui non si parla di Roma, come bene avverte il Muratori, ma del Castello di Felicità, che credesi esser la Città di Castello d'oggidì. _Il Traduttore_.

[3] Questo Reginaldo era, come appar chiaro, un conte di razza franca, che conservava l'indole sua anticlericale come Carlo Martello. Ch'ei fosse per avventura il medesimo che l'altiero e inesorabile Rinaldo di Montalbano, della famiglia meridionale d'Amone?[4] Questa lettera è la VII del _Cod. Carol._

[4] Come poteva costui essere Rinaldo di Montalbano, se nella medesima lettera di papa Adriano è detto ch'egli era fin dai tempi del re Desiderio seminatore di discordie e di liti? In fatti egli era stato, come dice il Muratori, _Gastaldo_ nella stessa terra di _Felicità_, per conto di quest'ultimo re, e fu poi da Carlomagno creato conte di Chiusi. Laonde, anzichè di origine franca, è verisimile ch'ei fosse di coloro che tradirono il re dei Longobardi, ed avesse, nella detta promozione, il premio del suo tradimento. _Il Traduttore_.

[5] Per tutte queste contese de' Lombardi e Napolitani co' papi, consultisi il Muratori: _Annal. ital. medii aevi, ad ann._ 774-795.

[6] I Napolitani erano a que' dì in pieno accordo co' Greci, e servivano d'ausiliari agli imperatori di Bisanzio. La Sicilia era soggetta ad un patrizio greco; ma le irruzioni dei Saraceni non lasciavano pure un momento in pace quegli abitanti. (V. Muratori _Dissert. de Ital. medii aevi_ V.)

[7] Notammo già che in queste epistole i papi usavano la seconda persona nel numero dei più: _Excellentia vestra_.

[8] _Codex Carol_. Epist. XIX.

[9] Alla foggia delle processioni greche.

[10] _Codex Carolin._ Epist. XXXI.

[11]

_Post Patrem lacrymans Carolus haec carmina scripsi._ _Tu mihi dulcis amor: te modo piango Pater_... _Nomina jungo simul titulis clarissima nostra;_ _Adrianus, Carolus; Rex, ego tuque Pater_... _Tum memor esto tui nati, Pater optime, posco,_ _Cum Patre dic natus pergat et iste tuus._

[12] Gl'Imperatori di Costantinopoli non davano altro nome che quello di figliuolo agli altri principi.

[13] I Greci tornarono ancora in legazione, come si pare dalle _Croniche di San Dionigi_.

[14] La corrispondenza del califfi con la schiatta carlinga comincia fin dal regno di Pipino. Vedi il Continuatore di Fredegario ad ann. 763.

[15] Quest'orologio servì certo di modello a tutti gli altri che si veggono in quasi tutte le cattedrali del medio evo[16].

[16] L'Ughelli nell'_Italia sacra_, e il Maffei nella _Verona illustrata_, attribuiscono, non senza buone ragioni, l'invenzione degli orologi a ruota a Pacifico, arcidiacono di Verona, che vuolsi nato nel 778 e morto nell'846. _Il Traduttore._

[17] _Monach. S. Galli_ lib. II. Qui il poetico cronista si lascia trasportar dal genio suo descrittivo, a cui andiam debitori dell'ammirabil pittura, che segue, d'una caccia di Carlo nelle selve delle Ardenne o della Svevia.

[18] Di quest'animale abbiamo una vivissima descrizione nella Istoria del Giambullari, lib. IV, p. 201, edizione del Belloni, 1827. _Il Traduttore._

[19] Il monaco di San Gallo altro non fa qui che scrivere una formal querela contro que' conti e governatori, e porla in bocca agli ambasciatori di Arun.

[20] Ci restan parecchie canzoni eroiche intorno alla _Conquista di Gerusalemme_ fatta da Carlomagno, e se ne può veder una originale nei manoscritti della Bilioteca reale, n. 7192, in fol.; ed un'altra nella Biblioteca dell'Arsenale; belle lettere, n. 165 in fol.

