Part 26
CAPITOLO IX. — L'ITALIA. — CADUTA DEL REGNO DEI LONGOBARDI. — Condizioni del re Desiderio. — Papa Adriano. — Nuova occupazione del territorio di San Pietro fatta dai Longobardi. — Resistenza di Roma. — Ambasceria d'Adriano in Francia. — Partenza dei Franchi. — Passaggio dell'Alpi — Assedii di Pavia e di Verona. — Carlomagno in Roma. — Sua esaltazione al patriziato. — La donazione di Pipino confermata ed ampliata. — Sommessione di Desiderio. — Caduta del regno dei Longobardi. — Rispetto di Carlomagno alle leggi longobardiche. — Incoronazione di lui a Monza. — Ridotti a soggezione l'un dopo l'altro i grandi feudi di Benevento, di Spoleti e del Friuli. — (772-774) » 101
CAPITOLO X. — GUERRA CONTRO I SASSONI — RUINA DELLA LORO REPUBBLICA MILITARE. — Indole dei Franchi e dei Sassoni. — Cagioni delle grandi vittorie di Carlomagno. — Le armature. — La tattica. — La discordia. — I capi. — Tentasi la predicazione cristiana. — Irruzione dei Sassoni. — Mossa di Carlomagno oltre il Reno. — Seconda guerra sassonica. — Conquista. — Ostaggi. — Terza sollevazione. — Trattato pe' tributi e per la libertà della predicazione cristiana. — Quarta sollevazione. — Le grandi schiatte messe a morte. — Dispergimento delle famiglie. — I Sassoni nei monasteri di Francia. — Capitolari sulla conquista. — Ordinamento per contadi e vescovadi. — Vittichindo si sottomette, e fine della repubblica militare. — Il popolo della Frisia e della Sassonia. — I Danesi ultimi vendicatori della libertà sassone. — La canzone di Guiteclino di Sassonia. — (772-786) » 114
CAPITOLO XI. — CONQUISTE DI CARLOMAGNO IN ISPAGNA. — ROTTA DI RONCISVALLE. — La Spagna e i Saracini dopo la battaglia di Poitiers. — Corrispondenza di Pipino coi califfi. — Gli emiri di Catalogna, di Navarra e d'Arragona. — Gli antichi cristiani — Discordie civili. — Gli emiri alla corte plenaria di Paderborna. — Carlomagno delibera di conquistare la Spagna. — Convocazione delle milizie. — Le due irruzioni per mezzo ai Pirenei. — Assedii di Barcellona e di Saragozza. — Ritorno dell'esercito. — Rotta di Roncisvalle. — I Guasconi e il duca Lupo. — Lugubre suono di questa rotta. — La canzone di Roncisvalle. — Tracce del passaggio de' Franchi ne' Pirenei. — I corpi de' martiri. — La cappella. — La rupe e la spada d'Orlando. — Romanza spagnuola di _Aida la bella_, sposa _di don Orlando_. — (732-778) » 132
CAPITOLO XII. — GUERRE DI CARLOMAGNO CONTRO I VASSALLI E I POPOLI LONTANI. — I duchi di razza lombarda. — Sollevazione del Friuli. — Ribellione dei Bavari. — Spedizione fra i Bretoni. — Lega dei duchi di Benevento, dei Greci e dei Bavari. — Dieta contro Tassillone duca di Baviera. — Guerra contro i Longobardi ed i Greci. — Spedizione contro gli Avari e le nazioni slave. — Guerra pannonica. — Conquista delle Isole Baleari, della Calabria e del paese degli Avari. — La Venezia e la Dalmazia soggiogate. — L'isola di Corsica. — Spedizioni favolose di Carlomagno. — Mistero intorno alle sue grandi correrie militari. — (780-806) » 142
