Storia di Carlomagno vol. 1/2

Part 27

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[53] Aimoino è uno de' più laboriosi biografi de' Santi, e scrisse _De miracul._ Egli è scrittore d'immaginazione ardente e poetica. V. il testo che ne diede il Bouquet, t. VII, p. 348.

[54] E' non si vuol scambiare santa Genoveffa del Brabante per l'altra Genoveffa di Nanterre.

[55] Questo Benedetto, sassone, non dee esser confuso con san Benedetto il fondatore. Quegli nacque nel 628, e abbiam la sua vita scritta dal Beda nella _The history of first Warermouth abbots_, pel Ware. Dublino, 1604.

[56] _Concil. Gall._, t. I, p. 550-580. I viaggi di sant'Anscario al settentrione della Scandinavia appartengono al secolo nono.

[57] La vita tanto drammatica di san Bonifacio fu scritta da Villibaldo suo discepolo, e sassone anch'esso.

[58] Mi duolo che la storia de' monasteri non venisse scritta sotto quest'aspetto, chè avrebbe assai meglio rischiarato il medio evo, che non il semplice studio delle leggi incerte e delle cronache generalmente troppo brevi del secolo duodecimo.

[59] Il padre Sirmond ha pubblicato con gran cura la _Raccolta dei Concilii della Gallia_; e fra quel preziosi documenti, è da cercar, più che altrove, la storia delle leggi di polizia sociale dal quinto al settimo secolo.

[60] Il concilio di Nantes è contrassegnato coll'anno 650. Fiodoardo ne parla nel lib. II. cap. 1, e l'abbiam tutto intero nel _Concil. Gall._, t. I, p. 601.

[61] Nell'ottavo secolo sussistevan pur tuttavia alcune vestigia del culto de' Galli e de' druidi, specialmente nella Bretagna, che rimase per lungo tempo quasi una terra appartata.

[62] Art. 17 del Concilio. Quest'andarne alla croce, allude senza dubbio alla prova della croce.

[63] I canoni del concilio verberiense si trovano nel _Concil. Gall._, t. II, p. 1. Ci sono alcuni concilii che applican solo siffatte disposizioni a certi luoghi.

[64] La perpetua confusione dei due principii della Chiesa e della conquista, fu la prima cagione della maggior parte degli errori in cui sono caduti gli autori sistematici preoccupati dalla legislazione delle Gallie. Il Mably altro non vide che la politica; il Montesquieu non fece verun caso del concilii, e sol si diè pensiero delle leggi barbariche. Io tengo che impossibil sia di parlar della legislazione al quinto e al nono secolo, senza darne una gran participazione al diritto canonico.

[65] Immensa è nelle Gallie l'influenza del diritto romano o meglio del diritto bizantino, e mal fa chi troppo concede all'azion delle leggi barbare, le quali appena s'applicano a una parte picciolissima della popolazione, cioè ai conquistatori.

[66] Quand'io verrò alle instituzioni barbariche, avrò bisogno di riabilitar la legge, specialmente l'ecclesiastica, dei Visigoti. Il Montesquieu la malmenò acremente tacciandola di _bacchettoneria_, perchè con tutto l'ingegno suo il Montesquieu pure non seppe esimersi dalle male preoccupazioni del secolo XVIII contro i preti.

[67] La teoria della comune, nata tutt'a un tratto dalla sedizione al decimo secolo, è, lo torno a dire, una di quelle scoverte che dipendono dalle circostanze politiche momentanee. Chi la esponeva nel 1827, si serviva per istromento della storia come di tutt'altr'arma. Essa principiò a foggia di polemica nel _Censore europeo_, poi continuò per articoli nel _Corrier francese_. La comune, congregazione o gruppo di cittadini, è antica al par del municipio e della comunità, e ogni dì si scoprono diplomi di municipii anteriori d'assai alle sedizioni del servi. V. l'opera del Pardessus, _Bibliothèque_, t. I.

[68] Angers, Bourges, Cavaillon, Clermont, le Mans, Meaux, Orleans, Paris, Saintes, Tours, Toul, Uzèz avean loro antiche ed ampie instituzioni municipali, prima della sollevazione dei servi nel secolo decimo, altri municipii si trovano in tempo ancora più antico; e il signor Raynouard ne recò le prove, se non che per mala ventura, con troppa parzialità.

[69] Queste comunità di nauti, o battellieri, sono antichissime, e forse le più antiche d'ogni altra. Ci sono vestigia della loro instituzione anche a Parigi. Nautæ Parisiaci (V. _Mém. de l'Acad. des Inscrip._, t. I.)