[21] A me sembra fuor d'ogni dubbio che dalla voce araba _emir_ o _amir_, a cui aggiungevano l'articolo al, sia venuta in origine la nostra di _Almirante_, poi _Ammirante_, e infine _Ammiraglio_, come tenne anche il Muratori. Infatti gli antichi Italiani, del par che tutti gli altri Europei, conobbero per lo più in questi emiri i capitani delle flotte saracene, che vennero ad invadere i liti della Spagna, della Sicilia, e così via. Che più? la _Cronaca di san Dionigi_, nominando in quel suo antichissimo francese un di questi emiri, il chiama amiraus che ognun vede quanto s'appresti all'ammiraglio nostro. Il Gherardini, con l'usata dottrina sua, ha riferito tutte le opinioni dei lessicografi, intorno all'origine di questa parola, senza chiarirsi per alcuna. _Il Traduttore_

[22] Il che mi ha fatto rinunziar al pensiero di compilar un Codice carolino nell'ordine delle materie, com'è usato nelle _Istituzioni_ di Giustiniano e nelle _Pandette_ del Pothier, opera che, oltre all'essere sostanzialmente arbitraria, darebbe altresì una falsissima cognizione dei capitolari e della civiltà che gli ha prodotti. Dappoi che il Pertz ha pubblicato il suo _Corpus Juris_ carolino il Belusio dee parere incompiuto; ma pure si vuol saper grado a questo primo compilatore, d'aver separato i concilii dai capitolari.

[23] Capitolare del marzo 779.

[24] _Solvat bannum._

[25] _Casata_, picciola casa con alcune terre attinenti. Vedi la _Polyptyque d'Irminon_, pubblicata dal Guérard; Parigi.

[26] _Mancipia._

[27] _Servus._

[28] 779.

[29] La fame che logorò in quest'anno la generazione.

[30] Di qui l'origin sassone della tassa de' poveri.

[31] In Inghilterra sono ancora in uso i pubblici digiuni.

[32] Difficilissimo sopra tutto fu ad estirpar nei monasteri l'uso della caccia.

[33] È questa una superstizione germanica che si trova negli usi di quella nazione.

[34] _Capitul._ 789. È cosa importantissima di ben notare la diversità delle condizioni nel Franco, nel Romano e nel Gallo. Appunto dalla diversità delle composizioni e delle ammende si stabilisce nel diritto pubblico di quel tempo la distinzione degli ordini. Il Montesquieu ha trattato con grande magistero questo soggetto. _Esprit des Lois XXVIII._

[35] Per le monete e le misure dei Carolingi, si vuol consultare Leblanc, _Trattato delle monete_ e il glossario del Guérard nella _Politica dell'abate Irminons_.

[36] _Capitul., ann._ 787.

[37] Parmi bene di notar qui che l'amministrazione delle tenute regie era cosa importantissima nel modo adottato da Carlomagno, poichè quest'era la parte principale della pubblica entrata.

[38] Tale si era la legge sassone, e fu accettata anche dalla legislazione inglese, che puniva di morte il furto commesso ne' campi. Sol da pochi anni in qua fu ivi modificato il codice penale.

[39] La legge franca ammetteva la redenzione delle pene corporali per mezzo della composizione.

[40] Giudice qui si piglia nel senso di conte.

[41] Anche l'astinenza imposta fino all'esecuzione degli ordini sovrani era tolta dalla legislazione sassone.

[42] Non so perchè l'autore qui traduce _mais_, che al tempo di Carlomagno non era certo ancor coltivato in Europa. _Il Traduttore._

[43] Ho di nuovo indagato che intender vogliono i capitolari per _casata_, ed è chiaro che, secondo il Polyptyque dell'abate Irminone non era altrimenti che una masseria, però che questa comprendeva parecchie casate. A parer mio la _casata_ era una casa o capanna, l'abitazione d'una famiglia, d'onde venne la voce italiana casa[44].