CAPITOLO XIII. — GEOGRAFIA E CONFINI DELL'IMPERO DI CARLOMAGNO. — Unione della Neustria e nell'Austrasia. — Le terre dell'Impero. — I ducati tributarii. — Le marche. — La monarchia lombarda. — L'Aquitania. — La Settimania. — La Provenza. — Limiti veri alle frontiere di Spagna. — Appartenenze del regno dei Longobardi. — Spoleti. — Benevento. — Friuli. — Venezia. — Istria. — Croazia. — Dalmazia. — Pannonia. — Le marche di Bretagna. — Le frontiere del Nord. — I Frisoni. — I Boemi. — I Bavari. — Frontiere dell'Impero all'Oriente. — I tre grandi vicinati. — La Grecia. — I Saracini. — Gli Scandinavi. — (800) » 152
CAPITOLO XIV. — L'EPOPEA DELLA CONQUISTA CAROLINGICA. — Indole delle canzoni eroiche. — Origine loro. — Epoca loro. — Le discendenze o lignaggi. — Primissime canzoni eroiche. — Addizioni — Incremento dei romanzi di cavalleria. — Le canzoni dei pari o baroni di Francia. — Originalità nazionale delle canzoni eroiche. — Tradizione intorno a _Guglielmo Corto naso_. — _La fanciullezza di Viviano_. — I _Loreni_. — I pari di Carlomagno. — L'ultima delle canzoni eroiche. — Effetto dell'epopea carolingica sulla storia. — (dall'VIII al XIII secolo) » 160
CAPITOLO XV. — RESTAURAZIONE DELLA DIGNITÀ IMPERIALE IN OCCIDENTE. — Finita la prefettura del palazzo. — Il titolo regio nella persona di Carlomagno. — Patriziato. — Consolato. — Instituzione dei regni d'Italia e d'Aquitania. — Pipino e Lodovico. — Andamento e progresso delle idee romane. — La porpora. — Lo scettro. — Il manto. — Viaggio di Carlomagno a Roma. — Cambio del patriziato nella dignità imperiale. — L'impero d'Occidente. — Diete militari. — Diete per la guerra e giudizio. — Triplice ordinamento del governo. — I duchi e difensori delle marche. — I conti uffiziali civili. — I _Missi Dominici_. — Natura dell'opera di Carlomagno, quanto alle sue conquiste. — (780-800) » 174
CAPITOLO XVI. — ULTIMO PERIODO E CONSOLIDAZIONE DELLA CONQUISTA CAROLINGICA. — Cambiamento nello spirito delle guerre. — Termine della conquista. — Raffrenamenti. — Solerzia inaudita di Carlomagno. — Suoi viaggi al settentrione e al mezzogiorno. — Vigilanza dei campi. — I Sassoni. — Moti loro e sedizioni. — Entrano in campo i Danesi. — Cambiamenti nei mezzi militari. — Forza marittima. — Punto debole di Carlomagno. — I Saracini. — Le frontiere dell'Ebro — Lodovico d'Aquitania in Ispagna. — Apparizion dei Mori d'Africa. — Flotte saracine al mezzogiorno, e flotte danesi al settentrione. — Raffrenamento in Italia. — I popoli delle montagne e della Puglia. — Ricapitolazione generale e ordine cronologico delle guerre e delle conquiste. — Per qual cagione le non potevan durare. — Azione e riazione. — Accoramento di Carlomagno sul destino avvenire dell'opera sua. — (790-814) » 187
CAPITOLO XVII. — SVOLGIMENTO DELLE CONQUISTE FAVOLOSE DELL'IMPERATORE CARLOMAGNO. — Le due maggiori propaggini delle conquiste favolose. — Gerusalemme. — Sant'Jacopo di Compostella. — Spirito dei pellegrinaggi. — Relazione di Turpino. — Persecuzione de' cristiani d'Oriente. — Il patriarca di Costantinopoli. — Sue lettere a Carlomagno. — Consiglio co' baroni pel santo viaggio. — Partenza per Costantinopoli. — Liberazione di Terra Santa. — Traslazione delle reliquie