[70] Ho spesso raffrontato i concilii coi codici teodosiano e giustinianeo, principalmente negli studi speciali del Diritto, e vi ho trovato plagi vicendevoli, ed una evidente confusione. Questa si è pure l'opinione del signor di Savigny.

[71] Veggansi le formole raccolte in Francia e in Germania dal Bignon, dal Sirmond, dal Baluze, dal Mabillon, dal Goldast, e il _Thesaurus_ di Schilter; le più curiose sono quelle di Marculfo.

[72] La quistione de' componimenti fu a fior d'evidenza discussa dal Mably e dal Montesquieu.

[73] Quest'autorità della corte di Costantinopoli sui Franchi è rilevante nella prima schiatta più che altrove; essa continua ancor sotto Carlomagno. Mi duole che nell'opere moderne non fosse quanto basta osservata.

[74] Sotto questo nome di comunità, o compagnie (_corporations_,), s'intendon quelli che dai Romani chiamavansi collegi degli artieri (_collegia opificum_) che furon dall'imperator Severo instituiti per tutto l'Imperio romano. Eran la medesima cosa che le Arti e i Mestieri nella repubblica di Firenze. _Il Traduttore_.

[75] Gli storici italiani non si sono ancor accordati sul nome da darsi a questo uffiziale; chi lo chiama governatore, chi _maestro_, e chi _prefetto di palazzo_; il Muratori troppo duramente ad imitazione del Giambullari _maggiordomo_. Noi ci siamo attenuti alla terza di queste denominazioni, parendoci la più acconcia per le sue classiche reminiscenze, a significare quei grado. _Il Traduttore_.

[76] A Roma. Colà in cospetto del Coliseo, e nel Campo Vaccino, ben tu puoi ripeter quel versi:

Fecistis patriam diversis gentibus unam, Urbem fecistis quod prius orbis erat.

[77] Sant'Ireneo si duole, nel secondo secolo, del trovarsi necessitato a imparar la lingua celtica per farsi intendere. I Benedettini sostengono che nelle Gallie parlavasi universalmente la lingua latina. V. Hist. litt., t. VII, nell'Avvertimento.

[78] Sparsi erano per le Gallie i manoscritti latini ed anche i papiri, e ogni dì vi si trovavan vestigi dei manoscritti d'Ovidio e Cicerone.

[79] In Gregorio di Tours, vi sono, come chiaro si conosce, alcuni passi, i quali altro non sono che prette tradizioni dei canti narrativi. La storia del Monaco di San Gallo a' tempi carolingici, è forse altro che una cronaca scritta sulle canzoni narrative e sulle guerresche tradizioni? Il sig. Paolino Paris ha di proposito trattato tutte siffatte quistioni nella sua prefazione all'opera Intorno a _Berta dai gran piedi_.

[80] I diplomi appunto attestano questa corruzione della latinità, e troviamo _Basileca, Pagenam, Volomus, Negutiante_.

[81] Il calcolo di questi tempi è certamente la parte meglio finita dell'_Arte di verificar le date_ dei Benedettini

[82] Fu, come vedrem più innanzi, una gran contesa che durò fin sotto il regno di Carlomagno, il quale introdusse alcune modificazioni al canto germanico, mescolandovi il canto greco e il latino.

[83] Egli è da studiar Roma, cristiana, soprattutto. Ne' miei pellegrinaggi d'Italia, io fui più che d'altro curioso delle basiliche, e posso dire d'essere stato assai men preso da maraviglia al veder San Pietro di Roma, che le ruine delle catacombe, Santa Maria Maggiore e San Giovanni Laterano.

[84] Io non saprei troppo mai provocar l'attenzione degli artisti sulle tre tombe del terzo o del quarto secolo da me visitate a San Massimino, in fondo alla chiesa sotterranea, in un pellegrinaggio a _Sainte-Baume_[87]; cosa più notabile di quant'altro vedessi al Vaticano.

[85] Cercate il convento dei Cappuccini a Roma, e troverete questa reliquia dell'antica età.

[86] Il sig. Raoul Rochette ha molto bene illustrata quest'epoca dell'arte cristiana, e dimostrati i continui plagi da essa fatti a quella del paganesimo nell'opera sua delle _Catacombe di Roma_, ch'io tradussi l'anno scorso, e fu pubblicata per le stampe del Lampato. _Il Traduttore._

[87] Con questo nome chiamano una grotta sovra un monte della Provenza, in cui il popolo crede, troppo piamente, esser morta la Maddalena. _Il Traduttore._

[88] Questa impressione provai specialmente alla vista dei dipinti bisantini delle chiese di Venezia e di Ravenna.