[44] Cicerone, Terenzio e Seneca usarono _casa_ a significar l'umile tetto de' poveri, ed è ben più probabile che di là venga la _casa_ dei capitolari e la _casa_ degl'Italiani. _Il Traduttore._

[45] È una legge di precauzione contro il dissodar delle terre, chè la foresta era il nido della libertà e della vita germanica. Vedi il Ducange alla voce _forest_.

[46] _Capitul. De villis_, ann. 800.

[47] Il capitolare _De villis_ reca la data dell'800, l'anno istesso in cui Carlomagno effettuò il gran suo disegno della ristaurazione dell'Impero d'Occidente; e così accanto alla porpora de' Cesari la minuta coltivazione degli orti!

[48] Tutte queste ruine carlinghe sono spoglie d'ornati, e veder se ne possono alcuni avanzi ancora a Poitiers ed a San Benedetto alla Loira.

[49] E il porfido non è marmo forse? _Il Traduttore._

[50] Mi fu detto che un insigne scultore, cui fu allogata la statua di Carlomagno per la Camera del Pari, recatosi ad Aquisgrana per misurar le ossa dell'Imperatore, le trovasse pari a quelle d'un uomo di statura ordinaria. Forse l'artefice fu tratto in inganno, però che gli avanzi del cranio e della mano, se son veramente di Carlomagno, paiono sterminati.

[51] Veggasi la canzone eroica di _Rinaldo di Montalbano_ e la leggenda sulla cattedrale di Colonia. Anche Malagigi s'era fatto muratore, e Carlomagno portava per umiltà grossissimi petroni.

[52] _Monach. S. Galli_, lib. I.

[53] Carlomagno trovavasi a Ratisbona l'anno 794.

[54] Gli abitanti additano un picciol argine, che procede sino al villaggio di Dettenheim, e dicono esser un avanzo del gran canale di Carlomagno.

[55] _Monach. S. Gall._ lib. II. Questo varrà a dar un indizio del vestir lussurioso di que' tempi, e dell'estensione del commercio con Bisanzio. Quelle sontuose vesti dei leudi e dei baroni venivano da Roma, da Venezia e da Costantinopoli.

[56] Il Muratori, accennando pur questo fatto, dice che avvenne mentre Carlo trovavasi alla conquista del Friuli. _Il Traduttore._

[57] Ho scorso tutti i diplomi dati da Carlomagno che ancor ci rimangono negli _Archivi del regno_, e tutti recano il monogramma di _Karolus_ assai bene formato. Ma chi non sa che il più delle volte erano i _cancellarii_ e gli _scribi_ che segnavan pure il monogramma del principe?

[58] Eginardo afferma che il medesimo imperatore _delectabatur in libris sancti Augustini_!

[59] Alcuin. _Epist._ 4.

[60] I nomi di _Est_, _Ovest_, _Sud_ e _Nord_, dati ai punti cardinali, e che durano anche oggidì nella geografia, ci vengono appunto dai tempi di Carlomagno. _Il Traduttore._

[61] _Monach. S. Galli_, lib. I.

[62] Appunto Carlomagno erasi dato questo santo e regio nome; cosa che l'autore non si curò di notare. Egli dimenticò pur d'accennare fra i dotti da quel principe protetti e favoriti, Sigulfo collega d'Alcuino, Pietro Pisano, il gran Paolino d'Aquileia, Angilberto e parecchi altri. _Il Traduttore._

[63] Alcuino grandemente si duole di questa scarsezza di libri _Epistol._ 1 e 70. Ma pur Carlomagno aveva una copiosissima libreria tratta in gran parte da Roma e da Costantinopoli, ed Alcuino si lagna di non averla in sua balía. _Epist._ 10.