più famose. — La santa corona e il santo chiodo. — Miracolo. — Il tesoro di San Dionigi. — La visione di Carlomagno intorno a sant'Jacopo di Compostella. — Enumerazione delle città prese da Carlomagno in Ispagna. — I prodigi. — Le battaglie contro i Saraceni ed Agolante lor capitano. — Rassegna dei baroni che seguono l'imperatore al pellegrinaggio. — Agolante ed i Saraceni sconfitti. — I Mori d'Affrica e Ferracuto o Ferraù. — Senso e fine di tutte le leggende favolose delle conquiste. — (800-814) » 204
RICAPITOLAZIONE. — PERIODO DELLA CONQUISTA. — (768-814) » 215
NOTE:
[1] _Città_ è qui in significato di corpo di nazione costituito in ordine civile. _Il Traduttore._
[2] La più ricca raccolta che v'abbia del diplomi di Carlomagno, è quella certamente che si trova negli archivii del regno. L'epoca carolingica si comprende in due grandi cartelle, e v'ha una moltitudine di diplomi originali col monogramma _Karolus_, le quali furono da me volonterosamente scartabellate, chè la polvere delle pergamene mi piace.
[3] Ho avuto quest'anno medesimo la ventura di visitar l'una dopo l'altra ancor una volta Aquisgrana, Ravenna e la Badia di Montecassino.
[4] Il signor Guerard.
[5] Serbiamo, ad imitazione dell'autore, nella lingua originale latina, ogni volta che ci avvien di ripeterle, queste parole, che, voltate in italiano, suonerebbero: _gli inviati del padrone o del principe_. È famoso l'errore di quel bibliografo, che prese un trattato _de missis dominicis_, per un libro rituale, e ne tradusse il titolo a questo modo: _Delle messe domenicali_. _Il Traduttore._
[6] Questi scacchi, che ora si conservano nel museo d'antichità della Biblioteca orientale, sono, come chiaro si vede, orientali, e appartengono all'arti degli Arabi del secolo IX, siccome opinò il signor Reinaud. Formavano essi parte dell'antico tesoro della Badia di San Dionigi.
[7] Benedetto vivea nel secolo nono; e Agesisio, abate di Fontenelle, lo avea preceduto con una prima compilazione dei capitolari.
[8] Nel passare quest'anno stesso per Ginevra, antica capitale dei Borgognoni, e residenza di santa Clotilde, mi recai a far visita ad un uomo riputatissimo in fatto di studii storici, vuo' dire al signor Sismondi, che dimorava in quei giorni nella modesta e deliziosa sua villa a riva del Lemano. Egli ha opinioni diverse dalle mie in argomento di storia, ma non pertanto nessuno a lui tributa più di me quella riverenza e quella venerazione che si debbono allo studio e al sapere: egli è come a dire il Benedettino della scuola protestante. Avendogli io tenuto discorso del mio pellegrinaggio carolingico, mi fece l'onore di comunicarmi una lettera pur dianzi da lui ricevuta, nella quale un giovine, che porta per eredità il nome di Napoleone, il richiedeva di volergli additar le fonti dove attigner potesse i materiali d'una _Storia di Carlomagno_. Era un nobile e bel pensiero in chi avea già provato le vicende della fortuna e le jatture dell'avversità.
[9] La gran Raccolta del Pertz porta il titolo di _Monumenta Germaniæ historica_; il primo volume fa pubblicato in Annover nel 1826, ed il terzo nel 1840.