[89] Di San Vittore, a Marsiglia, più altro non rimane che l'alte sue muraglie, le torri quadrate, e le porte guernite di ferro, che eran destinate a proteggerlo dai Barbari. Altri Barbari son venuti a distruggere la badia. Il sotterraneo ha due o tre vôlti ancora e non più, e la cappella della Vergine Nera (_nigra sum sed formosa_). Sotto alcune di queste volte, si veggono qua e là sparsi frammenti di tombe, che hanno qualche rassomiglianza con le catacombe di Roma.

[90] La Biblioteca reale può andar superba di parecchi manoscritti splendidi per gran ricchezza di legatura. Appartengon essi al nono e decimo secolo. Nella sala destinata al manoscritti greci, v'ha uno stupendo San Gregorio Nazianzeno, con miniature bisantine, tradizione dell'arte romana recata al sommo della perfezione; esso porta il numero 510.

[91] Sant'Eligio fu orefice insieme e zecchiero di Dagoberto I, e nelle monete così di questo come di Clotario, si vede pur segnato il suo nome con l'abbreviatura Eligi. Il suo discepolo Dado o Adoeno (_Saint-Ouen_), gli scrisse la vita.

[92] L'Accademia delle Iscrizioni premiò una delle mie _Memorie_ Intorno allo _Stato degli Ebrei nel medio evo,_ dov'io trattai in modo speciale l'argomento delle usure.

[93] La gabelle imposte eran queste _Salutaticum, Pontaticum, Ripaticum, Portulaticum, Cespitaticum_. (V. Il Ducange a ciascuna di queste voci).

[94] I papi principalmente si mostravano avversissimi al traffico degli schiavi. V. _Epist. sancti Gregor. ad Brunechild._ Duchesne, t. I, p. 902.

[95] San Martino fu trasportato nel Chersoneso taurico,(Crimea) il dì 10 marzo 655.

[96] Eugenio passò di vita il dì 1.º di giugno 657.

[97] Vitaliano era nativo di Segni, in Campania. A diffinire il tempo dell'introduzione degli organi in Italia, mi convien dire che questo papa ve gli usò fino dal 670.

[98] Qui l'Autore non s'è ricordato che Mario fu di origine plebea, e che la sua discendenza si spense tutta in suo figlio poco dopo di lui. _Il Traduttore._

[99] Fin qui l'Italia era divisa in due parti, l'una sotto il dominio dei Longobardi, l'altra formava l'esarcato di Ravenna.

[100] Pavia a quei tempi era la più animata città della Lombardia, singolarmente privilegiata dai re longobardi. _Il Traduttore._

[101] _See Konung_.

[102]

_Pars extans curis, solo diademata dispar_ _Ordine pro rerum vocitatus Cura Palati._ (Corippus: _De laudibus Justini_ Lib. I, pag. 136.)

[103] Chi vuol chiarirsene legga l'opera di Giorgio Codino: _De officiis Ecclesia et aula_.

[104] Non è da dimenticare che questo epiteto vien dato dagli storici francesi a una lunga successione di re della prima schiatta, che degeneri dai loro antecessori, passarono la vita a far niente (_fainants_). _Il Traduttore_.

[105] Ho cercato di sbrogliar tutta questa istoria sì confusa, dei prefetti palatini, con quella del Merovei; i Benedettini stessi, non sono esenti da confusione; e poichè vi furon cortigiani sotto la seconda schiatta (i Benedettini si fecer cortigiani dalla terza), vi furon anche genealogie a rannodar i prefetti del palazzo col sangue merovingico, ed i Capeti coi prefetti del palazzo.

[106] _Ad ann. 718-719._

[107] V. Isidoro di Beja, p. 56, e Rodrigo Ximenes, p. 12. Il continuatore di Fredegario aggiunge che Eudi, ad imitazione del conte Giuliano, chiamò i Saracini nelle Gallie. V. Conde. _Hist._, t. I. p. 83.

[108] Epistol. Gregor. III.

[109] _Chansons des gestes._ Così il testo francese. Son quelle canzoni o quei canti che abbiamo chiamati anche narrativi, ma che più propriamente si debbon chiamar eroici, perchè narran le gesta degli eroi di quell'età. _Il Traduttore_.