[64] E l'autore non ha affermato, a pag. 50, che i libri d'Aristotile non furono a quei tempi conosciuti se non per le traduzioni degli Arabi? _Il Traduttore._

[65] Il monogramma del secondo lignaggio è quasi sempre il medesimo sì per Lodovico il Pio e Carlo il Calvo, come per Carlomagno. Esso è pur sempre il

a usKro l

ovvero la croce greca

ka|r ——|—— lus|o

[66] La versione francese di questa lettera è alquanto intralciata e confusa, nè avendo noi sott'occhi il testo latino, abbiam potuto chiarirla più di così. _Il Traduttore._

[67] _Castaldii_, lo stesso che castellani. Questa voce, passata nella lingua italiana, si è poi venuta, come tante altre, mutando, sì che ora _castaldo_ non altro significa più fra noi che fattore di villa. _Il Traduttore._

[68] Queste lettere di Carlomagno, danno tuttavia a conoscere il sistema giudiziario ecclesiastico, e per poco non dissi feudale dal periodo carlingo. Ci ha pure due frammenti di lettere indiritte a Paolo Diacono, pubblicati dal Fabbricio. Una di esse principia con questi versi:

_Parvula rex Carolus seniori carmina Paulo,_ _Dilecto fratri, mittit honore pio._ (Fabricius, _Bibliot. Med. et infim. latinit._, l. 3.)

[69] _Sorties des ciseaux d'Apelle et de Phidias_: così il testo. Forse l'autore volle nominar Policleto, o Lisippo, o qualch'altro di que' grandi scultori, perchè Apelle tutti sanno essere stato eccellentissimo pittore, e non istatuario mai. _Il Traduttore._

[70] Notisi che il concilio di Francoforte non fu in questa parte approvato dalla Chiesa. _Il Traduttore._

[71] Ognun già s'avvede che l'autore accenna qui, senza nominarlo, al camposanto di Pisa. _Il Traduttore._

[72] Come leggevasi nell'epitafio d'Alcuino, a Tours, nella chiesa di San Martino:

_Quod nunc es fueram_... _Et quod nunc ego sum, tuque futurus eris._ _Delicias mundi casso sectabar amore:_ _Nunc cinis et pulvis, vermibus atque cibus._

[73] I cartolari pigliarono il loro nome da _charta_ (diploma); infatti essi comprendono la maggior parte dei diplomi de' monasteri.

[74] _Centralisation_. Mi son giovato, nel render questa parola, dell'esempio di ottimi scrittori, come sono il Salvini, il Magalotti, l'Algarotti, il Gozzi e tanti altri, che recarono nel nostro idioma voci di altri stranieri, temperandole in modo che paresser natíe. Abbiamo _unificare_, ridurre in unità, con molti altri verbi di questa natura; e perchè negherem la cittadinanza a _centrificare_, loro fratel carnale, quando un altro non ne abbiamo che spieghi così a punto la cosa che si vuol significare? E ammesso il verbo, ammetter si deggiono pure i suoi derivati, e dar quindi salvocondotto anche a _centrificazione_. Ricordiamoci che ogni lingua ferma è lingua morta. _Il Traduttore_.

[75] In alcuni luoghi più sopra ho tradotto _plaid_, il _placitum_ dell'infima latinità, in _udienza_, perchè in fatti cotesti _placiti_ altro non erano che udienze solenni dei principi o de' suoi tribunali. Ora, tuttavia che trattasi di proposito di questa instituzione, parmi bene additarla con l'antiquato suo nome; e chi ne vuol sapere più oltre vegga il Ducange alla voce _placita_. _Il Traduttore_.

[76] Questo mirava a impedire i falsi giuramenti per ubbriachezza.

[77] Questa necessità di muovere alla guerra, lasciando la moglie o la figlia in custodia di due vassalli, fu cagione che venisse nel codice penale contemplato il caso che il vassallo facesse ingiuria alla donna del suo signore. In Inghilterra, dove si è conservata la legge feudale, v'è pena di morte per l'adulterio con la regina. (V. _Statutes of Treasons_, 96, Edouard. III.)

[78] Questo punto è in perfetta contradizione col precedente, dov'anzi è detto di recare tutte le cause innanzi a loro; ma, non avendo potuto procurarci il testo latino, ci convenne lasciar la contradizione, anzichè rimediarla con parole di nostro capo. _Il Traduttore_.