[10] Di qui forse l'_arpent_ dei Francesi, che significa, per lo più, una misura di terra di cento pertiche. _Il Traduttore._
[11] Se l'uffizio di fedel traduttore non me l'avesse impedito, io avrei di buon grado fatto grazia a chi legge di quest'apostrofe, che mi par sappia un po' troppo del falso gusto della moderna scuola francese. _Il Traduttore._
[12] L'Aquisgranum della geografia gallico-romana è l'Aix la-Chapelle dei Francesi. Chiamasi _chapelle_ l'oratorio dei re a cagione della _cappa di san Martino. — Quemdam in capellam assumpsit, quo nomine Francorum reges propter cappam sancti Martini... sancta sua appellare solebant._ _(Monach. S. Gall.)_
[13] Io mi sono industriato di por fra tanta incertezza e tanta instabilità di invasioni un po' d'ordine nella geografia della conquista barbara. Il D'Anville è sempre in ciò la miglior delle guide.
[14] I due grandi viaggiatori dell'ottavo e nono secolo sono i vescovi san Bonifazio e sant'Anscario, la cui leggenda abbiamo nei Bollandisti. Se non che Anscario ebbe anche un biografo particolare in Ramberto; _Vita sancti Anscharii archiepiscopi Hamburgerns._ la qual si trova nella raccolta nazionale dl Langebeck: _Scriptor. rer. Danic._, t. I., p. 429.
[15] L'individualità o personalità delle leggi barbare è un degli argomenti più ventilati. Raffrontisi Mably, Montesquieu e l'ingegnoso e sistematico abate Dubos. _Etablissement de la monarchie française_, cap. III.
[16] _Saint-Cloud._ Clodoaldo, figlio di Clodomiro, fu il fondatore di questa badia, che poi divenne col tempo una delle reggie più care agli ultimi re francesi. Non so perchè il principe dei moderni nostri storici, il Botta, la chiami, ogni volta che gli avvien di citarla, col nome di San Clodoveo. _Il Traduttore._
[17] La Neustria era un cotal po' configurata alla foggia dell'antico reame di Parigi, sotto i figli di Clodoveo; l'Austrasia distendevasi al di là di Francoforte verso Virzburgo, a un di presso. Tale almeno si è l'opinione del D'Anville.
[18] Consultisi sempre, quanto all'Aquitania, la mirabil opera del padre Vaissete e del padre De-Vic, benedettini. Nulla fu fatto mai che ad essa paragonar si possa intorno alla Gallia meridionale; le opere posteriori, benchè più arroganti, non si sono mai sollevate al di sopra della mediocrità (V. P. Vaissete _Histoire du Languedoc_).
[19] Allude l'autore al vaso prezioso che un soldato di Clodoveo nella divisione del bottino, volle ridurre in pezzi con una mazzata anzichè cederlo al suo capitano. Ma poi quel soldato ebbe a pagar cara questa sua irriverenza, che anch'egli fu da Clodoveo ucciso in una rassegna con una mazzata. _Il Traduttore_.
[20] Fra le ire d'un sistema sovente appassionato, molta erudizione si trova nell'opera del signor Raynouard intorno al _Diritto municipale_, stampata a Parigi nell'anno 1828. Il signor Raynouard, grande lavoratore, si lasciava troppo prendere da certe idee politiche dei tempi, e questo nella storia è male. Perchè recar le nostre passioni nei tempi antichi?
[21] Grandi opere vennero fatte in Germania sul Sassoni; ma i testi son rari e le fonti; moltissime tradizioni raccolse il signor Pertz in quell'opera sua _Monumenta Germaniæ_: l'opera veramente nazionale della Germania.
[22] Un discepolo di san Bonifazio, il pio Villibaldo, ne scritte la vita, _Vit. Bonif._, che trovasi nei Bollandisti, I. Jun. pag. 470. Il Serrario pubblicò pure le epistole di quel primo vescovo di Magonza, sotto il titolo: _Bonifac. Epistol._ Il santo soggiacque al martirio nel tentare la predicazione del Vangelo tra i Frisoni.
[23] L'Ariosto medesimo non potè resistere a quest'amore per gli antichi romanzi di cavalleria, e ne fece un episodio dell'_Orlando Furioso_.