[110] Il poeta qui, come si vede chiaro, non fa che ripetere i lamenti dei guerrieri contro i cherici.

[111] Tutti sanno che Carlo Martello non morì altrimenti alla battaglia di Poitiers, come dice il romanziero.

[112] È inutile l'avvertire che questo modo tenean que' popoli barbari nel sollevare altrui al grado sovrano. _Il Traduttore._

[113] _Eginhard Annal., ad ann._ 748.

[114] Questo campo è chiamato nella cronaca la _vigna di Rachi_, nome d'un re longobardo. V. _Muratori, Annali d'Italia_.

[115] Questo romanzo fu, insiem con quello di _Garino_ il _Loreno_, pubblicato dal signor Paolino Paris ponendogli innanzi una lettera importantissima, indiritta al modesto e dotto magistrato il signor di Montmarqué[116].

[116] La leggenda di _Berta dal gran piè_ è pur narrata, ma in diverso modo nei _Reali di Francia_ al lib. IV, cap. I e segg. dell'edizione che ne diede l'anno 1821 in Venezia l'illustre Bartolomeo Gamba da poco rapito alla gloria delle lettere italiane. Nel brano, quivi recato dall'autore, del romanzo francese, ho procurato, per quanto io potei, d'accostarmi, per amore di verità, allo stile dei tempi in cui fu scritto. _Il Traduttore._

[117] L'intimità che era fra papa Leone e Carlomagno avea suggerito ai Romani il pensiero di dar loro una stirpe comune. In altre di queste leggende papa Leone è posto per figlio di Carlomagno.

[118] Palmam qui non vuol esser altrimenti presa nel senso di mano, ma certo di palma del martirio, come l'hanno i santi nelle pitture bisantine.

[119] Se si presta fede al Muratori, storico di quella esattezza che ognun sa, Carlomanno morì intorno a questo tempo sì, ma non già nella spedizione, come afferma l'autore, sibbene in un monistero a Vienna nel Delfinato, dove il fratello lo avea mandato ad abitare. _Il Traduttore._

[120] Veggasi nel _Codice Carolino_ l'epistola di papa Paolo a Pipino con col gli accompagna alcuni cantori della Chiesa romana, ed un oriuolo notturno che segna le ore così di notte come di giorno. (_Epistol. Paul ad Pipin. — Cod. Carol_. 25-45.)

[121] Questa è la prima volta ch'io trovo nelle cronache antiche fatta menzione della voce Borbone. Pipino preso per forza _quadam oppida atque castella... in quibus præcipua fuere Burbonis, Cantilla, Clarmontis. Eginhard. Annal._ — ad ann. 761.

[122] _Croniq. de Saint-Denis_, ad ann. 768.

[123] Ho fatto parecchi viaggi in Germania per cercare le orme di Carlomagno, nelle cui sembianze tutto è germanico. Io il credo originario dell'Assia o del circolo di Franconia. O Fulda! Fulda! perchè altro non rimane omai più che la tua cronaca!

[124] Eginh. _Vita Carol._ IV.

[125] Il tesoro della cattedrale d'Aquisgrana è ricchissimo. Esso fu trasportato a Monaco nel tempo della rivoluzione, ed indi restituito.

[126] Ho letto in alcuni storici moderni italiani, non so se per amore di novità, o per altre ragioni, voltato questo epiteto in _Piccolo_. È falsare un soprannome dato a quel re, dalla nazione e dalla storia, e consacrato dall'uso di più secoli. Anche i Francesi hanno sostituito la voce _petit_ all'antiquata _bref_, ma pur serbano ancora quest'ultima, nel solo uso appunto di siffatto istorico soprannome. _Il Traduttore._

[127] Il museo delle medaglie alla Biblioteca Reale possiede grossissimi pezzi d'avorio d'un giuoco di scacchi, i quali fan supporre una sterminata scacchiera, e braccia più sterminate ancora per muoverli. Essi provengono dal tesoro di San Dionigi, e furon salvi, per non esser d'oro, dai saccheggi della rivoluzione.

[128] I capitolari e diplomi suoi son quasi tutti dati dalle ville regali del Reno e della Schelda.

[129] In queste lettere papa Stefano usa, parlando al re, la seconda persona: _vos certum est accepisse; genitorem vestrum_, ec. Gregorio VII, Innocente III e i loro successori, men rispettosi, tornarono al tu, più grammaticale e più fratellevole della lingua latina. _Il Traduttore_.