[24] Molto s'è studiato intorno alla mitologia e ai costumi dei Danesi e degli Scandinavi in generale; i moderni nulla disser di meglio di quanto disse il Torfeo, _Histor. Norveg._ e Sasso grammatico. Il Langebeek _Scriptor, rer. Danic._, raccolse i testi tutti che trattano di quell'ampia mitologia.
[25] Consultisi, intorno all'origine e ai costumi dei Longobardi, Paolo Varnefrido, soprannominato _Paolo Diacono: De gestis Longobard._, e il si raffronti col Cluverio: _Germania antiqua_, e principalmente col Grozio: _Prolegom. ad Hist. Goth._ Nè vuolsi lasciar da parte Procopio: _Goth._ lib. II. Finalmente il Muratori, maestro di noi tutti, ha di lunghe dissertationi intorno ai Longobardi: _Script. rer. italic._ t. I, pag. 405-419.
[26] Quanto al gran traffico e splendor di Marsiglia, non si saprebbe mai leggere abbastanza il passo di Agatia, pag. 13 dell'edizion parigina 1660; e il capo 20 a 62 del libro IX. La _Cronaca di san Dionigi_ ci ha conservata la memoria della peste che scoppiò in sull'uscire del quarto secolo; lib. IV, cap. 19. Nei Bollandisti abbiamo ben mille testimonianze che provano qual ampio commercio facea Marsiglia con l'Egitto e la Siria. Era il luogo in cui venivano a imbarcarsi i pellegrini per quelle parti.
[27] Ogni giorno si vanno scoprendo ad Arli nuove antichità. Essa era uno de' più nobili municipii romani. I viaggiatori che vengono giù pel Rodano, non possono far di non salutarla; l'antica città d'Arli è una ricca spoglia svelta d'in seno alla terra.
[28] Ho misurato e confrontato le due Arene di Roma e quelle di Nimes, e ho trovato che queste sono più picciole sì ma meglio conservate. Quand'io passai l'ultima volta per Nimes, vidi che il circo maggiore era stato converso ad uso di scuderia, e che alcuni pezzi d'artiglieria ingombravano le Arene. Oh profanazione!
[29] Procopio è pur sempre la migliore autorità da consultare intorno alle origini e ai costumi delle nazioni barbare; egli fa menzion degli Unni e del Goti come di pericolosi vicini γειτονουντα del Danubio.
[30] I Bulgari erano senza più un ramo della gran famiglia degli Unni. Questa denominazione di _Bulgari_ la troviamo per la prima volta in Ennodio Panegyr. Theodorici: V. Il padre Sirmond, t. I. pag. 1598-1590.
[31] Son essi i due autori dei grandi pellegrinaggi del Nord, ond'è che la vita di sant'Anscario vien consultata da tutti i dotti di Norvegia e di Svezia, quando studiar vogliono le antichità patrie. _V. Vita_ etc.
[32] Molte torte opinioni, a parer mio, si formarono e spacciarono intorno alla caduta dell'Impero di Bisanzio; chè la sua condizione era tuttavia splendida nel settimo e nell'ottavo secolo. Veggasi intorno alle forme ed alla grandezza di questa nobile ruina la bell'opera di Costantino Πορφυρογενητος, _De cæremoniis aulæ et Ecclesiæ byzantinæ_, ediz. del Reiske, 1751, in-fol.
[33] Gl'imperatori non negarono mai questi titoli ai re franchi; n'aveano troppa paura. Il proverbio bisantino diceva «Τον φράνκον φίλον ἔχῃς, γείτονα οὺκ, ἔχῃς».
[34] Le corrispondenze diplomatiche di Carlomagno cogli imperatori di Bisanzio furono non poco importanti. Quanto alla proposta delle nozze di lui con l'imperatrice Irene, essa pare a me troppo arrischiata; ben credo che Adriano e Leone, papi, ci potesser pensare dassenno, come un mezzo ad unir le due Chiese, e ad abbattere la potenza del califfato e dei Saraceni. È da ricordare altresì che la pia Irene aveva ristorato il culto delle sacre immagini.
[35] Mi piaccion gli uomini di studi speciali, quand'ei dedican la vita a questa o quella parte della scienza. Il dotto amico mio Reinaud, ha ottenuto con le sue investigazioni, di rischiarare la maggior parte delle quistioni della letteratura numismatica e della storia orientale. Dopo la morte del Sacy io lo credo il più sapiente orientalista ch'abbia la Francia.
[36] E' mi pare che il Conde, nell'opera sua sul dominio degli Arabi in Ispagna tratti solo una parte della questione. Il Conde, siccome quegli che dedicò la vita sua allo studio dei manoscritti arabi, non vide se non quella. Senzachè, lo spirito volteriano del secolo decimottavo sforzavasi di trovar l'origine e il principio d'ogni civiltà altrove che nel cristianesimo, donde quelle iperboli intorno alla sapienza dei Cinesi e alla civiltà degli Arabi, di che tanto erano smaniosi gli Enciclopedisti.
[37] Il padre Felibien ha molto bene trattata questa quistione nelle dissertazioni che egli unì alla sua _Storia di Parigi_. Il signor Renonard ha sparso ugualmente gran lume nei municipii, ma preoccupato, al solito, dal _jus romanum_: il municipio è antico al par della Gallia. Ora, non fa di bisogno dire che lo scoprimento della _Communs_ al duodecimo secolo è simile all'ingegnoso trovato della lettera K aggiunta alla parola _Franc._ Il Secousse e il Brequigny (_Ordon. du Louvre_, prefazione) poco avean lasciato da dire agli altri intorno ai Comuni, agli altri, che approfittaron delle loro investigazioni, senza pur degnarsi di nominarli.
[38] Quanto non è da lasciarci increscere che manchino ancora parecchie di siffatte metropoli alla bell'opera della _Gallia christiana!_ Ma I nuovi Benedettini la stanno continuando, ed io spero che questo nazional monumento verrà terminato. Io lo pongo a ragguaglio di quel dei Bollandisti, _Act. Sanct._, a cui pur mancano alcuni mesi.
[39] Vedi il divieto fatto dal concilio verberiense, art. 16; _Concil. Gall._ t. II.
[40] Ecco qui sotto alcuni dei più notabili articoli de' Concilii delle Gallie. Il P. Sirmond e il Fleury si studiano di scusare i vescovi, ma son troppo gallicani da riconoscer che l'ammiranda autorità dei papi fu quella sola che pose qualche unità in quella confusione, Baluze, I, 162. _Hist._, v. 637.
1. De conjugiis in tertio et quarto gradu.
2. De eo qui cum uxoris suæ filia carnale commercium habuit.
3. Quod relictam sacerdotis uxorem ducere non liceat
4. De feminis sponte vel invito vel sine virorum consensu velatis.
5. De eo cui mortem uxor cum aliis machinata est.
6. De ingenuo qui ancillam duxit pro ingenua, et de ingenua quæ servo nupsit pro ingenuo.
7. De servo qui ancillam suam concubinam habuit, et illa relicta domini ancillam vult ducere.
8. Servus a domino libertate donatus, si postea cum ejus ancilla mœchatur, cogi potest ut uxorem illam habeat.
9. De muliere quæ virum suum in alio pago sequi non vult.
10. De filio qui com noverca moechatus est.
11. De eo qui cum privigna vel cum uxoris sorore mœchatur.
12. De eo qui cum duabus sororibus dormierit.
13. Qui anellam volens uxorem duxit, cum ea permaneat.
14. Ut ab episcopis vagis presbyteri non ordinentur.
15. Presbyter degradatus potest in necessitate baptizare.
16. Ne clerici arma gerant.
17. De muliere qua viri impotentiam causatur.
18. De eo qui cum uxoris sua consobrina mœchatur.
19. De servo et ancilis, si per venditionem separentur.
20. Ut chartularius qui cum ancilla fornicatur, eam libertate donatam uxorem habere cogatur.
21. Qui uxorem telari permisit, aliam ne ducat.
Baluze, I, 105. _Hist._ v. 637.