[130] _De Desiderade naîtrait une lignée leprense_; così il mio autore. Ma il testo latino dell'epistola: d_e cujus natione et leprosorum genus oriri certum est_; e di Desiderata neppur parola. Il Manzoni, seguendo altri cronisti, dà a questa figlia di Desiderio il nome d'Ermengarda, anzichè di Desiderata. Chi vuole, in pochi fogli, aver intera cognizione delle cose longobardiche in Italia, legga le notizie storiche da lui premesse alla sua tragedia dell'Adelchi, e il suo _discorso sopra alcuni punti della Storia Longobardica in Italia_, con cui il gran poeta volle meritarsi pure il titolo di grande critico. _Il Traduttore_.

[131] E Adelchi o Adelgiso, non era figlio forse di Desiderio, e suo compagno nel trono? _Il Traduttore_.

[132] Senza tante sottigliezze, il Manzoni nel suo citato _Discorso_, viene alla ragion vera di questa mutata successione, ed è _che la consuetudine dei Franchi, a quei tempi, era di eleggere nella famiglia del re morto colui che pareva il più conveniente a quell'ufficio_. _Il Traduttore._

[133] Carlomagno nacque nel 742, e fece la guerra di Lombardia nel 775. Nella prima sua spedizione d'Italia, Bonaparte avea 27 anni; ma la conquista della Lombardia fu sol compiuta dopo la battaglia di Marengo, ch'egli aveva appunto 31 anni.

[134] Dopo la guerra d'Aquitania, nessun popolo del reame de' Franchi fece più resistenza a Carlomagno, salvo i Bretoni. V. _Monach. Saint-Gall._ t. I.

[135] _Comes march. Britan._ Tali sono i titoli co' quali Orlando è indicato.

[136] A ver dire le cronache non parlano pur d'Orlando, se non al proposito della catastrofe de' Pirenei.

[137] Berardus, Berhard. Si vede chiaro ch'egli è dell'Austrasia.

[138] _Comes, Regnald, Reginald., Reinaldus._

[139] Guglielmo Naso-Corto è per avventura l'eroe, dopo Orlando, più nominato nelle canzoni eroiche.

[140] Gerardo di Rossiglione era l'eroe dai Borgognoni, Garino e il fratel suo, Begone di Belino, rappresentavano le guerre intestine del baroni del nord.

[141] Il testo dice _tenure_; che io sappia non abbiamo in italiano la voce equivalente quando usar non si volesse, per ragione di analogia, la parola _tenimento_, a significar, come qui, il feudo che altri teneva da un primo feudatario, verso cui era obbligato a certi tributi e doveri di vassallaggio. _Il Traduttore._

[142] A tradurre il _suzerain_ del Francesi, ho tolto questo _capo signore_ dagli statuti delle _Assise di Gerusalemme_, recati da Cesare Cantù nei Documenti della sua _Storia Universale_. Credo debito mio, come Italiano, di non lasciarmi sfuggir l'occasione qui per ringraziarlo d'aver, senza lasciarsi spaventar di fatica nè d'altro, da sè solo, arricchita la sua nazione di un'opera a cui non possono se non invidiare le altre nazioni. _Il Traduttore._

[143] Non v'è indizio che i soldati franchi avessero paghe ferme di nessuna maniera. Conquistavano e partivansi fra loro le terre conquistate; d'onde son venuti i primi doveri della feudalità.

[144] Come _si fust un bastonnet_. V. Roberto Wace nel suo gran poema.

[145] Nella Biblioteca reale abbiamo il più antico manoscritto che comprenda le miniature delle macchine d'assedio, ed è la _Conquista di Gerusalemme di Goffredo Buglione_. Esso appartiene al duodecimo o decimoterzo secolo.

[146] Verona erasi già sottomessa a Carlomagno come si ha da una medaglia riferita dal Leblanc, nella quale si legge: _Verona dedita et Longobardis in fidem acceptis_, e nel rovescio: _clem. princ._ (principe clemente).

[147] Carlomagno non solo confermò la donazione di Pipino, ma l'ampliò pure di molte terre, come si può vedere in Anastasio Bibliotecario, autore contemporaneo. _Il Traduttore_.

[148] L'indole di questa donazione o conferma di essa fatta da Carlomagno a papa Adriano fu argomento di molte e speciali discussioni. L'abbiamo specificata nel Codex Carolinus; ma non v'ha titolo autentico se non dopo Lodovico il Pio. Quando Napoleone s'impadronì di Roma, furon commessi alcuni particolari studii intorno alla donazione di Carlomagno, ma ognun sa che libertà ci fosse di scrivere sotto Napoleone, e il retore liberale Dannou acconsentì a fare un libro uffiziale e mediocre contro i papi.