1. De illo qui cum uxore fratris sui fornicatus est.
2. De illo qui sponsam filii sui oppresserit.
3. De eo qui filiastrum aut filiastram ante episcopum tenuerit.
4. De illo qui cum filiastra, ignorante matre, fornicatus est.
5. De illo qui cum duabus sororibus fornicatus est.
6. Si quis propter faidam fugit.
7. De incestis.
8. De parricidis.
9. Item de incestis.
[41] _Consil. Gall._ t. II, p. 1 a 50. — Già io ho mostrato nel mio _Ugo Capeto_, t. III, questa grand'opera morale del papato.
[42] «Noi ordiniamo, dicea papa Zaccaria a san Bonifacio, per l'autorità di san Pietro, che la detta Chiesa di Magonza sia metropoli in perpetuo, per te e tuoi successori, e abbia sotto di sè cinque città, e sieno Tongres, Colonia, Vormazia, Spira ed Utrecht». _Gall. Concil._ tom. I, p. 581.
[43] Prima dell'istituzione di questa metropoli Bonifazio possedea la dignità di corepiscopo (τοῦ Χὼρου ὲπισκοποι, vescovo dei campi), che non avea nessun territorio fermo.
[44] Grande specialmente è l'autorità esercitata da Zaccaria, il cui pontificato comincia dal dì 30 novembre 741. Quanto alla storia del papato sotto Gregorio VII, io lo diedi nel mio _Ugo Capeto_, t. III.
[45] La fondazione dei monasteri di Sithieu, Fontenelle, Chelles, Corbia, seguì nel settimo secolo. San Benedetto è pur sempre il primo fondatore di que' monasteri dove si fa orazione e si lavora. Consultisi il grande e modesto Mabillon ne' suoi _Annal. ordin. sancti Benedict._ Fo altresì grandissima stima de' suoi _Act. Sanct._; ma la raccolta dei Bollandisti fu più largamente ideata.
[46] S'è fatto il conto che i cinque ottavi delle borgate e città della Francia riconoscon la loro origine dai monasteri. Il Belgio principalmente, dee loro le industri sue città. Liegi, la città de' telai, trae l'origine sua dalla traslazione delle reliquie di san Lamberto, tale essendovi stato il concorso dei popolo, che si edificò una città intorno all'arca del Santo. Questa traslazione seguì a dì 28 d'aprile dell'anno 720. _Vita Sancti Lamberti. Nelle origini della città di Liegi_.
[47] Questo nome davasi anticamente in Francia ad una fiera che tenevasi ogn'anno a San Dionigi. Nel medesimo giorno chiudevasi l'Università, e quindi il nome di landito anche all'onorario che gli studianti davano a' loro lettori. _Il Traduttore_.
[48] Vita Huberti, ecc. Il Padre Roberti, che fu pur esso gran cacciatore, ebbe molto a parlare di sant'Uberto, in quel suo opuscolo che ha per titolo: _Questiones Hubertinæ._
[49] V. la leggenda sulla fondazione di Monte san Michele. Sigebert, ecc.
[50] Due volte sono passato per Fulda che giace sulla via di Francoforte a Lipsia: appena vi riman tuttavia qualche memoria dell'antica badia.
[51] Le più delle carte originali de' Carolingi che si conservano negli archivii del regno, sono relative ai doni fatti a' monasteri di San Dionigi e di San Germano, vere fondazioni nazionali.
[52] Io ho consumato l'ultima mia giovinezza nello studio de' Bollandisti, e da questa profonda ed assidua lettura mi venne l'amor della storia. Gli _Act. Sanct. ord. Sanct. Bened._ del Mabillon, son essi pure una delle più allettative letture che far possan coloro che voglian tener dietro alla storia.