[149] _Tecum sicut cum Petro, tecum sicut cum Gallia_; e sul rovescio: _Sacr. fœd._ (V. Lebranc, _Traité des monnaies_).

[150] Non so con qual fondamento l'autore affermi questo, mentre tutti gli storici s'accordano in riferire che quell'assedio passò senza pure uno scontro tra gli assedianti e gli assediati. _Il Traduttore_.

[151] Anche la dedizion di Pavia è testimoniata da una medaglia, la quale rappresenta un re ed una regina, che inginocchiati depongono la corona sui piedi d'un altro re a sedere, con l'iscrizione: _Devicto Desiderio, et Pavia recepta_, 774.

[152] Il Partouneaux, nella sua _Storia della Conquista di Lombardia_ fatta da Carlomagno, ascrive la lunga resistenza di Pavia all'odio verso Carlomagno ed al valore di Unnaldo, antico duca d'Aquitania, spodestato dal Carolingi, che dentro v'era a comandar le armi di Desiderio. Di tutto questo non abbiam trovato parola nè in Muratori nè in alcun altro degli storici nostri. Che se pur Unnaldo era in Pavia, l'età sua presso alla decrepitezza nol dovea fare quell'ardente e tremendo nemico quale il Partouneaux lo descrive. Ci fa maraviglia ch'egli, il quale quasi altro non fece in tutta l'opera sua, che seguire, e per poco non dissi, tradurre gli storici italiani, si sia scostato da loro in questo fatto, a prova del quale cita la sola autorità dell'Anquetil, storico francese. _Il Traduttore_.

[153] Qui l'autore pone una nota ad avvertir ch'ei fu a la Monza, com'ei dice ogni volta che gli avviene di nominarla, e vide il tesoro e l'arca dalla regina Teodolinda; e nota come la corona d'oro d'Agilulfo fu rapita da ladri nel 1804, trasportata a Parigi ed ivi fusa. Ma come avvien poi ch'egli chiami la città di Monza una _cella monastica_? _Il Traduttore_.

[154] Alcuni de' nostri storici affermano che questa incoronazione seguisse in Monza; altri, e sono i più, ch'ella seguisse in Pavia; ma l'opinione più comune e probabile si è che questa cerimonia con la corona di ferro non si facesse in alcun luogo, e che a Carlomagno bastasse il suo diritto di conquista. _Il Traduttore._

[155] La prima spedizione di Carlomagno contro i Sassoni è dell'anno 772.

[156] Vero è che Tacito non fa nessuna particolar menzione del Sassoni; ma bene son essi nominati da Tolomeo, che fiorì più di due secoli prima di san Girolamo. _Il Traduttore._

[157] Honorius. _Notitia dignitatum imperii_.

[158] _Comes littoralis Saxonici_. Anche una parte littorale della Gallia vien chiamata _Littus Saxonicum_.

[159] Quel paese che Giornandes chiama con energica frase: _Vagina generis humani_.

[160] Chi vuol vedere particolarmente le origini e le trasmigrazioni di tutti questi popoli, legga il lib. II della Storia dell'Europa del Giambullari. _Il Traduttore._

[161] Quest'idolo rappresentavasi sotto la forma d'un uomo armato, con un gallo per cimiero, un orso scolpito sulla corazza, ed un leone sullo scudo. _Il Traduttore._

[162] Sembra che il nostro autore ignori qui il dottissimo trattato _de Irminsula_ dal Meibomio. _Il Traduttore._

[163] Deesi intendere fra i Sassoni conquistati da Carlomagno, perchè quanto al resto di quella nazione, sappiamo ch'essa fu convertita al cristianesimo alcuni secoli prima, principalmente da Felice vescovo loro, a cui Fortunato, scrittore del sesto secolo, indirizza questi due versi:

«Aspra gens Saxo vivens quasi more ferino, Te medicante, sacram bellua reddit ovem.»

_Il Traduttore_.

[164] Oggidì Stadberga fra Cassel e Paderborna.

[165] _Irminsul_ o _Herman-Saule_, colonna d'Ermanno o d'Arminio.

[166] Abbiamo un'antica medaglia che attesta quest'avvenimento, di rozzo lavoro, sì, ma in cui si vede abbastanza distinto un torrente in faccia ad un trofeo coll'iscrizione: _Saxonibus ad torrentem devictis_.